Di Alain Marshal, reseauinternational.net - Francia
Il rituale seguito dai nostri governanti è immutabile:
1/ rallegrar si della “morte” (non dire mai “assassinio”) di Khamenei; 2/ dopo aver così giustificato la guerra di aggressione americano-israeliana, crimine supremo secondo il tribunale di Norimberga, e convalidato gli elementi di linguaggio grotteschi e abbietti. 3/ dopo aver così giustificato la guerra di aggressione americano- israeliana, crimine supremo secondo il tribunale di Norimberga, e aver convalidato gli elementi di linguaggio grotteschi e abbietti dei criminali contro l'umanità che sono Trump e Netanyahu sulla presunta “dittatura dei mullah”, proclamare con la mano sul cuore che non si approva la guerra e dissociare artificialmente le altre vittime di questi attacchi criminali, affermando di essere solidali con il popolo iraniano (soprattutto, non fare alcun riferimento al fatto che questo stesso popolo è sceso in strada a milioni per sostenere il suo «regime» a gennaio, e che ha fatto lo stesso oggi, nonostante le bombe: non sono le reali aspirazioni delle donne iraniane che contano, ma quelle che «l'Occidente civilizzato» desidera per loro e che vuole plasmare a sua immagine, come impone la mentalità coloniale).
È assolutamente disgustoso vedere che più di due anni di genocidio a Gaza non hanno cambiato nulla dell'ignoranza crassa, intrisa di razzismo e islamofobia, delle nostre presunte élite, di cui abbiamo visto la reazione quando si è trattato di 40 bambini israeliani «decapitati» nella sola immaginazione putrida dei propagandisti. Persino la sinistra LFI si compiace di questo crimine di guerra che è l'assassinio di un leader straniero, servilmente definito da Mélenchon «carnefice del suo popolo», mentre stiamo parlando di una violazione senza precedenti di tutte le norme legali e morali. Quanto a Mediapart, non meno atlantista e sionista, che si congratulava con Israele per il «colpo di genio» dell'attentato terroristico di massa con i cercapersone, oggi trasforma esplicitamente la vittima in colpevole, osando affermare che l'Iran se l'è cercata perché non ha voluto capitolare sulle sue capacità di difesa (il nucleare è solo un rozzo pretesto) e si è rifiutato di lasciarsi smembrare.
Se i nostri pezzi grossi avessero a cuore il diritto internazionale, i diritti dei popoli, la pace e la sicurezza mondiale, l'assassinio di Khamenei (che, agli occhi di decine di milioni di sciiti in tutto il mondo, è almeno l'equivalente del papa per i cattolici) sarebbe condannato all'unanimità con orrore e indignazione, sia per se stesso che per le conseguenze catastrofiche che potrebbe provocare, da una crisi economica globale a una terza guerra mondiale.
Se gli “animali umani” (che siano palestinesi o iraniani) avessero la stessa dignità delle vite occidentali e israeliane agli occhi delle nostre presunte “femministe”, le bambine iraniane deliberatamente prese di mira dall'occupante israeliano, campione intergalattico dell'uccisione di bambini e della distruzione di scuole e ospedali, che sogna di trasformare tutto il Medio Oriente in Gaza e vuole assicurarsi che Trump lo segua fino in fondo nell'operazione “Furia di Epstein”, farebbero notizia su tutti i media.
We warned you: the wholesale destruction of Gaza was not an exception, it was a blueprint to crush anyone who opposes the plutocratic imperialism embodied by US/Israel and their global allies. Act now: defend int'l law from lawlessness, before the rupture becomes irreversible. https://t.co/XyqmWjO7Kc
— Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) March 1, 2026
Fortunatamente, si sentono ancora voci perfettamente sane, come quella di Francesca Albanese che, a proposito degli attacchi israeliani contro la sede della Mezzaluna Rossa iraniana a Teheran, denuncia: «Ve l'avevamo detto: la distruzione massiccia di Gaza non era un'eccezione, era un piano volto a schiacciare chiunque si opponga all'imperialismo plutocratico incarnato dagli Stati Uniti/Israele e dai loro alleati internazionali. Agite ora: difendete il diritto internazionale dall'anarchia, prima che la rottura diventi irreversibile».
Nella foto sottostante scattata il 25.02.2026, le bambine della scuola di Minab che Stati Uniti e Israele hanno ucciso in un attacco 3 giorni dopo. La scuola femminile è stata distrutta, con la morte di 168 bambine tra i 7 ed i 12 anni.
La folla immensa ai funerali
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Di Alain Marshal, reseauinternational.net
ultimo agg. - 03.03.2026
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org


PietroGE 3 marzo 2026
Ancora una volta un criminale esempio del razzismo genocida dai cosiddetti 'eletti da Dio', in realtà eletti da Satana, Il nemico per loro non è il regime iraniano, le guardie delle rivoluzione o il programma nucleare. No, il nemico è il popolo iraniano nella sua essenza e nella sua capacità riproduttiva. La dimensione biologica del terrorismo. A simile livello di barbarie non era arrivato nessuno fino ad ora. E i media nostrani fanno a gare per nascondere il crimine. È gente che non conosce la vergogna, degni compari degli 'eletti'.
ric 4 marzo 2026
Dio in terra...
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