Per alcuni intellettuali la Democrazia è malata per colpa degli elettori ignoranti: perché dico di No!

Ignoranza, democrazia

Di Davide Amerio per ComeDonChisciotte.org

Mentre sugli appuntamenti elettorali piove a catinelle l’astensione, sintomo di un chiaro malessere degli elettori, delusi e affranti dall’ipocrisia politica, i partiti gioiscono comunque, come se avessero vinto un torneo di calcetto. Alcuni intellettuali riesumano un tema ricorrente, quando il risultato elettorale non è in linea con le loro aspettative: il diritto di voto deve essere concesso a tutti? Anche a chi non possiede un “adeguato livello culturale”?

La questione è strettamente connaturata con il sistema democratico, e pone una serie di questioni: quale deve essere il livello culturale di un elettore affinché esprima una scelta consapevole e informata? La disaffezione dal voto può essere fomentata da gruppi di potere che agiscono attraverso la produzione di un sistema mediatico di livello culturale sempre più basso? Il “populismo” è la causa della disaffezione degli elettori? Non sarebbe meglio tornare a un “suffragio ristretto” consentendo l’accesso al voto solo a elettori culturalmente preparati?

Capita di leggere alcune considerazioni che, piuttosto frettolosamente, attribuiscono la causa del mali della Democrazia contemporanea alla scarsa preparazione culturale dell’elettore:

[…] In democrazia la maggioranza vince, ma non è detto che faccia la scelta giusta. Molti, troppi votanti tendono a credere a chi dice loro quel che vogliono sentirsi dire; mantenere i propositi, poi, è opzionale […]

[…] La democrazia naturale, non affidata ad una macchina, funziona se viene praticata da persone ben informate, in grado di difendere i propri interessi. Il fine principale di una democrazia, quindi, dovrebbe essere il costante aumento del livello culturale di chi la esercita. Chi vuole drogare la democrazia, invece, mira ad abbassare il livello culturale.

I programmi e le riviste “spazzatura” hanno enorme successo. […] Lo sdoganamento del basso livello culturale è stato perseguito da tutto l’arco costituzionale. Gli ignoranti possono finalmente essere fieri di esserlo e hanno tutto il diritto di sbeffeggiare chi osi mostrare anche una parvenza di cultura. Non avendo gli strumenti intellettuali per pesare le proposte politiche, fette sempre più consistenti di popolazione pensano: tanto sono tutti uguali, e non esercitano più il diritto di voto. (1)

Queste tesi ricorrono ogni qual volta gli elettori non seguono le indicazioni che alcune élite intellettuali pretendono siano seguite: allora esplode uno “psicodramma” che, piuttosto di indagare a fondo i motivi di certe scelte politiche (o di astensione), preferisce puntare l’indice contro i reprobi disubbidienti, accusandoli di non essere in grado di capire le salvifiche indicazioni provenienti dall’alto di cotanti fini intelletti.

Proviamo invece a spingerci un po’ più in là nel ragionamento, considerando le responsabilità con maggiore obiettività.

La lotta per ottenere il suffragio universale, nel quale ogni cittadino esprime il proprio voto (una testa… un voto), è stata una battaglia storica che ha accompagnato lo sviluppo della Democrazia Liberale nel corso degli ultimi secoli. Il Diritto di voto è stato allargato a tutti nel momento in cui si è ampliato il concetto stesso di Cittadino. Nella Polis greca, in genere assunta come modello storico di democrazia, il voto era possibile per tutti i “cittadini”: ma erano considerati tali una ristretta minoranza di persone che la abitavano.

Il “Ceto sociale” di appartenenza come diritto di nascita, il “Censo” inteso come capacità di reddito, il “Sesso” come discriminante di abilità intellettuali, nonché l’età, sono stati criteri con i quali si sono differenziati i cittadini: quelli a cui era riconosciuto il diritto di voto, e quelli che non potevano godere di questo diritto, in quanto ritenuti “non idonei” ad esercitarlo.

La ragione del suffragio universale trova invece giustificazione in un principio che risale ad Aristotele: chi è in grado di giudicare la bontà di una casa? Chi l’ha costruita… o chi ci abita e la vive?

Tutte le Leggi di uno Stato, le scelte di politica economica e sociale, influiscono sulla vita di tutti i cittadini: indistintamente dal loro sesso, reddito, mestiere, livello culturale. Poiché tutti, indistintamente, subiscono gli effetti della legislazione, e delle scelte di governo assunte dai decisori, per quale motivo una parte di cittadini dovrebbe essere esclusa dall’esprimere, attraverso il voto, il proprio giudizio sull’operato dei politici, che influisce direttamente sulle loro vite?

Un concetto, questo, che potremmo considerare derivato dal principio settecentesco “No Tax without rappresentation”, su cui venne costruita l’indipendenza delle colonie inglesi nelle terre d’America: al Dovere di contribuire alle spese dello stato, alla prosperità della comunità con il proprio lavoro, deve corrispondere il Diritto di giudicare ogni aspetto della vita politica, economica, e sociale, attuata dal governo, attraverso dei rappresentanti liberamente scelti mediante una votazione democratica.

Pertanto la pretesa di riconfigurare il Diritto di voto con delle limitazioni – qualunque esse siano- non ha alcun fondamento nei principi della Democrazia Liberale. Piuttosto, la preoccupazione della difficoltà di un cittadino medio nell’esprimere un giudizio politico sull’operato dei decisori, nell’ambito di una società sempre più complessa, e di una comunicazione sempre più nevrotica, ha una sua ragionevole motivazione. Ma questo non giustifica il criterio di discriminazione proposto che si basa su un – presunto- insufficiente livello di istruzione.

Chi è davvero preparato di fronte alla complessità contemporanea? Data la quantità di variabili in gioco, in ogni questione politica, chi è davvero in grado di avere una “cultura”, o una “conoscenza”, adeguata per esprimere un parere ragionato, consapevole, e sufficientemente informato, stante sia gli impegni lavorativi e famigliari cui ciascuno è sottoposto, sia il livello infimo della qualità media dell’informazione main stream?

Certamente un livello di istruzione superiore può stimolare (o dovrebbe) una maggiore capacità critica di analisi e giudizio (ma la realtà, purtroppo, è un po’ diversa). All’interno della disciplina delle Scienze Politiche un fatto è acquisito: non esistono più confini certi e definiti tra le diverse discipline con le quali si studia la fenomenologia del politico. Economia, Filosofia, Diritto, Storia, Sociologia, Antropologia, si intersecano e si complementano. Non esiste più la figura di uno studioso monolitico che prescinde dalle influenze e dai contributi di altre discipline.

Allora, forse, la questione “culturale” va esaminata sotto due punti di vista speculari: uno dall’alto (ovvero della responsabilità politica di chi gestisce il potere), e una dal basso, che riguarda ogni singolo individuo appartenente alla società.

Un “potere”, avveduto e responsabile, sa che la prosperità di un paese, e della comunità che la abita, cresce e si sviluppa anche in ragione dell’accrescimento culturale dei suoi cittadini. Un “potere” più o meno autocratico e autoreferenziale (quello che stiamo subendo da una quarantina di anni), preferisce avere un “popolo” il più ignorante possibile, le cui conoscenze devono restringersi al limitato settore lavorativo di competenza.

Un popolo così: privato di capacità critica e discrezionale, di curiosità, di dubbi, dedito al tifo politico, predisposto al facile populismo di chi promuove una narrazione semplicistica dei problemi, e consumista compulsivo di beni (per lo più superflui), per soddisfare l’esigenza del “libero mercato” neoliberista, quindi del Capitale.

Indipendentemente dalla scelta di partecipare o meno agli appuntamenti elettorali, quali armi rimangono al cittadino per non diventare preda (più o meno inconsapevole) di questo modello di esercizio di potere?

Se esiste una pressione dall’alto per comprimere la conoscenza… non esiste nessuna Legge che proibisce al singolo di ricercare e accrescere il proprio sapere. Non esistono in circolazione gendarmi armati che impediscano a chiunque di entrare in una libreria, in una biblioteca, di accedere agli e-book economici via web, e –addirittura- di usufruire del P2P per lo scambio di libri. Non viviamo (almeno per adesso) in una società sul modello del romanzo di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”.

Se ciò che più teme questo genere di potere è la conoscenza… allora è ipotizzabile che una buona difesa del cittadino implichi uno sforzo individuale per acquisire quella ricchezza di nozioni - e di “cultura”- che gli viene negata attraverso il main stream e il governo. Anche se la “conoscenza” è, in una certa misura, “dolorosa”: più sai… e più ti rendi conto di non sapere (“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia” – W. Shakespeare - La tragedia di Amleto).

Ma l’impegno nell’uscire dalla zona di comfort (della non-conoscenza), costantemente promossa nel “Paese dei Balocchi”, costruito dalla nostra società occidentale per evitare di avere a che fare con cittadini consapevoli, può essere ricompensato con la capacità di apprendere nozioni utili a valutare – e giudicare- con maggiore lucidità: esattamente ciò che più avversa un sistema politico ingolfato da incompetenza, mediocrità, e complicità non dichiarate.

Provocatoriamente: se ci impegnassimo a leggere 10 pagine di un libro al giorno… in media per 360 giorni all’anno, in 5 anni (considerando un libro medio della grandezza di 150 pagine)… avremmo letto 120 libri! Cinque anni sono il tempo una legislatura: se leggessimo 120 libri (ma anche solamente la metà), durante quei 5 anni… saremmo o no dei cittadini più consapevoli e informati? Meno soggetti ai “capricci” dei potenti? E molto più “pericolosi” per costoro?

Se servisse - votare-, non ce lo permetterebbero!” capita sovente di leggere questo Meme sui Social. Dissento vigorosamente anche da questa idea: fintantoché chi gestisce il potere ha bisogno di ricorrere alla menzogna – per accaparrare i consensi-, significa che il nostro giudizio - e quindi le nostre scelte politiche- hanno un valore. Il valore della legittimazione di cui potere ha bisogno per non apparire come tirannico. Situazione nella quale, se palesata, comporterebbe il rischio di una legittima reazione (rivoluzionaria) violenta.

Se il “potere” politico è nelle mani di “burattini” che ricevono ordini da “poteri superiori”, più o meno occulti, nessuno ci può privare, se non lo assecondiamo, del potere della conoscenza individuale, della ricerca del vero, anziché accontentarci del verosimile, o di quello che ci viene raccontato perché meglio si sposa con i nostri pre-giudizi.

La Democrazia vive nella misura in cui esiste una “attitudine” al sistema democratico: le Costituzioni scritte non sono sufficienti se non esiste una Morale individuale che non si rassegna alle apparenze, che non si accontenta del “si fa così… perché fan tutti così”. La presenza di eventuali “poteri forti”, occulti, sovranazionali, dai contorni indefiniti, non può giustificare rassegnazione e apatia: “tanto non cambia nulla… tanto è già tutto deciso”. Davvero? Siamo sicuri? E allora che facciamo? Subiamo in silenzio questo “abuso” della nostra pazienza, questa “violenza” sulla nostra intelligenza?

Perché “Pecore Nere” non si nasce… lo si diventa dubitando e non perdendo mai la “curiosità” tipica dei bambini: quella forza inarrestabile del pensiero, prodotta da quelle sinapsi fertili che pongono, con ossessione, sempre la stessa domanda: PERCHÉ? Ed esigono una risposta credibile e soddisfacente.

Di Davide Amerio per ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) = https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/17/maggioranza-vince-livello-culturale-seconda-media-democrazia-alterata/7768359/

Commenti (59)

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Mostra commenti 59 caricati
    1. omega 3 dicembre 2024

      Io invertirei il principio no tassazione senza rappresentanza, cioè chi non paga le tasse non deve votare.
      In codesto modo, zingari, parassiti sociali, delinquenti professionali ed evasori totali non potrebbero essere blanditi da politicanti disonesti e da sindacalisti da strapazzo e non potrebbe essere indebolita la forza politica dei ceti medi, come accade oggi ad opera di oligarchi e demagoghi.

    2. oriundo2006 3 dicembre 2024

      Così rinforzi lo stato: le soluzioni devono ridurne la sua vis impositiva e non giustificarla 'moralmente'. Lo stato 'etico' è una finzione degli anni '30, oramai morta. Ristabilirla significa oggi 'chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori': si avrebbe ancora più tassazione con obiettivi sempre più smodati, l'esclusione di chi non ce la fa, la marginalizzazione e da ultimo il gulag. Nel frattempo le guerre con il plus di prelievo estorto per esser accettato 'dentro': quel 'dentro' che già oggi è talmente precario per tantissimi ... Non c'è rimedio all' interno di questo sistema oramai finito.

    3. omega 4 dicembre 2024

      Infatti lo Stato si rafforzerebbe ma dovrebbe dare conto ai cittadini della sua vis impositiva.
      Ergo, se vuoi mettere nuove tasse, devi ben giustificarne il motivo per avere, col voto, l'approvazione di chi le paga.
      Oggigiorno invece, masse di parassiti sociali vengono letteralmente comprate dai politicanti di turno, spostando gli equilibri elettorali a loro favore; e siccome, parlando dei primi, trattasi di persone che ricevono dallo Stato più che dare ad esso, risultano indifferenti ad aumenti della tassazione, anzi la invocano con l'illusione o la speranza di poterne trarre maggior vantaggio.
      Tutti i sistemi politici repubblicani si fondano sulla forza politica dei ceti medi; se indebolisci questi, indebolisci la democrazia.

    1. Primadellesabbie 3 dicembre 2024

      Con cadenza probabilmente ciclica, gli abitanti del Pianeta in grado di intercettarla, dispongono di una scarica di energia 'cosmica' che si abbatte su di loro, come nel '68.

      Incubo supremo dei manovratori di turno.

      Cosa succederebbe se accadesse oggi?

    2. sbregaverse 3 dicembre 2024

      Allora la fantasia al potere.
      ora la fantasmagoria al post .

    1. BrunoWald 3 dicembre 2024

      "La lotta per ottenere il suffragio universale, nel quale ogni cittadino esprime il proprio voto (una testa… un voto), è stata una battaglia storica che ha accompagnato lo sviluppo della Democrazia Liberale nel corso degli ultimi secoli."

      Non c'è stata alcuna "lotta": ci è stato concesso perché era il mezzo più efficace per abbattere gli ultimi residui della tradizione europea, spianando il cammino al grande reset di inizio secolo scorso, l'approdo alla società liquida, senza volto, in cui il denaro è l'unico potere reale.

      "...per quale motivo una parte di cittadini dovrebbe essere esclusa dall’esprimere, attraverso il voto, il proprio giudizio sull’operato dei politici, che influisce direttamente sulle loro vite?"

      Perché non sono in grado di comprendere la logica di quell'operato, che esula dalle loro conoscenze ed esperienze di vita; e infatti quel voto è perlopiù il prodotto di emozioni e suggestioni sapientemente indotte dai media. L'esistenza del voto garantisce ai signori del denaro un potere di ricatto permanente sui politici.

      Ma allora, che fare?

      Cominciamo col prendere atto della realtà, è un primo passo.

    2. oriundo2006 3 dicembre 2024

      Non sarei così pessimista caro Bruno.
      Ricordo le elezioni degli anni '70 e come milioni e milioni di persone fossero completamente annichiliti nel loro intimo dalla scelta tra DC o PCI. Più tardi le scelte si sono fatte meno gravose, meno responsabilizzanti per il nostro futuro: lo diamo per scontato aggiogati volenti o nolenti al carro americano ( con cocchiere jewish ).
      Appunto, oggi non votiamo più pensando ad una scelta esistenziale fra due mondi opposti tale da decidere di noi, della nostra collocazione quotidiana nel 'sistema', del nostro futuro condiviso.
      Oggi diamo per scontato che il nostro futuro sia prefissato.
      Questo è l'elemento che depotenzia il voto stesso insieme all'andare a votare, e prima, l'attenzione verso la politica, ottunde la visione stessa della nostra società, orrenda e disumana, come l'interesse per qualche possibile correttivo minimo al 'sistema'.
      Tutto questo però ci sta portando lentamente al baratro: la democrazia, non 'agita' socialmente, nella sua funzione di limite al potere dello stato, perde la sua funzione di 'guida' dell'azione consapevole e permette ogni avventura politica scellerata da parte di centri di potere incistati nello stato stesso ( spesso con la mediazione di poteri criminali esteri o locali ).
      Questa percezione 'subliminale' di essere in una via senza uscita comincia però faticosamente a farsi strada: il covid ha insegnato tanto, le guerre continue con le loro motivazioni di facciata sostanzialmente prive di comprensibilità che le giustifichi, e sopratutto la crisi economica che da latente sta piano piano 'annegando' interi strati sociali prima relativamente benestanti ( questo è un tema oggi sottaciuto ma evidentissimo in una Italia a macchia di leopardo ) costituiscono elementi di potenziale risveglio, di potenziale richiesta di una vera 'politica', di una vera risposta ai problemi quotidiani ed ai valori che ogni società deve realizzare per essere vera 'societas'.
      L'elemento etico, che ha condannato comunismo e prima fascismo e nazismo, comincia ad operare segretamente contro questo sistema 'liberale': è un potente distruttore sotterraneo, oggi depotenziato parzialmente dalla pluralità di confessioni religiose e dalla crisi di quella dominante.
      Manca il contenitore politico che agglutini tutti noi: ma verrà.

    3. oriundo2006 3 dicembre 2024

      In definitiva, la democrazia occidentale ha perso il suo sostegno fondamentale: quello ETICO, nel momento in cui fa guerre assurde, 'copre' eccidi di ogni genere ovunque, scegli i cannoni invece che la società civile, fa la guerra ai suoi propri cittadini in ogni modo: e la politica vaccinale col covid lo ha ben dimostrato ( scelleratezza criminale chi si perpetua contro i nostri bambini con le vaccinazioni obbligatorie ).
      Nell'elemento etico si svela l' Opera del Signore.
      Oggi questo elemento, che giustifica una superiorità politica perchè fondata sulla 'morale' ( ma non l' uso che se ne fa ), l' hanno persa gli ebrei, collettivamente e singolarmente, fatto davvero epocale, l'hanno persa gli americani ( era talmente debole che dovevano appoggiarsi a costoro ), l' hanno persa le religioni tradizionali, prima fra tutte qui in Italia il cattolicesimo, la stanno perdendo le istituzioni comunitarie al gran completo, fondate su di un liberismo che non ha alcuna morale ma solo interessi, cattivi interessi.
      Sono tutte configurazioni sociali che hanno perso il sostegno su cui prima si reggevano e la rinuncia al voto lo certifica in modo incontrovertibile, quali che ne siano le motivazioni elettorali 'spicciole'.
      Qui vale davvero 'Vox populi Vox Dei'. E viceversa.

    1. BrunoWald 3 dicembre 2024

      Caro Davide, nella seconda metà del XX secolo avete avuto tutta la democrazia possibile, come non s'era mai visto sulla faccia della Terra: suffragio universale, partiti per tutti i gusti (meno uno, proibito per legge...), centinaia di giornali, canali televisivi, radio private, tribune politiche, manifestazioni, assemblee d'ogni tipo, sindacati, libere associazioni, e un'accesso all'istruzione e alla cultura alla portata di chiunque volesse darsi la pena di studiare...

      Nondimeno, la democrazia ha fallito miseramente, non meno della sua "spalla", il Socialismo Reale.

      E non per l'ignoranza degli elettori (benché questi siano in gran parte come li descrive @uomospeciale), o per le trame dei poteri occulti (benché molto reali ed efficaci), ma per la semplice ragione che essa è un'utopia incompatibile con la natura umana.

      La persona media non ha né la preparazione né soprattutto l'interesse per le complessità della politica: essa è interessata fondamentalmente allo scambio di beni e servizi, per cui potrebbe partecipare alla gestione di un condominio, o di un piccolo comune, ma non certo degli stati, le cui logiche sono completamente estranee a quelle dell'economia familiare.

      E se questo era vero quando il potere operava apertamente, essendo in qualche modo costretto a identificarsi con un territorio e la sua popolazione - e quindi ad imporsi dei limiti - figuriamoci adesso che consiste non più in dinastie o gerarchie civico-militari, ma in una rete inafferrabile di predatori completamente irresponsabili.

    2. BrunoWald 3 dicembre 2024

      Il fatto stupefacente che sembri normale e scontata l'idea folle e paradossale secondo cui le politiche delle nazioni dovrebbero essere decise da una somma di opinioni disinformate, ci fa capire fino a che punto l'essere umano sia plagiabile e manipolabile, fino a che punto il credo quia absurdum possa essere venduto senza problemi a masse di sprovveduti.

      Ovviamente, questa è solo la teoria, perché le decisioni che contano sono da sempre e saldamente nelle mani di minoranze dotate dei mezzi e della volontà di dominare: ma mentre un tempo queste erano indentificabili, e quindi in qualche modo responsabili, oggi la facciata democratica garantisce al potere l'impunità e l'irresponsabilità che derivano dall'invisibilità.

      Ed è proprio per questo che i criminali che dominano il mondo si sono inventati la democrazia, un paio di secoli or sono: ma che ci vuole a capirlo?

      A sua volta, l'invisibilità del vero potere riduce la politica pubblica a un volgare teatro, in cui il successo è assicurato per selezione naturale ai più svergognati pagliacci in circolazione, esseri senza principi e senza dignità che eccellono solo nell'arte di imbrogliare gli sciocchi: cosa che si può agevolemente constatare nella drammatica degenerazione della classe politica.

    1. Arian Van Heisen 3 dicembre 2024

      La Democrazia in Italy è malata non per l' ignoranza , ma per La C.I. che è una Frode per l' elettore.
      I minori di 21 anni non dovrebbero avere accesso al voto se non occupati .
      Articolo di aria fritta.

    2. Martin 3 dicembre 2024

      E' stato recentemente accertato definitivamente che il cervello, e specialmente i lobi frontali, finiscono di svilupparsi verso i 25 anni. Non dico di far votare solo i 24 o 25enni, ma sicuramente far votare i 18enni è stato un errore, bisognerebbe ristabilire i 21 anni, ma figuriamoci.

    3. Arian Van Heisen 3 dicembre 2024

      Per il Senato invece solo a 25-27 anni, comunque in Italy con questa C.I. finchè non cambiano gli articoli 11 e 67 e mettere la Responsabilità Civile alla Magistratura votare è una presa in giro per la Democrazia.

    1. Primadellesabbie 3 dicembre 2024

      "... nessuno ci può privare, se non lo assecondiamo, del potere della conoscenza individuale, della ricerca del vero..."

      Questo non è vero.

      La democrazia è il presupposto per un libero accesso alla conoscenza.

      Proprio per impedire che questo si verifichi è stata messa a punto, a opera di una fazione aristocratica attiva a ogni livello della società, una narrazione mirata, che attualmente sta franando in ogni campo e causa il disorientamento e i mal di pancia che sperimentiamo.

    1. Martin 3 dicembre 2024

      Non mi perderei in inutili disquisizioni, semplicemente il 90% delle persone non ha gli strumenti, di cultura politica, giuridica ed economica per comprendere la complessità contemporanea e cade vittima sia della manipolazione che dell'ignoranza dei mass media. Il livello della stampa italiana in particolare è raggelante per chi come il sottoscritto ha obiettivamente una cultura storica, politica ed economica di gran lunga superiore alla media.

      Posso dilettarmi in alcuni esempi relativi all' UE.
      a) La Commissione UE è a tutti gli effetti un Governo europeo, non eletto, non responsabile verso i popoli e molto difficilmente rimuovibile. Dai trattati di Maastricht e successivi, si è azionata una storica marcia indietro nel secolare movimento europeo verso Governi democratici, controllabili e rimuovibili.
      b) Si continua ad accusare la Commissione Europea di "neoliberismo" e non si vede che invece le priorità sono giganteschi interventi di spesa neokeynesiani mirati a: l'estensione ad Est in confronto con la Russia (armamenti in primis); trasferimento massiccio di risorse dall' Europa occidentale all' Europa dell' Est, in corso dal 2004 via fondi di coesione et similia, con inoltre il recente blocco della spesa pubblica dei Paesi latini; trasferimento massiccio di risorse via sussidi pro agenda verde.

      Si tratta di una agenda politica interventista e neokeynesiana che passa sostanzialmente inosservata, e che ha portato in meno di 20 anni alla perdita del 30% della crescita, degli stipendi e del potere d'acquisto dell' UE rispetto agli USA. Un fallimento totale, appunto coperto dalla ridicola accusa di neoliberismo.

    1. A XII century man 3 dicembre 2024

      La democrazia sarebbe niente male in presenza di un'informazione non controllata. Non il miglior sistema possibile ma di sicuro un buon sistema.

    2. Martin 3 dicembre 2024

      Oltre al controllo non va sottovalutata la crassa ignoranza e totale mancanza di specializzazione e preparazione del giornalista medio, specie italiano.

    1. sbregaverse 3 dicembre 2024

      Ma come i bambini , se escono dalla stessa porta dove entrano i cazzi ¿?

    2. sbregaverse 3 dicembre 2024

      Il PRIZE ora o mai più !

    1. sbregaverse 3 dicembre 2024

      《Nessuna resistenza a ciò che è》
      Ramesh.
      {Consiglio speciale ai pigri , meglio ai pigri speciali}

    1. nicolcass 3 dicembre 2024

      ho votato Lega per anni pensavo fosse differente dagli altri, scommetto che anche gli elettori 5s hanno pensato la stessa cosa del partito di grillo..puttanate..tutti i partiti rispondono a washington e fanno ciò che dicono gli americani...

    2. sbregaverse 3 dicembre 2024

      E magari Washington risponde a DIO ¿?
      {Non si muove foglia che DIO non voglia}

    1. pieros 2 dicembre 2024

      Esiste una logica che è propria dello stato e che lo conduce a monopolizzare sempre più compiti e attività. A spese della libertà del singolo e della società.

      A.De jasay. LO STATO. 4a di copertina .ibllibri.

    2. Ciaparat 2 dicembre 2024

      infatti il problema non è avere PIU' demo-crazia ma MENO crazia.

    1. Dario Lampa 2 dicembre 2024

      Quale democrazia?

    2. sbregaverse 3 dicembre 2024

      La zia Democra caro frate Lampa.

    1. Ummon 2 dicembre 2024

      Così com'è, la democrazia funziona più o meno come un concorso di bellezza per alzata di mano.

      Si dice spesso che i politici sono solo burattini: ma perché, se voi aveste potere affidereste qualcosa di responsabilità a gente scelta in questo modo?

      Al potere vero, nel bene o nel male, si accede in tutt' altra maniera: per cooptazione, per scalata, per conquista.

      Le tecnocrazie sono più sincere, in fondo: sai che anche il mandarino più corrotto ha scalato la (metaforica?) montagna di corpi dei rivali per arrivare là dov'è.

    1. GioCo 2 dicembre 2024

      [...]
      PERCHÉ? Ed esigono una risposta credibile e soddisfacente.
      [...]

      Perché pensano e se pensano giudicano e se giudicano esagerano. E' un codice ineluttabile che l'anima giovane non capisce, deve esperire. Noi veniamo qui per ubbidire, a Moloch o alla trascendenza, cioè l'armonia tra le cose, secondo dettato e possibilità. Una scelta miserabile, non c'è altro. Moloch è la via semplice. Votare è ininfluente, leggere libri tendenzialmente ti incasina il cervello se domina Moloch. Il pensiero è proprio del cervello, riflettere del cuore. Ma non si può riflettere senza esperienza cumulata in molte rinascite, mancano le basi come per i bambini. Senza, banalmente, Moloch non lo vedi. Sapere è per pochi. Sono quei pochi che dovrebbero riflettere. Non lo stanno facendo.

    2. pieros 2 dicembre 2024

      Magari non lo fanno( riflettere) poiché in fondo in fondo credono che ,come già fu detto, governare gli italiani ( ma si può applicare a tutte le nazioni del mondo) non è impossibile o difficile. È inutile.

    3. ailavioni 3 dicembre 2024

      illo tempore, sic dixit dux,

    1. sarah 2 dicembre 2024

      Dove si concentra il vero potere decisionale non esiste "suffragio", tanto meno universale, ma un insieme di interessi lobbistici ed elitari (vedasi commissione europea). Nella politica nazionale, palesemente privata di qualsivoglia carattere rappresentativo, il problema nasce in gran parte dalla presunzione del "progressismo" che si ostina ad individuare categorie e "blocchi sociali" accomunati, sul piano ideologico, da qualche caratteristica culturale o dal fatto di aver subito qualche forma di sopruso. Se poi nella realtà la cosa non funziona e il messaggio implicito risulta inefficace, il progressismo snob nega l'evidenza, si indigna e invoca addirittura la "rieducazione" dei soggetti "resistenti". Per il loro bene, assicurano loro... Non si salvano i partiti "popolari", ormai generalmente cooptati sul nascere.

    1. carla 2 dicembre 2024

      "È un mondo spietato, figliolo: bisogna tener duro fino a quando passerà questa mania della democrazia."

    2. uomospeciale 2 dicembre 2024

      Io vedrei bene una monarchia patriarcale illuminata.
      La democrazia ha dimostrato svariate volte di non funzionare:
      Non si dà una pistola carica in mano a un bambino, né la democrazia a un popolo di eterni adolescenti.
      Ma di gente seria in giro non ce né manco per le monarchie o semi dittature fatte come si deve.
      Siamo fregati.

    3. sbregaverse 3 dicembre 2024

      La mon^a^rchia già c'è.
      Siamo FREGNATI !

    4. sbregaverse 3 dicembre 2024

      Ullallà il secondo PRIZE in un giorno solo!

    5. carla 3 dicembre 2024

      Noi come paese a monarchie stavamo fregati anche due secoli fa.
      Un re peggio dell'altro e non parliamo dell'assassino che ci sarebbe stato adesso.

    6. sbregaverse 3 dicembre 2024

      ALTAN d'annata ?

    7. carla 3 dicembre 2024

      Kubrick aggiornato

    1. Primadellesabbie 2 dicembre 2024

      "...Non sarebbe meglio tornare a un “suffragio ristretto” consentendo l’accesso al voto solo a elettori culturalmente preparati?..."

      Già fatto, un centinaio di persone decidono le sorti del mondo, altri trasmettono gli ordini e il resto si adegua.

      Meglio di così!

    2. carla 2 dicembre 2024

      La commissione europea non è altro che questo

    3. uomospeciale 2 dicembre 2024

      Non cosi ristretto, però..
      Così è troppo!

    4. Primadellesabbie 2 dicembre 2024

      La competizione, Emilio Del Giudice, 4 minuti (da 25' alla fine):

    1. uomospeciale 2 dicembre 2024

      io metterei il voto a pagamento che so, 100 euro.

      Così si scremerebbero tutti quelli che non sanno niente di niente ma vanno a votare comunque, facendo solo dei danni.
      Inoltre magari dopo gli elettori pretenderebbero dagli eletti il rispetto delle promesse fatte.
      Non facciamoci troppe illusioni sulla coscienza civile e democratica del popolo,io più conosco la gente, più parlo con loro e più mi rendo conto che gli interessano e reagiscono solo a stimoli molto semplici e basilari calcio, cibo, birra, sesso, moda, gossip e basta.

      Non sto scherzando:

      ( il 90-95% della gente che incontro in giro non è in grado di sostenere una conversazione su niente che non riguardi gli argomenti che ho menzionato .)

      Anche tra gli eletti ed eleggibili sicuramente andrebbe data una bella scremata sia verso l'alto che verso il basso:

      Sopra i 65 anni si ha già un piede nella fossa si hanno idee vecchie inadatte ai rapidi cambiamenti dei tempi moderni, si è fuori da anni dal mondo produttivo e competitivo del lavoro e si avverte il soffio di Ade che spira impetuoso. I vecchi hanno paura non solo di qualsiasi cambiamento ma anche del futuro perché sanno bene che per loro c'è solo un buco per terra.
      Per loro niente parlamento:
      Meglio una panchina nel parco per dar da mangiare ai piccioni e pace.

      Neanche sotto i 30 anni vanno bene, quasi sempre sono ancora dei cavalloni che pensano solo sc0pare, drogarsi, bere, e zompare da un letto all'altro.
      Non hanno famiglia, figli, responsabilità, né hanno la più pallida idea di che cosa significhi averle.
      Quasi sempre non lavorano neppure e vedono la politica solo come un rimedio alla disoccupazione .
      Via anche loro, restino a casa a farsi le P1ppé a doppia mano e a giocare con la PlayStation.

      Dai 30 ai 65 invece per me vanno bene per essere eletti, hanno un lavoro, spesso una famiglia, dei figli, delle aziende, delle idee da portare avanti ecc ecc...
      Insomma sono gli unici membri pienamente integrati e produttivi della nostra società:
      Ben consapevoli dei problemi della vita e del vivere e quindi sono anche le persone più adatte a risolverli.

    2. BrunoWald 2 dicembre 2024

      "...gli interessano e reagiscono solo a stimoli molto semplici e basilari calcio, cibo, birra, sesso, moda, gossip e basta".

      Questa infatti è la cruda realtà delle cose, come ben sa ogni persona che abbia qualche esperienza della vita e una minima capacità di osservazione, quali che siano le sue idee politiche.

      Ed è appunto per questo che i massoni inventarono la democrazia: perché sanno di poter gestire comodamente questa massa di pecoroni (loro li chiamano "i profani") senza che lo sospettino neppure.

      Che poi, in effetti, non è certo una colpa il fatto di essere come li descrivi: è semplicemente la natura del popolo, come hanno sempre saputo le persone di buon senso in ogni epoca.

      Semmai è da biasimare la perfidia di certi "iniziati" che fingono di lasciar decidere i "profani" circa i massimi sistemi. Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia...

    3. Fantine 3 dicembre 2024

      Caro Bruno, sul voto e la democrazia abbiamo punti di vista diversi, ma non poi così distanti. L'apparente distanza passa certamente per il significato da attribuire alle parole che utilizziamo come contenitori di concetti e mi riferisco, in particolare, alla parola "democrazia", su cui abbiamo già interloquito un po' di tempo addietro.
      Ad ogni modo, volevo condividere un passo tratto da "Disobbedienza civile" di Thoreau, che credo possa piacerti per la descrizione puntuale di un certo agire umano, che ricorre come atteggiamento.
      Eccolo:

      Siamo abituati a dire, che la massa degli uomini è impreparata; ma il miglioramento è lento, perché materialmente i pochi non sono più saggi o migliori dei molti. Non è così importante che molti siano buoni come te. Importa che esista l'assoluta bontà da (nota 15) qualche parte; perché essa farà lievitare tutta la massa. Sono migliaia di persone che si oppongono in linea di principio alla schiavitù e alla guerra, e che pure, in pratica, non fanno niente per porre fine ad esse; che considerandosi figli di Washington e Franklin, stanno seduti con le mani in mano, a dire che non sanno cosa fare, e non fanno niente; che perfino considerano la questione della libertà meno importante della libertà di commercio, e tranquillamente leggono i prezzi al consumo insieme con le ultime notizie dal Messico, dopo cena, e magari si addormentano su entrambi. Quale è oggi il prezzo al consumo di un uomo onesto e di un patriota? Esitano, si dispiacciono, e a volte fanno petizioni; ma non fanno nulla di sincero e di efficace. Aspetteranno, ben disposti, che gli altri rimedino al male, in modo da non dover più dispiacersene. Al più, daranno un piccolo voto, un incoraggiamento debole e un "buona fortuna" al giusto, quando passa loro vicino. Ci sono novecento novantanove sostenitori della virtù per ogni uomo virtuoso; ma è più facile trovare un accordo con il vero proprietario di una cosa, che trovarlo col suo guardiano temporaneo. Tutte le elezioni sono una sorta di gioco, come la dama o il backgammon, con su una leggera sfumatura morale, cioè un gioco con il giusto e l'ingiusto, con le questioni morali; e le scommesse naturalmente le accompagnano. La reputazione degli elettori non è in gioco. Io esprimo il mio voto, forse, come penso sia giusto, ma non sono preoccupato profondamente che la giustizia possa prevalere. Sono disposto a lasciarlo in mano alla maggioranza. Il voto è un dovere, pertanto, che non va mai oltre la convenienza. Perfino votare per il giusto significa non fare nulla per esso. Significa solo esprimere agli uomini timidamente il desiderio che la giustizia prevalga. Un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercè del caso, e neppure desidererà che prevalga grazie al potere della maggioranza. C'è molta poca virtù nell'azione di masse di uomini. Quando la maggioranza finalmente voterà per l'abolizione della schiavitù, sarà perché si è indifferenti alla schiavitù, o perché ne è rimasta solo poca, di schiavitù da abolire con il voto. Essi saranno allora i soli schiavi*.
      Solo il voto di chi afferma la propria libertà con il voto, può affrettare l'abolizione della schiavitù.

      Ti giro anche un link dove scaricare il pdf del libro, se hai voglia di dargli un'occhiata.

      https://books.google.it/books?id=_-iMDwAAQBAJ&pg=PT4&source=kp_read_button&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&gboemv=1&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

      Merita anche il racconto della sua notte in cella nella prigione; ho ritrovato un po' del tuo pensiero in quel passo, Bruno.
      Lo recupero e lo inserisco a seguire.

      *Il grassetto su questa frase è mio, volto ad evidenziarla per l'amara riflessione che ne accompagna la lettura.

    4. Fantine 3 dicembre 2024

      Non ho pagato le tasse elettorali per sei anni. Fui messo in prigione per questo, per una notte; e, mentre stavo a considerare le mura di solida pietra, spesse due o tre piedi, la porta di legno e acciaio, spessa un piede, e la grata di ferro che restringeva la luce, non potevo fare a meno di essere colpito dalla follia di quella istituzione che mi trattava come se fossi solamente carne e sangue e ossa, da rinchiudermi. Mi chiedevo se alla fine avessero concluso che questo fosse il miglior uso che si potesse fare di me, e non avessero mai pensato di far uso dei miei servizi in qualche modo. Io vidi che, se c'era un muro di pietra tra me e i miei concittadini, c'era un muro ancor più difficile da scalare o rompere, prima che essi potessero diventare liberi com'ero io. Non mi sentii confinato neppure per un momento, e i muri mi sembravano un grande spreco di pietra e malta. Mi sentivo come se fossi il solo tra i miei concittadini ad aver pagato le tasse. Loro evidentemente non sapevano come trattarmi, ma si comportavano da maleducati. In ogni minaccia e in ogni complimento c'era una menzogna; perché pensavano che il mio desiderio più grande fosse stare dall'altra parte di quel muro di pietra. Io non potevo fare a meno di sorridere vedendo con quanto fervore chiusero la porta sulle mie meditazioni, che li seguirono di nuovo al di fuori, senza incontrare ostacoli, e questi pensieri erano tutto ciò che avevo di pericoloso. Siccome non potevano raggiungermi, si decisero a punire il mio corpo; proprio come i ragazzini, se non riescono ad arrivare a qualche persona contro cui hanno una ripicca, se la prendono con il suo cane. Vidi che lo Stato era imbecille, che era timido come una donna sola con la sua argenteria, e che non riconosceva i suoi amici dai suoi nemici, e io persi tutto il rispetto che mi rimaneva per esso, e ne provai pietà.

      * Grassetto mio.

    5. sarah 3 dicembre 2024

      Sembrerebbe che proprio l'istituto del "voto democratico" incoraggi questo atteggiamento passivo. Se mi è data la possibilità ufficiale di esprimere il mio parere, io interiorizzo l'idea che in realtà non si possa fare di più. Quando ciò non è totalmente vero. La percezione stessa dell'ingiustizia, generica o riferita a fatti politicamente circostanziati, viene annacquata dall'apparente semplicità con cui l'elettore ha espresso la propria preferenza. Certamente la democrazia ha anche il compito di "smussare gli angoli" e di applicare una sorta di volere "della maggioranza", attraverso la delega dei poteri (la giustizia, su tutti in questo caso) ai rappresentanti eletti. Peccato che oggi - e non solo forse - qualcosa si sia impadronito di questo "volere" democraticamente espresso, snaturandolo e utilizzandolo per scopi ben lontani dalle idee dell'elettore. Elettore che, a sua volta, continua a sentirsi complessivamente "garantito" dal sistema che gli consente di votare e tende all'inerzia anche di fronte alle violazioni più evidenti. Lentamente abbiamo accettato l'idea dell'inutilità degli organi rappresentativi, non ultimi quelli sindacali. Una paralisi della coscienza e dell'azione che si verifica perché in pochi (forse i pochi a cui fa riferimento l'autore) avvertono davvero la gravità delle situazioni o i rischi che esse comportano. E questa paralisi, oggi, non può che dar linfa vitale a quegli apparati non elettivi che, nel silenzio, hanno ormai messo le mani su un buon numero di "governi eletti". Senza dubbio un problema di non facile soluzione.

    6. Fantine 3 dicembre 2024

      Condivido appieno quanto hai scritto, Sarah.

      Peccato che oggi – e non solo forse – qualcosa si sia impadronito di questo “volere” democraticamente espresso, snaturandolo e utilizzandolo per scopi ben lontani dalle idee dell’elettore.

      Sottoscrivo e aggiungo: per scopi ben lontani dal servizio che con il potere conferito si è chiamati a svolgere.
      Ad essere eletti si svolge un servizio, il potere è lo strumento. Questo è l'assioma, che sembra sfuggire.
      Poi si può discorrere dei fini, dei limiti, degli ambiti.
      E sì, ahinoi, si erode la democrazia o meglio si è arrivati ad erodere anche quel contentino apparente che ne è il surrogato e s'è trovata la veste adatta per coprire il re nudo: il "partenariato" pubblico privato, il futuro che è già presente.
      Concludo ricordando che Aristotele aveva ragione: per risolvere il paradosso della democrazia occorre ridurre le disuguaglianze, non la democrazia.
      E qui si apre l'universo mondo, cara Sarah.

    7. nicolcass 3 dicembre 2024

      scremando vecchi e giovani resti solo tu...ok ti voto se mi farai andare al seggio... cosa pensi del vincolo esterno? sei in grado di prevedere il commercio con la Cina nei pressi 20 anni? nella UE dobbiamo restarci?

    8. sbregaverse 3 dicembre 2024

      In attesa della Gerusalemme in terra ¿?

    9. Fantine 3 dicembre 2024

      L'universo mondo, caro Sbrega.

    10. Nonso 3 dicembre 2024

      In attesa della terra promessa si apre il muntiverso a lattea intera.

    11. BrunoWald 3 dicembre 2024

      Ciao Fantine, lieto di risentirti.

      Ti ringrazio per il tuo intervento, pensa che ho sottomano proprio il libro di Thoreau, che ho ereditato dai miei genitori, e mi hai motivato a leggerlo con attenzione.

      Ho già scritto anche troppo per oggi, non vorrei diventare logorroico... 😄 Per cui mi limiterò a citare una frase in apertura del libro:

      «"Il migliore dei governi è quello che non governa affatto", e quando gli uomini saranno pronti, sarà questo il tipo di governo che avranno».

      Penso che alcuni di noi siano già pronti. Per tutti gli altri, temo che non possiamo fare nulla.

    12. oriundo2006 3 dicembre 2024

      Giustissimo cara Sarah. Ma si vota tutti i giorni con l'acquisto di beni, le parole e le frasi che si dicono in giro, l' insegnamento che possiamo dare ai nostri pargoli, sempre chè il lavaggio del cervello scolastico non ottunda loro e di riflesso intimidisca noi con ragionamenti troppo 'difficili'.
      Se il voto fosse solo in occasione delle elezioni, allora sarebbe veramente inutile. Quello che manca oggi sono i luoghi dove esercitare il nostro diritto di parola in modo proficuo. Un tempo erano i sindacati, i partiti, l'associazionismo cattolico, fino alle tribune elettorali seguite nei bar che fornivano anche a quelli meno addentro, l' occasione per capire e sapere e poi decidere: nonchè di partecipare direttamente. Oggi tutti questo è sostanzialmente finito.
      Anzi, c'è una specie di difficoltà anche ad aprire un discorso ampio e profondo: si glissa, non si dà peso, ci si premura di evitarlo perchè 'divisivo'. Questo è il temine esatto della nostra fine di un'epoca: non si accetta più di andare 'contro', non lo si vuole più: si miraall' unità delle coscienze, anche di quelle contrarie: devono restare silenti. L'allineamento mentale prelude all' allineamento delle armate in marcia.

    13. oriundo2006 3 dicembre 2024

      Questa frase mi fa paura: governerà nel silenzio e nell' oscuro, come già oggi in tante occasioni, mentre si 'preparano' gli uomini ad accettarlo senza discutere. E' il governo di chi ha dalla sua non il numero ma la facoltà di prevalere.
      Meglio evitare...

    14. Fantine 3 dicembre 2024

      Piacere mio tornare a parlare con te, caro Bruno.
      Ed è sempre un piacere leggerti.
      Sono lieta anche della coincidenza sul libro di Thoreau.
      Torneremo a parlarne, allora.
      A presto, Bruno.

    15. BrunoWald 4 dicembre 2024

      "si glissa, non si dà peso, ci si premura di evitarlo perchè ‘divisivo’. Questo è il temine esatto della nostra fine di un’epoca: non si accetta più di andare ‘contro’,"

      Parole sante.

      Questi esseri esangui vogliono solo evitare il conflitto, il confronto, di cui hanno un sacro terrore, votandosi all'ignavia più ecumenica possibile. Ci si auto-censura per non "offendere" i sentimenti altrui... Si teme di essere "divisivi", come se le divisioni sparissero per magia facendo finta di nulla... Ci si illude di sfuggire alla Storia evitando le decisioni difficili - ma ormai qualsiasi decisione.

      Sei troppo ottimista quando parli di armate in marcia: io vedo solo un futuro di disarmati che marciscono.

    16. oriundo2006 4 dicembre 2024

      Bruno, un pensiero molesto mi sovviene: e se questa ansia di unanimismo assolutista fosse il portato 'deviato' del' 'unità' e 'unicità' di 'Dio' predicato dall' Islam ( 5 volte al giorno ) ma surrogato verso altri obiettivi da quei rabbini talmudici che ben sappiamo hanno la facoltà di impadronirsi delle volizioni altrui per indirizzarle verso i propri fini ?
      Anche qui e forse proprio qui sta la diversità ontologico-politica tra mondo occidentale e mondo islamico: unità vs pluralità.

    17. BrunoWald 5 dicembre 2024

      Penso che sia soprattutto un segno di senescenza, un'ammissione di debolezza, dell'incapacità di sostenere il confronto, la compulsione a negare l'altro - la cui mera esistenza è vissuta come una minaccia.

      L'emasculazione dell'occidente ha come conseguenza l'intollerabilità del conflitto come tale: non a caso si parla di "crisi" da scongiurare, di peacekeeping, di operazioni di polizia...

      Cosa che sul versante interno si traduce in "correttezza", nel non "offendere", in un unanimismo forzato, di natura profilattica.

      Immagino che la decadenza di ogni organismo particolare assuma forme specifiche: quelle che osserviamo sono coerenti con un monoteismo nato malato, corrotto fin dall'origine nel senso che hai chiarito più volte.

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