PD, LE TESSERE STRACCIATE E L'ATTACCO AL CUORE DELLO STATO

PD, LE TESSERE STRACCIATE E L'ATTACCO AL CUORE DELLO STATO

DI GIORGIO CATTANEO

libreidee.org

Vent’anni di guerriglia verbale con Berlusconi, per poi andarci a nozze definitivamente, all’ombra del Quirinale, contro la volontà della stragrande maggioranza del paese e persino dei propri iscritti, esasperati dalla protervia marmorea di una nomenklatura grottesca. Nella inquietante “notte della Repubblica” che si spalanca sull’incerto 2013, brilla il bagliore – non scontato – dei roghi delle tessere del Pd, il “popolo delle primarie” che sembra aver finalmente capito di esser stato ferocemente preso in giro: a personaggi come Bersani, Letta, Bindi, Violante, D’Alema e Finocchiaro non è mai passata nemmeno per l’anticamera del cervello l’ipotesi di un vero cambiamento.Se l’antiberlusconismo tanto sbandierato era solo un collante di comodo, fragile e insincero, ora è scaduto anche quello. Così si comprende meglio l’irruzione sulla scena di Beppe Grillo, come sostiene Giovanni Minoli: «Grillo ha fatto un miracolo democratico, ha evitato una guerra civile».


Sul versante di sinistra, la democrazia italiana sembra sotto choc. Ha scoperto all’improvviso che i presunti paladini del progressismo erano in campo per tutt’altra ragione. E cioè: addormentare l’opinione pubblica e impedirle di pretendere un vero riscatto civile. Meglio imbrigliarla con falsi obiettivi e abili diversivi, per far digerire al popolo del centrosinistra le misure più impopolari di sempre. Avverte l’economista italo-danese Bruno Amoroso: a partire dallo scandalo Mps, la storia si sta incaricando di smascherare una “democratura” infiltrata da poteri fortissimi, esterni agli interessi dell’Italia, ai quali obbedire puntualmente, ogni volta mentendo al proprio elettorato e magari agitando bersagli di carta: la finta crociata contro l’ineleggibilità del Cavaliere, l’antimafia come orizzonte politico di parte e la denuncia dell’evasione fiscale come male assoluto, perfettamente adatto a colpevolizzare il paese. Evasione e mafia, due metastasi italiane. Nulla, però, in confronto all’attacco al cuore dello Stato, organizzato dall’élite neoclassica e neoliberista di Bruxelles, intenzionata a confiscare quel che resta della sovranità democratica per privatizzare tutto, a costo di gettare milioni di persone nell’incubo della precarietà e del bisogno.

Rinnegati di sinistra, li chiama il filosofo Costanzo Preve: fino a ieri hanno potuto agire impunemente, protetti da un mainstream prezzolato e ipocrita, sempre pronto a non vedere, non dire, non discutere, e quindi ostile alla contro-narrazione improvvisata da Grillo, che ora è arrivata – nonostante l’interdizione sovietica di giornali e televisioni – a costruire una scomoda testa di ponte in Parlamento e nelle piazze indignate che assediano il Palazzo. Niente di rassicurante all’orizzonte: da una parte il bunker della partitocrazia in sfacelo, al guinzaglio dei signori di Bruxelles, e dall’altra un’opposizione di governo tutta da costruire, guardando all’Europa di domani. Quella della Francia che ormai fischia Hollande, del Portogallo che dichiara anticostituzionale il Fiscal Compact, della Grecia dilaniata dal ricatto della nuova schiavitù, dell’Inghilterra sovrana che fa assorbire quote di debito dalla propria banca centrale. Centrosinistra inesistente anche a Berlino, dove – mentre la Spd condivide con la Merkel il delirio del rigore spacciato per virtù – è la destra liberale di “Alternativa per la Germania” a mettere in discussione l’euro come sistema ingiusto, fallimentare e anche pericoloso, vista l’ondata di risentimento anti-tedesco che sta suscitando nel resto del continente.


La sinistra italiana, capace di imporre una sterzata popolare alla Costituzione materiale del paese, era quella guidata da Enrico Berlinguer e da personalità d’altri tempi come Sandro Pertini, in grado di parlare alla nazione, e come Gino Giugni, l’architetto democratico dello Statuto dei Lavoratori, che portò anche in fabbrica la democrazia nata dalla Resistenza antifascista. Con l’inaudita rielezione di Napolitano al Quirinale sembra terminare un lungo equivoco, coltivato dallo strano regime bipolare (ma in realtà bipartisan) insediatosi dopo Tangentopoli con la promessa di riscattare il paese dal cancro della corruzione: distratta dai meritati applausi ai giudici di Mani Pulite, l’opinione pubblica non si era accorta che – lontano dai riflettori – il Trattato di Maastricht rappresentava l’inizio della fine della democrazia parlamentare e quindi della libertà. Era una cessione semi-clandestina della sovranità nazionale, concessa senza validazione popolare e senza neppure la contropartita democratica di un governo federale europeo. I risultati arrivano oggi e si chiamano catastrofe dell’economia, pareggio di bilancio e massacro sociale, manovre lacrime e sangue imposte da “ministri della paura” di ieri, di oggi e di domani.


Giuliano Amato, ricorda Franco Fracassi nel libro-inchiesta “G8 Gate”, fu il premier che, un anno prima della mattanza di Genova, fece pestare a sangue i disoccupati che protestavano a Napoli: per la prima volta, osserva Fracassi, alla polizia antisommossa di Gianni De Gennaro fu ordinato di non lasciare vie di fuga ai manifestanti, trasformando la piazza in una trappola. Dieci anni di letargo, dopo la sanguinosa liquidazione del movimento No-Global e l’infarto democratico mondiale dell’11 Settembre, hanno incubato i fronti più atroci di quella che Giulietto Chiesa annunciò col suo vero nome, la Guerra Infinita. Poi il crac della Lehman, gli Indignados, Occupy Wall Street. In Italia, nonostante la sordità non casuale del Pd, parla una lingua internazionale la resistenza civile della valle di Susa contro l’assurda violenza di una “grande opera inutile” come il Tav Torino-Lione. Nel fatidico 2011, l’anno del luttuoso avvento di Monti & Fornero, l’Italia sembrava essersi svegliata dal sonno: il clamoroso plebiscito democratico dei referendum per i beni comuni portava la firma, tra gli altri, di Stefano Rodotà. Ancora una volta, il Palazzo ha votato contro la volontà popolare, sfidandola. Ma oggi – a partire dalla rivolta di Vendola e dei militanti del Pd – i rottami del centrosinistra non potranno più ingannare l’opinione pubblica ricorrendo ai vecchi alibi, ora che sembrano apprestarsi a consegnare definitivamente il paese al super-potere straniero che lo sta sbranando.

Giorgio Cattaneo

Fonte: www.libreidee.org

Link: http://www.libreidee.org/2013/04/pd-le-tessere-stracciate-e-lattacco-al-cuore-dello-stato/

21.04.2013

Commenti (36)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. mincuo 2 maggio 2013

      Preve non può parlare di sinistra perchè non è sufficientemente puro.

      Poi dicono che tutto sarebbe cambiato e che non ci sono più neanche le mezze stagioni. Ma va là....

    1. Cataldo 23 aprile 2013

      LO fate troppo buono a N, .....
      non è che non si è opposto, cosa che non toccava comunque a lui, essendo il potere di indirizzo politico del presidente del consiglio, ma N verrà ricordato nella storia come il bombardiere della Libia, che poi è il primo caso di una nazione che si spara nei coglioni, per dire: la riunione del Comitato Supremo con il presidente del consiglio sulla Libia era alle 10:30 e la velina presidenziale con l'entrata in guerra dell'Italia contro la Libia di N è delle 9:00, tanto per ricordare solo uno degli sfregi costituzionali di questo figuro, che il presidente del consiglio fosse B chiarisce il quadro, ma nulla toglie alla sostanza.
      La sua biografia in sintesi : con al governo i fascisti è stato fascista, con i rossi partigiani in auge è diventato rosso, mangiata la foglia diventa ameriKano, se continuasse a sopravvivere alle sue nefandezze ed arrivassero i marziani lo vedremmo autorevolmente tingersi di verdino.

    1. Gracco 22 aprile 2013

      ci sono persone al mondo (come l'anarchico Cohn Bendit) che, sviluppando (o rinnegando?) il proprio punto di partenza, sono divenuti alfieri dell'imperialismo, del sionismo e del globalismo. Quale deriva è peggiore, quella di Preve o di quella diCohn Bendit?

    1. Truman 22 aprile 2013

    1. Truman 22 aprile 2013

    1. Giancarlo54 22 aprile 2013

      Quindi?

    1. radisol 22 aprile 2013

      Ho citato il 1977 perchè era l'esempio più recente .... ed anche quello in cui il Pci fu spudoratamente e ferocemente "contro" la rivolta ... nel 1948 e nel 1960 si limitò a "frenare" ....

    1. haward 22 aprile 2013

      Queste contrapposizioni tra un'età dell'Oro della Sinistra con i Giugni, i Pertini ed i Berlinguer e l'attuale decadenza fanno sorridere (o piangere). E' stato il PCI di Enrico Berlinguer (e di Giorgio Napolitano) a collocare definitivamente il Partito nell'ambito Atlantico (NATO) o me lo sono sognato?
      E Gino Giugni e Sandro Pertini, esaurito tutto l'armamentario della retorica antifascista, hanno mai pronunziato una sola parola sulla collocazione dell'Italia nello scacchiere economico e finanziario internazionale? Destra e Sinistra sono solo delle categorie mentali create per ingannare noi parco buoi. Fino ad una ventina d'anni fa il livello generale delle persone era tale che, pur con tutti i difetti possibili e immaginabili, esisteva almeno un residuo decoro personale e di gruppo. Oggi che anche gli ultimi paraventi e simulacri di legalità e di etica vengono fatti sparire dalla scena perchè non più funzionali ad un potere finanziario onnipotente (ma già attivo e perfettamente "servito" dai Pertini e Berlinguer) i figuranti rimasti sulla scena della Sinistra (e non solo) mostrano tutta la loro inconsistenza e squallore

    1. bdurruti 22 aprile 2013

      Ci sono persone al mondo (per lo più di ideologia anarchica) che per rimanere coerenti con i loro principi sono morti di fame, poveri ed esiliati. Con tutto il rispetto, non mi sembra il caso di Costanzo Preve.

    1. bdurruti 22 aprile 2013

      Io non butto al cesso niente. Le sue analisi storiche e filosofiche hanno fatto parte della mia formazione. Rigetto in toto però la sua deriva attuale (e la sua vaghissima base filosofica che chiama "comunitarismo") e neppure la giustifico con l'ostracismo che ha subito.

    1. Hamelin 22 aprile 2013

      Ottimo articolo.

      Destra e Sinistra sono sempre stati specchietti per le allodole per tenere la gente ferma nel suo Stato di immobilismo ed arricchirsi alle loro spalle.

      Con la caduta totale e definitiva della maschera del PD si spera ora che la gente acquisti un po' di coscienza e smetta di rifugiarsi nell'idealismo da bar...

    1. Tonguessy 22 aprile 2013

      Quoto. Quando le badanti saranno italiane e non più rumene o moldave allora cominceremo ad avvicinarci alla situazione greca. E la Grecia ci sta informando che anche il lancio di molotov davanti al parlamento non è garanzia di alcunchè. Infine i soliti storici di accatto ci informano che la ghigliottina fu un male.

      Infine non esiste solo il '77, ma ci sono altri episodi di uguale o maggiore significato. Come l'attentato a Togliatti del '48 o gli scontri di Genova del '60: in quegli anni c'erano ancora parecchie armi da guerra nascoste e risultava quindi più facile una rivolta armata.

    1. Giancarlo54 22 aprile 2013

      Siamo passati dal "vota Le Pen" al "appoggia Le Pen". Io, veramente, ho solo letto di una valutazione positiva di marine Le Pen, valutazione a cui mi associo. Preve un mezzo criminale? Preve che osa contaminarsi con "quell'essere immondo" di Benoist? Preve che pubblica i suoi libri con la casa editrice di Mutti? Orrore!
      Attendiamo dai duri e puri come te una indicazione sulla via politica da seguire.
      Grazie

    1. Marshall 22 aprile 2013

      Dopo tutto il bene che il PD ha fatto per questo paese ora che vota Napulitano, proprio ora i fedeli votanti bruciano la tesserina della Coop. Ma come non ve l'hanno detto la Coop sei tu chi può darti di più? Che delusione. Non sarà per caso che anche il PD è un prodotto televisivo prodotto da Fininvest come i fustini e le veline?

    1. Aloisio 22 aprile 2013

      articolo di feroce verità .La vera sinistra deve ripartire dall'esclusione del pd.

    1. Zengan 22 aprile 2013

      Aggiungo: e quei 4 milioni che hanno perfino pagato 2 euro per votare le finte primarie PD, come li chiameresti?

      Ahaahahahahhahahah !!!

    1. Zengan 22 aprile 2013

      E sono ben 9 milioni !!! N.d.R.

    1. nuvolenelcielo 22 aprile 2013

      la destra sociale è molto più a "sinistra" della sinistra, ma dove diavolo vivete? queste gabbie ideologiche arrugginite nel cervello dei buoni di sinistra contro i cattivi di destra... - svegliatevi per favore, non è religione, è politica. il nazionalismo oggi è umiliato e decrepito, e in europa non è un pericolo per nessuno, ecco perché preve "vota" le pen, perché è "di sinistra" per quanto riguarda lo stato sociale, e in più ha le palle di mandare a quel paese l'euro e la Ue, ovvero la dittatura internazionalista.

    1. radisol 22 aprile 2013

      Per me invece ha fatto bene .... c'era sì tanta "indignazione" in piazza ... ma non c'erano minimamente le condizioni per una protesta più "pesante" .... c'avrebbero massacrato ... ed avrebbero criminalizzato Grillo ed il M5S, avevano già cominciato, hai letto il twit del Sallusti "graziato" da Napolitano ? .... come dicevo in un altro commento, proteste "pesanti" su temi più nettamente economico/sociali capiteranno a breve fatalmente .... e certamente anche queste non sarà Grillo a guidarle, al massimo i 5 Stelle potranno fare da "sponda" nelle istituzioni a queste proteste .... ma ieri ed oggi, ero presente, non si poteva oggettivamente fare di più ....

    1. Ercole 22 aprile 2013

      Di fronte ad un accenno di protesta di piazza il "RIVOLUZIONARIO "Grillo se ne guarda bene dallo scendere in piazza e si fa impartire gli ordini dai partiti del POTERE (borghese ) che dice di voler " combattere" ( a chiacchiere) se qualcuno nutre ancora dei dubbi sul condottiero delM5S ieri ne ha avuto la prova:Grillo il nuovo ciarlatano dei padroni ,ennesima perla dell'opportunismo dilagante.....e i polli abboccano.

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