Patagonia in fiamme: L’ultima frontiera degli sciacalli neoliberisti.

Articolo 04-03-2025 Articolo Patagonia Incendi 4

Di Andrea Fontenla

La Patagonia e una fonte di ricchezza naturale per il mondo. Le sue terre sono incontaminate e ospitano la più grande area di prateria della regione e il secondo più grande pozzo di carbonio dopo l'Amazzonia.

E una regione ricca di risorse naturali e bellezze paesaggistiche: risorse idriche, di biodiversità, minerali, turistiche, agricoltura, allevamento, ed energia rinnovabile

In questa zona si trova La “Comarca Andina”, che si estende per oltre 100 km, iniziando dalle sorgenti del fiume Manso sul lago Steffen e terminando a Cholila, la porta d'accesso settentrionale al Parco Nazionale Los Alerces. Seguendo la Ruta 40, consente di attraversare due località del Río Negro (El Manso e El Bolsón) e 5 località del Chubut (El Hoyo, Lago Puelo, Epuyén, El Maitén, Cholila).

IL MAGNATE JOE LEWIS

Il magnate britannico Joe Lewis, la cui fortuna è stimata in oltre 6 miliardi di dollari, ha acquistato 12.000 ettari in Patagonia, tra cui il Lago Escondido, a 50 km da El Bolsón.

Possiede anche un aeroporto privato a Río Negro con una pista lunga quasi duemila metri, vicino alla costa atlantica, a 30 chilometri da Sierra Grande, i cui movimenti sono sconosciuti e che non ha radar.

Fu denunciato per aver acquisito quegli ettari a un valore ben al di sotto del valore di mercato e per aver triangolato l'operazione in modo che il suo nome, quello di uno straniero, non comparisse come quello del proprietario di quell’area di terra in una zona di confine.

Ma la controversia principale sorse quando venne impedito l'accesso al Lago Escondido. La denuncia è stata presentata dalla leader della Coalizione Civica, che ha ottenuto sentenze a lei favorevoli nel 2009, 2012 e 2013, alle quali Lewis non si è mai preoccupato di ottemperare.

Lewis è un simbolo perché stiamo parlando di accesso all'acqua e, col tempo, il problema non sarà più che le persone non saranno in grado di raggiungere la costa, ma direttamente l'acqua.

La strada al Lago Escondido e bloccata dalla vigilanza privata di Lewis

[caption id="attachment_224917" align="alignnone" width="633"]Villa di John Lewis Villa di John Lewis[/caption]

GLI INCENDI DOLOSI

Dal gennaio 2025, gli incendi stanno devastando la Patagonia argentina: hanno colpito zone come El Bolsón, Mallín Ahogado ed Epuyén, diventando gli epicentri del disastro.

Le fiamme hanno devastato la foresta autoctona, gli animali e la gente del posto.

Nella provincia di Río Negro, le fiamme hanno distrutto 8.000 ettari e centinaia di famiglie hanno perso le loro case.

A Malllín Ahogado, El Bolsón, è morto un uomo di 84 anni. L'incendio di Bolsón non è l'unica fonte di incendi in Patagonia. Gli incendi continuano ad avanzare, consumando case e distruggendo la biodiversità.

Secondo le stime di Greenpeace, 22.800 ettari di foresta nativa, fattorie produttive e case sono già stati incendiati in cinque punti caldi attivi: 10.764 ettari nel Parco Nazionale Nahuel Huapi (Río Negro), 2.723 a Mallín Ahogado (Río Negro), 3.530 a Epuyén (Chubut), 3.200 ad Aldea Las Pamas/Atilio Viglione (Chubut) e 2.671 ettari nel Parco Nazionale Lanin ( Neuquen)

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GLI ARRESTATI INNOCENTI, LA PROTESTA E LA REPRESSIONE DEI TEPPISTI DI LEWIS

Ci sono gravi denunce di aver visto persone incappucciate provocare gli incendi nella regione andina. Il governatore Alberto Weretilneck ha riferito dell'arresto di quattro vigili del fuoco a Mallín Ahogado.

Le organizzazioni popolari hanno denunciato che gli arrestati, accusati di aver appiccato gli incendi, sono in realtà pompieri che stavano combattendo l'incendio insieme ai loro vicini. Questo ha scatenato un'immediata reazione della popolazione e una protesta davanti alla stazione di polizia di El Bolsón.

Ma quando la gente si è mobilitata per chiedere il loro rilascio, una banda di persone a cavallo ha inseguito i vicini a suon di fruste e colpi, mentre la polizia locale osservava senza fare nulla.

Uno degli aggressori era un uomo legato al sindaco Bruno Pogliano, che è ricordato nella cittadina per aver partecipato ad azioni violente contro i partecipanti alla marcia che ogni anno si mobilita verso il Lago Escondido, proprietà di Joe Lewis.

L'ASSENZA DELLO STATO E IL PERCHÉ

La Patagonia brucia e il governo di Javier Milei non fornisce alcuna risposta.

Il governo nazionale ha sospeso i finanziamenti alle politiche ambientali e di gestione degli incendi e non ha fornito alcun tipo di assistenza alle famiglie colpite.

La zona di Mallín Ahogado e altre zone rurali , da anni sono state oggetto di tentativi di urbanizzazione e suddivisione, fortemente osteggiati dagli abitanti della zona, a causa del loro impatto sui loro stili di vita: la produzione agricola o la costruzione di uno stile di vita autonomo basato sulla lavorazione della terra.

Nella zona del monte Perito Moreno, dove si trova la stazione sciistica El Bolsón, la società Laderas, strettamente legata a Joe Lewis e sostenuta dal comune, cerca da dieci anni di costruire una comunità recintata. Ma ci sono anche molti altri progetti di urbanizzazione forzata, come ordinanze per cambiamenti nell'uso del suolo, rivalutazioni fiscali e progettazione delle strade.

I media ufficiali non chiedono perché Lago Escondido compaia nel nome dell'area naturale protetta che è stata bruciata. Per distogliere l'attenzione, compare il caso contro i membri della brigata.

Allo stesso tempo, é notevole l'assenza di Patricia Bullrich, la capo del Ministero della Sicurezza Nazionale, recentemente rinominato, che ha sotto la sua giurisdizione il Servizio Nazionale di Gestione degli Incendi (SNMF).

Hanno svuotato i sistemi di prevenzione e gestione degli incendi e la risposta del governatore e il Ministro avviene solo attraverso le reti, dove hanno distolto l'attenzione dalle vere cause dell'incendio e hanno attaccato il popolo Mapuche e la RAM

LA FORTISSIMA RETE DI SOLIDARIETÀ

É significativo segnalare la presenza di un movimento popolare di solidarietà di proporzioni ancora più grandi della catastrofe degli incendi.

Di fronte all’assenza del Stato, c'è la presenza di tante persone e di una enorme rete di solidarietà. La lotta delle brigate, dei pompieri e dei residenti è eroica.

Gli abitanti della zona, insieme ai vigili del fuoco, rischiano la vita combattendo l'incendio con risorse scarse e rudimentali.

Di Andrea Fontenla

05.03.2025

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Riceviamo e pubblichiamo:

La Patagonia è in fiamme, 40.000 ettari di bosco nativo sono andati distrutti, insieme a più di 200 case. La causa? Gli incendi appiccati dai fautori di grandi progetti immobiliari e turistici. La Patagonia è in vendita al miglior offerente, israeliano, arabo, ecc. . Il governo argentino ha avuto la faccia tosta di responsabilizzare il popolo mapuche, che considera il territorio come la propria Madre Terra. Attraverso una campagna mediatica oscena che mostrava un violento dispiegamento delle forze dell’ordine attivo nelle perquisizioni e distruzione delle case mapuche e relative minacce di sgombero. Il saldo: una donna arrestata insieme a due brigadisti volontari che tentavano di aiutare a spegnere il fuoco. L’obiettivo è lo stesso di sempre: intimorire, creare un nemico interno, come nell’epoca della dittatura e alimentare l’odio verso il popolo mapuche. In questo crudo contesto nell’ultima udienza della causa di usurpazione della *Lof Lafken Winkul Mapu*, l’amministrazione dei Parchi Nazionali ha chiesto al fiscale la rimozione del *Rewe* (spazio sacro e cerimoniale) da quel territorio. Un colpo durissimo per tutta la comunità mapuche. Ma il loro spirito è sempre alto. Ci chiedono appoggio per una *_campagna di fotografie personali con un cartello che dice_*: *WIÑOTUPE TAIÑ MACHI ÑI REWE MEW* E il nome del posto dove ti trovi. Es. Roma – Italia. Inviaci la foto, le faremo arrivare a una delle donne della Lof. Se volete pubblicarla nelle vostre reti sociali: puoi specificare il significato della frase: *Per il ritorno della Machi al suo Rewe*. E copiare il testo esplicativo sopra. Grazie di dare visibilità a un altro degli scempi che si aggiunge alla lunga lista della decadenza di questi tempi. La cultura della prevaricazione, della superiorità razziale, della guerra, dello sfruttamento e della violenza sistematica sta mostrando tutto il suo orrore. Le voci che si sommano al rifiuto categorico di questa cultura decadente, sono i germogli della costruzione del mondo che verrà. --

Per aderire alla campagna, inviare le foto a [email protected]

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. Cangrande1965 7 marzo 2025

      Oltre all'ebreo Lewis, in Patagonia hanno messo le mani, da anni, anche i parassiti Benetton.
      Famiglia registrata dalle autorità della Repubblica Veneta", fin dal XV secolo, come "stracciaroli" giudei.

      Eh sì. Fanno proprio parte di quell'etnia. E si capisce dalla loro intoccabilità.

      Inutile...sono sempre "loro"...

    2. BrunoWald 7 marzo 2025

      Avrei dovuto immaginarmelo...! Questo spiega anche l'impegno da loro profuso nella tossica campagna "United Colors of Benetton", che tanta parte ha avuto nel rincoglionimento di varie generazioni di goyim.

      Pare che in Patagonia si siano appropriati di oltre un milione di ettari: i parassiti fanno le cose in grande.

    1. pablushispanium 6 marzo 2025

      En Argentina no queremos ni mapuche nation de Bristol ni a lewis ni a ningún otro invento de la masonería. Ni a ninguna machi que soño arrancarnos el estado nacional en beneficio de unasupursta patria mapuche, esoterismo creado en Londres al que Pinochet abrazó

    1. BrunoWald 6 marzo 2025

      Sui canali d'informazione alternativi latinoamericani si parla spesso dei gruppi di militari israeliani inviati in Patagonia come "turisti". Una guardia forestale chiede a uno di loro cosa ci vengono a fare, e questi gli avrebbe risposto:

      «Ci mandano a conoscere una terra che diventerà nostra.»

      Se sia vero, non saprei. Che sia verosimile, non c'è il minimo dubbio.

      Per chi capisce lo Spagnolo:

    1. nicolcass 6 marzo 2025

      il ritorno della ghigliottina nelle piazze forse è cosa buona

    1. Cangrande1965 5 marzo 2025

      Semplice...

      Il cognome è "sospetto": Lewis.

      Sarei curioso di conoscere il vero cognome e l'etnia di quel galantuomo, che è inglese quanto lo sono io...

      Che so... Levi, Levine o altro ?

    2. BrunoWald 6 marzo 2025

      Hai fatto centro.

      Lewis è ebreo, proprietario del Tottenham e di una collezione d'arte il cui valore è stimato in un miliardo di dollari, fra le altre cosette. Trader di valuta estera e socio di Soros, scommise insieme a lui contro la sterlina nel 1992, lucrando somme pazzesche. Trasferitosi alle Bahamas, è l'investitore principale del Tavistock Group. Ha patteggiato una condanna per aggiotaggio, evitando il carcere.

      Si è impossessato con metodi fraudolenti di un'area immensa in Patagonia, pagando 4 dollari l'ettaro: fai conto che il costo di un ettaro può variare notevolmente a seconda dell'ubicazione, ma in media si aggira normalmente sui diecimila dollari. Quando un tribunale argentino gli ha intimato di mantenere aperto un accesso al Lago Escondido, ha fatto dire al suo avvocato che difenderà la proprietà privata con il sangue, se necessario.

      Sono tutte informazioni reperibili su Wikipedia: figurati cosa potranno essere i segreti veri, quelli ben nascosti...

    3. Dante Bertello 6 marzo 2025

      Trader di valuta estera e socio di Soros, scommise insieme a lui contro la sterlina nel 1992, lucrando somme pazzesche.

      Se assieme a Soros speculò contro la sterlina inglese, allora ha avuto un ruolo anche nell’ attacco alla lira italiana che, sempre nello stesso anno, e per colpa di Soros, perse il 30% del potere d’acquisto rispetto alle divise straniere (poi ci pensò Ciampi, quando era Governatore della Banca d’Italia, a “bruciare” 60mila miliardi dei nostri soldi).

    4. ric 6 marzo 2025

      cattivo sangue non mente.....

      https://parstoday.ir/it/news/world-i179958-la_patagonia_sar%C3%A0_il_nuovo_israele

    5. maghi 6 marzo 2025

      il medio oriente è desertico ora, figuriamoci col cambiamento climatico, come diventerà. L'Ucraina e la Patagonia sono terre molto più appetibili, ma in Ucraina sono troppi per ucciderli tutti. Meglio puntare alla Patagonia.

    1. Dario Lampa 5 marzo 2025

      Maledetti per l'eternità!!!

    2. ric 5 marzo 2025

      basterebbe farlo secco....

    3. nicolcass 6 marzo 2025

      citaz. da film con Chalton Heston :-))

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