Padroni del Debito

L’Unità d'Italia è una creazione politico-finanziaria dei Rothschild

Padroni del Debito
James de Rothschild

Di Loreto Giovannone, ndmagazine.it

I Rothschild sono la dinastia di banchieri privati che ha dominato i governi economico-finanziari dell'Europa da circa due secoli di storia, almeno così sembra. Dominando la finanza hanno imposto la politica nelle stanze del potere e dei governi degli Stati europei ed extra europei determinandone lo svolgimento e lo stravolgimento. Sono conosciuti per la loro ricchezza, per il potere esercitato da oltre quattro secoli sui governi nel mondo, da padroni del mondo della finanza. Negli ultimi due secoli è largamente nota la loro influenza nella finanza e nella politica.

1830. In una lettera alla sorella di Luigi Filippo, Talleyrand (Talleyrand Périgord, Charles-Maurice), allora ambasciatore a Londra, scrisse il 15 ottobre 1830: “Il ministero britannico è sempre messo al corrente di tutto da Rothschild da dieci a dodici ore prima dei dispacci di Lord Stuart (l’ambasciatore a Parigi). Le loro navi non imbarcano passeggeri e salpano con qualsiasi tempo“. I Rothschild non si fanno scrupoli, combattono senza mezze misure chi minaccia di intaccare il loro potere e non si lasciano fermare nemmeno dalle guerre, anzi le loro capacità sono tali che riescono ad essere al contempo i banchieri di Cavour e di Metternich e la loro spregiudicatezza è pari alla loro abilità. Il poeta tedesco Heinrich Heine, in esilio a Parigi, godendo del patrocinio Rothschild scrive: "Il Denaro è il Dio della nostra epoca e Rothschild è il suo profeta". (1)

1831. Il Vaticano allo sportello della banca Rothschild. I primi di febbraio 1831 il popolo bolognese si sollevò proclamando la fine del potere temporale del Papa nella legazione. Nei giorni successivi, la rivolta si estese all’intera Romagna, le Marche e parte dell’Umbria. La rivolta dei “Comitati Provvisori di Governo”, frammentando l’unità territoriale e politica dello Stato Pontificio, il 25 febbraio successivo avrebbe dato vita ad un “Governo Provvisorio delle Province Unite Italiane”. Il pontefice fece appello all’Austria affinché intervenisse per ristabilire l’ordine sui territori in rivolta.

1831. Cavour indebitò il Piemonte con James de Rothschild (James de Rothschild era il più giovane dei cinque figli di Mayer Amschel Rothschild. Il 24 ottobre 1802 fu iniziato in Massoneria nella Emulation Lodge No. 12 di Londra, appartenente alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra - sul sito ufficiale della Grand Lodge of British Columbia & Yukon), per pagare i debiti si fece aiutare da Carlo de Rothschild con ulteriori prestiti di 180 mila scudi l’anno. In questo modo il Piemonte e Cavour furono presto nelle mani dei Rothschild. Questo fu un primo passo fondamentale per arrivare all’unità dell’Italia con la forza, unità imposta dai Rothschild stessi attraverso il loro banchiere di riferimento con i politici democratici August Belmont e i “figuranti” Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Cavour, Mazzini, Bixio, etc. (2)

1849. Banca privata e pubblico denaro. Dall’insuccesso di due banche, Banca di Genova (Carlo Bombrini 1844) e Banca di Torino (1847), nel 1849 venne fondata in Piemonte la Banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. Cavour che aveva propri interessi in quella banca impose al parlamento savoiardo di affidare alla banca il compito di tesoreria dello Stato. Nel maggio 1851, Cavour ne aumentò il capitale sociale, con un disegno di legge autorizzò la Banca al raddoppio del capitale da 8 a 16 milioni. Nei mesi successivi vi fu l'ingresso di nuovi azionisti con emissione di obbligazioni del Prestito Anglo-Sardo. Alla Banca Nazionale degli Stati Sardi fu imposto sia l'obbligo di istituire due succursali a Nizza e a Vercelli, sia di assumere le funzioni di cassiere dello Stato. La banca privata emetteva e gestiva denaro dello Stato prima e dopo l’Unità assumendo nel 1861 la denominazione Banca Nazionale nel Regno d'Italia e nel 1867 ingloba sia la Banca di Parma sia la Banca delle Quattro Legazioni. Nel 1897 aveva ancora circolanti nel proprio portafoglio obbligazioni del Prestito Anglo-Sardo Prestito Rothschild del 1857. (3)

1860. Un finanziamento della massoneria britannica dietro l’avventura dei Mille – La conquista degli Stati che componevano la Penisola italiana e, in particolare, del ricco Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia non fu solo dettata dall’esigenza di rientrare dall’esposizione nei confronti di Banque Rothschild che aveva già investito parecchio nelle avventure belliche piemontesi. Nella spedizione dei Mille il ruolo dello sette segrete inglesi fu determinante con un finanziamento di tre milioni di franchi ed il monitoraggio costante dell’impresa. (4)

1860. Il ricorso alle finanze dei Rothschild ha avuto effetti non marginali e, soprattutto non transitori, sulla struttura e sull’ordinamento del credito in Italia. Dopo l’impresa di Garibaldi, la quasi totalità della ricchezza «napoletana» andò al Piemonte, e Camillo Benso Conte di Cavour poté saldare i suoi enormi debiti con i Rothschild. (5)

1861. Disposizioni legislative e regolamentari. Se il periodo dal 1861 al 1865 fu importante per l'Amministrazione del Debito pubblico perché fu in esso che si operò la formazione del Gran Libro del Regno d'Italia e si fece luogo alla unificazione e inclusione in esso Gran Libro dei debiti degli antichi Stati della Lombardia, dei Ducati di Modena e Parma, della Toscana e delle Provincie Napoletane e Siciliane, e si gettarono per così dire le basi della legislazione del Debito pubblico Italiano; non meno ricco di fatti note voli e di grande rilievo fu per quella Amministrazione il periodo dal 1866 al 1870, durante il quale si incorporarono nel Debito Pubblico del Regno i debiti di diverse Società ferroviarie e quelli delle Provincie Venete, seguirono le fati cose trattative per il riparto del Debito pubblico Pontificio fra l'Italia e il Governo della Santa Sede, si iniziarono le operazioni per le unificazioni dello stesso Debito pubblico Pontificio per intiero ridottosi a carico dell'Italia in seguito all'annessione al Regno della Provincia di Roma, e si in camminarono infine le preliminari disposizioni per attuare nel 1871 il cambio decennale delle cartelle al portatore dei Consolidati 5 e 3 per cento, esaurendosi le cedole semestrali del primo con quella scaduta il 1° luglio, e quelle del secondo con la cedola scadente il 1° ottobre del detto anno.

1860. Il primo grande “reset” della storia contemporanea fu attuato con l'unificazione dei debiti precedenti al 1860, tutto il debito pubblico degli “antichi stati” preunitari furono rispalmati sui territori sottomessi e colonizzati. I pagamenti per conto del Debito pubblico si sono fatti nel decennio, nell'interno del Regno, dalle Casse di quell'Amministrazione, dalla sede della Banca Nazionale in Torino, dai Banchi di Napoli e di Sicilia e per alcuni debiti speciali dalle Case bancarie Bastogi di Livorno e Parodi di Genova. All'estero poi furono i detti pagamenti effettuati dalla casa Rothschild fratelli di Parigi, per il consolidato 5 e 3 per cento, pei prestiti Lombardo-Veneto del 1850 e 1859, pei prestiti Pontifici 1860 e 1864 e pel prestito Rothschild di Parigi, del 1857; dalla casa G. I. Hambro e figlio, di Londra, pel prestito Anglo-Sardo e per le Obbligazioni maremmane; dalla casa Bastogi di Livorno per mezzo dei suoi incaricati a Parigi ed a Francoforte sul Meno pei debiti della Toscana 1849 e 1851; dalla casa bancaria del Credito industriale e commerciale di Parigi per le obbligazioni Vittorio Emanuele, e finalmente dalla Società generale di credito comunale e provinciale in Firenze per mezzo dei suoi incaricati a Parigi, a Francoforte ed a Londra per le obbligazioni dell'Asse ecclesiastico.

Dal prospetto allegato n. 16 si rileva, anno per anno, la entità dei pagamenti di Debito pubblico fatti nel decennio così nell'interno come all'estero. Esso prospetto è diviso in tre parti. La prima comprende i pagamenti fatti nel Regno per conto della Direzione generale del Debito pubblico, dalla quale si rileva che il totale dei pagamenti stessi durante il decennio ascese a lire 1,748,127,344.47, delle quali furono pagate:

Nelle antiche Provincie …......................................................................L. 631,664,081

Nelle Provincie di Lombardia » ….............................................................296,626,566

Id. dell'Emilia . . . . » …................................................................................43,197,951

Id. delle Marche ed Umbria » ….....................................................................8,598,843

Id. della Toscana . . . » …............................................................................284,246,329

Id. Napolitane . . . . » …..............................................................................355,356,495

Id. Siciliane . . . . » …..................................................................................102,194,930

Id. Venete per gli anni dal 1868 al 1870 . . . » …..........................................26,242,145

Totale L. 1,748,127344

La spesa totale per interessi e commissioni occorsa durante il decennio ammonta:

Per interessi lordi giusta il saggio stabilito dai Decreti Reali . . . . . . . L.103,692,592.
Per interessi alla Banca Nazionale su anticipazioni statutarie; maggiori spese e commissioni per Buoni a trattativa privata . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 8,110,812.96 L. 111,803,335.39 L. 111,803,335.

Se però si deducono le somme ricuperate ed introitate e da introitarsi in conto dei bilanci attivi per tassa di ricchezza mobile, per il rimborso degli interessi sui Buoni in circolazione per conto di Società di strade ferrate ed infine per l'utile sugli interessi dei Buoni del Tesoro scontati ai banchi di Napoli e Sicilia, che complessivamente durante il decennio ascendono a . . . . . . L. 19,689,924.09. La spesa reale sopportata dallo Stato per interessi dei Buoni del Tesoro emessi per suo conto si residua a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . …................... L. 92,113,411.

Con l'Unità italiana venne realizzata una serie di operazioni su più fronti in un più ampio disegno internazionale, accuratamente e lungamente preparate. Il potere finanziario attraverso la politica e i poteri occulti attuò una forma di primo “reset” nella storia contemporanea. Da una parte si spostò il soggetto debitore dalle case regnanti ai sudditi divenuti soggetti fiscali, dall’altra con l’accentramento dei sette stati preunitari sotto casa Savoia, la casa bancaria Rothschild, si garantì il pagamento dei debiti da un unico debitore, i governi liberali da loro stessi finanziati. Tutti i debiti precedenti al 1860, tutto il debito pubblico degli “antichi stati” preunitari, furono rispalmati sui sottomessi o colonizzati. I nuovi sudditi italici rimasero in balìa degli stessi precedenti creditori che, controllando i nuovi governi, agirono da allora in poi per garantirsi il pagamento dei debiti sempre crescenti anche con asfissianti politiche fiscali che ebbero un primo collasso nel 1865, a questo seguì la grave crisi economica del 1882.

Nel totale dei 22 anni si consolidò la prassi delle ruberie, corruzioni, vessazioni fiscali, furti, crimini economici di tutti i generi fino ad arrivare al falso in bilancio del noto “scandolo della Banca Romana”.

Di Loreto Giovannone, ndmagazine.it

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.

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NOTE

1. Articolo del 20.02.1987. Fonte: Per i banchieri dei Re un'avventura di quattro secoli. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/02/20/per-banchieri-dei-re-un-avventura-di.html

2. Fonte: Daniela Felisini, «Le finanze pontificie e i Rothschild», Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1991 – http://www.disinformazione.it/vaticano.htm

3. Fonte 1: Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, martedì 26 ottobre 1897.

Fonte 2: giornale Eco della Borsa di Milano annata 1855.

4. Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura/un_finanziamento_massoneria_britannica_dietro_avventura_mille/storia-storia-garibaldi-savoia-mille-massoneria-rothschild/04-07-2009/articolo-id=363990-page=0-comments=1

5. Fonte: http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=12921

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Fonte: Rivista "Natura Docet: la Natura Insegna", anno IV n.3 - Marzo 2023 - ndmagazine.it

Commenti (50)

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    1. Dante Bertello 9 marzo 2023

      Questo articolo è l’ennesimo tentativo di Giovannone di gettare fango sull’Unità d’Italia e sui Savoia.

      Questa volta viene fatto in maniera indiretta, ma Giovannone, come in un passato articolo si dimenticò di citare i fatti di “Pontelandolfo e Casalduni”, anche in questo caso omette di dire che i Borboni si fecero prestare denaro dai Rothschild, tra l’altro, per costruire la ferrovia Napoli-Portici, per poter arrivare con maggiore comodità e velocità nella residenza estiva di Portici.

      Vi sono stimati giornalisti e professori universitari i quali hanno pubblicato saggi che smentiscono le dicerie scritte contro l’Unità d’Italia e che sempre più spesso leggiamo non solo su questo sito.

      Per chi non si voglia affidare solamente ad una fonte (Giovannone), per cercare di conoscere questo specifico argomento, consiglio i saggi:

      La Grande Bugia Borbonica” dell’ avvocato Tanio Romano (letto)

      Il Fantastico Regno delle Due Sicilie” - ed. Laterza - del giornalista Pino Ippolito Armino (letto)

      Perché il Sud è Rimasto Indietro” - ed. il Mulino - del professore Emanuele Felice (sto leggendo)

      E quelli che mi sono ripromesso di leggere in futuro:

      Pontelandolfo 1861 Tutta un'altra storia” - ed. Rubettino - Giancristiano Desiderio

      Cinque Ragioni per Stare alla Larga da Pino Aprile – ed. Pellegrini - Pino Ippolito Armino

      Quando il Sud Divenne Arretrato” – Ed. Guida - Pino Ippolito Armino

      I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle” – ed. Laterza – Alessandro Barbero
      Le Catene dei Savoia“– ed. Piemonte in Bancarella – J. Bossuto - L. Costanzo

      Italiani per Forza” – ed. Solferino – Dino Messina

      Peccato che due note (la 4 e la 5) alla fine dell’articolo siano impossibili da consultare.

    1. Chicxulub2.0 8 marzo 2023

      Bloccate il soggetto qui sopra
      A meno che non siate voi che vendete lo spazio pubblicitario ai magliari 😄

    1. pistolotto 8 marzo 2023

      Ah, lo stato unitario italiano è una creazione dei Rothschild... Perfetto, allora mi raccomando: ogni qualvolta che un redattore di CDC volesse farvi sentire in colpa per il vostro astensionismo, ricordategli che lo stato unitario è una creatura dei Rothschild.

    2. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Propongo una variante: chi va oggi a votare fa del 'casting' gratis, impegna senza compenso la sua cultura e il suo ingegno per selezionare dei candidati che una volta eletti verranno, senza ulteriori formalità, assunti sui due piedi dalla contro-élite planetaria per amministrarci secondo i suoi piani.

      Oramai dovrebbe essere chiaro anche ai più illusi.

    3. sbregaverse 9 marzo 2023

      Pertanto dopo tanto SECOLARE travaglio si è giunti a constatare che la VERITÀ è il CESSO
      ¿!?¿!?
      O NOI LI MANDIAMO A CAGARE ALTROVE
      O LORO CONTINUANO A CAGARCI IN TESTA.

    4. Fantine 9 marzo 2023

      Questa è utopia, caro Sbrega.
      E soprattutto la maggior parte degli uomini cosa vuole davvero? Non mi riferisco a quella cosa che possediamo noi donne, Sbrega, insieme al resto.
      Mi riferisco agli uomini nell'accezione che comprende uomini e donne. Cosa vogliono davvero?
      Perché se ancora accettiamo che oggi ci sia qualcuno che non ha da mangiare e patisca la fame, quella vera, se ancora accettiamo che oggi ci sia qualcuno che non ha un riparo, che ci sia oggi qualcuno che non viene curato perché povero (di denari), che ci sia qualcuno che vende se stesso, i suoi organi, il suo corpo, e non solo a fine sessuale, ma come "proprietà" per pagare qualcosa (?) - e il discorso lo potremmo dilatare, perché ci riguarda molto di più di ciò che pensiamo - beh, di strada ne abbiamo fatta ben poca, in verità, anche se pensiamo di averne fatta tanta.
      La cultura vera fa crescere lo spirito e lo riporta all'uomo, con accresciuta sensibilità. È una delle vie, non l'unica, né la migliore, una via.
      Come coltivare un giardino, un campo, se stessi.
      Eppure, eppure caro Sbrega, ancora oggi c'è ingiustizia e sopruso fatto da uomini ad altri uomini.
      C'è molto in ciò che ha scritto @R66 in un suo commento di stamattina sul sig. Rossi.
      Non condivido del tutto il metodo, perché vi è differenza di offensività nell'agire solo apparentemente uguale, ma l'analisi nel suo complesso e la conclusione cui giunge colgono nel segno e in maniera significativa.
      E mi trova del tutto d'accordo.
      Qualcuno disse che la verità rende liberi.
      Qualcuna cantò che la verità fa male.
      Forse per questo un vecchio proverbio ricorda che chi dice la verità deve avere un cavallo veloce.

    5. sbregaverse 9 marzo 2023

      Da controllare ora del mio intervento su R(ovinafamiglie) 66 ( è record)

    6. Fantine 9 marzo 2023

      9:54, Sbrega.
      Sul rovinafamiglie, mi auguro per lui che non sia così* ;)
      Termine che mi fa sorridere, perché, mi permetto di osservare, se un bicchiere è colmo di acqua non può entrarne altra, a meno di togliere quella che c'è.
      Se poi il bicchiere è vuoto, mezzo vuoto, mezzo pieno e via discorrendo, possiamo parlarne.
      A ciascuno il suo (bicchiere) ;)

      *@R66, Sbrega si diverte.
      Dalla sua torre eburnea.

    7. sbregaverse 9 marzo 2023

      In un paese lontano in un regno lontano il re illuminato, s'era attorniato del fior fiore
      di poeti artisti scienziati e la sua corte era fatta di tutti uomini eccellentissimi. Un bel(non poteva che esserlo)
      giorno arrivò un vecchio(non poteva che esserlo) saggio che chiese di entrare nel magnifico gruppo.
      Il re si scusò ma disse che la misura era colma e non c'era più posto per nessuno.
      Il vecchio chiese al re di far portare una grande giara ricolma d'acqua. Fu fatto.
      "Diresti, mio re, che se fosse aggiunta una sola goccia tutto tracimerebbe?"
      "Sì, disse il re, è proprio la situazione esatta per cui non ti posso accogliere"
      Il vecchio saggio staccò un PROFUMATO petalo da una rosa e delicatamente lo posò sull'acqua che per un attimo tremò ma nemmeno una goccia traboccò.
      Il re comprese , mancava proprio un saggio alla sua collezione.

    8. Fantine 9 marzo 2023

      Caro Sbrega,
      bellissimo racconto.
      Tuttavia, sono certa che hai compreso il bicchiere a cui mi riferivo io; almeno quanto a me è così.
      L' acqua del mio bicchiere è il mio Gigante.
      C'è sempre spazio per l'amicizia, la stima, gli affetti, gli interessi e le passioni, i compagni di CdC ;) ma quel bicchiere lui lo riempie in ogni fibra del mio essere.
      Forse ho una visione Fantiniana (*......mio nome), ma con questo non pretendo che per gli altri sia lo stesso, anche se a me rimane difficile, quasi impossibile concepirlo diversamente da così.
      Ad ogni modo, bel racconto, caro Sbrega.
      Vediamo cosa ne pensa il nostro caro Abs (@absitiniuriaverbis).
      Noi ce la intendiamo sulle rose, vero Abs?! ;)

    9. Fantine 9 marzo 2023

      Sulla "meritocrazia" andrebbero alzate ghigliottine*, ma così perderemmo la nostra anima ;)

      *Prendilo per il paradosso che è, R66! Non concepisco la violenza fisica, forse è un mio limite.

    10. sbregaverse 9 marzo 2023

      Vale solo per quelle( le rose )profumate.
      SBREGONA* = rosa profumatissima particolatmente grande e spampanata.
      *È inutile cercare su wiki, contattare veccchi vivaisti/giardinieri.

    11. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Cavallo veloce?

    12. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      I petali delle rose profumate si possono seccare senza farle marcire, diversamente dai petali delle altre.

      Provare per credere.

    13. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Mi sembra di avervelo già consigliato, ma dato che insistete:

      https://www.amazon.co.uk/Quest-Rose-Highly-Illustrated-Historical/dp/0563364424/ref=sr_1_2?crid=3VZ8V6J4KARX6&keywords=the+quest+for+the+rose&qid=1678400980&s=books&sprefix=the+quest+for+the+rose%2Cstripbooks%2C138&sr=1-2

    14. Fantine 9 marzo 2023

      Caro Egitto,
      quello era un cavallo veloce per sfuggire alla morte!
      Tra l'altro c'è una storia interessante dietro la canzone.
      Vecchioni, in verità, trae spunto da un vecchio racconto arabo.
      Nel racconto è il servo del padrone che al mercato vede la signora vestita di nero (la morte) che lo guardava e corre dal padrone a chiedere il cavallo più veloce per sfuggirle e andare a Samarcanda. Il padrone gli dà il cavallo più veloce e il servo fugge a Samarcanda.
      Poi il padrone va (mi colpisce che il padrone "scende" al mercato) dalla signora vestita di nero e le chiede perché ha spaventato il suo servo e lei gli risponde che non voleva spaventarlo, lo aveva guardato solo sorpresa, perché lo avrebbe dovuto incontrare la sera a Samarcanda.
      Nella canzone il servo diventa soldato e il padrone il re.
      Comunque complimenti per l'accostamento col cavallo veloce per sfuggire alla morte, Egitto!!

    15. Fantine 9 marzo 2023

      In verità a me hai girato quel bellissimo documentario sulle rose, Egitto.
      E ho poi visto anche la seconda parte.
      Quanto alle rose su cui me la intendo con Abs*, era una battuta legata alla nostra amicizia.

      (*@absitiniuriaverbis)

    16. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Brava a ricordare la storia la cui origine si perde nella notte...

    17. Fantine 10 marzo 2023

      A dirla tutta, caro Egitto, dietro a questa storia ci sono delle singolarità, diciamo così, che forse partono dal Talmud Babilonese.
      Ho qualcosa in archivio che ti giro molto volentieri.
      Domani ;)

    18. Primadellesabbie 10 marzo 2023

      Conosco l'origine dal Talmud, mi pare ci siano 2 versioni.
      Grazie.

    19. Fantine 11 marzo 2023

      Caro Egitto, non mi sono dimenticata.
      Imprevisti impegnativi, per così dire.
      In dirittura di arrivo ;)

    20. Fantine 12 marzo 2023

      Eccolo, Egitto.
      Te l'ho caricato su Dropbrox, così posso condividere il pdf.
      Questo è il link per accedere:

      https://www.dropbox.com/s/wf5i4us0y7zfcfl/La%20morte%20da%20Samarra%20a%20Samarcanda.PDF?dl=0

      Buona lettura 🙂

    1. ROMAGU 8 marzo 2023

      Tutti sanno o dovrebbero sapere che chi controlla il denaro controlla il mondo. Ma non per sempre. Ad un certo momento, quando la situazione diventa insostenibile per l'intera specie, d'improvviso, in modo imprevedibile, tutto cambia. E niente sarà mai più come prima.

    2. Arthur 9 marzo 2023

      "Ad un certo momento, quando la situazione diventa insostenibile per l’intera specie, d’improvviso, in modo imprevedibile, tutto cambia."

      Un sistema di potere implode se si tira la corda.

      La corda viene tirata, da parte di chi comanda, essenzialmente per tre ragioni:
      1) chi comanda non si accontenta mai (ingordigia);
      2) chi comanda non tollera benessere e prosperità altrui (egoismo-invidia);
      3) chi comanda si mette in testa di strafare, e generalmente questo accade perché al potere ci sono invasati.

      Un sistema può implodere anche se al potere ci sono sprovveduti o, peggio, idioti.
      Mi riferisco a quanto accaduto negli Stati europei del Settecento, quando i sovrani "illuminati" ed i loro consiglieri hanno consentito a chi tramava nell'ombra (quelli con grembiulino, squadra e compasso) di organizzarsi per poi essere da questi travolti.
      Il caso emblematico sono gli Asburgo del XVIII secolo ed i sovrani cattolici di tutta Europa.

      Adesso però gli eredi (liberali e marxisti) dei furbi che hanno tramato dal Settecento e negli ultimi 200 anni, hanno deciso di strafare, sotto il controllo dei padroni con il grembiule e della lobby della quale non si può parlar male.
      Ma gli è stato consentito da chi nel frattempo si è riorganizzato.
      Un ciclo si avvia a chiudersi.
      La vendetta si serve fredda.

    1. ric 8 marzo 2023

      unica variante e' che il denaro dio Napoli non basto' a pagare con debito con il giudeo..
      il debito si trascino' per oltre 30 anni e fu "cancellato" con l'intervento del italia nelle prima guerra mondiale contro l' Austria per favorire l' economia inglese e distruggere quella dell impero AUSTRO-UNGARICO .
      Non a caso IL piu' accanito interventista fu Sonnino ( giudeo pure lui ) che prendeva ordini direttamente

      Sonnino fu Presidente del Consiglio per brevi periodi nel 1906 per la prima volta, una partecipazione dei radicali al governo e nel 1909. Sonnino è Ministro degli Esteri nel governo Salandra nel 1914, egli partecipa pertanto ai negoziati segreti che portarono alla partecipazione dell'Italia alla I Guerra Mondiale, senza l'autorizzazione del paese, che sfoceranno nel Trattato di Londra, che prometteva all'Italia una serie di ampliamenti territoriali.

    1. Teopratico 8 marzo 2023

      A leggere certe cifre, certi fatti e comportamenti umani dell'epoca, non posso non pensare ai miei avi, ai vostri avi, uomini e donne e milioni di bambini scalzi che hanno solo patito, faticato come bestie, per ripagare quei debiti indebiti con grano, pesci, formaggi e primizie. Alla maggior parte di noi ci viene richiesto di svegliarci dopo l'alba, salire in macchina, bestemmiare tutto il giorno e farsi qualche punturina.

    2. Hospiton 8 marzo 2023

      E non occorre neanche andare troppo indietro nel tempo. Ieri guardavo "Riso amaro", Gassman, la Mangano, Raf Vallone, classico del cinema italiano... emblematica la sequenza in cui le mondine decidono di lavorare sotto il diluvio, per poter portare a casa qualche kg di riso in più al termine della "monda". Mera sopravvivenza https://it.m.wikipedia.org/wiki/Se_otto_ore_vi_sembran_poche son bastati pochi decenni di consumismo per farci dimenticare secoli di patimenti e ingiustizie, tutto perché non coltiviamo minimamente la memoria storica, neanche quella relativa a un passato recente. Un errore fatale, che potrebbe riportarci a tempi in cui la fatica bestiale era normalità quotidiana.

    3. Teopratico 8 marzo 2023

      Ho avuto la fortuna di ascoltare di prima mano i patimenti fisici e le tribolazioni emotive di chi ha vissuto la società rurale dei primi novecento, e delle due guerre che hanno sancito quel cambiamento cui materialmente ne abbiamo giovato poi noi che stiamo scrivendo, per atterrare in questa distopia che stiamo appunto vivendo.

    4. Hospiton 8 marzo 2023

      Stessa istruttiva esperienza caro Teopratico, avendo ascoltato o letto numerose testimonianze di anziani coloni veneti trapiantati in Sardegna, precisamente nella piana di Terralba-Arborea, durante le opere di bonifica effettuate tra gli anni 20 e gli anni 50.

    5. Hospiton 8 marzo 2023

      Un giovane storico della zona ha raccolto molte di queste testimonianze, allego il link per chi volesse leggerne qualcuna. http://www.venetinelmondo.org/category/autori/alberto-medda-costella/

    6. Teopratico 8 marzo 2023

      E lo sai che c'è? Che le storie che conosco io parlano di gente montanara abituata a una esistenza talmente dura, e isolata, che, tranne rari casi, ha avvertito meno di tutti l'impatto delle guerre. Questo mi fa pensare sempre a noi viventi e al sistema che ci governa e che accettiamo ogni giorno: siamo talmente vulnerabili rispetto a quella gente che dormiva nelle capanne o nelle grotte se andava bene... Costretti a svegliarsi quasi sempre a notte fonda, magari sotto la peggiore tempesta, col vento che porta via tutto ciò che non è stato serrato bene, un caffè di orzo tostato sulla stufa e via come se non piovesse a sbrigliare cavalli, nitriti sotto i lampi accecanti, le sagome dei loro cari musi appaiono allora di fronte imbizzarriti, urla e fatica per caricar il carro e coprire bene tutto con strati di spesso cotone e fogliame. Un ultimo sguardo ai mozzi, ai cerchioni di ferro battuto e via verso la città, il grande mercato...
      Il commento è scivolato verso una narrazione ispirata a una bellissima poesia delle mie parti dedicata ai butteri del litorale tirreno.

    7. Teopratico 8 marzo 2023

      Cioè: le mie origini sono montanare ma la poesia a cui accennavo era dedicata a questi omaccioni della pianura, che in inverno evidentemente venivano a contatto con i pastori.

    8. Teopratico 8 marzo 2023

      Tutto vero, se parliamo della società italiana dell'ultimo dopoguerra. Io mi riferivo più alle società degli ultimi umani "vergini", come dire, inviolati dalle due grandi guerre; ovvero quelli nati prima e quelli che hanno vissuto sempre e comunque estreme privazioni, guerre o meno, quasi a livello medievale. Il mio discorso, che qui nei commenti non riuscirò mai a dispiegare, è che le due grandi guerre del Novecento hanno sancito, probabilmente scientemente e come principale obiettivo, l'avvento di un genere umano aggredito, violentato a tal punto da essere stato modificato psicologicamente,e quindi socialmente, tramite tremendi shock come mai nella storia terrestre si erano vissuti. Solo questo; ma non penso di essere il primo a dirlo, anzi se qualcuno vuole passare della bibliografia riguardo al tema delle due guerre come sciabolate terrificanti contro l'Essere umano e sua modificazione in essere massificato, gliene sarei grato.

    9. LuxIgnis 8 marzo 2023

      Però va considerato che l'autosufficienza di oggi non è l'autosufficienza di ieri. In questo caso fine '800 e inizi '900.
      Faccio solo un esempio: il tetto sulla testa cioè la casa. Ieri avere un tetto sulla casa era molto ma molto più facile e meno costoso di quanto sia oggi. Oggi anche solo un tugurio costa molto, comprarlo o costruirlo e poi mantenerlo.
      Non si può non vedere questo. E se non hai la casa non bastano le due ore di lavoro al giorno per avere l'autosufficienza. Ce ne vogliono molte di più e a volte neanche bastano. E per quanto si dice che l'85% delle famiglie sia proprietaria di casa (non ci credo molto) rimane sempre un 15% che tribola.
      In più va anche considerato che allora l'urbanizzazione era molto minore di ora, e la maggior parte delle persone viveva nei paesi e nelle campagne. E nei paesi è più facile l'autosufficienza che nelle città. E meno costosa.
      Allora, perché adesso anche nei paesi è più difficile rispetto a ieri. Una volta quasi tutte le famiglie avevano il maiale nella stalla, che dava la carne per tutto l'anno, ora non è più permesso.
      Se penso a mio nonno che viveva praticamente di pastorizia vendendo i formaggi che produceva e che veramente lavorava due ore al giorno e quel poco che faceva gli bastava, anche perché il danaro non gli serviva molto, mi rendo conto che ora non sarebbe più possibile quel tipo di vita.
      Il mondo è cambiato profondamente certe cose di cui si poteva fare a meno (mio nonno aveva il cavallo non la macchina) ora non si può più. La macchina per molte persone è indispensabile non è un lusso.

      Per quanto sia d'accordo sul fatto che vi sono molte persone che, oggi come ieri, che sono schiave del consumismo e del velleitario, ciò che era velleitario ieri oggi può essere indispensabile, altrimenti non vivi.

    10. Hospiton 8 marzo 2023

      Esatto, secondo dopoguerra, non certo prima. Fino agli anni 30-40 tot ore di lavoro sui campi erano necessarie per la mera sussistenza, vale a dire mettere insieme pranzo e cena, le spese voluttuarie erano inesistenti (e si doveva esser previdenti, tenendo conto dei periodi in cui i raccolti sarebbero stati grami). Valida testimonianza di quel misero mondo contadino è il biografico "Uscita di sicurezza" di Ignazio Silone.

    11. LuxIgnis 8 marzo 2023

      In certi posti rurali anche fino agli anni '80 erano possibili certe cose.
      Poi la modernità ha proibito certe cose.
      Ho citato prima il maiale che nel paese avevano quasi tutte le famiglie. Io me lo ricordo da bambino. Ora è proibito tenere maiali nel paese.

    12. Hospiton 8 marzo 2023

      Non c'è dubbio, mi riferivo al periodo in cui tutto ciò era la normalità

    13. Hospiton 8 marzo 2023

      Bei personaggi i butteri, tempo fa mi pare di aver parlato proprio su CDC di una curiosa storia a loro legata, dato che li hai citati si può riproporre https://romah24.com/prati/speciali/8-marzo-1890-quando-i-butteri-laziali-cacciarono-buffalo-bill-dal-quartiere/

    14. Hospiton 8 marzo 2023

      In parte sono d'accordo (sfruttamento dei latifondisti ecc) ma esistevano anche difficoltà che andavano oltre la questione del padronato. All'epoca -diciamo fino a fine 800/primi 900- bastava una carestia per falcidiare intere comunità, quindi erano necessarie scorte di cibo per i periodi difficili, che potevano essere lunghi. La faccenda dello sfruttamento è indubbia, pur variabile a seconda delle zone, ma i mezzi dell'epoca davano comunque garanzie relative anche a chi possedeva un appezzamento, un piccolo proprietario (dalle mie parti erano abbastanza numerosi già nel XIX sec) e nelle stagioni produttive bisognava darci dentro... ovviamente influiva anche la resa dei terreni, diversa da località a località (citavo Silone e la Marsica, non so oggi ma la descrizione dello scrittore parla di terre brulle, poco fertili, difficili da coltivare anche in ottica di auto-sostentamento)

    15. uomospeciale 8 marzo 2023

      E pensa che adesso per molta gente è diventato troppo duro fare determinati lavori manuali, oppure anche lavorare in fabbrica con pausa pranzo assistenza medica, e tutte le garanzie del caso.
      Non parliamo poi delle donne, perché a sentire quello che dicono nei media a oggi 8 marzo e in Italia, sarebbero sempre oppresse, represse, soppresse e compresse anche quando svolgono lavori di tutto riposo in comodi uffici con aria condizionata e pausa caffè, al riparo da qualsiasi rischio e pericolo.

    16. LuxIgnis 8 marzo 2023

      Il tanto vituperato medioevo aveva queste caratteristiche. Certo la vita era molto diversa, ma la gente non si ammazzava di lavoro come adesso.
      Anche nelle società dei nativi era la stessa cosa. Il lavoro consisteva sulle 2-3 ore al giorno il resto erano balli, canti e storie raccontate e ascoltate.

    17. Teopratico 8 marzo 2023

      Qualsiasi animale utile è proibito oggi, in città come in paese, che non sia sterilizzato, microchippato e vaccinato. Tengono più alla nostra salute che al nostro sostentamento viene da pensare...

    18. Hospiton 8 marzo 2023

      Forse mi sono spiegato male, non proponevo un raffronto comodità attuali-durezza della vita contadina in assoluto, solo precisavo alcuni aspetti della seconda in un contesto di autonomia completa. Personalmente preferirei senza dubbio l'opzione agricola, realtà che conosco discretamente e per i miei gusti molto più a misura d'uomo, solo volevo ricordare che in una situazione di totale autarchia bisogna prevedere scenari molto complicati e che quindi ,nei periodi più favorevoli per il raccolto, difficilmente ci si può limitare a due ore sui campi. Tutto qui, e ciò -se si lavora per sé stessi, e non come mezzadri- non rappresenta certo un problema, anzi. Per quanto riguarda le osservazioni degli avi, bè fino a un certo momento (per l'Italia diciamo tutto l'800, il socialismo iniziava a fare breccia ma fu un processo lentissimo) non erano proprio in grado di farne, conoscevano solo quella realtà e per secoli sono stati "educati" ad accettarla passivamente, a darla per scontata, naturale. Ma noi altroché se dovremmo ragionare in modo diverso, dato che i riferimenti storici e culturali li abbiamo eccome.

    19. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Consideriamo la pianura del Nord della Penisola, visitiamo una qualsiasi delle zone (poche ma ci sono) non totalmente trasformate dalla modernità, contiamo le residenze aristocratiche risalenti al '700/'600 e talvolta '500 di un certo insediamento di 1.000/2.000 abitanti, immaginiamo quanti abitanti poteva avere nel '700/'600 (coloro che hanno costruito quelle residenze e prodotto la ricchezza necessaria) e possiamo immaginare il livello di sfruttamento cui erano sottoposti.

    20. Hospiton 9 marzo 2023

      Ed è probabile che nei latifondi del sud la condizione di mezzadri e braccianti fosse simile.

    21. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Non era dissimile.

      Se si voglia indagare per altre vie si pensi che i rematori incatenati delle 'galere' (ricordate la battaglia di Lepanto? Le galere erano anche il mezzo usuale di collegamento e trasporto rapido e regolare nel Mediterraneo) veneziane erano, in netta maggioranza numerica rispetto ai "galeotti" condannati, contadini poveri che si "arruolavano" per diversi anni dietro un compenso anticipato indispensabile per tenere in vita moglie e figli.
      (e situazioni simili erano comuni a tutto il Mediterraneo).

      PS - Una galera ricostruita a grandezza naturale è in mostra in Portogallo, a Lisbona mi pare.

    22. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      La proprietà privata coniugata con la famiglia tradizionale equivale a schiavitù garantita, nei diversi modi previsti dall'epoca che si considera, quella presente compresa, per una parte dei componenti la società.

      Con buona pace dei tradizionalisti di lungo corso e sommo gaudio dei reazionari.

      Che poi un ristretto numero di ultra ricchi, conseguenza ovvia e inevitabile di questo specifico sistema, si organizzino per dirigerlo a loro piacimento, è una conseguenza ineludibile e voluta.

    23. Hospiton 9 marzo 2023

      Esatto, i cosiddetti buonavoglia https://it.m.wikipedia.org/wiki/Buonavoglia

    24. Primadellesabbie 9 marzo 2023

      Grazie per il link.

      Probabilmente i pochi che godevano di una certa indipendenza e padronanza di sé nei secoli trascorsi, erano i cacciatori di frodo abitanti sperduti villaggi alpini (che a fine'800 con la nascita dell'alpinismo, per la loro conoscenza dei luoghi, si sono riciclati in guide alpine).

      Infatti da quelle parti c'è traccia di una civiltà con caratteristiche peculiari, ovviamente fagocitata dalla modernità.

    25. Hospiton 9 marzo 2023

      Anch'io mi sono imbattuto in storie simili riguardanti i montanari...parlavamo di Venezia, e Alvise Zorzi (che credo sia stato uno dei massimi conoscitori della storia della città), nel suo "La Repubblica del Leone" citava gli spigolosi abitanti delle montagne cretesi, che si davano alla macchia al comparire dei reclutatori veneti. E le Alpi penso offrano ben più nascondigli dei monti di Creta (dove però non sono mai stato)

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