ONANISTI ANONIMI - PORNOGRAFIA E INGEGNERIA SOCIALE

ONANISTI ANONIMI - PORNOGRAFIA E INGEGNERIA SOCIALE

Di Accattone il Censore per ComeDonChisciotte.org

All'inizio furono i superotto svedesi dei cataloghi semiclandestini, dalle immagini ancora larvatamente pudiche, che sembravano usciti dalle stesse tipografie degli sbiaditi opuscoli agit-prop. Seguirono i tempi eroici dei cinema a "luci rosse", con il guardingo “popolo degli impermeabili”, una fiumana silente, che, di primo pomeriggio, si intrufolava in queste nuove latebre del vizio; dopo appena un minuto di dialoghi sullo schermo sdrucito, i più impazienti protestavano: “Troppa trama...!”.

Alla metà degli anni settanta, le edicole si riempiono di “giornalini” e “giornaletti”: le modelle in copertina si spogliano, lascive ed ammiccanti sirene mute. Qualcuno la chiama “stampa”, a significare che meriti questo nome più di blasonati quotidiani; giornalai euforici scoprono vene aurifere tra quelle pubiche della clientela e vendono senza riserve anche ai bambini delle elementari, convinti, dal prezzo di copertina, delle virtù pedagogiche delle pubblicazioni.

Sono gli anni di Remo Gherardi, mitico e inafferrabile direttore di decine di riviste vietate ai minori e dei fotoromanzi in bianco e nero di Supersex: gli occhi inespressivi di Gabriel Pontello, nei panni (dismessi il più rapidamente possibile) di un alieno incarnatosi in un agente segreto, saettano l'irresistibile "fluido erotico", scatenando, a comando, le fregole al calor bianco delle stelline di turno, infiocchettate in guêpière e reggicalze. "Ifix tcen tcen!", il glossolalico grido orgasmico del superdotato attore francese, diviene famoso come il Gesù di Zeffirelli.

Padri di famiglia, oppressi dalle temperie occhiute delle più beghine realtà di provincia, percorrono chilometri per raggiungere, in incognito, periferici chioschi di giornali, paludati con occhiali neri, barbe posticce e sciarpe avvoltolate intorno alla testa, a mo' di improbabili tuareg in agguato all'edicola notturna.

In budelli adibiti a spacci di videocassette, si aggirano senza tregua imberbi adolescenti, fantasmi esangui crivellati dall'acne, cui l'onanismo ha tolto le già fiacche energie da dedicare allo studio; nei casi estremi, quando la paghetta settimanale non basta più, si giunge ad impegnare orologi e soprammobili di famiglia, in un gorgo compulsivo che porta gestori di microscopiche videoteche a progettare l'arredamento della futura casa al mare.

Fotografi di serie b, ma prosseneti in pectore, investono qualche spicciolo nella produzione e divengono miliardari: si atteggiano a paladini di crociate per liberalizzare i costumi, vittime di una censura che nei fatti non esiste già più. È il caso di Riccardo Schicchi, Riccardo cuor di lenone: nella fitta schiera di aspiranti mereattrici, scova Ilona Staller, minuta ungherese dalla pelle di porcellana e bocca a due piazze- l'indimenticata Cicciolina – che, dai microfoni di Radio Luna, promette di fare l'amore con tutti i "cicciolini" all'ascolto.

Nel 1977, è il castigato Enzo Biagi ad intervistarla, con ironia indulgente, dagli schermi di una televisione di Stato ancora ufficialmente democristiana: segno che la pornografia, dietro l'ipocrisia di facciata, ha ottenuto il via libera.

La "luce rossa" dei pionieri, iconoclasta, anarchica, spruzzata di umori hippy, strabordante di peluria, di inquadrature di piedi luridi, che sembra anticipare un odorama ancora da venire, cede il posto, mercé l'ingresso dei videoregistratori nelle case, alla pornografia di massa. La casalinga si scrolla di dosso vestaglia e bigodini e, insaccata in autoreggenti fuori misura, può artatamente mugolare, come da sempre fa, sotto gli incerti colpi di reni del marito in mascherina e calzini bianchi, preoccupato per la tenuta dell'erezione davanti alla onnipresente spia rossa della videocamera amatoriale. Il privato diviene pubblico, insensibilmente, ma inesorabilmente. L'intimità esibita è già disponibilità psicologica al grande fratello, al panopticon totalitario.

ONANISTI ANONIMI - PORNOGRAFIA E INGEGNERIA SOCIALE

Dietro l'ubriacatura pseudo libertaria degli anni '70 - è oggi palese, dagli esiti infausti sotto i nostri occhi- si cela un deliberato e surretizio progetto di ingegneria sociale. Il solve et coagula dei moderni alchimisti. La pornografia, insieme alla droga, costituisce uno dei principali strumenti di sfaldamento dei pilastri dell'architettura sociale che si vuole abbattere: un'arma subdola e sottile.

La nuova società del controllo totale, in gestazione, si costruisce sulla pietra angolare della denatalità.

L'appello al libero amore è il cavallo di Troia di un concetto deflagrante per le dinamiche demografiche: il divorzio tra sessualità e riproduzione.

Nel libro L'altra Europa, di Paolo Rumor, Loris Bagnara e Giorgio Galli, leggiamo:

"La strategia si sarebbe concentrata su un'iper-sessualizzazione della società, in modo tale che le persone avrebbero smesso di associare l'atto sessuale a quella della procreazione. La contraccezione sarebbe stata incoraggiata in ogni modo, e il concetto di contraccezione sarebbe diventato così preminente nell'immaginario comune, che nel momento stesso che un individuo avesse pensato al sesso, un riflesso pavloviano gli avrebbe fatto pensare automaticamente alla contraccezione."[1]

Le leggi sui "diritti civili", aborto e divorzio, procedono di conserva. La distruzione della famiglia è apparecchiata e, intorno al desco, iniziano a scomparire i bambini.

Al bando le virtù muliebri d'antan, la ex fattrice e angelo del focolare scalpita sui tacchi alti per il suo piacere e per un lavoro fuori dalle mura domestiche: allevare esseri umani è una diminutio, una misera soddisfazione cadetta, per questa Emma Bovary del tardo novecento, ancora ignara del futuro "doppio ruolo" e dell'uso improprio della bocca come idrovora per scalare i piani dell'ufficio.

La libertà sessuale implica anche la scissione tra sesso e amore: la promiscuità distrugge il rapporto esclusivo a due, che secondo Irenaus Eibl-Eibesfeldt, nel suo Amore e odio, discende dalla relazione primaria madre-figlio, di cui l'atto erotico mima l'intima gestualità.

Questa sessualità svuotata e scempiata, che non mira più alla riproduzione né a costruire legami, diviene paradossalmente frustrata, incontentabile, eccessiva. Dopo il prolasso anale, non si può andare oltre.

Relegata nei confini dell'edonismo fine a se stesso, si trasforma in finisterre e cimitero del desiderio.

Non si cerca più il contatto intimo con l'altro: l'impulso erotico si soddisfa con la masturbazione o la semplice scopofilia. È la società del sesso solitario e della soddisfazione vicaria, dei marchingegni erotici che sostituiscono il rapporto in carne ed ossa, degli onanisti anonimi.

Sono i prodromi del rapporto transumano con automi antropomorfici.

L'erotismo dionisiaco di immaginari paradisi terragni si è mutato in individualismo e solitudine. Il distanziamento sociale inizia dentro di noi.

La pornografia mette alla berlina i comportamenti sessuali tradizionali e mostra, fin dall'inizio, modelli alternativi: effusioni saffiche e atti di irrumazione omosessuale o di uranismo, si alternano alle scene "etero" (vocabolo coniato in luogo di "normale"). Si distingue il biondo attore ceco Stanis Piotre, finito a lavorare in un infimo scagno di articoli porno a Pigalle (ha avuto, tutto sommato, una sorte migliore rispetto a molti suoi colleghi della prima ora, che hanno terminato la propria parabola "artistica" con il suicidio o la comunità di recupero).

In Governo globale: la storia segreta del nuovo ordine mondiale di Gianluca Marletta ed Enrica Perucchietti, si riportano le tesi dello psicologo e sessuologo John Money, uno dei teorici dell'"identità di genere", fondatore nel 1965 di una clinica per pazienti "transessuali" o "ermafroditi":

"Il concetto di 'uomo' o 'donna' sarebbe solo una convenzione sociale, e la sessualità una realtà cangiante con "anelli intermedi" costituiti dall'omosessualità, dal lesbismo o dalla bisessualità".

Nell'erotismo atomizzato e autoreferenziale, il termine "perversione" è sostituito prima con "parafilia", poi con"orientamento o preferenza sessuale", fluida e consumistica: un diritto che deve essere garantito a tutti: agli amanti degli animali, come ai coprofagi militanti.

In questa società dei surrogati artificiali imposti e controllati- immagini porno invece di rapporti sessuali, internet al posto di legami sociali reali, animali da compagnia, vestiti con impermeabili di Burberry, in luogo dei figli, la ipersessualità è un succedaneo della libertà politica.

Aldous Huxley, nella prefazione del 1949 a Il mondo nuovo, uscito nel 1932, aveva scritto:

"Più si riduce la libertà politica ed economica, più si aspira ad amplificare in modo compensatorio la libertà sessuale... sotto l'influsso di sostanze stupefacenti, del cinema e della radio, la libertà sessuale porterà i suoi sudditi a riconciliarsi con la schiavitù, che è il loro destino".

La società fluida è un fiume che scorre soltanto nella direzione voluta dal padrone e dalle sue dighe invisibili.

La pornografia è anche modello e metafora dell'uomo ridotto a mero corpo: la dimensione interiore è definitivamente scomparsa. Esiste solo la superficie: ciò che appare. La cosmetica è la nuova scienza del cosmo.

Si genera l'ossessione dell'apparire: mostrarsi agli altri per convincersi della propria esistenza. C'è addirittura chi si riprende regolarmente durante l'atto sessuale: soltanto in un video abbiamo la prova della realtà. Insieme alla interiorità anche la corporeità, infine, sfuma nell'avatar: esistere è una convenzione digitale.

I noiosi, ripetitivi e meccanici video porno si concludono, indefettibilmente, con l'eiaculazione dell'uomo sulla femmina prostrata, vestigia del costume medievale che obbligava la donna a inginocchiarsi di fronte al marito.

Le ex immagini oscene sono l'ultima ridotta simbolica del potere maschile.

Il pene è ancora adorato e conserva la potenza primordiale, lo status incontestabile di verga sacra, scettro e axis mundi.

Ma la mascolinizzazione della donna - e la confusione dei ruoli- avanzano e, d'improvviso, si moltiplicano le donne all'apparenza in grado di eiaculare, ossia di usurpare l'ultima prerogativa maschile.

Attraverso la pornografia, a una lettura attenta, vediamo perfino come il cumshot, lo "sparo dello sperma", lemma rivelatore dell'istinto aggressivo della civiltà americana e patetica proiezione di potenza, abbia le ore contate.

Arrivati al fondo della disamina, guardando quelle vecchie immagini di donne, allora nenufari bianchi sporcati dalla volgarità, oggi scheletri ammuffiti come la carta di quelle riviste, non possiamo fare a meno di essere catturati dalla tristezza. Finalmente, giunti all'età – e forse all'epoca – della disillusione, realizziamo che in tutto siamo stati ingannati: la falsificazione della vita è divenuta una protesi dell'anima, che dobbiamo strapparci, con il terrore del vuoto.

Nello specchio, dietro le rughe, vediamo solo edonismo e nichilismo: i due lati oscuri della civiltà borghese e liberale.

Di Accattone il Censore per ComeDonChisciotte.org

13.11.2024

NOTE

[1] Il virgolettato è tratto dalla trascrizione di un documento audio intitolato Il Nuovo Ordine dei Barbari, contenente il resoconto con il quale un pediatra americano, il dott. Lawrence Dunegan (1923-2004), descrisse un incontro fra pediatri e studenti a cui partecipò il 20 Marzo 1969 presso la Pittsburgh Pediatric Society.

Commenti (44)

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    1. ric 15 novembre 2024

      filmato molto interessante !

    1. BrunoWald 15 novembre 2024

      Articolo superbo.

      Siamo passati dalla più asfissiante repressione sessuofobica alla drastica banalizzazione e spoetizzazione della sessualità, ridotta ad atto meccanico ed esibizione di parti anatomiche, meglio se tatuate e inanellate...

      Gli uni insozzavano l'eros proiettando su di esso la propria sporcizia e bigotteria; gli altri l'hanno trasformato in merce dozzinale, non diversa qualitativamente dallo spettacolo di due cani che trombano per la strada.

      In entrambi i casi, l'eros è stato spogliato della sua magia e del suo potere. Da un estremo all'altro: evidentemente, come specie non meritiamo di più.

    2. ric 15 novembre 2024

      verissimo..

      poi basta vedere in tv dopo mezzanotte , una trentina almeno di esibizioni di donne con il culo in aria , che ansimano danti ad un microfono , chiappe al vento ed esibizione della piu' becera immagine della donna...Vedo nessuna femminista o organizzazione tipo " da parte delle donne" , nessuna che venga lamentarsi per la loro mercificazione ....poi ci si scandalizza di una donna iraniana con il velo....

    3. uomospeciale 16 novembre 2024

      Quel che rende non offende, non ho mai visto nessuna femminista scagliarsi su nulla che procuri vantaggi o soldi facili con poco o nessuno sforzo alle donne:
      ( dalle quote rosa, alle azioni affermative, alle discriminazioni positive ecc ecc )
      Alcune sparano a zero sulla prostituzione, ma solo quella a bassissimo costo e alla portata dei poveracci perché riduce il valore di mercato della gnocca.
      Ma poi non dicono mai una parola su quella socialmente accettata e santificata di milioni di donne povere o disoccupate che si fanno mantenere da altrettanti milioni di uomini di livello socio economico molto più elevato del loro.
      Le femministe condannano la prostituzione solamente quando è a buon mercato e conveniente per l'uomo, altrimenti no.

      Alla fine le femministe ( e purtroppo quasi tutte le donne di oggi)
      vogliono solamente 2 cose.

      1: i soldi ( preferibilmente senza doverseli guadagnare con il sacrificio e l'impegno personali )
      2: il potere ( idem come sopra )
      Tutto il piagnisteo femminista è finalizzato e incentrato sempre e solo su queste due cose e sul come ottenerle.
      Vogliono sempre di più dallo stato e dagli uomini dandogli in cambio sempre di meno, o meglio ancora niente del tutto.

    4. ric 16 novembre 2024

      condivido completamente

    1. maghi 15 novembre 2024

      anche altri studi antropologici sulle ultime tribù primitive nell'800 in Nuova Guinea avevano posto l'accento sull'equilibrio nei rapporti di coppia, che, se terminava, non era una sciagura per marito, moglie e figli, ma solo un fatto normale della vita. L'uomo tornava nel gruppo degli uomini, la donna in quello delle donne e i bambini rimanevano nel loro folto gruppo senza nessun trauma psichico da portarsi dentro per tutta la vita con conseguenze anche gravi. In Mauritania ho visto che la donna non poteva risposarsi prima di tre mesi con un altro uomo per controllare se era incinta, ma spero che anche lì sia come nelle tribù ottocentesche della Nuova Guinea e che a tutti i bambini fosse riservato lo status di giocare ed essere accuditi indistintamente da tutta la tribù. Penso di sì a vedere quanti bambini c'erano. Non penso che i bambini cresciuti in situazioni di disagio possano desiderare un'unione familiare una volta maturi. E' successo così anche a diversi miei amici. La paura di ritrovarsi in situazioni spiacevoli, impedisce di farsi tranquillamente una famiglia. E io sono nato in tempi non sospetti, in quanto aborto e divorzio non esistevano e la maggior parte delle donne non lavorava. Sarà per questo che ho vissuto 45 anni con mia moglie e abbiamo potuto superare tutti i problemi familiari. Dopo ogni momento di disunione non abbiamo mai avuto paura di ricominciare.

    2. oriundo2006 15 novembre 2024

      Le stesse tribù che si davano con entusiasmo al cannibalismo rituale ? interessante, interessante: un possibile divorzio secondo metodi antediluviani !

    3. maghi 15 novembre 2024

      venivano cannibalizzati solo i nemici. Comunque non volevo scherzare. Mi riferivo al video e lì ci sono solo usi e costumi di persone in pace con sè stesse e i vicini. Non è certo il caso di noi europei progrediti nell'egoismo e l'avidità. 60 anni fa era diverso e la piazza dove sono cresciuto, era piena di bambini del luogo come nel video. Ora in piazza dell'Imperatore a Prato, sotto la targa che ricorda lo sciopero di 400 operai che scioperarono contro il regime fascista, poi tutti deportati in Germania, giocano molti ragazzini, tutti colla pelle nera. A buon intendor, poche parole.

    1. Cleon XIII 15 novembre 2024

      E' interessante notare che negli anni anche la fruizione della pornografia è cambiata. I frequentatori dei siti porno oggi sono in maggioranza donne. L'avreste detto? In particolare sono interessate ai sottogeneri più estremi, come fantasie di stupro, sadomaso...

    2. maghi 15 novembre 2024

      mi ricordo che anche 60 anni fa nei paesi c'erano gay, lesbiche e prostitute. Ora ce ne sono di più coll'affievolirsi della morale. Penso sia una conseguenza delle migliorate condizioni economiche. Più soldi in tasca, portano più desideri e vizi.

    1. ws 14 novembre 2024

      La pornografia è sempre esistita ( basta andare a pompei) , è solo la tecnologia che l' ha resa recentemente una "merce di massa" esattamente come lo sono l' alcool da prima e la droga da poi.
      E qui astuti "manipolatori della psiche" ( e a ben guardare i "soliti" ) ne hanno colto il grande vantaggio economico e politico.

      Che fare quindi? Come con "l' alcool prima e la droga poi" il "malvagio genio" una volta liberato non può essere rimesso "nella bottiglia" , si tratta solo di imparare a conviverci dominandolo e traendone anche i suoi pochi particolari "vantaggi".

      Insomma una operazione di " razionale temperanza" che funziona assai meglio fatta dal "singolo" " che dalla "società" la quale appunto dovrebbe lavorare più sul creare "personale consapevolezza" che sul proclamare occhiuti "divieti e punizioni".

    2. oriundo2006 15 novembre 2024

      A Napoli esisteva sino al Plebiscito un immobile sul mare in cui donzelle e giovanotti si riunivano assai liberamente per scopi 'artistici' camuffati. L' odioso '800 nazional-popolare, beghino e trombone, ipocrita e gaudente in segreto, cancellò l'occasione di degustare questa giusta prassi amatoria...praticata a Venzia, ad esempio, nella penombra di un certo salone dell' Ospedale della Pietà ai tempi di Vivaldi.
      E non era cosa sconosciuta anche nel medioevo: i teatranti ambulanti esibivano molto liberamente quanto si doveva fare ufficialmente nel silenzio e nel buio delle stanze matrimoniali.
      Anche lì la censura ecclesiatica operò con successo.
      Dunque nessun rigetto di niente: se oggi esiste questo fenomeno è perchè riprende pulsioni 'sociali' 'ludiche' condensate in un liberismo di facciata, che potrebbe dirsi meglio: abbiamo completamente fallito nella soddisfazione delle pulsioni naturali e la solitudine di milioni di persone lo dimostra. Vi diamo dunque questa 'cura palliativa' e fatene buon uso, non occupandovi della politica o di altro: tette,culetti e farfalline siano di buon auspicio per la vostra squallida vita. E basta.

    1. pieros 14 novembre 2024

      Veramente edonismo, magari con altro nome,e nichilismo, facevano parte integrante anche della prima rusdia dei soviet.
      Non doveva essere facile come bere un bicchiere d'acqua soddisfare le proprie pulsioni sessuali? ( kollontaj)
      O vogliamo parlare del commissariato del libero amore che puntavano le donne che non la davano a chi indicava il commissariato?( a saratov furono obbligate tutte le donne tra i 17 e i 30 anni,anche sposate,a darla su semplice richiesta.
      Il nudismo incentivato.dzerzinski obbliga un migliaio di prigionieri minorenni detenuti a bolszewo a fare sesso di gruppo( un esperimento?)
      Posso continuare,a richiesta.
      Naturalmente la colpa è sempre del borghese e liberale.ma va là

    2. ailavioni 14 novembre 2024

      "a saratov furono obbligate tutte le donne tra i 17 e i 30 anni,anche sposate,a darla su semplice richiesta"
      Che fregatura!
      Io non ero ancora nato.

    3. carla 14 novembre 2024

      Fu nel periodo tedesco, o meglio quello in cui molti tedeschi emigrarono nella città?

    4. Metis 15 novembre 2024

      Molto probabile che fu un idea dei naziebrei psicopatici che gestivano l'unione sovietica.

    1. uomospeciale 14 novembre 2024

      CIT:

      " Più si riduce la libertà politica ed economica, più si aspira ad amplificare in modo compensatorio la libertà sessuale… sotto l’influsso di sostanze stupefacenti, del cinema e della radio, la libertà sessuale porterà i suoi sudditi a riconciliarsi con la schiavitù, che è il loro destino"

      Parole sante:
      Sdoganata ogni perversione e condotta morale siamo tutti liberi di marcire, di mentire, di drogarci, di rubare, di fottere ogni buco disponibile senza ritegno alcuno.

      Qualsiasi altra presunta libertà però ce l'hanno tolta da un bel pezzo.
      Invito chiunque legga a scrivere qui sotto un elenco di quello che ancora si può fare senza dover pagare una tassa, fare un pratica burocratica, o dover chiedere un permesso in qualche ufficio.
      Pensateci senza fretta..😅

      Quando ho posto la stessa domanda al mio avvocato e al mio commercialista, ci sono stati molti secondi di imbarazzato silenzio.

    2. A XII century man 14 novembre 2024

      In realtà manco più il sesso si può fare se non sei bello e/o ricco.

    3. ailavioni 14 novembre 2024

      L' aria per ora è gratis.
      In futuro è prevista l' applicazione alle vie respiratorie di uno spirotassametro che se non paghi ti chiude il naso. Però si potrà fare ricorso presso il giudice di pace dopo trenta giorni di apnea.

    4. ailavioni 14 novembre 2024

      Puoi sempre affittare/comperare una bambola di gomma gonfiabile (modello economico)

    5. alessandroparenti 14 novembre 2024

      Raccogliere funghi. Non so in Italia, in certi stati ci vuole il patentino

    6. ric 14 novembre 2024

      verissimo !

      pago le tasse su quello che guadagno , il 30% medio .poi pago le tasse su quello che spendo , il 22% medio ( IVA ) , poi pago le tasse su quello che risparmio , ( tasse governative sul conto bancario )

      poi su tutte le bollette grava sempre una tassa ...

    7. ric 14 novembre 2024

      pure in itaglia....

      Quanto costa il permesso per raccogliere i funghi?
      Gli importi sono pari a: Euro 15,00 per l'autorizzazione turistica giornaliera; Euro 40,00 per l'autorizzazione turistica valida per 7 giorni consecutivi. Euro 100,00 per l'autorizzazione turistica valida un anno.3 mag 2024

    8. carla 14 novembre 2024

      Se ti resta qualcosa è un miracolo

    9. ws 14 novembre 2024

      Non è un "miracolo" ma "etologia economica ": se muore "il cane" poi muore anche la Zecca ( in entrambi i sensi )

    10. uomospeciale 14 novembre 2024

      Se gli resta qualcosa, è perché ha evaso, ormai è cosi:

      Tutto quello che produce il cittadino nel corso della sua intera esistenza, lo stato lo considera suo di diritto, per cui se ti resta qualcosa in tasca è solo perché lo hai sottratto allo stato* non per niente quando parlano di evasione dicono sempre:

      "Denaro sottratto al fisco"

      Stravolgendo non solo la logica, ma pure il significato delle parole e il senso della realtà, dato che invece è il fisco a sottrarli a chi se li è guadagnati lavorando.

      *Se metti le grate alle finestre e l'antifurto si può parlare di soldi sottratti ai ladri?...😃 Non è un caso che nella costituzione non ci sia alcun limite al prelievo fiscale se non bastasse il 50% ( già superato da un pezzo..) si passerebbe senza indugio al 60%, 70% e così via senza pudore né vergogna.
      E pensare che poi definiscono dittature o anche regimi, delle nazioni dove in pratica ti lasciano in tasca quasi tutto quello che hai guadagnato.
      Ma non lamentiamoci troppo...Ne vale la pena, in cambio della pioggia di privilegi e i diritti che solo le democrazie compiute come la nostra possono garantire.
      Eppoi i nostri politici, ce li invidiano in tutto il mondo.😁

    11. uomospeciale 14 novembre 2024

      Però ormai siamo proprio ad un passo, dalla morte del cane.
      Moltissimi stufi di farsi sfruttare a vita semplicemente si siedono, e non fanno proprio più niente.
      Sta venendo a mancare ogni motivazione per fare qualsiasi cosa:

      "Gnanca el can move ea coa par gnente"

      ( neppure un cane muove la coda per niente )

    12. BrunoWald 15 novembre 2024

      A quanto pare, l'ultima generazione di zecche si è convinta di poter fare a meno del cane.

      Credono di poterli sostituire con gli androidi o i mutanti transumani, che lavoreranno gratis in cambio della connessione in rete.

    13. BrunoWald 15 novembre 2024

      È proprio questo il problema, non vogliono che facciamo proprio nulla: si direbbe che stiano progettando un mondo senza di noi.

    14. BrunoWald 15 novembre 2024

      "*Se metti le grate alle finestre e l’antifurto si può parlare di soldi sottratti ai ladri?…😃"

      🤣

      Infatti, secondo l'avv. Fusillo gli stati sono bande di predoni che hanno avuto successo.

    15. carla 15 novembre 2024

      Si in cambio della connessione e di tanta tanta energia, devono eliminarci tutti per averla a disposizione

    16. uomospeciale 15 novembre 2024

      Probabile, ma quello che non considerano è che noi viviamo benissimo senza di loro.
      Senza parassiti qualsiasi organismo campa meglio.
      Vedremo come andrà a finire.
      Affronteremo il futuro a viso aperto, spalle al muro e chiappe strette.

    17. ric 15 novembre 2024

      al muro dovremmo mettere qualcun altro...

      per la " nana " basta il marciapiede

    18. uomospeciale 15 novembre 2024

      Infatti è proprio cosi:

      Tasse e imposte varie non sono altro che il pizzo di stato.
      Anche l'Isis tra una decapitazione e l'altra, stava iniziando a raccogliere le tasse nei territori conquistati e alla fine, avrebbero smesso di tagliare teste e stampato moneta, come tutti gli altri.
      Qualsiasi organizzazione militare gerarchica criminale o meno, una volta superata una certa dimensione diventa stato.
      Fa parte dell'ordine naturale delle cose.

    19. ric 15 novembre 2024

      ma se ammazziamo la zecca....il cane vive meglio!

    1. Nonso 14 novembre 2024

      Casta Diva, Callas

    2. ailavioni 14 novembre 2024

      Intramontabile e divina Callas!
      In quanto alla diva, oggi trovarla casta è praticamente impossibile.

    3. Nonso 14 novembre 2024

      Credo tu volessi dire "fortemente improbabile"

    4. ailavioni 14 novembre 2024

      Si, effettivamente il mio pensiero era troppo estremo

    1. sbregaverse 14 novembre 2024

      Grandissimo frate Censore ma mi hai stuzzicato per i dagherrotipi ottocenteschi e i primi filmini ingenui, si fà per dire, dove si notano gli imbarazzi delle attrici, si fà per dire, degli attori, si fà per dire e di chi stava a filmare.

    1. sbregaverse 14 novembre 2024

      Embè e allora e^don^ismo e nihil^ismo mica sono robaccia.
      Solo gli ismi sono da vituperare.
      Il resto si può ri^ciclare.

    1. Dario Lampa 14 novembre 2024

      "[...]Nello specchio, dietro le rughe, vediamo solo edonismo e nichilismo: i due lati oscuri della civiltà borghese e liberale[...].
      Sono d'accordo in linea di massima con l'articolo e completamente con lo stralcio in corsivo sopra...

    2. Dario Lampa 14 novembre 2024

      "«Pourquoi il y a plustôt quelque chose que rien?»
      «Car le rien est plus simple et plus facile que quelque chose»"

    3. maghi 15 novembre 2024

      anch'io da giovane dormivo 10 ore, ma ora ho da aiutare i miei familiari e dormo molto meno. Ho impostato la mia vita sull'aiuto a moglie, figlie e nipoti. Mi rendo conto che sia una vita da debosciato per chi non l'ha impostata come me, ma come ben sai piaci solo a chi ti assomiglia. Uno dei detti sapienziali di mia moglie è che chi si assomiglia, si piglia. Ora ti lascio, perchè mia moglie ha bisogno. Deve spostare i gerani e altre piante al coperto, perchè stanotte ha messo brinata. Se abitassi vicino, potresti aiutare due poveri vecchietti come noi, ma non hai questa possibilità. Spostare qualche quintalata di roba, farebbe bene anche a te. Sono praticamente 60 anni che lo faccio e finchè ce la farò, che senso ha smettere. Se uno sta bene e può aiutare gli altri, è bene campare anche 100 anni. Oggi portano al cimitero, un mio amico di 71 anni. Si vaccinò e in due anni ci ha lasciato. Nemmeno lui mi dette ascolto. Malissimo non dare ascolto alle persone che ti vogliono bene, ma anche lui aveva il libero arbitrio, almeno così pensava. No, non l'aveva, ma ne era convinto. Pace all'anima sua. A noi tocca dispiacersi della nostra incapacità di non averci potuto fare nulla.

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