Omeopatia, la Svizzera conferma il rimborso pubblico. E l’Italia?

Omeopatia, la Svizzera conferma il rimborso pubblico. E l’Italia?

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

La Svizzera ha deciso di mantenere l’omeopatia e altre terapie complementari nel catalogo delle prestazioni rimborsabili dall’assicurazione sanitaria di base (LAMal). La decisione risale a metà giugno 2025 quando il Consiglio degli Stati (il Senato svizzero) ha respinto una mozione che chiedeva di escludere dal rimborso omeopatia, agopuntura, fitoterapia, medicina antroposofica e medicina tradizionale cinese.

È una scelta che conferma l’indirizzo già espresso dalla popolazione con il referendum del 2009 – quando oltre due terzi degli elettori si erano espressi a favore dell’integrazione delle medicine complementari nella sanità pubblica – e va precisato che queste terapie sono rimborsate solo se praticate da medici con una formazione specifica riconosciuta.

E, in Italia, qual è la situazione?

Da noi l’omeopatia non è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè non è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale. Le spese per i medicinali omeopatici e le relative visite mediche possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi, ma non sono a carico del sistema sanitario pubblico. Invece, esistono alcune esperienze regionali – come in Toscana, Emilia-Romagna e nella Provincia Autonoma di Bolzano, tanto per citarne alcune – che offrono ambulatori pubblici di medicina complementare (c’è un ticket da pagare che rimane a carico dei pazienti). Ad esempio, in Toscana, a Lucca, esiste dal 1998 un ambulatorio pubblico che ha già trattato molti pazienti inserendo l’omeopatia nel sistema sanitario regionale con regolamentazioni e tariffe integrate.
Se, dunque, in Svizzera il rimborso è garantito ovunque; in Italia non c’è copertura nazionale, dipende dalla Regione (si parla, comunque, di servizi omeopatici in ambito pubblico sì, ma in forma limitata, nel senso che non sono fruibili in ogni ospedale di quella regione).

Come in Svizzera, anche nel nostro Paese l’omeopatia è riconosciuta come atto medico e, dunque, può essere esercitata solo da parte di laureati in medicina, odontoiatria o veterinaria; tuttavia, da noi non esiste una specializzazione universitaria ufficiale (sebbene alcune Università abbiano corsi o master in omeopatia, la formazione principale avviene generalmente al di fuori del contesto universitario tradizionale ad opera di enti privati o di corsi accreditati a livello regionale) e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) “rema contro” perché più volte si è espressa a sfavore sottolineando la mancanza di prove di efficacia clinica, cosa in realtà contestabile (QUI un intero libro in inglese, pubblicato da Elsevier e disponibile gratuitamente, che invece evidenzia le prove scientifiche dell’efficacia).

In sostanza, mentre il caso svizzero dimostra che è possibile integrare l’omeopatia nel sistema pubblico, in Italia questa grande disciplina medica tradizionale resta ai margini del sistema sanitario, tollerata ma non sostenuta, e dunque confinata alla libera iniziativa dei singoli pazienti e dei medici.
C’è ancora molto cammino da fare per arrivare a un pieno riconoscimento dell’efficacia e del ruolo delle “altre medicine” – altrimenti dette “naturali” o anche “complementari” – nella nostra sanità e, quindi, siamo ancora lontani dal poter parlare di effettiva libertà terapeutica delle persone nel nostro Paese.
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Valentina Bennati
ComeDonChisciotte.Org

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. mago 15 luglio 2025

      Sì ma sono sempre complementari che uno poi si sceglie e vanno a incidere in base a quello che metti alla base che ti costa 500 euro di media mensili,per il resto una seduta di agopuntura costa dai 90 ai 150 euro.https://www.helsana.ch/it/privati.html

    2. maghi 16 luglio 2025

      bisogna che lo dica a mia figlia, che lavora un'ora per 70 euro fatturati. L'ultimo specialista che ho pagato, un otorino laringoiatra per mia moglie, 80 euro per 15' a nero, sennò 100. Lo stesso per l'igiene dentale mia e di mia moglie, 20' per 80 a nero, 100 con fattura.
      Poi mia moglie per non rioperarsi per i danni a lei fatti dalla ultima operazione, sta andando da una pranoterapeuta per 40 euro per 1 ora e mezza di trattamento, ogni 40-50 giorni. Meglio che rischiare la salute o la vita a gratis, non trovi?

    3. mago 16 luglio 2025

      trovo imbarazzante la cosa,avevo il reflusso ed ernia iattale e per la mia dottoressa era meglio se mi fossi imbottito di un noto presidio medicinale..mi sono mangiato mezzo bicchiere di nutella e non ho avuto più problemi,idem per il ginocchio radiografie ipotesi di fisioterapia,mi sono messo a pitturare su e giù per là scala e non ho quasi più nulla.

    4. maghi 17 luglio 2025

      fidarsi di chi ti imbottisce di farmaci con elevati effetti collaterali per lo più spiacevoli e chi ti vuol operare al ginocchio, specie da 40 anni in sù,che poi uno ha molte probabilità di non camminare più bene per il resto della vita, è da ingenui imprudenti.

    1. maghi 15 luglio 2025

      da mia figlia, agopuntrice, vanno spesso solo dopo il fallimento totale della medicina allopatica e, sebbene ormai siano casi cronici, hanno un miglioramento. Se uno volesse rimanere sano, dovrebbe andarci prima di farsi danneggiare il SI e chissà cos'altro da Big pharma e soci. Ma il popolino è ancora ai tempi pre-covid. Sennò non sarebbe popolino.

    2. mago 16 luglio 2025

      Ho fatto agopuntura per perdere qualche kg e la moglie per le allergie..non male come pratica.

    3. maghi 17 luglio 2025

      a me una sola seduta ha tolto per sempre il colpo della strega.

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