Non vi è altro modo per alzare i salari, se non alzare i salari

Di ConiareRivolta.org - Collettivo di economisti indipendenti

Non vi è altro modo per alzare i salari, se non alzare i salari

Esistono interviste educative, che andrebbero guardate anche se dicono il falso. Anzi, proprio perché dicono il falso. È il caso di una recente, breve intervista a Carlo Cottarelli. Educativa, perché dipana in maniera lampante il portato di parte della teoria economica dominante che, lungi dall’essere asettica e neutrale, svolge il compito di ancella degli interessi dominanti, fornendo loro una parvenza di scientificità.

Dice il noto economista, “Non vi è altro modo per alzare i salari, in Italia, se non far crescere la produttività”, perché il problema dell’Italia è che non cresce la produttività, “non che sono cresciuti i profitti. Che si, sono cresciuti un po’, ma non tanto”.

Dove non arriva la scienza, dovrebbe arrivare la storia. Ma nel caso di Cottarelli, pare una speranza vana. Può essere utile ripassare alcuni concetti, per comprendere come sia tendenziosa l’asserzione di Cottarelli, persino all’interno dell’approccio economico dominante.

Consideriamo, per iniziare, il valore aggiunto, vale a dire ciò che avanza da una produzione dopo averle sottratto il costo dei beni intermedi. Esso sarà diviso tra salari e profitti. La produttività del lavoro, quindi, viene definita come il rapporto tra il valore aggiunto e la quantità di lavoratori (o ore lavoro) necessarie a produrlo.

Supponiamo che un’impresa compri delle materie prime per 35€ e realizzi un prodotto che vende a 50€. Il valore aggiunto (VA) sarà pari a 15€, e supponiamo si divida tra 10€ di profitti (P) e 5€ di salari (W). Supponiamo anche che nel processo produttivo siano impiegati 3 lavoratori (L). In questo contesto, la produttività del lavoro sarà pari a VA/L=15€/3=5€, il che vuol dire che ogni lavoratore concorre a produrre 5€ di valore “nuovo”. Il salario per lavoratore, chiamato anche saggio del salario, sarà uguale a W/L=5€/3=1,67€.

Possiamo quindi porci una domanda: è necessario aumentare la produttività per aumentare i salari? La risposta è presto data: no.

Ritorniamo un attimo al valore aggiunto pari a 15€ e supponiamo che esso si divida ora tra 9€ di profitti e 6€ di salari. I profitti, dunque, saranno diminuiti (passando da 10€ a 9€); la produttività del lavoro rimarrà invariata, ma aumenteranno il monte salari (6€ invece che 5€) e il salario per lavoratore (2€, invece che 1,67€). Come si può notare, i salari sono aumentati indipendentemente dal fatto che sia aumentata la produttività.

Ma allora perché si dice che è necessario che aumenti la produttività affinché aumentino i salari? Una motivazione è che all’aumento dei salari, a produttività data, corrisponderebbe una riduzione dei profitti (che nel nostro esempio, ripetiamolo, passano da 10€ a 9€). A questo punto i capitalisti potrebbero rispondere aumentando i prezzi e lasciando dunque invariato il salario reale, che è il rapporto tra salario monetario e livello dei prezzi e potrebbe innescarsi una ‘famigerata’ spirale inflazionistica.

Come abbiamo già avuto modo di argomentare, tuttavia, che l’aumento dei prezzi avvenga e sia di entità tale da compensare completamente l’aumento dei salari monetari, lasciando dunque invariati i salari reali, è tutto da vedere. Ad esempio, un disincentivo all’aumento dei prezzi potrebbe derivare dal fatto che i capitalisti nazionali, così facendo, potrebbero perdere quote di mercato nei confronti dei concorrenti esteri che mantengano inalterato il prezzo delle loro merci.

Vi è, inoltre, un’altra evidenza, sconcertante per la teoria dominante, che sta animando ricerche e dibattiti e di cui Cottarelli non fa – ipocritamente – menzione. I dati ci dicono, ormai senza possibilità di smentita, che dalla fine degli anni ’70 in poi, la produttività del lavoro nei paesi capitalistici è cresciuta costantemente ad un ritmo più alto dei salari. Vuol dire ciò che i lavoratori si sono appropriati di una quota sempre minore di ciò che concorrono a produrre, nonostante la produttività del lavoro crescesse. Questo dimostra che, per far crescere i salari, la crescita della produttività non solo non è necessaria, ma neanche sufficiente.

Chi lo sostiene lo fa perché non ha interesse che avvenga un cambiamento nella distribuzione del reddito a favore dei salari e si nasconde quindi dietro la presenza di un vincolo di carattere tecnico che impedisce la crescita delle retribuzioni. Lo scenario prodotto da queste posizioni lo conosciamo: in Italia, come abbiamo spesso sottolineato, la quota salari è crollata e tra i paesi OCSE è l’unica che ha visto i salari reali ridursi nell’ultimo trentennio.

La causa di ciò è il progressivo indebolimento della classe lavoratrice, che ha visto il suo potere contrattuale erodersi sempre di più per varie cause. Tra di esse, spicca senza dubbio il precariato, alimentato dalle ormai note e famigerate riforme del mercato del lavoro. È di questi giorni la notizia, certificata dall’ISTAT, che in Italia è stato raggiunto un nuovo record: sono ben 3 milioni e 166 mila i lavoratori e le lavoratrici con contratto a termine. Il valore più alto dall’inizio della serie storica (1977).

Del resto, come dimostrato da molte analisi (alcune delle quali anche da parte del pensiero mainstream) la produttività è danneggiata proprio dalla precarietà del lavoro e addirittura dalla compressione salariale, invertendo in modo completo il ragionamento propostoci da Cottarelli.

Pare allora davvero risibile il tentativo di correlare l’andamento dei salari dei lavoratori con il sentiero della produttività del lavoro. Si tratta soltanto di una maschera ideologica per nascondere il processo storico di redistribuzione del reddito dal lavoro al capitale che ha drammaticamente segnato gli ultimi quaranta anni di storia.

Di ConiareRivolta.org - Collettivo di economisti indipendenti

06.06.2022

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link fonte: https://coniarerivolta.org/2022/06/06/non-vi-e-altro-modo-per-alzare-i-salari-se-non-alzare-i-salari/

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (24)

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    1. JHON 8 giugno 2022

      Disse: COMPETIVITA' - Luca Cordero di Montezemolo.
      " " : PRODUTTIVITA'- Carlo Cottarelli.
      " " : LAVORERETE un giorno di meno e guadagnerete di più. Romano Prodi.
      Disse: UN MILIONE IN PIU' DI POSTI DI LAVORO- Silvio Berlusconi.
      Disse : TROPPA PRECARIETA'- Maurizio Landini.
      DIRA' : Vi siete fidati di me? Vi ho regalato la POVERTA'- M. draghi

    1. natascia 8 giugno 2022

      Gli addetti al recupero crediti si riconoscono dal sorriso e dalla postura.Discutere con loro è inutile. Basta ignorarli.

    1. mago 8 giugno 2022

      Commentare una intervista di Cottarelli ...scusate non ci riesco sebbene sia l`uomo per tutte le stagioni,uno destinato sempre sulla stampa tutte le nomination a qualsiasi carica,una eccellenza in campo economico che abbiamo prestato in FMI..no sarebbe troppo.

    1. oxalidaceae 8 giugno 2022

      Viviamo in un paese meraviglioso.
      Talmente meraviglioso che ora pagano la gente per non lavorare.
      Oppure in alternativa offrono ottimi lavori da schiavi, chiamati “indigenza a tempo pieno”.
      Con la distruzione creativa fanno chiudere poi le uniche aziende sane che lavorano, preservando solo la divina miseria. Ma miseria moderna però, quella 2.0. La classe non è acqua, diciamocelo.
      Quelli che ci governano prendono millemilamilioni all'anno (fottendosene di sforare allegramente il tetto massimo dei famosi 240mila euro l'anno) e spesso senza aver mai lavorato un giorno in vita loro ma inverosimilmente (con facce di tolla allegate), promettono al popolino milioni di prodigiosi posti di lavoro.
      Ed infine, anche se sembra una barzelletta che manco fa più ridere, ci ricordano ad ogni festa nazionale che siamo una favolosa repubblica fondata sul lavoro.

      E poi il risveglio. E mentre si scende da quel iperuranio farlocco si comincia infine a comprendere che le giornate a venire, per i poveri cristi, saranno sempre più simili a pagine vuote. Anzi non si potranno neppure più definire vuote, saranno come Errori 404 nella propria esistenza.

      Quindi, vogliamo ancora stare a sentire sti fetidi tromboni e i loro funambolici discorsi propedeutici al nostro intortamento per la loro prossima campagna elettorale?
      C'è ancora l'eco fastidioso di quel “apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno”!
      Poi invece erano sardine.
      Ma questa è un'altra storia.
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      Mi permetto di allegare qui un contributo video che ritengo contenga una inquietante ma convincente nuova angolazione, un punto di vista che unisce i puntini, una più chiara interpretazione del momento storico che ci sta contemplando, e che da forma ai nostri inascoltati "complottismi" sulla imposta ideologia che da più di due anni ci sta piano piano annullando.
      Svela probabilmente chi comanda chi, ovvero come partire da una dittatura sanitaria per arrivare alla biopolitica.
      Nell'ultimo paio di minuti, si palesa chiaramente quel disegno che ci sta consegnando mani e piedi al vuoto cosmico delle poco abili ma fuorvianti parole di Cottarelli.
      Quel Cottarelli che, assieme al resto della malata cricca mai eletta da nessuno, sembra voler e poter plasmare i nostri destini con uno strano mandato di natura finto-celeste. Ovviamente con annesso tornaconto per l'agognata elitaria loro salvezza.

      Com'è il ritornello? Non avremo niente e saremo felici fottuti?

    2. sbregaverse 8 giugno 2022

      Ogni giorno porta la sua pena. Mt 6-30
      Ogni madonna porta il suo smadonnamento.
      Sb 69.

    3. R66 8 giugno 2022

      Penso che il popolo dovrebbe erigere un altare a Cottarelli e a quelli come lui, tutti i giorni dovrebbero andare dinnanzi ad esso a pregare e a portare doni; l'alibi non ha prezzo.

    4. oxalidaceae 8 giugno 2022

      Nel caso, so smadonnare correttamente in almeno cinque dialetti certificati, e se ho esaurito gli smadonni canonici passo a quelli in stile fantasy (quelli col bollino veneto).
      I Cottarelli, mi fanno passare da modalità femmina a modalità orango in un millisecondo.
      Quindi assicurati saldamente alla sedia, che se comincio potresti partire a razzo tra gli applausi della Nasa.

      Dal vangelo secondo me.

    5. oxalidaceae 8 giugno 2022

      Portassero pure i petardi come avvertimento della festa che invece noi vorremmo presto dedicargli.

    6. sbregaverse 8 giugno 2022

      Dove tu orangatanga io mandrillus sphinx.
      E me ne frego se rischio il morbillo del mandrillo.

    7. sbregaverse 8 giugno 2022

      LO si ammetta : pesava la latitanza del tuo femminile tangere.
      NO non vero, sto pizzicando il violino.
      Come te Cometa(nata con scia,QUEL nome oggi è un azzardo) è stata all'altezza della quotidiana bisogna.

    8. oxalidaceae 8 giugno 2022

      A dire il vero, se continui così, tu rischi ben altro.
      🙃

    9. sbregaverse 8 giugno 2022

      Guarda Blondet mi sta rubando il passato:anche le piramidi a gradoni sanno che da sempre sono
      lesbico!

    10. ducadiGrumello 8 giugno 2022

      grazie, video interessantissimo

    1. sbregaverse 7 giugno 2022

      Ma lo sa anche il più scalcinato degli zoologi che:
      i tassi si accoppiano con le tasse.

    1. R66 7 giugno 2022

      Gran casino comunque...
      Partiamo da un assunto e su questo formiamo la teoria:
      il lassismo si è generato in un momento con un potere di acquisto più forte dell'attuale.
      L'ultimo fattore quindi si potrebbe considerare la causa del primo.
      Poi avviene un patatrac mentale, ci si dimentica delle dinamiche e si finisce a dire che non si arriva più a fine mese, il che è vero, ma aspettiamo un attimo...
      Se per via dell'esasperazione si sta chiedendo di nuovo un potere di acquisto forte, in pratica non stiamo richiedendo ancora il lassismo che a sua volta ci porterà all'esasperazione?
      Oh porca vacca! Una sorta di stallo alla messicana!
      Come se ne esce fuori?

      Ripercorrendo a ritroso la filiera, gran faticaccia ma a mio avviso è l'unica via.
      Ciò comporta rivedere le motivazioni interiori che portano a...

      "Ahhhh che palle, sempre lì vai a finire! Mo' basta!" 😁

      Ok, sto zitto e ascolto i consigli per la risoluzione dello stallo.
      Qualcuno ne ha da offrire?

    2. danone 7 giugno 2022

      Qualcosa da offrire l'avrei ma rischio di demolire le analisi degli esperti indipendenti, spero non me ne vorranno.
      Nel sistema a moneta fiat privata a debito in cui siamo, tutta la moneta è debito che matura interessi.
      Più un economia tira, quindi più genera produttività, più moneta serve per farla girare, quindi più debito con interessi in capo alla collettività.
      Certo che nelle condizioni in cui siamo, generare una produttività in più che ci faccia andare singolarmente al ristorante una volta in più, o andare in vacanza una settimana in più, o che ci faccia arrivare a fine mese per una volta senza l'ansia, è molto per la qualità di vita dei servi ignari che non sanno di alimentare loro stessi il sistema che li fa schiavi, ma per la verità dei fatti economici è una presa per il culo, perchè siamo dentro un sistema in cui più produci più ti incateni e ti impoverisci.
      Parlare di produttività nei termini posti in questo articolo, non ha senso, è come cercare di razionalizzare le briciole cadute dalla tavola dell'imperatore, senza nemmeno immaginare che a quella tavola dovremmo starci noi, essendo noi quelli che hanno lavorato per procurare il lauto pasto agli illustri ospiti dell'imperatore.

    3. R66 7 giugno 2022

      L'imperatore, come ben sappiamo, è soggetto al debosciamento più degli altri, seppur non all'esasperazione, con tanti imperatori lo stallo prima o poi si verificherebbe comunque.
      Qualcuno potrebbe accontentarsi di vivere nel lasso di tempo tra il "prima o poi", a parte questa soluzione momentanea, ce ne sono altre?

    4. danone 7 giugno 2022

      Lo stallo non c'è proprio perchè è retto dagli schiavi inconsapevoli che mandano avanti la baracca per l'imperatore, credendo che l'imperatore amministri per il loro bene, tutto sommato.
      I pochi che si accorgono della trappola, si rassegnano, perchè non vedono all'orizzonte alternative.
      Non capiscono che l'unica alternativa che c'è, è quella di assecondare il movimento che ha reso loro consapevoli della situazione singolarmente.
      Assecondare questo movimento significa cercare di unire le singolarità divenute consapevoli, per destare sempre più singolarità.
      Non c'è altro modo.

    5. R66 7 giugno 2022

      Fiiiiii - cartellino rosso! 🤣
      Via, come me, eliminato, fuori dal campo!
      Non si può questa volta andare a parare sullo spirituale, sulla singolarità, sulla consapevolezza e menate varie.

      Qua serve il tipo tosto che spezzi lo stallo con le sole soluzioni materiali.
      Quindi anche tu siediti ad ascoltare il gran saggio che verrà a tirarci fuori dalla magagna... perché verrà, no?
      (Ovviamente abbiamo facoltà di lanciare monetine e oggetti vari nel caso si azzardasse a dire che le generazioni passate non abbiano manifestato forme di lassismo).

    6. Bertozzi 7 giugno 2022

      Ma una via di mezzo tra il lassismo di prima e lo schifo di adesso? Una sfumatura diversa? Tanto visto che al prima di prima non si torna - il passato in quanto tale non ritorna -, non si può tornare al prima di prima con la consapevolezza di adesso? Fare in modo che le sperequazioni non siano così marcate? Trovare un sistema per limitarle? belin siamo andati sulla Luna e su Marte (!!!)
      Capisco che sembri un po' infantile come domanda ma vuoi dire che non si impara mai niente?

    7. R66 7 giugno 2022

      Si, però...
      [Rilevata parola "consapevolezza"]
      Fiiiiii – 3° cartellino rosso! 🤣
      Vieni che c'è posto ancora.

      EDIT
      Ovviamente sto ironizzando su un articolo scritto per androidi.
      Ma come si fa a proporre una così sterile sequenza di nozioni senza includerci l'aspetto sociale ed antropologico?
      A chi serve?
      A cosa serve?

      Dato che altri aspetti, se proposti sul tema, non di rado vengono relegati a fantasie di bimbetti, facciamo gli adulti e aspettiamo il genio che ci risolverà lo stallo con i soli numeretti.

    8. Bertozzi 7 giugno 2022

      Caxxo lo sapevo, per un attimo c'avevo pensato ma alla fine la leggerezza mi ha fregato... 😉

      Doppia espulsione, qui si rimane in pochi...

      EDIT
      Me in effetti mi aspettavo l'espulsione già sulla parola "sfumatura"...

    1. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Potremmo spiegare tutto in modo molto più semplice, facendo notare a Cottarelli che negli ultimi 30 anni nel nostro paese non abbiamo mai avuto un problema di produttività (forse lui voleva dire tasso di produttività rispetto alle forze impiegate), stante il fatto che non sono mancati i prodotti e servizi da acquistare. Non c'è stata carenza di offerta ma bensì di domanda. Sono mancati i soldi per acquistare non la forza lavoro per produrre.
      Quindi il buon Cottarelli sta prendendo ancora una volta la strada inversa per curare i nostri mali...... ripeto la strada inversa.
      Provi ad aumentare i salari attingendo le risorse dal taglio del cuneo fiscale e vedrà come per magia che aumenterà anche il tasso di produttività

    1. Bertozzi 7 giugno 2022

      Che bell'articolo, ma cosa volete che sia... ah quindi il non poter lavorare e avere una vita minimamente decente non dipende dal fatto che le generazioni attualmente in età lavorativa siano composte da lamentosi debosciati vittimisti senza voglia di lavorare? Eppure, a giudicare dalla sproporzione gigantesca di condizioni di vita tra loro e i loro padri si direbbe che una volta erano gran lavoratori e risparmiatori mentre oggi tutti perdigiorno con le mani bucate; e articoli come questi sempre più frequenti invece dicono che gli ultimi 30/40 anni hanno distrutto il potere d'acquisto, i salari e le condizioni lavorative dei più... oh, ma tu guarda, come sarà stato possibile tutto questo? Ci dev'essere sicuramente un errore nella valutazione. I cattivoni capitalisti saranno stati davvero bravi e diabolici per fare tutto questo sotto il naso di tutti senza farsene accorgere da nessuno, che fino a qualche mese o anno fa era tutto perfetto, poi ci siamo svegliati un giorno, ieri o l'altro ieri, e abbiamo scoperto che i salari sono al minimo storico, il cosiddetto welfare è un dito nel culo, e la pensione non la vedrà più nessuno, solo per citare un paio di cosettine da niente, dannati capitalisti, dei veri illusionisti, hanno fatto tutto dall'oggi al domani e adesso tutti con le pezze al culo. Fortuna che ci sono i risparmi e le pensioni delle generazioni di chi è stato virtuoso negli anni passati letteralmente estorti con la forza al capitale, sennò sai oggi che drammi. Poco male comunque, son mica questioni importanti, che si sa, chi non lavora o non mangia o non sfama una famiglia oggi è solo perché non ce n'ha voglia, e vuol star sul divano tutto il giorno, per cui si dia da fare e sgobbi un bel 13/14 ore al giorno così potrà permettersi l'affitto di un bel sottoscala per sé e il suo gatto (affitto che paga al capitalista naturalmente, mica al vicino di casa un po' più agè...).

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