Di Giuseppe Di Bella
Al Webinar del 7 marzo sul tema: “Il GH autocrino e ipofisario, nodo critico nel circuito tumorale, obiettivo strategico nella terapia del cancro: evidenze scientifiche e conferme cliniche” si sono registrati 501 iscritti. Una sintesi del webinar e le diapositive sono pubblicate nel sito della Fondazione Di Bella, in prima pagina, alla sezione “Novità e Comunicazioni”.
Revisionando la letteratura sui componenti della multiterapia biologica MDB, sono emersi dati scientifici, studi clinici, sperimentali, osservazionali ed epidemiologici che, oltre a confermare ulteriormente le proprietà antitumorali e antinfettive del Metodo Di Bella (MDB), hanno evidenziato proprietà terapeutiche di componenti del MDB nella prevenzione e terapia di patologie neurodegenerative sempre più diffuse, come Alzheimer, Parkinson e il declino cognitivo senile.
La letteratura sta documentando che la Somatostatina e il suo analogo Cortistatina migliorano la prognosi dell’Alzheimer, attivando la Neprilisina che interviene sulla proteina TAU, responsabile della neurotossicità e della formazione delle fibrille Beta amiloidi. Nel Parkinson, Somatostatina e Cortistatina intervengono sulla proteina Alfa-Sinucleina, responsabile della degenerazione delle cellule nervose della “Substanzia Nigra” con formazione dei corpi di Lewy, diffusi nel cervello degli ammalati di Parkinson.
La somatostatina è coinvolta nella regolazione della protidosintesi neuronale e la sua riduzione è stata accertata nel liquido cerebrospinale dei pazienti con Parkinson e Alzheimer, facilitando l'accumulo delle proteine tossiche.
Attraverso l'attivazione dei recettori SSTR4, la somatostatina stimola le vie di degradazione intracellulare che ripuliscono i neuroni dagli accumuli di Alfa-Sinucleina e corpi di Lewy nel Parkinson e della proteina Tau e fibrille Beta amiloidi nell’Alzheimer.
La somatostatina inibisce l'aggregazione di proteine patologiche attivandone la degradazione, facilitando con meccanismi cellulari come l'autofagia che smaltiscono queste proteine anomale.
L’altro componente del MDB rilevante nel sinergismo terapeutico di queste patologie è la Melatonina, con meccanismi multipli, di cui i più rilevanti sono l'attivazione della biogenesi mitocondriale, che contrasta nell’Alzheimer la deposizione di (Aβ) amiloide nella corteccia cerebrale, ippocampo e, nel Parkinson, dei corpi di Lewy nella Substanzia Nigra.
La Melatonina riduce il danno mitocondriale con aumento del numero di copie del DNA mitocondriale, migliora l’apprendimento, la memoria e la deambulazione. La biogenesi mitocondriale difettosa con disfunzione mitocondriale danneggiata peggiora con l’età, con alti livelli nell'Alzheimer e Parkinson. La Melatonina, in queste patologie, migliora anche i sintomi motori e il sonno.
Questi dati derivano da una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sulla rivista “Frontiers in Neurology” con studi randomizzati e controllati. Altri studi confermano l’effetto protettivo della melatonina contro la neurotossicità mediante il coinvolgimento della via di segnalazione nell'ippocampo Sirtuin-1.
Nodo critico e denominatore comune di queste malattie neurodegenerative è la protidosintesi patologica da disfunzione della Transglutaminasi 2, enzima ubiquitario che catalizza la formazione di legami covalenti tra proteine, la cui disfunzione causa la protidosintesi anomala con la formazione di proteine tossiche come la Tau nell’Alzheimer, l’Alfa-Sinucleina nel Parkinson e molto probabilmente altre proteine anomale nella SLA e nella sclerosi multipla. Nelle gravi e letali cerebropatie come l’encefalopatie spongiformi (la mucca pazza o malattia di Creutzfeldt-Jakob) si ha la trasformazione di una proteina fisiologica in una forma anomala chiamata Prione, ancora incurabile.
La Melatonina svolge un ruolo terapeutico rilevante nelle malattie neurodegenerative anche inibendo la Transglutaminasi 2 mediante il blocco della Calmodulina essenziale per la funzione della transglutaminasi stessa.
L’inibizione della Prolattina (ormone con attività mitogena sinergica con il GH, ormone della crescita), attivando i recettori ipotalamici DR2 con Bromocriptina e Cabergolina (componenti MDB), attiva agonisti della Dopamina con diretta azione anti Parkinson e miglioramento della risposta al L-Dopa, farmaco più impiegato nel Parkinson. Altre molecole di cui sono già documentati in letteratura sia il sinergismo che l’indicazione nelle patologie neurodegenerative sono alte dosi di vitamina E con abbattimento dello stress ossidativo e radicali liberi, l’acido retinoico (ATRA) che attiva recettori nucleari come il RIG (retinoico inducibile gene) e ISG (Interferone stimolato gene), che regolano funzioni vitali in stretta interazione con la vitamina D3 con cui forma eterodimeri.
Sono sicuramente utili gli Omega 3, soprattutto il DHA, con riduzione delle prostaglandine e dell’Acido Arachidonico. Fondamentali sono gli esteri fosforici del gruppo B che regolano a livello fisiologico la fosforilazione ossidativa, e pertanto l’ossido-riduzione, la catena degli elettroni e la respirazione cellulare, così come la B12 che attiva geni di riparazione e metilazione globale con riordino epigenetico del DNA.
Come sempre è quantomeno ingenuo illudersi di venire a capo con monoterapie di complesse patologie multiorgano e multifattoriali. Con la concezione e i principi terapeutici del MDB, sta gradualmente iniziando a profilarsi la prospettiva di riportare a livello fisiologico gli equilibri biologici e le funzioni vitali deviate sia nel cancro che nelle malattie degenerative e nelle disfunzioni immunitarie.
Nel MDB il criterio d’impiego delle vitamine, da biochimico vitale assurge a terapeutico razionale, realizzando l’equilibrio biologico mediante la fine regolazione del rapporto tra energia e materia su cui poggia la vita.
Ho esposto questi dati emergenti in letteratura e relative prospettive terapeutiche anche nell’intervista sul Metodo Di Bella di Luca Stranges, Canale YouTube "Il Sentiero Sottile". Sperimentazione ministeriale del 1998 del Metodo Di Bella. Contrasti, disinformazione, riscontri e conferme in letteratura del Metodo Di Bella:
Basi scientifiche, pubblicazioni, conferme cliniche, sviluppi e meccanismi biomolecolari comuni del sovvertimento di funzioni vitali nel cancro e nelle malattie degenerative neurologiche, che condividono concezione e linee terapeutiche del Metodo Di Bella:
Di Giuseppe Di Bella
19.03.2026
GIUSEPPE DI BELLA è un medico che da anni approfondisce e divulga il lavoro clinico e teorico sviluppato dal padre, il professor Luigi Di Bella. All’interno della Fondazione Di Bella – metododibella.org –Canale Telegram – https://t.me/METODO_DI_BELLA – si occupa di raccogliere, sistematizzare e pubblicare dati clinici relativi alla multiterapia ideata dal fondatore, contribuendo alla discussione scientifica sul potenziale ruolo dei singoli componenti del protocollo. È riconosciuto per la sua attività di ricerca, per l’impegno nella documentazione dei risultati ottenuti e per il confronto critico con l’oncologia convenzionale, sempre rivendicando la necessità di valutare le evidenze secondo criteri rigorosi e trasparenti.
maghi 21 marzo 2026
ma è ovvio che qualsiasi sostanza che fortifica il SI, renda il corpo più sano. Io ho passato tutto il covid coll'aglio in bocca e non ho avuto nulla. Anche l'herpes labiale non osava uscire dalle cellule rifugio o meglio quando usciva, veniva subito annientato dall'allicina, insieme a tutti i batteri e i virus, che tentavano di entrare nel cavo orale. Di questa conoscenza posso ringraziare mia nonna, poi grazie a elaborazioni razionali, ho costruito tutto un sistema di mantenimento della salute. Ovviamente nessuno mi ha creduto. Addirittura un mio amico vaccinato, finito il covid, mi ha detto che sono stato fortunato a essere ancora vivo. E poi non ditemi che i pifferai magici non si meritano lauti guadagni.
ric 21 marzo 2026
Condivido...ma consentimi di ironizzare...con tutto il periodo del covid .con l' aglio in bocca ( metodo valido gia' usato durante le pestilenze dell' influenza spagnola del 1900)
Stai certo che nessuno si sarebbe avvicinato a te.....per attaccarti qualcosa !
alessandroparenti 21 marzo 2026
È ben per quello che l'aglio previene tutte le malattie infettive!
maghi 21 marzo 2026
colla mascherina non sentiva nessuno il cattivo odore dell'allicina. E anche quando la toglievo, quasi nessuno se ne accorgeva. Anzi quando mostravo ad altri il prezioso ortaggio tra i denti, si meravigliavano di non avvertirne l'odore. Pure il docente della facoltà di nutrizione umana e fitoterapia dell'Università di Pisa Ciro Vestita è a favore dell'uso dell'aglio e consiglia di abituare i bambini a mangiarlo fin dalla tenera età. Durante l'influenza spagnola non esistevano gli antibiotici, ma nelle famiglione di contadini con 12 figli come in quella di mia nonna non hanno avuto nessun problema, probabilmente perchè sapevano, come succede spesso, che certi metodi di cura funzionano benissimo, pur non conoscendo il meccanismo di funzionamento. I toscani sono arguti per fama. Per esempio un mio amico che frequentava le passeggiatrici nigeriane ebbe una paresi facciale a poco più di 50 anni. Si riprese, ma dopo pochi anni cominciò a non camminare più, fini in carrozzina e poi mori. Un altro, gran dongiovanni, che non disdegnava la frequentazione di lucciole, è ora con la parte sx paralizzata da un ictus a letto da 11 mesi. Io e un altro che andiamo a visitarlo, abbiamo avuto entrambi eposidi clinici di infiammazione del nervo crurale. Lui in modo più grave, io più leggero. Sarò meglio che d'ora in poi vada a trovarlo coll'aglio in bocca anche se per la scienzah medica gli ictus non sono contagiosi. Anzi siccome sono ancora alle prese con i postumi di questa cruralgia, sarà meglio che vada a pelare un aglio e mi disinfetti il cavo orale, anche dovevo farlo quando lo andavo a trovare. Nonostante i tanto decantati progressi medici sono ancora troppi gli aspetti oscuri, che regolano la salute del corpo umano.
maghi 21 marzo 2026
ah ah ah, non ci avevo pensato, ma comunque leggiti il commento a ric.
ric 21 marzo 2026
la mia era solo una ironica considerazione...
Ricordo benissimo un medico condotto che nel 1954 andava a visitare i pazienti anziani con uno spicchio d' aglio fra i denti,ma quando veniva da mia nonna noi bambini scappavamo sempre...
maghi 21 marzo 2026
anche i miei nipoti da piccoli mangiavano l'aglio, ma purtroppo ora scappano disgustati. Per forza con tutte le schifezze che i genitori fan loro mangiare piene di additivi e altra robaccia, che li fa divenire gustosi. Speriamo non vengano malaticci, io non ci posso far nulla, tranne tornare dalla spesa con confezioni di alimenti pediatrici bio, che so mangiano molto volentieri, per fortuna. A me mia nonna (la fortuna di essere cresciuto con in casa i nonni materni, senza i quali sono convinto che oltre che malaticcio, sarei divenuto anche coione e sicuramente incolto e ignorante), quando mi faceva male la gola da piccino, mi metteva un grosso aglio sotto il mento a letto e mi diceva di stringerlo tra la gola e il mento. Certe attenzioni non si scordano per tutta la vita. E ce ne sono pure tante altre.
Sicuramente il medico condotto del 1954 sapeva bene quel che faceva, mentre ora se non vaccini i bambini, molti ti odiano.
ric 22 marzo 2026
si .ricordo vagamente le collane d' aglio...
ma anche il vin brule' dato ai bambini influenzati e febbricitanti a letto con tre coperte par favorire il ricambio di agenti patologici attraverso una forte sudorazione.
maghi 22 marzo 2026
io invece mi ricordo le punture di antibiotico appena avevi 37 di febbre. Mi dovevano tenere in tre per farmele. Ora invece gli antibiotici sono vietati. La mia dotteressina, alla mia richiesta di un antibiotico, mi ha detto che me li può segnare solo dopo una caterva di analisi. Così prima di averli fatti tutti, uno è già morto. Se non fosse tragico, sarebbe comico.