Non il silenzio vile e complice

Non il silenzio vile e complice

“La Morte Negata” è un documentario che ripercorre le sofferenze patite da tante persone nei lunghi mesi della dichiarata pandemia a partire da marzo 2020 quando, entrate in ospedale, sono state ricoverate nei reparti covid dove poi sono morte senza più riuscire a vedere i propri cari né a comunicare con loro.

Attraverso mesi di viaggi, incontri, riprese e interviste, il regista e produttore Alessandro Amori ha raccolto le testimonianze molto toccanti dei parenti delle vittime. Il frutto del suo lavoro è un video che dura circa un’ora, un pugno dritto allo stomaco che mostra la deriva disumana della nostra sanità in cui protocolli e linee guida hanno ormai finito per prendere il sopravvento sull’empatia e la solidarietà.

Qualcosa da vedere in questi giorni di inizio anno nuovo e da far circolare il più possibile, non per alimentare rancore e divisioni, ma per non dimenticare ciò che è accaduto.
Dimenticare proprio non si può, sarebbe una tremenda crudeltà. Ogni singola persona che è morta in quel modo atroce merita verità e giustizia, non il silenzio vile e complice.

Il documentario si può visualizzare in versione integrale cliccando QUI (dal minuto 5,50 in poi), la produzione Playmastermovie l'ha reso disponibile online dal 25 dicembre scorso in modo che possa raggiungere più persone possibili. Sempre allo stesso link si trovano anche interessanti interviste in merito a questo progetto e informazioni sulla modalità distributiva per chi eventualmente volesse organizzare proiezioni pubbliche.
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VB

Commenti (4)

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    1. maghi 3 gennaio 2024

      quando a luglio 2020 andai in ospedale per una innocua ecografia, mi ritrovai nel reparto covid, perchè avevo la febbre alta. Ebbi la brutta impressione, che mi volessero sopprimere e fui dimesso dopo 3 giorni, quando gli altri ricoverati venivano dimessi dopo poche ore con l'arrivo dei risultati del tampone, mentre i miei non arrivavano mai.Meno male che ci andai di luglio, se mi fosse capitato di marzo o novembre, avrei dovuto chiamare l'avvocato per uscire.

    1. sim 3 gennaio 2024

      Dire la verità su quanto è accaduto è doloroso, sì, ma è certamente benefico e liberatorio. Dio è infinitamente misericordioso: può sanare ogni ferita e perdonare ogni errore, a patto che siamo sinceri e onesti con noi stessi e con il prossimo. Tanti peccati vengono commessi nella penombra dell'ignoranza, quindi accettare le verità (e poi la Verità) è l'inizio (e la lieta 'fine', che in realtà è una rinascita alla Vita eterna) del nostro cammino di redenzione. Viviamo in un mondo 'al contrario', che ci invita costantemente a dare risalto al transitorio: alle distrazioni, all'intrattenimento frivolo, alla ricerca del piacere, ad accumulare ricchezza materiale, al consenso basato su vuote apparenze; ci vengono forniti innumerevoli espedienti, innumerevoli false giustificazioni e false vie per assuefarci alla menzogna e negare la verità, che però è l'unico rimedio universale a tutti i nostri mali.

    2. Nonso 3 gennaio 2024

      Questo è vero.
      Il mentitore dovrebbe piantarla.

    1. Nonso 1 gennaio 2024

      Valentina Bennati,
      "Non la pace, ma la spada"
      "Non il silenzio vile e complice"
      Ti manca solo "Non so", per completare la trilogia.

      Comunque sì, ci viene negato persino questo diritto.

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