No Fly Zone

No Fly Zone

Irina Slav
irinaslav.substack.com

Il turismo è un settore di primaria importanza nell'Unione Europea. L'Europa è un continente antico, ricco di rovine e di esempi di architettura non del tutto in rovina, che le persone amano ammirare e visitare, soprattutto d'estate quando il clima è mite. I lockdown dovuti alla pandemia Covid avevano colpito duramente il turismo europeo, ma i governi erano intervenuti per aiutare il settore a riprendersi. Ora, però, questo settore si trova ad affrontare un altro shock e le risorse finanziarie sono più limitate rispetto al 2020 e la fornitura di carburante per aviazione è ancora più scarsa. Sembra che uno dei sogni degli ambientalisti più radicali stia per avverarsi.

Multiple European countries are rapidly running out of jet fuel. There is not enough oil coming from the middle east to refineries to maintain current jet fuel consumption rates. 20% of all flights will need to be cancelled to halt the decline in jet fuel supplies. pic.twitter.com/PGNWbjy62z

— Wall Street Mav (@WallStreetMav) May 11, 2026

L'immagine qui sopra parla da sola. Il carburante avio sta finendo, e con esso il tempo per procurarsene. Per ora, le fonti ufficiali mantengono la calma, affermando che non c'è carenza, ma, incredibile ma vero, stanno discutendo di possibili misure da adottare nel caso in cui si verificasse una vera e propria penuria. Le discussioni, come al solito, sono estremamente interessanti.

Sebbene al momento nell’UE non vi siano carenze di carburante, nelle prossime settimane potrebbero verificarsi limitazioni all'approvvigionamento regionale se il blocco delle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non verrà risolto”, ha scritto la Commissione in una relazione su tali discussioni la scorsa settimana. Dopo aver affermato l'ovvio, è passata a ciò che importa davvero.

“Sebbene le scorte di emergenza dell'UE possano, se necessario, essere rilasciate, gli esperti hanno sottolineato l'importanza di coordinare tali rilasci a livello europeo e di abbinarli a misure adeguate dal lato della domanda per ottenere risultati efficaci”. In altre parole, la cosa più importante è centralizzare tutti i processi decisionali e, già che ci siamo, cercare di far rimanere le persone a casa.

In questo contesto, la tempistica degli ultimi allarmi sulle infezioni virali sembra incredibilmente perfetta. Prima un'epidemia di hantavirus su una nave da crociera, poi un'epidemia di norovirus su un'altra nave da crociera: mi sbaglio o le navi da crociera non sono affatto sicure di questi tempi? Per inciso, le notizie sulle epidemie da virus potenzialmente pericolosi, unite all'aumento dei prezzi dei biglietti, probabilmente contribuiranno al "contenimento dal lato della domanda".

Mentre la gente è alle prese con le paure legate ai virus, l'UE è alla ricerca di forniture alternative di carburante avio (di cui, a quanto pare, non avrebbe realmente bisogno) e la sta trovando negli Stati Uniti, ma – e questa cosa mi diverte molto – a quale prezzo? Il prezzo sembrerebbe regolato da potenziali problemi di sicurezza dovuti ad alcune differenze tra il tipo di carburante per aerei utilizzato in Europa e quello utilizzato negli Stati Uniti.

Secondo Euronews : "Al centro del cambiamento c'è una sottile ma cruciale distinzione tecnica: il Jet A-1, il carburante per turbine aeronautiche utilizzato principalmente in Europa, Africa, Australia e gran parte dell'Asia, ha un punto di congelamento inferiore rispetto al Jet A, il tipo più comunemente usato negli Stati Uniti e in Canada."

Sebbene entrambi i carburanti siano approvati per molti tipi di aeromobili, l'EASA avverte che le ipotesi su cui si basano le infrastrutture, le procedure e la formazione degli equipaggi europei si fondano quasi interamente sulle operazioni con il Jet A-1.

Mentre le compagnie aeree si occupano del problema, l'UE si sta concentrando sul lato della domanda, anzi, ci si sta fissando proprio. L'ultima novità: le tasse sul carbonio per i voli internazionali. Non è un brutto scherzo. È tutto vero. "La Commissione europea afferma che porterà avanti i piani per addebitare alle compagnie aeree le emissioni di carbonio dei voli internazionali a lungo raggio, nonostante il rischio di tensioni con gli Stati Uniti e l'opposizione dei vettori che già devono affrontare gli alti prezzi del carburante per aerei", ha riportato questo mese Politico , e non solo Politico, citando una revisione in corso del sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE, di cui molti non sono soddisfatti.

Sembra che Bruxelles abbia frainteso il motivo del malcontento delle industrie, ovvero il dover pagare per un problema inesistente, e si stia impegnando a fondo per acuire ulteriormente tale malcontento. Per ora, applica le tasse sul carbonio ai voli interni, colpendo soprattutto le compagnie aeree low cost come Ryanair e simili. Se la tassa venisse estesa anche ai voli da e per destinazioni extra-UE, colpirebbe duramente colossi come British Airways e Air France, che, come apprendiamo dal Financial Times, traggono la maggior parte dei loro profitti dai voli a lungo raggio.

Le compagnie aeree europee, tuttavia, non sono le sole ad avere problemi. Proprio oggi, un funzionario dell'autorità aeroportuale ha dichiarato a Bloomberg che le compagnie aeree di tutto il mondo stanno riducendo i voli perché i prezzi dei biglietti stanno diventando troppo alti. E sono destinati a rimanere alti ancora per un po', nonostante non ci sia carenza di carburante per aerei. Sembra che in molti passino un sacco di tempo a dirci che non c'è carenza.

Secondo i dati di Bloomberg, i prezzi del carburante avio, che avevano raggiunto un picco di 233 dollari al barile, sono leggermente diminuiti, attestandosi attualmente a poco più di 150 dollari al barile, ma rimangono significativamente più alti rispetto ai livelli prebellici, che erano inferiori ai 100 dollari. Di conseguenza, le compagnie aeree stanno tagliando i voli meno redditizi e aumentando i prezzi dei biglietti. E con la tassa sul carbonio dell'UE è molto probabile che le compagnie aeree aumenteranno ulteriormente i prezzi dei biglietti. Contenimento dal lato della domanda.

Questa crisi si sta rivelando sempre più un vantaggio per i fanatici delle emissioni zero, quelli che considerano il trasporto aereo e i viaggi come attività semi-criminali. Peccato che il trasporto aereo e i viaggi siano collegati a molti altri settori, dal turismo al commercio alimentare, il che significa che nessuno, nemmeno i più accaniti sostenitori delle emissioni zero, uscirà indenne e felice da questa crisi.

Irina Slav

Fonte: irinaslav.substack.com
Link: https://irinaslav.substack.com/p/no-fly-zone
13.05.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (15)

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    1. alduccio 16 maggio 2026

      Quello che mi preoccupa è il carburante trattorio.

    2. oriundo2006 16 maggio 2026

      Più quello che abbiamo riportato qui su CDC sull'azoto ed i fertilizzanti.

    3. maghi 18 maggio 2026

      è quello che ha detto Renzi da Fazio. Il rischio di carenze alimentari da qui a un anno è reale, così ci troveremo con carburanti razionati, cibi razionato, elettricità razionata, ma quando Renzi voleva gli applausi, bastava che dicesse la fatidica frase "aumento degli stipendi", tanto lo sa benissimo lui e tutti i politici del mondo, che il popolo bue non ragiona in termini di beni ed energia, ma solo in quello di soldi. Forse ci troveremo nel paradosso, che avremo i soldi, ma non avremo abbastanza beni da consumare con questi soldi. Probabilmente nemmeno allora il popolo bue capirà.

    4. ric 18 maggio 2026

      verissimo . ma mi ricollego alla precedente considerazione : se un paese tipo italietta che si vanta di produrre beni sovente effimeri o superflui , che incensa l' imprenditore nostrano che esporta in tutto il mondo con tanto di onorificenze e sontuosi ricevimenti al Quirinale , dicesse anche che ai livelli superiori gli scambi monetari sono solo di riferimento , ma ghi scambi reali avvengono dietro le quinte attraverso lo scambio di merci. E non e' che prendiamo le mele argentine o le arance dal Marocco perche' siamo senza noi... Se mi porti una vettura in argentina ti pago ( logicamente ) con i miei prodotti ...Gli ' affari li fanno solo i grandi...

      il vero dramma e' determinato dal commercio che ha nulla serieta' economica se non per i due vertici autori degli scambi , i quali se ne fregano
      se poi buttiamo via le arance della Sicilia , o prendiamo il grano dal Canada , rendendoci sempre piu' vincolati dal produrre una cazzata sperando che qualcuno nel mondo ce la comperi per avere il soldo per un pezzo di pane ...

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      un piccolo esempio europeo...

      Il pane sulle tavole italiane? Rumeno, congelato e “migliorato”Uno su 4 dei panini confezionati nella Gdo e nelle mense è prodotto in Romania. Gli importatori sfruttano la normativa italiana che permette di non segnalare la provenienza del pane confezionato in etichetta. Allarme anche per i correttori chimici nel pane, problema già segnalato da Italia a Tavola


    1. ric 16 maggio 2026

      il turismo ha nulla a che vedere con l' economia europea e mondiale .

      se tutti andassero in giro per turismo e' esattamente come se ognuno stessa a casa propria. Spostare denaro da una tasca ad un altra non e' economia reale . esattamente come andare a vedere una partita allo stadio pagando 50 euro .

    2. maghi 18 maggio 2026

      mia figlia è andata all'isola d'Elba per festeggiare l'anniversario di matrimonio,e mi ha detto che la maggior parte dei bungalov sono occupati da tedeschi. Non sono i costi a frenare il turismo, perchè i soldi si trovano sempre, ma il consumo di energia e beni durevoli una volta consumati, spariscono per sempre. Non è proprio come se ognuno stesse a casa. I soldi rimangono, ma i beni materiali ed energetici li perdi per sempre.

    3. ric 18 maggio 2026

      vero . ma io intendevo dire che sei io vado in vacanza in Spagna , e uno spagnolo viene in vacanza in Liguria , chi trae beneficio immediato e' l' eventuale albergatore , ma se consideriamo " le fughe dei capitali " dai rispettivi paesi in fine cambia nulla . Certo che nella isola D'Elba sono piu' i soldi che entrano rispetto a quelli che escono.

    1. nicolcass 16 maggio 2026

      insomma americani e sionisti fanno i soliti casini

    1. maghi 16 maggio 2026

      ma di che si sta parlando? Di voluttà, di beni superflui, come il turismo coll'aereo o le pere della Patagonia. Va bene che fanno bene, ma due passi nel parco o in bici e le pere del frigo di 10 mesi fa sono lì a dimostrare che non c'è bisogno di aerei intercontinentali. Poi se non si risolvesse il problema di Hormuz, gli italiani e buona parte del mondo si dovrebbe cominciare a preoccupare dei prezzi che dovrà affrontare al super tra un anno, quando la mancanza di fertilizzanti avrà significativamente ridotto le disponibilità alimentari. Altro che riduzione delle voluttà. Se avessi disponibilità, acquisterei qualche quintale di cibo non deperibile, ma si tratterebbe comunque di cibo non salutare, perchè l'unico salutare sono frutta e verdura fresche, che durano pochi giorni. Poi sarà quel che sarà.

    2. Spartan 16 maggio 2026

      LE pantegane sono un' ottima riserva di cibo .Restano in loco, dove possono trovare cibo. Sono sovrabbondanti e non richiedono particolari cure . Si arrangiano senza intervento umano.

    3. maghi 16 maggio 2026

      sopra Pistoia c'era un ristorante che faceva un ragù squisito. Poi circolò la voce che usava proprio la carne dei topi del vicino torrente.

    4. lazarovici 16 maggio 2026

      nel nome della Rosa, Salvatore offre un topo a Guglielmo: "Would you like? Ils sont plus gras ici...

    5. nicolcass 16 maggio 2026

      lo offre ad Adso

    6. lazarovici 16 maggio 2026

      no,ti sbagli IA: In Il nome della rosa di Umberto Eco, la frase "il sont plus gras ici" pronunciata da Salvatore significa "sono più grassi qui" e fa parte di un dialogo con Guglielmo da Baskerville . Ho rivisto lo spezzone del film, confermo, Adso non c'è, comunque si parla e si mostra un topo morto

    7. nicolcass 17 maggio 2026

      hai ragione

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