NELL’ATTESA SPOGLIAMO IL CONSUMATORE PER TROVARE L’UOMO

NELL’ATTESA SPOGLIAMO IL CONSUMATORE PER TROVARE L’UOMO

Di Marika Martina per ComeDonChisciotte.org

L’attesa della Pasqua è un tempo che sembra oggi quasi perduto, ma che silente resiste in molte case di tutto il Paese. Il tempo pasquale sembra relegato all’ultima settimana di acquisti frenetici, rami immobili di ulivo presi la Domenica delle Palme e agnelli mangiati la domenica della Resurrezione.

Il tempo pasquale, però, è altro: è una lunga attesa che culmina nella domenica che ha cambiato il mondo. In questo stesso mondo in cui tutto sembra essere capitalizzato, tutto ha un prezzo e un valore monetario e ogni cosa si può comprare o scambiare, sembra lontana la concezione dell’attesa.

Quando inizia la quaresima, è lì che inizia il cammino e l’interiorizzazione del Cristo sulla croce e nella quotidianità diverse pratiche ne edificano i mattoni del sentiero verso la Pasqua. Basti pensare alle stanze buie nelle canoniche dei paesini in Costiera Amalfitana adibite a sepolcro, nelle quali piccole piantine di grano erano lasciate crescere per settimane al buio affinché diventassero gialle, mostrate alla luce solo nell’ultimo giorno, quando il sepolcro veniva aperto. Le pastiere napoletane avevano anch’esse una lunga preparazione: il grano raccolto nei campi era tenuto a bagno in grandi vasche da parte di tutto il paese e lentamente, con il passare delle settimane si ammorbidiva, si preparava per essere utilizzato nell’ultima settimana. Le pastiere diventavano il modo per condividere la lieta giornata di Pasqua tra parenti ed amici, nel paese, tutti assieme. Scambiare un dolce che facevano tutti, sembra quasi ridicolo e inutile, ma ha un valore non indifferente: questa pastiera è stata preparata, impastata, cucinata per te e la tua famiglia, non pensando alla mia, e viceversa.

Tutto ciò rendeva questo dolce ben diverso dalle decine di migliaia di colombe e uova di cioccolato industriali fatte senza sentimento per lo sterile mercato, per i compratori annoiati che si sentono in obbligo di fare un regalo a figli e nipoti.

Dal Sud al Nord Italia non mancano di queste tradizioni. In Carnia, tra le selvagge e severe montagne del Friuli settentrionale, i bambini di tutti i paesi venivano mandati a seminare il frumento il quale, una volta germogliato, sarebbe stato utilizzato per addobbare l’altare della chiesa a Santo Sepolcro.

L’attesa portava con sé speranza, gioia, voglia di stare assieme e di condividere l’eccezionalità della Pasqua. È difficile concepire l’attesa silenziosa e carica di aspettative se nella nostra quotidianità regnano sovrane la velocità e la fretta, se prevale l’ottenere al cammino.

Tuttavia, la possibilità di fermarsi e rallentare c'è sempre e ogni anno possiamo camminare sul sentiero dell'anno liturgico. Ritorniamo a comprare il lievito e rimettiamo le mani in pasta riscoprendo la piacevolezza del preparare pane e dolci, alimenti che solo nella placida attesa regalano in fine la loro bontà.

La sterile e deprimente vita dell'uomo occidentale, l'uomo della gioia a rate, dell'amore in leasing e delle relazioni in sconto può essere, forse, attenuata dalla riscoperta dell’attesa, durante la quale ci sono cose che non si possono comprare: ideare, progettare, immaginare, inventare e nella concretezza realizzare, o se non altro tentare di farlo.

Non a caso, sia nel Vangelo secondo Matteo sia in quello secondo Luca, è riportata la famosa parabola del lievito nella quale Gesù paragona il regno dei cieli al lievito che una donna impasta con tre misure di farina affinché tutta fermenti: proprio questo processo veniva preso ad esempio da Gesù per indicare come il suo annuncio avrebbe avuto una lenta ma costante crescita.

Oggi più che mai è necessario ridare importanza a questo tempo, scandalizzandoci di fronte al lavoro domenicale, ai supermercati sempre aperti, ad un mondo che, abbandonando il tempo della religione, si è dato completamente al tempo dell’acquisto, sempre e comunque.

Ridare importanza al tempo dell’attesa verso il culmine rende l’uomo ostinato a non essere considerato produttore e consumatore e deciso a difendere la propria identità di uomo in quanto tale, con le proprie abilità nelle mani e le proprie debolezze nel cuore.

Questo è il regalo della Pasqua: un mondo in attesa, un mondo che spera e che trova la propria forza nella Resurrezione, nel compimento di un’attesa fatta di preghiere, pensieri, emozioni e fermento.

Di Marika Martina per ComeDonChisciotte.org

29.03.2024

Mi chiamo Marika Martina e faccio l’insegnante di lettere. Mi interesso di storia e letteratura cercando di guardare il mondo come eroi e poeti l’hanno fatto in passato per provare a districare la complessa matassa dell’oggi; mi diletto con i libri illustrati per bambini per ricordarmi di guardare la realtà con gli occhi semplici di chi ha ancora tanta speranza nel domani.

Commenti (101)

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Mostra commenti 101 caricati
    1. ignorans 30 marzo 2024

      Dovremmo abbandonare il mondo ebraico e qualsiasi cosa ne faccia riferimento.
      Prendendoci Gesù ci siamo presi il karma degli ebrei. Non ci poteva andare peggio. Son tutte storie che non ci riguardano.

    1. Primadellesabbie 29 marzo 2024

      E va beh!

      Ve lo siete voluto (Giuliana Conforto, La vita, 5' 30") :

    2. ignorans 30 marzo 2024

      Ma che spiega? Non spiega nulla. È falsa, confusa, contraddittoria come tutti gli insegnamenti "dell'occidente". Solo che ci aggiunge "le emozioni". Tipicamente femminile.

    1. XL 29 marzo 2024

      ...un mondo che si è dato completamente al tempo dell'acquisto, sempre e comunque.

      Quando le cose più importanti non si acquistano: la vita, l'intelligenza, gli affetti, il libero arbitrio; tutte cose che si ricevono in dono.

    1. Astronauta 29 marzo 2024

      Bella prospettiva!alla faccia della evoluzione umana.

    1. sbardellone 29 marzo 2024

      Se poi, appresso all’aver trovato l’uomo, avanza del tempo per trovare altresì Dio incarnato, tanto di guadagnato.

      Comunque, una volta ho letto che è molto più agevole amare l’ “Uomo” (concetto universale), che non il prossimo (che, esistendo nel mondo materiale, rompe le scatole, parcheggia in doppia fila ed è scortese). Infatti Cristo ci comanda nel Vangelo di amare il prossimo, non l’Uomo (come fanno invece i massoni e simili).

    1. alduccio 29 marzo 2024

      Spogliamo il consumatore sì!, ma spogliamoci tutti!
      Pasqua di rinnovamento.
      Soprattutto nei rituali in cui la sacralità assume aspetti più elevati. Son sempre esistiti e sicuramente ancora esistono.
      Anche nel Vangelo c'è qualche traccia: "Anche per i vestiti, perché vi preoccupate tanto? Guardate come crescono i fiori dei campi: non lavorano, e non filano".
      Siamo capaci di sopportare cose immonde come la guerra e non siamo capaci di sopportarci nudi!

    2. Nonso 29 marzo 2024

      Sgn.
      Vale questo se in purezza, cioè se innato. Se invece senza vergogna ti spogli (ed io mi spoglio) e subisci lo scherno (ed io subisco lo schermo, non lo scherno), è umano (e non se ne può più di umanità) sentirne poi l'imbarazzo o il pudore. Ed è invece santo sprezzantemente fottersene.

      Fu davanti a Dio che i due si videro nudi e ci piazzarono una foglia sopra. Come se sotto la foglia non fossero nudi ugualmente. Ma sai, parliamo sempre dellaria, fritta o al forno che sia, e non di altro ie.

      PS: che dio la benedoglia, la foglia.

    3. alduccio 29 marzo 2024

      Sì, è da notare però, che quando "si accorsero di essere nudi" non erano più nello "stato di perfezione" di prima della caduta, stato a cui forse si dovrebbe tendere.

    4. Nonso 29 marzo 2024

      Stato di perfezione è interessante.
      O dio non ha assolutamente mai avuto alcuna intenzione di perfezionare alcunché, oppure, come io suppongo, lo stato di perfezione non è nulla di diverso da ciò che è.
      Certo che la consapevolezza ci mostra a noi stessi, ed è lì che la presunzione e la sovrastrutturale moralità ci portano a definirci imperfetti, e in un certo senso lo siamo. Non si tratta di imperfezione come inaderenza al modello di perfezione (un modello generato dalla mente umana, come può definirsi oggettivo?), è invece lo stato di ricerca nell'evoluzione, che poi è lo stato stesso di perfezione di cui millanti perdita

      Uno stato in divenire, non formalizzabile. Quando accetteremo che la perfezione è uno stato di mutazione perpetua e di perpetua metaformosi avremo fatto la Pace e non ci saranno più guerre.

      metamorfosi

    5. alduccio 29 marzo 2024

      Sì, forse di evoluzione in evoluzione l'uomo ritornerà in Eden, ma questa volta in piena consapevolezza.

    6. Nonso 29 marzo 2024

      La consapevolezza non c'entra nulla con l'Eden biblico. Abbiamo rinunciato, biblicamente, alla condizione di inconsapevolezza.
      Abbiamo rinunciato ed ora abbiamo delle enormi RESPONSABILITA'.

      Comunque ti auguro tutto l'Eden che desideri.

    7. Nonso 29 marzo 2024

      Perché insistiamo a costruire un'esistenza di desideri non autentici? Desiderare l'Eden biblico da consapevole è un buono spunto per un ragionamento fine a sé.

      Se tu volessi potresti fondare un nuovo Eden, dove, con la consapevolezza che ti spetta, poter esercitare nel migliore dei modi la tua COSCIENZA e sue responsabilità, cioè l'abilità di dare responso all' "altro".
      Invece ti trovi a girarti dall'altra parte, sperando in un paradiso terrestre che ti piombi giù dal cielo, preservando ed anzi accrescendo la tua consapevolezza.

      Io ti auguro l'Eden che desideri, ma prima ti auguro di desiderare l'Eden possibile.

    8. Astronauta 29 marzo 2024

      Erano in uno stato di „voglia“ a cui tendevano.Come il creatore aveva voluto fossero.

    1. sarah 29 marzo 2024

      La riflessione dell'autrice va in una direzione che oggi è piuttosto ricorrente: esprime cioè nostalgia, generica, verso valori perduti. Ma, per quanto si possa condividere il bisogno di recuperare determinate prerogative, tutto cade inevitabilmente nel vuoto se non si riconosce che è stata proprio la maggioranza di noi a rifiutare quei valori e a svuotarli del loro significato. Il consumismo ci ha conquistati, ben oltre qualsiasi misura ragionevole e non ha lasciato spazio a nulla, fino alle estreme conseguenze aberranti nella loro inversione di significati che predica la compravendita di presunti "diritti" e diffonde la "dittatura" del pensiero unico spacciandola per laica filantropia. Non ci sono dunque solo gli errori della chiesa alla base del deserto culturale di questo occidente. Questo occidente vive evidentemente "tempi ultimi", non necessariamente in senso millenaristico, ma come manifestazione della fine di qualsiasi vitalità umana e sociale. Nonché spirituale, aggiungerei. Che senso ha l'attesa allora? Ne ha anche oggi nella misura in cui ci si aspetta il logico sviluppo di una situazione "sospesa" che non ha più le potenzialità per reggersi autonomamente, né condurci in uno scenario futuro credibile.

    2. sbregaverse 29 marzo 2024

      Sarah come dici.
      E potremmo approfondire il παν tutto nelle cuccette del camper.

    3. Astronauta 29 marzo 2024

      Il classico „““sc@piamoci sopra“““ pasquale pero‘

    4. sbregaverse 29 marzo 2024

      Macchè : lettino singolo; NON matrimoniale.
      Se poi.......s'andasse d'accordo.......................sarà quel che Sarah.

    5. Astronauta 29 marzo 2024

      Saggio,
      del doman non v e‘ certezza.
      ma col matrimoniale si va sicuri.

    1. fiurdesoca 29 marzo 2024

      auguro a tutti una buona festa della strage dei primogeniti egiziani grazie all'indurimento del cuore di faraone voluto da un dio amorevole che neppure si è satollato col sangue del proprio figlio.

    2. Fantine 29 marzo 2024

      Non sono solita mettere pollice verso, però in questo caso credo che un po' di rispetto verso il sentire altrui non guasterebbe. È sempre la misura nelle cose, spesso, a fare la differenza.

    3. Bertozzi 29 marzo 2024

      Oggi ho visto un meme bellissimo alla pagina scacco_matto-atei;
      Un tizio dipinge di rosso lo stipite di una porta e sotto la didascalia:
      Storia della Pasqua ebraica:
      Dio ammazza un sacco di bambini, eccetto quelli ebrei.
      FINE

    4. fiurdesoca 29 marzo 2024

      sarebbe sempre bello se il sentire altrui fosse motivato dai fatti e non dalle illusioni. a leggere la bibbia la mia sintesi non è scorretta. altre illusioni creano un certo sentire...

    5. uomospeciale 29 marzo 2024

      Almeno aveva il dono della sintesi😄

    1. benji 29 marzo 2024

      Peró Quaresima... Non quarantena: per favore!

    2. benji 29 marzo 2024

      Grazie per la correzione!

    1. sbregaverse 29 marzo 2024

      Per Qoèlet , tra tutti i tempi, NON c'è un tempo per attendere&sperare nè quello per il compimento dell'attesa&speranza.

    2. absitiniuriaverbis 29 marzo 2024

      Dal libro di Mirdad: morire per vivere o vivere per morire.

    3. sbregaverse 29 marzo 2024

      C'est la meme chose, c'est toujours la vie.
      Αγάπη πάντα έστί.

    4. Astronauta 29 marzo 2024

      La solita supercazxola con scapellamento ….

    5. alduccio 29 marzo 2024

      oltre Qoèlet (Scettico Blu) non c'è più nulla.

    6. sbregaverse 29 marzo 2024

      E' proprio così (o quasi).

    7. sbregaverse 29 marzo 2024

      Pensa poi che per un lemma anzi per la radice di un lemma c'è chi si adonta e non recede.
      IO PER ESEMPIO.

    8. Nonso 29 marzo 2024

      Prova a fare uno studio etimologico sul tuo nome

    9. Astronauta 29 marzo 2024

      Magari anche fareuno studio sul lemma del Prize di cui ci adonta una volta e anche l altra.

    10. Nonso 29 marzo 2024

      Ci starebbe.
      E poi anche uno studio anche sul lemma lemma, a tempo perso.
      Che poi si rifà al primo da me suggerito.

    1. sbregaverse 29 marzo 2024

      Hic et nunc.
      NON C'È SPAZIO&TEMPO PER ATTESA&SPERANZA.

    1. Astronauta 29 marzo 2024

      I vangeli fino alquarto secolo d.c. Finivano tutti con la crocefiissione.
      Successivamente fu aggiunta la resurrezione.
      come la mettiamo?
      La pasqua in realta segna linizio della primavera, ostara, come il natale segna l inizio del nuovo ciclo della luce del sole.
      Entrambe le feste se l e‘ prese il cattolicesimo, rivinandole, come notiamo ora.

    1. sbregaverse 29 marzo 2024

      E nel frattempo dell'attesa ¿?
      Spogliamo la consumatrice e troviamo l'uomo !

    2. Astronauta 29 marzo 2024

      Anche i consumatori ne saranno lieti.

    3. sbregaverse 29 marzo 2024

      È un rischio, dati i tempi, in agguato, ma qualcuno deve pur correrlo !

    4. sbregaverse 29 marzo 2024

      Non avrò vinto la guerra per il PRIZE ma una scaramuccia sì.

    5. Astronauta 29 marzo 2024

      Esatto. Ma capisco che tu non lo vorresti correre.
      Lasci ad altri l incombenza

    1. esca 29 marzo 2024

      Ho letto con piacere questo breve pezzo che ricorda (o dovrebbe farlo) da dove veniamo: quando i concetti sono semplici non servono poi tante parole. Nutro le stesse speranze, tuttavia la maggioranza attorno, alla quale chiediamo ogni tanto di "rallentare un po'"in tutti i sensi, cerca di ridurti al silenzio, emarginandoti. Provare per credere, loro la sanno sempre piu' lunga di te.
      La Resurrezione ci sara' ma solo dopo eventi decisivi, estremi, chiarificatori che imprimeranno un inevitabile scossone di risveglio, ripulendo le tonnellate di falsi valori ormai cronicizzati nella testa e nel cuore (?) delle persone. Per me, prima accade e meglio e'.

    2. uomospeciale 29 marzo 2024

      E tu lasciali correre, dopotutto è la loro vita e sono liberi di rovinarsela come meglio credono.
      Alcuni, i più ricettivi, a un certo punto comprenderanno da soli la stupidità che c'è nel correre e sbattersi visto che quasi tutto ciò che da valore e senso alla vita costa pochissimo, o è addirittura gratis.
      Tutti gli altri avranno solo quello che hanno voluto.
      Per come la vedo io quello che conta è sfruttare al meglio il poco tempo che abbiamo finché siamo vivi, altro che resurrezione.
      Anzi io dico che le tribolazioni, lo stress, e l'avvelenarsi la vita con scelte sbagliate e relazioni tossiche, va rimandato A DOPO la resurrezione.
      Olè 😉

    1. absitiniuriaverbis 29 marzo 2024

      Ma certo!
      Poi guarda dove ci ha condotto. E non solo questa ma anche altre religioni, tutte monoteiste con il loro corredo di libri sacri e profeti e demoni perché 'quello che tutto può, non può o non vuole eliminarlo il diavolo: se non ci fosse a chi darebbero la colpa di tutte le porcherie esistenti?

      Perché quando c'è un lupo ci sono sempre gli agnelli (a proposito di pasqua, vedi che fine fanno).
      E, buon peso, mentre un lupo è singolare indeterminato, agnelli è plurale.
      E c'è sempre la provvidenza in cui confidare, piuttosto che darsi da fare, a salvare capra e cavoli.

      Questa citazione dal film(?) The Matrix sembra rilevante:

      "Devi capire che la maggior parte di queste persone non è pronta per essere staccata. E molti di loro sono così assuefatti, così irrimediabilmente dipendenti dal sistema, che combatteranno per proteggerlo."

    2. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Sto leggendo un libro sul mito della nascita di Lucifero come principe dei diavoli.
      In realtà la storia è molto più complessa e le origini di Lucifero si poggiano su una serie di divinità che non erano affatto malvagie. Divinità pagane, come il dio Pan - a proposito, sapete che il suo nome ha la stessa radice del lessico pane? - che nulla avevano di malvagio ma che lo sono diventate agli occhi di una chiesa che vedeva tutto ciò che era diverso da essa come malvagio.

      Non è mai nato un cristianesimo, non c'è mai stato. Tutto ciò che chiamiamo cristianesimo è in realtà un proseguimento della storia giudaica e usurpatrice di varie religioni pagane del passato. I suoi miti, le sue feste, comprese la Pasqua, sono derivati da feste pagane con tutt'altro significato.

      La chiesa nasce come strumento di dominio non di ricerca dello Spirito.

      E ha ragione Matrix. Siamo così immersi nella menzogna che la crediamo una verità. Verità infinite e universali che sono state ridotte a menzogne da spargere come la zizzania.

    3. Individualista 29 marzo 2024

      Da un punto di vista strettamente gnostico l'eone Cristo viene rappresentato emaciato ed in croce proprio per denunciarne la sua sconfitta (ma questo, appunto, da un punto di vista gnostico - figurarsi mangiarlo e berne il sangue quotidianamente...).

      È anche vero che ritrovarsi con Halloween ti fa venire voglia di vedere le famiglie andare per i cimiteri ad onorare i defunti.

      Grazie per avermi insegnato che Pan e pane hanno la stessa radice etimologica; mi piace pascermi di queste piccole cose.

    4. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Eh, le radici etimologiche piacciono molto anche a me e sono sorprendenti. A volte permettono di capire il reale significato di una parola. Gli antichi non assegnavano significati a caso alle cose.

    5. Fantine 29 marzo 2024

      Lux, Pane non viene da Pan il dio della mitologia greca, su cui ci fu una evoluzione da dio dei boschi a dio universale, per una errata etimologia di τὸ πᾶν, il tutto, uscito dall'Attica.
      Pane viene dall'indoeuropeo, in uno stretto rapporto con la radice ariana "Pa", che significa nutrirsi.
      In sanscrito "pa" è bere, probabilmente, si ritiene, per il latte materno, che è la prima forma di nutrimento.
      Su questa radice c'è unanimità, non è una opinione.
      Pa- semplifico- diventa pane, nutrimento basico.
      Anche sul termine pa-dre si dice venga da tale radice "ariana".
      E ci sono poi le evoluzioni in sanscrito.
      Sul resto del commento, la pensiamo diversamente, ma rispetto sempre le idee e il sentire altrui e, per esperienza di vita e per indole, non lo condiziono alla reciprocità.
      Buon finesettimana, Lux.

      Ps: nei prossimi giorni, spero, di ritrovare un testo interessante che credo possa piacerti. Te lo giro sulla mail.

    6. sbregaverse 29 marzo 2024

      Corbezzoli , siamo in presenza della più grande stronz....cavolata etimologica delle galassie , anche di quelle lontanissime:
      παν= tutto ogni cosa.
      Macchè pane !

    7. Fantine 29 marzo 2024

      All'autrice, @Marika Martina, devo dire che la leggo con immenso piacere e che mi riprometto di tornare a scrivere in calce a questo articolo, che mi ha portato una ventata di freschezza!
      Complimenti davvero.
      Per la sua penna e la sostanza.

    8. sbregaverse 29 marzo 2024

      Tu sì che sei assertiva!
      Mi congratulo.

    9. sbregaverse 29 marzo 2024

      Martina è sora campanara, in questo caso, un tantinello stonataveterosentimentalosa e comprendo che ti possa piacere perchè ti ci specchi.

    10. Nonso 29 marzo 2024

      Panoptico?

      Ok, io non ce la fo.

    11. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Vuol dire anche tutto, ma vuol dire anche pascolo.

    12. Primadellesabbie 29 marzo 2024

      Fino a una data precisa, mi pare del dodicesimo secolo, il crocifisso appare invariabilmente trionfante sulla morte, poi qualche cosa è cambiato nel nucleo stesso del cattolicesimo, il crocefisso soccombe, fino a arrivare all'abominio del crocifisso ostentatamente esibito dal Papa polacco (foto del Papa con il suo bastone pastorale):

      https://interlinea.mediabiblos.it/autori/interlinea/karol-wojtyla-296314.jpg

    13. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Beh anche.
      Pan's own name in turn possibly derived from paein, pasture, and also carried the meaning of bread' (as in the modern French pain) andall' (as in `Pan American Airlines')

      Il nome stesso di Pan a sua volta potrebbe derivare da paein, pascolo, e portava anche il significato di "pane" (come nel moderno pane francese) e "tutto" (come in "Pan American Airlines")

      Nell'etimologia non c'è mai molta sicurezza nelle origini dei nomi, specialmente se questi hanno fatto una lunga migrazione. Molto probabile che derivi dal sanscrito come d'altronde molte altre parole.
      Ma se come detto qui il suo significato è in origine veramente pascolo allora contiene il significato sia di nutrimento (pane) e sia di tutto.

    14. sbregaverse 29 marzo 2024

      E una radix pen pan dove :
      il pene è TUTTO e alimenta la vita ?!?
      Medita fra' lux&umbra*!
      *divina di vino.

    15. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Prova a chiederlo a Iside che ne pensa.

    16. Nonso 29 marzo 2024

      Ha detto che alimenta, ma solo chi vuole

    17. sbregaverse 29 marzo 2024

      Lo speculum l'hai graffiato pan TUTTO oramai.
      DESISTI.

    18. Fantine 29 marzo 2024

      È pascolo che viene da "Pa" nel senso anzidetto, Lux.

    19. Fantine 29 marzo 2024

      Ti ringrazio, Sbrega.
      Mi fa piacere.

    20. Fantine 29 marzo 2024

      Caro Abs, se questo è il commento che la lettura del testo ti ha suscitato, la tua anti-fede (soprattutto anticristiana) è una "fede" più granitica di quella dei credenti.
      Ho davvero faticato a seguire il percorso della tua reazione al testo che entrambi abbiamo letto.
      Con tutto l'affetto che ho per te, caro Abs.

    21. Fantine 29 marzo 2024

      Ho letto ora l'aggiunta. Ci sta tutta.
      Lo prendo come un complimento, Sbrega.
      Togli solo "stonata", perché ad una "musica" come me non si addice.
      Le campane toccano corde spirituali, Sbrega, che tutti abbiamo.
      So che lo sai.

    22. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Te lo ripeto se vai su qualunque parola etimologica è sempre un "potrebbe".
      Le certezze non esistono. Vatti a guardare qualunque sito etimologico e vedrai che è così.
      E comunque anche se fosse: nutrimento, pascolo, pane. Nutrimento, pascolo, tutto, Pan.
      Non è senza logica.
      Le radici delle parole possono arrivare a prendere significati anche molto lontani l'uno dall'altro. Ma dietro c'è sempre una logica anche se nascosta. Chiunque conosce l'etimologia lo sa.

    23. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Desisti tu, e guarda i siti di etimologia.
      Le certezze stanno solo nella testa degli inadempienti.

    24. sbregaverse 29 marzo 2024

      Di più: stai dando lectio, difficilior, a me che, in questo frangente, assertivo, lo sono stato poco&niente.

    25. sbregaverse 29 marzo 2024

      Dubito ergo sum.
      Il VERO sta nel sito !!!

    26. sbregaverse 29 marzo 2024

      Giuliano* e Andrea* concordano.
      *Carma.

    27. alduccio 29 marzo 2024

      Matrix rimanda alla Gnosi. A mio parere la Gnosi ha più risposte per tempi come questi che non le tre religioni abramitiche tradizionali.

    28. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Forse, ma per lo meno ha delle risposte. Le tre religioni hanno negato le domande e quindi non hanno nessuna risposta.

    29. Fantine 29 marzo 2024

      Concordano è spettacolare, Sbrega!

    30. alduccio 29 marzo 2024

      Vi è anche del vero in Nietzche: " La differenza fondamentale tra le due religioni della décadence: il Buddismo non promette, ma mantiene; il Cristianesimo promette tutto e non mantiene nulla."

    31. Fantine 29 marzo 2024

      Lectio difficilior.
      Forse.
      Ti ringrazio dell'affetto, Sbrega.

    32. LuxIgnis 29 marzo 2024

      Carina. Non la conoscevo.

    33. uomospeciale 29 marzo 2024

      il problema non è la religione ma la mancanza di fede, amore e speranza.'
      E non parlo fede in Dio quella è inutile, parlo di fede in noi stessi e nel nostro fratello, l'uomo.
      Purtroppo la vita ci toglie ogni cosa, e come cantava il defunto Gene Pitney:

      " Ma poi si cresce, e ci si accorge che al mondo non vincono né i buoni, né gli eroi"

    34. Astronauta 29 marzo 2024

      gli antichi conoscevano il significato delle parole.
      Sapevano che provenivano dagli dei.

    35. Astronauta 29 marzo 2024

      Prima, prima del dodicesimo secolo….

    36. absitiniuriaverbis 29 marzo 2024

      Allora, in ordine:
      * elimina pure il 'se questo...' : è questo.
      * non ho scritto nulla di fede, ho scritto di religioni. Sono certo che la differenza ti è chiara. Allora perché confondere?
      * "granitica?" io unisco i puntini e se non mi quadra il risultato sono più che pronto a cambiare idea. I fatti sono fatti. Le interpretazioni sono tutte basate sui dubbi. È bisogna avere dubbi specie sulle storie 'ufficiali'.

      Hai fatto fatica? Non mi sorprende.Tutti portiamo un fardello o sbaglio? È comune a tutti anche a coloro che hanno dubbi e prendono strade diverse confidando nelle proprie forze e coscienza. E forse la fatica dei dubbiosi è anche maggiore. In genere sono degli isolati, dei fuori casta.

      Certo, l'affetto reciproco ci accomuna e per me ha valore. Questo capita anche tra individui di tutte le razze in giro per il mondo anche se di diversissime opinioni e cultura e tradizioni.
      E questo dice che oltre le religioni e tutti gli altri sistemi di controllo, ci sono valori che permeano l'esistenza di tutti.

    37. Primadellesabbie 29 marzo 2024

      Questa poi!

      Hai l'occasione di metterti alla testa di una nascente scuola di etimologia 'fai da te' e te la fai sfuggire per un tozzo di Pan?

    38. Individualista 29 marzo 2024

      Non ho studiato greco, ma prima di scrivere il mio commento avevo trovato questo (e mi pare lasci pochi dubbi in favore di LuxIgnis; tra l'altro Lei sottolineava l'origine "errata" del nome...)

      Etimologia:
      Il nome Πάν deriva dal greco paein, cioè "pascolare", e infatti Pan era il dio pastore, il dio della
      campagna, delle selve e dei pascoli. Il nome è però simile a πᾶν, che significa "tutto"[1]. La figura
      mitologica ricalca l'eroe solare vedico Pushan, il cui nome, dal verbo sanscrito pūṣyati, significherebbe
      "colui che fa prosperare". Inoltre è assimilato a Phanes (Φάνης, da φαίνω phainō , "che porta la luce"),
      altro nome di Protogonos (Πρωτογόνος, "primo nato"). In alcuni miti infatti è descritto come il più
      antico degli Olimpi, se è vero che aveva bevuto con Zeus il latte da Amaltea, allevato i cani di
      Artemide e insegnato l'arte divinatoria ad Apollo.
      

    39. Fantine 29 marzo 2024

      Mi perdoni, lasci stare wikipedia.
      Quelle origini di pascolare e portare luce non si possono leggere.
      Non ho parlato di mie opinioni e non si tratta di gara. Peraltro, per mestiere (e passione), la dialettica, il confronto e la ricerca sono il mio pane quotidiano.
      Mi passi la battuta.
      Ho parlato con cognizione di causa.
      Lei è libero di scegliere cosa preferire, finché si resta nel campo delle opinioni, ma senza forzare le fonti per avallare le conclusioni. Il percorso è inverso.
      Ferma la grande dote della intuizione, oltre alla deduzione. Lasciando stare la questione della lectio difficilior, citata da Sbrega, nota ai filologi.
      Con cordialità.

      Ps: preferirei darci del tu, se è d'accordo.

    40. Individualista 29 marzo 2024

      Ed infatti ho premesso la mia ignoranza. Sui "pochi dubbi" era relativo a quanto riportato dalla fonte ed ahimè, evito sempre Wikipedia e non l'avevo preso direttamente da lì, ha proprio ragione Lei..

      Però, sempre da ignorante, non è che se Wikipedia avesse ragione (voglio dire, non studio la guerra dei 30 anni lì, ma le date di nascita, ad es., penso siano corrette) dobbiamo allontanarcene per forza.

      Ringraziandola per avere evidenziato la pessima fonte (colpa mia...), credo sarebbe dirimente quale sia eventuale etimo della parola greca Pan, intendo da quale parola Indoeuropea viene (ammesso non sia greca "e basta").

      Saluti

    41. Astronauta 29 marzo 2024

      La società fallocratica non alimenta piu la vita.
      Sara che il fallo sta fallendo?
      Quindi una societa fallita per colpa della fallocrazia deve trovare nuovi pertugi?

    42. Nonso 29 marzo 2024

      Astronauta, questo è miglior commento che hai scritto da quando sei nato.

    43. Arian Van Heisen 29 marzo 2024

      ......Siamo così immersi nella menzogna che la crediamo una verità. .....

      Bella citazione Lux..!

    44. Fantine 29 marzo 2024

      Pascolare viene da "Pa" non "pa" da pascolare.
      Ignorare è alla base del desiderio di conoscere.
      Lei conosce cose che io ignoro, io altre che lei ignora, alcune possiamo conoscerle entrambi e il dialogo consente lo scambio, che arricchisce entrambi, nella conoscenza e nello spirito.
      Sono curiosa del sapere, che a me hanno insegnato non è fatto in compartimenti stagni, come l'uomo.
      Le rinnovo l'invito a darci del tu, se vuole.
      Un caro saluto a lei.

    45. sbregaverse 29 marzo 2024

      Quella che tu chiami fede è fiducia.
      La fede è prettamente religiosa&spirituale.
      Ecco come è facile non capirsi: se si usano lemmi in modo non appropriato.

    46. sbregaverse 29 marzo 2024

      Lux : 《 Chi fuor li maggior tui ¿?》

    47. Individualista 29 marzo 2024

      Scusa, avevo letto bene dopo aver scritto.
      Ciao e grazie ancora (per la gentilezza ma anche per la pazienza).
      Ad maiora semper!

    48. Primadellesabbie 29 marzo 2024

      Non ho con me lo studio su questo fenomeno ma, se ricordo bene si tratta di una data del tredicesimo secolo, sono stato prudente.

    49. Astronauta 29 marzo 2024

      un grazie….pasquale!

    50. sbregaverse 29 marzo 2024

      Sono punto di riferimento in fonoglottologia etimologica : dal verso dell'animale a quello 《imitativo》 dell'homo erectus, abilis, sapiens, sapiens sapiens, neanderthalensis
      PRrrrrrrrRrrppppprrrrrrrr*
      (pernacchio)

    51. maghi 29 marzo 2024

      la gnosi è conoscenza superiore del divino, spesso misterico. Pochissimi l'hanno, tutti gli altri vanno alla cieca e dove finiscono i ciechi in fila? Nella palude del grande fetore. Gesù è stato chiaro, quando ha detto che era venuto a portare la guerra, ma la sua era una guerra tutta spirituale, non contro esseri di carne, ma contro esseri spirituali malvagi, come poi ribadito da San Paolo. Chi non la vuole combattere, rimane a livello della carne, un Faust in miniatura.

    52. sbregaverse 30 marzo 2024

      Il lupo agli agnelli :
      《 Se mi voterete alle prossime elezioni, vi prometto che diventerò vegetariano》
      (e gli agnelli plaudenti lo votarono)

    53. sbregaverse 30 marzo 2024

      Il pene mi da il pane.
      Elio e le storie TESE.

    54. absitiniuriaverbis 30 marzo 2024

      Il bosco trema, un'ascia sta abbattendo alberi.
      "non vi preoccupate disse uno di loro, il manico dell'ascia è dei nostri"!

    55. Astronauta 30 marzo 2024

      Forse detta da Rocco Siffredi e‘piu credibile.
      Elio e le storie tese: figli della gleba a testa alta,
      dietro il triangolino che ci esalta….
      La prostata e’ in agguato.

    56. sbregaverse 30 marzo 2024

      Notevole anche per il doppio senso incentrato sul manico.

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