Nel 2026 la Cina sarà pronta per la guerra con gli Stati Uniti

Nel 2026 la Cina sarà pronta per la guerra con gli Stati Uniti

Hua Bin
huabinoliver.substack.com

Trump e il regime statunitense sono in movimento. Dopo aver rapito (o, come alcuni hanno definito, "reverse-ICEato" [*]) Maduro, Trump ha apertamente invocato l'annessione della Groenlandia e l'attacco all'Iran per la sua popolazione oppressa (sul serio? Non per gli ebrei?). Ha minacciato di inviare truppe in Messico e di voler passare poi alla Colombia e a Cuba.

Il pirata arancione del Golfo degli Stati Uniti minaccia anche un dazio del 50% su tutte le importazioni dall'UE e ha preso di mira in modo specifico la Spagna e ha minacciato di farla "pagare il doppio" per le spese di difesa.

Sta imponendo una nuova tariffa del 25% agli importatori di petrolio iraniano, cosa che riguarda in modo specifico la Cina, dato che Pechino acquista oltre il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano. Questo è il modo in cui Trump sta rinnegando l'accordo stipulato con il presidente Xi lo scorso ottobre. Un serpente sarà sempre un serpente, quindi è normale che sia così.

Don Trump ha ovviamente abbandonato anche il suo disonesto tentativo di mediare la "pace" tra Russia e Ucraina. Proprio come la sua promessa elettorale di "porre fine alla guerra in Ucraina in 24 ore", la sua promessa di non "fare guerre per cambiare il regime" è solo un'altra bugia a cui la sua base MAGA deve cominciare ad abituarsi.

Eleggere un truffatore alla presidenza non significa trasformare il truffatore in presidente, ma trasformare la presidenza in una fottuta barzelletta. Non sono sicuro se questo criminale di guerra patentato stia ancora puntando al premio Nobel per la pace. Ma, considerando i precedenti del comitato Nobel, potrebbero benissimo assegnarglielo, come se il premio Nobel per la pace significasse qualcosa!
Basta chiedere a Obama.

Ieri, il comandante in capo degli Stati Uniti ha ritenuto opportuno pubblicare una pagina Wikipedia falsa, annunciandosi come "presidente ad interim del Venezuela". Sul suo media (alternativo) Truth. Ironia al massimo livello.

Persino Hitler aveva avuto la decenza e il buon senso di NON autoproclamarsi presidente della Polonia, dei Paesi Bassi o della Francia. Hitler aveva veramente conquistato quei Paesi. Trump si è limitato a mandare le sue truppe d'assalto a rapire un uomo sovrappeso e assonnato dopo aver corrotto qualcuno per farsi aprire il cancello.

Durante il mio viaggio in Spagna, sono andato a vedere la mostra Ink against Hitler al Museu Nacional d'Art de Catalunya, dove erano esposti i disegni satirici dell'artista catalano Mario Armengol contro il Terzo Reich.
È difficile non vedere il mondo di oggi nei vecchi cartoni animati di propaganda.

Alcune vignette moderne online rendono bene la sensazione attuale.

Anche se queste vicende si svolgono a migliaia di chilometri di distanza dalla Cina, Pechino reagisce con cautela e pazienza. Tuttavia, sui social media cinesi si moltiplicano gli appelli a prepararsi alla guerra con gli Stati Uniti nel 2026. Non solo una nuova guerra commerciale o una guerra tecnologica prolungata, ma una guerra vera e propria.

Il filo conduttore che lega le teatrali provocazioni di Trump punta in una sola direzione: la Cina. Le sue mosse nei confronti del Venezuela e dell'Iran mirano chiaramente a soffocare l'approvvigionamento petrolifero della Cina. Pechino acquista oltre l'80% delle esportazioni petrolifere del Venezuela e il 90% di quelle dell'Iran. Sebbene questi acquisti rappresentino meno del 10% delle importazioni totali di petrolio della Cina, il controllo degli Stati Uniti sull'approvvigionamento petrolifero globale rappresenta una reale minaccia alla sicurezza energetica di Pechino.

Se gli Stati Uniti e Israele sottomettessero l'Iran con una conquista militare, l'impatto sulla regione del Golfo sarebbe profondo. Gli sceicchi del Golfo sarebbero completamente sotto il controllo degli Stati Uniti e degli interessi sionisti. E la Cina acquista molto petrolio dal Golfo. Oltre al blocco petrolifero, gli Stati Uniti stanno anche ricorrendo alla pirateria in mare aperto per interrompere il commercio globale della Cina.

Sebbene la notizia stia passando in secondo piano alla luce del sensazionale raid in Venezuela e delle dichiarazioni sulla Groenlandia, la guardia costiera e la marina statunitensi stanno attivamente inseguendo e abbordando petroliere in acque internazionali, comprese navi battenti bandiera russa. Alcune delle petroliere hanno come destinazione porti cinesi. Nel rapporto dell'Istituto della Marina Militare degli Stati Uniti American Sea Power Project 2026 US-China Scenario, il Pentagono raccomanda una "guerra ibrida" in caso di conflitto con la Cina per Taiwan.

Pur avvertendo che gli Stati Uniti rischiano di subire una sconfitta in una guerra lungo la costa cinese e una potenziale devastazione su larga scala del territorio nazionale in caso di guerra prolungata, il rapporto invita a interrompere il commercio globale cinese attraverso la Prize Law. La Prize Law è un concetto giuridico, utilizzato per l'ultima volta dagli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, che consente alle forze armate statunitensi di condurre operazioni ufficiali di "visita e perquisizione" e di sequestrare le navi e i carichi nemici durante un conflitto armato.

Il piano prevede:

1) Il sequestro di navi al di fuori delle zone difensive della Cina, lontano dalla sua bolla A2AD (Anti-Access/Area Denial).

2) La privazione della Cina di risorse chiave come petrolio e minerali critici.

3) Il sequestro delle navi catturate e il loro riutilizzo a sostegno delle operazioni belliche statunitensi per cercare di limitare le carenze degli USA nel trasporto marittimo. La capacità di costruzione navale degli Stati Uniti è circa 230 volte inferiore a quella della Cina.

La strategia è delineata in un articolo del settembre 2024 della rivista Proceedings intitolato "La Prize Law può aiutare gli Stati Uniti a vincere la guerra del 2026". Gli attacchi alle petroliere da parte della guardia costiera e della marina statunitensi nelle acque dei Caraibi e dell'Atlantico sono oggi una prova generale per condurre tali atti di pirateria contro le navi di proprietà cinese.

Per giustificare il suo piano di annettere la Groenlandia, Trump mente spudoratamente sull'influenza cinese in Groenlandia, affermando che "il luogo è pieno di navi russe e cinesi". La menzogna è palesemente ridicola. Nel 2024 il commercio totale della Cina con la Groenlandia è stato di 383 milioni di dollari, circa lo 0,006% del commercio estero totale della Cina. La Cina importa prodotti ittici e crostacei dalla Groenlandia per un valore di 377 milioni di dollari. Esporta merci, gomma e giocattoli per un valore di 6 milioni di dollari.

Quindi, quali navi cinesi affollano i porti della Groenlandia? Il riferimento alla Cina e alla Russia nel contesto della Groenlandia non ha nulla a che vedere con la loro presenza sul territorio o la loro influenza sull'isola. Si tratta piuttosto di bloccare qualsiasi potenziale rotta artica che potrebbe aprirsi con la Russia e la Cina con lo scioglimento della calotta glaciale.

In conclusione, le numerose avventure apparentemente sconnesse intraprese da Trump e dal regime statunitense sono tutte rivolte contro la Cina.

Ovviamente, la Cina non entrerà in guerra con gli Stati Uniti per il Venezuela, l'Iran o la Groenlandia. Questi Paesi sono al di là della capacità di proiezione di forza della Cina e al di fuori dei suoi interessi fondamentali. A differenza degli Stati Uniti, la Cina conosce i propri limiti.

Tuttavia, Pechino non permetterà agli Stati Uniti di compiere queste mosse senza conseguenze. I commentatori in Cina chiedono al Paese di prepararsi ad agire su Taiwan nel 2026. Poiché il nuovo primo ministro giapponese ha dichiarato che il Giappone interverrà militarmente in uno scenario che coinvolga Taiwan, i preparativi della Cina includeranno anche una guerra contro il Giappone. Piuttosto che lasciare che Washington detti il ritmo dello scontro tra Stati Uniti e Cina, un calendario accelerato del conflitto nel Pacifico occidentale manderebbe all’aria i piani degli Stati Uniti di divorare l'emisfero occidentale e il Medio Oriente.

La Cina ha portato a termine i preparativi per attuare la sua strategia A2AD con nuove navi da guerra, caccia stealth, veicoli da combattimento aerei e sottomarini senza pilota, oltre a un'ampia scorta di missili ipersonici. In un conflitto con gli Stati Uniti e i loro vassalli nel Pacifico occidentale le probabilità sono fortemente a favore della Cina . E l'esercito americano lo sa bene. Ci sono diversi vantaggi evidenti nell'agire ora su Taiwan.

In primo luogo, eliminare le deboli forze armate di Taiwan prima dell'arrivo delle armi statunitensi (da poco vendute a Taiwan per un valore di 11 miliardi di dollari) ridurrebbe il costo delle operazioni successive. Tra le armi statunitensi ci sono i missili ATACMS che possono colpire le città cinesi. Sebbene siano facilmente intercettabili, la Cina non può permettere che Taiwan disponga di armi che potrebbero potenzialmente minacciare la terraferma.

In secondo luogo, la conquista di Taiwan può bloccare la fornitura di chip avanzati agli Stati Uniti, mentre Washington sta scommettendo il proprio futuro economico sull'intelligenza artificiale. Taiwan continua a fornire l'80-90% dei chip più avanzati a livello globale dagli stabilimenti TSMC di Hsinchu. Se Washington vuole strangolare l'approvvigionamento di petrolio, Pechino può tagliare quello dei semiconduttori.

Non è un segreto che Washington ha già messo a punto i piani per distruggere questi stabilimenti nel caso in cui la Cina conquistasse Taiwan. Probabilmente queste strutture sono già in lista per essere demolite e sicuramente sono in cima alla lista degli obiettivi dei missili statunitensi. Ma, anche se questi stabilimenti venissero distrutti, la perdita per la Cina sarebbe limitata. Dopo tutto, alla Cina sono già stati negati i chip TSMC più avanzati per coercizione degli Stati Uniti. Sta facendo rapidi progressi nello sviluppo delle proprie catene di approvvigionamento di chip.

D'altra parte, l'impatto sull'industria tecnologica statunitense sarà enorme. Forse fatale. I media occidentali affermeranno che sarà stata la Cina a distruggere questi stabilimenti, la stessa narrativa utilizzata per il Nord Stream. Ma, una volta che avranno iniziato a volare i proiettili, la narrativa diventa irrilevante. Ciò che conta è la realtà fisica. Le bugie non vincono le guerre.

Il terzo vantaggio di un'operazione militare su Taiwan è quello di distruggere il piano di rimilitarizzazione di Tokyo. Takaichi e l'estrema destra giapponese sperano di usare Taiwan come copertura per modificare la costituzione e rimilitarizzare il Paese, ottenendo persino armi nucleari. Trump e il regime statunitense hanno spinto il Giappone a diventare il loro proxy nella lotta contro la Cina. Poco dopo il suo primo incontro con Trump, lo scorso ottobre Takaichi aveva definito Taiwan una questione "che minaccia la sopravvivenza".

Il Giappone ha recentemente annunciato piani per aumentare la spesa militare del 100%, dall'1% al 2% del PIL. Nel contesto di una guerra di Taiwan, piuttosto che aspettare i frutti dell'albero velenoso, la Cina potrebbe invocare le clausole sugli Stati nemici sancite dall'ONU relative ai Paesi sconfitti nella Seconda Guerra Mondiale e occuparsi del Giappone prima che si rimilitarizzi completamente, se Tokyo dovesse entrare nella mischia.

L'ultimo vantaggio è per le nazioni attualmente minacciate dagli Stati Uniti. Un'operazione a Taiwan nel 2026 metterebbe in pausa i piani di espansione imperiale degli Stati Uniti. La "Dottrina Donroe" diventerà lo zimbello della storia, come la "Dottrina Moron [idiota]".

Una sconfitta in una guerra diretta tra Cina e Stati Uniti per Taiwan insegnerà a Washington un po' di umiltà. Ricordate la Corea? Se gli Stati Uniti si tirano indietro e non combattono, la loro credibilità come bullo numero uno è finita. Probabilmente non c'è modo migliore per la Cina di aiutare Paesi come Venezuela, Iran, Colombia o Cuba, che la Cina considera membri preziosi in un ordine mondiale multipolare.

Trump ha recentemente annunciato che gli Stati Uniti spenderanno 1,5 trilioni di dollari per le spese militari il prossimo anno. Ciò aumenterà la spesa bellica dal 3,5% del PIL al 5%. Un bilancio militare di 1,5 trilioni di dollari significa che gli Stati Uniti spenderanno per la guerra più del resto del mondo messo insieme. Il Paese ha già un assai poco invidiabile debito di 38 trilioni di dollari. Quindi, un altro paio di trilioni non sono un gran problema.

C'è un vecchio proverbio cinese che dice: "Il maiale morto non teme l'acqua bollente". Sappiamo chi è il maiale morto. La mia tristezza va ai suoi creditori. Attualmente la Cina spende meno dell'1,7% del PIL per la difesa. Per eguagliare il livello di spesa degli Stati Uniti del 5%, la Cina avrebbe bisogno di un bilancio della difesa di 1.000 miliardi di dollari. Dato che il dipartimento acquisti del Pentagono ha ammesso che il potere d'acquisto della difesa cinese rispetto a quello statunitense è di 3 a 1, ciò darebbe alla Cina un bilancio della difesa effettivamente doppio rispetto a quello degli Stati Uniti.

Ora è il momento di togliersi i guanti. Che la festa abbia inizio.

Hua Bin

[*] Un termine umoristico e satirico, reso popolare da Jon Stewart nel suo monologo su The Daily Show per descrivere l'operazione di rapimento e trasferimento forzato di una persona negli Stati Uniti, in contrapposizione al ruolo tipico dell'ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement), che si occupa di deportare le persone fuori dal Paese. N.D.T.

Fonte: huabinoliver.substack.com
Link: https://huabinoliver.substack.com/p/china-to-get-ready-for-war-with-the
13.01.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (22)

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Mostra commenti 22 caricati
    1. maghi 16 gennaio 2026

      qui stanno chiudendo tanti empori cinesi. Che stiano fuggendo causa guerra imminente?

    1. mago 15 gennaio 2026

      *In secondo luogo, la conquista di Taiwan può bloccare la fornitura di chip avanzati agli Stati Uniti* crollo epocale della Borsa e gli armamenti futuri vediamo che sono in versione Star Trek e necessitano di chip memorie sempre piu potenti e di IA e di moltissima energia e poi devi anche raffreddare i data center e cosa non ti servirebbe che il buon vecchio petrolio per fare lo sporco lavoro... dicasi Venezuela Iran Groenlandia...

    1. mago 15 gennaio 2026

      Noi abbiamo gli F35 che in un caso ipotetico di confronto Nato Usa per la Groenlandia rimarrebbero a terra dato che il software e` in mano Americana,un grazie alla lungimiranza strategica dei geni che hanno firmato gli acquisti in tutta Europa,idem per altro materiale bellico.I Cinesi sono solo pragmatici e aspettano che gli Usa collassino di suo..ma vi immaginate una Corea del Nord che attacchi in simultanea con Iran Cina Russia e magari Turchia e Pakistan...non diamo nulla per scontato..

    2. Balabiott 15 gennaio 2026

      Sarei curioso di sapere cosa si inventerebbe il 'merdstream' per giustificare un eventuale attacco USA alla Groenlandia...la vedo un po' dura accusare Copenaghen di putinismo, fascinazikomunismo, patriarcato del vichingo tossico verso il genere femminile (in primis la Sirenetta), islamismo, antisemitismo, transomofobia, zoroastrismo ecc, ecc... Confido però, che Mentana e soci, nel caso del bisogno, sapranno stupirmi...

    3. mago 15 gennaio 2026

      Non la invaderanno troppo imbarazzante per tutti,la svenderanno come in Italia hanno svenduto di tutto di piuse non con le buone con le cattive qualcuno andato a pesca cadra dalla barca o se stato chiuso fuori di casa senza chiavi morira dal freddo...se calcolate i giacimenti di tutto e di piula cifra non ha prezzo perche neanche sanno cosa possono poi trovare nel sottosuolo.

    4. ric 16 gennaio 2026

      sara' come per gli ebrei... hanno il dirtto di difendersi dai terroristi DANESI....e l'europa stara' a guardare...

    1. PietroGE 15 gennaio 2026

      Bisogna distinguere chi fa la politica estera americana e la presidenza Trump. Lui è un immobiliarista incapace di elaborare una dottrina come quella esposta recentemente, si occupa di 'business' per lui stesso e per il suo entourage. Poi fa il front man per le politiche che il think tank elabora per lui e il Paese. L'attivismo frenetico che spazia da tariffe, Groenlandia, Venezuela e altri Paesi centro e Sud americani, Iran e Gaza ha una sua logica di disperazione : finalmente chi comanda negli USA ha capito che la nazione è in declino e che il tempo non gioca dalla sua parte. Cercare di arraffare il più possibile senza curarsi di alleati (tranne Israele), trattati e principi è il modo caotico per tentare di conservare una leadership mondiale che gli sta sfuggendo. Tutte queste azioni hanno il filo rosso del contenimento economico della Cina come giustamente osserva l'articolo La nuova potenza cinese che si presenta alla ribalta mondiale però ha una popolazione numerosa e omogenea, un sistema scolastico di prim'ordine, una capacità di produrre beni di tutti i tipi e soprattutto una base tecnologica che le permette sia di conquistare i mercati mondiali sia di modernizzare al massimo l'hardware militare. Dubito che la Cina farà lo sbaglio (cosa che hanno fatto i russi) di sacrificare qualche centinaia di migliaia di soldati per conquistare con la forza Taiwan. Taiwan è sempre più integrata nell'economia cinese ed è solo questione di tempo e di prezzo da pagare da parte di Pechino prima che rinunci alla sua indipendenza. Detto questo però la situazione nel Mar della Cina resta esplosiva perché coinvolge sicuramente gli interessi del Giappone e della Corea del Sud, più altri Paesi limitrofi. Una guerra in quella regione sarebbe molto più catastrofica di quella tra russi e ucraini.

    2. oriundo2006 15 gennaio 2026

      Salve Pietro, probabilmente se l' Iran dovesse cadere, allora per la Cina diverrebbe forse essenziale occupare militarmente Taiwan.
      Solo se...
      In realtà noi di quei Paesi sappiamo molto poco e nulla ci viene detto di realmente significativo, ad esempio sul sentimento di appartenere ad una unica Grande Cina oppure sull'idea della separatezza in quanto isolani, nè tantomeno ci viene chiarito se e come l'apparato ghost degli USA, i militari piuttosto che le tante agenzie interne, siano propensi ad un attacco preventivo oppure no, se sia fattibile o meno.
      Non sappiamo quasi nulla delle superarmi americane, tranne qualche disclosure ad esempio di Salvatore Pais ( https://www.youtube.com/watch?v=dgI3lnE3xNQ ), nè conosciamo il ruolo ancora determinante dei servizi UK con il loro sistema informativo ancora eccezionale.
      Del resto le ricorrenti purghe all' interno dell'apparato militare cinese, anche recentissime, testimoniano l'esistenza di una rete di 'attenzionati' capaci al buon momento di rimuovere Xi con le buone o con le cattive.
      E lo stesso vale per la Russia.
      L' unica cosa certa è che il sistema delle relazioni internazionali è rotto e che le potenze dominanti si preparano ad un confronto bellico, con buona pace di chi insiste nel contrario, ovvero nell'esistenza ancora di margini di manovra diplomatici.
      Questi oggi sono bypassati dalle manovre sostitutive sul dollaro da parte dei BRICS e loro alleati, come Blondet proprio oggi riferisce e che costituiscono una ulteriore 'spinta' verso un aperto confronto militare.
      Non facciamo illusioni. La distanza geografica oggi non conta più.

    3. PietroGE 15 gennaio 2026

      Quello che frena ancora la Cina dall'invadere Taiwan sono : il costo in termini di vite umane e la possibile distruzione di attrezzature tecnologiche di prim'ordine che farebbero molto comodo. Guardando la carta geografica si vede che il solo impedimento alla estensione massiccia della potenza cinese nel Pacifico è proprio Taiwan. Una volta annessa Taiwan la Cina controllerebbe circa il 70% del traffico commerciale tra Asia e Europa e buona parte del restante interscambio con le Americhe. Negli USA hanno capito che che non sarà possibile mantenere il dollaro come moneta di riserva mondiale se la Cina ha questo dominio sul commercio mondiale. Le conseguenze della de-dollarizzazione sarebbero devastanti per gli USA. La Cina sta pian piano liquidando i Buoni del Tesoro americani e lo si vede dal prezzo dell'oro che non fa che salire. Io tempo fa avevo visto i 'war games' americani circa un confronto bellico con la Cina e si concludevano con 'perdite significative' per gli USA. La situazione però è molto complicata perché ci sono gli interessi giapponesi, coreani e anche indiani da considerare, tutta gente che non vede di buon occhio l'espansionismo cinese. Al momento il Mar della Cina è il posto dove una guerra da scontro locale potrebbe diventare mondiale.

    4. oriundo2006 15 gennaio 2026

      La Cina, almeno a leggere quanto Blondet riferisce, sta facendo molto di più ed in modo estremamente accorto: sta sostituendo non il dollaro ma gli USA ( o meglio, la Federal Reserve/Tesoro ) nella gestione del dollaro stesso. A questo punto è fatta, forse addirittura con il beneplacito di Trump, reduce da investiture semidivine: il nuovo sistema internazionale sarà su di una base BRICS di monete, presente però anche il dollaro. Questo è quanto mi è parso di poter intravvedere.

    5. ric 16 gennaio 2026

      io non vedo differenza , a comiciare dai primi coloni del 1600 ....

    1. clausneghe 15 gennaio 2026

      Trump me lo vedo bene, in una delle sue vite precedenti, come un colono Tedesco scappato di casa che nel nuovo mondo Americano trafficava con i "Local" vendendo loro fucili scadenti, Wiskhi adulterato e coperte infette.
      Ma nella sua vita attuale non riuscirà a lungo a truffare, minacciare e conquistare, poichè la 2° guerra civile Americana bussa forte alle porte e non è detto che il Dittatore arancione la scampi una seconda volta.
      Nel film predittivo "Civil War" il Presidente viene ucciso senza tante cerimonie e l'America è in fiamme.
      Staremo a vedere, può darsi che ci siano dei colpi di scena che rendano inutile e superato lo scontro tra Usa e resto del Mondo.

    2. Balabiott 15 gennaio 2026

      Una guerra civile in USA, per favorire la loro implosione , sarebbe il top!!!...bisognerebbe agire come fanno loro (USA/Sion) con il resto del mondo; fomentando in Yankeelandia rivoluzioni colorate, guerra cognitiva ed ogni altra amenità in stile NED/Open Society ecc...

    3. ric 15 gennaio 2026

      fammi sognare ! prego sempre che la lebbra colpisca 300 milioni di yankees e i loro affezionati....

    4. mago 15 gennaio 2026

      Penso che alla fine sia come in Iran o altre parti del mondo *civile* anche gli Usa piegheranno le sommosse,hanno messo in conto e anche in Europa che cio`avvenga forse presto.

    5. mago 15 gennaio 2026

      Prendo azioni Moderna o Pfizer mi sa che faccio un bel gain...

    6. ric 15 gennaio 2026

      dipende tutto da noi....a meno che nion vogliamo svegliarci.

    7. Gio 16 gennaio 2026

      mai dimenticarsi dei figli!

    8. ric 16 gennaio 2026

      quelli li avevo inclusi .....

    9. mago 16 gennaio 2026

      Ric sai bene che le sommosse non sono mai spontanei quindi ..

    10. ric 16 gennaio 2026

      non sempre ..almeno nei sogni...

    1. ric 15 gennaio 2026

      Forza CINA !! annientali , riducili in polpette !

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