NEL 2013 L’UE IN BANCAROTTA ECONOMICA SI TRASFORMA IN UNA DITTATURA POLITICA

NEL 2013 L’UE IN BANCAROTTA ECONOMICA SI TRASFORMA IN UNA DITTATURA POLITICA


DI KARL MÜLLER


zeit-fragen.ch


Ecco le cifre ufficiali alla fine del 2008: il disavanzo totale di tutti gli Stati dell’UE ha raggiunto 7.800 miliardi; alla fine del 2009, 8.900 miliardi; alla fine del 2010, 9.600 miliardi e alla fine del 2011, 10.300 miliardi di euro. Ciò corrisponde ad una percentuale del prodotto interno lordo (PIL) totale di tutti gli Stati membri dell’UE nel 2008 del 62,5%, nel 2009 del 74,8%, nel 2010 dell’80,0% e nel 2011 dell’82,5%. Per i 17 Stati della zona euro, i numeri sono ancora peggiori. (Ad esempio: il rapporto tra debito pubblico e PIL – in percentuale – della Svizzera si attesta a fine 2011 al 52%, mentre un anno prima, era ancora il 55% e nel 2012 ha continuato a scendere fino al 51%).
Solo il tempo ci dirà chi dovrà pagare queste somme colossali e come potrà farlo. I cosiddetti piani di salvataggio (“aiuti alla Grecia”, EFSF, MES, finanziamenti mirati, acquisti di obbligazioni da parte della BCE, ecc.) hanno lo scopo di far credere ai cittadini degli Stati membri dell’UE che si può risolvere il problema del debito attraverso una ridistribuzione tra gli Stati “ricchi” e gli “stati poveri” nell’UE. Ma se guardiamo più da vicino, tutti questi piani di salvataggio non portano esattamente ad una ridistribuzione tra Stati, ma una redistribuzione tra tutti gli Stati a spese dei contribuenti e a beneficio di un gruppo selezionato del grande capitale.

La speranza che alcuni paesi, tra cui in primo luogo la Germania, sarebbero i soli in grado di farsi carico di tutto ciò, è pura illusione. Nell’UE, il 20% di tutto il debito pubblico è della sola Germania, nel 2011 c’erano 2100 miliardi di euro che la Repubblica federale, dei Länder e dei comuni dovevano a ogni donatore. La verità è che in Germania, i capitali in mani private raggiungono quasi il doppio. E se si trattasse realmente e onestamente di un nuovo inizio, potrebbe anche essere possibile ammortizzare il debito, con l’aiuto dei cittadini, dove è ragionevole e giusto. Infatti, i cittadini sono sempre pronti a contribuire al bene comune. Ma al giorno d’oggi, tutti sanno che queste azioni di redistribuzione programmate, non sono per il bene comune. Non è accettabile dare più soldi a coloro che ne hanno già in abbondanza.

Questo è probabilmente il motivo per cui né l’UE né le élites attualmente al potere negli stati della UE, fanno affidamento sulla libertà e la ragione – perché sanno che l’uomo che ragiona liberamente vede in modo chiaro il doppio gioco – ma sulla menzogna e la coercizione. Ci raccontano la favola dell’”armonizzazione”, “razionalizzazione”, e “centralizzazione” indispensabili all’interno dell’UE. Tutto questo dovrebbe essere essenziale nel mondo globalizzato del XXI secolo, in cui gli stati nazionali sovrani, per la molteplicità delle proprie risorse, non sarebbero solo superati, ma disturbano semplicemente la soluzione dei problemi dell’umanità. Questo è in sostanza ciò che Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha affermato il 10 gennaio a Dublino. E chiede ai cittadini di:

  • rinunciare ad una pensione pubblica che corrisponde alla dignità umana – per un inaridimento delle finanze pubbliche degli enti locali,
  • rinunciare ad un giusto salario e ad una partecipazione nella creazione di valore – per un’ideologia di “competizione economica tra i siti”,
  • rinunciare alla libertà secondo la dignità umana, al diritto e alla democrazia – attraverso un’Unione Europea che si attribuisce sempre più competenze e di cui anche la Corte Suprema tedesca Costituzionale ha sentenziato che c’era, ovviamente, un “deficit democratico”.

Il principio secondo cui gli Stati membri dell’UE sono i “padroni dei trattati” è ancora valido. Gli Stati membri dell’UE possono sempre modificare i trattati europei, potrebbero anche sciogliere l’Unione, se volessero, e rimandare a casa i funzionari di tutte le istituzioni europee e tutti i commissari. La dittatura dell’UE può ancora essere evitata, secondo le norme di legge vigenti.

Ma ora si sta cercando di cambiare anche questo. Il 5 dicembre 2012, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha presentato un documento, Towards a genuine economic and monetary Union (“Verso una vera Unione economica e monetaria”), secondo cui – a suo piacimento – gli elementi costitutivi della sovranità nazionale devono essere smantellati. Questa è la legge del bilancio che rimane soprattutto nei diritti di sovranità dei Parlamenti ancora parzialmente funzionanti.

L’UE vuole utilizzare l’attuale crisi per riformare il parlamentarismo europeo. E’ possibile che i parlamenti nazionali che servono gli Stati, per l’Unione europea, siano piuttosto fastidiosi. Per questo motivo la Commissione europea vuole che in futuro tutte le decisioni importanti di bilancio non sono prese dagli Stati, ma dal Parlamento europeo. Questo è ciò che il Deutsche Nachrichten Wirtschafts ha scritto il 7 dicembre 2012. E si legge ancora: “In futuro, l’UE dovrebbe avere voce in capitolo quando si tratta di bilanci nazionali. In particolare, van Rompuy avrebbe deciso quali sono gli Stati che devono attuare le riforme. La Commissione europea prevede pertanto che ciascuno Stato deve firmare un accordo vincolante con il quale accetta determinati requisiti. Ma Van Rompuy non vorrà smontare completamente i parlamenti nazionali da solo: essi dovranno accettare il loro scioglimento firmando formalmente un accordo di auto-liquidazione. In questo senso, le cerimonie degli yes-men del MES possono essere considerate come un primo test eseguito con successo. Qui, il Bundestag tedesco si è già qualificato per far parte della nuova Lega europea politico-democratica”.

Proprio come il Reichstag tedesco con la legge sui pieni poteri nel marzo 1933. All’epoca, il parlamento tedesco, il Reichstag, ha autorizzato il governo di Hitler ad emanare leggi senza l’approvazione del Reichstag, e così facendo, ha distrutto la separazione dei poteri. Poi tutto è successo molto rapidamente: in sei anni, il nuovo stato centralizzato di Berlino ha portato il mondo in guerra. In primo luogo, l’unificazione del paese, che si è svolta da cima a fondo: i parlamenti dei Länder sono stati eliminati, i Länder governati centralmente dai prefetti del Reich, i comuni con sindaci senza consiglio comunale. Poi la rottura continua con le disposizioni del trattato di Versailles. Poi il piano segreto quadriennale che doveva preparare alla guerra l’economia tedesca. La prova generale in Spagna, l’attacco aereo su Guernica. Monaco di Baviera nel 1938. Le conseguenze sono note. Sequenze che avrebbero potuto essere evitate, in punti diversi, ovviamente, anche dall’estero. Ma certamente dall’interno: è stato confermata ancora una volta in modo spaventoso ciò che i parlamentari avevano previsto al memorabile dibattito bavarese del 1871. Le grandi formazioni di Stati centralizzati che calpestano un’ organizzazione di stati federalisti, cercarono di sottomettere l’intera Europa dopo aver asservito i loro connazionali. Poi il mondo.

Il mondo ha imparato qualcosa? Nessuno fiata al giorno d’oggi, quando l’Unione europea si vanta di ripristinare l’economia attraverso il riarmo? E quando il mostro di Bruxelles pratica dal 2010 il metodo, proposto da Jean Monnet, di approfittare di una crisi per continuare a diminuire la sovranità degli Stati nazionali e di compiere nuovi passi verso una dittatura dell’UE?

Ma i leader dell’UE non vogliono solo imporre ai cittadini e agli Stati membri dell’UE ciò che devono fare o non fare. Ciò è dimostrato dalle attuali reazioni dell’UE verso i piani del nuovo governo giapponese per la ricostruzione, con l’aiuto di una spesa pubblica più alta, delle martoriate infrastrutture rilanciando così l’economia del paese, indebolita da anni. Il ministro delle finanze tedesco ha risposto con uno scatto rabbioso e condannato i piani del paese asiatico. “La razza tedesca guarirà il mondo”, dicevano in Germania, quando il paese era governato dal Kaiser che voleva estendere il suo impero. Oggigiorno, nessun paese accetterà che l’Unione Europea cerchi di dettare abusivamente al mondo, la via da seguire in materia politica, economica e culturale. Ed è un bene.

“Per me, è molto chiaro: in Europa, siamo andati troppo oltre. Siamo in un vicolo cieco, non è possibile continuare così. In un vicolo cieco, c’è una sola via d’uscita:. tornare indietro” Vaclav Klaus in “Neue Zürcher Zeitung” del 24/01/13

“Io non cerco la maggioranza negli Stati membri o nelle strutture dell’UE. Questo è un modo di pensare sbagliato. No, io cerco la maggioranza in Europa. Non dico questo in modo pretenzioso, ma nel senso che in politica, la maggior parte della popolazione deve essere valorizzata. In realtà oggi c’è già una maggioranza in Europa, ma le persone fanno fatica a organizzarsi. Ripeto: una maggioranza a Bruxelles non è lo stesso di una maggioranza della popolazione”. Vaclav Klaus in “Neue Zürcher Zeitung” del 24/01/13

Versione originale:

Karl Müller è un editore e giornalista del giornale svizzero on-line Zeit-Fragen

Fonte: Die EU im Jahr 2013: Wirtschaftlich bankrott wird sie politisch zur Diktatur

Versione italiana:

Fonte: www.riconquistarelasovranita.it
Link: http://www.riconquistarelasovranita.it/?p=583
19.02.2013

Traduzione a cura di ALBA CANELLI

Commenti (26)

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    1. Tanita 20 febbraio 2013

      Eh si, ALberto Conti, tu l'hai detto: bisgogna avere le palle.

      Vítor Constâncio, Vice-President of the ECB, ha detto nella sua conferenza del 29 gennaio 2013:

      Establishing the Single Supervisory Mechanism

      The second objective of the SSM is to help breaking the negative feedback loops between sovereigns and banks, which were key features during the present crisis. This manifested itself in increasing debt levels of sovereigns that had to provide financial support to struggling banks as well as losses for banks from exposures to sovereigns under stress. We also saw increases in the correlation between the cost of funding of euro area banks and that of their respective sovereigns, particularly in some countries under stress.

      That is to say: "Il secondo obiettivo del SSM é contribuire a spaccare la retroalimentazione negativa tra gli stati sovrani e le banche, che ha caratterizzato le azioni durante la presente crisi. Si é manifestata via l'aumento dei livelli dei debiti degli stati sovrani che hanno dovuto contribuire al sostegno finanziario delle banche con problemi cosí come alle perdite delle banche per l'esposizione ai titoli sovrani sotto stress. Vediamo anche l'incremento della correlazione tra i costi di provvedere di liquiditá le banche dell'area euro e quello dei debiti sovrani rispettivi, particolarmente in certi paesi sotto stress".

      (Notare il linguaggio neutro: la "retroalimentazione negativa" é una questione caduta dal cielo, cioé, cose che capitano, nessuno ne ha colpa... Né responsabilitá). Ma giá che ci siamo:

      Cosa propone Vitor Constâncio (dico, lo conoscete 'sto portoguese che vi fa i conti in tasca?):

      The prospect of the creation of Banking Supervision at the European level, complemented by future European banking resolution, is the more far reaching change introduced since the inception of the euro. It reveals the willingness of Member States to continue to deepen European integration and create at the same time a better framework for the effective functioning of the euro area.

      "La prospettiva di creare un'entitá si Controllo Bancario a livello europeo complementato da una concentrazione bancaria Europea é lo scopo piú ambizioso dall'avvenimento dell'Euro. Rivela la volontá degli Stati Membri di continuare ad approfondire l'integrazione Europea e creare allo stesso tempo un cuadro migliore per il funzionamento dell'area Euro".

      L'autore dell'articolo proposto da CDC ha ragione: si vuole smantellare la struttura degli Stati-Nazioni. D'altra parte, se le cose sono andate cosí bene con l'Unione Monetaria, perché non andare oltre?

      Non credo che abbiano in mente che questa Superbanca e Superentitá contrallora abbia la possibilitá di far partecipare gli Stati detti "PIIGS".

      Tutt'al piú "formeranno" qualche ometto come Vitor il portoguese che faccia gli affari loro a scapito dei popoli che ci rimettono e ci rimetteranno il futuro, pour la galérie.

      (Stesso modus operandi nelle Nazioni Unite)

      Interessante il "trend":

      http://www.bbc.co.uk/worldservice/theneweurope/wk18.htm The Nation State: Is it dead?

      Scusate le traduzioni grossolane fatte in tutta fretta. La fonte del discorso di don Vitor é la propria BCE:

      http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130129_1.en.html

    1. nigel 20 febbraio 2013

      È' sufficiente pescare su you tube "dichiarazione shock di Mario Monti" per rendersi conto che tutto corrisponde ad un piano preordinato, ben orchestrato dalle élites economiche che infiltrando nei Governi e quindi nei Media i propri elementi, stanno portando avanti, passo dopo passo, il grande progetto di un nuovo Medioevo, con annessi neo feudatari. La risposta alla guerra in atto contro i popoli deve necessariamente nascere da questi ultimi, che debbono capire quando è' il momento di eliminare i falsi profeti e di tornare indietro, rifiutando l'EU e una globalizzazione impossibile. Al riguardo, credo che un'affermazione italiana del M5S sia per il Sistema estremamente pericolosa, perché è' a questo Movimento che guarderanno i diseredati e i disillusi di un'Europa vomitevole. Ed e' possibile che da una sinergia con analoghi movimenti di altre nazioni europee, possa emergere una nuova EU ( dei popoli, non dei finanzieri) o quanto meno la definitiva ripulsa di un Sistema che avvantaggia i pochi a scapito dei molti.

    1. AlbertoConti 20 febbraio 2013

      Attenzione a confondere finanza e nazionalismo, soprattutto quando si alleano come in questo momento in Germania in un modo, e in USA e Giappone in un altro. Il fascismo monetario è trasversale, i modi di attuazione sono personalizzati, o meglio dire "nazionalizzati". La distruzione delle Nazioni è un ovvio obiettivo della nazione che pretende l'egemonia, nel nostro caso sappiamo tutti qual'è. In USA che io sappia non c'è uno Stato che pretenda di smantellare l'autonomia degli altri Stati per ragioni egemoniche interne. Washington DC e NewYork sono già egemoni dai tempi di Lincoln, e nessuno ne fa un problema. Il problema della cleptocrazia finanziaria dall'occidente si va mondializzando, e questo è il vero problema del XXI secolo, declinato in diverse forme in ogni luogo. Da noi si chiama euro & i suoi trattati, decisi e imposti dal mondo deviato che ha occupato le banche, luogo ideale per alimentare il fascismo monetario. Se i politici italiani dell'ancien regime se ne devono andare tutti, a maggior ragione questo vale per gli eurocrati non eletti. Ma ancora c'è qualcuno che spera nell'autoriforma di questa UE! A costoro dico, ci siete o ci fate? L'unica cosa sensata che possiamo fare è riportare il potere dentro il parlamento, dopo averlo completamente disinfestato dai parassiti e rinnovato. E da lì attaccare QUESTA europa, distruggerla con un tratto di penna così come è nata, per rifare il giorno stesso la vera Europa. Certo bisogna avere le palle, e non farsela sotto con gli spread e altre similari truffe per bambini scimuniti.

    1. Servus 20 febbraio 2013

      Penso che proprio un articolo come questo, che non ho mai visto sui giornali italiani, dovrebbe essere sbattuto in faccia ai nostri politici, in primis a Berlusconi, Bersani e Grillo, con la richiesta di una risposta chiara su ogni punto. Ovviamente è inutile chiederlo a Monti, dato che agisce esattamente per e a favore di questa politica.

    1. vimana2 20 febbraio 2013

      Manca la stella a 6 punte ( stupidamente definita di David ) e poi la bandiera è al completo!

    1. Delusidalbamboo 20 febbraio 2013

      E' resposabilità di tutti noi che abbiamo cultura far capire che il sistema attualmente vigente nella UE ha lo scopo di far defluire la ricchezza nelle mani di elites (prevalentemente finanziarie) private.

      Per fare ciò, tutto le operazioni politiche sono mirate a far aumentare i tassi di interesse, e quindi i guadagni per interesse, ed aumentare le quote parti di utili ridistribuote come profitti (e quindi abbassare le quote parte redistribuite come stipendi e profitti).

      In altra parole, si vuole favorire che guadagna senza lavorare.

      E come si guadagna senza lavorare?

      Ma rubando (of corse).

      Ritengo che dobbiamo assolutamente difenderci!!!!

      Guido Mastrobuono - http://www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

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