MMT Italia: uscire dall’Unione Europea e dall’Euro si può

MMT Italia: uscire dall’Unione Europea e dall’Euro si può

Come rimuovere la catena che preclude all’Italia libertà e benessere

Di Filippo Lucchese, mmtitalia.info

Uscire dall’euro e dall’Unione Europea si dovrebbe, ma non si può; è su questa affermazione che si è da tempo arrestato il dibattito “ufficiale” su un tema così centrale per il futuro economico, sociale e politico dell’Italia.

Si tratta di una tendenza registrata ben prima che la stucchevole ondata di conformismo europeistico indotta in questi ultimi giorni sospendesse di fatto ogni confronto dialettico, cercando di strumentalizzare, come ormai ciclicamente avviene, le criticità contingenti.

La sensazione è che all’origine di questa “stagnazione” più che incertezze sull’opportunità della prospettiva, vi siano limiti di carattere tecnico: manca, cioè, una vera idea del “come”.

E’ proprio per cancellare questo alibi che l’associazione MMT Italia ha sviluppato, con il contributo teorico e operativo dell’economista Warren Mosler, il documento “Ripristino della Sovranità Costituzionale – Il piano di MMT Italia”, in cui viene illustrato, nel dettaglio, un preciso percorso tecnico di introduzione di una nuova valuta nazionale, in grado di affrontare e risolvere le criticità che normalmente accompagnano tale scenario.

[caption id="attachment_91474" align="aligncenter" width="891"] Warren Mosler, economista[/caption]

L’intuizione di Warren Mosler da cui trae origine il modello, in realtà, non è nuova, almeno in ambito MMT, dal momento che già in passato, in più di una occasione, è stata espressa e commentata pubblicamente dal suo autore; ciò che MMT Italia ha ritenuto di fare, dunque, è stato approfondirne le implicazioni teoriche e operative ed analizzare le condizioni contestuali, in modo da definire, come detto, un vero e proprio percorso tecnico.

Nella visione tradizionale, il passaggio potenzialmente più destabilizzante connesso a un abbandono dell’euro e all’introduzione di una nuova moneta nazionale è rappresentato dalla conversione di tutte le attività e le passività finanziarie, connessa a un’attesa svalutazione della nuova moneta per effetto della “liberazione” di un differenziale accumulatosi negli anni e rimasto compresso dal cambio fisso imposto.

In realtà, essendo l’intero settore finanziario organizzato sulla base del noto principio della “partita doppia”, per il quale ad ogni attività corrisponde una passività e viceversa, una conversione integrale non determinerebbe, in termini aggregati, alcuno squilibrio.

Nella realtà, tuttavia, ci sono almeno due fattori, di natura in parte psicologica, in parte tecnica, che finiscono per complicare tale scenario:

  • i singoli soggetti economici tendono a valutare in modo differente l’impatto di un’eventuale svalutazione, dando maggior peso agli svantaggi potenziali sul lato delle attività rispetto ai vantaggi potenziali sul lato delle passività;
  • non è scontato che la conversione possa riguardare “pacificamente” tutte le voci di bilancio.

Il primo punto, in parole più semplici, vuol dire che i risparmiatori tendono a non accettare scenari nei quali il valore nominale dei loro risparmi si ridurrebbe; a nulla vale dimostrare che tale riduzione nominale rispetto a una valuta estera non si tradurrebbe automaticamente in una riduzione del potere di acquisto, o prospettare i vantaggi che le nuove politiche produrrebbero nel medio-lungo termine anche a sostegno dei risparmi (a partire dalla garanzia totale su depositi e titoli di Stato). Il blocco, infatti, è di natura psicologica e tende a tramutarsi in scelta politica, come dimostra il costante scollamento tra alta consapevolezza delle criticità dell’UE e bassa disponibilità effettiva a uscirne.

Il secondo punto si riferisce, invece, ai dubbi connessi alla convertibilità dei titoli di debito pubblico “marchiati” da apposite clausole (le famose CACS); se, infatti, l’applicazione stessa di tali clausole mostra la percezione della concretezza dell’ipotesi della ridenominazione, dunque la crescente debolezza del sistema euro/Unione Europea, dal punto di vista giuridico essa potrebbe rappresentare un ostacolo concreto per l’applicazione della “lex monetae”, con il rischio di determinare un’asimmetria nei bilanci pubblici (attivi in nuova valuta nazionale, passivi in euro) potenzialmente destabilizzante.

Ebbene, la straordinarietà del “modello Mosler” consiste proprio nella capacità di disinnescare questi punti critici, che poi rappresentano l’argine tecnico e psicologico che impedisce alla prospettiva di abbandono di euro e Unione Europea di imporsi sul piano politico ed elettorale.

Esso, infatti, prevede di non convertire nulla dell’esistente: risparmi, titoli di debito e di credito, ogni altro tipo di contratto redatto fino al momento dell’introduzione della nuova moneta conserverebbero la denominazione valutaria originaria.

L’introduzione della nuova moneta avverrebbe semplicemente attraverso le leve della spesa pubblica e della tassazione: lo Stato inizierebbe cioè a spendere, tassare ed emettere titoli di debito nella nuova valuta, creando così una crescente domanda della stessa e determinando i presupposti della sua diffusione e della progressiva, rapida e inevitabile sostituzione dell’euro.


Si tratta di un’applicazione da manuale dei meccanismi che sono alla base della moneta moderna e, quindi, della MMT; lo squilibrio, soprattutto nelle fasi iniziali ritenute in genere più critiche, tra domanda e offerta della nuova moneta, consentirebbe alla Banca Centrale, a cui sarebbe affidata tutta l’operazione e che agirebbe per conto del governo, di gestire nel modo più opportuno il rapporto di cambio con le principali valute internazionali.

Non attuandosi, inoltre, alcuna conversione dei depositi bancari, ma un’operazione di progressivo acquisto, su iniziativa del depositante, della nuova moneta in cambio degli euro al tasso vigente al momento dello scambio, da un lato anche un eventuale deprezzamento della nuova moneta non intaccherebbe minimamente il valore dei risparmi, dall’altro il governo, attraverso il proprio conto presso la Banca Centrale, accumulerebbe gli euro necessari a pagare i titoli di debito pregressi man mano che andranno in scadenza.

Vengono così risolte, contemporaneamente, tutte le criticità connesse alle ricette tradizionali citate in precedenza:

  • i risparmi in euro, o in altra valuta, non subirebbero alcuna conversione;
  • i titoli di debito pubblico pregressi non subirebbero alcuna ridenominazione;
  • la stessa, temuta svalutazione istantanea e consistente della nuova moneta non sarebbe né istantanea né, potendo attuare finalmente le opportune politiche economiche, così consistente nel lungo termine.
Gli aspetti tecnici di dettaglio di una soluzione che, come si vede, si rivela così semplice e geniale nella sua formulazione concettuale sono stati oggetto di due anni di approfondimento all’interno dell’associazione, con il prezioso supporto scientifico, come detto, dello stesso Warren Mosler, e sono stati sintetizzati nel documento appena pubblicato.

Anche dal punto di vista giuridico, la soluzione prefigurata e ritenuta funzionale al percorso tecnico sviluppato è quella in assoluto più semplice, ovvero l’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che prevede esplicitamente la procedura di abbandono dell’Unione Europea (e dell’euro). Si tratta di una strada già percorsa, con successo, nell’unico caso in cui un Paese ha deciso di abbandonare l’Unione, ovvero il Regno Unito; naturalmente la differenza, rispetto al caso del Regno Unito, è che l’Italia abbandonerebbe, oltre all’Unione, anche la moneta unica, e nel documento vengono approfonditi i dettagli tecnici relativi anche a questo aspetto.

In conclusione, l’obiettivo di questo lavoro è bonificare il dibattito da una serie di “blocchi” psicologici e di carenze tecniche che, ad oggi, impedisce di affrontare con serenità e nel merito la questione dell’opportunità di recuperare la sovranità monetaria e politica; la speranza è che ciò consenta finalmente e concretamente di far tornare al centro dell’attenzione politica e dell’opinione pubblica quei valori tanto bene espressi nella nostra Costituzione, eppure sistematicamente calpestati dall’evoluzione del contesto nazionale e internazionale degli ultimi decenni.

Clicca qui per leggere e scaricare il documento in versione stampabile

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Di Filippo Lucchese, mmtitalia.info

Fonte originale: https://mmtitalia.info/2021/03/05/uscire-dallunione-europea/

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (43)

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    1. pingus 10 marzo 2021

      Beh, ecco un po' di buonumore..
      CINEGIORNALE LEUROPEISTA
      https://twitter.com/i/status/1360607166600724483

    1. Rossi Mario 10 marzo 2021

      Chi ha scritto questo articolo, sa che draghi piuttosto che uscire dall'euro,farebbe fallire tutti gli italiani,poi la mmt è una teoria priva di senso.Bella a parole,ma nei fatti darebbe potere solo agli interventi statali,e penalizzerebbe il libero mercato,che da quando ci sono le banche centrali,di fatto non esiste più.La soluzione è eliminare tutti i fannulloni statali,quelli che si fanno timbrare il cartellino e non li vedi al lavoro,quelli corrotti e quelli incapaci.Poi evitare di salvare le aziende zombie,solo allora si potrà cambiare la situazione,del paese delle banane marce.i ha scritto questo articolo, sa che draghi piuttosto che uscire dall'euro,farebbe fallire tutti gli i

    1. Rossi Mario 10 marzo 2021

      Chi ha scritto questo articolo, sa che draghi piuttosto che uscire dall'euro,farebbe fallire tutti gli italiani,poi la mmt è una teoria priva di senso.Bella a parole,ma nei fatti darebbe potere solo agli interventi statali,e penalizzerebbe il libero mercato,che da quando ci sono le banche centrali,di fatto non esiste più.La soluzione è eliminare tutti i fannulloni statali,quelli che si fanno timbrare il cartellino e non li vedi al lavoro,quelli corrotti e quelli incapaci.Poi evitare di salvare le aziende zombie,solo allora si potrà cambiare la situazione,del paese delle banane marce.i ha scritto questo articolo, sa che draghi piuttosto che uscire dall'euro,farebbe fallire tutti gli i

    1. AlbertoConti 9 marzo 2021

      L'idea sembra buona, in linea teorica, ma mi pare che non tenga in considerazione diversi aspetti di tutto rilievo.
      I vincoli sulla nuova valuta nazionale, rispetto a quelli sull'euro ad esempio, si limitano all'uso obbligato nel pagamento delle tasse e alla spesa pubblica. Vuol dire che gli insegnanti statali riceveranno lo stipendio in lire e i dipendenti IKEA in euro? O ogni datore di lavoro può scegliere in che valuta pagare gli stipendi? Ma la differenza principale è nell'obbligo, che pare non ci sia, da parte di qualunque venditore di accettare il pagamento in lire. Che fa un insegnante statale se l'ortolano si rifiuta di vendergli le carote in lire? O se il costruttore di case accetta solo euro in pagamento? Va in banca a chiedere un mutuo in euro da ripagare in lire a tasso e cambio variabile?

      Ci sono poi tutte le regole bancarie da tenere in considerazione. Sappiamo che la stragrande maggioranza del circolante, attualmente in soli euro, è di origine bancaria, emesso all'atto di erogare prestiti dal nulla alla clientela. Se con lo stesso criterio la banca commerciale eroga prestiti in lire, la massa monetaria in lire non è più controllata dalla sola Banca Centrale, ma dal "mercato dei mutui", e il cambio fluttuante se ne va per i fatti suoi. Per non parlare della "libera circolazione dei capitali" nella UE, fonte di speculazioni valutarie imprevedibili.
      Voglio dire che la politica monetaria s'intreccia giocoforza con le politiche economiche, attualmente sottoposte alle regole del neoliberismo imperante intrinseco all'euro, che ad es. nei fatti aborre la piena occupazione, e questa non è una questione tecnica o psicologica, ma di controllo dell'inflazione tramite la leva della "moderazione" salariale, sotto ricatto della disoccupazione, cioè una precisa scelta politica.

      Purtroppo per ogni problema tecnico c'è una buona soluzione tecnica, ma in pratica le decisioni possibili o impossibili sono determinate dalle scelte politiche, il cui margine di manovra tende sempre più a zero con la gestione euro e di chi "farà tutto ciò che occorre" per salvarlo.
      Se ci dev'essere un inizio di questo percorso è quello di licenziare subito Mario Draghi e i suoi Colao e McKisey, prima che sia troppo tardi.

    2. anonimouso 9 marzo 2021

      giuste osservazioni; sul primo punto forse basterebbe stabilire un cambio tra euro e nuova lira in leggero favore di quest'ultima, oppure che ci sia una qualche forma di premialità, rendimento etc.
      Sul secondo punto si potrebbe utilizzare il circuito bancoposta, una volta sottratto alle regole di basilea, per "lavare" le nuove lire fisiche in moneta esclusivamente elettronica. Comunque sono d'accordo che con questa classe politica, prona, pavida e anti italiana, tutte queste disquisizioni sono perfettamente inutili

    3. danone 9 marzo 2021

      Ci vogliono alcune riforme che diano garanzie, che non so se ci siano nel progetto che non ho ancora letto.

      1. Una banca pubblica collegata col Ministero del Tesoro, per poter gestire la politica monetaria.

      2. Obbligo di pagare le tasse solo in Lire, così si rende certa e stabile la loro domanda. Si rende la lira moneta buona che scaccia moneta cattiva, che sarà l'euro col quale non si potranno pagare le tasse. Si creerà doppia circolazione, ma nel tempo, con le tasse pagate in lire, si scaccerà l'euro dagli scambi economici interni, restando solo per gli scambi con l'estero.
      Dopo un primo tempo di rodaggio può darsi che si avrà il problema dell'eccessiva rivalutazione della nuova lira sull'euro.

      3. Garantire il pagamento del debito pubblico detenuto in tasche straniere in euro.

      Questo è il minimo per ottenere la fiducia necessaria sia dei mercati che dei piccoli risparmiatori privati, sulla riforma monetaria proposta, ma ovviamente, da non tecnico, sto omettendo diverse altre soluzioni che renderebbero ancora più fattibile la proposta, ma già così la trovo assolutamente fattibile.

    1. Cruciverba 9 marzo 2021

      Secondo me viene posto un non problema . Quando Draghi , Mc Kinsey e soci avranno finito il lavoro qui non rimarrà nemmeno un Euro , manco una Lira o un Marengo . L'Italia è entrata ormai ufficialmente nella fase di svendita .
      Le valute poi le faranno crakkare successivamente insieme ai mercati per aderire al piano del Reset Globale.
      Discutere di queste cose non ha piu' senso , è come discutere del sesso degli angeli con l'intera armata Turco-Ottomana alle porte .
      Non finisce bene anche qualora tu abbia ragione e trovi una soluzione .

    1. Holodoc 9 marzo 2021

      Per mantenere in vita il cadavere della UE non curano chi ha il Covid, figurati se escono dall'Euro...

    2. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      Perché dovrebbero curarlo? Domanda retorica e... intrigante.

    3. Holodoc 9 marzo 2021

      Si vede che non ci hai avuto a che fare né tu né qualche tuo parente. Io si quindi quella domanda ponila pure a qualcun altro.

    4. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      Come sempre! Come tutti gli altri anni: c'è chi muore... e chi vive si da pace. "C'est la vie" come dicono i nostri cugini d'oltralpe.
      Piuttosto tu sai bene che i problemi che ci sono sotto son ben altri, o non lo sai?

    5. Holodoc 9 marzo 2021

      Ah sì, il riscaldamento globale, e io stupido che penso alla salute di mio padre in ospedale invece di preoccuparmi dell'orso polare!

      Disco rotto... rotto... rotto... rotto... rotto...

    6. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      No, non quello, ma sono legati a ciò che sta succedendo con la farsa del coronavirus. Ma questo è un altro paio di maniche da discutere in "altra sede".
      P. S. : Alla salute di tutta la gente, non solo a quella di "mio padre", bisognava pensarci prima, bisogna pensarci adesso e bisognerà pensarci sempre (e la cura non deve essere peggiore del male)... non so se hai afferrato il messaggio.

    7. Holodoc 9 marzo 2021

      Ovvio che ognuno deve salvaguardare e rinforzare la propria salute, ma una cosa è dire che si stia facendo di tutto perché più persone muoiano, una cosa è negare che una malattia diversa, benché curabile, esista.

      Negare come fai tu non ha che l'effetto di farti perdere credibilità.

    8. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      No, dico solo che su di un'influenza stagionale è stata montata una farsa per diversi scopi, per nascodere i veri problemi e le responsabilità ad essi legate e se c'è stata nel 2020, come dicono, una mortalità in eccesso, essa (e perché no?) potrebbe essere stata causata anche dai continui inutili lockdown.
      Perché è oramai assodato che si tratta di un inganno, così come è assodato che i responsabili dell'inganno faranno di tutto per nascondere o distorcere la verità per non essere spazzati via.. Ora se permetti preferisco non andare oltre fuori dal tema.

    9. ant85 9 marzo 2021

      Ho avuto il covid a gennaio e posso garantirti che esiste. Curabile? certamente. Il problema? I medici di base non possono fare il loro lavoro. Io sono giovane, nessun problema, ho semplicemente cercato di contattare un medico ma il consiglio e' stato " piglia il paracetamolo". Alla fine NON ho seguito il consiglio, il paracetamolo non era indicato per quei pochi sintomi che avevo, ergo sono guarito mangiando sano e prendendo vitamine. Il discorso cambia se sei anziano, magari con malattie pregresse, e ti cag.ano solo quando e' ormai troppo tardi. La pandemia non esiste, tuttavia si muore perche' hanno deciso DI NON CURARE.

      PS: questo in UK, immagino che in Italia sia uguale.

    10. Astrolabio 9 marzo 2021

      Dovrebbero curarlo perche lo scopo della medicina e della sanita e'quello di curare per riprendere la salute.
      Se non curi non adempi allo scopo prefissato per cui sei inutile e usi malamente il denaro versato dalla popolazione che crede che la sanita' ti cura al bisogno.
      Parlare di vaccini e non di cure contro il covid e'come farci passare tutti per decerebrati.
      Portare in ospedale qualcuno che di fatto diventa un sequestro di persona, e te lo ridanno cadavere che non puoi nemmeno vedere,e'da arresto immediato di tutto l'ospedale. Non si trovino alibi che non esistono.

    11. Astrolabio 9 marzo 2021

      C'e chi muore e chi viene curato e sta bene.Non come ora che non li vogliono curare.
      Cerca di inquadrare il problema del motivo per cui debbono tutti morire di covid.
      Non sara che l'ospedale i prende qualcosa e siccome sono aziende debbono chiudere il bilancio in profitto?
      Una sanita siffatta deve ancora ritenersi tale o dobbiamo preoccuparci?

    12. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      Molto probabilmente l'ho avuto a Novenbre del 2019 e il sintomo più evidente erano qualche decimo di febbre e una persistente e fastidiosa tosse che è durata per mesi. Non ho fatto niente a parte qualche tisana. Ma dopo a stare sempre chiuso mi stavo ammalando sul serio... Ero aumentato di 10 chili e i trigliceridi e il colesterolo erano saliti alle stelle per mancanza di attività fisica.
      Tutti l'hanno avuto il coronavirus (e l'influenza legata ad esso) ma come sempre chi ha più gravi patologie, ed è allo stadio terminale, può morire anche con un banale raffreddore. E sono queste persone che devono essere protette ma non chiudendo in casa milioni di persone. E poi ci sabbero tante, ma tante altre cose che non quadrano come si è ampiamente detto in questo forum...

    1. ton1957 9 marzo 2021

      Intanto sarebbe cosa onesta spiegare alla gente che la sovranita monetaria questo paese non l'ha mai avuta e che un certo Moro per aver stampato qualche biglietto da 500 lire (piú o meno due euro) é finito maluccio....dopo tale premessa si puó anche sognare la MMT o come trasformare lo sterco in oro, ma. nella migliore delle ipotesi, resta un tanto per sognare......per la peggiore invece vale l'insegnamento di Borghi, Bagnai e Andreotti..."a pensar male si fá peccato ma spesso si ci azzecca un posto nel governo di Draghi"

    2. Cangrande65 9 marzo 2021

      Corretta la motivazione.
      Il motivo principale per l'aver fatto fuori Moro è stata l'emissione delle 500 lire come biglietti di Stato.

      Le motivazioni riguardanti il compromesso storico, sono tutte cazz..te.
      La seconda causa era stata il cosiddetto "lodo Moro" per i palestinesi.

      Più in generale, i mandanti non potevano sopportare il boom economico degli anni '60, mantenendo l'economia "mista". Infrastrutture, buona istruzione, una buona assistenza sociale. Il "terrorismo" e le bombe nei treni, piazze e stazioni servivano ad "avvertire".

      Il "via" è stato dato nel 1969. Da Londra.

      L'ultimo avvertimento a Moro, è stato il film "Todo modo". Poi la minaccia esplicita di Kissinger.

    1. a-zero 9 marzo 2021

      Mi scuso per il quasi OT, ma sempre di soldi parliamo.

      Qui su CdC conoscemmo un anno fa la vulgata di tal masson Magaldi secondo cui Mario Draghi era tornato all'ovile keinesian-democratico.

      Mario Draghi ha incaricato, se non sbaglio, la società di consulenza Mc Kinsey per redigere la manciata di soldi già versati senza condizioni dall'Italia e di ritorno con condizioni nella stessa Italia.

      Mi pare il solito schema automatico di far girare le carte sul banco e le porte girevoli nel retrobottega, con buona pace dei mitologici imprenditori del Nord Italia.

      Sig. Magaldi, con questo abbiamo detto tutto.

      (a proposito ho visto il viso di Mario Draghi e secondo me ha proprio una pessima cera, mi sembra quasi un cerino ormai...)

    1. Predator 9 marzo 2021

      Iniziativa lodevole, peccato che non ci sia (letteralmente) un esercito assetato di sangue a difenderla.
      Perchè anche se si riesca a raggiungere una base socio-politica di massa critica utile a smuovere il sistema attuale, il problema sarà quello di difendere il nuovo sistema dagli attacchi esterni ripetuti e letali. Non ci credete, allora non sapete come funziona in Libia, in Siria e zone simili, senza considerare le sommosse intestine messe in atto del tipo le ultime elezioni USA. La sovranità si conquista sopratutto con il sangue versato e se nessuno ne ha il fegato allora non funzionerà sarà solo uno schema teorico.
      Quindi si dovrà costruire anche un esercito con capacità letali di guerra asimmetrica.
      Siamo o non siamo una colonia? Affrancarsi dall'oppressore costa sangue.

    2. giuseppe sartori 10 marzo 2021

      finalmente qualcuno che parla chiaro.
      qui c'è da organizzare la resistenza e non perdersi ancora in inutili chiacchiere. studiare a memoria la marsigliese.

    1. Francesco Raucea 9 marzo 2021

      Poiché la MMT molto spesso si rifà (ovviamente guardandosi bene dal riconoscerlo) al pensiero gesellista (come in questo caso - di, in caso di ripristino della sovranità nazionale, tolleranza della circolazione nazionale di doppia moneta) io ci sono spesso d'accordo.

      Tuttavia debbo evidenziare che il deplorevole autore di quest'articolo non affronta per niente il problema principale, ossia la completa sfiducia del cittadino nei riguardi dell'abominevolo stato socialborghese (sfiducia del resto da lui pienamente meritata):

      cioé, con la conservazione dei depositi in euro, la stragrande maggioranza delle transazioni verrebbe effettuata in euro, la moneta nazionale essendo guardata con tale sospetto da prima o poi costringere l'abominevole a forzare la conversione in lire;

      e ciò non potrebbe che avvenire col cambio, 'sicuramente sfavorevolissimo' già determinato dal precedente clima di enorme sospetto, circondante la valuta nazionale, e con quindi sicura massiccia perdita per gli sventurati risparmiatori.

      In conclusione prima di parlare di ritorna alla sovranità nazionale, bisogna assolutamente affrontare il tema di ripristino della credibilità dell'abominevole, cioé occorre abbattere - io sostengo anche proprio fisicamente - l'attuale classe politica di non solo ladroni ma, per di più, pure incapaci..

      Esattamente come avvenuto nella rivoluzione bolscevica, se Trockij avesse lasciato sopravvivere la precedente classe politica, ci sarebbe stata una controrivoluzione vincente..... così come - se Mussolini non fosse stato fucilato nel 1945 - nel 1948 lo avremmo di nuovo avuto a capo del governo, al posto del lodevolissimo De Gasperi.

    2. Marco Lobba 9 marzo 2021

      Beh era il progetto di Churchill, se Mussolini si salvava, lui lo avrebbe rimesso al potere in Italia, i 2 erano molto amici e secondo me avrebbe anche evitato Norimberga grazie all'aiuto inglese

    3. danone 9 marzo 2021

      Peccato che l'aiuto inglese lo ha fatto fuori Mussolini, forse se non gli avessero evitato Norimberga sarebbe stato meglio per tutti.

    4. Annibal61 9 marzo 2021

      Uhm...secondo me il destino di Mussolini era segnato. Ancora dagli anni '30.

    5. Haytham 10 marzo 2021

      Mussolini e Churchill amici... ma chi ve la insegna la "storia", Topolino? O, peggio, History Channel?

    6. Haytham 10 marzo 2021

      Mussolini e Churchill amici... ma chi ve la insegna la "storia", Topolino? O, peggio, History Channel?

    7. Haytham 10 marzo 2021

      Il genuino e diffuso consenso che ebbe Mussolini, la vostra ideologia anti-umana non l'avrebbe avuto neanche dopo un secolo di commissariamento e lavaggio del cervello. Anzi, sono bastati ben pochi anni per ravvisarne i disastrosi risultati pratici.

    8. Francesco Raucea 10 marzo 2021

      Amico, i veri rivoluzionari son sempre decisamente tosti perché credono nella loro rivoluzione (altrimenti perché l'auspicherebbero?)

      E una rivoluzione non é la festa di Capodanno - in cui si brinda e si balla con tutti - ma un atto violento con cui una minoranza si ripromette di sottomettere la precedente maggioranza per dare origine ad un new deal.

      Mussolini era originariamente talmente rivoluzionario che proprio Trockij commentò la sua espulsione dal PSI con un "Accidenti! Si son privati proprio dell'unico uomo in grado d'avviare la rivoluzione!"

      Ma quella fascista fu una rivoluzione 'rientrata' perché il re si cacò sotto ed il 28 ottobre non firmo il decreto di stato d'assedio che Facta aveva già preparato e gli stava presentando per la sottoscrizione, anzi affidando proprio a Mussolini la costituzione del nuovo governo.

      Il 'genuino' consenso M. proprio non l'aveva e - vedi caso Matteotti - nel 1924 prese la maggioranza solo grazie ad una legge elettorale truffa ed al pestaggio e/o intimidazione degli oppositori: era, insomma, un tosto pure lui.

    9. Francesco Raucea 10 marzo 2021

      Amico, i veri rivoluzionari son sempre decisamente tosti perché credono nella loro rivoluzione (altrimenti perché l'auspicherebbero?)

      E una rivoluzione non é la festa di Capodanno - in cui si brinda e si balla con tutti - ma un atto violento con cui una minoranza si ripromette di sottomettere la precedente maggioranza per dare origine ad un new deal.

      Mussolini era originariamente talmente rivoluzionario che proprio Trockij commentò la sua espulsione dal PSI con un "Accidenti! Si son privati proprio dell'unico uomo in grado d'avviare la rivoluzione!"

      Ma quella fascista fu una rivoluzione 'rientrata' perché il re si cacò sotto ed il 28 ottobre non firmo il decreto di stato d'assedio che Facta aveva già preparato e gli stava presentando per la sottoscrizione, anzi affidando proprio a Mussolini la costituzione del nuovo governo.

      Il 'genuino' consenso M. proprio non l'aveva e - vedi caso Matteotti - nel 1924 prese la maggioranza solo grazie ad una legge elettorale truffa ed al pestaggio e/o intimidazione degli oppositori: era, insomma, un tosto pure lui.

    10. giuseppe sartori 10 marzo 2021

      mussolini è salito al potere grazie agli inglesi

    11. Pfefferminz 10 marzo 2021

      "Il genuino e diffuso consenso che ebbe Mussolini..."

      "Non si ha più la minima idea del fatto che il fascismo ha introdotto una dose di arbitrio e di violenza nella vita quotidiana cui noi non siamo più abituati per niente.
      Vorrei vedere quelli che dicono che si stava meglio se ci fossero ancora le squadracce che girano con i manganelli... "

      " L'Italia è ancora fascista"
      Alessandro Barbero
      https://youtu.be/NNmIySKdfFI

    12. Pfefferminz 10 marzo 2021

      Secondo la tesi di Alessandro Barbero, un certo consenso diffuso esisteva allora, come esiste oggi.
      Forse questo spiega perché la resistenza contro le restrizioni e la sospensione dei diritti costituzionali in Italia è, tutto sommato, piuttosto debole.

    1. danone 9 marzo 2021

      Quindi uscire dall'euro è come uscire dal covid.
      Se si smette di dire che il covid c'è, usciamo dal covid, per entrare in una tradizionale sindrome influenzale, pericolosa ma gestibile.
      Se diciamo che uscire dall'euro si può, usciamo dall'euro, per entrare in una tradizionale sindrome da sovranità monetaria nazionale, pericolosa ma gestibile.

      A parte l'ironia sono d'accordo con la proposta, in attesa di leggere il documento, ma non chiamatela la genialata-intuizione di Mosler, perchè è semplice logica, quasi banale buonsenso, seppur prezioso e salvifico in quest'epoca di auto-suggestioni indotte.

    1. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      "MMT Italia: uscire dall’Unione Europea e dall’Euro si può."
      Si, può darsi, ma prima dobbiamo liberarci dallo "status" di colonia o di multinazionale anglo(giudaica)americana succube dell'altra colonia, la Germania. Non è una battuta o una considerazione superficiale! Per esempio il business sui vaccini e sulla COVID in genere: i vaccini imposti dalle multinazionali non ce li daranno mica "aggratis"! Così come pure i soldi del recovery found i quali alla fine ci verranno centellinati a condizioni capestro. E a pagare saranno i soliti cittadini, mica la casta che sta al potere!

    2. Primadellesabbie 9 marzo 2021

      E poi bisogna dotarsi di una classe dirigente attualmente inesistente.

      PS - Per formarla, dopo aver opportunamente rattoppato una mentalità guastata capillarmente con ogni mezzo disponibile, bisogna preventivare una ulteriore trentina d'anni (e avere fortuna).

    3. VincenzoS1955 9 marzo 2021

      Non ci è concesso tutto quel tempo, purtroppo. E anche questa non è un'affremazione banale.

    4. Primadellesabbie 9 marzo 2021

      Queste considerazioni per cercare di mostrare come, affidandosi a visioni settoriali, si indulga inesorabilmente in svolazzi tecnico scientifici (sic) che non tengono conto della realtà.

      Altro si potrebbe aggiungere sul vero e proprio subbuglio, se lo si vuol vedere e tenerne opportunamente in conto, provocato dai cambiamenti metodicamente suggeriti nel valutare se stessi e fondare i rapporti sociali, in atto da alcuni decenni che nel Belpaese, sempre all'avanguardia, non hanno risparmiato nessuno.

    5. giuseppe sartori 10 marzo 2021

      con metodi spicci la classe dirigente la si potrebbe trovare anche in fretta; tutto dipende dalle determinazione.

    6. Primadellesabbie 11 marzo 2021

      Ah, è questione di metodi?

      Come per I virologi da tv, i posteggiatori abusivi, le influencer e i capimafia?

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