Mezzo paese non vota più e rifiuta il regime dei partiti!

Dopo le amministrative in Sardegna anche in Abruzzo l'astensionismo sfiora il 50%. L'onda lunga di chi non crede più a questi politici, originata dal terremoto degli anni 90', oggi è un vero e proprio tsunami di gente che non si reca più alle urne.

Mezzo paese non vota più e rifiuta il regime dei partiti!

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Se tre indizi fanno una prova, qui di prove ne abbiamo già abbastanza. Le ultime elezioni politiche del 2022 che hanno visto astenersi il 37% per cento degli italiani e le recentissime amministrative svoltesi in Sardegna ed Abruzzo, dove la percentuale di chi non si è recato alle urne, è salita addirittura al 48% - sono solo tre indizi di quello che invece è ormai un fenomeno di democrazia diretta ben definito che si sta manifestando nel paese.

Gli aventi diritto al voto che ormai rinunciano ad esercitare tale diritto, stanno raggiungendo la maggioranza nel paese ed ora attendiamo solo di aggiornare il dato tendenziale con le prossime elezioni europee alle porte.

Il grafico qua sotto mostra chiaramente da quando è cominciata questa disaffezione verso la partecipazione al voto, un fenomeno che negli anni è cresciuto in modo esponenziale nei confronti del Sistema politico che guida il nostro paese, che di democratico pare ormai non avere più niente.

E' negli eventi degli anni 80/90', iniziati con le stragi e la consegna di aziende e monopoli pubblici in mani private fino a privarci del bene più prezioso per uno Stato sovrano, ovvero la propria moneta, con l'entrata nell'euro - ognuno di essi funzionali a saccheggiare il paese e ridurlo a pezzi, con la nostra classe politica complice - che vanno ricercate le cause del fenomeno comunemente chiamato astensionismo.

Al contrario di quello che intenderebbe far passare la vulgata propagandistica, chi non si reca alle urne non è un desaparecidos della politica o peggio ancora un anti-democratico, ma bensì un elettore che non solo ha perso completamente la fiducia nel nostro sistema politico, ma anche ogni speranza di poterlo cambiare attraverso l'espressione democratica per eccellenza, ossia il voto.

E' bene essere chiari fin da subito, la speranza e di conseguenza il potere che ogni elettore in quanto cittadino di una nazione, ha di poter cambiare chi gestisce la cosa pubblica per suo conto, è il pane di cui si nutre la democrazia. Se questa speranza e questo potere vengono meno, la struttura istituzionale di un paese non può più dirsi democratica.

Vado oltre, Il diritto di astenersi, ovvero di esprimere il sentimento di non essere rappresentato da nessuna delle compagini partitiche presenti in una nazione, dovrebbe essere addirittura previsto sulla scheda elettorale, se volessimo onorare la democrazia fino in fondo.

Introdurre per legge la possibilità di astenersi direttamente sulla scheda elettorale dovrebbe essere una battaglia che ogni cittadino dovrebbe combattere. Immaginate solo per in istante, se tutto questo fosse effettivo, oggi la coalizione degli astenuti sarebbe di gran lunga il primo partito in Italia.

Ed invece chi si astiene oltre allo sbeffeggio da parte dei soliti sciocchi e degli asserviti, al massimo si deve accontentare, come risultato per la propria manifestazione di democrazia, di un numero statistico che oggi, stante le sue dimensioni, anche i mezzi di informazione più vicini al regime non possono più nascondere.

La democrazia, questa bellissima parola di cui ogni politico si riempie la bocca, etimologicamente ha un significato ben preciso, ovvero: governo del popolo - e trae la sua origine dall'abbinamento di due parole provenienti dal greco antico: démos, "popolo" e κράτος, krátos, "potere".

E' da essa che viene alla luce la tanto desiderata forma di governo e di valori sociali in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, che generalmente è identificato come l'insieme dei cittadini che ricorrono in senso lato a strumenti di consultazione popolare (es. votazione, deliberazioni ecc.).

Se a questa forma di governo così come definita, viene a mancare il così detto demos (il popolo), ripeto elemento indispensabile per definire tale forma una democrazia, è chiaro che non siamo più in presenza di essa, ma sono stati varcati i confini verso tutt'altre forme di governo di fatto. Che possono andare dalla monarchia alle varie forme di oligarchie più o meno marcate, fino ad arrivare alle dittature più o meno dichiarate.

Di questo i nostri politici e chi li ordina, ne sono ben consapevoli. Soprattutto, la presenza e la partecipazione del popolo, è una necessità non negoziabile per il sistema di potere occidentale, che, a differenza dei paesi dove esistono dittature più o meno palesate, fondano la loro legittimazione sull'illusione del popolo di vivere in democrazia.

E' per questo che il mondo occidentale, quello che ad arte viene rappresentato dal nostro main stream dei buoni e giusti, non può nel modo più assoluto, rinunciare al popolo per mantenere intatto il proprio castello del Potere.

Un astensione sopra il 50 percento, farebbe apparire immediatamente ogni governo una vera e propria dittatura dichiarata, esattamente come in quei paesi tipo la Bulgaria, tanto per dirne uno, dove si legittimano governi con la sola partecipazione al voto del 30/35 percento degli aventi diritto al voto.

Anche se questo punto di approdo, ossia varcare la soglia della maggioranza di chi si astiene, realisticamente non rappresenterebbe la fine della battaglia, ma bensì l'inizio per provare a defenestrare questo sistema di potere che si è impossessato delle nostre istituzioni, un risultato concreto sarebbe raggiunto. Ossia, verrebbe reso chiaro a tutti che anche i poteri profondi che guidano i governi del mondo occidentale, operano esattamente dentro i medesimi sistemi dittatoriali, con cui la nostra stampa ogni giorno non perde occasione di sciacquarsi la bocca, quando intende mostrarci quello che accade nei paesi oggi considerati nemici, come la Russia ad esempio.

E' chiaro che il nostro sistema dei partiti [1], quello che secondo i dettami della Costituzione dovrebbe garantire la partecipazione democratica, oggi è totalmente fuori da questo principio. I partiti sono oggi il principale strumento di cui i poteri profondi si servono per impossessarsi delle istituzioni e portate il paese fuori dalla forma di governo democratica che la Costituzione stessa sancisce.

I partiti e gli uomini che li compongono, sono i principali attori di questo perenne ed infinito colpo di stato in atto da decadi, poiché non rispondo più ai loro elettori, ovvero al popolo, ma alle loro fratellanze.

E di questo mezzo paese se ne già accorto!

di Megas Alexandros

Fonte: Mezzo paese non vota più e rifiuta il regime dei partiti! - Megas Alexandros

Note:

[1] Gli "astensionisti" (primo partito in Italia), riporteranno la democrazia nei partiti? - Megas Alexandros

Commenti (59)

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Mostra commenti 57 caricati
    1. LuxIgnis 18 marzo 2024

      Votare sì o votare no.
      C'è chi dice che almeno non votare sia un non essere coinvolti.
      Magra soddisfazione che non porta a nulla. E magro auto compiacimento.
      Non è una critica, è un fatto, in cui mi riconosco anche io.
      Il problema non è voto o non voto, il problema è che dietro a questo non c'è nulla. Ci sono solo aspirazioni ed emozioni individuali ma niente di sociale.
      Votare dovrebbe essere fatto ma dietro dovrebbe esserci un partito, un movimento o quello che vi pare che organizza e indirizza una sorta di resistenza.
      Ricordo che molte rivoluzioni sono iniziate con il voto, ma dietro avevano qualcosa di solido.
      Ma anche non votare andrebbe bene, almeno per un po' se crediamo ancora alla democrazia (io alternative non le vedo, non cerco o auspico Re o dittatori illuminati - sono nemici), a patto che dietro vi sia un movimento che si organizza, che discute, che litiga anche, ma che si indirizza verso una risoluzione.
      Ma non c'è niente di tutto questo, niente di niente. Solo il solipsismo di gente sconfitta e impotente, che a volte vede anche gli asini che volano, andando appresso alle teorie più strampalate e vedendo nemici ovunque.
      Ma dove vogliamo andare?
      Ognuno pensi a se, datemi retta.
      Il tutto si risolverà presto quando i cosiddetti potenti che non lo sono affatto ma taluni li elevano a semi divinità onnipotenti che dominano tutto, nella loro estrema saggezza (leggasi stupidità) ci porteranno dritti dritti alla distruzione diffusa.
      Dopo forse, chi rimarrà, si sveglierà e penserà a come ricostruire un mondo che non sia idiota come il precedente.
      Ma fino ad allora, accontentiamoci del gelatino sotto casa (cioè parlare a vanvera), perché non c'è nulla.

    2. Nonso 18 marzo 2024

      La cosa del gelatino mi è piaciuta :)

      Tutto il resto no.
      L'impotenza è apparente. Cioè, è vera, non possiamo cambiare nulla per decisione presa, ma ogni minima azione provoca movimenti a catena.
      È una questione di intenzione del vivere che può fare la differenza, gelatino compreso

    3. LuxIgnis 18 marzo 2024

      È una questione di intenzione del vivere che può fare la differenza, gelatino compreso

      Bene, ma dove c'è questo?

    4. Nonso 18 marzo 2024

      Se la tua domanda è:
      -dove avviene?
      Ti dico che avviene in infiniti luoghi/modi, dal pensiero all'azione, dal desiderio alla scelta, dall'immateriale al materiale...

      Se la tua è una domanda che intende sottolineare che non ne vedi traccia:
      Ti dico che non ne vedo traccia nemmeno io, ma ciò non significa che non stia avvenendo.

      Mettiamoci sempre indubbiamente in dubbio, nel bene e nel male, e facciamo la nostra parte nel migliore dei modi, tra i possibili.

      È un discorso concreto, anche se poco categorico, forse, eppure è molto costruttivo.
      NB: Te lo dico con gli ultimi brandelli di anima, consunta dal presente (e dal passato), nella disperazione totale. Totale.

    5. LuxIgnis 18 marzo 2024

      A me piacerebbe che fosse così, ma non ne vedo traccia come ho detto.
      Individualmente vi sono un mucchio di persone meravigliose, ma collettivamente, socialmente non c'è niente.
      E uno da solo non può far nulla, solo una massa organizzata può.
      E quella non c'è.

    6. Nonso 18 marzo 2024

      Non ti nego che noto anch'io una certa mutazione animica, antropologica. La società, l'informazione massmediatica, i vaccini, i farmaci, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, dell'etere, e chissà che altro... Devono essere un bel problema per noi esseri umani, che in fin dei conti siamo elettricità.

      Rendersi immuni a tutto ciò che propinano, è un lavoro da eroi, a pensarci bene.

      Mi sembra di essere passati da 'vuoi sognare con me?' a 'vuoi dormire con me?'. E nessuno, in tutto ciò, quasi nessuno, pro-crea più.

      Io che sono un uomo d'altri tempi cerco sempre di corteggiarle per portarmele a letto, poi se sono fidanzate gliela faccio pagare in qualche modo.

    1. Jimbo 18 marzo 2024

      Non beh io non voto mica! Mi si nota?
      Anticapitalista? No no a me sta bene l'occidente.
      La NATO ? Beh si é un buon ombrello, io sono per la pace io.
      Le multinazionali? Certo che si, acquisto su Amazon io.
      Tutti quei negozietti che non pagano le tasse...
      La mia civiltá é la migliore andateci voi in Africa oppure in Cina.
      Mica c'é la democrazia lí!!
      Eppoi adoro questo sistema economico che mi permette di... dai! hai visto come vivono russi e siriani!!
      Vuoi mettere!
      Sono contro la guerra se ci dobbiamo andare noi ma serve ... per le nostre risorse, se combatte qualcun'altro .... insomma....
      Ma non voto io!
      No giammai!
      Io sono anti-sistema.
      IL CORTOCIRCUITO
      ** I non votanti difensori del capitalismo e dell'Occidente.
      Una new entry: nuovi di pacca.

    1. Phantom 18 marzo 2024

      "Introdurre per legge la possibilità di astenersi direttamente sulla scheda elettorale dovrebbe essere una battaglia che ogni cittadino dovrebbe combattere. Immaginate solo per in istante, se tutto questo fosse effettivo, oggi la coalizione degli astenuti sarebbe di gran lunga il primo partito in Italia."

      Esiste già questa possibilità,ma dubito che molti la conoscano,che è questa:
      Si va a votare,quando consegnano la scheda,la si riconsegna subito senza andare nella cabina,facendo mettere a verbale dal presidente del seggio,che non ci si sente rappresentati da questi personaggi politici.Poi sono obbligati a dirlo nei risultati,non come fanno per le schede nulle e quelle bianche.Che se valutiamo bene sono circa un 6/7% di voti,per cui l'astensionismo è del 56/57%.

    2. absitiniuriaverbis 18 marzo 2024

      Per quello che può valere, confermo.
      Assicurarsi che sia messo a verbale.

    3. Phantom 18 marzo 2024

      Vale se tutti lo fanno e si viene a sapere che questi politici rappresentano il nulla.
      Hanno l'obbligo di metterlo a verbale,perchè se ciò viene omesso,rischiano il penale.

      Forse è meglio non dare nessun suggerimento utile per cambiare le cose,che vadano avanti come ora,ma che poi nessuno si lamenti.

    1. ws 17 marzo 2024

      Metteranno il "voto elettronico" e volenti o nolenti ci faranno votare tutti.
      La nuova "aristocrazia del danaro " mica può tornare a"l'ancien regime". Dopo avere ucciso l' idea di Dio come potrebbero fare i propri interessi con il vecchio trucco del "Dio lo vuole" ?
      Proclamare invece che " il popolo lo vuole" è molto meglio .

    2. Pfefferminz 18 marzo 2024

      "Metteranno il “voto elettronico” e volenti o nolenti ci faranno votare tutti."

      Peggio, sarà l'intelligenza artificiale a votare al posto nostro (già annunciato da Schwab).

    3. oriundo2006 18 marzo 2024

      Siete ancora ottimisti. Non è detto che andremo a votare. Qualora ritengano che l'astensione oppure il voto marginale possa scalfire il loro potere, scateneranno l'apocalisse annullando il voto: da noi come negli USA. Questi non scherzano affatto. Hanno legioni di informatori sulle tendenze politiche.

    4. Pfefferminz 18 marzo 2024

      Noto segnali positivi: l'appello del Papa, Scholz che critica la strategia militare di Israele, Macron isolato nel proprio Paese con il 75% della popolazione che rifiuta l'intervento in Ucraina. La parvenza di democrazia deve restare, per questo non impediranno il voto, altrimenti sono in troppi a risvegliarsi dal torpore ipnotico.

    5. oriundo2006 19 marzo 2024

      Impedirlo forse no, gentile Pfeff, rimandarlo come è accaduto in certe fasi del covid, invece è probabile: non è neppure escluso che una reviviscenza di un virus ad hoc non serva egregiamente allo scopo. Si sono già portati avanti in questo col trattato pandemico. Le armi 'finali' sono in loro possesso, non in nostro: giova non dimenticarlo. Noi possiamo resistere, l'arma del voto/non-voto ne è una a nostra disposizione ma è un'arma inefficace. L'abbiamo visto, lo vediamo ovunque in Occidente. Ed è l' unica che abbiamo in un contesto 'normale'. Oltre c'è solo la guerra civile...

    1. BrunoWald 17 marzo 2024

      Eppure la risposta non è poi così difficile da trovare: la democrazia è stata creata, una volta dissolti gli ordinamenti feudali, perché è quella forma organizzativa in cui la potenza del denaro può dispiegarsi senza ostacoli.

      Siccome pochi frequentano il forum, tornerò a citare Spengler:

      “In principio si avevano dei beni perché si era potenti. Ora si è potenti perché si ha danaro. Democrazia significa identità perfetta tra danaro e potere politico.

      E per quale ragione? Perché cotesta astrazione, che è appunto il danaro, corrisponde assolutamente all'altra astrazione, che è il numero. Entrambi sono grandezze del tutto anorganiche.”

      Solo in un simile contesto, il guenoniano “regno della quantità” che ha espulso la dimensione della qualità dall’orizzonte del pensiero, diventa concepibile il concetto di “maggioranza”, la folle credenza che una società si possa organizzare “sommando voti”, ossia le opinioni della parte meno informata, meno competente e più suggestionabile.

      Esiste una palese relazione analogica tra il denaro e la massa. La massa non è il “popolo”: al pari del danaro, è pura quantità, sabbia, materia informe a disposizione dei suoi padroni. Pensare di poter ricostruire qualcosa a partire dalla sabbia è indice di cecità, al limite della follia.

    2. Nonso 17 marzo 2024

      E direi che hai detto tutto.
      Non siamo manco sabbia, che ha una sua esistenza dignitosa, siamo appunto numeri, cioè un concetto astratto, relativo. Siamo una proporzione arbitraria.

    3. absitiniuriaverbis 18 marzo 2024

      Un megalike.

    4. BrunoWald 18 marzo 2024

      Ti ringrazio di cuore, ma mi sento come un bambino con la paletta che cerca di costruire un castello in riva al mare: arriva l'onda e tutto torna ad essere sabbia informe.
      Per il sentire comune, la democrazia è "il governo del popolo"...

    5. Nonso 18 marzo 2024

      Quale castello?

    6. BrunoWald 18 marzo 2024

      Di sabbia, per proseguire con la metafora.

      Ovvero: non importa quanto sia solido un argomento, le peggiori assurdità prevarranno sempre se riflettono il sentire comune.

    1. BrunoWald 17 marzo 2024

      «La “x” è garanzia di libertà! E bravo il mio coglione.» (Alceste)

      Si continua a girare in tondo, come i pesci in una boccia, navigando nei luoghi comuni, perché non si vuol prendere atto del fallimento di quella forma di organizzazione sociale chiamata democrazia, e della filosofia che la ispirava.

      Nel suo ultimo articolo Alceste cita un passaggio chiave di Bobbio in cui si spiega come la democrazia sia nata da una concezione individualistica che rompe con la concezione organica delle società tradizionali, a partire da quella greca della quale ci illudiamo di essere gli eredi, in cui il politikón zoon ha senso solo nel contesto della comunità cui appartiene. Commenta Alceste:

      “Distrutte le corporazioni, le associazioni dei lavoratori, tutte le configurazioni intermedie che si frapponevano tra il l’uomo e lo Stato, la democrazia, per farsi compiuta, ha preso a colare direttamente sulla testa dell’individuo, ormai solo. Perché questa è la verità, la democrazia si fonda sull’uomo inerme e senza legami ovvero su un’astrazione truffaldina.”

      Alceste ci esorta a interrogarci sul motivo per cui la democrazia ci ha prima isolati e poi consegnati al nemico: ma le domande sgradite non se le pone mai nessuno.

    2. absitiniuriaverbis 18 marzo 2024

      Mi ricordo il: non fare domande se non sei pronto a digerire le risposte.
      Ecco.

    1. Nonso 17 marzo 2024

      Mezzo Paese? Ancora pochi, ma siamo a metà strada.

    1. berlioz 17 marzo 2024

      siamo mica in russia dove se non voti, per putin, è ovvio, ti vengono a cercare a casa... qui siamo in una demograzia occidentale avanzata e puoi votare o non votare, a tuo piacimento...

    1. Linoleum 17 marzo 2024

      Non esiste un noi, nemmeno tra gli astensionisti.
      Ognuno si astiene per motivi diversi e diverse sono le alternative che desidera.

      Son ladri. Son mafia. Son questo, son quello. Sempre son, son, son... c'è del feticismo di questo Son. Quando il problema è il sistema, la struttura, del sistema politico, ma ancora prima del sistema umano.
      E poi il tengo famillia è qualcosa di ancora fortissimo. Siamo capaci di uccidere, per il tengo famillia? Voi e il buon esempio che date ai vostri figli, alla vostra meravigliosa famillia. Le basi ci son.
      @Sic dice una cosa giusta: Vaaffffanculo.

      Inoltre, avverto, quando mi arrendo, è una volta per sempre. Non è che mi arriva il Toscano di turno e allora ci provo... no.

    2. Sic 17 marzo 2024

      Sì, ci vogliono far emigrare a tutti i costi e fare di questo posto una landa di nessuno. Poco turismo di extralusso, con schiavi a lavorarci, e il resto base militare più strategica del globo.

      A quale donna piace essere l' "altra"? Alla puttana.

    3. Dico no 17 marzo 2024

      Ahahah esatto!
      Finché ve ne state fuori dalle scatole va tutto bene, vi cerchiamo per scopare, veniamo noi da voi, no prob.
      E se fate i buoni vi diamo anche un reddito universale per comprarvi la pizza.
      Sarete sempre nei nostri pen.sieri, andatevene con amore

    4. Nonso 17 marzo 2024

      Io ci provo.

    5. Nonso 17 marzo 2024

      Vai a vedere quale genere di disoccupazione spetta ad un italiano che decide di fare un periodo di lavoro all'estero, anche breve, poi confrontala con quella che danno dopo 10 anni di lavoro qui.

    1. pippo123 17 marzo 2024

      Che senso ha comprare un biglietto di una lotteria che sai truccata?

    1. ignorans 17 marzo 2024

      Se la gente non vota più togliamo le elezioni!
      Ognuno dovrebbe essere iscritto a un partito. E dovrebbe anche sostenerlo.
      Ogni 600.000 iscritti un rappresentante si avrebbero così 100 rappresentanti. Ma si potrebbe anche fare 1 rappresentante ogni 300.000 iscritti.
      Il cittadino può annullare l'iscrizione in qualsiasi momento ma si deve iscrivere a un altro partito.
      Ogni 6 mesi viene fatta una verifica per vedere quanti iscritti ha ogni partito e di conseguenza varia il numero dei rappresentanti.

    2. Sic 17 marzo 2024

      Gli asini volano.

    1. Shax 17 marzo 2024

      Sono sempre stato un assoluto sostenitore del voto, del diritto/dovere di recarsi alle urne per manifestare la volontà popolare della quale si sostanzia la democrazia parlamentare.
      Ma il punto è proprio questo: si è rovesciata la legittimità popolare dei governi, visto che tutti gli schieramenti, dal momento in cui si insediano, a prescindere dalla campagna elettorale e spesso anche a prescindere da quanto sostenuto in anni di politica, virano immediatamente verso quell'agenda obbligata che tutti debbono osservare. Anche quando il popolo ha chiesto tramite il voto in maniera netta quel cambiamento promesso, poi inequivocabilmente quel cambiamento a cui il governo eletto era OBBLIGATO a far seguito, non è stato realizzato. La legittimità parlamentare data dal voto popolare è venuta del tutto meno e a parte dunque provvedimenti di bandiera insignificanti che servono solo a riempire la pancia di quei pochi che ancora credono allo schieramento destra/sinistra, tutto il resto prosegue sempre uguale: ed è così che i provvedimenti fondamentali di finanza, welfare e politica estera di PD, draghiani, meloni e gialloverdi virano tutti nella stessa direzione, quasi a rendere impossibile distinguerne la paternità.
      Detto questo, che senso ha oggi ancora votare? Legittimare il governante di turno eterodiretto? Farsi prendere in giro ancora un po'??
      No, grazie.

    2. Jimbo 17 marzo 2024

      Votare ha pochissimo senso (almeno) in questa fase dove si confrontano formazioni comunque capitaliste.
      Nei '70 almeno c'era una parvenza di scontro, parvenza perché il PCI faceva finta di essere anticapitalista (ma si capí dopo).
      Un pó di utilitá forse c'era anche se gli antagonisti facevano di tutto per non cambiare radicalmente le cose.
      Adesso siccome vige una dittatura economica in un sistema dove l'economia guida la politica e non viceversa, votare ha pochissimo senso.
      Evitare il voto ha come unico senso il fatto di non contribuire allo sfacelo, a dire "Io non ci sto". Questo sí.
      É giá qualcosa.
      Non serve invece o comunque é poco utile a cambiare le cose, a incidere, a sperare che l'astensione raggiunga il 54, il 57, ecc.
      Si, si puó sperare che l'astensione raggiunga il 65%... ma quando...

    3. Shax 17 marzo 2024

      Votare non serve e anche non votare non serve...ma nell'epoca dell'attacco al popolo congiunta di finanza, lobby, Ue e politica tutta almeno dimostrare la propria contrarietà tramite il non-voto serve a delegittimare almeno un pochino quella strada spianata che hanno difronte tutti i governi eletti, a prescindere appunto del loro colore o credo politico, nel fare tutto quanto l'agenda prestabilita decide.
      Visto che manifestare non funziona (almeno in Italia sono riusciti a delegittimare pure il manifestare, considerazione sul quanto siamo disarmati di fronte a questo scempio), votare le finte forze antisistema si è rivelato votare per il cavallo di troia del sistema, credo davvero che l'ultima forma di resistenza passiva sia il non voto.

    1. mago 17 marzo 2024

      votare per mantenere un coglixxxxne per 5 anni a 15.000 euro al mese e vitalizio compreso vita natural durante a lui e i suoi eredi no grazie .

    2. Arian Van Heisen 17 marzo 2024

      i coglioni sono quelli che si recano alle urne ...!
      loro sono dei furbastri.

    3. Sic 17 marzo 2024

      Sono stronzi, non furbastri.

    1. Don1952 17 marzo 2024

      Piccole supposte di piombo per via frontale liberano la società da ogni male.
      Mancano, purtroppo, i somministratori.

    1. Jimbo 17 marzo 2024

      Non votare ma restando fedeli al capitalismo UKUSAhahaha.
      Fedeli all'Uccidente genocida.
      Fedeli alla crescita liberistahaha.
      Fedeli all'odio verso l'Africahaha, alla Cinahahaa e alla Russia haha.
      **Non é certo indirizzato a Megas.

    2. Sic 17 marzo 2024

      Jimbo, calma.
      Non votare non è votare l'astensionismo.
      L'articolo propone una votazione, infatti.
      Il fato è che mancano completamente le basi.

      Si continua a ragionare come se il popolo dovesse presentarsi al cospetto di un potere.
      Se si continua a separare potere e popolo, presidente e popolo, istituizioni e popolo, ecc, stiamo facendo il loro gioco.
      C'è il popolo, punto. Gli incaricato dovrebbero essere una parte del popolo stesso. Invece no, devo andare dal presidente a dirgli che lo voglio o non lo voglio come presidente. Vaaffffanculo. Venisse lui a dirmi che è popolo e non più un presidente.
      In un certo senso, se ci fosse onestà ed etica, dovrebbe essere il presidente ad eleggere il suo popolo, prendendosi le responsabilità che gli competono. Sai, quando la politica non è affarismo e non c'è gerarchia di valore, ma solo di ruoli. Arrivaffanculo.

      L'astensionismo, quello vero, per come le cose stanno, è non riconoscere nulla. Dal presidente, al seggio.

    3. Jimbo 17 marzo 2024

      Il non votare nasce da buoni presupposti, non lo nego.
      Il problema é che oltre a non votare non si puó fare altro perché non solo non c'é unione di intenti ma la frammentazione é esagerata.
      Il popolo c'é ma é sfilacciato e nell'astensionismo trovi di tutto da chi sparerebbe ai barconi a chi pensa di non essere in guerra perché lo sterminio non é in Toscana.
      Non voterò Sic, ma so di perdere.
      E di non incidere.
      Come é poi sempre successo sia quando ho votato che quando non l'ho fatto.
      Quindi nessun dramma.

    4. Sic 17 marzo 2024

      Nessun dramma: parliamone.

      Però sì, incidere è una questione ben diversa dalla politica di partito.

    1. clausneghe 17 marzo 2024

      L'ultima volta, dopo anni di astensione, scottato dal 5 stalle, votai per ISP con l'intento di vederne almeno uno in Parlamento, cosa non avvenuta, e per fortuna, dico io, perchè si sono messi subito a litigare tra di loro con un Toscano forse massone e cannibale..
      Alle prossime non voterò perchè non voglio minimamente legittimare con la pur inutile crocetta questo conglomerato di mostri che è la UE che non mi ha portato nulla di buono, solo regole assurde e divieti folli e ora vuole regalarmi anche una guerra.
      Ma vedo che tanti che fino a ieri scancaravano la Uee ora che hanno avuto un invito in lista, vedi Orsi per ISP e Lilin per Santoro, fanno gli apologeti della democrazia Europea e invitano al voto, per loro naturalmente, che già si vedono "turisti per sempre"
      L'è vecia Mantùa, dicono dalle mie parti..

    2. Jimbo 17 marzo 2024

      Faccio un copia incolla delle prime sei righe. Damn.

    1. Sic 17 marzo 2024

      Per come stanno le cose ora:
      - Cosa accade se il partito dell'astensione è maggioritario? Nulla.
      - Dove sono le alternative in politica? Non ci sono.
      - Chi firmerebbe la legge che scalza una volta per tutte la legittimità del sistema (corrotto) dei consensi e delle deleghe? Nessuno.

      Mi pare un'idea buona, ma un po' futuristica, diciamo che potrebbe funzionare tra un milione di anni.
      Oppure deve giungere il presidente illuminato che firmi al cospetto di tutto il popolo questa iniziativa. Campa cavallo.

    1. Nestor Halak 17 marzo 2024

      "Un astensione sopra il 50 percento, farebbe apparire immediatamente ogni governo una vera e propria dittatura dichiarata"

      Se così fosse gli Stati Uniti sarebbero classificati come dittatura dichiarata, dato che quasi sempre la percentuale dei votanti alla elezioni del Congresso (parlamento) è inferiore al 50%, invece viene considerata la più grande democrazia del mondo anche a livello di opinione pubblica.
      C'è una grande distanza da ciò che è e ciò che appare e ciò che appare dipende in gran parte dai media e spesso conta di più di ciò che è.
      In realtà l'astensionismo non è sufficiente a delegittimare un sistema.
      La questione è complessa: avere una rappresentanza nelle istituzioni, anche piccola, è spesso vitale per le forze antisistema che in questo modo acquistano visibilità. Votare può convenire o meno a seconda delle circostanze.
      Certamente conta di più avere una rappresentanza nelle istituzioni che non qualche punto percentuale di astensionismo in più.
      Per esempio, penso che in Germania il sistema tema di più una crescita di Alternative fur Deutscheland che una crescita degli astenuti.

    2. ric 17 marzo 2024

      il vero problema e' che la democrazia e' una farsa . Permette ai soliti padroni dei stemi produttivi e finanziari governare e fare in proprii interessi , facendo credere al popolino di essere sovrano ....
      Sentirai speso dire che se un politico non fa il suo " dovere" il popolino lo manda a casa ( dopo 5 anni ): sono 80 anni che andiamo avanti cosi.......

    3. Nestor Halak 17 marzo 2024

      E' molto facile convenire con quanto dici, la democrazia è effettivamente in gran parte una farsa.
      Ciò nonostante uno stato deve essere pur governato in qualche modo e nella situazione in cui siamo adesso, non esistono alternative credibili, non ci sono né soviet né marce su Roma.
      Per come la vedo io, si tratta di combattere nei modi possibili data la situazione per far prevalere gli interessi della maggioranza su quelli dell'oligarchia. Oppure lavarsene le mani e pensare ai casi propri.
      Ma se si vuole quantomeno contrastare il sistema, non si può prescindere da una forza politica organizzata all'interno della forma "democrazia occidentale". Si può superare questa forma? Forse, ma occorre preparare il terreno e soprattutto proporre qualcosa di meglio.

    4. pippo123 17 marzo 2024

      se alle prossime elezioni andasse a votare il 30%...sono convinto che gli eletti starebbero più schisci e guardinghi

    5. Arian Van Heisen 17 marzo 2024

      Alle ultime presidenziali USA nel 2020 hanno votato il 66,6 % degli aventi diritto

    6. Arian Van Heisen 17 marzo 2024

      Oltre ad stare accorti interverrebbero ai piani alti
      stanne certo..!

    7. Nestor Halak 17 marzo 2024

      Sì, ed è stato un risultato eccezionale, Trump ha rianimato la situazione. La media dei votanti alle presidenziali è tra il 50 e il 60% ma alle elezioni parlamentari si viaggia sempre sotto il 50% e nessuno ci trova nulla da ridire. A quanto si dice, di tanto in tanto vota anche qualche defunto.

    1. Servus 17 marzo 2024

      Ottima idea inserire il partito dei non votanti nelle elezioni.
      Immaginerei così queste nuove votazioni:

      • se vince il partito dei non votanti si procede ad una nuova votazione dove si vota qualche personalità scelta fra le migliori del paese
      • se anche nella seconda votazione vincono i non votanti si procede a rifare tutte le votazioni rimettendo però in discussione tutti i partiti della prima votazione, che dovrebbero a questo punto riconquistare il favore del popolo come deve fare oggi ogni nuovo partito che si presenta
    1. Jimbo 17 marzo 2024

      Ho disertato le urne la metá delle volte e alle prossime non voteró ma credo sia giusto ammettere che purtroppo non votare non é vincente (e non lo ho é nemmeno il votare).
      Per vari motivi, uno dei quali é che se non c'é un crollo improvviso dei votanti nulla cambia.
      Un altro é che se poi chi non vota non costruisce qualcosa al di fuori delle urne e si sta zitti zitti la protesta non si nota.
      L'ultimo punto debole é che i non votanti (ipotizziamo il 50%) ha magari gli stessi ideali "distruttivi", oppositivi, ma non quelli "costruttivi".
      Sono magari contro la svendita delle imprese, contro i vazzini, contro l'Euro ma poi si divide, molti difendono il capitalismo anglo, sopportano il guinzaglio NATO, e magari il green, chiudono un occhio su Gaza, odiano la Cina e disprezzano gli africani.

    2. ws 17 marzo 2024

      In U$A già mezzo secolo fa non votava la maggioranza degli " aventi diritto" .
      E' cambiato qualcosa poi ? Si , è cambiato che adesso abbiamo un abnorme " voto per posta" e gli americani sono "tornati a votare"....

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