Messina Denaro e i 30 anni di latitanza sul territorio: è la vittoria del Sistema

L’arresto del boss lascia più ombre che luci sul nostro paese e le nostre istituzioni. Nino di Matteo: "Letale dire che lo Stato ha vinto se non si svelano le coperture”

Messina Denaro e i 30 anni di latitanza sul territorio: è la vittoria del Sistema

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Mentre la politica ed i rappresentanti delle nostre istituzioni brindano a champagne per la cattura dell'ultimo capo-mafia autore delle stragi di Capaci e via d'Amelio, il PM del processo sulla trattativa Stato-mafia, Antonino di Matteo al contrario ci dice che c'è ben poco da esultare, di fronte ad una latitanza di 30 anni spesa sul territorio natale, opportunamente coperta e protetta.

Matteo Messina Denaro, ovvero la cassaforte dei segreti della stagione delle stragi sulle quali ancora oggi non siamo riusciti a fare luce, è stato catturato il 15 gennaio scorso dentro una clinica di Palermo, dove si era recato, come un normale cittadino, per effettuare le cure oncologiche dopo che un anno fa era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Un semplice documento falso, addirittura di un prestanome esistente, niente camuffamenti e nemmeno un intervento chirurgico per depistare chiunque lo incontri, da quelle ormai famose foto che hanno riempito i nostri schermi televisivi per tutti questi anni.

Ma le anomalie che aleggiano intorno a questo arresto non finiscono qua: che esso sia stato effettuato lo stesso giorno, esattamente 30 anni dopo quel 15 gennaio 1993, quando fu catturato il "capo dei capi" Totò Riina, assomiglia più ad un messaggio in codice per chi deve capire qualcosa, che ad una pura e semplice coincidenza.

Ma la cosa più clamorosa, sulla quale veramente tutti noi dovremmo riflettere, è come l'evento fosse già stato previsto in maniera così talmente sfacciata, dal pentito Salvatore Baiardo, già nel novembre scorso in una intervista al giornalista Massimo Giletti.

[caption id="attachment_168340" align="aligncenter" width="470"] Salvatore Baiardo nel novembre scorso fornisce indicazioni precise al giornalista Giletti, sul fatto che l'allora latitante Matteo Messina Denaro, si sarebbe potuto consegnare a breve, all'interno di una trattativa con lo Stato per abolire l'ergastolo ostativo (cliccate per ascoltare le dichiarazioni)[/caption]

Riascoltare oggi le parole di Baiardo, a distanza di soli due mesi da quando le ha pronunciate e con Matteo Messina Denaro catturato, fa correre sulle nostre schiene brividi ancora più gelidi di quelli che ha provato chi le ha ascoltate allora. Ma soprattutto ci fa toccare con mano quella cruda realtà che la famosa trattativa Stato-mafia - per la quale alcuni magistrati con Nino di Matteo in testa, tanto si sono spesi per portarla allo scoperto - sia realmente avvenuta ed a quanto pare sia tutt'ora in essere.

Insomma, cari amici che ci leggete, è veramente giunta l'ora di rendersi conto che il nostro paese, da tempo, non solo ha perso tutti i "crismi" della democrazia ed ogni sovranità possibile, ma addirittura è stato minato in modo irrimediabile anche il nostro stato di diritto.
Uno Stato in cui le cui istituzioni scendono a patti o, peggio ancora, sono divenute il braccio esecutivo di organizzazioni mafiose e massoniche, è l'allarme ultimo che certifica il dissolversi, ad una ad una, di tutte le garanzie costituzionali sulle quali esso stesso si fonda, lasciando il popolo in balia di questi poteri occulti e segreti.

Baiardo non usa mezzi termini per definire quali potrebbero essere i termini dell'accordo che pezzi deviati dello Stato avrebbero messo in piedi per ottenere la consegna di Matteo Messina Denaro: l'annullamento dell'ergastolo ostativo (il "fine pena mai" per i mafiosi), ed il ritorno dei detenuti condannanti per mafia, a poter usufruire dei benefici di legge, quali i permessi premio e la semilibertà, sarebbe la contropartita che lo Stato dovrebbe onorare per ottenere l’ambito trofeo da mostrare agli occhi del popolo ignaro.

Chi è ben cosciente che la cattura del boss mafioso Denaro potrebbe essere solo una medaglia da sventolare per far distrarre il popolo da quelli che invece sono in realtà i veri piani diabolici che i nostri poteri profondi hanno ancora in serbo per noi, è il consigliere del CSM Nino di Matteo: «Oggi è una giornata importante per la lotta alla mafia ma sarebbe letale pensare che lo Stato abbia sconfitto Cosa Nostra». Il magistrato, noto per l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia e che ha combattuto per una vita la criminalità organizzata siciliana è certo: «È un madornale errore pensare che con l’arresto del boss Matteo Messina Denaro, la mafia sia finita». Anzi, «la mafia ha ancora la forza per tornare ad attaccare il cuore del nostro Paese». [1]

Anche per Di Matteo un latitanza così lunga sul territorio non può che essere il frutto di coperture ad alti livelli: «Lo Stato avrà davvero vinto quando avrà approfondito e fatto chiarezza sul come e sul perché sia stata possibile una latitanza così lunga nonostante l’impegno di migliaia di agenti delle forze dell’ordine e di decine di magistrati. Avevamo identikit molto fedeli, Messina Denaro ha vissuto a Palermo, è stato arrestato in una delle cliniche più frequentate della città».

Il latitante più ricercato d'Italia che si fa un selfie con il medico della clinica che frequentava da più di un anno, è veramente uno schiaffo per coloro che si sono dannati l'anima per trovarlo mentre al loro fianco c'era chi li tradiva informando il mafioso sulle loro mosse.

E sulla presenza di fiancheggiatori ed informatori, proprio dentro le procure ed al fianco di coloro che fanno le indagini, ci rende ancora edotti lo stesso Di Matteo: «È assai probabile che la sua latitanza non sia dovuta solo all’abilità del fuggiasco ma anche alle protezioni di cui ha goduto. Proprio ieri in una sentenza della Corte di Assise di Palermo, a proposito della trattativa Stato-mafia che ha condannato i boss e assolto gli apparati dello Stato, è scritto che per un certo periodo gli alti funzionari del Vecchio Ros avevano coperto Provenzano per interesse nazionale in modo che potesse consolidare la leadership moderata rispetto all’ala stragista. Insomma ci sono sempre state coperture istituzionali. E fino a quando non si chiariranno le coperture e le complicità, allora come ora, non potremo dire di avere vinto».

Sull'incredibile previsione di Baiardo, Di Matteo dice: «Avevo già notato allora la precisione del suo racconto. Ora si deve fare il possibile per capire come abbia potuto prevedere tutto questo. E, soprattutto, come e attraverso chi aveva saputo delle condizioni di salute di Messina Denaro».

Quando fu catturato Toto Riina, come ben sappiamo dalle forti polemiche poi sorte negli anni successivi al suo arresto, gli inquirenti decisero di non perquisire il covo; la villetta nel complesso residenziale a Palermo, dove il boss viveva in completa tranquillità con la sua famiglia. Molti sostengono che tale grave mancanza da parte degli inquirenti, fosse invece proprio il frutto di un accordo che prevedeva il far rimanere nelle mani dei capi mafia di allora, tutti i documenti segreti riguardanti la strategia stragista e la trattativa. Certamente, se così fosse, quei documenti così scottanti ed una garanzia allo stesso tempo per chi li detiene, non potrebbero essere passati che nelle mani di Messina Denaro.

Sul fatto che sia l'archivio di Riina che la famosa Agenda Rossa di Borsellino, mai ritrovata, possano essere stati nelle mani del boss di Castelvetrano, la conferma arriva da Di Matteo stesso: «Non sono congetture, ma considerazioni fatte in un certo periodo dai boss e riferite dal pentito Nino Giuffrè, che è stato al vertice di Cosa Nostra. Giuffrè ha sostenuto che Messina Denaro avrebbe utilizzato l’agenda rossa e l’archivio di Riina come arma di pressione e ricatto all’interno e all’esterno di Cosa Nostra».

Per Di Matteo, Messina Denaro era il vero successore di Riina. «Adesso non sarà facile capire cosa succederà. L’arresto darà uno scossone che creerà un assestamento attorno a nuovi equilibri, non solo nella mafia siciliana»

Certamente Messina Denaro ha contribuito a cambiare la mafia ed a farla diventare più moderna e tecnologica per poter gestire in modo ancora più soddisfacente i propri immensi affari. Si uccide sempre meno fisicamente e molto più economicamente, i rapporti con i colletti bianchi, la massoneria, i servizi segreti, la politica e la magistratura sono diventati sempre più frequenti, stretti ed importanti, quasi da confondersi gli uni con gli altri.
Distinguere oggi in Italia un mafioso da un massone è sempre più difficile e non è detto che tra i due comandi il primo!
di Megas Alexandros

Fonte: Una cattura dopo 30 anni di latitanza sul territorio, non è la vittoria dello Stato ma quella del "Sistema" - Megas Alexandros

Nota:

[1] Nino Di Matteo: “Letale dire che lo Stato ha vinto se non si svelano le coperture” – infosannio – notizie online

Commenti (37)

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    1. Vincent1 19 gennaio 2023

      Ma... una domanda mi sorge.... quando si arresta un 'pericoloso latitante', non lo si dovrebbe ammanettare?
      Così.... chiedo per un amico.
      Ricordo il boom del Tg1 quando arrestarono Enzo Tortora. Manette bene in vista......

    1. ric 19 gennaio 2023

      una vittoria dello stato ?? 30 anni dopo ?

      per avere un processo immediato basta imbrattare di vernice lavabile un monumento , o meglio ancora manifestare contro un vaccino in via di sperimentazione....

    2. Eugiorso 19 gennaio 2023

      Diciamo pure che quelli che imbrattano di vernice lavabile un monumento non sono rivoluzionari, ma coglioni "green" figli di papà e prodotti di scarto della propaganda eco-globalista ... Mentre in qualche modo gli MMD (matteo messina denaro) fanno parte del sistema stesso, in quanto l'economia formalmente criminale procede da decenni a braccetto con l'economia globalista informalmente criminale.

      Cari saluti

    3. ric 19 gennaio 2023

      D' ACCORDO. sono solo proteste d' immagine e nulla di piu'.

      e come dici tipo la C.retina sono funzionali al potere economico che cerca spunti mediatici per reimporsi.

    1. Eugiorso 19 gennaio 2023

      Distinguere oggi in Italia un mafioso da un massone è sempre più difficile e non è detto che tra i due comandi il primo!

      Bella frase, ma io la modificherei così, ampliando il raggio d'azione:

      Distinguere oggi tra un mafioso, un massone, un servo sub-politico o mediatico del potere atlantista e merkatista è sempre più difficile, perché tutti questi delinquenti hanno lo stesso padrone ...

      cari saluti

    1. clausneghe 19 gennaio 2023

      Bella la foto con Bassetti, il rutta aglio si era appena vaccinato e pensava di farla franca..
      Una barzelletta vivente, come tutto il carrozzone Itaglia, ormai.
      Non ci sono più i mafiosi di una volta, ora lavorano tutti per lo Stato.

    1. Pyter 19 gennaio 2023

      La mafia Nostrana secondo me è mediaticamente sopravvalutata e l'afflato propagandistico di esaltare l'importanza di un po' di manodopera locale è finalizzato a nascondere che le vere trattative oggi lo Stato le fa a Bruxelles.
      Poi, per carità, che magari in una delle 15 limousine nascoste nei dodici covi(d) del nostro Mes sine Denaro possano trovarci due scatoloni pieni di documenti secretati arrivati chissà come dal garage di Biden, tutto può essere.

    2. oriundo2006 19 gennaio 2023

      A Bruxelles forse no.
      Ma mi sono fatto l' idea che il 'deep' italiano sia semplicemente espressione degli USA nelle loro veste colonizzatrice della Penisola post II GM.
      Se accordi vi furono, e ci sono stati questo è certo, non sono avvenuti senza il patrocinio di Langley: altrettanto certo.
      Le colonie si dominano così, nella veste 'democratica', attraverso il ricatto condotto da un esercito di occupazione segreto, quello delle varie mafie ( tra l'altro...ma anche con uomini di Gladio ad esempio ), mentre altrove si passa a metodi diretti, specie nel cortile di casa, questa povera America Latina abbandonata nelle mani dei criminali.
      In entrambe le situazioni, la massoneria funge da tramite inderogabile: col suo segreto, i suoi riti di affiliazione, la sua onnipervasività nei gangli dello stato e della presunta 'libera impresa'.
      Esercito ho detto, perchè comanda a diverse migliaia di uomini che eseguono ad occhi chiusi ( da vivi: per non esserlo da morti ).
      Segreto perchè opera attraverso coperture locali ma è infiltrato al vertice da esponenti della nazione sovraordinata che ordinano, dispongono, prevedono, indirizzano ed...eliminano attraverso servizi più o meno 'deviati'.
      Sopratutto eliminano: gli scomodi politicamente innanzitutto, ma anche i curiosi, quelli che possono fungere da punto di aggregazione 'contro', quelli che hanno visto troppo, e così via e spesso con metodi raffinatissimi, propri ad intelligenze superiori prive di scrupoli morali perchè a loro volta legittimate e 'coperte' ad esempio da esponenti di curia ( si capisce di vertice, quelle che dispongono la tumulazione di criminali a fianco dei santi in luoghi riservatissimi ), complice questa volta la superstizione religiosa a cui tutti i catturati si sono dimostrati fedelissimi.
      Chiedetevi come è avvenuta l' infiltrazione delle nostre mafie, quelle che il mondo non ci invidia di certo, negli Paesi dell'Est: ovviamente con il beneplacito USA...eufemismo per dire dietro loro controllo diretto ed iniziativa predatrice.
      Lo scempio umano ed economico che ne è conseguito meriterebbe indagini qui e là che finora latitano almeno ufficialmente e quanto è avvenuto in quei Paesi ( Albania ad esempio ma un poco in tutto l'Est, Russia compresa ) dimostra quanto sto dicendo: la mafia e simili è una loro creazione utile a far affari dietro lo specchio della 'normalità dei 'benpensanti': è l'altra faccia del governo dell' economia e del 'mondialismo'.
      Chiedetevi chi governa il traffico della carne umana, ieri sui marciapiedi oggi sui barconi.
      Chiedetevi la questione dei bambini scomparsi, cosa orrenda ed infame.
      Anche qui le indagini sono timide timide, attente a non far capire troppo, a non pestare i piedi e sempre sottoposte alla clausola del 'promoveatur ut admoveatur'.
      Chiedetevi come mai appena si comincia a capire qualcosa, nei talk show mediatici tutto finisce nei guazzabugli incomprensibili dei 'competenti' a loro libro paga: e tutto finisce per essere dimenticato.
      Chi dispone tutto lo sa e lo fa, in un certo modo, perchè ai piani al di 'sotto' dei cittadini o delle FFOO nessuno si faccia domande scomode ed osi più di tanto, pena andare a contare i peli del culo delle capre in Sardegna oppure vada incontro ad anni ed anni di processi simili all' Inquisizione medievale. Oppure infine venga 'dissuaso' nei modi più diretti:col ricatto ed altro ancora.
      Queste sono alcune delle ragioni per cui la 'cupola' è nascosta ai nostri occhi.
      Forse dovremmo chiamarla differentemente, anche perchè oramai è indistinguibile dagli apparati di vertice: è la mafia che governa l'antimafia.
      Basta guardare in faccia certi magistrati per capire.
      Basta vedere la faccia di certi politici per capire.
      Vorrei dire di più su certi soggetti di origine siciliana ma certe disposizioni penali me lo sconsigliano.
      Baciamo le mani, vossia...

    3. oriundo2006 19 gennaio 2023

      Sacchetti indica con precisione certi link imbarazzanti per il sistema atlantico ( Da: Wikileaks Italian su Telegram ). Questa è la pista da seguire da parte di inquirenti coraggiosi.

    1. Dante Bertello 19 gennaio 2023

      La cosa che lascia maggiormente sgomenti, è che se noi piemontesi non avessimo unito l’ Italia 160 anni fa, la mafia oggi non esisterebbe.

      Il meridione, economicamente parlando, sarebbe come la Svizzera, culturalmente, al livello di Svezia e Danimarca, e la sua popolazione, che negli ultimi giorni abbiamo visto intervistata in televisione, dispiacersi per la cattura di Matteo Messina Denaro perchè dava loro lavoro e benessere, neppure nei loro peggiori incubi, si sognerebbero di avere quel tipo di problemi.

      La manna cadrebbe dal cielo a saziare quei pochissimi che, senza un lavoro (ma per loro scelta), avrebbero difficoltà a fare un pasto al giorno.

      Messina Denaro, invece di fare il criminale sarebbe stato un ginecologo, Riina ingegnere aeronautico, e Provenzano un notaio.

      Le uniche droghe sarebbero la cannella, il pepe nero e i chiodi di garofano; anche la noce moscata sarebbe del tutto sconosciuta.

      Alla parola “pizzo”, a tutti verrebbero in mente trine e merletti, perché la parola estorsione neppure sarebbe presente sul vocabolario.

      I giovani in motorino avrebbero tutti il casco in testa, gli automobilisti viaggerebbero con la cintura di sicurezza allacciata, e a Napoli per trovare un po’ di immondizia bisognerebbe cercarla con il lanternino.

      E tutto per colpa di questi maledetti piemontesi…

    2. ric 19 gennaio 2023

      caz... ! Il Piemonte primo esportatore di mafia...?

    3. Martin 19 gennaio 2023

      Bertello ma fammi capire: li' in Piemonte, dopo cene a bagna cauda, fritto di rane e formaggi che odorano di culo sporco - come quelli francesi- ancora vi dilettate con "quando avete unificato l'Italia"? Solo per capire, perche' in Prussia nessuno oggi affligge i Tedeschi con tali menate. L'ostacolo nr 1 all'unificazione dell'Italia e' sempre stato lo Stato Pontificio, ben prima dell'Impero Austro-Ungarico. Il Piemonte e' stato molto importante, ma non e' che oggi dobbiamo ringraziarvi. Ne e' passata di acquetta sotto i ponti...e Badoglio era piemontese, o mi sbaglio?

    4. Dante Bertello 19 gennaio 2023

      Io con i troll non ci discuto.
      Evita in futuro di importunarmi nuovamente, altrimenti avrai la stessa risposta.

    5. Martin 19 gennaio 2023

      Grazie, grazie per aver unito l'Italia! Siamo tutti in debito con voi Piemontesi, Savoia e Badoglio in prima linea! E poi, Bergoglio! Grazie! Deh, non essere modesto, ma apri il tuo cuore a questa testimonianza di autentica gratitudine che proviene in un solo grido,da tutta l'Italia! Come avremmo potuto, senza voi Piemontesi!!

    6. Vincent1 19 gennaio 2023

      Concordo in tutto tranne che per un piccolo particolare. I piemontesi, per quanto riguarda l'unione d'Italia, l'hanno subita (ovviamente con gioia), ma non l'hanno decisa loro. I bottoni sono stati pigiati oltremanica. Come tutte le decisioni importanti, non spettano a noi.

    7. Dante Bertello 20 gennaio 2023

      Sono dell'idea che una Italia Unita fosse nei loro desideri da molto tempo (la conformazione della nostra penisola porta a questo), ma di difficile attuazione, in quanto il lombardo-veneto era in mano all'impero austro-ungarico, molto più potente del Regno di Sardegna, ed andarlo a stuzzicare, senza adeguate protezioni, sarebbe stato controproducente.

      Vi è poi lo Stato Pontificio che, se aggredito, avrebbe coalizzato tutta una serie di nazioni cattoliche, che sarebbero accorse in aiuto al Papa.

      Prima fra tutte e più vicina era Regno delle Due Sicilie, ed ecco perchè venne acquietata, per evitare che potesse precipitarsi a prestare soccorso allo Stato Pontificio, non perchè fosse ricca (l'unica sua ricchezza era la miseria), ma come guerra preventiva, al fine di non trovarsela contro quando il Regno di Sardegna avesse sferrato l'attacco a Roma.

      A questo punto, senza il beneplacito (e anche l'aiuto) delle nazioni europee, che ne vedevano una spina nel fianco all'Austria, sarebbe stato folle intraprendere un conflitto di tal natura.

      Del senno di poi son piene le fosse, ma solo chi fa rischia di sbagliare, chi invece si astiene dal prendere decisioni e aspetta che siano sempre altri ad agire, capace solo di criticare l'operato altrui, non sbaglierà mai (è da vedere anche questo), ma non combinerà mai nulla di buono (a buon intenditor...).

    8. Vincent1 20 gennaio 2023

      Qui non si tratta di criticare l'operato altrui ma di realtà storiche. Di fatti.
      Non è assolutamente vero che il regno borbonico era in miseria. In miseria c'erano invece i Savoia indebitati fino al collo con le banche inglese (Vedi Rotschild).
      Queste avevano un unico timore. Quello di tutti gli strozzini e cioè che il creditore fallisca.
      Erano così terrorizzati che hanno organizzata la famosa spedizione dei 'mille'.
      Cerchiamo un attimo di ragionare e riflettere. Mille uomini che sbarcano da navi con in mano un fucile e uno zaino sulle spalle contro 70.000 soldati molti dei quali a cavallo e ben equipaggiati che avevano delle caserme a cui rifocillarsi, che speranza avrebbero avuto?
      Se poi ci devo credere posso anche farlo, ma è difficile da bere.
      Se ti leggi alcuni episodi che accaddero in quei giorni, (dopo ovviamente la riunificazione) vedi alcuni episodi tipo quello del generale Pietro Fumel (militare italiano) incaricato dal PARLAMENTO di SUA MAESTA' che riceve ordini di massacrare il popolo in calabria e altre zone del meridione accusandoli (falsamente) di essere briganti.
      In quegli anni nasce poi la mafia che prima non esisteva.
      Se si uniscono i puntini, si arriva allo schifo che vediamo oggi intorno a noi.

      La riunificazione dell'Italia doveva servire a fare in modo che le banche dei Savoia non fossero a rischio.
      Poi, il vaticano, la fratellanza dei popoli, siamo tutti italiani, lasciano il tempo che trovano.

    9. Vincent1 20 gennaio 2023

      correzione: 'che il debitore fallisca'

    10. Dante Bertello 20 gennaio 2023

      Ti consiglio di leggere il saggio: "La Grande Bugia Borbonica" dell'autore Tanio Romano, un avvocato siciliano, non piemontese.

      Guarda che ad essersi indebitati con i Rothschild erano i Borbone, che si erano fatti prestare i soldi per costruire la ferrovia Napoli-Portici, per poter andare nella loro residenza estiva senza essere continuamente fermati dai loro sudditi che chiedevano grazie e suppliche, come accadeva quando per spostarsi usavano le carrozze.

      Niente di più probabile che, quei denari prestati, i Borbone, non volessero più renderglieli ( capitava anche quello) e magari i Rothschild hanno voluto fargliela pagare.

      Cito:"accusandoli (falsamente) di essere briganti"

      Ti racconto questo fatto accaduto una trentina di anni fa.
      Un uomo che era stato rapito e tenuto segregato in una grotta sull'Aspromonte, un giorno riuscì a scappare e vagando per i boschi arrivò ai un paesino, chiese aiuto, ed i villici invece di chiamare le forze dell'ordine, lo riconsegnarono ai suoi sequestratori, che lo riportarono nella prigione.(sic)

      Per meglio capire quali fossero le forze economiche dei due regni, guardati il filmato al link sotto.

      E ti ripeto, leggiti il saggio dell'avv. Romano.

      Ho più volte chiesto alla redazione di intervistarlo, ma si vede che la narrazione deve essere quella di Giovannone.

      Se sei onesto intellettualmente ascolterai il mio consiglio, non costa neppure molto il libro, mi pare sugli 11 euro.

    11. Vincent1 20 gennaio 2023

      Senz'altro li leggerò.
      La verità che io conoscevo è un'altra ma le chiusure mentali sono da evitare.
      Grazie.

    12. Dante Bertello 20 gennaio 2023

      Bravo il tuo è l’atteggiamento giusto, di chi non ha preconcetti.

      Sarei poi curioso, una volta che l’avrai letto, di conoscere il tuo pensiero sul libro.

      La cosa positiva, che a me è piaciuta fin da subito, sono le note ed i riferimenti alle fonti delle notizie, sempre presenti quando l’autore fa una determinata asserzione.

    13. Dante Bertello 21 gennaio 2023

      Ancora una notizia che forse potrebbe esserti utile.
      Un evento del quale non ho trovato traccia negli articoli del sig. Giovannone, e che sicuramente ha contribuito ad esacerbare gli animi, avvenne nell' agosto del 1861 a Pontelandolfo e Casalduni.
      44 militari del Regio esercito (40 bersaglieri e 4 carabinieri) vennero trucidati da briganti, con l'aiuto di parte della popolazione locale, al comandante venne tagliata la testa, infissa su di una croce, e portata in chiesa.
      Si trovano anche su wikipedia notizie di quel fatto, ma ho trovato un articolo sul "Nuovo Monitore Napoletano", metto sotto il link della pagina, nel caso volessi approfondire.

      http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1468:considerazioni-sui-fatti-di-pontelandolfo-e-casalduni&catid=85:storia-del-risorgimento&Itemid=28

    14. Vincent1 21 gennaio 2023

      Mi prometto di documentarmi. L'argomento mi interessa molto. Grazie.

    1. Martin 19 gennaio 2023

      Con il cospirazionismo d'accatto non si va da nessuna parte. Ovvio che sorprende che Denaro ha vissuto negli ultimi 6 mesi in un paesino di soli 11.000 abitanti, ma non e' certo il primo a mimetizzarsi con successo sotto il naso degli investigatori. Il serbo bosniaco Karadzic, ricercato per il massacro di Srebenica, circolo' per anni tra Belgrado e Vienna, facendo il medico alternativo, con ambulatorio, website e conferenze pubbliche.

      Denaro potrebbe chiarire se l'idea di fare la guerra allo Stato italiano a suon di omicidi e bombe fu solo di Riina o anche, come certamente possibile, di altre forze e lobbies italiane o straniere - ammesso che lo sappia - ma molto probabilmente non parlera' mai, per cui e' inutile continuare nello sport nazionale regressivo delle speculazioni senza capo ne' coda.

      Poi, chiunque sappia appena qualcosa sulle tecniche di polizia, sa che il contrasto a tutte le forme di delinquenza, terrorista e mafiosa inclusa, si fa anche con gli infiltrati; lasciando liberi certi soggetti criminali e spiandoli per arrivare ad altri, etc. Se si semina il sospetto all'interno delle forze di polizia, si genera il caos. Risulta accertato che Denaro e' stato per anni in contatto con un sindaco di una cittadina dell'area trapanese che in realta' faceva il doppio gioco per gli investigatori, doppio gioco scoperto e fallito grazie ad un articolo di Repubblica..................

      Nel frattempo, grazie alla nostra stampa sfugge totalmente che la mafia siciliana non e' piu' quella di 30 anni fa. Lo strano ma efficacissimo mix tra legalizzazione delle droghe e totale insufficienza dei controlli portuali in Belgio e in Olanda ha letteralmente spostato gran parte del mercato europeo degli stupefacenti, ed i relativi miliardi di profitti, in quei Paesi. Anversa in Belgio e' una citta' ormai in mano ai narcotrafficanti locali e marocchini - se la stanno letteralmente comprando. Ma per caso vi risulta che i Governi e le forze di polizia di quei Paesi siano sotto accusa? Ma quando mai ...eppure di fatto il mercato europeo ed i relativi miliardi si sono spostati li' nel giro di solo qualche decennio..... a stento controllano un container su 50.....Dicono: "Mica possiamo bloccare i nostri porti, no?" Dovrebbe andare da se' che la legalizzazione ha enormemente contributo al traffico, ma pazienza!!! Loro sono "liberali", non condividono la "cultura autoritaria e repressiva tipicamente cattolica e latina" - si sono semplicemente presi il mercato e incassano!
      Poi, in Europa ormai ci sono anche gli albanesi.

      In Italia la struttura mafiosa piu' potente e' ormai da tempo la Ndrangheta, tuttora letteralmente capillare in Calabria: c'e' una ndrina in ogni villaggio, su entrambe le coste, le mappe si scaricano su Google.
      Domanda: come mai? E' inutile che arrivi il piccolo marxista meridionalista in formato tascabile a parlarci con tono dotto della "quistione meridionale", di sottosviluppo e massoneria. Per caso l' Andalusia e' piu' sviluppata della Calabria? Ovvio che no. E allora perche' in Andalusia o altre aree sottosviluppate europee non c'e' niente di simile? Non e' che e' un fenomeno antropologico-culturale? Come quello "liberal" di Olanda e Belgio?

      Come si combattono le mafie? Con la repressione piu' dura, ma anche con crescita economica, sviluppo e riduzione della dipendenza economica delle persone. Ma l'avete letta la storia della bidella napoletana che ogni giorno fa AR tra Napoli e Milano per uno stipendio di 1100 Euro? C'e'da sprofondare per la vergogna - come Paese!

    1. Megas Alexandros 19 gennaio 2023

      Il politico rientra sempre in una delle due categorie oppure in entrambe insieme

    1. A.P. 19 gennaio 2023

      Gli italiani dovrebbero solo farsi una semplice domanda: com'è stato che i vari governi e opposizioni.....en passant..... dal dopo guerra ad oggi hanno permesso a pula e caramba e magistratura di non ostacolare e distruggere ogni iniziativa di sovversione al potere capitalistico, mentre hanno ostacolato in ogni modo gli stessi nella lotta contro lo stato illegale ma simbiotico col potere capitalistico?

    1. gix 19 gennaio 2023

      Finchè esistono le coperture di cui si parla, non certo una novità, è improbabile che si arrivi ad un arresto del genere senza che il sistema si sia in qualche modo riassestato in precedenza. Difficile pensare che la cosidetta "mafia" stia brancolando nel buio della disperazione derivante dall'essere rimasta senza uno dei capi carismatici. Molto più credibile che lo stesso soggetto abbia concordato la propria cattura, dopo essere stato già abbondantemente sostituito dalla sua "organizzazione", operativamente sul campo con qualche giovane rampante, magari per ricevere cure difficili da proseguire nella sua condizione di "latitante". Ha dichiarato di essere "incensurato" fino ad oggi, il che vuol dire che si aspetta di essere accusato di tutto e di più, magari insieme a quel diavolo di Putin, che ormai ha le colpe di quasi tutto il male che circola su questo mondo. Ma evidentemente non gli manca una sottile nota ironica, che, per chi la vuole cogliere, denota una profonda conoscenza degli ambienti cui è rivolta.

    2. Brule 19 gennaio 2023

      Capo dei capi, cupola... etc... è improbabile che la struttura sia questa, una piramide.
      E' presumibilmente un reticolato di relazioni, con alcuni punti critici, nodi, più "densi" di altri.
      Se fosse stata piramidale ed esterna allo Stato sarebbe stata già presa a fucilate nel 1960, dopo l'uccisione di Cataldo Tandoy.

    1. PietroGE 19 gennaio 2023

      Latitanza? Quale latitanza! Quella è stata una villeggiatura : donne, lusso, ristoranti e magari anche spettacoli e viaggi, il cosiddetto 'covo', poi a qualche centinaio di metri dalla 'antimafia' i prestanome a disposizione ecc. ecc. La dimostrazione, per quelli che ancora ci credevano, che la 'guerra' contro la criminalità organizzata, se c'è mai stata, è ormai irrimediabilmente persa. E non ci sono solo le coperture istituzionali, c'è anche l'appoggio e il sostegno del popolo, e di questo, purtroppo, nessuno ha il coraggio di parlare. La triste realtà è che al Sud la criminalità organizzata non viene viste come una associazione criminale ma come una struttura di potere, un sostituto dello stato. Ora, uno potrebbe anche disquisire sulle cause storiche, su una unità d'Italia raggiunta come una conquista coloniale ecc. ecc. Resta il fatto che la disuguaglianza tra Nord (anche lì però la criminalità organizzata ha ormai preso piede) e Sud non è solo economica ma è soprattutto di mentalità e se non si riesce a cambiare questa mentalità la guerra alla mafia resterà sempre una chimera. Vogliamo fare un sondaggio tra i giovani del Sud, specie quelli disoccupati, per vedere quanti vorrebbero essere come Messina Denaro?...Meglio non farlo.

    2. Megas Alexandros 19 gennaio 2023

      Sono d’accordo ed al centro-nord oggi è ancora peggio, dove la simbiosi con i massoni è totale. Mentre al sud hanno attenzione al territorio e la gente non l’ammazzano economicamente al centro-nord i massoni vogliono vedere la gente strisciare per terra.

    3. Bertozzi 19 gennaio 2023

      Forse perché al sud - ma fra poco sarà ovunque - la mafia ti tratta meglio di quanto faccia lo stato.

    4. Megas Alexandros 19 gennaio 2023

      Non meglio dello Stato, dei massoni che controllano lo Stato

    5. Violetto 20 gennaio 2023

      Ora non esageriamo.

    6. Bertozzi 20 gennaio 2023

      Va bene, se me lo dici te allora si.

    7. Violetto 20 gennaio 2023

      sono siculo. Si, ci sono quartieri dove "non ti toccano la macchina" perchè "li non tocca niente nessuno".
      si, se hai "amicizie" puoi avere dei vantaggi.

      Però esiste ancora il pizzo e l'estorsione, se hai problemi economici e ti rivolgi agli strozzini sei rovinato nessuno ti aiuta, le città soffrono dell'abbraccio mafioso che ci tiene ad avere zone "depresse" come bacino di voti -

      Dai non diciamo cazzzzate va

    8. Bertozzi 20 gennaio 2023

      Ma se al tuo richiamo ero scattato subito sull'attenti!

    9. Violetto 20 gennaio 2023

      :-!

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