l'Europa sta vivendo da diverso tempo una crescente presenza di immigrati dall'Asia e dall'Africa. Sia in Italia che in Irlanda, dove io vivo, la situazione é molto precaria. L'immigrazione in se non é il problema, ma come per qualsiasi cosa, i numeri eccessivi creano scompensi e risentimenti nei popoli europei. Le culture locali vengono investite da altre culture e lingue molto distanti, non peggiori né migliori, ma molto distanti. In Ottobre a Dublino ci sono state diverse manifestazioni di gruppi ultra nazionalisti che si sono scontrati con la polizia ed altri gruppi opposti. Questi hanno usato molte volte la scusa dell'emergenza immigrazione per generare violenze e distruzione in cittá, questo d'altronde dà alle forze di polizia dei vari Paesi la ragione per aumentare i sistemi di sicurezza e controllo. Senza contare che una piccola ma rumorosa parte di questi immigrati finisce nella criminalitá organizzata o, semplicemente, si tratta di avanzi di galera fuggiti dal proprio Paese che si trovano in uno stato di quasi impunitá. Sembra che questa immigrazione incontrollata stia dando il pretesto ai nostri governanti di "proteggerci" meglio... A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca (cit.)
Un altro tema legato all'immigrazione, é quello della presunta "superioritá" della cultura europea/occidentale, siamo davvero la cultura migliore? La religione é coinvolta?
Tanti temi nel calderone, ne parliamo al Bar di Don Chisciotte con Katia, Tiziano, Massimo e Davide, buona visione!
Articolo di Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org
maghi 22 dicembre 2025
mi sembra chiaro il motivo per cui gli immigrati non si vogliano integrare: ci vedono come una cultura in disfacimento e non vogliono essere coinvolti in questo processo, quindi si tengono strette le loro culture e non si vogliono mescolare più di tanto. Sentivo dei giovani marocchini, che parlavano di un loro amico, che si era sposato, dicendo che per fortuna la sua sposa era marocchina, perchè sposare una italiana significa per loro rovinarsi la vita. Non posso dar loro torto; la quasi totalità dei miei coetanei è separata o divorziata.
E la percentuale di single e di gay tra quelli più giovani di me è altissima. A vedere come siamo ridotti noi italiani, fossi in loro, farei lo stesso.