Melegatti e il pandoro alle ortiche

Melegatti e il pandoro alle ortiche
L'azienda Melegatti a Verona, 4 ottobre 2017 ANSA

stadiofinale.it

Non ho ho mai fatto il ministro, però sono certo che se lo fossi mi verrebbe una gran voglia di fare: riunioni, piano operativi, proposte, disegni, poche chiacchere e molti fatti. Purtroppo abbiamo molti “fatti” e molte chiacchere. Mala tempora.

Lui invece è impassibile, non si fa prendere dalla situazione, nulla lo può distrarre, è un ministro tutto d’un pezzo. Un grande. Lui è Urso, che per l’appunto di giorno fa il ministro italiano delle imprese del Pianeta. Lui, Urso, ha una visione ampia, a volte cosmica, e non provinciale o meschina. Un vero “signore” delle imprese: impariamone allora le “gesta”. Però non è bene che Urso sia solo: ecco allora che altri saranno come lui…

IL PANDORO

Tra le stagioni della vita, è facile incontrare la “stagione” del pandoro: da piccino il profumo del pandoro, unito ad un goccetto di moscato, accendeva il Natale e scaldava il Presepe. Poi col tempo si passa al panettore ed al Cartizze, sempre a Natale. Torniamo al pandoro. Questo dolce nasce a Verona (segno che lì non sono tutti “matti”) dalla mente e dalle mani Domenico Melegatti. Ah, dimenticavo l’anno domini: era il 1894. Da alcuni lustri la massoneria inglese aveva messo insieme i territori per formare l’Italia ed era iniziato il depauperamento degli Stati acquisiti (specie quelli del sud) e altra fame si sarebbe aggiunta a questo disgraziato Paese. Melegatti in quegli anni non demorde e continua a fare il pasticcere, a Verona – in Corso di Porta Borsari al 21, finché non gli salta in mente di fare un dolce tradizionale veronese, senza uvetta e senza pinoli. Questo nuovo dolce è particolare, bello e buono tanto che qualcuno lo “battezza” come: “Pan de oro”, che poi diverrà “Pandoro”. In quello stesso anno Domenico Melegatti, il 14 ottobre, il Pandoro viene brevettato e registrato. Siamo, lo ripeto nel 1894.

PASSAN LE GUERRE

Di guerre mondiali ne passano due, ma il Pandoro resiste. Resiste anche alla crisi petrolifera degli anni ‘70, resiste agli anni “di piombo”, resiste ai “paninari” e resiste . Poi il declino. La famiglia Melegatti mantiene la tradizione di questo prodotto unico al mondo: tanto che il lievito utilizzato è quello del 1894, rinnovato e mantenuto quotidianamente. Poi le difficoltà: la concorrenza, gli investimenti “critici” e forse anche la pubblicità “sbagliata”. Forse anche le scelte pubblicitarie di Melegatti non sono state al passo coi tempi. Pare infatti che fosse deleterio per il marketing affermare:
“Ama il prossimo tuo come te stesso, basta che sia figo e dell’altro sesso!”
Molti non lo sapevano ancora, ma il “trend” era oramai invertito, in tutti i sensi.
Dante e Prendente. Carta su muro, Milano

LE CRISI

Nel 2016 iniziano le difficoltà finanziarie per Melegatti: la bassa liquidità porta alla cassa integrazione nel 2017 e a novembre dello stesso anno, grazie ad un finanziamento di 6 milioni di euro da parte di un fondo maltese, Melegatti riesce a resistere, ma non per molto. Il piano dell’amministratore Giambruno Castelletti era ragionevole: 1 milione 750 mila pandori per arrivare al 2018. Era un piano ragionevole perchè stiamo parlando di Melegatti, l’azienda che ha inventato il Pandoro. Le vendite però non vanno come ipotizzato nel piano, e quindi nel 2018 l’azienda viene posta in fallimento. Parte quindi l’asta.

QUALCOSA DI DOLCE

É normale che una bella cena finisca con un buon sapore in bocca. Dulcis in fundo, ovvio! Quella volta però, a causa del traffico davanti al negozio, il capofamiglia non era riuscito a prendere la torta in pasticceria. Pazienza, pensò, ci si arrangerà con qualche merendina. Però finire la serata con degli snack da distributore automatico era quasi un peccato mortale, ed allora ecco l’idea: mi compro una torta, anzi mi compro la fabbrica di torte!

DETTO E FATTO

Dalla vicina Vicenza la famiglia Spezzapria, già in ipoglicemia e desiderosi di dolciumi, comperano la Melegatti che in quel momento è all’asta per insolvenza. In seguito delle malelingue diranno che fu un acquisto speculativo (o da squali). In realtà c’era una genuina passione per lo zucchero velo, ma si sa, “certe bocche le chiude solo la terra”. Maledette malelingue! Infatti la passione degli Spezzapria è autentica: loro erano stati imprenditori del settore aeronautico, ma un improvviso calo di zuccheri li aveva fatti approdare alla Melegatti. All’asta la Melegatti, azienda unica al mondo e nata nel 1894, viene ceduta per 13 milioni di euro. Passano i mesi e l’eccesso di carboidrati si fa sentire: il 2 luglio del 2025, la famiglia Spezzapria, oramai con la glicemia alle stelle è costretta a lasciare la Melegatti per tornare alla più salubre metallurgia d’avanguardia.

GLI ACQUIRENTI

Erano in un pulmino diretti verso Brescia. Erano due irlandesi, due americani (sempre quelli del nord) e un olandese, ed avendo finito le barzellette, si fermano all’Autogrill di Vicenza ovest e caricano anche un italiano. All’altezza di Verona escono dall’autostrada e vedono la bancarella degli Spezzapria: un po’ di pandori, pandorini e tante merendine, e così si fermano. A questo punto, i due irlandesi, i due americani (sempre quelli del nord) e l’olandese, avendo un po’ di fame cominciano a mangiare merendine e fette di pandoro. Poi una fetta adesso e un’altra dopo, alla fine svuotano la bancarella. É così che nasce il passaggio da Spezzapria a Valeo Foods , composta per l’appunto da due irlandesi, due americani (sempre quelli del nord) ed un olandese. Valeo Foods è una società di diritto irlandese con portafogli americano (sempre del nord). Per la cronaca il portafogli di Valeo Foods è griffato Bain, Bain Capital: un fondo di investimento con sede in Massachusetts (USA). Questo fondo (Bain) che nel Consiglio ha anche Joshua Bekenstein (ci siamo capiti) è proprietario tra gli altri anche di Cerved (IT delle Camere di Commercio ITA) e “Toy’r us“. Torniamo a Valeo Food (da non confondere con Valeo Automotive). Valeo Foods è una multinazionale specializzata in prodotti alimentari di fascia alta. Ora, che Melegatti sia di “fascia alta” non vi è dubbio, però sarei curioso di sapere quali siano i prodotti alimentari irlandesi di fascia alta. Io ero rimasto alla birra e whisky irlandesi, e non sapevo che fossero anche loro specializzati nella mozzarella di bufala. Nell’operazione di vendita di Melegatti da Spezzapria a Valeo Foods non è noto il prezzo della transazione, sappiamo solo che l’operazione è stata curata da un advisor italiano (Perris & Associati) segno che il pandoro piace anche Piazza Affari. Rimane poi il dubbio sull’entità ed il luogo dei bonifici, d’altronde non si può sapere tutto. Chiaro, no?

PRODOTTI TIPICI

La settimana scorsa ero al bar in piazza che prendevo il caffè di mezza mattina. Arriva un tipo, un po’ strano, mai visto prima, ordina uno “sprizzetto col spuncionsin” e si mette vicino a me. Borbotta qualcosa contro il traffico e la maleducazione e così, una frase dietro all’altra, cominciamo a parlare. Mi dice che viene da una galassia vicino alla nostra e che ogni tanto viene da queste parti (in “generale” sulla Terra) per cambiare aria. Adesso tutto torna: infatti lo vedevo un pochino strano, ma ora tutto è chiaro: è un extraterrestre! E pensare che a vederlo così l’avevo scambiato per un piemontese, mah! La conversazione si fa amabile tant’è che ordino una mezza gasata con due bicchieri. Mi racconta di quando era piccino e il suo babbo (c’hanno il “babbo” anche loro, ma pensa un po’), gli portava una strana torta a forma di tronco di cono, il cui volume era:  V ={ \frac {1}{3}} {\times \pi \times h \times (R^2 + rR + r^2)} Lì per lì rimango un po’ stordito (anche per il caldo) e non capisco, poi mi aggiunge che il suo babbo apriva una busta e spolverava la torta con una polvere bianca dolce. A questo punto ho abbastanza indizi e gli dico: “ma è il Pandoro!” e lui: “sì, sì, quello di Verona, vicino a Venezia” ed io di rimando: “beh, proprio vicino, no, saranno un centinaio di km”, poi ci penso e mi rendo conto che 100Km sono un infinitesimo rispetto al viaggio galattico che egli ha compiuto. Mi chiede: “non mi ricordo più la marca di questa torta…” provo ad aiutarlo: “Bauli? Dal Colle? Melegatti?” e lui raggiante: “sì, Melegatti! Ora ricordo!” e aggiunge: “dove lo posso trovare questo Pandoro, a Verona?” io, semi tragico: “non più, Melegatti è stato venduto. Venduto agli irlandesi finanziati dagli americani”, lui prova un’alternativa: “e Dal Colle?” ed io “venduto anche quello” lui invitto: “e Bauli?” oramai sono spacciato: “pure Bauli” e lui rabbuiato: “ma come minchia avete fatto?” ed ancora: “ma chi è stato?” poi lui sentenzioso: “nel nostro pianeta queste cose non potrebbero accadere, mai! È impossibile”, aggiunge: “se da noi qualcuno fa una cosa del genere lo spediamo in un altra galassia!”. E qui comincio ad avere dei forti sospetti sulla galassia di “destinazione”: vuoi vedere che niente niente… Oramai mi sentivo all’angolo, a “rappresentare” la schifezza, poi raccolgo quel po’ di energie rimaste e gli dico: “amico mio, hai ragione, io, e pochi altri, cerchiamo di spiegare cosa non va bene, ma abbiamo pochi mezzi” un breve respiro e poi continuo: “noi lotteremo, sempre, perché è meglio perdere una battaglia piuttosto che tradire la coscienza.”. Il mio amico si fa quasi commosso, mi abbraccia e mi dice: “se serve una mano basta chiedere…” ed io: “lo so, lo so”. Ci salutammo così: con l’augurio di poterci incontrare in seguito, poi chi con l’astronave e chi in bici, ognuno tornò alle sue occupazioni nella galassia sua.

LA POLITICA TORTIERA

É bello scorrere gli eventi di Melegatti accompagnati dallo scandire dei governi. Come abbiamo visto la crisi inizia già nel 2016.
ANNO EVENTO GOVERNO MINISTRO
2016 liquidità Renzi Calenda
2017 cassa integ. Gentiloni Calenda
2018 fallimento Gentiloni Calenda
2025 cessione Meloni Urso
Come si nota dalla tabella, nei momenti critici, ma dove ancora qualcosa si poteva fare, ci sono stati due governi “di sinistra” in fase REM. Renzi era impegnato con il vantaggioso leasing del suo aereo presidenziale (che tra poco sarà da rottamare) e Gentiloni impegnato a respirare. Sul piano ministeriale ci sarebbe da chiedersi quali azioni abbia intrapreso Calenda per salvare la Melegatti. Probabilmente nulla perchè l’Europa non vuole che gli italiani sostengano le imprese italiane. Casomai gli italiani devono sostenere i germanici, lo chiede l’Europa, è logico! Non è migliore Urso il quale avrebbe potuto ancora intervenire, ma si sa che l’uomo non è ubiquo e dovendo accontentare i turchi (vedi qui) non poteva anche accontentare anche gli italiani (che nel frattempo gli pagano un buon stipendio).

MI CHIEDO

Mi chiedo se sia normale parlare di industria e poi lasciare che il mercato faccia brandelli delle attività italiane. Mi chiedo quale possa essere lo scopo di un ministro dell’industria (o attività) a parte la gradita presenza ai buffet dei convegni. Mi chiedo quale sia il “valore aggiunto” di personaggi come Calenda, Gentiloni, Renzi, Meloni e Urso (e non che gli altri siano messi meglio). Mi chiedo perchè dobbiamo finanziare la TAV per le merci (Val di Susa) se poi perdiamo i nostri prodotti. Mi chiedo perchè dobbiamo finanziare lo studio sullo “Stretto” senza avere uno studio dell’investimento, però 4 soldi per le nostre imprese non si trovano. Mi chiedo perchè dobbiamo mandare armi in Ucraina invece che finanziare le nostre attività. Ai russi piace molto il pandoro, ma non hanno bisogno di invadere l’Italia per averlo in tavola. Mi chiedo cosa mai abbiamo fatto di male noi cittadini per avere simili approfittatori vestiti da politici. Una cosa è certa: dobbiamo tornare uniti!

SE FOSSI MINISTRO…

Le aziende vanno salvate tutte perché dietro, o sotto un capannone, ci sono persone, genitori, passioni, dolori, figli, speranze e sorrisi che nessun uomo si può permettere di ignorare. Nella pratica, dovendo dare delle priorità, le aziende potrebbero essere considerate per:
  • storia – lustro al Paese
  • fatturato– reddito per i cittadini ed alle introiti dello Stato
  • lavoratori – un solo licenziamento è troppo figuriamoci centinaia
Non basta. Se la Proprietà non è in grado di sostenere l’azienda in difficoltà, dovrà essere la Comunità a sostenerla, perchè è stata la Comunità, insieme al Capitale, a far funzionare l’azienda e se il Capitale cessa allora deve rimanere la Comunità. Il Capitale può dissolversi, ma la Comunità (le persone) NO. Lo dico in maniera diversa: un’azienda è un valore per il proprietario e per la Comunità che la rendono viva. Questo finchè non avremo aziende di soli robot come nel “Nuovo Mondo” di Huxley. Quindi l’azienda deve diventare del Comune, che è di fatto l’istituzione più vicina alla Comunità dei cittadini. Basterà creare un creare un consiglio di amministrazione così composto:
  • docenti
  • dirigenti in pensione
  • rappresentanti dei lavoratori
ma soprattutto, come presidente, dovrebbe essere una persona attiva nel volontariato di assistenza. Un volontario, nella cura delle persone, è con buona probabilità orientato alla comunità e può rappresentare la parte “umana” del commercio. Per quanto attiene alla produzione, un’azienda da sostenere dovrà essere favorita nelle forniture. Per esempio una Melegatti “pubblica” avrebbe potuto fornire ospedali, caserme e scuole, lasciando al momento che le altre aziende “robuste” possano competere su altri mercati. Sul divieto europeo al sostegno delle aziende, è ora che la EU venga scaricata perché si è trattata di una truffa i cui attori ed azioni sono oramai ben noti e documentati (qui). E poi basterebbe chiedersi: quali sono stati i benefici di questa “Unione Europea”? Non dobbiamo dimenticare che tutte le attività debbono condurre all’Uomo, o per dirla molto meglio: “è stato fatto il Sabato per l’Uomo e non l’Uomo per il Sabato”. E se l’ha detto Lui possiamo stare tranquilli. stadiofinale.it 11.07.2025 NOTE www.forgital.com/products www.fortuneita.com/2025/07/03/melegatti-storia-e-futuro-del-marchio-acquisito-da-valeo-foods borsaefinanza.it/valeo-foods-melegatti-cosa-fa-chi-dietro www.ilgazzettino.it/nordest/verona/melegatti_salvataggio_fondo_maltese_lavoratori-3354342.html -- Fonte: https://www.stadiofinale.it/melegatti-e-il-pandoro-alle-ortiche/

Commenti (10)

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    1. ailavioni 13 luglio 2025

      Una volta in Italia nascevano e crescevano uomini che facevano la storia della nazione.
      Melegatti, Motta, Olivetti, Ferrari....e la lista diventerebbe noiosa tanto potrebbe essere lunga.
      Non solo uomini, ma anche donne, ad esempio Anna Bonomi Bolchini.
      L' altro giorno si parlava di Bezos e della sua non bella moglie, ma la signora Anna prima di lui aveva creato un analogo sistema di vendite.
      Vi ricordate Postalmarket. E' stata una sua creazione.
      Se allora internet fosse esistito, adesso lei, o forse un suo erede, sarebbero al posto di Bezos.
      Il catalogo era cartaceo e quindi necessariamente limitato e le spedizioni per mezzo posta, cosa che dice tutto.
      Ormai uomini e donne così non ne nascono più, e nel caso di qualche nascita fortunata, la scuola, le mode e la droga provvedono ad un ulteriore decimazione.
      E d' altra parte è comprensibile che, per chi sta in alto, avere a che fare con un branco di semisubumani faccia comodo.

    2. mago 13 luglio 2025

      Non erano imparati erano autodidatta.. gente cresciuta in un contesto di povertà dignità e voglia di fare mica avevano il garage purtroppo..ironico..

    1. mago 13 luglio 2025

      Eh sì passi indenne da due guerre mondiali dalla crisi petrolifera quando vendevi alla grande il mondo finiva in Europa e ti vai a schiantare per mano di una classe politica e artigianale. Al livello del ridicolo.
      fino a che sponsorizzerete tali partiti e organismi pseudo Confartigianali la vostra fine è già stata scritta.

    2. natascia 13 luglio 2025

      Un’artigiano sa fare il suo
      mestiere e senza l’artigiano l’industria non decolla perche’ l’ingegnere senza l’artigiano non va in nessun luogo. Quindi non denigri gli artigiani paragonandoli a questa classe politica.

    3. mago 13 luglio 2025

      Non ho denigrato nulla e nessuno ho solo fatto notare che questi hanno passato indenni due guerre e grazie anche a una classe politica si sono schiantati erano l’eccellenza al pari di tante ditte svendute manu politica

    1. Marco Fontana 13 luglio 2025

      Quando ho letto la frase "Joshua Bekenstein (ci siamo capiti)", ho pensato che la lebbra quando arriva non risparmia nessuna parte del corpo.
      Ci siamo capiti...?

    2. maghi 13 luglio 2025

      Gli ebrei, essendo di media molto più intelligenti degli altri popoli, meno forse il cinese, il giapponese e gli italiani che andavano a scuola già negli anni '60, perchè dopo la scuola è diventata una fucina di cretini consumatori compulsivi, sanno benissimo come va il mondo e cercano in tutti i modi di primeggiare secondo la logica talmudica. Dio ha Mosè aveva parlato sul Sinai in modo molto diverso, ma loro hanno preferito il Talmud, che da quello che conosco non è altro che una scrittura satanica. D'altra parte se Dio ha ispirato la Bibbia, almeno nella maggiore sua parte, il demonio può aver generato nelle menti dei suoi adepti quello che ha voluto senza che loro se ne siano accorti. Parlavo con un musulmano e lui mi ha confermato di essere disturbato nella preghiera al pari dei pochi cristiani che ancora pregano da pensieri, che lui non ha partorito, ma che sono di origine sicuramente malefica, perchè ho notato che la preghiera detta in luoghi sacri e consacrati non viene disturbata da questi pensieri. Provare per credere, però bisogna avere fede come ce l'hanno i musulmani e i cristiani, che pregando, dimostrano che almeno per questi la preghiera è importante. Sennò non pregherebbero. Giusto?

    1. DrCaligari 12 luglio 2025

      Delirante lo stile, mi piace. Pollicione a picco il contenuto, non senso. Questi dal 1894 ancora non l'hanno capito che non puoi campare vendendo pandori per qualche settimana. Oltretutto riguarda pure i lavoratori stagionali che mica mangiano due mesi l'anno. Il padrone non per dire ma che je frega in due mesi fa i milioni pero mica tanto io la vedo tutta questa illuminazione. Poi in pratica proponi una specie di socialismo a sbafo non ho capito nazionalizziamo le spese le scelte sbagliate lo sfruttamento poi cos altro una fettina di culo se dice? Senza entrare nel merito delle pesanti iniziative politiche degli spot che si arrogano di promuovere il gender la gaitudine e tante altre battute e battutacce che sono quanto meno non richieste dato che oltretutto l'azienda ti sta andando a rotoli e a essere sinceri non e successo prima solo perche la pesante titanica iniezione di capitali degli anni 80 neocon che criticate tanto vi ha insufflati e tenuti su con l'edonismo quando dovevate fallire gia 40 o 30 anni fa. Boh di piu nin so.

    2. maitresse 13 luglio 2025

      Grazie dottò, speriamo che almeno il farmacista ci abbia capito qualcosa.

    3. maghi 13 luglio 2025

      meglio marito vecchio, che nulla. I melegatti non sono certo colpevoli di nulla. Il problema non sono loro, ma questa maledetta società consumistica, che è basata sullo spreco e che ha fatto diventare il dolce delle feste in un prodotto inutile. Non so quanto si potrà andare ancora avanti in questo modo. Io spererei poco, ma di sicuro un cambiamento non sarà piacevole, nè pacifico.

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