Max Weber: scienza e disincantamento del mondo

Dopo secoli di avanzamento tecnico-scientifico la conoscenza delle persone è diminuita. Questa era la tesi, più attuale che mai, di Max Weber (1864 – 1920), il più importante sociologo tedesco del XX secolo, considerato “il Marx della borghesia”.

Max Weber: scienza e disincantamento del mondo

Di Matteo Parigi per ComeDonChisciotte.org

Nel dicembre del 1917, a distanza di un anno dalla fine del Primo conflitto mondiale, Weber tenne a Monaco la conferenza dal titolo Wissenschaft als Beruf (la scienza come professione) dalla quale emerge una illuminante descrizione dell’etica scientifica nella società moderna, nonché del ruolo, o meglio la responsabilità, che essa affida chi intende perseguirla. Tra l’altro, nell’arco di tutta la sua vita, Weber si è occupato molto di razionalità e razionalizzazione. Il primo concetto esprime le modalità e la natura naturans immanente alle azioni sociali umane. Sono suoi, infatti, i quattro tipi classici di razionalità; l’agire umano, secondo la prospettiva sociologica, può infatti risultare:

  1. Razionale rispetto allo scopo = il soggetto agisce scegliendo i mezzi migliori per raggiungere lo scopo, cercando di valutare tutte le conseguenze.
  2. Razionale rispetto al valore = agire giustificato secondo le credenze e i valori etici-morali dell’individuo, anche a discapito dell’utilità calcolata in termini materiali.
  3. Tradizionale = il soggetto agisce per abitudine; non vi è effettiva coscienza o ragione dietro alla eventuale routine quotidiana.
  4. Affettivo = il soggetto è mosso da sentimenti, emozioni o altre influenze non razionali.

Il secondo invece, rappresenta per Weber quel lungo processo che ha forgiato il mondo moderno, ossia la lenta e graduale uscita dell’umanità (occidentale in primis) dal pensiero magico e tradizionale di origine classica-medievale. Già nelle prime pagine de “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” Weber descrive con limpida chiarezza in cosa consista la ragione scientifica, causa di quella grande divergenza culturale dell’Europa rispetto al resto del mondo. Infatti, nonostante in India, Egitto, Cina, Babilonia ecc. si svilupparono progressi scientifici e artistici, dal quale pure gli antichi europei, attinsero «solo in Occidente la “scienza” ha raggiunto, nel suo sviluppo, quello stadio a cui oggi, riconosciamo “validità”[1]».

Tuttavia, dopo millenni di avanzamento tecnico-scientifico l’umanità è più ignorante, nel senso che ignora, come si suole dire. Lo stesso Weber descrive il processo in modo tutt’altro che ottimistico. Tornando alla conferenza sulla Wissenschaft, spiega con acutezza come in realtà l’imposta razionalizzazione iper-tecnicistica non abbia affatto annullato il ricorso alla magia e alla fede superstiziosa: per fare un esempio, chiunque oggi prenda il tram, a meno che non sia un esperto in ingegneria o nei trasporti, non ha la minima idea di come possa funzionare in termini tecnici; ciascuno si affida all’abitudine e alla credenza che il mezzo faccia in qualche modo il suo lavoro. Lo stesso vale per la stragrande maggioranza delle cose che ci circondano. Al contrario, un selvaggio allo stato di natura ha una conoscenza effettiva, totale e personale delle tecniche di cui usufruisce per il sostentamento della sua vita. L’uomo (medio) moderno, al contrario del selvaggio (ma lo stesso vale per un piccolo imprenditore europeo del XIII secolo) non conosce quasi niente del suo mondo.

Ivi risiede il nocciolo della questione: la scienza moderna, lungi dall’aver superato le superstizioni e gli idoli magici del passato, è dotata essa stessa di puri dogmi che la contraddicono. O meglio, emergono nuovi Dei, sorti sul cadavere del nietzschiano Dio morto. La Ragione deificata ha messo da parte il socratico dialogo con sé stessi, il logos. È la conferma dell’avvertimento di Chesterton:

«Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede più in niente: crede a qualsiasi cosa».

Il contraltare della vera religio di agostiniana memoria non è l’assenza di religione, di fede; è l’apoteosi dei phantasmata (φάντασματα), i falsi idoli della caverna come li chiamava Platone. La nuova tecnocrazia scientista è così diventato il nuovo clero; le teorie e i meri pareri degli esperti, che siano medici o economici, si affermano con la stessa carica dogmatica di una bolla papale, sebbene spesso abbiano tutt’altro di sicuro a livello scientifico.

C’è da dire che – spiega Weber – l’esponenziale “intellettualizzazione e razionalizzazione”, sebbene non contribuisca alla maggiore conoscenza delle condizioni di vita, ha comunque permesso una importante svolta copernicana:

«La coscienza o la fede che, se soltanto si volesse, si potrebbe in ogni momento venirne a conoscenza [che si può] dominare tutte le cose mediante un calcolo razionale[2]»

Tuttavia, immediatamente dopo aggiunge: «Ma ciò significa il disincantamento del mondo». L’umanità si è imprigionata in una gabbia d’acciaio al riparo della quale si protegge dagli antichi nemici: astrologia, magia, alchimia, misteri sapienziali. Le vittime della sua stessa repressione violenta, dall’epoca della Riforma che fece strage di streghe e norme etiche a difesa del sacro. Non a caso oggi assistiamo al ritorno di tali saperi (v. Giorgio Galli) dal momento che cotale razionalismo illuministico non ha saputo alla fine dare all’uomo la conoscenza delle conoscenze, il fine ultimo della vita e delle cose tra loro interconnesse. Lo specialismo avalutativo di cui lo stesso Weber si fa consapevole sostenitore, presuppone la resa nei confronti del senso della vita e della spiegazione completa dei fenomeni.

Tolstoj, citato da Weber, affermava che ormai la morte non ha più un senso per l’uomo, nella misura in cui la tecnica e la scienza presuppongono un progresso infinito; l’uomo e il suo Dasein si riducono a mera giustapposizione infinitesimale di un universo in continuo superamento di sé stesso. La morte, per un universo che necessita di progresso, non ha senso, è una interruzione scomoda. Allo stesso modo, non possiamo più sentirci “sazi di vita”: un antico contadino poteva ottenere tutto ciò che la vita aveva da offrigli nel suo ciclo organico e morire senza l’ansia della sospensione di qualcosa. Oggi invece lo spirito coglie soltanto una parte frammentata, minima e provvisoria. Pertanto «poiché la morte è priva di senso, lo è anche la vita della cultura in quanto tale[3]».

Infine, il disincanto weberiano si manifesta nel limite connaturato alla scienza:

«Essa è priva di senso – citando Tolstoj – perché non da alcuna risposta alla sola domanda importante per noi esseri umani: che cosa dobbiamo fare?[4] ».

Uno dei rimedi al problema potrebbe derivare da una “scienza senza presupposti”; tuttavia, qualsiasi disciplina di per sé non può farne a meno. Per fare un esempio, i medici attribuiscono valore positivo alla perenne e inviolabile conservazione della vita in quanto tale. Non esiste (per fortuna) medico al mondo che lasci morire una vita sotto il suo controllo; ma il presupposto che la vita in quanto tale sia degna di essere mantenuta sempre a prescindere non si spiega di per sé; sicuramente non lo fanno gli “addetti all’opera”. Il problema, quindi, esiste e riguarda non tanto il contenuto, perché è vero che la vita va mantenuta ed è sacra, ma chi si deve occupare e in che modo della questione. Perché, come detto, le discipline scientifiche contemporanee non sono per essenza in grado di assolvere al compito. Ed è qui che la gabbia d’acciaio risulta gelidamente stretta.

Al nodo gordiano l’autore non avrà modo di dare una risposta. Muore infatti nel 1920 a soli 56 anni a causa della spagnola, dopo aver partecipato come delegato per la Germania alle conferenze di Versailles per la pace. Rimane, tuttavia, l'eco di un dilemma appena sussurrato:

«Nessuno sa ancora chi nell'avvenire vivrà in questa gabbia e se alla fine... [sorgerà] una rinascita di antichi pensieri e ideali»

Di Matteo Parigi per ComeDonChisciotte.org

18.12.2022

NOTE

[1] M. Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, p.33, BUR Rizzoli, 2016

[2] M. Weber, La scienza come professione/La politica come professione, p.20, Einaudi, 2004

[3] Ivi p.21

[4] Ivi p.26

Commenti (31)

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    1. Martin 19 dicembre 2022

      Max Weber e' semplicemente un altro tedesco che ce l'aveva a morte con i Latini, infatti "dimentica" che le streghe sono state bruciale a decine di migliaia nei Paesi protestanti (Germania e Regno Unito in particolare). Nei Paesi Cattolici, come Italia, Spagna e Portogallo, nonostante l'Inquisizione, il fenomeno fu limitatissimo.

      Nonostante tale fatto esponenziale - decine di migliaia di donne bruciate vive dai Protestanti contro qualche centinaio dai Cattolici - nell' immaginario collettivo il torturatore e' sempre un Inquisitore cattolico - grazie anche a brutti ceffi come Max Weber.

      La "dimenticanza" di Max Weber - tanto legato fin da piccolo alla mammina puritana, ed ostile al padre "licenzioso" - non e' casuale.

      Diventa infatti un pochino difficile rintracciare la superiore razionalita' dell'etica protestante nei roghi di decine di migliaia di disgraziate torturate e bruciate vive.

    1. Primadellesabbie 19 dicembre 2022

      "...Non esiste (per fortuna) medico al mondo che lasci morire una vita sotto il suo controllo..."

      Questo era vero allora, ora non più.

    1. Violetto 19 dicembre 2022

      A mio modo di vedere il fatto è che la "massa" ovvero la maggioranza degli individui su questo pianeta, è uno scimmione ammaestrato non ancora evoluto a "uomo".

      Non si tratta (solo) di educazione ma di "possibilità".

      Non è (solo) questione di istruzione, ma di stupidità e ignoranza.

      Stupidità e ignoranza riguardo, principalmente, se stessi e poi riguardo i "funzionamenti" base delle cose del mondo.

      È pura illusione immaginare (al momento) una umanità "illuminata"
      Certe conoscenze saranno sempre appannaggio di una minoranza assoluta.
      Questa minoranza assoluta a "causa" di quella "conoscenza" non ha velleità di comando o di reale "evangelizzazione" perchè innanzitutto si rende conto che (e questo è parte di quella conoscenza) che il "comando" è pura illusione e di conseguenza preferisce "essere vissuto" in pace e serenità (relativa).

      E poi perchè si rende conto che una certa "conoscenza" non si può insegnare/tramandare.

      Di conseguenza il mondo è retto dagli "ignoranti".

      La cosa spaventosa e al tempo stesso divertente, è vedere tanta gente "ignorante" che siccome è colta e intelligente crede di avere conoscenza e parla di cose che non sa.

      Questa, per esempio, è la storia della religione e della filosofia.

    1. Arian Van Heisen 18 dicembre 2022

      «Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede più in niente: crede a qualsiasi cosa».

      A parte l' incipit dell' articolo , meritevole e complimenti a Matteo Parigi mi è piaciuto molto il suo articolo e come lui stesso conclude ...
      " Rimane, tuttavia, l’eco di un dilemma appena sussurrato da Weber più di un secolo fa:
      «Nessuno sa ancora chi nell’avvenire vivrà in questa gabbia e se alla fine… [sorgerà] una rinascita di antichi pensieri e ideali»
    1. Nestor Halak 18 dicembre 2022

      Non esiste (per fortuna) medico al mondo che lasci morire una vita sotto il suo controllo

      Mi pare (per sfortuna), un assunto decisamente troppo ottimistico.

      Quanto al senso della vita, non mi sembra che la scienza ce l'abbia portato via: di fatto non si occupa della questione.
      Ma penso che il solito rimescolamento di paroloni, di nostalgia per la saggezza (e la miseria) contadine, di citazioni dotte, di lamenti che "non c'è più religione" e, ahimè, l'immancabile caverna di Platone, servano ancora meno della scienza a dare un risposta.

    2. Gino 19 dicembre 2022

      di fatto non si occupa della questione

      di fatto non dovrebbe occuparsi della questione

    3. Primadellesabbie 19 dicembre 2022

      "...Quanto al senso della vita, non mi sembra che la scienza ce l’abbia portato via: di fatto non si occupa della questione. ..."

      Ha solo fissato i termini della realtà.

    1. DrCaligari 18 dicembre 2022

      Condivido fino all'ultima parola. Un esempio interessante di quanto detto da Weber lo si ha nelle considerazioni riguardo alla burocrazia: se vuoi ottenere qualcosa devi comportarti come un computer, un calcolatore, vuoi il passaporto? devi presentare richiesta in carta bollata, attendere un tot di giorni dopodiché compiere un'altra azione... se non segui alla lettera l'intero iter la pena è il mancato ottenimento dell'obbiettivo. Pensiamo al green pass e possiamo vedere come tutto questo sia stato ora portato alla sua somma realizzazione di permesso stesso di vivere. Sulla domanda finale a cui lui non trovava risposta, io propongo il sublime piacere voyeuristico di osservare come un entomologo questa massa di cerebrolesi affrontare mutazioni e destini personali, decodificare in ogni singola frase l'idiozia che li pervade, vederli attorcigliarsi e recitare come lo scarafaggio che ci ha donato Kafka. Un piacere senza eguali.

    1. danone 18 dicembre 2022

      Il vero problema è che l'uomo è un servo e i servi non si possono permettere la razionalità.
      L'ho vissuto sulla mia pelle e sicuramente anche voi, essendo tutti uomini cognitivamente sopra la media, abbiamo sicuramente vissuto un momento di distopia, allor quando ci siamo affacciati, da adulti, al mondo del lavoro ed alla capacità di mantenersi da soli, dentro a questo sistema economico infame e schiavizzante.
      Per chi come me è nato dal popolino basso, senza un soldo di risparmio o rendita, senza ereditare un beneamato, il mondo del lavoro si è rivelato devastante nella sua manifesta crudele banalità, puro sistema schiavistico-predatorio, piramide economica-sociale gerarchica ed indiscutibile, dove chi è figlio di e chi ha possibilità va avanti, tutti gli altri servi, schiavi, camerieri e maggiordomi, alla faccia dell'autostima, della razionalità che prevederebbe un minimo di rispetto per tutti e del mondo affettivo, che se non ti esplode in mano è perchè sei bravo.
      Il mondo razionale che fin da bambino i grandi di famiglia e i maestri che abbiamo avuto, cercano di spiegarci e trasmetterci, salta in aria appena entri nelle logiche della sopravvivenza economica in questo sistema neo-liberista, essere umani non garantisce di star fuori dalla legge della giungla, più adatta a bestie feroci e predatori di ogni razza e natura, anzi è quasi peggio, perchè si ha più pietà per gli animali.
      Questo per dire che la razionalità, sebbene sia insegnata ai giovani come una fondamentale capacità umana, da sviluppare ed usare nella vita, per distinguerci dagli animali, poi appena si è adulti e non si appartiene a nessun clan di amici che ti protegge, per sopravvivere ti devi trasformare in una bestia da soma, e addio razionalità, e chi se la può permettere fra i poveracci, più ne hai e più stai male tu e più rompi il cazzo a chi ti sta mangiando sul groppone.
      Capito marx dei poveri perchè le capacità cognitive calano? perchè siamo quasi tutti dei servi dentro al neo-liberismo e al servo non serve capire.

    2. DrCaligari 18 dicembre 2022

      Bravo Danone mi piace quanto scrivi. Tu comunque ti sei conquistato il Pensiero, sei salvo, sei un Eletto. Mi si potrebbe rispondere eh ma che cosa me ne faccio... Tutto, te ne fai tutto. Oltre a dover mangiare, bere, dormire e scorreggiare, il senso della nostra presenza su questo sasso ormai marcio risiede tutto qui. Capire e distinguersi. Ciao Uomo Distinto;)))

    3. maghi 18 dicembre 2022

      Max Weber potrebbe dirti che hai agito secondo lo scopo o la tradizione, come fanno quasi tutti, che poi si considerano servi. Bisognerebbe invece darsi dei valori e agire di conseguenza. Certo significherebbe entrare in lotta col mondo e con sè stessi, perchè il mondo vuole degli schiavi lobotomizzati, non dei liberi pensatori, che lottano per trovare la via d'uscita da una vita legata solo ai soldi, al successo, al piacere, all'egoismo. Se uno considera vera e reale questa possibilità, la vita può divenire accettabile da vivere, non dico gioiosa, ma almeno tranquilla e talvolta felice.

    4. omega 18 dicembre 2022

      Cavolo, che pessimismo cosmico!

    5. omega 18 dicembre 2022

      E' sempre stato così, anche prima del liberismo. Oggigiorno, anzi, anche l'accriccamento, il favoritismo e il clientelismo si sono democratizzati. Non sottovalutare Max, quindi.

    6. danone 18 dicembre 2022

      Perchè pessimismo, è realismo cosmico, ho scritto un dato di realtà, non certo la realtà dei figli di papà.

    7. omega 18 dicembre 2022

      Il mio commento era ironico. Comunque, nelle società opulente, esistono tantissimi sfaccendati che se la godono, e non sono tutti figli di papà.

    8. sarah 18 dicembre 2022

      Bravo, @danone, complimenti per la lucidità.

    9. sbregaverse 18 dicembre 2022

      È certo che gli ipersuperturbocapitalisti sanno fare molto bene il loro mestiere.

    10. Gino 19 dicembre 2022

      Difficile capire gli altri in profondità. Quasi come tentare di capire qual tipo di sensazioni possano suscitare negli altri le frequenze del giallo... ciò che posso fare è limitarmi soltanto a raccontare un fatto per me sorprendente, nella mia vita, sulla base della mia esperienza: eticamente mai io sono cambiato; seppure intellettualmente, non dico "uno nessuno centomila", ma almeno una dozzina di persone differenti, poiché intellettualmente profondamente diverse, io certamente lo fui. Al punto che guardondomi alle spalle talvolta il ricordo di quello che fui intellettualmente, nelle mie vite precedenti, che in questa mia vita si susseguirono, mi provoca imbarazzo, come minimo.

      p.s.
      in pratica la parabola della mia vita mi appare come un tentativo di adattare il mio pensiero alle esperienze della mia vita, ma sempre sulla base di ciò che sempre sono stato, e rimasto.

    11. maghi 19 dicembre 2022

      la vita secondo me è un cammino, è una via da percorrere. Guai a seguire la via indicata da chi ti vuole confondere per portarti via la tua essenza e appropriarsi della tua vita. Io ho avuto la fortuna di essere stato educato alla morale cristiana, quando questa era insegnata seriamente in giovane età, perchè alle mie figlie glielo insegnata di più io, che nelle strutture religiose della chiesa cattolica, ormai degradate a divertifici messi su attirare i bambini per appropriarsi della loro esistenza, proprio come fa il consumismo con tutti. Ovvio che ho dovuto scremare tutte quelle regole imposte dalla gerarchia ai fedeli, che sono in contrasto con la coscienza profonda e con la Parola di Dio, che è la Bibbia, ma principalmente in Nuovo Testamento. Ho fatto tesoro del consiglio evangelico di seguire Gesù, che è Via, Vita e Verità e mi sono ritrovato a portare sulle spalle un carico leggero (Matteo, 11, 28-30) che ha liberato il mio spirito da tutte la pastoie del mondo e della opprimente dottrina cattolica, di cui ho tenuto il meglio: i sacramenti (per avvicinarmi a Dio), i vizi capitali (per allontanarmi da satana) e il decalogo nella forma sinaitica di Mosè e di Gesù, che rende meglio ciò che vuole Dio riguardo alla santificazione del settimo giorno, invitando alla meditazione e la preghiera costanti tutti i giorni, invece della vuota partecipazione settimanale abitudinaria di nemmeno un'ora ad una Messa, che per i più è un peso e che infatti è ormai disertata dalla stragrande maggioranza dei battezzati. E anche riguardo al comandamento del divieto di adulterio, che non vale come imposto dalla gerarchia per tutti gli atti impuri, solo perchè questi sono esecrabili, pericolosi per la salute dell'anima, ma emendabili senza alla fine provocare danni irreparabili, come indicato nel Deuteronomio, se uno se ne allontana prontamente a seguito di un esame di coscienza e conseguente pentimento operoso con forme di ravvedimento, che vanno dal dispiacere, alla sofferenza, alla buona intenzione di non ricascarci, al disgusto, alla ricerca dell'unione spirituale con Dio, magari con una piccola penitenza, anche solo di preghiera, fino ad arrivare al Sacramento della Riconciliazione, che purtroppo è avversato ormai dalla maggior parte della gerarchia, che ne ha perso il profondo significato spirituale. Questa non è psicologia, ma Fede in Gesù. Difatti un mio amico psicologo ha fatto della sua vita un macello per seguire i consigli della sua materia relativi al liberamento degli istinti, che insegnano l'egoismo e non la libertà di seguire il Bene, che è Dio.

    12. Primadellesabbie 19 dicembre 2022

      C'è troppo divario tra come pretendiamo e raccontiamo la nostra società e la realtà*, specialmente in ambiente borghese e piccolo borghese.

      Il disincanto, se avviene, è brusco e, per alcuni, devastante.

      La scoperta della voluta ipocrisia che guida parenti ed educatori non è cosa di poco conto.

      La centralità culturale della finzione, conseguente all'adozione della scienza come idolo principe, non si può evitare in alcun modo.

      *La recita per chi si vede in un ologramma.

    13. Martin 19 dicembre 2022

      Andando alla sintesi, cio' che in particolare lamenti e' l'insufficiente mobilita' tra le classi economiche e sociali. La mobilita' tra le classi e' proprio uno degli aspetti che il capitalismo ha storicamente favorito. Negli ultimi decenni, tale mobilita' e' fortemente diminuita, ossia chi nasce povero o di classe bassa ha piu' chances di restare tale. Ma le ragioni di tale rallentamento sono molto discusse.

    14. danone 19 dicembre 2022

      Concordo, ma sul molto discusse mi permetto di fare notare che sono discusse per la massa di dementi in circolazione che avvallano tutto quello che gli impone l'ordine costituito dell'autorità e del potere, acriticamente.
      Le vere ragioni del collasso sociale e civile cui stiamo assistendo è perchè le comunità umane tutte, nazioni e popoli, sono dentro a delle morse bloccanti di sistema, rette proprio da chi il sistema lo ha costruito nei secoli e lo controlla.

    15. Martin 19 dicembre 2022

      Dovresti rassegnarti al fatto che i cretini o dementi sono sempre o quasi sempre la maggioranza, e' per cosi' dire un fatto ontologico o strutturale, dal quale discendono ampie conseguenze.

    1. Martin 18 dicembre 2022

      Al mega rosicone tedesco Max Weber non e' mai andato giu' che il capitalismo commerciale e bancario e' nato in Italia, ossia in un Paese cattolico, con "SOLO" qualche secolo di anticipo sul Centro e Nord Europa. Cosi', a forza di rosicare, si e' inventato di sana pianta la fandonia della centralita' della cd "etica protestante", divenuta poi molto popolare tra i colonizzati della sinistra italiana (l'eterno PDiota).
      Il Protestantesimo e' solo una variante che condivide l'80% dell'ideologia e del sistema dei valori del cristianesimo, nel bene e nel male. Nulla di piu'.

    2. Violetto 19 dicembre 2022

      perchè dici che il capitalismo commerciale e bancario è nato in Italia?
      e che l'etica protestante è diventata popolare nella sinistra italiana?

    3. Martin 19 dicembre 2022

      Che il capitalismo commerciale e bancario e' nato in Italia e' una incontrovertibile verita' storica, anche se gli AngloSassoni e Nordici preferiscono sorvolare o sminuire. Il termine banca deriva dal banchetto (o panca) ove ci si siedeva per scontare i debiti reciproci. Le prime banche, i primi contratti bancari e la contabilita' a partita doppia sono tutte invenzioni italiane. Le banche italiane (Peruzzi, etc) dominavano l'Europa, ma dopo il pallino e' passato al Nord Europa, per l'incapacita' dei piccoli Stati italiani di competere a livello oceanico.
      La popolarita' di Max Weber e della sua presunta "etica protestante" nella sinistra italiana degli anni 60, 70 e 80 e' anche per me un fenomeno piuttosto singolare, penso riconducibile alla volonta' di seguire la leadership della socialdemocrazia nordica.

    4. Violetto 19 dicembre 2022

      bè si, quello che dici sulle prime banche è vero.

      Purtuttavia Weber parla dell'"etica protestante" come "motore" per il capitalismo vero e proprio che effettivamente si sviluppa nei paesi protestanti.

      Weber imputava alla riforma luterana e quindi alla chiesa protestante da li derivata che, al contrario della cristiana, vedeva nella ricchezza e nella prosperità acquisiti col proprio lavoro, il segno della "benedizione" di dio, lo sviluppo del commercio e del capitalismo.

      Marx, al contrario, sosteneva che proprio là dove era più spiccato il senso del commercio capitalista (quindi Olanda, Nord Est della Francia e poi gli USA colonizzati proprio dai protestanti) il protestantesimo avesse attecchito quasi a "supporto".

      Certo non basta il protestantesimo a spiegare come mai i paesi cristiani sono rimasti "indietro" e non sono rimasti indietro certamente solo perchè il cristianesimo esalta la povertà.
      L'Italia, appunto, è rimasta frammentata e in lotta interna continua fino all'unità d'Italia mentre gli altri paesi si sono uniti in nazioni secoli prima.

      C'è da dire, però, che sia in Inghilterra (con la riforma anglicana) che in Francia (se non sbaglio con la religione di origine salica) che nell'attuale Germania col protestantesimo luterano e calviniano diffusosi poi anche nei paesi del nord Europa e poi nei neonato Stati Uniti d'America, tutti hanno affermato una netta separazione con il potere della Chiesa mentre in Italia la Chiesa e il papato hanno condizionato politicamente (più che religiosamente) la storia del nostro paese.

      Forse, quindi, più che all'aspetto puramente dottrinale so dovrebbe guardare all'aspetto organizzativo/gerarchico/politico delle varie "confessioni" e al ruolo che diviene più marginale dopo la riforma protestante (con molti morti e molte guerre) delle varie Chiese.

      Non capisco, invece, cosa c'entri la riforma protestante con la sinistra italiana.

    5. danone 19 dicembre 2022

      L'assenza di radici evangeliche e cristiche?
      e il fatto che la sinistra in realtà sia stata una comoda sponda dell'ideologia capitalista invece di combatterla.

    6. Violetto 19 dicembre 2022

      non capisco cosa c'entri il protestantesimo.

      Il protestantesimo è cmq "cristico" solo non condanna la ricchezza e non esalta la povertà e la loro chiesa non è strutturata gerarchicamente come la cristiana, si basa più sui pastori che evangelizzano senza una struttura come quella cristiana.

      La sinistra italiana è semplicemente come un qualsiasi partito finanziato dalle lobby e quindi ha dismesso qualsiasi velleità "socialista".

      Come del resto lo ha fatto la destra sociale che vediamo al governo proprio oggi. (Ma che prima era comunque in alleanza con il Berluska)

      La DC era la trasposizione politica di una chiesa "capitalista" sottostante alla classe borghese, quindi in questo si può vedere un legame con la chiesa protestante.

      La DC si fonde con il comunismo ateo in quello "splendido" mix cattocomunista che si è """"evoluto"""" nel PD odierno.

    7. Martin 19 dicembre 2022

      Non concordo. E' in un Paese cattolico come l'Italia che e' finito il Medio Evo ed e' nato il capitalismo bancario e commerciale, qualche secolo (!!!) prima del Protestantesimo, e l'Italia e' stata il luogo di gran lunga piu' ricco e avanzato dell'Occidente fino a tutto il 1500. Non ci fu proprio alcun bisogno di alcuna "etica protestante" per determinare l'infinita ricchezza della classe mercantile e bancaria italiana e la liberazione del Rinascimento.

      Dopo, con la scoperta dell'America e l'apertura anche delle rotte navali verso l'Asia, gli Stati italiani non furono piu' in grado di competere, e per l'Italia iniziarono i "secoli bui" (1600 e 1700).
      Il pallino dello sviluppo commerciale ( e coloniale) passo' al Nord Europa, Francia inclusa (il mercantilismo), Paese che resto' cattolico. Anche il Portogallo contribui' moltissimo a mercantilismo e colonialismo, ed e' sempre stato un Paese cattolico.

      Il secondo passaggio decisivo fu la rivoluzione industriale, nella quale il Sud Europa fu in ritardo, ma per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la religione.

      La storiella della cd "etica protestante" e' a mio parere del tutto sopravalutata. Tralaltro Weber era molto legato alla mamma puritana ed ostile ad un padre "licenzioso".

      La popolarita' della pseudoanalisi di Max Weber nella sinistra italiana degli anni 60 e 70 e' secondo me da ricondurre alla volonta' di imitare il modello socialdemocratico tedesco e nordico (ad altissima tassazione), ritenuto piu' avanzato, e che in quei decenni aveva un grande successo.
      Poi sono arrivati Reagan e Thatcher, e la popolarita' degli sproloqui weberiani sull' "etica protestante", nel momento in cui appunto e' divenuta liberista, si e' rapidamente dissolta.

    8. Violetto 19 dicembre 2022

      Si.
      Concordo con quello che scrivi.

      "Il secondo passaggio decisivo fu la rivoluzione industriale, nella quale il Sud Europa fu in ritardo, ma per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la religione."

      Però hanno a che vedere anche con il potere della Chiesa come istituzione, potere che è divenuto più marginale e comunque sottomesso al potere regnante secolare dopo la riforma protestante che ha messo in discussione il ruolo della chiesa e quindi di tutta la macchina burocratica e di potere che comporta.

      Inoltre, certamente, una religione che fa ella ricchezza una benedizione divina invece che una "tentazione" della quale liberarsi certamente influisce anche se non è certo stata determinante.

      Sulle interpretazioni della sinistra su Weber non ne so nulla

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