Mattarella si aggiusta la democrazia

Mattarella si aggiusta la democrazia

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Sono passate solo poche settimane da quando, prima della tornata elettorale europea, Sergio Mattarella invitava con forza gli italiani a recarsi alle urne per "consacrare con il voto, la sovranità dell'Unione" [1] - che il presidente della nostra Repubblica, ha sentito il bisogno di cogliere la prima occasione pubblica, per avventurarsi in un lungo discorso sul concetto di democrazia.

Tale urgenza si è resa necessaria per il primo cittadino italiano poiché, come ben sappiamo, gli italiani se ne sono infischiati dei suoi appelli al voto ed ormai totalmente sazi dei perenni tradimenti del mandato popolare da parte della totalità della nostra classe politica, sono rimasti a casa, facendo salire il dato dell'astensionismo ben oltre quella che è la soglia della maggioranza nel paese.

Andiamo subito al dunque!

Che ci fosse una estrema necessità di affrontare l'argomento democrazia - stante le condizioni terminali in cui la stessa versa nel nostro paese - da parte del rappresentante più in alto delle nostre istituzioni repubblicane, è fuor di dubbio. Credo che Mattarella però, abbia sbagliato l'interlocutore a cui rivolgersi. Stante il vissuto, non sono certo gli italiani che hanno bisogno di un ripasso di quelli che sono i principi che regolano la democrazia, ma bensì tutti coloro che operano nelle nostre istituzioni più alte, a partire dalla Sua.

E' chiaro che nel suo intervento - dentro quello che è un discorso (come vedremo, ndr) di un relativismo assoluto, dove il capo dello Stato, arriva ad affermare tutto ed il contrario di tutto - Mattarella è chiamato all'impossibile compito di far combaciare gli interessi dell'attuale sistema dei partiti (a lui tanto caro) - che appare ormai totalmente fuori dai principi democratici che la nostra Costituzione impone alle organizzazioni partitiche - con il compito che il suo ruolo gli attribuisce di difensore della Costituzione stessa, la quale sappiamo essere ispirata ai principi democratici più alti.

Tra varie citazioni storiche di prelati e filosofi - tra le quali certamente poteva risparmiarsi quella del "socio" in affari ex presidente Napolitano (non certo un campione in fatto di democrazia e rispetto della sovranità popolare e delle nostre istituzioni) ed un esercizio di contorsionismo con parole che suonano come un inno alla retorica - spicca l'invito di Mattarella a ricordare a tutti che "vi sono limiti alle decisioni della maggioranza, nel senso che non si possano violare i diritti delle minoranze e impedire che possano diventare, a loro volta, maggioranze". [2] - [tratto dal discorso integrale del Presidente Mattarella, pronunciato a Trieste durante l'inaugurazione della Settimana sociale dei cattolici]

Sinceramente appare curioso che solo adesso, che la maggioranza degli italiani è passata sulla sponda opposta, Sergio da Castellammare del Golfo, si ricordi dei diritti delle minoranze. Forse c'è da difendere quella minoranza che oggi partecipa a quella che ormai è una democrazia di fatto apparente, estremamente utile, per opportunità di quorum, a conferire il potere necessario al sistema affinché possa continuare indisturbato il saccheggio del paese in spregio alla democrazia ed in danno della maggioranza degli italiani?!

A pensar male spesso ci si azzecca! diceva un illustre collega di partito del presidente Mattarella.

Le libertà ed i diritti che oggi Mattarella invoca, sono le stesse libertà ed i medesimi diritti che l'attuale capo dello Stato ha calpestato durante tutta la sua doppia presidenza. Dalla dittatura sanitaria ai lockdown, dal green pass fino all'obbligo vaccinale, per non dimenticare tutto il suo pieno sostegno a tutte le politiche lacrime e sangue imposte nel nome dell'Europa, con la pretesa finale persino di "consacrarne la sovranità", sono tutte posizioni politiche che il nostro capo dello Stato ha sostenuto in totale spregio alla sovranità popolare che egli stesso è chiamato ad esercitare e non appaltare ad altri.

"Non è democrazia senza la tutela dei diritti fondamentali di libertà, che rappresentano quel che dà senso allo Stato di diritto e alla democrazia stessa" - afferma in un passaggio del suo discorso Sergio Mattarella.

Chi glielo ha scritto poteva almeno ricordarsi che proprio pochi anni orsono, lo stesso Mattarella per ottemperare agli ordini di Davos di vaccinare a tappeto più italiani possibili, non si face remora a calpestare persino il più alto diritto della libertà della persona.

Nel proseguo del suo discorso, il presidente non poteva mancare di affrontare il punto più dolente per la nostra politica e per la democrazia: l'astensionismo.

Dopo aver proposto alla platea che lo ascoltava, alcune domande del tutto retoriche, Mattarella non ha potuto fare a meno di ammettere che la non partecipazione al voto di fatto rende la democrazia "imperfetta" (usando le sue parole, ndr).

"Occorre, piuttosto, adoperarsi concretamente affinché ogni cittadino sia nelle condizioni di poter, appieno, prendere parte alla vita della Repubblica. I diritti si inverano attraverso l’esercizio democratico. Se questo si attenua, si riduce la garanzia della loro effettiva vigenza. Democrazie imperfette vulnerano le libertà: ove si manifesta una partecipazione elettorale modesta. Oppure ove il principio “un uomo-un voto” venga distorto attraverso marchingegni che alterino la rappresentatività e la volontà degli elettori. Ancor più le libertà risulterebbero vulnerate ipotizzando democrazie affievolite, depotenziate da tratti illiberali".

Leggendo queste poche righe è chiaro che Mattarella si rende perfettamente conto che un governo che nasce senza la partecipazione popolare è di fatto espressione di una oligarchia nella migliore delle ipotesi o di un regime nel caso peggiore. Sempre che si possa individuare qualcosa di buono per il popolo tra queste due forme di governo.

Ma quello che il nostro presidente manca di affrontare, sono le reali motivazioni per cui oggi gli italiani non votano. Volutamente o meno con queste parole, invertendo causa ed effetto, prova a confondere le acque facendo apparire chi non si reca alle urne come il maggior responsabile per l'accrescere delle limitazioni delle libertà e dei diritti per il popolo italiano.

Non scherziamo!

Tali limitazioni, che oramai nel paese crescono di giorno in giorno da troppo tempo, sono del tutto attribuibili al sistema oligarchico che si è instaurato nel paese e condotto dai partiti, il quale attraverso logiche di appartenenza si è impossessato delle nostre istituzioni. Lo stesso sistema a cui anche Mattarella si inginocchia da sempre.

Sono proprio le figure istituzionali poste più in alto - e a cascata i loro sodali - che da tempo immemore nell'esercizio delle loro funzioni, non rispondono più al popolo sovrano ma a logiche di interesse personale che hanno dato vita ad uno vero e proprio stato profondo dentro le istituzioni stesse.

Sono proprio le istituzioni principali del paese, quelle che preposte ad esercitare i tre poteri sovrani dello Stato (esecutivo, legislativo e giurisdizionale), a non essere più credibili per la maggioranza degli italiani e ad averli spinti a non presentarsi più alle urne per esercitare un diritto che di democratico non ha proprio più niente.

E dopo l'immancabile inno all'Europa rappresentata da sempre come la nostra salvezza, Mattarella ci lascia persino con la soluzione:

"Ebbene, battersi affinché non vi possano essere “analfabeti di democrazia” è una causa primaria, nobile, che ci riguarda tutti".

Aggiunge: "La Repubblica ha saputo percorrere molta strada, ma il compito di far sì che tutti prendano parte alla vita della sua società e delle sue istituzioni non si esaurisce mai. Ogni generazione, ogni epoca, è attesa alla prova della “alfabetizzazione”, dell’inveramento della vita della democrazia".

Quindi, interpretando le parole del presidente, chi ha votato dovrà farsi carico di convincere gli astensionisti a tornare nella cabina elettorale, nel contempo il Sistema dei partiti, provvederà a rinnovare le facce creando nuovi e prossimi imbonitori di folle che prometteranno l'impossibile a tutti.

Credo proprio che gli italiani a questo giro non si faranno più fregare e la valanga astensionista sarà ancora più grande prima di terminare la sua corsa a valle.

Sta a noi cittadini non appartenenti, ognuno singolarmente ma uniti nello scopo finale, tornare a fare politica sui social e nelle piazze, per trovare il modo di unire questa maggioranza ormai conclamata intorno a poche azioni semplici e concrete.

Riprendiamoci la nostra Sovranità.

di Megas Alexandros

Fonte: Mattarella si aggiusta la democrazia - Megas Alexandros

Note:

[1] La Valanga astensionista priva l'Europa di sovranità popolare. Ignorati gli appelli di Mattarella. E' la sconfitta del "sistema dei partiti" - Megas Alexandros

[2] Il testo integrale del discorso di Mattarella a Trieste (avvenire.it)

Commenti (15)

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    1. omega 13 luglio 2024

      Megas, sei in netto miglioramento; condivido.
      Oltretutto, la nostra mummia è il capo della minoranza della minoranza.

    1. Bertozzi 13 luglio 2024

      Ottimo articolo e ottimo l' accento su quella frase su minoranze e maggioranze veramente demenziale, degna del miglior conte Mascetti.

    1. Phantom 13 luglio 2024

      Premetto che non voglio difendere mattarella,ma leggendo vari commenti,devo dire che non ci si rende conto,che per i vari grembiulini che hanno messo lì,questo personaggio,non è assolutamente quello che appare.Infatti per le elitè,perchè anche l'inno fratelli d'italia,se nessuno l'avesse capito,intende le varie fratellanze e non il popolino bue,dicevo,mattarella è un loro garante e lo fa in modo eccelso.Il popolino serve solo come carne da cannone e per pagare le tasse.Infatti a parte lamentarsi non crea mai nessun problema.

    1. Phantom 13 luglio 2024

      Social,piazze,scuole e luoghi di lavoro sono la stessa faccia della medaglia.L'opposizione si fa solo versando sangue,ma in europa questo non succederà mai,perchè il popolino vive ancora troppo bene,lo farà solo quando gli esproprieranno la casa,gli ruberanno i soldi dai conti correnti e gli faranno mangiare insetti.Non menca molto.Spero fiducioso.Ma questa volta devono cadere le teste dei veri colpevoli di questa situazione,e non la solita lotta tra poveracci a favore dei soliti noti.

    1. absitiniuriaverbis 13 luglio 2024

      Un articolo semplice e diretto.
      Ci voleva.

      Insisto perché, se campi di soldi pubblici, ne devi rispondere, e ci deve essere coesione tra ciò che sei, dici, prometti e fai.

    1. TM 31-210 12 luglio 2024

      L'opposizione dura si fa nelle campagne e in montagna, portandosi appresso tanti amici, tutti con un oggetto lungo e duro a tracolla ;)

    1. pippo123 12 luglio 2024

      mattarella non avrà una buona stampa dagli storici del futuro

    1. nandoricciardi 12 luglio 2024

      ... e innanzitutto in famiglia, tra gli amici, che ohimé, è la cosa più difficile.

    1. nandoricciardi 12 luglio 2024

      Su Mattarella cosa si può dire? Se non che il Potere lo ha scelto proprio per la sua mediocrità, la sua inconsistenza politica e morale che, - mi si perdoni il politicamente scorretto - sono visivamente ben resi dalla sua figura spiacevole.

    2. Balabiott 12 luglio 2024

      Io, Mattarella, lo vedrei bene a far da badante a Biden...

    1. LuxIgnis 12 luglio 2024

      Non è nuovo a queste cose.
      Una sorta di dissonanza cognitiva che distingue quasi tutti quelli che stanno sul ponte di comando.
      Oggi dicono una cosa e domani un'altra a seconda di quanto gli fa comodo.

    1. casalvento 12 luglio 2024

      Da un po’ di tempo, da quando c’è Mattarella, ma forse anche con Napolitano, noto che i ministri dell interno e della sanità sembrano non appartenere al mondo dei partiti politici da cui in genere provengono, ma forse piuttosto all’ ambiente dei funzionari statali. Se così è viene da pensare che siano frutto di scelte non dei partiti al governo, ma forse di altro potere pubblico, come ad esempio ilPresidente della Repubblica, e che quindi il governo sia in realtà un governo parziale. Il PdR sarebbe in tal caso il vero capo del governo, anche se in incognito, ed avremmo di fatto un regime presidenziale.

    2. nandoricciardi 12 luglio 2024

      No e poi no. L'Italia dalla sua nascita nel 1861 non ha ha mai, letteralmente mai, goduto di una piena sovranità, pertanto non esistono uomini politici o delle istituzioni in grado di decidere chechessia. Napolitano fu selezionato in quanto fedele atlantista infiltrato nel PCI e in odore di massoneria. Mattarella è il nulla sotto vuoto spinto.

    3. casalvento 12 luglio 2024

      Sono due cose totalmente diverse. La mancanza di sovranità è fuori discussione, ma la mia osservazione riguarda i rapporti tra PdR e capo del governo. Credo che soggetti come Piantedosi e Schillaci non vengano dalla politica, non siano stati scelti dalla Meloni, ma piuttosto da Mattarella, a cui presumibilmente rispondono. Cambia poco, certo, vista la mancanza di sovranità, ma è comunque una rivoluzione della costituzione più bella del mondo, attuata col colpo di stato di Napolitano.

    4. omega 13 luglio 2024

      Non dalla sua nascita ma dall'8 settembre 1943 sicuramente.
      Non può esistere democrazia senza sovranità.

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