Maschi contro femmine: botte da orbi alle trans-olimpiadi

Maschi contro femmine: botte da orbi alle trans-olimpiadi

Di Andrea Zhok

Da quanto capisco - non seguo queste Olimpiadi come forma di boicottaggio privato - oggi nella categoria superleggeri donne gareggeranno Imane Khalif (Algeria) e Angela Carini (Italia).

Auguro all'atleta italiana ogni bene e possibilmente la vittoria.
Tuttavia c'è un problema non trascurabile. Imane Khalif - secondo quanto riportato dall'International Boxing Association nel 2023 - è biologicamente un uomo, in quanto l'analisi del DNA ha riportato la presenza di cromosomi XY e non XX.
Peraltro, se uno dubitasse dell'analisi cromosomica, uno sguardo alla struttura fisica dell'atleta non lascia molti dubbi.

Ora, in molti sport, e in modo particolarmente rilevante negli sport di combattimento, la differenza biologica tra chi ha avuto una crescita e pubertà maschile e chi ha avuto una crescita e pubertà femminile è molto marcata. La densità ossea è maggiore nei maschi, il che ha due implicazioni: conferisce maggiore resistenza alle percosse e, dipendendo la potenza di una percossa da massa per velocità, l'incremento della massa ossea conferisce maggiore potenza al colpo (le misurazioni medie danno una potenza di pugno maschile del 162% rispetto al pugno femminile).

Anche i tempi di reazione sono inferiori e sia le fibre muscolari bianche, da cui dipende la velocità, che rosse, da cui dipende la resistenza, sono mediamente maggiori nei maschi.

Chiedo scusa per essermi soffermato su queste banalità prosaiche, ma in un mondo in cui l'ideologia cancella la realtà, anche l'ovvio deve essere ribadito in forma dimostrativa.

E l'ovvio qui è che mettere su di un ring un atleta geneticamente maschio contro un'atleta geneticamente femmina è una grave scorrettezza. Può darsi che la sorte sia benevola, ma in generale è un'ingiustizia, con potenziali rilevanti rischi fisici.
(Segnalo un dettaglio forse non noto a chi non ha praticato la boxe. Alle Olimpiadi si utilizza un caschetto per gli incontri. Il caschetto nella boxe è l'apoteosi dell'ipocrisia. Infatti il caschetto limita soltanto le ferite superficiali, i sanguinamenti delle sopracciglia o degli zigomi - preservando gli spettatori - ma i traumi cerebrali legati all'entità della percossa sono esattamente identici, e naturalmente sono quelli ad essere i più pericolosi nel medio periodo).

Ora, la questione è: come si è potuti arrivare a questo punto?

Storicamente la cesura ideologica su questi temi avviene all'inizio degli anni '70.

Fino ad allora le rivendicazioni di genere (first-wave feminism) avevano sollevato il sacrosanto tema dell'eguaglianza formale, legale, dei diritti tra persone di sesso, genere o inclinazione sessuale differente.

A partire dai primi anni '70 si avvia invece un movimento ideologico con caratteristiche essenzialmente differenti, che non mira più al raggiungimento di diritti legali identici (in Occidente raggiunti), ma ad un non meglio precisato "superamento sostanziale" delle differenze.

Di questo superamento sostanziale fanno parte numerose battaglie distinte, il cui punto di caduta comune però è il rifiuto della realtà materiale nel nome di una rivendicazione ideologica (o, per chi vi aderisce, ideale).

Si tratta di una curiosa forma di idealismo, che inizia in sempre maggior misura a negare la realtà come se si trattasse di un improvvido accidente, qualcosa che dovrebbe essere superato di principio dall'autoaffermazione volontaria. Come in una novella forma di idealismo assoluto, l'Io si deve qui imporre al non-Io (alla Natura, alla Materia, alla Società).

Di questa tendenza fa parte il rigetto delle differenze sessuali, viste come latrici di discriminazione, nel nome della "lotta al patriarcato", e ne fanno parte tutte le varie forme di rivendicazione dell'identità sessuale percepita, vista come come superiore all'identità biologica.

L'intera tematica viene infine presa ostaggio dall'atteggiamento politicamente corretto, che rende ogni discussione aperta di tali questioni difficile, rischiosa, sempre sull'orlo di accuse infamanti.

Il cerchio così si chiude.

La prima mossa sancisce la superiorità delle pretese idealistiche di una sorta di Io assoluto, che può e anzi deve imporsi sulla materia (sulla biologia, ma anche sulla realtà sociale).

La seconda mossa, mette al sicuro dalle confutazioni le pretese di questo Io assoluto, isolandolo dalle critiche, attraverso una loro delegittimazione a priori (come omofobe, sessiste, retrograde, ecc.).

E cosa resta fuori da questo cerchio splendidamente autoreferenziale?

Nulla. Nulla salvo la realtà, che anche se i suoi campioni sono stati silenziati, rimane tuttavia testardamente in piedi.
Ed è la realtà che, con i suoi tempi, la sua implacabilità, e purtroppo anche le sue vittime sacrificali, finirà per fare giustizia di questo delirio culturale.

Come osservavo in un recente libro, nella temperie culturale contemporanea si è imposta una forma ideologica del classico argomento del Sorite.

Mi permetto l’autocitazione: “Come noto l’argomento si svolge nei seguenti termini: dato un mucchio di sabbia, se ne togliamo un granello avremo ancora un mucchio; se togliamo un secondo granello avremo ancora un mucchio; ma quando esattamente se continuiamo a togliere granelli non avremo più un mucchio? È chiaro che non sappiamo a priori quanti granelli contino come un “mucchio”. Questo porta a concludere che in un certo senso, noi non sappiamo esattamente cosa sia un “mucchio”.
Questo argomento paradossale segnala un fatto generale –osservato in forma insuperata da Wittgenstein – ovvero che nessuno dei concetti che noi usiamo ha confini netti. Ma, come lo stesso Wittgenstein osservava, non avere confini netti non significa affatto non avere confini, significa solo che esiste sempre una fascia di casi dubbi.

Nel momento in cui trasformiamo la constatazione di non poter indicare un unico netto discriminante tra due concetti nella conclusione che non avremmo ragioni sufficienti per usare quei concetti, ci apparecchiamo un serio problema. Nel caso di salute e malattia, normalità e anormalità, come nella quasi totalità dei nostri usi concettuali non disponiamo di alcun confine netto. Se, come con il mucchio di sabbia, sottraiamo ad un soggetto normale uno ad uno alcuni attributi è certo che ad un certo punto non lo percepiremo più come normale. Se sottraiamo ad un soggetto sano uno ad uno certi attributi è certo che ad un certo punto lo dichiareremo essere malato.”

L’argomento del Sorite applicato ideologicamente oggi mira a eliminare la separabilità di due categorie tramite l’esibizione di casi intermedi.
Siccome in natura esistono sempre occasionali casi limite, spesso legati a fattori mutageni o patologici, questo ideologema consente sempre di annegare ogni differenza in una generica indistinzione, che apre la strada, a sua volta, a ogni decisione arbitraria.

Nel merito del problema discusso, relativo all’apertura delle competizioni femminili a soggetti geneticamente maschi, i meandri semantici delle distinzioni odierne (binarietà, ermafroditismo, intersessualità, queer, ecc.) servono più a intorbidire le acque che a chiarire alcunché.

Nel caso in oggetto il punto di fondo mi pare abbastanza semplice: in sport agonistici distinti per sesso non si può abolire surrettiziamente la distinzione sulla base del fatto che esistono biologicamente casi intermedi o dubbi.

Se lo si fa, l'esito è uno solo, ovvero distruggere la separazione tra sessi e con ciò, di norma, distruggere la credibilità e sensatezza degli sport femminili.

Si deve dunque definire una linea divisoria sensata e mantenerla con coerenza. La presenza corrente di testosterone non definisce una linea divisoria sufficiente, perché un ormone funziona nella fase di crescita muscolare e ossea. Il fatto di rientrare nei parametri alla vigilia di una gara può essere insignificante (come è per molti tipi di doping che funzionano in modo analogo, cioè nella preparazione e non per la specifica gara).

Può darsi che neppure la distinzione cromosomica XY / XX rappresenti sempre una distinzione sufficiente, ma certamente è un solido indizio.

Se però alla fine il problema dovesse risultare insolubile, o se nessuna delle soluzioni risultasse generalmente accettabile, ci si dovrebbe rassegnare a creare una categoria di competizione ad hoc (dopo tutto esistono - senza voler definire un'analogia stretta - le paralimpiadi, con la loro specifica dignità e i relativi regolamenti).

Chi insiste nel fingere che non vi sia alcun problema nel far partecipare persone geneticamente maschili alle gare femminili, che lo faccia per convinzioni ideologiche o rivendicazioni lobbistiche, contribuisce alla distruzione della credibilità dello sport (che non è principalmente uno “spettacolo”, ma è soprattutto un modo per addestrarsi a disciplina, coraggio, "fairness", senso di giustizia - sportività appunto).

Di Andrea Zhok

01.08.2024

Andrea Zhok, Professore associato di Filosofia Morale, Università degli Studi di Milano.

Fonte: https://t.me/andreazhok/428

Commenti (203)

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Mostra commenti 76 caricati
    1. Bertozzi 3 agosto 2024

      È molto semplice: visto che farle affrontare un uomo o una "ben più che donna" sarebbe stato un insulto a lei allo sport e al buon senso, e un rischio per la sua vita, han deciso poi ripagarla dandole una mancetta, o simil paghetta statale, tieni carina e taci. Una sorta di lisciata di stampo mafioso che grida vendetta. Perché le date dei soldi se era tutto corretto? Trattasi di coda di paglia lunga un kilometro. Sai, dobbiamo accettare i transessuali e gli 'scoppiati di genere' come se fosse tutto normale - fra i moti di esaltazione dei tifosi e misogini qui che ancora non han capito la manovra - per cui prenditi sta tangentina e taci.
      E sempre per i misogini e per i tuttologi del menga dell' ultim'ora che son peggio di un orologio rotto che almeno due volte al giorno ci prende - voi manco quelle due - udite udite: lei non accetterà il denaro, peccato, ritentate, sarete più fortunati. Vi è andata male, ma avete già scritto eh! Non correggete la né cancellate l'ennesima cantonata, sarebbe ingiusto. Deve rimanere a imperitura memoria. E in ultimo per i geni fan della frase "ha incontrato altri pugili e ne incontrerà altre" ecco le fresche fresche dichiarazioni della prossima sua sfidante ungherese : "Devo combattere contro un uomo. È stato dimostrato che Imane Khelif è un uomo". Postando sotto la foto di un mostro.(Aspettiamo il tuttologo che scriva all' atleta e le urli isterico "portaci le proveeeee!")
      Ma è tutto normale no?, lo scandalo è che si metta in dubbio l'organizzazione di un evento demoniaco che punta a far accettare come normale che uomini si sentano donne e abbiano i loro stessi diritti e possibilità, tutto normale certo, mi raccomando non ponetevi dubbi, tutto normale, è stato un incontro normale, tra persone normali, con un epilogo normale e strascico post incontro normale; niente di strano, ma solo per gli orologi rotti e per chi recita pari pari i mantra di repubblica e del Mainstream, fra un sofismo e un insulto. Che naturalmente abbiamo imparato a ignorare, come meritate.
      Però, ci tenevo a dirlo:
      Peccato per voi, altra cantonata.

    2. Bertozzi 3 agosto 2024

      E per la cronaca anche l'ungherese è stata dominata e annichilita dal fenomeno algerino, 5 a 0 e a casa. Tuuuuuutto normale no?

    3. Hospiton 5 agosto 2024

      Tutto normale Bertozzi, adesso anche l'altro fenomeno di Taipei a medaglia tra le proteste, mentre il CIO gongola.

      https://www.gazzetta.it/olimpiadi/discipline/pugilato/04-08-2024/lin-yu-ting-e-khelif-le-due-pugili-contestate-entrambe-a-medaglia.shtml

      E qui c'è chi difende le politiche CIO senza conoscerne la storia, la tuttologia al suo apice, però quelli che difendono il transumanesimo siamo noi. La deriva continua

    1. uomospeciale 3 agosto 2024

      Comunque pare che la Carini prenderà dei bei soldini per aver pianto sul ring.

      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2024/08/03/tutte-le-donne-meritano-di-essere-campioni-carini-premiata-dallassociazione-internazionale-boxe/

      Non gli è andata male, no?

    1. ucek 3 agosto 2024

      che intervento triste, ho perso tempo che non ritornerà mai più aper leggere questa serie di amenità, al bar sono più articolati!

    2. uomospeciale 3 agosto 2024

      Cosa ti aspetti da un sito di cazzeggio ?
      Disquisizioni filosofiche sui massimi sistemi?
      Questo è un passatempo.
      E poi da casa mia il bar è lontano, io vivo in mezzo ai monti come Heidi.
      😉

    3. ucek 3 agosto 2024

      fortunato te che vivi in mezzo ai monti e forse le caprette ti fanno ciao.

    1. sbregaverse 3 agosto 2024

      E' la cultura bimbobello* !
      *bellezza sarebbe banalmente ovvio.

    1. LuxIgnis 3 agosto 2024

      No figurati io sono un pischello.
      Lo prendo come un complimento magari lo fossi!

    1. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Ma dicci, quale è questo tomo a cui fai riferimento?

      Quello che fa girare la testa dico.

    2. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Qualunque libro sulla genetica moderna va bene.
      Qulaunque.

    3. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    4. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Prendine uno a caso. Ce ne sono tanti.

    1. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Ma quanto è "complessa" la genetica?

      Roba da far girare la testa...

      Anzi no, quello era il libro.
      Sulla genetica.

      Chissà quale poi...

    1. sbregaverse 3 agosto 2024

      L'uso crea l'organo e il non uso atrofizza l'orgasmo all'organista ¿?

    1. LuxIgnis 3 agosto 2024

      È genetica ripeto non relativismo. Se non la conosci non dovresti mettere bocca.
      La conosci?

    2. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    3. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Capirai detto da uno che considera quello che ha detto un professore di genetica, cose di poco conto, immagino che in confronto a te le mie conoscenze di genetica, non così grandi ma abbastanza per capirci qualcosa, siano abissali.

    4. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    5. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Ripeti le stesse frasi che usavi una volta, Non sei così abili a mascherarti.
      Almeno un po' di creatività! Fai uno sforzo.

    6. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    7. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Saresti tu?

    1. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Anche quella è una deviazione genetica non così rara. Se non ricordo male c'era un'attrice dei porno anni 70 che era rinomata per quella caratteristica.

    2. Gervasorossi 3 agosto 2024

      "se non ricordo male"...

      Arieccolo.

      Non è rara e non è una deviazione genetica ma il risultato dell'abuso di PED

    3. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Si chiamava Vanessa del Rio, era famosa quando ero ragazzino.
      E non è il risultato di abuso di PED che a quei tempi può essere che nemmeno si conoscesse.

    4. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    5. LuxIgnis 3 agosto 2024

      "Deviazione " genetica era solo un modo semplice per dire che sottostà a un problema genetico.
      Ma certo che è genetico! Perché a meno che certi ormoni non li prendi appositamente, la produzione degli stessi è regolata a livello genetico. A parte la presenza di malattie che sbilanciano gli ormoni, ma anche quelle alcune hanno origine genetica.

      Sai è come se dicessi che una donna con un seno grande non sia dovuto alla genetica, ma a chissà che cosa.
      Un po' strano non trovi?

    6. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    7. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Di certo c'è solo la morte e le tasse. E le zanzare. MA queste almeno si possono acciaccare facilmente.

    8. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Le tasse sicuro 🤣🤣

    1. absitiniuriaverbis 3 agosto 2024

      Un aneddoto:

      Abraham Lincoln chiese una volta al pubblico quante zampe ha un cane se si considera la coda come una zampa. Quando risposero "cinque", Lincoln disse loro che la risposta era quattro. Il fatto che si chiamasse la coda una zampa non la rendeva una zampa.

    1. sbregaverse 3 agosto 2024

      La gara in sè è cosa di mammona.

    2. sbregaverse 3 agosto 2024

      Chissà perchè tra i molteplici sinonimi preferisco:
      mammona ¿?
      ~ è esaustivo e riempie la bocca ¿? ~

    1. alessandroparenti 3 agosto 2024

      Passerà alla storia tua moglie, con massime di questo tipo.
      E non capisco l'utilità, in queste discussioni, di dare a uno del frocio e del maiale.

    1. Phantom 3 agosto 2024

      "cSe però alla fine il problema dovesse risultare insolubile, o se nessuna delle soluzioni risultasse generalmente accettabile, ci si dovrebbe rassegnare a creare una categoria di competizione ad hoc"Tutto questo per dire quello che ho scritto ieri in una breve frase.

    2. sbregaverse 3 agosto 2024

      È la vita un mistero insolubile.

    3. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Categoria: malati di mente.

    1. Deimos 3 agosto 2024

      Troppo complicato, versione semplice:

      • Utero=donna
      • Testicoli = uomo

      La biologia è abbastanza binaria, se poi una donna ha un cromosoma Y e produce troppo testosterone è un vantaggio legittimo altrimenti tutto questo castello di boiate si ripete!
      Sarà ingiusto ma se mamma natura mi ha dato una costituzione migliore per qualcosa è inutile fare sterili polemiche, nella box si va per categorie di peso quindi se DI NATURA accumulo meno grasso a parità di peso sarò "meglio" degli altri, vogliamo fare indagini genetiche a tutti per vedere se hanno geni "migliori"?

      A furia di essere anti qualcosa ci si trova spesso ad aver saltato la barricata senza neanche accorgersi!

      P.S. non ho capito se Kalif ha patata e utero, pipino e noci o cos'altro....

    2. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Nella box, prima che per peso si và per genere.

      Kalif è un uomo.

    3. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Porta le prove. L'ho già chiesto.

    1. maghi 3 agosto 2024

      dalla foto mi sembra chiaro che il combattimento è stato tra un uomo e una donna. Basta dare un'occhiata alla muscolatura e la presenza di seni tra i due. Ma perchè ci si ostina a obbligare a questi spettacoli deprimenti? Per fare cassa, così gli allocchi, come non avessero altre centinaia di trappole in cui cascare ne hanno una in più. Basta guardare quanti commentano cadendo nell'ovvio tranello. Qui da me stanno ancora suonando ad un lago alias balera. Li sento a malapena, essendo la distanza in linea d'aria di 879 metri, ma se non avessi raggiunto l'età della consapevolezza, mi sarebbe piaciuto andare a vedere quanti allocchi sono presi nella rete. Fossi stato più giovane di una trentina d'anni, avrei fatto anche questa bischerata. A me è sempre piaciuto mescolarmi coi cretini. Tutti lo siamo a vari livelli. E' un pò come ritornare bambini.

    1. Seik Eloth 3 agosto 2024

      La prima bestialitá da correggere sono le donne che praticano sport da uomini.
      Poi é ovvio che i trans appartengono alle camere con le pareti imbottite e tante siringhe e pillole.

    2. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Anche il biliardo al pari degli incontri mma sono considerati da uomini, al pari del motorsport o del tiro al volo.

      O meglio, lo erano.

      Per me le donne possono fare tutto quel che desiderano anche salire sul ring xon un uomo se vogliono, (e c'è chi ci ha provato fuori dal circuito olimpico, ed è sempre finita bene perché l'uomo si è tenuto), ma per fortuna non sono stupide.
      Ricordiamoci che sul ring, al contrario di quello che molti tuttologi vanno scrivendo qui, si rischia la vita, sempre.

    3. Astronauta 3 agosto 2024

      Infatti la boxe non si addice alle donne per motivi anatomici evidenti.
      Mi pare che l anatomia ultimamente sia una opinione, ma non lo e‘.

    4. alessandroparenti 3 agosto 2024

      Il biliardo È sport da uomini. Me lo diceva un amico che lo praticava ad alti livelli nazionali. Mi diceva che pur assendo circa 50esimo in Italia nessuna donna al mondo poteva sconfiggerlo. Ma è un gioco, non è pericoloso, e tutti devono poterlo giocare. I pugni non sono roba da donne. Piuttosto si attaccano ai capelli durante le liti. Le negre invece mordono, come ben sanno i poliziotti che a volte intervengono nelle risse-liti. Qualcuno di loro ci ha rimesso una falange.

    5. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Neanche il calcio e tutte le altre puttanate che promuovono "al femminile".
      Per non parlare di ebeti che dicono avvocata o ministra o altre neo-puttanate per zombies.

    6. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Ma a noi non deve importare.

      Sono contente di boxare?
      Che boxino!

      Altrimenti cosa facciamo?
      Eliminiamo per decreto la possibilità per chi lo desidera di salire sul ring?

      Io sono per la totale libertà di scelta, quando questa non danneggia altri che chi decide.

      Per quanto mi riguarda le donne possono fare tutto quel che desiderano fare, le conseguenze sono un'altra cosa.
      Ma chi siamo noi per decidere?

      Secondo questa logica dovremmo vietare a chiunque lo skydiving, la discesa libera, il Motorsport, il bodybuilding e molto altro.

      Sono innumerevoli gli sport pericolosi per entrambi i sessi, ma la vita lo è, per sua natura.

      Dire che uno sport "non sia da donna" è privo di logica, in quanto deve valere il principio di autodeterminazione.

      Il fatto che le donne in certi sport non siano a livello delle controparti maschili non esclude a priori il loro diritto a scegliere cosa fare nella loro vita a prescindere dai rischi.

    7. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Ma a te che ti frega se giocano a calcio?

    8. Seik Eloth 3 agosto 2024

      A te che ti frega di fregartene se a me frega che giocano a calcio?

    9. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Insomma diciamo chiaramente che nessun sport è per donne. Ah sì, forse i tornei di punto e croce!

    10. gianB 3 agosto 2024

      É questione di termini. In realtà qualcuno qui sta dicendo che per lui "non è femminile". Affermazione lecita.

    11. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Se lo vuoi dire.... non sono con te.

    12. Gervasorossi 3 agosto 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    13. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Era una battuta. Non esistono per me sport maschili o femminili. Esiste l'essere umano e lo sport.

    14. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Sei libero di dedurre autonomamente in base alla tua neuroprogrammazione.

    15. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Per me invece esistono sport da uomini e quelli da donne.

    16. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Sembra un po' la canzone di Gaber. Cos'è la destra e cos'è la sinistra. In questo caso cos'è la donna e cos'è l'uomo.

      Fare il bagno è da donna, fare la doccia è da uomo. 🎶

    17. Seik Eloth 3 agosto 2024

      A te le tue, a gaber le sue e a me le mie.

    18. LuxIgnis 3 agosto 2024

      De gustibus. A me piace la varietà nella vita, le cose pre fissate le trovo altamente noiose e degradanti.

    19. Seik Eloth 3 agosto 2024

      De gustibus, esatto.

    20. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Ah il de gustibus è sacro, basta che poi non si impedisca gli altri di averi altri gusti.

    21. Seik Eloth 3 agosto 2024

      "Basta che poi...."?
      Noti qualcuno che "impedisce"?

    22. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Sì noto che molti impediscono. Impedire non è solo farlo materialmente, anche perché per questo bisognerebbe avere forza e coraggio che molti non hanno, ma anche denigrare o insultare il pasto che uno fa.

    23. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Allora impedisco anche io.
      Del resto sono malattie indotte che si cerca di impedire.

    24. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Ci sono anche molte malattie endogene.

    25. Seik Eloth 3 agosto 2024

      Ci sono anche quelle.

    26. LuxIgnis 3 agosto 2024

      Quelle sono più importanti da controllare.

    27. Seik Eloth 3 agosto 2024

      A tuo avviso, va bene.

    1. BrunoWald 3 agosto 2024

      "...un mondo in cui l’ideologia cancella la realtà".

      Il progressismo spiegato in due parole.

      Il ché non significa che si debba tornare integralmente al passato, ma superarlo in modo costruttivo e realistico, anziché autodistruttivo.

      Il tema andrebbe approfondito un pò meglio, magari lo farò nel forum, ma qui mi interessa il tema di fondo: il rifiuto della realtà su basi ideologiche, che caratterizza l'occidente terminale, e di cui Zhok delinea qui alcuni aspetti essenziali. Siccome tale rifiuto è parte di una più generale pulsione di morte (il "suicidio" della civiltà occidentale) esso va denunciato per quello che è, fottendosene delle "accuse infamanti" di questi invasati

      Tanto, alla fine, dovremo rinsavire in ogni caso:

      "Ed è la realtà che, con i suoi tempi, la sua implacabilità, e purtroppo anche le sue vittime sacrificali, finirà per fare giustizia di questo delirio culturale."

    1. A XII century man 2 agosto 2024

      Comunque sto forum è pieno di infiltrati progressisti, ultimamente.

      Devono essere abbastanza disperati.

    2. Gervasorossi 2 agosto 2024

      Nah, alcuni sono proprio dei mentecatti incolti.

    3. Teopratico 2 agosto 2024

      A me sembra più colmo di nostalgici repressi, che non vedono l' ora di sfogarsi mischiandosi nel gruppo materialmente su qualche corpo inerme e reso debole: comunista, frocio, donna, morto di fame, trans, anarchico, poeta ( sempre morto di fame), rozzo e sensibile contadino, topo di biblioteca, manovale sciancato senza retribuzioni, senza tetto, nullatenenti vari, tutta la feccia insomma. Così per ripulirsi il proprio specchio lordo.

    4. sbregaverse 3 agosto 2024

      Beati i poveri in spirito.

    5. sbregaverse 3 agosto 2024

      Hai dimenticato i teopratici ?

    6. Stefanovic 3 agosto 2024

      Semicolti. Uno legge migliaia di pagine di genetica per capirci meno di prima e non saper più distinguere un uomo da una donna. Per fortuna ho studiato matematica, non mi sarebbe piaciuto ridurmi così

    1. gix 2 agosto 2024

      Proverei a spostare la discussione su altre questioni. Per cominciare, l'atleta, un atleta, per chi gareggia. Certo per se stesso, per la propria soddisfazione pesonale, per il riconoscimento del proprio valore e forse anche per la propria autostima. Ma l'algerino, in varie interviste, si è definito un soldato (parlando di se come uomo, oltretutto), servitore dello Stato algerino, quindi il suo impegno come atleta è anche, indubbiamente, per la Nazione algerina. Il piano personale, pertanto, ovvero lo stesso risultato sportivo, potrebbe essere subordinato al giudizio popolare della comunità, in questo caso algerina. La comunità si appropria delle prodezze sportive dell'atleta; la vittoria viene fatta propria e diventa motivo di orgoglio della comunità. Almeno, così dovrebbe essere. Ma che succede se la vittoria non supera, in tutto o in parte, il giudizio morale della comunità che dovrebbe farla propria? Per intenderci, siamo sicuri che in Algeria (ma potrebbe essere ovunque) il popolo si senta fiero di simili vittorie? Così vale ovviamente in tutti quei casi di vittorie "sportive" conseguite senza un merito reale e soprattutto riconosciuto. Se l'Agenda prevedeva che un pugile algerino dal genere incerto dovesse battere una vera ed autentica pugile donna italiana (dicono che nulla di tutto ciò potrebbe essere lasciato al caso), cosa potrebbe aver previsto riguardo alla identificazione popolare con il vincitore?

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