Oggi vogliamo sottoporre i lettori ad una nuovissima terapia. Per distinguerci da quella che è ormai la prassi, e forse per darci un certo tono d'originalità, lo dichiariamo subito: si tratta di una terapia in fase di sperimentazione. Invitiamo qui i lettori, apertamente e senza segreto, ad offrirsi come cavie. Diremo di più, poiché ci vogliamo nuovamente distinguere: questa terapia sperimentale è del tutto facoltativa. Siete liberi di partecipare, oppure potete smettere di leggere già ora, e andare a bere un caffè. Al bar non vi chiederanno un lasciapassare che certifichi la vostra adesione. Promesso.
Entriamo nel vivo della questione. La terapia che vorremmo oggi sperimentare non riguarda la medicina. Non si tratta di una terapia genica, ma piuttosto di una terapia igienica. Una terapia di igiene retorica, potremmo dire, prendendoci la libertà di fare un gioco di parole (una delle poche libertà rimaste).
È d'obbligo, prima di procedere, una breve premessa. Tutti noi sappiamo bene come il dialogo con gli adepti della nuova normalità sia, fatto salvo per pochissimi casi, TOTALMENTE impossibile. Non esiste alcuno spazio di confronto intelligente. Non importa quanti documenti ufficiali, dati statistici o testimonianze di esperti siano posti sul tavolo della discussione: non verrete ascoltati. Verrete piuttosto derisi, con il ghigno sinistro e assente di superiorità di chi sta per bersi una fialetta di cianuro, pensando si tratti di chinotto. Discutere con queste persone è come guidare una muta di cani che, dopo una settimana a digiuno nelle bianche distese dello Yukon, abbia adocchiato in lontananza una lepre delle nevi, e le si scagli contro, completamente fuori controllo e sorda alle richieste del conducente. (Mi perdonino i lettori più attenti, l'esempio è puramente campato per aria. Non sono mai stato nello Yukon, né tantomeno ho guidato una muta. Ho letto un po' Jack London da ragazzino, ecco tutto.) Insomma, non c'è niente da fare. La retorica, la logica, il senso comune non soltanto non funzionano più, ma sono anzi profondamente schifati dagli adepti della nuova normalità, dagli affermazionisti, dai teleipnotizzati dell'ultima ora, dagli analfabeti per scelta disposti a rinunciare a tutto pur di non rinunciare a niente.
Basta chiacchiere magre per ora, passiamo all'esperimento. La prossima volta che vi troviate costretti a discutere con un affermazionista, non contradditelo più. Non tentate di farlo ragionare. Non imbastite un buon discorso basato su fatti comprovati, che dimostri con chiarezza scientifica una tesi. Basta, smettetela, non serve a nulla. Finora, se il vostro interlocutore tirava, come una muta impazzita, verso ovest, voi tentavate di farlo virare verso est. Questo confronto finisce ogni volta con una stasi dialettica inevitabile, e faticosissima. D'ora in poi, quando il vostro interlocutore prende a spingere verso un lato, voi dategli una gran spinta nella stessa direzione; una spinta retorica, s'intende. Anziché contestare la posizione dell'altro, ponetevi in quella stessa posizione, e gonfiatela a tal punto da renderne palese l'assurdità. Per chiarire del tutto il punto centrale, e dissipare ogni dubbio, vi proponiamo ora un esempio di "terapia igienica di contro-conversazione", che serva al lettore come traccia guida per l'esperimento.
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Una domenica mattina, uscendo di casa, sul ballatoio incontrate Sandro, il vostro vicino, devoto seguace del nuovo credo vaccinale. Da bravo scientista, Sandro non si domanda mai nulla e dà tutto per appurato. Fatti sbrigativamente i convenevoli, si affretta a parlarvi dei passaporti vaccinali, e di come finalmente si potrà tornare a viaggiare in sicurezza. E poi continua, costringendovi ad ascoltare le solite storielle sui nuovi vaccini, di come sia importante la sensibilizzazione, di come si debba immunizzare il gregge, eccetera eccetera. Voi scuotete il capo, e state per dire quello che pensate... STOP, fermi lì! Ricordatevi dei cani di London, ricordate l'esperimento! Provate a rispondere così:
Il vostro vicino è un po' scosso, vacilla un poco, preso alla sprovvista, ma si ricompone subito. E riattacca:
Al che voi, senza fare una piega, con voce calma, quasi distrattamente, replicate:
Sandro è un po' confuso, non se l'aspettava. Però, cercando di non far trapelare la sorpresa, riprende a parlare:
Voi ora iniziate ad infervorarvi, quasi che la posizione del povero Sandro non sia abbastanza convinta, non abbastanza a favore del regime. Mostrando una certa perplessità nei suoi confronti, accompagnata da un sorriso paternalistico, replicate:
Sandro inizia ad essere molto scosso, cerca di mostrarsi disteso, ma segretamente s'appiglia con un mano alla balaustra, come a cercare conforto:
Sandro, a questo punto, con voce flebile cerca di ribattere, di dir qualcosa, ma voi riprendete a forza la parola, come non l'aveste sentito:
Sandro è muto, non sa più cosa dire, vorrebbe solamente compenetrarsi nel muro e sparire come un fantasma. Voi continuate imperterriti:
Sandro è pallidissimo, e ora anche l'altra mano cerca disperatamente la balaustra, senza trovarla. Si guarda intorno, pregando segretamente che nessuno abbia sentito la vostra discussione.
Voi, con incredibile sdegno, e con voce forte, quasi foste un cantante di lirica, cosicché tutto il vicinato senta per bene, date il colpo di grazia:
E uscite così di scena, con fare teatrale e celando a malapena la soddisfazione.
Questo esempio, che per strappare un sorriso al lettore abbiamo reso un poco vistoso e forse esagerato, rappresenta soltanto una delle molte possibilità della "terapia igienica di contro-conversazione". I lettori potranno sbizzarrirsi, e sperimentare sulla loro pelle le molte declinazioni di questa semplice idea.
Ecco un altro, breve, esempio:
In risposta ad una vecchia signora che, all'aperto, vi intima di indossare la mascherina:
Ancora due altri casi, cambiando argomento:
Se qualcuno vi costringe ad ascoltare un discorso intriso di quel femminismo patetico che nulla ha a che vedere con il rispetto della donna e con la parità dei sessi, ma che è invece intriso di odio e disprezzo per gli uomini (e, a guardar bene, anche per le donne), voi potete giocate la "carta gender". Ditevi profondamente scandalizzati e amareggiati che nel 2021, ancora si debbano sentire questi discorsi intrisi di tale retrogrado binarismo. Basta con questa bazzecola di uomini e donne, non siamo più nella preistoria!
Se poi vi si chiede perché non siete andati alla manifestazione per il cambiamento climatico, voi rispondete che i grandi assembramenti, soprattutto di giovani, i quali tendono a respirare molto, generano una massiccia dose di CO2. Basta manifestazioni, dobbiamo piuttosto adoperarci per oscurare il cielo con nanoparticelle, aspergere ogni cosa di scie chimiche, reprimere i comportamenti delle persone, e concedere il lusso di consumare risorse solamente a chi può permetterselo, alzando vertiginosamente i prezzi del petrolio e di altri beni "non-green". Questo è il futuro, che ci piaccia o no. Chi non può comprarsi una Tesla non merita di farne parte, manifestazione o meno.
E così via.
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Noi, in qualità di sperimentatori, vorremmo raccogliere le vostre esperienze, e redigere così una sorta di breve "Manuale di contro-conversazione", dove vengano riportati e analizzati i casi più interessanti, pervenutici come aneddoti o come resoconti più dettagliati. L'efficacia di questa terapia è tutta da dimostrare, e così il rapporto rischi-benefici. Sta a voi provare. Noi decliniamo comunque ogni responsabilità.
Naturalmente, i volontari che si vorranno sottoporre all'esperimento dovranno possedere alcuni requisiti:
- Dovranno godere di buona salute fisica e mentale.
- Dovranno avere buone capacità comunicative.
- Un senso dell'umorismo che, su una scala da 1 a 10, sia piuttosto spiccato.
- Non da ultimo, occorrerà una certa faccia tosta (possibilmente non coperta da maschere o stracci di alcun genere).
Prima di concludere, spendiamo poche ma importanti parole circa l'idea che si cela dietro questo innovativo paradigma sperimentale. Stiamo cercando degli spazi di discussione alternativi a quelli che, con tanta dedizione e indottrinamento quotidiano, la narrazione prevalente sigilla ogni giorno. Le persone sanno e possono muoversi solamente nella direzione prestabilita dalla "verità" ufficiale, come fossero delle macchinine elettriche lungo una pista. Ricordate le macchinine telecomandate Polistil, che sfrecciavano veloci, sempre incastrate nel loro binario? Se tuttavia, in curva, si premeva troppo l'acceleratore, venivano sbalzate fuori dal loro solco. Le persone girano e girano come le Polistil; pensano di essere libere, ma non si accorgono di essere sempre agganciate ad un binario che qualcun altro ha messo lì per loro. Forse si può provare a pigiare l'acceleratore un poco di più, e farle così sbalzar fuori, chissà. Ma facciamolo comunque con garbo, senza aria di superiorità, senza odio, come si farebbe con un bambino che sogna ad occhi aperti e non vuole smettere. Loro ci disprezzano, noi dobbiamo avere compassione, e pazienza. Molta pazienza. Certamente però, non nascondiamo che in questo metodo di contro-conversazione si cela anche il piacere di prendersi una piccola rivincita intellettuale, un tiro mancino contro la narrazione ipnotica del discorso predominante. E contro tutti i vicini di casa del mondo, che ogni giorno ci costringono ad ascoltare le loro allucinazioni senza replicare. Ecco tutto.
Potrete lasciare i vostri resoconti e le vostre esperienze nei commenti sotto a questo articolo. Noi li raccoglieremo e li analizzeremo con cura e metodo scientifico (che, nell'accezione moderna significa: "così un po' come viene, come ci fa comodo a noi").
Per la tutela della privacy, nessun nome verrà pubblicato. In tutta franchezza, è probabile che non verrà pubblicato proprio niente, essendo i fondi per la ricerca scientifica molto difficili da ottenere in questo campo. (Se siete a capo di una fondazione multimiliardaria e siete interessati a finanziare questa sperimentazione, contattateci. Eventualmente, potremo discutere di un pass, di un chip sottopelle o di qualcos'altro, alla bisogna. Insomma, vedremo con calma quando sarà il momento).
Dunque, siamo giunti alla fine: ora siete pronti. Copritevi bene e andate per le strade del mondo e sperimentate la nuova "terapia igienica di contro-conversazione". Buona fortuna.
MB
natascia 11 maggio 2021
Situazione triste quando gli stessifamiliari spingono alla vaccinazione.Mi avvio alla solitudine. La solitudine non mi pesa,ciò che mi disturba è la necessità dei più di conformarsi ad ordini ingiusti. Non temo la morte.