“Ma dove stavano ai tempi del Green Pass?” Breve disamina di certi movimenti d’attivismo contemporaneo

Molti movimenti e realtà vicine ai valori giovanili della "sinistra contemporanea" si stanno affacciando attivamente alla questione palestinese, organizzando proteste che spesso si scontrano con la repressione delle autorità. Fra numerosi utenti dell'area del "dissenso" sorge però spontanea una domanda: perché costoro

“Ma dove stavano ai tempi del Green Pass?” Breve disamina di certi movimenti d’attivismo contemporaneo

Di Federico Degg per comedonchisciotte.org

Chi scrive osserva spesso il mondo dei social network, specie le reazioni e i commenti sotto determinati post e pagine trattanti di attualità ove si incanalano larghe fette di pubblico del cosiddetto “dissenso” nato durante il periodo Covid. È nelle affollate aree commenti dei vari social, infatti, che in molti esternano senza mezzi termini o pretese di persuasione la loro prima e più emotivamente istintiva reazione dinanzi a un fatto di cronaca, a una riflessione o al semplice titolo di una notizia. Dando dunque un assaggio di quello che potremmo definire, sperando di non esagerare, il “sentire comune” di un preciso pubblico su determinate questioni.

Tale premessa necessaria a introdurre ciò che ha dato il La alla stesura di quest'articolo, ossia una reazione alquanto comune fra gli utenti del “dissenso” alla repressione messa in atto questa domenica a Roma contro la focosa manifestazione pro-Palestina e all’indignazione che ne è seguita in certi ambienti del mondo social. Tale reazione si può riassumere come segue: “Ma tutti questi qui dov’erano tre anni fa, quando le stesse violenze venivano compiute sui manifestanti al porto di Trieste?” O, più in generale: “Dov’erano tutti costoro durante le proteste contro il Green Pass? Dove se ne stavano quando si trattava di combattere quella discriminazione?”

Reazioni della comunità degli utenti del "dissenso” già palesatesi in occasione di altre manifestazioni in favore della causa palestinese, o di altre comunque sfociate in repressioni più o meno violente da parte delle autorità.

Lo scopo di questo testo è provare allora a rispondere a tali domande, prendendo in esame le caratteristiche di quelli che in buona parte sono i movimenti impegnati ora nella causa palestinese, della loro linea di pensiero e di quella di chi fa parte del loro seguito. Così da provare a razionalizzare il disappunto che molti, memori della solitudine e della mancanza di solidarietà patite durante la ribellione alle norme liberticide del periodo Covid, tuttora provano.

Partiamo da un dato di fatto: oltre alle realtà del dissenso al Green Pass e all'atlantismo e ad associazioni storicamente attive in merito sulla questione, ad organizzare allo stato attuale occupazioni, presidi e cortei in favore della causa palestinese sono in larga parte quei movimenti che, generalmente parlando, potremmo cominciare col definire di “contemporanea sinistra ed estrema sinistra”. Associazioni, collettivi o liste studentesche che afferiscono innanzitutto all’area valoriale progressista, con ispirazioni talvolta comuniste e socialiste (tendenzialmente però nell’accezione ideologica post-scuola di Francoforte, dunque improntata a guardare non tanto alla lotta di classe quanto all’affermazione dei diritti di specifici “gruppi” di persone o delle cosiddette “minoranze”), generalmente schierati a favore di istanze femministe, multiculturaliste, inclusive e LGBTQ+, di matrice ecologista o anche legate alla lotta al cambiamento climatico. Il seguito di tali movimenti, o comunque la fascia di popolazione che più vi guarda con simpatia, è quella giovanile e studentesca.

Già qui qualcuno potrebbe giudicarli come il “male assoluto”, specie se da una prospettiva più conservatrice e ostile a tutti questi temi. Va da sé, dunque, che tre anni fa fossero nel loro universo arcobaleno fatto di pronomi e auto elettriche green, sordi e ciechi dinanzi a ciò che succedeva ogni giorno attorno a loro, direbbero molti fra i “dissidenti”, per non citare anche una diffusa assenza o ignoranza di fondo su altre questioni attuali come il conflitto in Ucraina. Nondimeno qualcun altro potrebbe ribadire facendo notare che al momento si sono forse “risvegliati” dalla loro bolla schierandosi dalla parte dei “giusti”, a favore dell’oppresso contro l’oppressore, contro gli interessi guerrafondai dell’Occidente e del loro alleato in Medioriente. Osservazione più o meno discutibile nel cui merito ora non entreremo, limitandoci a rispondere ai quesiti di cui sopra.

Perché, dunque, la maggior parte di questi movimenti e del loro seguito, che pur si presentano con un'aria positiva tutta ammantata di "battaglie giuste" e retorica dei diritti umani, è stata del tutto assente durante la stagione di proteste contro il Green Pass?

Chi scrive identifica sostanzialmente tre ragioni generali.

La prima è il carattere di fondo marcatamente “collettivista” del loro indirizzo ideologico. Non serve argomentare molto il fatto che gli indirizzi di pensiero politico e sociale citati qualche paragrafo sopra pretendano una predilezione per il benessere intero della collettività più che dei singoli, il cosiddetto “bene comune” in nome del quale durante il periodo Covid ci fu richiesto (e imposto!) il sacrificio di varie libertà personali, ultima solo in ordine cronologico quella di scelta riguardo al vaccinarsi o meno. Ecco, l’enorme enfasi messa dalla propaganda statale e dai mezzi di comunicazione su questo sacrificio di certe libertà - etichettate come individualistiche e anzi puramente egoistiche in rapporto alla presunta emergenza in corso - in favore del bene della comunità intera non può non aver risuonato in armonia con l’impostazione ideologica di sacrificio individuale in favore dell’universale che anima generalmente tali movimenti e le loro rivendicazioni. Molti loro sostenitori hanno dunque assimilato senza campanelli d’allarme la retorica liberticida sui lockdown e sulla successiva questione vaccino-Green Pass, mentre altri ne sono diventati convinti sostenitori in nome della “guerra all’egoismo” con cui vennero dipinti i dissidenti.

La seconda fondamentale ragione sta in quella che ben definiamo come “fede nella scienza”, altra caratteristica intrinseca ai sedicenti movimenti progressisti e al pensiero fondante del comunismo e del socialismo che essi oggi propugnano in maniera annacquata [1]. L’espressione, “fede nella scienza” e il riferimento all’ambito scientifico richiedono però una digressione di chiarezza terminologica prima di poter proseguire: molte oggettive basi del dissenso sulle politiche Covid sono da ritrovarsi nella scienza e nella giusta applicazione del metodo e del confronto scientifico. Affianco alle battaglie condotte nel nome di principi etici, è stata difatti tutta una serie di coraggiosi e validi professionisti del settore (medici, ricercatori, biologi, epidemiologi e via dicendo) a raccogliere fin da subito le svariate evidenze in conflitto con la “versione ufficiale” dell’emergenza sanitaria propugnata a reti unificate da vari altri pseudoesperti, fornendo così il materiale scientifico su cui poi si sono articolate le istanze di opposizione a misure infondate e controproducenti e su cui tuttora si basano le argomentazioni della difesa durante i ricorsi in tribunale. Non è dunque la scienza in sé da buttare, come molti di voi trovano ovvio, ma lo “scientismo”, la fede acritica in versioni più o meno spacciate come ufficiali nonostante facciano acqua da più parti.

Tornando ai movimenti che stiamo analizzando, dunque, non possiamo non notare che la narrativa di sostegno alla lotta al cambiamento climatico, ad esempio, si appoggia proprio a una narrazione scientifica dipinta come ufficiale e universalmente condivisa – mentre, nei fatti, sul tema c’è ancora più dialettica e contrasto fra addetti ai lavori di quanto venga dato a vedere al grande pubblico. Oppure che le varie istanze trans-femministe, LGBTQ+ e inclusive si appoggiano su teorie e supposte scoperte "scientifiche" così criticabili e nebulose che i loro sostenitori non sanno più dare una definizione coerente di che cosa sia una donna [2] - vera e propria "pseudoscienza", insomma, tanto nell'ambito della teoria quanto nel campo pratico della medicina da essa ispirata [3]. Non c’è da meravigliarsi dunque se anche dinanzi a una narrativa scientifica violentemente stabilita come “ufficiale” che però faceva acqua da tutte le parti, la rete di tali movimenti e dei loro sostenitori non abbia nuovamente udito alcun campanello d’allarme.

Terza e ultima ragione: molti dei movimenti fin qui esaminati tendono spesso e volentieri, per indirizzo ideologico, a concentrare la loro attività, i loro obiettivi e le loro forme di “lotta” verso le cosiddette “discriminazioni sistemiche”. Quelle forme di discriminazione e ingiustizia, cioè, da imputarsi esclusivamente a fattori di mentalità, potere e cultura pervadenti la società intera che nel corso del tempo ne plasmano il “sistema” penalizzandone determinate categorie, più che a effettivi provvedimenti legislativi ed esecutivi volti a penalizzare qualsiasi cittadino. Vedasi i continui riferimenti del femminismo contemporaneo al non meglio definito ma onnipresente sistema di potere e oppressione chiamato “patriarcato”, oppure le lotte verso razzismo e omofobia volte principalmente ad una loro condanna come fattori pervasivi della società tout court.

La tendenza ormai consolidata a lottare contro le sole discriminazioni sistemiche tipica soprattutto di quelle realtà che mettono in primo piano i valori della cosiddetta “inclusività” (anche nel linguaggio!), unita al fatto che il più delle volte esse si rivolgano solo a questa o quella “minoranza”/categoria specifica e non a ogni membro della società, potrebbero aver allontanato l’interesse di tali realtà e dei loro followers dalle ingiustizie vissute da chi si è opposto al ricatto vaccinale e ai certificati verdi. Una repressione, questa, fatta di tangibili decreti-legge e abusi concreti del potere politico alla faccia dei valori della Costituzione, così come di concretissimi dispositivi di discrimine e di controllo; sorta inoltre in relazione a precise circostanze e soprattutto abbattutasi su chiunque, non solo su qualche "minoranza specifica".

Chi scrive è dell'opinione che molti membri di tali movimenti non ci abbiano letteralmente capito nulla del liberticidio Green Pass e affini, poiché imbevuti di retoriche autoreferenziali su minoranze e presunte discriminazioni capillari al punto di essere incapaci, forse senza rendersene neppure conto, di cogliere un meccanismo punitivo effettivo e realmente pervasivo. Qui di seguito una "Instagram story" (contenuto temporaneo fatto per essere visualizzato per sole 24 ore) condivisa a fine gennaio 2022 dal profilo avvocathy - la pagina di un'avvocatessa per i diritti LGBTQ molto seguita da chi condivide gli ideali finora discussi - che da sola può dimostrare quanto sopra sostenuto senza bisogno di ulteriori commenti.

Screenshot su vaccinazioni e discriminazione

La disamina è dunque arrivata al termine. Chiaro che di ragioni da addurre in risposta alla domanda iniziale ve ne possono essere molte altre, così come diversi sono i lati qui non esplorati di questi vari movimenti e collettivi del "dissenso giovanile". Chi scrive spera che tale articolo possa avere intanto inquadrato in termini generali la questione e, soprattutto, che possa aver fornito una prima risposta coerente al dubbio, mosso non solo a fini retorici, su "dove fossero" tutte quelle realtà mentre si consumava la più grande stagione repressiva e liberticida della società italiana dalla fine della Seconda guerra mondiale. Non mancano infatti, soprattutto fra i giovani, coloro che si sono sentiti "traditi" dalla loro assenza nello spazio d'opinione e nelle piazze no Green Pass, magari proprio perché fino a poco prima condividevano e credevano in molti dei loro valori. Se oggi sia positivo o meno che tali movimenti si siano attivati sul fronte della questione palestinese, scontrandosi con il pugno di ferro sventolato dallo Stato italiano quando la protesta tocca temi davvero caldi, e su quali siano le ragioni dietro a ciò, lascio a voi lettori il piacere di discuterlo.

Di Federico Degg per comedonchisciotte.org

NOTE E FONTI

[1] Nota fu la "fede" di Lenin, per citarne uno su tutti, nella scienza e nelle leggi che presumibilmente governano il mondo. Di lui scrive Tiziano Terzani, forse uno dei più lucidi e ispirati osservatori delle culture "altre" della letteratura italiana, in Buonanotte, Signor Lenin: Era convinto che bastasse conoscere le leggi secondo cui il mondo funziona per poterlo cambiare; e lui quelle leggi pensava di averle scoperte negli scritti di Marx ed Engels. Si trattava solo di applicarle alla realtà per fare la storia del futuro così come un ingegnere fa i ponti (...) Lenin, come Mao dopo di lui, era soprattutto un ingegnere sociale e aveva un'assoluta fede nella scienza".

[2] Voluta citazione al documentario-inchiesta "What is a Woman?", spesso citato in ambito di critica alle teorie gender, prodotto da Daily Wire e condotto dal commentatore politico americano Matt Walsh. Con una serie di interviste, spesso difficili, a personalità varie coinvolte nella questione (accademici, operatori sanitari, semplici attivisti), Walsh cerca di dare un affresco del modo di vedere la realtà e della confusione che strutturano il mondo delle teorie gender e i suoi seguaci.

[3] Per chi volesse approfondire la questione, vi rinvio a un mio precedente articolo uscito qui su Come Don Chisciotte: https://comedonchisciotte.org/stop-ai-bloccanti-della-puberta-il-punto-sulla-situazione/

[4] Certo, si può obiettare che esistano lati “sistemici” anche nella faccenda Covid-Green Pass; su tutti proprio la questione sopra accennata della “fede nella scienza”, a cui determinati autori e filosofi del dopoguerra non lontani dal pensiero “di sinistra” si sono ben che dedicati (il filosofo Paul Feyerabend, ad esempio). Essi sono però rimasti piuttosto di nicchia e marginali rispetto ai vari e più popolari filoni di “teorie critiche” sorte dagli anni Sessanta in poi con la scuola di Francoforte – quelli da cui hanno origine la linea teorica e gli approcci all’attivismo dei movimenti odierni di cui andiamo discutendo

Commenti (36)

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    1. R66 11 ottobre 2024

      Quarto: non esiste, né è mai esistito alcun movimento esteso non eterodiretto (dall'alto).

    2. IlContadino 11 ottobre 2024

      Sto leggendo quella storia, che non conoscevo, proprio in questi giorni.
      Minchia che spoiler:-)))

    3. Hospiton 11 ottobre 2024

      Cazzarola ho fatto la frittata... vabbè considera che potrei ricordar male, che il vecchio Pugacev sia morto ok (lo sappiamo, le rivolte finiscono sempre così, vedi William Wallace) ma sulle modalità punto interrogativo, non fidarti della mia memoria!

    1. emilyever 11 ottobre 2024

      Dopo la pandemia ho scoperto, su segnalazione di ex studenti che lo seguivano su youtube,il sito di geopop, gestito da giovani divulgatori scientifici, che vanta più di un milione di iscritti. Dopo aver visionato alcuni video, ed essermi fatte grosse risate per la loro superficialità, ho scoperto che è un sito di debunker, che vuole convincerci che viviamo nel migliore dei mondi possibili e che tutto quello che succede ha una spiegazione semplice, è sempre quella ufficiale. Ovviamente per ogni fenomeno naturale, su 10 frasi 8 contengono il ambiamento climatico come causa di tutto. Ma osservate quel che è successo nel 2020: sul covid geopop fa una semplice dichiarazione: siccome non abbiamo trovato nostri esperti vi invitiamo sull'argomento a seguire le indicazioni ufficiali del governo e dei media. Se veramente ha tutti quegli iscritti e i ragazzi con cui sono in contatto mi confermavano che nella loro cerchia lo seguivano tutti, non mi stupisco di aver visto la maggioranza dei giovani non protestare contro il green pass. E non c'era solo geopop, naturalmente, ma pensiamo anche a tutti gli influencer ecc.
      Ricordo poi che Greta Thunberg prima di essere oscurata dai media, ha preso posizione a favore della Palestina e ha subito almeno un paio di arresti nelle manifestazioni, mentre sulla gestione della pandemia, zitta

    2. Hospiton 11 ottobre 2024

      Se vuoi dare un'occhiata al video sulle Torri eccolo qui
      https://www.youtube.com/watch?v=PvhMUg70Jtc&t=1205s

      ps vero è che sarebbe interessante vedere il numero dei dislikes, accuratamente occultato dalla politica di youtube.

    3. A XII century man 11 ottobre 2024

      Di debunker ne è pieno. E chissà perché gli algoritmi ti portano sempre lì. E quindi fanno un sacco di visualizzazioni.

    4. IlContadino 11 ottobre 2024

      Ciao Hospiton, mi intrometto.
      Credo si possa dire che in principio in tv si trovavano cose interessanti, utili addirittura, poi pian piano, nel corso dei decenni, è diventata ciò che conosciamo oggi; medesima cosa per quanto riguarda youtube, solo che il processo è durato molto meno.
      Oggi youtube e tv valgono la stessa cifra, le famose due facce della stessa medaglia.
      Insomma, siamo scappati dalla tv per finire nella youtube (nel tube di scarico)

    5. Hospiton 11 ottobre 2024

      Credo abbia perfettamente ragione caro Contadino.
      Non so se questi mezzi vengano inquinati appena i "men in black" ne comprendono le potenzialità oppure se nascano già con l'intento di ipnotizzarci, snaturarci, allontanarci dalle cose essenziali, rivelando la vera natura solo quando milioni di utenti sono ormai dipendenti e non più in grado di individuarne le storture, figuriamoci di farne a meno del tutto (già, perché temo che la trappola prescinda dai contenuti, forse è il mezzo stesso la fregatura, qualsiasi esso sia e qualsiasi cosa veicoli).
      Con la tv è andata così, mi pare che chi ancora segua e reputi credibili tg e talk show faccia parte di quelle generazioni cresciute negli anni 60-70-80, quando c'era superiore qualità e credibilità...
      cito come esempio quest'intervista di Gianni Minà a De Andrè (7 minuti circa), ti immagini un cantante attuale esprimere simili pareri sulla colonizzazione culturale anglofona, per di più in diretta RAI?
      https://www.youtube.com/watch?v=EJxRQeAb-S0
      Al minuto 4.00 Faber facile profeta, "finiremo per involverci"

      ora la storia si ripete con youtube e in generale con il web, una dipendenza ancor più subdola di quella tv (il web te lo porti appresso ovunque, grazie allo smartphone). Mi auguro quantomeno che i Tubo-dipendenti conservino maggiori capacità critiche dei tele-dipendenti, altrimenti tra 30 anni, prima di coricarsi, continueranno a spararsi geopop al posto di Porta a Porta e Alberto Angela!

    6. Hospiton 11 ottobre 2024

      ps Il video contiene un momento storico: a 1.22 sembra (sembra...) che Faber beva...acqua!

    7. ducadiGrumello 11 ottobre 2024

      certamente una contraffazione, con le moderne tecnologie si può fare tutto

    8. Hospiton 11 ottobre 2024

      Oppure ha usato il vecchio espediente della bottiglia "truccata", etichetta innocua ma contenuto esplosivo...anche perché mi sembrava bello loquace sia con Minà che con Venditti, e dall'espressione che assume a 1.26 farebbe pensare a una sorsata di qualcosa non propriamente analcolico! Grande Faber

    1. A XII century man 10 ottobre 2024

      Senza leggere l'articolo, che leggerò domani, e semmai lascerò un ulteriore commento, ti spiego com'è possibile che certi movimenti pro Palestina dormivano durante il green pass, o addirittura lo caldeggiavano.
      La spiegazione è semplice: l'elettorato di sinistra non ha, per lo più, cervello. Segue pedissequamente tutte le stronzate che il mainstream gli propina, a patto che esca dalla bocca di chi riconoscono come loro leader. Tutte le questioni più idiote diventano serie se il mainstream le presenta come tali, nel modo giusto.
      Una cosa "fascista" ad esempio, detta da una testa di rapa di un loro leader smette di essere tale.
      Tale elettorato compensa tale capritudine con un atteggiamento scanzonato da anti conformista che sembra suggerire "chi ha detto che le regole devono essere queste? Le mie regole me le creo io!" Ma fa esattamente il contrario. La CIA lo sapeva benissimo quando decise nel 1992 di assegnare al partito comunista il futuro ruolo di braccio operativo dell'oppressione a stelle e strisce. Non hanno avuto difficoltà a portarli dal socialismo al liberismo a colpi di proclami televisivi per bocca dei loro leader dalle cui labbra hanno scioccamente penduto da sempre.

      Tuttavia c'è un limite: sulla questione palestinese si sono troppo sputtanati, per troppi anni, direi giustamente (ma anche l'orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno), che adesso non possono fare dietrofront. Hanno fatto troppe manifestazioni con la bandiera palestinese, l'hanno eretta a simbolo universale, su troppe battaglie hanno messo quella bandiera per poter tornare indietro senza risultare ridicoli prima di tutto a se stessi. Ecco che l'ipnosi mediatica stavolta non funziona. Se la questione palestinese fosse un fatto relativamente nuovo però, loro sarebbero certamente dalla parte di Israele.

    2. Cleon XIII 11 ottobre 2024

      Sì, certo, sono andato a una delle prime manifestazioni per Gaza. Tutti i volantini cominciavano con una "ferma condanna dei terroristi di Hamas".

    3. A XII century man 11 ottobre 2024

      Ecco vedi? Gratta gratta non si tradiscono neanche quando sembrano farlo.

    4. Cleon XIII 11 ottobre 2024

      Un esempio di "analisi politica" della sinistra antagonista:

      Siria, con chi schierarsi?
      Mumble, mumble... Per prima cosa individuiamo i fascisti locali. Facile: l'ISIS, gli "islamofascisti". Poi c' Assad, anche lui dittatore fascista appoggiato dai Russi (fascisti) e dall'Iran ( fascisti al cubo, omofobi e femminicidi)... Dove stanno i compagni? I compagni... Ah, ecco i Curdi! Veri compagni rivoluzionari, anzi, addirittura FEMMINISTI!!!
      OK, capito tutto, stiamo con i Curdi senza se e senza ma, abbasso il dittatore sanguinario Assad, abbasso, abbasso il dittatore sanguinario Putin, abbasso il fascista Erdogan, viva la lotta delle compagne Curde!
      Alleate degli... Ugh, sfiga ... americani...

      Lo schema è molto semplice: scegliere i "compagni", battezzare i fascisti e... addosso!
      Una variante dei "Buoni e Cattivi" della stampa mainstream, applicata sin dai tempi di Noè a tutti i conflitti: Irlanda del Nord, Paesi Baschi, Israele/Palestina.

      Osservazione: più sono lontani, più i "compagni" sono "veri compagni". Hanno lottato al fianco del popolo del Mozambico, della Sierra Leone, del Nicaragua, del Vietnam ma dentro i confini italiani, ahimè, i "compagni" scarseggiano. A meno che non siano stranieri. Non appena un "islamofascista" mette piede sul suolo italiano, eccolo diventare magicamente un compagno proletario, avanguardia delle lotte per l'emancipazione.

    1. BrunoWald 10 ottobre 2024

      Articolo interessante, purché si risponda correttamente alla domanda da cui prende le mosse: dov'erano questi ai tempi del Green Pass?

      A mantenere le distanze, con la mascherina in faccia.

      Non è un caso che le istanze femministe, multiculturaliste, inclusive, LGBTQ ecc. dell'"area valoriale progressista" siano attivamente promosse dal malvagio uccidente imperial-satanista... Ed essendo costoro dei "collettivisti", ovvero, un gregge gregario pienamente funzionale alla società-alveare pianificata dall'elite, in quelle istanze si riconoscono spontaneamente, per essere a loro volta riconosciuti come parte del branco.

      In essenza, il nocciolo della questione è questo.

      Non che nel Sessantotto le dinamiche fossero molto diverse, ma la situazione è peggiorata in maniera drammatica: la scomparsa della personalità si fa più evidente con ogni generazione. Ed oggi come allora, il pensiero di un Julius Evola è di gran lunga più sovversivo e dirompente di qualsiasi filosofia progressista.

    2. Cleon XIII 11 ottobre 2024

      Sono dei somari. Figli idioti dell'Antifascismo, l'ideologia che ha distrutto l'Italia. Anzi no, Antifascismo+Femminismo, per essere analitici. Con tutta la "vigilanza antifascista", quando in Italia hanno fatto un golpe (il lockdown), non se ne sono neppure accorti.

    3. BrunoWald 11 ottobre 2024

      Infatti, dopo ottant'anni di "vigilanza", quello è stato il risvolto più grottesco e tragicomico di tutta la vicenda.

      Forse Conte e Draghi avrebbero dovuto dar loro un aiutino, mettendosi il fez al momento di annunciare i loro decreti.

    4. Cleon XIII 11 ottobre 2024

      Non trascuriamo la componente Femminista:da "il corpo è mio e me lo gestisco io" a "Il corpo è dello stato e lo gestisce l'OMS"

    1. DrCaligari 10 ottobre 2024

      Che bella analisi, complimenti. Ancor più meritevole quando si apprende in calce all'articolo che l'autore è un ragazzo di soli 23 anni, davvero bravo. A mio parere l'unica possibile soluzione, considerato il bisogno di conformismo connaturato in gran parte della società, sarebbe quella di impostare la dialettica del confronto all'interno di una cornice teorica fondata sulla grande questione della biopolitica come nuovo, vero orizzonte della contemporaneità. Biopolitica che per alcuni è un convitato di pietra, mentre per altri un elefante invisibile nella stanza ma in assenza del quale non possiedono alcun riferimento cui potersi conformare.

    1. Cleon XIII 10 ottobre 2024

      "Lottavano" per l'obbligo vaccinale...
      E, per una volta, hanno stravinto!

    1. fiurdesoca 10 ottobre 2024

      insomma sono pecore e un po' coglione...

    2. uomospeciale 10 ottobre 2024

      Quando l'obbedienza e la sottomissione alle "autorità" viene insegnata e veicolata da fiumi di propaganda sin dall'asilo, non si può pretendere più di tanto.
      Siamo una specie che per natura tende a uniformarsi sempre pur di farsi accettare dal branco.
      Gli outsider sanno bene quanto sia difficile anche solo tenersi degli amici quando ci si rifiuta di intrupparsi, di seguire le mode, e si ragiona sempre con la propria testa.
      Per moltissimi è preferibile sentirsi imbecilli in tanti, che intelligenti da soli.
      E' l'eterna tragedia delle specie gregarie, solo una buona dose di misantropia può porvi rimedio.

    3. maghi 10 ottobre 2024

      non è una questione di misantropia, è una questione di realismo. Come fa uno a intrupparsi con dei coglioni? La repulsione è troppo forte.

    4. uomospeciale 10 ottobre 2024

      Come si fa?
      Come fanno tanti uomini a sopportare e tenersi a volte per anni, certe donne più stupide di una gallina in umido e più inutili di una bicicletta senza pedali, solo perchè sono delle belle gnocche?
      Sopportano e si adattano.😄

    5. ailavioni 10 ottobre 2024

      Perchè, come già dovresti sapere,
      tira più un pelo di quello che tu sai, che non una coppia di buoi.

    6. sbregaverse 10 ottobre 2024

      Di quello o piuttosto di quella che tu sai?!?

    7. ailavioni 10 ottobre 2024

      di quella, o mio stimatissimo frate !

    8. maghi 10 ottobre 2024

      la mia non è una bella gnocca, anche se 40 anni era molto carina, però è una donna da famiglia. Per questo siamo insieme da 45 anni. Poi come dice Allavioni il sesso è un bel collante tra uomo e donna, poi anche i figli e l'ironia aiutano. Di motivi per stare insieme ce ne sono più che per lasciarsi. Basta riuscire a trovare i primi e sorvolare sui secondi.

    9. Cleon XIII 11 ottobre 2024

      Le brutte sono peggio.

    1. Ghisa 10 ottobre 2024

      Forse vale la pena aggiungere una quarta:la società in cui viviamo investe una quantità immensa di risorse per condizionare psicologicamente i suoi membri ad amarla sotto la forma di "padre sorgente della 'autorità".

      Non è sorprendente allora che moltissimi abbiamo una dissonanza cognitiva quando succede che questo padre, invece di proteggerti di minaccia.

    2. BrunoWald 10 ottobre 2024

      Veramente, la figura del padre sorgente di autorità è stata vilipesa e sconfessata da un pezzo, con le conseguenze che possiamo osservare. Semmai è un mammismo diffuso quello che ci viene predicato e imposto come criterio normativo, trattandoci come fossimo bambini dell'asilo.

      Il suddetto mammismo, o buonismo se preferite, è tipicamente accompagnato dai suoi vari corollari di "tolleranza", "inclusione", ecc. Tranne per i reprobi che non sono d'accordo, beninteso: quelli vanno messi al bando senza tanti complimenti.

    3. emilyever 11 ottobre 2024

      Osservazione molto interessante, che mi permetterei di completare più che contestare. Tutta la gestione della pandemia, dal lockdown, alle mascherine, all'arrivo natalizio dei vaccini invece di Babbo Natale,ecc. dev'essere statoa studiata da tempo da psicologi, secondo me, giocando su entrambe le figure genitoriali: il non correre, non uscire che ti ammali, stai attento a chi frequenti ecc,lo leghiamo infatti alle preoccupazioni di una madre, hai ragione, ma il modo autoritario con cui sono state imposte, dall'apparizione di Conte a sera, quando il padre torna a casa dal lavoro, il dover chiedere il permesso di uscire, l'imposizione di non uscire la sera e la notte ecc, evocano più la figura paterna..
      ...E nonostante tutto questo apparato genitoriale, in casa e nell'altro ambiente considerato "protetto", l'ospedale,si continuava a morire, soli, come i giornali e le tv continuano a ricordarci che ogni giorno qualcuno viene ucciso in famiglia o da un ex amante. ma questa è un 'altra storia... o no?

    1. maghi 10 ottobre 2024

      tutta la sinistra era favorevole al vaccino. Questi qui non hanno nè capo, nè coda e vanno pedissequamente dietro ai padroni del loro cervello. Ecco perchè non si sono visti nelle manifestazioni contro i green pass et similia.

    1. sbregaverse 10 ottobre 2024

      I preziosi stanno ritracciando.
      Che le guerre dilaganti stiano refluendo verso gli oltrepassati alvei ?!?

    1. sbregaverse 10 ottobre 2024

      Degg'io constatare che non tutto il male vien, arscizhhhhh argrushhhh
      ahh, per nuocere; e c'è pure qualche bravo giovine che scrive per questo disincantato romitorio.

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