Ma davvero facciamo finta che non è successo niente? In Italia i servizi segreti possono per legge costituire, promuovere e dirigere un'associazione terroristica

In un clima di scontro crescente è ormai in vigore da tempo la Legge n. 80 del 09.06.2025 a conversione del Decreto Sicurezza D.L. n. 48/2025. Il ruolo centrale dell'art.31.

Ma davvero facciamo finta che non è successo niente? In Italia i servizi segreti possono per legge costituire, promuovere e dirigere un'associazione terroristica
15 luglio 2025 - il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al giuramento dei nuovi assunti del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Di Marilina Veca

Sorvegliare e punire di Michel Foucault, libro fondamentale per comprendere I meccanismi che realizzano la crudeltà del potere, analizza la nascita della prigione, mostrando come il sistema punitivo sia passato da una forma di potere basata sul supplizio e la spettacolarizzazione della pena, a un sistema di sorveglianza e disciplina pervasivo, che addestra e normalizza gli individui attraverso il controllo dei corpi. Quello che viviamo oggi. Le tecnologie del potere si manifestano nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali, nelle strade. Assistiamo alla creazione di forme raffinate di disciplina e punizione, che toccano capillarmente il corpo e la vita di ogni persona: la disciplina crea ‘corpi docili’, corpi funzionali in fabbrica, negli eserciti, nelle classi scolastiche, nelle Università. La disciplina genera una nuova economia ed una nuova politica dei corpi, attraverso l'osservazione ed il controllo. È una disciplina delle individualità che controlla la distribuzione spaziale dei corpi, in tutti i momenti della vita. Il Panopticon, nell’analisi di Foucault, diventa metafora ed incubo dell'ascolto-sorveglianza, incarnazione di una moderna istituzione disciplinare. Il recluso/sorvegliato non può mai sapere quando (e se) effettivamente è sorvegliato.

Mi è sembrato indispensabile citare Foucault e la sua analisi di sorveglianza e punizione per tornare a parlare di qualcosa che è passato sulle nostre teste e di cui non si parla più, non si parla abbastanza. Parliamo dell’articolo 31 del decreto sicurezza, secondo il quale i governi potranno autorizzare i servizi segreti a costituire, promuovere e dirigere una associazione terroristica. Sconcerta il silenzio sceso su questa norma aberrante che sovverte i principi stessi di una pur discutibile democrazia. Avremmo dovuto parlarne ogni giorno: parlarne anche in relazione alle recenti manifestazioni a Roma, Milano e in tutt’Italia per Gaza e alle conseguenti lamentazioni mainstream sulla ‘violenza della piazza’.

Facciamo un passo indietro: il ddl 16/60, approvato dalla Camera a settembre 2024, uno dei più forti attacchi mai visti contro libertà di protesta, introduce 30 nuovi reati, aggravanti e ampliamenti di pena, introduce una logica di sicurezza basata su proibizioni, punizioni e repressione del dissenso, superando anche i diritti alla privacy e veicolando l’idea che le manifestazioni di protesta siano qualcosa di sovversivo da reprimere. Nella generale aberrazione del decreto c’è però un punto più aberrante di tutte le altre norme, pur aberranti. Parliamo dell’articolo 31 del ddl che prevede che “le pubbliche amministrazioni e i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità sono tenuti a prestare al Dis, all’Aise e all’Aisi collaborazione e assistenza necessarie per la tutela della sicurezza nazionale”. E ancora, che i servizi segreti “possono stipulare convenzioni con questi soggetti, nonché con le università e con gli enti di ricerca. Le convenzioni possono prevedere la comunicazione di informazioni anche in deroga alle normative di settore in materia di riservatezza”.

Non so se ci rendiamo conto di quello che significa e di quello che già sta accadendo: si viola l’inviolabile libertà delle Università decretando che studenti e docenti che facciano attività politica, o appartengano ad un movimento politico, ad un’attività politica ‘pericolosa’, ad un’associazione considerate ‘sovversiva’, dovranno essere segnalati dall’Università stessa su richiesta dei Servizi.

Come scrive La legge per tutti, “… prima questi organi di tutela della sicurezza nazionale potevano chiedere informazioni riservate agli Atenei sugli studenti iscritti, nonché sui docenti, ma le Università potevano opporre i motivi di privacy (e anche l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali era intervenuta più volte per limitare queste richieste di accesso”. Il pericolo evidente è quello di trasformare rettori e organismi di ricerca in informatori segreti, schedando ricercatori e studenti: la ‘sicurezza’ giustifica tutto! La cosiddetta “sicurezza nazionale” diventa più importante della protezione di dati sensibili come le opinioni politiche e il diritto di associazione. Oltre alle università, questo meccanismo perverso riguarda tutte le Pubbliche Amministrazioni e permette agli organi investigativi, attraverso apposite convenzioni, di accedere alle banche dati e ai fascicoli informatizzati che contengono le informazioni sul personale dipendente o sugli studenti iscritti alle Università. Per questa ragione gli Enti Pubblici o le Università non potranno opporre “il diniego a fornire le informazioni in base alla normativa sulla riservatezza dei dati personali, neppure quando si tratta di dati sensibili, la cui divulgazione o diffusione altrimenti costituirebbe reato”.

In nome di un arbitrario rafforzamento delle misure di controllo e prevenzione in relazione a terrorismo e sovversione, si giustifica l’ampliamento delle prerogative dei servizi segreti all’interno dell’Università, da sempre collegata alla libertà di pensiero e alla ricerca. Stiamo tornando alle leggi speciali? Qualsiasi lezione o argomento considerato “pericoloso” dai servizi segreti potrà condurre ad una segnalazione alle autorità, con conseguenti ripercussioni disciplinari per gli insegnanti o gli studenti coinvolti, monitoraggio delle proprie opinioni politiche, dei contenuti delle proprie ricerche e attività accademica, è un attacco gravissimo all’autonomia dell’insegnamento universitario. I servizi segreti possono accedere indiscriminatamente ai dati sensibili, come le affiliazioni politiche o le opinioni personali degli accademici e degli studenti. La libera espressione stessa è messa in discussione e ogni posizione considerate ‘sovversiva’ viene vista come una minaccia all’ordine costituito. L’articolo 31 del decreto concede

E sulle altre norme introdotte, ricordiamo sommariamente che viene introdotto il reato di lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale, con l’arresto in flagranza, previsto il riconoscimento di un beneficio economico, fino a 10mila euro, per le spese legali sostenute da agenti indagati o imputati per abusi commessi durante il servizio. Il decreto prevede un vera e propria stretta penale, in primis per le persone rom, poi inasprisce le pene per chi impiega minori nell’accattonaggio, che ora possono arrivare fino a cinque anni di reclusione, rende facoltativo – e non più obbligatorio – il rinvio della pena per le persone condannate che sono incinta o che hanno bambini più piccoli di un anno. In sostanza, anche loro potranno finire negli Istituti a custodia attenuata per le detenute madri (Icam, che sono soltanto quattro in Italia); sono inasprite le pene (fino a cinque anni di carcere) per il reato di danneggiamento se avvenuto in manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. In questi casi è anche previsto l’arresto in flagranza differita; il blocco stradale, finora illecito amministrativo, diventa un reato punito con un mese di carcere e una multa fino a 300 euro. La pena può però arrivare fino a sei anni di reclusione se il blocco è commesso da più persone nel corso di una manifestazione. È stato inoltre mantenuto il contestatissimo principio della punibilità della resistenza passiva, cosiddetta “norma anti-Gandhi”; si introduce il reato di ‘rivolta carceraria’: sarà punito sia chi commette atti violenti o minacce all’interno di un carcere, sia chi resiste passivamente e si limita non eseguire gli ordini impartiti “per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza”. La norma si applica anche nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

E così via…. l’aberrante “decreto sicurezza” limita il dissenso e pone l’accento sull’autorità e sulla repressione piuttosto che sulla libertà e sui diritti: è la realizzazione del “sorvegliare e punire”.

Abbiamo superato anche il Panopticon, diagramma di un meccanismo di potere nella sua forma ideale”, vediamo realizzarsi una tecnologia della repressione che ha come finalità quella di massimizzare la docilità e l'utilità degli individui, controllare la mente e il corpo, arrivare ad un'autodisciplina interiorizzata e al terrore generalizzato. Non permettiamolo.

Di Marilina Veca

26.09.2025

Marilina Veca. Giornalista, saggista e scrittrice. La sua ultima fatica è Uranio impoverito: la Terra è tutta un lutto, Sensibili alle foglie (2023)

NOTE

Michel Foucault, Sorvegliare e punire. Nascita della prigione.A. Tarchetti Traduttore. Einaudi 2014

Commenti (12)

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    1. ric 27 settembre 2025

      infatti , e' successo nulla , gli itaglioti stanno ben zitti sulla democrazia yankee.--

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      https://www.controinformazione.info/petro-partecipa-alle-proteste-di-new-york-contro-netanyahu-video/

    1. TM 31-210 26 settembre 2025

      1) Questa nuova norma ha un duplice scopo: sopprimere violentemente qualsiasi protesta popolare contro l’attuale status quo, e mantenere il controllo della narrativa per mezzo della negabilità plausibile. Ovverosia: «Noo, non siamo stati noi governo/poliziotti/carabinieri/digos/servizi a sparare addosso e a tirare bombe contro voi plebei manifestanti. Sono stati i terroristi brutti e cattivi! Ora, plebei, disperdetevi e tornate a casa, e restateci, così i terroristi brutti e cattivi non vi colpiranno più. Ci pensiamo noi a proteggervi!».

      2) Chi crea e/o guida gruppi terroristici è terrorista egli stesso. Se apparati dello Stato italiano creeranno e/o guideranno gruppi terroristici in modo palese, con i crismi della “legalità”, trasformeranno ufficialmente lo Stato in una gigantesca organizzazione terroristica.
      Domanda per i cittadini: quale legittimità può avere un’organizzazione terroristica che pretende la vostra obbedienza per gestire le vostre vite?
      Domande per poliziotti, carabinieri, militari, digos, servizi, eccetera: siete disposti a dirigere o a trasformarvi ufficialmente in squadroni della morte stile ISIS? Se la risposta è sì, che cosa vi distingue dalla feccia terroristica che dite di voler sconfiggere? Che cosa state difendendo in realtà? Solo il delirio d’onnipotenza di pochi oligarchi depravati? Solo le vostre buste paga e i vostri piccoli privilegi?

      3) L’Italia non è un paese sovrano, è una colonia de facto di Washington e Londra. (Per ogni possibile prova a conferma rileggersi i libri di John Kleeves, Cereghino e Fasanella, Lamberto Rimondini, eccetera.) Quando qui si parla di “bene dello Stato” si parla quindi del bene di USA e UK.
      Domanda per i cittadini: siete disposti a continuare a obbedire a governi di kapò terroristi che vi macelleranno – in una locale stazione ferroviaria, durante una manifestazione pacifica, oppure dopo avervi spedito in Ucraina – per interessi stranieri?
      Domande per poliziotti, carabinieri, militari, digos, servizi, eccetera: siete disposti a uccidere o a essere uccisi per il bene di Washington e Londra? Siete disposti a mettere bombe in treni, stazioni ferroviarie, mercati, cortei pacifici, ecc. per terrorizzare il popolo italiano allo scopo di ricacciarlo nelle cabine elettorali (attuale tasso di astensionismo: +50%) affinché chieda a gran voce “protezione”? Siete disposti a compiere stragi terroristiche ai danni del popolo italiano affinché la smetta di protestare per uscire da NATO/UE, per avere salari più alti, per non vedere i suoi figli e la sua terra stuprati da follie woke/green, per non dover essere corresponsabile del genocidio palestinese, per non dover partecipare a una 3GM contro la Russia, eccetera? Se la risposta a queste domande è sì, come dovrebbero essere considerati gruppi di cittadini italiani comuni che decidessero di organizzarsi per rispondere al fuoco? Come terroristi? Oppure come membri di una nuova Resistenza che lotta contro un terrorismo di Stato istigato da potenze straniere?

    2. oriundo2006 26 settembre 2025

      Fortunatamente i governi in Italia cambiano con una certa regolarità. Vedremo il prossimo che farà, tenuto conto che, come dici, noi siamo un 'colonia'. Vero, verissimo, assolutamente...ma questa deriva post-democratica riguarda tutto l' Occidente. Difficile separarsene, difficile dire di no. Ma non impossibile. I regimi cadono, o crollano, quando i 'subjecti' non vi credono più. Dato che siamo altrettanto chiaramente in questa fase, la speranza è che questo avvenga senza prove estreme.

    3. ric 26 settembre 2025

      non credo...i regimi cambiano solo le divise dei loro rappresentati , per la truffa della democrazia dietro la quale da sempre e' l' economia privata che detta le leggi...

    4. TM 31-210 26 settembre 2025

      “i governi in Italia cambiano con una certa regolarità”?

      In Italia i governi non cambiano, perché non cambiano le loro politiche di fondo. I più ottimisti dicono che non cambino dagli anni ’90, i più pessimisti dal 1861. Cambiano solo i pupazzi che appaiono su giornali e TV, variamente addobbati da politici, presidenti, sindacalisti, intellettuali, economisti, prelati, eccetera di “destra”, di “sinistra” o – peggio ancora – da “garanti super partes”.

      “I regimi cadono, o crollano, quando i ‘subjecti’ non vi credono più.”?

      I regimi cadono quando succedono due cose: quando i soggetti sottomessi non vi credono più… e quando, di conseguenza, i soggetti sottomessi fanno una certa cosa che non si può descrivere qui. Ma se vogliamo credere che lorsignori smetteranno di mettere i piedi in testa al popolo, soltanto perché il popolo ha preso coscienza della situazione, facciamo pure.

    1. ws 26 settembre 2025

      i governi potranno autorizzare i servizi segreti a costituire, promuovere e dirigere una associazione terroristica.

      Ecco , questo per me è la cosa più aberrante e che rende questo " fascismo" molto più immorale e distruttivo de" l' originale"

      Che un sistema autoritario non tolleri una opposizione è la norma nella Storia,ma che faccia il suo terrorismo sotto "mentite spoglie" per accusare poi di terrorismo l' opposizione è una americanata che da noi era attivata solo dopo il 1945 e l' abbiamo visto solo con la "strategia della tensione".
      Ma far diventa la cosa pure "legale" no ! Qui siamo andati oltre il "modello americano",

    2. BrunoWald 26 settembre 2025

      L'"originale" non era né immorale né distruttivo. Era un progetto politico cui si poteva essere favorevoli o contrari, e persino combatterlo, ma che restava pur sempre il tentativo di costruire una nazione.

      Questo di oggi - che non solo non ha nulla a che fare con l'originale, ma si costituisce in esplicita ostilità a quello - serve a distruggerla.

      È questa qui la differenza sostanziale.

    1. illupodeicieli 26 settembre 2025

      Giustamente uno si chiede : che cosa si può fare, ora che queste leggi ci sono, per cambiarle? Da dire che , negli ultimi 20 30 anni, ci sono leggi che hanno molte similitudini: per esempio, per pignoramenti presso terzi e vendite all'asta di immobili, in tanti casi non c'è bisogno del giudice. E' giusto tutto questo? No, a mio parere. Come non è giusto non poter mettere in discussione sia queste leggi sulla, presunta, sicurezza. Notare che quando si vedono in tv manifestazioni tipo le pussy riot, o contro o pro Bolsonaro, giusto per citare qualche caso, ecco che quelle manifestazioni vanno bene, sono giuste , si può e si deve manifestare così. Come in Iran o a Taiwan. O no?

    1. DrCaligari 26 settembre 2025

      Non mi stupisce molto perché ormai già da un po' ho notato che la Legge viene usata per creare illegalità e non per risolverla come dovrebbe essere. Noi fumatori a Milano siamo stati messi fuori legge, il motivo? Boh, la qualità dell'aria ci raccontano. Ma allora i 40 milioni di automobili che circolano nel nostro Paese non fanno testo, due milioni di automobili a Milano e altri due milioni di nuove auto vendute ogni anno in Italia idem non contano una cippa per la salute. Oppure i monopattini: obblighi su obblighi, casco, targa, assicurazione, frecce. Però permettere loro di andare sulle ciclabili come sarebbe sacrosanto no vero? Poi molti non lo indossano il casco, tutti fuorilegge. io ci vado sulla ciclabile perché ci tengo alla pelle: fuorilegge. Ripeto le nuove leggi creano illegalità, non la risolvono. Paradossale, assurdo perfino, ma vero.

    1. lazarovici 26 settembre 2025

      Mi scusi, Signora, ma lei ha mai provato a chiedere alla gente di cosa ha paura, che cosa chiede? Bene, dalle mie personali modestissime indagini risulta questo: la gente se ne fotte della libertà, della privacy, delle sbarre e delle catene, del boia e delle impiccagioni per gli "altri". Vogliono panem et circenses, finché la guerra arriverà e li spazzerà via, questi inutili escrementi

    1. ric 26 settembre 2025

      si lamentano costantemente dei manifestanti , chiamati " antagonisti " senza mai specificare accademicamente a cosa si oppongo lasciandone le interpretazioni al giornalista prezzolato di turno......

      Ma perche' non danno loro lo spazio in TV per spiegare i motivi delle proteste senza avere un interprete che in mezzo alla strada chiede cosa vuole , e non manda in onda le risposte compromettenti sgradite ai poteri di turno ? se la TV e' di tutti , del popolo per il popolo , perche' di fronte ad un dissenso generale dobbiamo solo ascoltare le litanie del del debbio e robaccia simile ? il popolo paga tutta la televisione , dal primo all ultimo minuto del giorno....e deve scendere in piazza per farsi notare poi farsi interpretare dai soliti noti ?

      sappiamo tutti quanti scioperi e disagi si eviterebbero , con la pace e soddisfazione dei media lecca-culi professionisti, senza il blocco di strade o piazze ? Il vero problema e' che al "potere" la manifestazioni
      caratterizzate da episodi provocati ad arte , in fondo costano meno e rendono di piu' che sentire le loro ragioni.
      chissa' come mai ai GAY PRYDE , questi episodi provocatori non si vedono mai ?
      Forse il tema delle loro istanze sono piu' in linea con i governi. ?

    1. Shax 26 settembre 2025

      Ultimamente la sempre sia lodata venditrice di triglie della Garbatella sembra sia stata fulminata sulla via di Damasco: prima dall'arcicriminale internazionale netanyahu e poi dal tagliagole al Jolani, con cui ieri si è fatta selfie con gli occhi da cerbiatta.
      Evidentemente sono questi i modelli di democrazia a cui aspira, e il decreto sicurezza ne è un esempio calzante.
      Così come la manifestazioni: non sono espressione di dissenso e di libertà di espressione, ma sono piazze contro il governo. L'altra sera un impresentabile presidente dell'Unione artigiani ha detto che in questo periodo storico non si dovrebbe manifestare perché è già tanto se le aziende riescono ancora a pagare i propri dipendenti. Ha detto testuali parole 'noi concediamo il diritto di sciopero ma dovrebbero apprezzare chi gli da' lavoro'. Loro concedono, mica la costituzione. Grazie megadirettore galattico, come è umano lei.

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