L’ultima crociata – Parte II

L’ultima crociata – Parte II

Dmitry Orlov
cluborlov.wordpress.com

Siamo, per lo più inconsapevolmente, testimoni di uno sviluppo epocale: la fine della millenaria Drang nach Osten (l'inesorabile marcia verso est del cadavere rianimato dell'Impero Romano d'Occidente, con il Papa come capo simbolico e il Vaticano come capitale simbolica) nota come le Crociate. Di queste, le Crociate del Sud sono molto più note in Occidente, mentre le Crociate del Nord, lanciate nel 1147, sono molto meno conosciute. Ma erano durate molto più a lungo - fino al 22 febbraio 2022 - perché, a differenza della Cina, dell'India e di quasi tutti gli altri Paesi non occidentali, la Russia non si è mai arresa a nessuno.

Il guanto di sfida era stato lanciato nel 1252, quando Alessandro Nevskij aveva accettato un documento ufficiale, chiamato yarlyk, dal Khan Batyj dell'Orda d'Oro (parte dell'Impero Mongolo), che gli permetteva di regnare come Gran Principe di Kiev (e quindi sovrano di tutta la Russia), invece di chiedere la benedizione del Papa di Roma, come era richiesto a tutti i re occidentali. Per questi potentati occidentali, la loro pretesa di essere ordinati da Dio si basava sull'approvazione della sua sede centrale, in Vaticano; per i Russi, il Papa era solo un eretico usurpatore. La distinzione religiosa si è sviluppata nel tempo, ma l'idea che ci sia un club esclusivo di nazioni occidentali che hanno il diritto di esercitare l'autorità sul resto del mondo è rimasta fino ad oggi.

Era seguita, per la durata di molti secoli, una serie di assalti alla Russia, tutti derivanti dallo stesso semplice principio: ciò che l'Occidente non può controllare deve essere distrutto. I Tedeschi e gli Svedesi avevano continuato ad attaccarla fino al 1709. Poi i Francesi l’avevano attaccata di nuovo nel 1812 e i Tedeschi nel 1941. Gli Americani erano pronti ad attaccare nel marzo del 2022, attraverso i loro proxy ucraini/NATO, ma erano stati anticipati dall'operazione militare speciale della Russia. Così, l'ultima crociata è stata interrotta e ulteriori tentativi sembrano improbabili, poiché, a questo punto, l'Occidente non può più distruggere ciò che non riesce a controllare, e non parliamo solo della Russia, ma anche di gran parte del resto del mondo. Persino la minuscola Corea del Nord è in grado di fronteggiare l'Occidente collettivo e di mostrargli il dito medio. Lo spettacolo millenario è quasi finito.

Nei secoli precedenti, ogni volta che la Russia espelleva l'ennesimo crociato, qualche altra nazione occidentale prendeva il comando e tentava di marciare su Mosca: prima erano stati i Tedeschi (i Cavalieri Teutonici), poi gli Svedesi, i Polacchi, poi altri Svedesi, poi i Francesi con Napoleone, poi di nuovo i Tedeschi con Hitler, e ora gli Americani (travestiti da goffi e sprovveduti Ucraini) con Biden. (Sì, l'ultimo atto di questo dramma è sicuramente una farsa). Ma chi potrebbe mai ergersi a prossimo crociato del giorno? Nessuno! Non c'è più nessuno in Occidente che possa portare avanti il progetto.

Esiste una netta e curiosa correlazione tra le lingue straniere che i Russi scelgono di studiare e le capitali occidentali che poi andranno ad occupare. I Russi avevano studiato il francese e la cavalleria russa era entrata a Parigi; avevano studiato il tedesco e i carri armati russi erano entrati a Berlino. E ora i Russi studiano tutti l'inglese, a partire dalla seconda elementare. Dobbiamo forse aspettarci i fuochi d'artificio russi su Washington? Londra è capace solo di qualche altro colpo basso. Questa correlazione è un qualcosa da tenere d'occhio per il futuro.

Ma siamo già in grado di rivisitare la storia di quest'ultima e definitiva crociata che si sta concludendo. Per farlo, dobbiamo tornare indietro al 1998, 24 anni fa. L'economia russa era in rovina, la Prima Guerra Cecena era in gran parte persa e l'Occidente era impegnato a saccheggiare ciò che restava dell'economia sovietica. I sentimenti separatisti erano diffusi e il Paese avrebbe potuto crollare in qualsiasi momento, realizzando il vecchio sogno occidentale di cancellare la Russia dalla mappa politica. Ma l'Occidente non aveva potuto aspettare e aveva deciso di dare il colpo di grazia alla Russia scatenando la Seconda Guerra Cecena.

E poi qualcosa era andato storto: al posto del presidente ubriaco Eltsin era salito al potere Putin, che aveva, a tutti gli effetti, vinto la Seconda Guerra Cecena. L'apparizione di Putin sul palcoscenico mondiale era stata una sorpresa totale per lo Stato profondo occidentale, che aveva capito che, questa volta, aveva bisogno di un piano completamente nuovo per distruggere definitivamente la Russia: un nuovo Drang nach Osten globalista. L'obiettivo principale di questo nuovo assalto era il perseguimento del completo dominio degli Stati Uniti sul mondo intero, garantito dallo smembramento, dall'inghiottimento e dal divoramento del suo principale avversario geopolitico, la Russia. La Russia doveva essere attaccata contemporaneamente da ovest (attraverso l'Ucraina), da sud (attraverso il Caucaso) e da est (attraverso l'Afghanistan e l'Asia centrale). Il commercio di petrolio e gas della Russia sarebbe stato interrotto, i suoi legami economici con l'economia globale tagliati e la sua politica sconvolta dalle proteste interne.

L'11 settembre 2001, il nuovo piano era pronto ed era fragorosamente iniziato con la distruzione di tre grattacieli di New York ottenuta tramite due aerei di linea Boeing, una sorta di moderno miracolo dei pani e dei pesci che metteva in netto svantaggio tutti coloro che avevano dei problemi con l’aritmetica. Questo aveva dato agli Stati Uniti carta bianca per sospendere le libertà civili in patria e per inserire le proprie forze ovunque all'estero nell'ambito della guerra globale al terrorismo che, data la natura artificiosa dell'evento dell'11 settembre, era una finzione dentro una finzione.

Nel 2001, il primo passo era stato preparare un'incursione in Asia centrale invadendo l'Afghanistan. Questo sforzo era andato notoriamente male. In seguito, due tentativi di colpo di Stato erano falliti, uno in Turkmenistan nel 2002 e l'altro in Kirghizistan nel 2005, entrambi sventati dai servizi speciali russi. Gli Americani si erano quindi trattenuti in Afghanistan per un paio di decenni, molto più interessati al traffico di eroina, ma, quando i tossicodipendenti americani avevano iniziato a passare al fentanil di produzione cinese, molto più economico, non c'era più motivo di continuare il commercio di eroina in Afghanistan. L'ultimo regalo di addio era stato il tentativo di colpo di Stato in Kazakistan nel gennaio 2022, represso dalle truppe russe invitate dal Presidente del Kazakistan. Così era terminato lo sforzo di distruggere la Russia attraverso l'Asia centrale.

Il secondo passo era stato quello di preparare un'incursione terroristica attraverso il Caucaso. Il governo della Georgia era stato rovesciato nel 2003 e gli Stati Uniti, con l'assistenza di Israele, avevano iniziato ad addestrare l'esercito georgiano. Si era cercato di fomentare un nuovo ciclo di estremismo separatista ceceno, con l'infusione di fondamentalisti islamici attraverso la Valle del Pankisi, in Georgia. Questo avrebbe potuto essere un problema per la Russia - oppure no, non lo sapremo mai con certezza, perché l'8 agosto 2008, il presidente georgiano Saakashvili, psicologicamente instabile, aveva fatto di testa sua e aveva iniziato a bombardare le forze di pace russe in Ossezia del Sud. Questa regione era stata arbitrariamente incorporata dai Bolscevichi nella Repubblica Socialista Sovietica Georgiana ed era rimasta bloccata [nella Georgia] dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, analogamente a quanto era accaduto al Donbass in Ucraina. La Russia aveva reagito espellendo l'esercito georgiano dalla regione e disorganizzandolo in gran parte. In sostanza, Saakashvili aveva scambiato una sconfitta tattica georgiana con una vittoria strategica russa. Da allora, la Georgia è rimasta indifesa e il piano [americano] per un'incursione da sud è rimasto nel limbo.

La terza fase era stata di gran lunga la più riuscita. La Rivoluzione arancione a Kiev nel 2004 era stata seguita da varie altre rivoluzioni e colpi di stato, culminati nella violenta Rivoluzione del Maidan, nella primavera del 2014. Ispirati dalle chimere russofobiche di Zbigniew Brzezinski, gli Stati Uniti avevano riposto grandi speranze nell'Ucraina, adottando un approccio intransigente per farne una sorta di anti-Russia. Questo sforzo ha finora permesso alla Russia di espandersi in cinque nuove regioni (Crimea, Donetsk, Lugansk, Zaporozhye e Kherson), trasformando al contempo l'Ucraina in un parassita di livello mondiale, che ha inondato l'Europa con otto milioni di migranti e risucchiato un centinaio di miliardi di dollari in aiuti (utilizzati per riempire le tasche di molti oligarchi) e armi (che vengono distrutte sul fronte orientale o utilizzate per rifornire il mercato nero internazionale). L'Ucraina è ora uno Stato zombie fallito, con l'economia dimezzata, le infrastrutture a pezzi, la società distrutta e con un governo che è di gran lunga il più corrotto del pianeta. Sebbene questa parte del piano di distruzione della Russia sia quella che ha funzionato meglio, le sue possibilità di permettere agli Stati Uniti di smembrare, inghiottire e divorare la Russia sono ancora nulle.

Nel frattempo, nel 2010 un cattivo raccolto in Russia aveva fornito [agli stati Uniti] quello che avrebbe potuto essere un importante guadagno strategico in quella che sarebbe stata conosciuta come la Primavera Araba. L'aumento dei prezzi del grano nei Paesi africani e mediorientali, che vivevano in gran parte delle importazioni di grano russo, aveva causato una grande sofferenza. Di conseguenza, si erano verificati sconvolgimenti sociali, talvolta sfociati in rovesciamenti di governo e guerre civili, a Tunisi, in Egitto, nello Yemen, in Libia, in Siria, in Bahrein, ad Algeri, in Iraq, in Giordania, in Marocco, in Oman, in Kuwait, in Mauritania, in Arabia Saudita, in Sudan, a Gibuti e nel Sahara occidentale.

Questa situazione aveva permesso agli Stati Uniti di sviluppare un piano completamente nuovo per attaccare la Russia da sud, giocando ancora una volta la carta del radicalismo islamico. Questa carta aveva già fallito in modo spettacolare in Afghanistan e in Cecenia, quindi, secondo la tipica logica dei funzionari statunitensi, perché non usarla di nuovo? I giovani islamici radicalizzati provenienti da questi Paesi in difficoltà erano stati organizzati nell'ISIS, alias il Califfato o Stato Islamico, che era stato poi trapiantato in Iraq, Siria e Libia, con armi, addestramento e un generoso sostegno mediatico, completo di video di propaganda in stile hollywoodiano che mostravano decapitazioni di infedeli con indosso le tradizionali tute arancioni americane. L'esecuzione del piano non era stata priva di elementi comici: ad un certo punto, l'ISIS del Pentagono e l'ISIS del Dipartimento di Stato erano entrati in guerra tra loro, in quello che deve essere stato il primo caso al mondo di terrorismo interistituzionale.

La Siria era così diventata l'obiettivo principale. Il piano prevedeva l'insediamento dello Stato Islamico in Siria e la sua successiva espansione in Turchia, e il successivo rovesciamento del governo del Paese. In questo modo, sarebbe stato facile espandersi più a nord, nelle regioni musulmane turcofone della Russia. La Russia aveva neutralizzato questo piano in due fasi. In primo luogo, nel 2015, aveva introdotto le proprie forze in Siria e aveva iniziato a bombardare l'ISIS, permettendo al governo siriano di ristabilire la sua autorità su gran parte del Paese. In secondo luogo, nel 2016 aveva impedito un rovesciamento del governo turco organizzato dagli Stati Uniti e l'assassinio del Presidente turco Erdoǧan, avvertendolo di questa azione imminente. Erdoǧan aveva quindi colto l'occasione per fare pulizia, epurando il governo e la società turca dall'influenza statunitense, rafforzando al contempo i suoi legami con Putin, a cui ora deve la vita. Un gesto importante in questo senso era stato l'acquisto da parte della Turchia del moderno sistema di difesa aerea russo S-400, nonostante questo avesse fatto sputare sangue a Washington. Per punire la Turchia per questa disobbedienza (i membri della NATO devono acquistare solo armi di fabbricazione statunitense), i Washingtoniani avevano rifiutato di vendere alla Turchia i caccia F-35, costosi e strategicamente inutili.

Questo abisso politico è stato recentemente ampliato dallo sforzo della NATO di assorbire Svezia e Finlandia, solo per dimostrare che la NATO può espandersi dove vuole. Così facendo, la NATO ha violato i termini del Trattato di Parigi del 1947, in base al quale la Finlandia deve rimanere militarmente neutrale, e ha automaticamente riportato la Finlandia in uno stato di guerra con la Russia, il che darebbe alla Russia non solo un motivo per attaccare la Finlandia a suo piacimento, ma anche una scusa legale per farlo, ma chi a Washington ha il tempo di esaminare questi dettagli? Tuttavia, il piano si era arenato quando la Turchia si era rifiutata di ratificare l'espansione, perché la Svezia dà rifugio ai terroristi curdi e la Finlandia non si unirà alla NATO se la Svezia non potrà farlo. Come tocco finale, Erdoǧan (comandante del secondo esercito più grande della NATO) e il presidente siriano Assad (bersaglio di rovesciamento e morte violenta da parte di ogni amministrazione statunitense da Clinton in poi) hanno deciso di passare da nemici a cooperanti. I rispettivi ministri della Difesa hanno appena tenuto un proficuo incontro, naturalmente a Mosca.

Anche gli altri sforzi dell'America per destabilizzare e indebolire la Russia creando problemi nel Caucaso sono falliti. In Armenia, una rivoluzione colorata orchestrata dagli Stati Uniti aveva insediato Nikol Pashinyan, addestrato da Soros, a capo del Paese. Ma poi erano successe alcune cose che avevano in gran parte annullato questo vantaggio politico. Il garante della sovranità armena è la Russia; senza il suo sostegno, l’Armenia, un Paese piccolo, debole e senza sbocchi sul mare verrebbe inghiottito dalla Turchia e dall'Azerbaigian, che si fonderebbero allegramente in una "turcofonia" di lingua turca, magari per ripetere il genocidio armeno.

Per creare il momento propizio all'evento, nel 2020 l'Azerbaigian aveva inglobato il Nagorno-Karabakh, una provincia contesa da Armenia e Azerbaigian ma occupata dall'Armenia poco dopo la dissoluzione dell'URSS. Per fermare i combattimenti e proteggere la popolazione armena in questa regione, la Russia ha dovuto introdurre le sue forze di pace. Un fatto importante sul Nagorno-Karabakh è che si tratta di un territorio imperiale russo: la Russia lo aveva ottenuto dalla Persia con il Trattato di Gulistan nel 1813 e, da allora, è popolato da Armeni, Azeri e Russi, con il russo come lingua franca. Pertanto, la situazione attuale, con le truppe russe che mantengono la pace, può essere vista come un parziale ritorno alla norma.

Un altro fatto importante del Nagorno-Karabakh è che fornisce un corridoio terrestre dalla Russia all'Iran, passando per l'Azerbaigian, il percorso più breve da Mosca all'Iran e da lì al Mar Arabico e all'Oceano Indiano (c'è anche un percorso più lungo attraverso il Kazakistan e il Turkmenistan). Questo corridoio nord-sud consente alla Russia di accedere al commercio mondiale aggirando facilmente tutti i principali punti di strozzatura controllati dall'Occidente: il Kattegat all'imboccatura del Mar Baltico, il Bosforo e i Dardanelli tra il Mar Nero e il Mediterraneo, lo Stretto di Gibilterra all'imboccatura del Mediterraneo e il Canale di Suez.

Ma Yerevan, la capitale dell'Armenia, ospita la più grande ambasciata americana della regione e gli Americani non hanno alcuna intenzione di andarsene. Così avevano mandato Nancy Pelosy, l'ex presidente della Camera dei Rappresentanti, a fare una visita veloce alla fine dei suoi vari altri viaggi inutili. Naturalmente, qualche giorno dopo c'era stata una mini-dimostrazione a Erevan, con persone che sventolavano bandiere americane e chiedevano che l'Armenia rompesse con la Russia. Mettere Nancy dentro una pistola e spararla contro il Cremlino sarebbe stato altrettanto efficace.

A proposito di punti di strozzatura controllati dall'Occidente, un altro di questi è lo Stretto di Malacca, che collega l'Oceano Indiano, attraverso il Mare delle Andamane, al Mar della Cina e attraverso il quale passa gran parte del commercio cinese con il mondo e gran parte del petrolio che alimenta l'economia cinese. Non contenti di prendersela miseramente con la Russia, gli Stati Uniti hanno anche compiuto diversi sforzi per creare problemi alla Cina, creando tensioni tra la Cina e i suoi vicini meridionali. A tal fine, hanno cercato di dipingere la Cina come una minaccia e hanno organizzato esercitazioni di "libertà di navigazione" vicino alle isole Spratly, che la Cina rivendica e che ha trasformato in formidabili fortezze. Tutti questi sforzi sono stati vanificati da una vittoria strategica congiunta russo-cinese in Myanmar, nel 2021.

La storia del Myanmar è lunga e contorta, ma, in breve, con il sostegno cinese e russo, Aung San Suu Kyi (titolare di passaporto britannico, premio Nobel per la pace, di origine occidentale) è stata rimossa dal potere e sostituita da Min Aung Hlaing, comandante delle forze armate, il tutto nel rigoroso rispetto dei termini della Costituzione del 2008, di cui i militari sono garanti. Grazie a questa azione piuttosto limitata, è stato sbloccato un altro corridoio di trasporto nord-sud. Questo passa attraverso il Myanmar e collega la Cina direttamente all'Oceano Indiano, aggirando il punto di strozzatura dello Stretto di Malacca.

I clamorosi fallimenti della politica estera statunitense non si limitano quindi agli sforzi per contenere e indebolire la Russia; anche i tentativi per contenere e indebolire la Cina non sono meno spettacolari. Ma sto divagando.

Tornando al tema dell'ultima crociata, essendo state escluse tutte le altre possibilità di disturbo della Russia, rimane solo la tradizionale via d'accesso delle crociate: il fronte occidentale russo. Su questo fronte, la Russia sta ora smilitarizzando la NATO (avendo già ampiamente smilitarizzato l'Ucraina e distrutto l'esercito e gli armamenti di epoca sovietica) e denazificando l'Ucraina uccidendo tutti i giorni centinaia di nazisti ucraini (e alcuni mercenari stranieri). Il rapporto delle vittime tra le forze russe e ucraine è ora vicino a 1:30 a favore dei Russi: un tiro al piccione.

I Russi hanno recentemente scoperto come abbattere in modo affidabile i razzi forniti dalla NATO e come far passare i loro missili attraverso i sistemi di difesa aerea della NATO. L'aspetto più interessante è che ora i Russi sanno anche come disattivare i sistemi di difesa aerea della NATO, lanciando prima nelle loro vicinanze un'esca a volo lento, individuando le loro posizioni mentre abbattono l’esca, e infine eliminandoli con un attacco di precisione con qualcosa che non possono intercettare - magari qualcosa di ipersonico. Una volta che l'Ucraina sarà stata liberata da tutti i suoi sistemi antiaerei, la Russia avrà finalmente campo libero per usare la sua forza aerea per bombardare l'esercito ucraino fino al completo oblio, come aveva fatto con l'ISIS in Siria.

Nessuno sa esattamente quanto tempo ci vorrà; come avevo scritto in un precedente articolo, i Russi non hanno molta fretta. Ma possiamo essere certi che la politica estera e la difesa degli Stati Uniti stanno lavorando sodo a un altro piano, o due. Il più ovvio (e stupido) è quello di spingere la Polonia ad entrare in guerra, una volta terminato con l'Ucraina. A tal fine, la Polonia ha appena annunciato l'intenzione di raddoppiare le dimensioni delle sue forze armate, portandole a 250.000 uomini - il padrone lo ha ordinato e i suoi leader si sono inchinati.

Ci sono solo tre problemi in questo piano. In primo luogo, i Polacchi hanno tutti il passaporto dell'UE e hanno la possibilità di correre al confine più vicino per evitare di essere arruolati. In secondo luogo, anche se i Polacchi hanno subito il lavaggio del cervello quasi quanto gli Ucraini nel loro odio per la Russia, l'economia polacca sta andando abbastanza bene, soprattutto se paragonata al resto d'Europa, e non sono così disperati da lanciare tutti i loro giovani contro l'esercito russo. In terzo luogo, ci vuole energia per attaccare qualcosa di grande come la Russia, ma l'Occidente collettivo è già affamato di energia, e la cosa non potrà che peggiorare con il tempo. A breve scriverò della prossima carestia energetica.

È difficile fare previsioni, ma sono convinto che non ci saranno più Dränge nach Osten, inutili marce su Mosca, crociate del Nord o altri tentativi dell’Occidente di attaccare seriamente la Russia. Dopotutto, più l'Occidente cerca di mettere in difficoltà la Russia, più diventerà freddo e affamato. Ma quando se ne renderanno conto?

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.wordpress.com
Link: https://cluborlov.wordpress.com/2022/12/30/the-last-crusade-part-ii/
30.12.2022

La prima parte è qui.

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Dmitry Orlov è nato a Leningrado, nell’URSS, da una famiglia di accademici ed è emigrato negli Stati Uniti a metà degli anni Settanta. Laureato in ingegneria informatica e linguistica, ha lavorato in diversi campi, tra cui la fisica delle alte energie, il commercio su Internet, la sicurezza delle reti e la pubblicità. È autore di numerosi libri, tra cui Reinventing Collapse e The Five Stages of Collapse.

Commenti (21)

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    1. Divoll 8 gennaio 2023

      Ci governavano anche prima della Meloni.

    1. maghi 8 gennaio 2023

      dai commenti qui finora letti, mi pare che il pensiero comune sia eterodiretto, nè più , nè meno come quello proposto dai media anti russi. Troppo facile cascare nell'inganno da una parte e dall'altra. In mediat stat virtus, dicevano i latini e sono sicuro che anche in questo caso è così, ma non ce lo vengono certo a dire a noi, che per le elitè siamo dei mentacatti da rigirare come vogliono o possono. Nessuno sa come stanno veramente le cose, ma come stanno ce lo dirà il futuro.

    1. Luca VFR 8 gennaio 2023

      Gli USA sono specialisti nel trovare l'esatto contrario di quel che cercano. E la storia di Eltsin è uno dei tanti clamorosi esempi. E la guerra in Ucraina è il successivo: sono riusciti a far coalizzare contro di loro i 7/8 del mondo. Minchia signor Tenenete che ottimo risultato!

    2. Cachafaz 8 gennaio 2023

      Che poi a ben pensare ha fatto molti piu' danni Gorbaciov che Eltsin. L'ubriacone nominando Putin anche se cio' avvenuto forse per caso, si e' comunque riabilitato anzi e' andato nettamente in attivo!

    3. Divoll 8 gennaio 2023

      L'arrivo e l'ascesa alla presidenza di Putin tutto sono stati tranne che un caso. Eltsin venne costretto a nominarlo suo successore (in alternativa, sarebbe stato processato per corruzione). Gli americani pensano che tutto si regga su Putin, ma in realta' esisteva ed esiste una specie di deep state russo di valenza (filosofica, etica, politica) opposta a quello americano che funziona come una rete di sicurezza alle spalle di Putin. Ed e' composta in buona parte da una sorta di "vecchia guardia".

    1. danone 8 gennaio 2023

      E poi qualcosa era andato storto: al posto del presidente ubriaco Eltsin era salito al potere Putin, che aveva, a tutti gli effetti, vinto la Seconda Guerra Cecena. L’apparizione di Putin sul palcoscenico mondiale era stata una sorpresa totale per lo Stato profondo occidentale, che aveva capito che, questa volta, aveva bisogno di un piano completamente nuovo per distruggere definitivamente la Russia:

      E Putin è saltato fuori dal nulla Orlov? ma certo.
      La storia ad personam non regge più, queste sono tutte narrative costruite, è poco credibile che a causa di una persona sola, ancorchè potente, saltino progetti egemonici decennali, se non secolari, di continenti interi.
      Ci devono essere per forza altri fattori molto importanti, che hanno frenato l'occidente collettivo dal fagocitare la Russia dopo il crollo del muro e l'unico fattore che trovo possibile, alla luce degli eventi attuali, è che si era già stabilito, là dove si puote ciò che si vuole, che la Russia guidasse l'avanzata della globalizzazione multi-polare, in questa fase di collasso programmato del neo-liberismo, insieme alla Cina, che nel frattempo, gli stessi poteri occulti sopra-polari, hanno permesso a quest'ultima di divenire la prima potenza economica del mondo, per lo stesso fine.
      Senza questo aiutino la Cina oggi non sarebbe il colosso economico spaventoso che è diventata, è arbitrario e opinabile credere al contrario.
      Non so se sia così, ma così torna coerente tutto il delirante scenario, che stiamo vedendo in questi tempi totalmente distopici.
      Senza questa ipotesi il comportamento strategico dell'occidente collettivo non ha assolutamente senso, ed è inutile attaccarsi all'egemonia, perchè continuando con questa politica guerrafondaia, totalmente a danno dei suoi più fedeli alleati atlantici, ovvero i paesi europei, gli Usa non la riotterranno mai più, si stanno scavando la fossa da soli.

    2. BrunoWald 8 gennaio 2023

      Bravo danone, mi hai "rubato" il commento!
      Il passo dell'articolo da te citato e criticato è il suo punto più debole, il nesso fallace su cui dovrebbe reggersi l'intera narrativa, e che invece ne rivela l'intima inconsistenza.

      Il logorroico Orlov riesce a tessere una colossale ricostruzione storica senza degnarsi di accennare al fatto che i Rothschild da tre secoli controllano l'Europa, e da due ne sono i padroni; che finanziarono la dittatura giudeo-bolscevica la quale in pochi anni massacrò molti più russi dei "crociati" occidentali antichi e moderni messi insieme; e che attraverso i loro agenti gestiscono in tempo reale la banca centrale russa e lo stato profondo moscovita (e probabilmente anche quelli cinesi).

      Ma queste evidentemente gli sembrano quisquilie, come il fatto che gli ultimi trent'anni di aggressioni occidentali contro la Russia e l'intero pianeta sono opera di una cricca di ebrei trotzkisti meglio noti come neocon: è più importante blaterare di "nazisti ucraini" e incolpare dei mali del mondo l'occidente collettivo, e in particolare francesi, tedeschi, svedesi, polacchi... insomma, i goyim.

    3. Fantine 9 gennaio 2023

      Il braccio armato "Usa" (come lo definisce @Arthur) ha davvero esaurito la sua funzione?
      Non ne sono così sicura, caro Dan One.
      E sulla Russia, al di là di Orlov che le spara un po' troppo grosse, nutro più di qualche perplessità che fosse d'accordo sin da allora, come ora.
      Talvolta c'è chi usa e chi viene usato, più o meno consapevolmente, e talvolta vicendevolmente (vedi rivoluzione russa) o vi può essere convergenza, anche solo contingente. O ancora e comunque vi è l'eterogenesi dei fini.
      Ad ogni modo, ciò che tu e Arthur avete introdotto per primi qui dentro - conservo i commenti più interessanti e ricordo le prime reazioni alle vostre finestre di Overton - comprese le aree di influenza e spartizione e dintorni, sono considerazioni per nulla peregrine ed anzi. Alla fine sembra stia andando proprio così.
      Tuttavia, personalmente, ricordo bene la situazione della Russia dopo il disfacimento dell'Unione Sovietica e poiché ritengo che vi siano diversi livelli di azione, credo davvero che in Russia un livello di azione sia stato certamente quello di risollevare il Paese dalla miseria e dalla povertà in cui era sprofondato.
      Probabilmente, mi dirai, anche ciò era comunque funzionale.
      In tal caso a conferma della convergenza contingente.
      Comunque, come sempre, grazie Dan One.

    4. FrankDax 12 gennaio 2023

      Buongiorno , d'accordo in linea di principio sulle sue argomentazioni e su quelle di Danone , anche se ritengo che la "nebbia di guerra" sia più densa di quanto si possa "immaginare".. a volte anche i migliori piani possono dare luogo ad "effetti avversi" non preventivati... , che i "Padroni del Discorso" siano implicati sarebbe utopistico pensare il contrario , viste le malefatte perpetrate nel corso degli ultimi secoli... ma c'è una cosa che mi stride particolarmente ed avrei piacere di sentire i Vostri pareri per poter farmi un quadro più ampio della situazione... perchè Roth&Co. stanno immolando alla causa sopratutto l'Europa Occidentale , che rappresenta sempre la loro "casa natale" , ricordando che è sempre la City che comanda , FED-Vanguard-Blackrock-State Street sono solo sussidiarie... questo è un aspetto che proprio non capisco... non sembra coerente con le loro sponsorizzazioni per realtà multipolari , a meno che dentro i "Padroni Universali" ci siano due correnti con programmi completamente antitetici...

    5. danone 12 gennaio 2023

      Intanto bisognerebbe essere sicuri che Roth&Co siano i veri vertici della piramide ed inizio ad avere seri dubbi che sia così, essendo nomi noti, anche storicamente, non solo oggi.
      Poi l'europa occidentale secondo me la vogliono solo fare immiserire quanto basta, non credo che vogliano devastarci come nel secondo conflitto, non avrebbe senso oggi una demolizione creativa così vasta, essendo arrivato al capolinea anche il neo-liberismo come modello di governance mondiale, che come sappiamo per ripartire deve prima distruggere la finta ricchezza monetaria creata ed il debito.
      Secondo me l'opzione che hanno scelto da molto tempo per superare l'impasse della fine del modello capitalista ordo-liberista è il modello multi-polare e per far tornare vantaggioso il nuovo modello anche all'occidente, lo devono impoverire e secondo me devono anche destabilizzarlo politicamente.

    6. FrankDax 12 gennaio 2023

      Credo anch'io che Roth&Co. siano solo la facciata visibile , probabilmente , anche quella che svolge il compito di "parafulmine" o se verranno momenti "duri" anche sacrificabile... ma la spinta fatta in questa maniera per instaurare il Multi-Polarismo anche in Occidente , la vedo poco praticabile . La stessa Cina , baluardo del Multi-Polarismo , è solo una fotocopia leggermente migliorata di una grande ricchezza speculativa , costruita sul debito , tanto cara all'Occidente . Un Europa "livellata" senza materie prime , senza possibilità di trasformarle a prezzi di mercato , come può inserirsi in un Mondo Multipolare ? Queste crisi "esistenziali", si risolvono purtroppo , con una Guerra , che puo nascere come un entità dotata di vita propria , a discapito dei voleri dei Poteri Forti... sbaglierò , ma se lo scopo era il Multi-Polarismo , la collaborazione economica avrebbe dato migliori frutti , senza rischi di una "roulette russa" (mai più reale.. è questa definizione , visto il momento attuale)

    1. Eugiorso 8 gennaio 2023

      Quello che ha scritto Orlov porta a conclusioni ben precise: se gli statunitoidi-occidentaloidi capiranno di essere vicinissimi alla sconfitta in ukraina, sicuramente allargheranno il conflitto rendendo reale il rischio nucleare strategico.

      Non si illudano di poter colpire la Federazione Russa con armi nucleari tattiche, limitando il confronto all'Europa, perché i russi per rappresaglia colpiranno il territorio statunitoide ... Se poi questi criminali guerrafondai credono di poter sopportare i "danni" in casa e comunque vincere, ebbene sono da rinchiudere immediatamente in un manicomio criminale vecchio stile.

      Cari saluti

    2. Martin 8 gennaio 2023

      A parte che Orlov mette una gigantesca parentesi storica e politica sulla lunga stagione dell'imperialismo sovietico, dal mio punto di vista l'Ucraina e' chiaramente gia' sconfitta, e non ci sara' alcuna espansione del conflitto, per via del rischio nucleare.
      Il progetto di Dem USA e Commissione UE di una guerra civile e smembramento di Bielorussia e Russia e' morto e sepolto, ma gli Usa sono riusciti a sottomettere definitivamente l'Europa, danneggiandola in modo esponenziale a livello energetico e economico. Siamo gia' e saremo molto piu' poveri rispetto agli USA.

      Il prossimo passo dei Dem Usa e della Commissione UE sara' obbligare i contribuenti europei - ossia tutti noi - a pagare centinaia di miliardi per ricostruire i resti dell'Ucraina. La recessione che sta per arrivare sara' molto piu' dura per l'Europa che per gli USA, che in un biennio hanno immesso 4000 miliardi di sussidi (covid, sanitari, scolastici, etc), ossia il 20% del Pil annuale Usa. Un importo osceno, da New Deal di Roosevelt, di cui nessuno parla, e che ha ovviamente scatenato l'inflazione.

      Tempo massimo due anni ed assisteremo allo spettacolo di investitori e speculatori USA che verranno a comprarsi interi pezzi dell'economia europea a prezzi di recessione, ossia di saldo. La colonizzazione dell'Europa da parte degli USA, sotto l'attenta vigilanza della Commissione UE.

      Chi avesse dubbi sul GAP tra Usa e Europa puo' andare a controllare gli stipendi medi USA, in tutte le categorie: nel migliore dei casi, sono tra il doppio ed il triplo, anche nelle fasce basse.

    3. Cachafaz 8 gennaio 2023

      Ok sul probabile scenario europeo, ma per gli Usa e' una parziale vittoria di Pirro anzi un fallimento. Perdono il confronto e la leadership mondiale, sono umiliati militarmente, hanno un parte (il resto non capisce niente, non conta) della popolazione europea furiosa con loro. Quando una strategia e' fallimentare si dovrebbe assistere ad un cambio nella dirigenza, quin di con probabile ritorno a Trump/Musk, si spera. Cioe' un po' meno satanisti-imperialisti.

    4. Eugiorso 8 gennaio 2023

      Quello del collasso socioeconomico delle colonie europee - già iniziato - è un obbiettivo importante del conflitto che hanno scatenato in ukraina, addebitandolo alla Federazione Russia, anzi, al Presidente Putin ("guerra di Putin", nella propaganda(.

      L'obbiettivo di cui sopra l'hanno purtroppo raggiunto, con la servile complicità degli apparati sub-politici europoide/ eurolager e delle singole colonie (per noi draghi, oggi merdoni).

      Poi ci saranno i costi del riarmo nato che cadranno in misura significativa sulle nostre spalle, come i costi (eventuali, dipende da come finirà il conflitto ...) della "ricostruzione" di quel letamaio mercenario chiamato ukraina, o meglio di ciò che ne resterà.

      Tuttavia, credo che le bestie neocon del dipdistato usa - che di fatto manovrano eserciti e anche armi nucleari - non accetteranno la sconfitta sul campo dei loro troll ukrainofoni + mercenari usa, polska e gb, quindi non potendo più nascondere con la propaganda la sconfitta militare "alzeranno l'asticelle", convinti di poter vincere un confronto nucleare ...

      Cari saluti

    5. Martin 8 gennaio 2023

      Mah, non la vedo cosi', il fallimento e' tutto nostro, ossia europeo. In ogni caso, sara' purtroppo difficile che torni Trump. Primo, 3 giovani Usa su 4 votano Dem, e secondo gli Usa rischiano letteralmente la guerra civile nelle elezioni del 2024.

    6. Cachafaz 8 gennaio 2023

      Io sono piu' speranzoso di te e Martin(riguardo gli Usa). Il collasso a volte avviene in maniera repentina. Fino a poco tempo fa era impensabile che un gruppo sia pure minoritario di miliardari si radunasse intorno a Musk per comprare twitter con il solo scopo di sputtanare i demoglobosatanisti, eppure sta' avvenendo, non sono riusciti a fermarli. Tra un po' spero dovranno rendere conto al pubblico Usa del totale fallimento della guerra ucraina, del ricompattamento di 2/3 del mondo sotto i brics, e del trattamento inferto alle colonie europee, inutile magra consolazione.

    7. Divoll 8 gennaio 2023

      In usa si stanno accumulando enormi contraddizioni politiche, sociali ed economiche, la popolazione povera e molto povera e' in crescita, l'immigrazione illegale, fuori controllo, la divisione dem-rep sempre piu' profonda, la democrazia sempre piu' evanescente (a furia di esportarla, sono rimasti senza) e le differenze tra stati, in termini di legislazione e composizione politica, sempre piu' accentuate. Come pensano molti analisti americani, e' un miscuglio esplosivo.

    8. Fantine 9 gennaio 2023

      la democrazia sempre piu’ evanescente (a furia di esportarla, sono rimasti senza)

      Bella, Divoll!
      Condivido appieno.
      E osservo che non lo pensano solo gli analisti americani.
      È una evidenza macroscopica.
      Implosione, rivoluzione, recessione, guerra civile?
      Tutto molto aperto e imprevedibile.
      Io propendo per l'implosione (magari aiutata).
      Ma non bisogna sottovalutare i potenti mezzi del sistema che lavora bene.
      Forse la superficialità che informa quella società è un'arma a doppio taglio.
      Il punto sarà chi cavalcherà le mandrie e per condurle dove.

    9. Eugiorso 9 gennaio 2023

      Il tuo intervento è ovviamente aderente alla realtà, speriamo che il cielo, o chi per lui, ti ascolti ... Infatti, credo che la chiave dell'enorme problema non sia neppure la coraggiosa e tenace resistenza russa al male, pur importantissima, ma proprio l'implosione (violenta, si spera) degli usa ...

      Cari saluti

    10. Martin 9 gennaio 2023

      Si ma l'economia va a maraviglia, la poverta' e' in costante diminuzione, gli stipendi sono minimo due/tre volte gli europei e la disoccupazione al mero 3,5% (ossia fisiologica). Il miscuglio esplosivo e' principalmente politico e sociale (immigrazione e delinquenza).

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