L’UE accelera la trasformazione in blocco militare sotto l’irresponsabile leadership della Von Der Leyen

L’UE accelera la trasformazione in blocco militare sotto l’irresponsabile leadership della Von Der Leyen

Simplicius
simplicius76.substack.com

Le elezioni moldave si sono concluse con i previsti risultati “democratici”. Maia Sandu consolida il suo potere come un'altra ex dirigente bancaria ( la Sandu aveva ricoperto il ruolo di consulente del direttore esecutivo della Banca Mondiale) alla guida di una nazione occidentale.

La cabale, dopo aver stretto i tentacoli del controllo sull'Europa, sta aumentando i giri della macchina da guerra per portare il conflitto alla sua naturale fase successiva, che includerà necessariamente un aumento massiccio delle forze militari e delle provocazioni contro la Russia, al fine di costringere i vassalli dell'UE a un “punto di non ritorno” militare.

La nuova direttiva che sta prendendo piede, il cui scopo è quello di trasformare gradualmente l'intera UE in un blocco militare a tutti gli effetti, è che l'Europa è “già in guerra”. Abbiamo già commentato la scorsa volta come la retorica di Ursula von der Leyen abbia dimostrato che le sue uniche priorità come leader rimangono la guerra e l'allarmismo sulla crisi sanitaria globale. Ora, lentamente ma inesorabilmente, queste élite stanno cercando di trasformare l'UE in una sorta di super-NATO, dove l'autorità centrale ha effettivamente il potere di costringere le nazioni a militarizzarsi e andare in guerra, al contrario della struttura più flessibile e “suggestiva” dell'Alleanza.

Come al solito, il messaggio è coordinato e preciso:

[caption id="attachment_231951" align="aligncenter" width="1268"] Fonte[/caption]

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ex ministro della difesa tedesco, ha promosso una discussione senza precedenti al vertice sulle capacità militari dell'UE, andando ben oltre la tradizionale attenzione del blocco per il commercio, l'antitrust e l'economia. Tra le opzioni proposte vi è la creazione di un “muro antidrone”, un sistema in grado di rilevare, tracciare e abbattere i droni, nonché progetti volti a garantire una rapida reazione nei confronti degli aerei che violano lo spazio aereo europeo.

Come visto sopra, l'articolo sottolinea che la von der Leyen sta spingendo surrettiziamente il blocco in una direzione per cui non era stato concepito.

L'articolo riconosce che i leader europei stanno manifestando in privato molta trepidazione per la direzione che stanno prendendo le cose:

Nonostante ciò, questa pericolosa fase della politica europea è costellata di potenziali disastri. In privato, i funzionari governativi hanno espresso preoccupazione per la prospettiva di un “momento Franz Ferdinand”, in cui un'improvvisa escalation minaccia di trascinare il continente in un conflitto, come nel 1914, quando l'assassinio dell'arciduca scatenò la Prima Guerra Mondiale.

Il primo ministro polacco Donald Tusk ha appoggiato la campagna informativa concertata, affermando che, volenti o nolenti, questa guerra è “la nostra guerra”:

🇵🇱🇺🇦 "The war in Ukraine is OUR war too. If we lose this war, the consequences will affect not only our generation, but also future generations of the West" — Prime Minister of Poland, Tusk, believes

Consequence of YOU losing the chair? pic.twitter.com/bwFQaqyRi7 — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 29, 2025

L'Europa è in guerra, ed è un nuovo tipo di guerra, ha dichiarato il primo ministro polacco Tusk.

Il compito più grande e importante per i nostri opinion leader oggi è quello di far capire agli altri, all'intera comunità transatlantica occidentale, che questa è una guerra. Non la volevamo, a volte è strana, è un nuovo tipo di guerra, ma è comunque una guerra", ha detto Tusk.

È persino ricorso a una citazione attribuita a Tucidide nel tentativo di giustificare e normalizzare il continuo bellicismo del suo odioso blocco:

«La pace è solo un breve incidente in uno stato naturale di conflitto e di guerre».

Tusk ha letto il suo copione in modo chiaro e forte:

Secondo lui, la cosa più importante che tutti i leader europei devono fare – piuttosto che governare i propri Paesi, risolvere i problemi sociali dei propri cittadini, ecc. – è far accettare alle popolazioni la “realtà” che l'Europa è in guerra con la Russia.

Ecco perché vengono condotte sempre più operazioni psicologiche per creare le condizioni tipiche di un “periodo di guerra”, come l'ultima notizia secondo cui la Danimarca avrebbe richiamato i riservisti dopo le “minacce dei droni”.

La campagna informativa coordinata è amplificata da tutti gli attori dell'establishment:

[caption id="attachment_231953" align="aligncenter" width="805"] Fonte[/caption]

È incredibile quanto siano simili le varie propagande preparate in anticipo. Nell'articolo sopra riportato, si noti come il “capo dell'MI5” ripeta quasi alla lettera ciò che Tusk aveva detto in precedenza riguardo al “nuovo tipo di guerra”:

“È un tipo di guerra diverso, ma l'ostilità, gli attacchi informatici, gli attacchi fisici e il lavoro di intelligence sono vasti”.

Questi strani “slogan” vengono coniati da qualche parte nei corridoi di Bruxelles e poi forniti a tutti i burattini affinché li ripetano a pappagallo, come si vede più e più volte, quando questi memi spazzatura vengono ripetuti a comando; anche gli Stati Uniti fanno la loro parte, ricordiamo il tormentone della campagna “goia” di Kamala.

Ma sembra che non tutti se la bevano. Il quotidiano tedesco Berliner Zeitung è andato controcorrente mettendo in discussione il senso di questi nuovi e dubbi slogan propagandistici:

[caption id="attachment_231954" align="aligncenter" width="992"] Fonte[/caption]

Hanno anche identificato un altro dei bizzarri slogan coordinati utilizzati insieme al “nuovo tipo di guerra” citato in precedenza: la guerra ibrida. Si tratta di un altro termine che diversi funzionari dell'UE hanno iniziato a ripetere all'unisono in modo puramente “casuale”:

Cosa hanno in comune Polonia, Estonia e Danimarca? A prima vista, non molto. Tutti e tre i Paesi appartengono all'UE e alla NATO, ma geograficamente e politicamente sono molto distanti tra loro. Tuttavia, ultimamente vengono spesso citati insieme come esempi della “guerra ibrida” che la Russia starebbe conducendo contro l'Europa.

L'Economist ha elencato tutti gli attacchi di guerra ibrida che sarebbero stati compiuti dalla Russia:

La Berliner va dritta al punto:

L'Occidente sta cedendo all'allarmismo: pericolo di guerra!

Se Putin fosse dietro a tutto questo, cosa per cui finora non ci sono prove, il suo “test” avrebbe dimostrato soprattutto una cosa: quanto sia impotente e isterica la reazione dell'Occidente. Invece di verificare con calma i fatti ed esaminare il contesto, i media e i politici ipotizzano immediatamente lo scenario peggiore: pericolo di guerra! Questo è inquietante.

Per inciso, va detto che la Berliner Zeitung ha fatto centro con un articolo che svela come la cricca dell'UE rubi le elezioni ai propri membri “sovrani”:

[caption id="attachment_231956" align="aligncenter" width="680"] Fonte[/caption]

Anche Victor Orban ha lucidamente compreso la situazione. Nel suo ultimo discorso, ha definito l'Unione Europea un progetto bellico, affermando che l'UE ha apertamente annunciato che il suo obiettivo principale per il prossimo decennio è quello di assistere alla sconfitta della Russia:

Brussels has turned the EU into a war project. They speak of peace but prepare for war, trying to force all nations into their agenda. Hungarians and Slovaks know what war means, and we will not be pushed onto that path. We choose sovereignty, and the power of love and unity over… pic.twitter.com/LsGISQY3qM

— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) September 29, 2025

In breve, in linea con quanto affermato nell'introduzione, l'UE si sta lentamente trasformando in un blocco puramente militare il cui unico orientamento operativo, principio e obiettivo ruota attorno alla sconfitta della Russia. E non solo alla sconfitta, ma anche alla sua totale distruzione, dato che l'erede designata dell'UE, Kaja Kallas, ha recentemente dichiarato apertamente che la Russia dovrebbe essere balcanizzata in molti piccoli e deboli Stati.

Ora c'è molto clamore intorno al fatto che Trump avrebbe autorizzato attacchi a lungo raggio e pianificato di fornire missili Tomahawk all'Ucraina. Per ora, penso che si tratti per lo più di sciocchezze, dato che la notizia degli attacchi a lungo raggio è stata diffusa dal famigerato imbroglione Keith Kellogg, che ama “interpretare” le indicazioni di Trump secondo la sua visione neoconservatrice, ma che in passato aveva praticamente sbagliato tutte le sue previsioni.

Per quanto riguarda i Tomahawk, sembra più o meno la stessa assurdità, dato che l'Ucraina non ha la capacità di lanciarli dall'aria o dal mare, e i lanciatori terrestri non esistono ancora in tutte le varianti di produzione. Si dice che i sistemi Typhon dovrebbero essere consegnati alla Germania forse nel 2026 e, solo allora, la Germania potrebbe “teoricamente” fornire uno o due di questi sistemi all'Ucraina.

Dato che i missili Tomahawk sono in grado di trasportare testate nucleari, ovviamente una tale escalation si rivelerebbe estremamente pericolosa per la Russia, che dovrebbe sempre presumere che qualsiasi sistema occidentale lanciato contro di essa trasporti testate nucleari e agire di conseguenza, motivo per cui la probabilità che ciò accada è bassa.

Putin aveva già condiviso le sue riflessioni [nel 2024, N.D.T.]:

Putin Says Russia Now Officially "At War" With NATO After Biden Announces Plan To Deliver Nuclear Capable Missiles To Ukraine pic.twitter.com/d5BfzWrGMa

— JOSH DUNLAP (@JDunlap1974) November 18, 2024

Anche Dmitry Medvedev è in sintonia e aggiunge la sua opinione:

In Europa si parla costantemente di una guerra con la Russia nei prossimi cinque anni.

Questo non accadrà.

Perché?

Perché è contro i nostri interessi nazionali.

1. La Russia non ha bisogno di una guerra con nessuno, men che meno con la vecchia e gelida Europa. Non ci sarebbe alcun vantaggio per noi. L'economia europea è debole e dipendente dagli Stati Uniti e la sua cultura sta degenerando nell'oblio. L'Europa sta perdendo la sua identità, dissolvendosi in un flusso di migranti bellicosi.

2. La priorità fondamentale per il popolo russo è lo sviluppo del proprio Paese, compresa la ricostruzione dei territori che sono tornati sotto il suo controllo. Non è né facile né economico.

3. La Russia è sempre arrivata in Europa come liberatrice, mai come invasore.

Perché l'Europa non dovrebbe iniziare una guerra?

Ecco perché:

1. I Paesi europei sono vulnerabili e divisi tra loro. Possono solo perseguire i propri interessi, lottando per rimanere a galla nell'attuale turbolenza economica. Non possono permettersi una guerra con la Russia.

2. I leader europei sono dei patetici degenerati, incapaci di assumersi la responsabilità di qualsiasi impresa seria. Mancano di pensiero strategico, per non parlare dell'energia (in Russia si chiama “passionarity”) necessaria per prendere decisioni militari di successo.

3. La maggior parte degli europei è debole e apatica; non è disposta a lottare per ideali comuni o persino per la propria terra.

Perché la guerra è ancora possibile?

C'è sempre la possibilità che si verifichi un tragico incidente. E bisogna anche tenere conto dei pazzi iperattivi dal grilletto facile. Questo tipo di conflitto comporta il rischio reale di degenerare in una guerra con armi di distruzione di massa.

Quindi non dobbiamo abbassare la guardia.

Ha riassunto accuratamente il succo della situazione.

Nel frattempo, Zelensky cerca di fomentare gli animi sostenendo che le petroliere della “flotta ombra” russa sarebbero responsabili del lancio dei droni che stanno “terrorizzando” una debole Europa:

🇺🇦🇷🇺🇪🇺 In a video statement earlier on X, Ukrainian President Volodymyr Zelensky stated that there is now intelligence information which indicates Russia is using oil tankers to launch and operate drones over several countries in Europe, with him calling for the Baltic Sea to be… pic.twitter.com/DjurLGBFdf

— The Daily News (@DailyNewsJustIn) September 29, 2025

Il piano per prendere due piccioni con una fava è chiaro: fomentare la militarizzazione e, allo stesso tempo, portare avanti il programma volto a paralizzare l'economia russa accusando ingiustamente le sue legittime petroliere di azioni con cui non hanno nulla a che fare.

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Uno dei motivi principali dell'attuale isteria è che, dopo alcune settimane di tregua, le linee ucraine hanno ricominciato a crollare su diversi fronti.

Nell'ultima settimana, le forze russe hanno ottenuto progressi apparentemente considerevoli in tre aree chiave: l'oblast di Dnipro, Kupyansk e la linea Seversk-Lyman. Diamo un'occhiata a tutte e tre le zone.

Il motivo per cui il fronte di Dnipro è stato il più ingannevole è perché sembra il meno significativo dal punto di vista operativo. Non ci sono grandi città chiave in pericolo di essere circondate, solo una vasta distesa di terra senza nome che sembra estendersi fino a Pavlograd o addirittura al Dnieper.

L'aspetto “selvaggio” della zona l'ha resa trascurabile agli occhi della maggior parte degli osservatori non addetti ai lavori, ma i progressi compiuti qui sono stati tra i più costanti e impressionanti degli ultimi tempi. Per contestualizzare, stiamo parlando della vasta area che comprende le vecchie linee di Ugledar e Velyka Novosilka:

In particolare, la regione più centrale è quella più attiva. Praticamente tutto ciò che si trova intorno alle linee arancioni sottostanti è stato recentemente conquistato, con un'espansione del territorio verso ovest:

Ecco la mappa di DeepState che mostra i numerosi fronti di avanzamento:

Come si può vedere, recentemente è stato invaso e parzialmente conquistato l'insediamento di Verbove. L'insediamento adiacente di Kalynivske era stato conquistato solo pochi giorni fa.

Una mappa di Suriyak mostra gli avanzamenti degli ultimi due giorni:

Un altro punto di vista per contestualizzare.

Circa un anno e mezzo fa i russi avevano conquistato Marinka e Ugledar, indicate nella mappa sottostante con un cerchio rosso:

Il territorio conquistato da allora è quasi pari a quello che rimane fino al fiume Dnieper, e l'avanzata russa sta solo accelerando. Non sto dicendo che finora l'avanzata sia stata rapida, ma è ipotizzabile che tra altri due anni, se il conflitto durerà così a lungo, le forze russe potrebbero trovarsi alle porte della città di Dnipro, dopo aver conquistato la maggior parte del Donbass.

Per quanto riguarda il futuro su questo fronte, c'è una fascia di insediamenti lungo il fiume Yanchur verso cui le forze russe si stanno avvicinando, indicata in arancione nella mappa sottostante:

Ma l'area colorata in azzurro ad ovest degli insediamenti indica solo campi aperti, che saranno rapidamente conquistati. Dopodiché, le forze russe circonderanno Gulyaipole, la prossima città strategica della regione a cadere.

Come breve nota aggiuntiva, più a ovest sulla linea di Zaporozhye lungo il fiume, le forze russe sono penetrate più in profondità sia a Stepnogorsk che a Plavni-Primorsk:

Non c'è molto di rilevante da segnalare a Pokrovsk, poiché la Russia sta attualmente utilizzando il fronte solo per assorbire e logorare le unità ucraine “d'élite” provenienti da altre zone, mentre i russi avanzano in quelle regioni indebolite.

A Konstantinovka, le forze russe si stanno lentamente avvicinando alla città, conquistando tutte le zone periferiche. Da una fonte ucraina:

Più a nord, ci sono stati importanti progressi sul fronte di Seversk, con le forze russe che hanno ripulito gli accessi sud e sud-est della città:

Come si può vedere a nord di quella zona, l'area forestale di Serebriansky è stata sottratta al controllo dell’AFU, con i russi che avanzano ancora di più attraverso Yampil. Secondo Suriyak, anche l'intera area a nord di Seversk sarebbe sotto il controllo parziale dei russi, da qui la designazione con colori chiari:

Il famoso analista ucraino Myroshnykov afferma:

Non mi piace affatto la situazione nelle direzioni di Sieversk e Kupiansk.

Non voglio dirlo apertamente, ma c'è qualcosa che non mi convince.

La difesa della foresta di Serebrianske è finita.

Anche la difesa del villaggio di Serebrianka è praticamente finita. Lì sono ancora in corso scontri di retroguardia, ma, nel complesso, è già tutto chiaro.

La situazione a Kupiansk non è migliore.

Nei prossimi giorni fornirò aggiornamenti dettagliati sugli eventi in ciascuna di queste direzioni.

A uno sguardo più attento, si vede che Zarichne è stata ormai quasi completamente conquistata: ricorderete che l'ultima volta solo alcuni dei quartieri centrali erano stati occupati dalle truppe russe:

Sopra, Shandrygolov è stata completamente conquistata e ora le città vicine di Novoselivka e Derylove sono sotto l'assalto delle forze russe, che stanno lentamente circondando Krasny Lyman da nord.

Un filmato della conquista di Shandrygolove, con alcune informazioni aggiuntive:

The liberation of Shandrigolovo near Krasni Liman. This extremely strategic village took a month to clear because Ukranazistan launched no fewer than ten counterattacks in a desperate attempt to take it back. pic.twitter.com/A0Ja9KfxS9

— Ukranazi Andriy (@UkranaziAndriy) September 30, 2025

Shandrigolovo è come una chiave che apre le porte d'ingresso a ovest verso il fiume Oskol e a sud verso il Seversky Donets e il Krasny Liman.

Shandrigolovo si estende lungo il fiume Nitrius e dispone anche di vie di rifornimento da diversi lati. Considerando queste difficoltà, le nostre truppe hanno bloccato il villaggio da nord e da sud, schiacciando i resti delle forze armate ucraine intrappolate e premute contro i corsi d'acqua. Ci è voluto solo un mese dall'arrivo delle prime unità della 144ª divisione fucilieri motorizzati della 20ª armata del distretto militare occidentale per liberare il villaggio.

L'importanza dell'insediamento è dimostrata anche dal fatto che le forze armate ucraine hanno regolarmente cercato di riconquistare Shandrigolovo, conducendo più di dieci contrattacchi senza successo in questa zona, perdendo oltre un centinaio di uomini.

Infine, Kupyansk ha visto un’importante avanzata lungo il confine occidentale, sempre da Suriyak:

Non solo la città viene lentamente circondata da ovest, ma le truppe russe continuano a penetrare nell'interno dal saliente settentrionale.

Simplicius

Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/eu-fast-tracks-transformation-into
30.09.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (8)

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Mostra commenti 8 caricati
    1. BrunoWald 3 ottobre 2025

      Tucidide aveva ragione, ma non esistono le condizioni per cui la UE possa trasformarsi in una potenza militare, per cui tutte queste chiacchiere sono solo rumore di fondo, armi di distrazione di massa.

      Persino Medvedev ne dice una giusta ogni tanto: siamo divisi, senza infrastrutture, senza una qualsiasi visione strategica, senza una classe dirigente, con dei degenerati al potere e una popolazione anziana, debole ed apatica.

      Fine della discussione.

    2. oriundo2006 3 ottobre 2025

      Medvedev, Jewish russo di rango, si dimentica di dire CHI lo ha messo alle redini del potere apicale in Russia da decenni, perchè la politica moscovita pare un balletto con mosse prefissate e concordate, nel silenzio del Kremlino, con certi 'Superiori Sconosciuti', perchè l' 'Operazione Speciale' stia divorando nella sua lentezza le risorse preziose del suo Paese: chi decide 'in ultima analisi' come si diceva un tempo, lo fa davvero negli interessi della Russia ?

      Sarebbe la risposta speculare sul perchè l' Europa sia stata depotenziata ad arte e destituita di significato politico autonomo, a partire dalla 'sostituzione etnica' in corso ed alla infima qualità non solo dei nostri governanti ma di tutti gli apparati di 'riferimento', statali o meno, tra cui la chiesa cattolica.

      Chi davvero decide, lo fa nei suoi interessi e basta.

    1. Martin 1 ottobre 2025

      Le foto del polacco Tusk mi danno letteralmente il voltastomaco. Specialmente qui in Italia non si è capito e non se ne parla, ma si tratta di uno dei peggiori farabuttoni apparsi sulla scena politica europea degli ultimi 50 anni. Non mi dilungo in merito, tale era gia' da prima della carica nell'UE. Ora è il capo del Governo di quel Paese, che da che esiste ha sempre avuto solo ed esclusivamente grane con TUTTI -dicasi tutti - i Paesi confinanti e vicini. Tusk è letteralmente capace di tutto, incluso di scatenare una guerra con la Russia, una guerra dalla quale il suo Paese rischierebbe di uscire sbriciolato.

    1. oriundo2006 1 ottobre 2025

      Vorrei rammentare che la Von Der Lyen ha dichiarato espressamente qualche tempo fa che la UE ha i valori del talmud come guida per la politica europea.

      Dunque, quello che accade oggi in Ucraina, il militarismo accellerato, la mancanza di verità anzi la menzogna eletta a sistema di controllo, l'infausta ripetizione militarista del passato, lo scempio continuo delle risorse pubbliche senza rendiconti attendibili, dipende da questo preciso orientamento 'idealtipico' di 'riferimento'.

      Non solo la VDL indica i 'valori' del talmud: sono presenti anche riferimenti al senso di 'solidarietà' e 'giustizia' che promanerebbero dai valori ebraici in quanto tali, molto differenti chiaramente dalle leggi 'paritarie' nazionali ed internazionali.

      Questi riferimenti sono stati già detti e ridetti altre volte. Li ripeto solo per far capire ancora una volta che la 'mano' dietro allo scontro militare che si sta profilando è la stessa mano che suscitò la Prima e la Seconda guerra mondiale allo scopo della distruzione del mondo occidentale europeo per il vantaggio dei soli 'eletti'.

      Possiamo accettarlo ?

    2. Martin 1 ottobre 2025

      Oriundo, in ogni problema va distinto ciò che si domanda, ciò a cui si domanda, e ciò che si trova domandando.

      La cultura imperante dal 1945 e reiterata dall'istruzione di massa e dalla propaganda mediatica anche sulla storia dello scorso secolo rende alcuni discorsi difficili da comprendere, ed estremamente disagevoli.

      Resta il fatto che la VDL e la Kallas, due guerrafondaie squilibrate, sono state confermate dalla maggioranza dello pseudo Parlamento Europeo. Dico "pseudo" perche' un "Parlamento" totalmente privo del potere d'iniziativa legislativa (privilegio eclusivo della Commissione) e con poteri di approvazione legislativa estremamente limitati, e' una presa in giro.
      La Commissione invece è un Super Governo che di fatto non risponde a nessuno, e che da circa 15 anni ha l'obiettivo strategico prioritario (e non dichiarato) dell'estensione territoriale nelle ex repubbliche sovietiche (Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbajan, etc).

      Obiettivo che coincide con i desiderata della comunità ebraica neoglobalista USA, dato che proviene dall'ex impero russo, con le varie ondate migratorie a partire dal 1880 circa. I vari Blinken, Yellen, Garland, Wolfowitz, Perle, Kagan, Nuland, etc sono solo la terza generazione.Tutti i loro nonni e bisnonni vengono da li'.......

      Come le spieghi certe cose? Con un nuovo corso di storia? Ed un altro di organizzazione internazionale?

      Quello che possiamo fare è innanzitutto una riduzione dei poteri della Commissione ed un contestuale rafforzamento di quelli dei Governi nazionali, a cominciare dalla spesa pubblica.
      Ritornare a decidere come Paese - prima ed indipendentemente dai desiderata di Commissione UE, NATO e delle lobbies che hanno dietro.

      Quanti in Italia la pensano così? Purtroppo solo una area di max il 20-25%, perdipiù molto frammentata, principalmente (ma non solo) tra Lega, 5Stelle e parte dell'estrema sinistra.
      In Germania, idem (Afd), in Francia son di più ma il movimento della Le Pen ha molte anime diverse, e in più hanno Melenchon che per me è da fumetti.

      Secondo me non cambierà nulla, fino a quando in un grande Paese occidentale non ci sarà un pesante e violento scontro interno. I candidati più forti sono Francia, USA e Gran Bretagna, ma si sta avvicinando anche l' Olanda.

      Devo dire di essere cmq contento che l' Italia non sia più uno dei candidati più forti. Che si accomodassero pure i Francesi....

    3. oriundo2006 1 ottobre 2025

      ''..Come le spieghi certe cose? Con un nuovo corso di storia? Ed un altro di organizzazione internazionale?..''.
      Lasci stare per favore.
      Qui siamo chiaramente di fronte ad una ripetizione del 'passato che non passa': il mutamento delle generazioni non significa nulla.
      Dunque non c'è proprio nulla da spiegare.
      Basta rendersi conto che le generazioni si susseguono ma il piano generale di dominio elitista prosegue come uno schiacciasassi, tanto meglio se attraverso lo sterminio pianificato 'ciberneticamente' del 'bestiame umano' eccedentario.
      Qui non guasterebbe di certo qualche rinnovata lettura 'protocollare'.
      Siamo sempre ancora lì, alle prese con il fantasma orribile della guerra come presunto 'rimedio' 'igienista' alla riottosità umana a farsi comandare per benino, come personaggi tipo Monti hanno sentenziato recentemente: solo una guerra può unificare definitivamente l' Europa.
      In realtà non è vero.
      Mai come oggi la gente preferisce l' inchino alla ribellione, parola oramai scomparsa dal gergo politico odierno ed accetta tutto o quasi...
      China la testa pur di sopravvivere perchè ha capito che la sua sorte è segnata in un mondo che è diventato assolutamente incomprensibile.
      Se noi perdiamo il nostro inutile tempo a scrivere certe cose e a ripeterle è solo per disperazione, non per dare lezioni.

    4. Martin 2 ottobre 2025

      Forse non mi sono spiegato abbastanza chiaramente, nello spirito. E' chiarissimo che tipo di lobbies sono dietro l'andazzo odierno, ma purtroppo solo ad una ristretta minoranza, perche' la storia insegnata dal 1945 e la propaganda dei media non ne consente la comprensione da parte della maggioranza. Ci vorrebbero effettivamente corsi intensivi di storia e di organizzione internazionale, per milioni di persone allevati su favole.

      Il contesto - silenzio di fronte al genocidio dei palestinesi, spinta per la guerra alla Russia e contemporaneo abbattimento dello Stato sociale via immigrazione di massa, più la catastrofe della green agenda - è dovuto primariamente al fatto che il centro decisionale in Europa non sono più i Parlamenti e i Governi nazionali, ma la Commissione UE a Bruxelles, la NATO a Bruxelles e la BCE a Francoforte.

      Forse è un po' più facile provare a convincere la maggioranza che questi centri decisionali sottratti alla normale dinamica democratica ci stanno portando alla rovina economica e alla guerra. E avviare una drastica marcia indietro sulla cd integrazione europea.

    5. oriundo2006 3 ottobre 2025

      La 'normale' dinamica democratica oggi, come ieri, significa solo il teatro mediatico della 'Caverna'.
      Nessuno può crederci, tanto più dopo l'adesione esplicita ai 'valori talmudici'.
      Questo fatto enorme non è una sottigliezza del politichese, non è un elemento tutto sommato trascurabile, non è un vezzo per compiacere solo formalmente gli 'eletti'.
      E' una pratica di governo: anzi è LA pratica di governo attuale della Eu, della BCE, della NATO. Questa consiste esplicitamente nelle due 'verità', nelle due 'regole': cioè nella menzogna 'elitista' organizzata a sistema.
      La si può trovare tranquillamente nella pratica politica USA, anch'essa 'talmudica', come in altre circostanze della vita comune italiana.
      Consiste nel privilegio di alcuni nel fare ciò che si vuole e nell' impossibilità degli 'altri' di far valere le proprie ragioni, anzi di parlarne pure.
      Qui ( Sa Defenza: “Israele ha come codice il Talmud”. Lo dice una legale israeliana. ) una pregevole ricostruzione di ciò che significa.
      Avendo la Eu espressamente accettato questa tavola dei 'valori', cioè la favola teologica dei loro (pseudo)valori, che viola millenni di storia giuridica ( tralascio l'apparato normativo attuale, una pletora di disposizioni assurde ed ingiuste APPOSTA ), da questo non possono che derivarne le conseguenze che osserviamo.
      Queste sarebbero tali ANCHE in presenza di poteri parlamentari più estesi, ANCHE con un'altra dirigenza se beninteso non si revochino tali 'predisposizioni' 'talmudiche' che non sono solo 'mentali' ma tremendamente 'pratiche'.
      Leggetevi l'articolo.
      Spiega bene cosa significhi.
      E' in sintesi il principio della 'separatezza' tra gli 'eletti', cui è permesso formalmente tutto ed il contrario di tutto, e gli 'altri', destituiti di umanità e dunque di valore e connessi provvedimenti per chi se ne allontani.
      Ultimamente ci sono stati questi 'provvedimenti' contro certi 'eletti' di peso e rango, qui in Italia come in Francia. Non faccio i nomi ma li sapete. Ebbene, è chiaro che entrambi i Paesi saranno colpiti dalle maledizioni talmudiche appropriate, a partire dai loro governi: anche sotto traccia, ovviamente.
      Vedrete se sbaglio: perchè aderire ai quei 'valori' significa dare ai rabbini cabalisti le chiavi del Potere.

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