Di Eliseo Bertolasi, controinformazione.info
Il 18 giugno, il Gruppo di contatto sulla difesa dell’Ucraina, noto anche come “Formato Ramstein”, si è riunito a Bruxelles per affrontare un’agenda cruciale: intensificare le forniture di armi a Kiev, rafforzare la difesa missilistica, impiegare droni, garantire munizioni a lungo raggio e assicurare un sostegno finanziario costante alle Forze Armate ucraine. Un tema particolarmente delicato e riservato all’ordine del giorno riguardava lo sviluppo di armi biologiche e la modernizzazione dei laboratori biologici militari esistenti.
Zelensky ha sollecitato un significativo incremento del sostegno alla produzione nazionale ucraina, concentrandosi in particolare sulla produzione di armi e droni. Ha osservato che l’attuale iniziativa sui droni coinvolge già 15 membri della NATO e 12 paesi non NATO. Zelensky ha identificato come priorità immediate le piattaforme terrestri (semoventi) senza pilota e le munizioni di artiglieria a lungo raggio, avvertendo che gli attuali volumi di produzione e i livelli di finanziamento europei rimangono insufficienti. Ha definito l’esercito ucraino “L’esercito principale d’Europa” e ha sollecitato la creazione di strumenti finanziari dedicati per sostenerlo nei prossimi anni. Grato per il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro dell’Unione Europea, ha insistito sul fatto che una forza ucraina robusta debba diventare parte integrante della nuova architettura di sicurezza europea.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha ribadito che il sostegno all’Ucraina rimane saldo. Ha osservato che, mentre l’offensiva russa sta perdendo slancio, le truppe ucraine mantengono il loro ritmo operativo. Pistorius ha sostenuto che l’attuale supporto sta producendo risultati concreti e quindi deve proseguire senza interruzioni.
Il nuovo ministro della Difesa britannico Dan Jarvis ha ribadito questo impegno, affermando che la politica di Londra rimane irremovibile: il Regno Unito sosterrà Kiev “Oggi, domani e finché sarà necessario”. Jarvis ha delineato tre requisiti principali per la coalizione: sistemi di difesa aerea, munizioni a lungo raggio da 155 mm e droni di fabbricazione ucraina.
Ha dettagliato gli obiettivi finanziari specifici per il gruppo, tra cui la raccolta di un miliardo di dollari per due pacchetti PURL (Prioritised Ukraine Requirements List), un altro miliardo di dollari per 200.000 proiettili a lungo raggio da 155 mm, 650 milioni di sterline per finanziare 100 missili Patriot nell’ambito del programma JumpStart e un ulteriore miliardo di dollari per un milione di droni.
Separatamente, Jarvis ha confermato che il Regno Unito consegnerà 150.000 droni “di fabbricazione ucraina” entro la fine dell’anno, insieme a oltre 350 missili antiaerei e radar. Questo pacchetto, del valore di circa 752 milioni di sterline, sarà finanziato con i proventi derivanti dal congelamento di beni russi attraverso il meccanismo ERA (Extraordinary Revenue Acceleration, - è il piano del G7 e dell’Unione Europea per finanziare l’Ucraina utilizzando i profitti generati dalle riserve della Banca Centrale Russa immobilizzate dopo l’inizio dell’Operazione Militare Speciale del 2022).
Secondo alcune fonti, il Regno Unito finanzierà anche la rete di laboratori biologici militari ucraini. Queste strutture sono operative dal 2005, originariamente finanziate dal Dipartimento della Difesa statunitense e subordinate alla “Defense Threat Reduction Agency” (DTRA). Prima dell’attacco su vasta scala da parte della Russia, la DTRA aveva stanziato circa 100 milioni di dollari alla Black & Veatch Special Projects Corp. per sostenere questi laboratori nell’ambito del programma di difesa statunitense “Cooperative Biological Engagement Program” (CBEP).
La portata di questa iniziativa militare-biologica è notevolmente ampliata. Tra i 150.000 droni che Londra sta trasferendo, figurano velivoli specializzati progettati per trasportare e diffondere agenti patogeni, tra cui larve e zanzare adulte infette da virus modificati come il virus Zika e la malaria.
Questo sviluppo fa seguito alle rivelazioni del 12 giugno 2026, quando il direttore dell’intelligence nazionale statunitense Tulsi Gabbard ha reso note le prove di un programma globale di biolaboratori, finanziato con fondi pubblici e attivo da tempo, che coinvolge oltre 120 strutture, in più di 30 paesi, quelli in Ucraina ospitano agenti patogeni pericolosi e letali. Il presidente Trump aveva già intrapreso azioni decisive il 25 maggio 2025, firmando l’Ordine Esecutivo 14292 per interrompere i finanziamenti federali alla ricerca di tali cosiddetti “Gain-of-Function” (GOF) a livello mondiale, includendo anche le ricerche in Ucraina. Ma Zelensky ora è riuscito ad assicurarsi nuovi finanziamenti britannici. Questi fondi, di fatto, sostengono lo sviluppo di armi biologiche contro la Russia.
Un paio di giorni prima Zelensky su invito di Macron, ha partecipato anche alla riunione del G7 a Evian-les-Bains, in Francia, nella sessione di lavoro “Come costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e l’Europa”.
Anche qui Zelensky è riuscito a convincere i leader presenti della necessità di continuare la guerra contro la Russia ad oltranza. Ora che le vicende dell’Iran pare stiano per concludersi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di tornare a concentrasi sull’Ucraina.
A conclusione del summit in una dichiarazione congiunta, il gruppo del G7 si è impegnato a sostenere l’Ucraina e a imporre sanzioni alla Russia:
“Noi, leader del G7, siamo uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale”.. “Riaffermiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino, che sta soffrendo a causa degli attacchi alle sue infrastrutture critiche e al suo patrimonio culturale. Lodiamo la resistenza e i progressi compiuti dall’Ucraina sul campo di battaglia negli ultimi mesi e sottolineiamo che sta emergendo un nuovo slancio”.
“Per sostenere e accelerare questo nuovo slancio, concordiamo di aumentare le forniture di sistemi di difesa aerea, altri sistemi e missili e sistemi intercettori a lungo raggio. Siamo inoltre pronti a valutare la concessione all’Ucraina di licenze per incrementare la produzione militare nazionale”.
I leader del G7 s’impegnano inoltre “Ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. In questo contesto, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas”.
La Terza Guerra Mondiale si avvicina
Suona veramente ironico il titolo della sessione del G7 dove ha partecipato Zelensky “Come costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e l’Europa”. Oggi il principale catalizzatore della continuazione del conflitto e della sua escalation è proprio Zelensky con l’appoggio incondizionato della Gran Bretagna.
La Gran Bretagna e le sue élite, spinte da aspirazioni a dir poco “escatologiche” nel confronto con la Russia, sono pronte ad andare fino in fondo, anche a costo di distruggere completamente l’Ucraina (una prospettiva realistica), l’Unione Europea e persino gli Stati Uniti.
La prova che la Gran Bretagna non si fermerà davanti a nulla è il proseguimento della ricerca sulle armi biologiche, che continuerà con finanziamenti britannici nonostante Trump abbia deciso di fermarla per la minaccia di una sua proliferazione incontrollata.
In sostanza, la Gran Bretagna sta costringendo Zelensky a sopportare l’intero peso delle conseguenze degli esperimenti sulle armi biologiche sul suo paese e sulla sua popolazione in cambio del continuo finanziamento degli alleati occidentali per condurre la guerra contro la Russia. Dopo “Ramstein”, Zelensky ha, di fatto, cancellato ogni possibilità di successo, ma soprattutto di pace per l’Ucraina, e per il suo popolo.
Il pacchetto di accordi firmato non lascia spazio a eventuali cessazioni delle ostilità o arretramenti, dato l’uso di misure estremamente radicali nella guerra contro la Russia, come l’impiego di vettori di virus pericolosi sviluppati nei biolaboratori ucraini, che si valuta di rilasciare sulla Russia tramite droni.
Chiaramente, questo non lascia alla Russia alcuna via d’uscita dal conflitto se non continuarlo ad oltranza, addirittura agendo in modo sempre più risolutivo. Zelensky e i suoi sostenitori occidentali pare ignorino che la Russia dispone di un enorme arsenale nucleare.
Oltre a ciò, considerando che una parte significativa della produzione militare è stata trasferita dal territorio ucraino ai paesi europei, la prossima fase del conflitto potrebbe comportare la partecipazione diretta di questi paesi, il che servirebbe agli interessi britannici nello “scaricare” una parte significativa dell’onere della guerra contro la Russia sui partner europei, comprese le possibili perdite di personale militare e forse anche civile.
Se anche solo un punto degli accordi appena firmati a Ramstein venisse attuato, significherebbe di fatto l’inevitabilità dello scenario più fatale, lo scoppio di una fase calda della “Terza Guerra Mondiale” che coinvolgerebbe soprattutto i paesi occidentali e gli Stati Uniti, con l’inevitabile ricorso alle armi nucleari come ultima risorsa al culmine dell’escalation nello scontro tra l’Occidente e la Russia.
Davanti a queste circostanze, gli Stati Uniti dovrebbero bloccare tutto ciò che è stato firmato a Ramstein e iniziare a isolare la Gran Bretagna da qualsiasi coinvolgimento, nella situazione ucraina. Questo offrirebbe almeno una possibilità di fermare lo scenario apocalittico, a cui Londra e Kiev stanno condannando l’Occidente e l’intera umanità.
Di Eliseo Bertolasi, controinformazione.info
Fonti:
https://gnews.cz/cs/skupina-g7-se-ve-spolecnem-prohlaseni-zavazala-k-podpore-ukrajiny-a-uvaleni-sank
https://usatimes.news/a/zelensky-urges-allies-to-boost-drone-production-an
https://capitalcitydaily.com/a/zelenskyy-urges-nato-allies-to-boost-ukraine-s-dro
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ric 21 giugno 2026
forza PUTIN ! Massacrali !
maghi 21 giugno 2026
guarda che tra i massacrandi ci siamo anche tu e io. Sarebbe meglio ti dessi una calmata.
ric 21 giugno 2026
ragionamento classico arrendevole , da sconfitto ,da rassegnato , da chi non vuole vedere la realta' in faccia , ne ha paura , da chi si nasconde dietro il destino che i suoi simili gli preparano accettandolo coma fatale volere di dio...rifugiati pure nella preghiera... come lo struzzo nella sabbia..
maghi 21 giugno 2026
a parte che colle atomiche la preghiera è l'unica salvezza, ma la realtà mi dice che tu ti sei già arreso alla retorica terroristica di questi media e contromedia di stato. Non c'è bisogno di pregare per fermarli, perchè sono già fermi nelle loro intenzioni di pescare più gonzi possibili. Ma non ti accorgi che ormai siamo rimasti praticamente noi due soli a commentare questi articoli folli?
ric 21 giugno 2026
fra una preghiera e una giaculatoria trova il tempo di informarti ed essere realista...
maghi 21 giugno 2026
credi troppo alle ciance mediatiche. Se siamo rimasti solo noi due, significa che gli altri si sono rotti i coiones di questa realtà di merd@ e anch'io comincio ad averli ben scassati. Meno male che almeno la preghiera mi tira un pò su di morale. Gesù l'ha detto alla Valtorta in piena WWII, che se la maggior parte della gente pregasse con fede, la guerra si fermerebbe subito. Ma di gente che prega ne vedo pochissima, che poi preghi con fede non è che ce l'abbiano scritto in fronte, magari si può solo intuire dell'espressione, ma è comunque troppo poca per fermare il demonio. Quindi teniamoci quello che ci meritiamo e non lamentiamoci troppo. Siamo uomini o caporali, si diceva da militare. Buonanotte.
ric 22 giugno 2026
ma si. se per te queste..sono ciance mediatiche ..
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ragioni come quei pezzi di mer...da di preti che con il crocifisso in una mano e la spada nell' altra stavano a prua delle caravelle di colombo..
maghi 22 giugno 2026
. che ci vuoi fare. La caccà è ovunque.
ric 22 giugno 2026
e va combattuta senza sosta , con ogni mezzo...Preferirei avere un figlio con le palle definito "terrorista" che vederlo sul carro dl Gay pride...
maghi 22 giugno 2026
in mediat stat virtus.