L’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA E IL RAPPORTO SPECIALE CON ISRAELE

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI JOHN MEARSHEIMER
Information Clearing House


È innegabile che il rapporto tra gli Stati Uniti e Israele non abbia pari nella storia moderna. Washington fornisce a Israele un appoggio diplomatico costante e pressoché incondizionato e più aiuti dall’estero di ogni altra nazione. In altre parole, Israele ottiene questi aiuti anche quando fa delle cose che gli Stati Uniti non approvano, come costruire insediamenti. Inoltre, Israele viene raramente criticata dai funzionari americani e certamente non da chi aspiri ad una carica importante. Basti ricordare cos’è successo l’anno scorso a Charles Freeman, obbligato a lasciare la sua posizione di capo del Consiglio Nazionale dell’Intelligence per aver criticato alcune politiche israeliane e aver messo in discussione il valore del rapporto speciale con Israele.


Steve Walt ed io sosteniamo che alla base di questo rapporto speciale non vi sia alcuna logica strategica né morale, ma che esso dipenda in gran parte dall’enorme influenza della lobby israeliana. Chi critica la nostra posizione asserisce che il legame assai stretto tra le due nazioni sia dovuto al fatto che la maggior parte degli americani prova un particolare attaccamento per Israele. Il popolo americano, a quanto pare, si sente così fortemente in dovere di sostenere Israele in modo generoso e incondizionato che i politici di ogni partito non possono fare altro che essere favorevoli a tale rapporto.Il Chicago Council on Global Affairs (Consiglio di Chicago sulle Questioni Internazionali) ha appena pubblicato uno studio di primaria importanza sulle opinioni degli americani in materia di politica estera. Si tratta di un’indagine esplorativa condotta su un campione di 2500 americani a cui è stato chiesto di rispondere a un’ampia varietà di domande, alcune delle quali riguardanti Israele. Le risposte dimostrano che la maggior parte degli americani non si sente profondamente in obbligo verso Israele in alcun modo significativo. Non esiste alcuna intima relazione tra gli americani e Israele.


[“La Israel lobby e la politica estera americana”, il recente libro di John Mearsheimer e Steve Walt.]



Ciò non significa che siano ostili verso Israele, e infatti non è così. Ma non c’è niente che provi l’affermazione che gli americani siano uniti a Israele da un legame così forte da non lasciare ai loro leader altra scelta se non quella di costruire con Israele un rapporto speciale. Se mai, i fatti rivelano che se fosse per gli americani gli Stati Uniti tratterebbero Israele come una nazione qualunque, allo stesso modo in cui trattano altri paesi democratici, come la Gran Bretagna, la Germania, l’India e il Giappone.


Di seguito alcune conclusioni tra le più importanti dello studio:

“Contrariamente alla posizione ufficiale di lunga data degli Stati Uniti, meno della metà degli americani si mostra pronta a difendere Israele anche da un attacco non provocato da parte di un paese vicino. Alla domanda se si approverebbe l’uso delle truppe statunitensi nell’eventualità che Israele venisse attaccato da un paese confinante, solo il 47% degli americani dà una risposta affermativa, mentre il 50% dice che sarebbe contrario… La stessa domanda è stata posta con una dicitura leggermente diversa anche nei sondaggi condotti dal 1990 al 2004 (se le truppe arabe invadessero Israele). In nessuno di questi sondaggi la maggioranza si è mostrata a favore di un utilizzo incondizionato e unilaterale delle truppe statunitensi.”

Gli americani “si sono inoltre mostrati cauti di fronte alla possibilità di essere trascinati in un conflitto provocato da un attacco israeliano alle istallazioni nucleari dell’Iran. In questo sondaggio, condotto nel giugno 2010, una netta maggioranza degli americani (56%) ha detto che se Israele fosse sul punto di bombardare le istallazioni nucleari iraniane, l’Iran reagisse attaccando a sua volta Israele e le due nazioni entrassero in guerra, gli Stati Uniti non dovrebbero intervenire con le loro forze militari schierandosi dalla parte di Israele e contro l’Iran.”

“Nonostante gli americani provino dei sentimenti molto negativi nei confronti dell’Autorità Palestinese … una forte maggioranza (66%) preferisce non ‘schierarsi dalla parte di nessuno’ nel conflitto.”

“Esiste qualche preoccupazione concreta circa l’andamento dei rapporti con Israele. Anche se il 44% afferma che la relazione si “mantiene tutto sommato la stessa”, una percentuale molto alta pari al 38% ritiene che i rapporti stiano ‘peggiorando’, mentre solo il 12% pensa che stiano ‘migliorando’.”

“Gli americani non sono a favore degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, un grande punto di stallo nel conflitto, con il 62% che afferma che Israele 'non dovrebbe costruire' tali insediamenti.”




Infine, solo il 33% degli intervistati ritiene che Israele sia “molto importante” per gli Stati Uniti, mentre il 41% ha detto che è “piuttosto importante”. Vale anche la pena notare che sulla lista delle nazioni considerate “molto importanti” per gli Stati Uniti, Israele si è classificata al quinto posto dopo Cina, Gran Bretagna, Canada e Giappone. Naturalmente, tutti questi paesi hanno un rapporto normale con gli Stati Uniti e non una relazione speciale come quella che Israele intrattiene con Washington.


I dati dello studio del Chicago Council concordano con quelli che Steve e io abbiamo presentato nel nostro libro e durante innumerevoli dibattiti. La storia non cambia.


In sostanza la lobby è largamente responsabile del rapporto speciale tra gli USA e Israele, che nuoce ad entrambe le nazioni. Alan Dershowitz aveva esattamente ragione quando diceva, “La mia generazione di ebrei […] è diventata parte di ciò che è forse la più efficace operazione di raccolta di capitali e lobbismo della storia della democrazia.”


John Mearsheimer è l’R. Wendell Harrison Distinguished Service Professor di Scienze Politiche presso l’Università di Chicago.

Titolo originale: "American Public Opinion and the Special Relationship With Israel"


Fonte: http://www.informationclearinghouse.info

Link

19.09.2010


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA URONI

Commenti (29)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. telethont 28 settembre 2010

      Famo a non capirsi? :-) A mio avviso le posizioni di DaniB e di calliope non sono antitetiche o divergenti, anzi... uno si riferisce all'opera in generale dei proff. Mearsheimer/Walt e l'altro a questo articolo in particolare, definito giustamente di scarsa rilevanza... Sono d'accordo con entrambi e pure a me fa sorridere "addetti ai livori" :-) Ogni ulteriore approfondimento sulle attività svolte sia da AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) che da ADL (Anti-Defamation League) sarebbe auspicabile e una utile conoscenza su temi relativamente poco trattati.
      Saluti.
      telethont

    1. calliope 28 settembre 2010

      mitica fiammetta, ve la ricordate quando faceva l'inviata del TG1 come era obbiettiva ed imparziale proprio come il suo successore di adesso,
      mettetevi l'animo in pace, loro si sentono veramente I PADRONI DEL MONDO.
      Lo ha comandato Jahvè, come dire... "Mi Manda Picone!!!"

    1. calliope 28 settembre 2010

      Stiamo parlando del "POPOLO ELETTO"? coloro che pensano: NOI siamo NOI e voi non CONTATE un cazzo? che rubano e truffano il mondo intero in virtù di questo? che hanno occupato tutti i posti chiave di comando? quelli che hanno tutti i passaporti del mondo, ma sono fedeli solo ad una SETTA?
      quelli che con le carte dell'ONU ci vanno in Bagno? o che devon ammazzare gli oppositori ovunque si trovano? allora ho capito bene sono una spanna più scaltri degli altri peccato solo che GIUSTIZIA sia per loro un termine relativo. Scusate, se sono forse un pò...RAZZISTA non è per cattiveria, e poi IO non conto un cazzo!!!

    1. calliope 28 settembre 2010

      vuoi dire che questi tosano le masse per conto terzi? e chi c'e' al di sopra? quello che chiamano quasi tutti universalmente il DIO dell'amore?
      mmhm... è un ipotesi, ma non so perchè questa ipotesi mi fa sentire ancora più IMPOTENTE sul mio destino.

    1. DaniB 28 settembre 2010

      addetti ai livori mi piace :)

    1. licia 28 settembre 2010

      la tv svizzera manda in onda una intervista a netanyau a telecamere spente-
      la telecamera rimane accesa ed ecco cosa pensa di fare contro i palestinesi(COLPIRLI! E NON SOLO UNA VOLTA MA MOLTE VOLTE E CON UNA TALE VIOLENZA DA INFLIGERE LORO PERDITE INSOPPORTABILI!OCCORRE UN ATTACCO TOTALE !e soprattutto afferma
      " L'OPINIONE PUBBLICA AMERICANA PUO ESSERE FACILMENTE MANIPOLATA "

      VEDI TUTTO IL VIDEO E VEDI IL VIDEO DAL MINUTO 7'
      http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/telegiornale.html?po=ebbf612d-70b8-4625-b966-344f9253f048&date=01.09.2010#tabEdition

    1. telethont 28 settembre 2010

      Ora invece ti sei spiegato benissimo... e direi che, aldilà di qualche sfumatura, la vediamo in maniera sostanzialmente simile. Ciao

    1. calliope 28 settembre 2010

      bel quadro Stefano concordo appieno, poi... come detto sopra,
      più che un studio su un sondaggio, sarebbe più interessante studiare per bene l' AIPAC a parer mio. Ciao

    1. calliope 28 settembre 2010

      lo studio in questione mi pare di rilevanza assai esigua, da ritenerlo "quasi" inutile, altro che grimaldello per svegliare i teleguidati americans,
      ma se non sono bastati neanche i boati dei palazzi che crollavano a farli uscire dal trance.
      Mi pare più un'operazione commerciale per addetti ai livori piuttosto che un grimaldello.
      Un' approfondito ulteriore studio sull' AIPAC sarebbe veramente interessante.

    1. licia 28 settembre 2010

      la israel lobby ha fatto il nido anche alla camera italiana -

      l'ultimo video di fiamma nirenstein dalla camera dei deputati (israeliani) 27/9/2010

      http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Archivio?IdEvento=2885&IdIntervento=1278

    1. stefanodandrea 28 settembre 2010

      @ TELETHONT

      Forse non mi sono spiegato. L'Italia ha stipulato trattati che ci legano, in posizione di subordinazione, agli Stati Uniti. Nato e basi Usa in Italia sono gli esempi macroscopici. E qui è evidente che dobbiamo cominciare a dire che l'Italia deve recedere da quei trattati. Sotto il profilo economico abbiamo accettato di immergerci nel sistema globale che gli Stati (sempre loro!) hanno man mano creato mediante trattati internazionali e adeguamento di leggi ritenute "necessarie" una volta accolta la libera circolazione delle merci, dei capitali e del lavoro. Qui dobbiamo recedere da diversi trattati (compresi, in primo luogo, quelli europei) e affrontare politicamente una serie di Stati, tra i quali fino ad ora si collocano in prima posizione gli Stati Uniti (ma vedrai che quando non ce la faranno più si chiuderanno dentro i loro confini lasciando a bocca aperta tutti gli sciocchi che li anno ammirati sentendosi cittadini americani o cittadini del mondo). Poi dovremmo liberarci dal dominio della pubblicità, che è dominio del capitale marchio e del capitale titolare dei grandi media, che da una vita ci "regalano" film, partite di calcio, trasmissioni politiche e così acquistano la nostra anima. Gli ebrei hanno posizioni di rilievo sui media? E chi se ne fraga. Noi dobbiamo liberarci dal dominio del capitale che forma l'opinone pubblica. Gli ebrei sono soltanto una parte del capitale marchio e dei grandi media e vanno combattuti non in quanto ebrei, bensì come titolari del capitale che esercita il potere di conformare l'opinione pubblica. Idem per il capitale finanziario. Noi dovremmo tornare alla legge bancaria del 1936 (quanto mi danno fastidio coloro che dicono che si dovrebbe tornare non so a quale legge statunitense) e distinguere banche che raccolgono e prestano denaro (e in parte lo creano mediante la riserva frazionaria che dovrebbe tornare ad essere del 25%) e banche che investono il denaro e dovremmo volere che il cittadino che consegna denaro a queste ultime firmi una liberatoria del seguente tenore e scritta a caratteri cubitali: "tutto a mio rischio e pericolo; so che la banca potrebbe essere in conflitto di interessi; so che del capitale potrebbe non essermi restituito niente". In questo modo metteremmo in parte al riparo l'economia dal capitale finanziario (ma vi sarebbero molti altri provvedimenti da prendere) e colpiremmo quest'ultimo. La finanza ebraica non sarebbe il nemico. Il nemico sarebbe la finanza (ebraica, cattolica, protestante e laica), i cui profitti devono tornare ad essere l'1% del totale non il 6%. Ciao

    1. licia 28 settembre 2010

      LE LOBBY EBRAICHE riunite a congresso a Gerusalemme AI PRIMI DI SETTEMBRE 2010-

      Oltre 200 leader delle comunità ebraiche mondiali si sono riuniti
      per ilWorld Jewish Congress Governing Board che si è appena
      concluso a Gerusalemme alla presenza delle più alte cariche politiche

      ed istituzionali dell'entità politica sionista in palestina o,da Shimon Peres ad Heud barak Tizpi livni e non poteva mancare anche il discusso leader dei sopravvvissuti ai presunti campi di concentramento Elie WEISEL (accusato di essere impostore della identità di un vero sopravvissuto ai lager nazisti?)

      [b]Scopo dichiarato della riunione[/b], secondo quanto ha affermato nel suo intervento Fiamma Nirestein(commissione esteri dellacamera dei deputati italiana ndr) anch'essa presente insieme a Claudia de benedetti nominata vicepresidente del congresso europeo ebraico, .[b]è coordinare e sostenere l'attività politica dei leader ebraici nei rispettivi paesi di provenienza a sostegno di Israele ,contro l'antisionismo e contro l'antisemitismo [/b]

      Nel suo intervento la deputata ebrea italiana con cittadinanza israeliana ha esortato i leader ebraici ad impegnarsi nel sostegno allo stato ebraico.
      [/b], Inquietante tra le altre la dichiarazione della Nirenstein, che ricalca quella pronunciata nella stessa occasione dal presidente Peres,per cui "delegittimare lo stato di Israele equivale a legittimare il terrorismo anti-israeliano."[/b]

      Un messaggio oscuro, quasi una minaccia esoterica evocata segretamente nell'antro del potere sovrano ebraico interdetto agli occhi di scomodi testimoni stranieri,che ,(non essendo stato specificato in cosa si traduca la delegittimazione, consoderando che la stessa Organizzazione delle Nazioni unite considera illegali gran parte delle leggi emanate in nome della entità politica sionista a cominciare dai confini territoriali e dalla capitale )[/b], mira a paragonare la critica alla politica sionista (di origine socialista e sovietco) ad un atto terroristico e in definitiva l'antisemistismo all'antisionismo.[/b];una minaccia che con la sua carica virale e censoria della critica politica si scglia contro le liberta espressive degli individui al fine di in indirizzare l'italia e lo stile di vita occidentale sulla scia di cio che fu il regime barbaro dei soviet tanto simile allo stile di vita dei kibbutz israeliani e all'estremismo politico stalinista.Un paragone incomprensibile(per un occidentale) frutto di un percezione distorta della realtà, concepita in maniera paranoicamente persecutoria (il piu delle volte in malafede)e dovuta alla condizione schizzofrenica delle comunità ebraiche diasporiche nei confronti dello stato ebraico.Una percezione della realtà allucinata dall'inestricabile connubio tra il fondamentalismo religioso propio dell'ebraismo sionista el'estremisto politico e il cui fine è la intimidazione della opinione pubblica occidentale che istintivamente percepisce ilpericolo,a livello planetario, della degenerazione in atto del conflitto mediorientale .
      La Nirenstein ha dichiarato “Abbiamo passato anni a cercare di definire che cos’è l’antisemitismo, - ora noi sappiamo che cos’è e sappiamo che esso si realizza nell’odio contro Israele e e si scaglia contro l’ebreo collettivo. [b]Si tratta a questo punto di individuare quali sono i nemici di Israele e di allontanarli”. [/b]

      La Nirenstein ha lanciato anche alcune chiare indicazioni attraverso cui fare pressioni sui personaggi del mondo politico anche italiano : "ogni paese faccia lo stesso a livello locale. Vanno create fortezze per combattere la nostra causa:istituzioni, leggi e attività contro la delegittimazione nei confronti dello stato di Israele. "Nessuno può fare i compiti per voi" ha detto provocando i leader delle comunità ebraiche di tutto il mondo. Ormai il contesto e la leadership mondiale è cambiata ed è pronta per essere sensibilizzata sulle questioni di Israele, dell'antisionismo e dell'antisemitismo ma[b] serve un continuo lavoro per sensibilizzarla e indirizzarla."[/b]

      ECCO I RISULTATI DELL'ATTIVITà DI PRESSIONE DELLA LOBBY EBRAICA SULLA POLITICA ITALIANA-

      http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&Id=2431

    1. AlbertoConti 28 settembre 2010

      Perfetto!

    1. telethont 28 settembre 2010

      Assolutamente d'accordo col tuo commento.

    1. telethont 28 settembre 2010

      Un partito alternativo alle due attuali "coalizioni gemelle" che avesse fra i punti fondanti la fine della dipendenza culturale e militare dagli USA avrebbe tutto il mio appoggio. Ma temo che stiamo parlando di Alice nel paese delle meraviglie. Gli uomini fradici che ci governano si reggono anche sul "fracicume culturale" dei loro elettori e sul loro condizionamento mentale, sia occulto che palese.
      L'ignoranza dilagante e pervasiva è l'unico vero nemico, si porta dietro a cascata la maggior parte di tutte le storture e aberrazioni umane.
      telethont

    1. telethont 28 settembre 2010

      Quoque tu Stefanus? Sono d'accordo su tutto ma... come fai a dire che Israele non ci condiziona? Ci condiziona eccome invece, sia direttamente che per interposto dominante USA... per amor di precisione io parlerei poi di "colonialismo culturale" anglo-israelo-americano... A me il rapporto popolo americano-israele interessa, perché volenti o nolenti in qualche modo ci riguarda e si ripercuote anche su di noi oltre che su tutte le altre loro colonie... Le azioni e le pesanti influenze della "lobby ebraica americana" non me le sono sognate ieri notte...
      un saluto.
      telethont

    1. venezia63jr 27 settembre 2010

      Si e' vero,siamo ancora menti deboli,gli ormoni ci comandano e se prima eravamo razionali alcuni secondi dopo siamo diventati dei guerrieri. Si fa fatica a pensare come coloro che ci manipolano,abbiamo dentro dei modelli che difficilmente possiamo superare,siamo stati condizionati ad essere dei combattenti e nessun combattente pensa alla politica, pensa solo a menare le mani. La differenza sta proprio nello schema mentale che ci e' stato inculcato,siamo tutti delle api operose ma non abbiamo ricevuto l'educazione ad essere capipopolo. Pensiamo per un attimo a cosa avremmo voluto fare da grande:il soldato,l'ingegnere,il medico.....tutte attivita' che sono state pensate per agire,nessun bambino dice voglio diventare generale,senatore o manager,perche' nell'ambiente in cui viviamo non esiste l'idea del comandare e del potere. Quindi siamo tutti perdonati se agiamo sotto l'influsso degli ormoni e ringrazio Osservatore per averci riportato alla cruda realta', da adesso dobbiamo vigilare sulla nostra natura e pensare da leader.

    1. DaniB 27 settembre 2010

      per favore, te lo chiedo proprio come un favore personale... risparmiaci neo-verbi come "glooggatevi" o "gloogando"... mi sembra di essere su facebook

    1. stefanodandrea 27 settembre 2010

      La crisi potrebbe far saltare tutte le alleanze. Per il momento mi accontenterei che in Italia la fine della dipendenza, culturale, economica, politica e militare dagli USA fosse uno dei temi fondanti del partito alternativo al partito unico delle due coalizioni. Se esistesse questo partito, avesse il 4% e riuscisse ad andare a parlare in Parlamento, la storia di Italia avrebbe un altro inizio. Prima o poi. gli uomini fradici che ci governano cadranno.

    1. stefanodandrea 27 settembre 2010

      Commento di splendita profondità, che difende e mostra l'ammirazione che si deve agli ebrei, ma che non giustifica l'imperialsimo e il razzismo di israele. E che lascia sorgere il dubbio che per qualche popolo, non orientato all'efficientismo e al denaro, essere antiebrei è una necessità. In questo senso è una verità pericolosa. Insomma, qualcuno potrebbe trovare in essa una ragione per essere razzista.

Visualizzati 20 di 29 commenti approvati.