L'ombra breve del patriarcato al servizio del capitalismo della sorveglianza

L'ombra breve del patriarcato al servizio del capitalismo della sorveglianza

Di Stefano Vespo

Una partita di calcio

Una sfilata di ragazze bellissime, di modelle disinvolte e sorridenti, che indossano soltanto una camicetta corta e scollata, un paio di mutandine di pizzo nere e calzettoni bianchi, passa su di un campo da calcio. Ognuna di loro tiene per mano uno dei giocatori delle due squadre olandesi, che a breve si affronteranno: l’RKC Wolwijr contro l’Emmen. Era il 15 febbraio del 2016 e lo sponsor aveva deciso di festeggiare con questa passerella erotica la data di San Martino.

Mi chiedo se questa foto di qualche anno fa possa rientrare nelle categoria del maschilismo; o in quella della reificazione della donna, ridotta a mero strumento di seduzione; oppure in quella della misoginia, dal momento che ridurre un essere umano soltanto a un corpo, privo di intelligenza e spiritualità, è un chiaro segno di odio.

Ma mi accorgo che i termini che sto utilizzando sono ormai ridicoli e fuori moda. Da qualche tempo, nell’informazione, nei dibattiti, sui libri, si tende ad utilizzare un solo vocabolo, per esprimere questo fenomeno: patriarcato.

Già nel suono il termine è sinistro, oscuro: evoca il cigolio dei cardini di una vecchia porta, che si apre pesantemente in una casa buia, austera, covo di violenti rapporti di forza.

Mi provo allora ad applicare questa parola, patriarcato, alla scena descritta, delle fotomodelle sorridenti e seminude, che sfilano, tenuta ognuna per mano dall’uomo a cui è stata assegnata.

Nel cono d’ombra

Ma in quel contesto non è possibile utilizzarla in alcun modo, quella parola: nessuna di quelle ragazze sembra sentirsi vittima di qualche violenza. Sfilano sorridenti e sicure del loro potere di seduzione.

Mi rendo conto che patriarcato è un termine troppo restrittivo per poter descrivere, in tutta la sua ampiezza, il fenomeno della svalutazione della donna su cui è ancora modellata la nostra società.

Patriarcato è un ombrello che getta un’ombra troppo breve, troppo ristretta. Copre soltanto la scena della violenza domestica: la gelosia patologica, l’ego ipertrofico, il narcisismo maligno di un uomo che non riesce a frenare le minacce, le pressioni psicologiche, la violenza fisica contro una povera donna, percepita come la malvagia origine di tutti i suoi mali, come l’incarnazione di un onnipresente tentativo di castrazione.

Appena fuori da questo cono d’ombra, c’è il sistema della rappresentanza politica, dove si trovano ben poche donne, e ancora più raramente ai vertici; ci sono poi i luoghi di lavoro, dove le molestie passano spesso inosservate o addirittura giustificate con affermazioni come “è lei che se l’è cercata” oppure “queste cose non succedono alle ragazze per bene!”; infine, c’è il mondo dello spettacolo e della promozione pubblicitaria, in cui l’impiego del corpo denudato e lucido di desiderio della donna è una strategia di vendita irrinunciabile, una strategia fatta però passare per simbolo dell’emancipazione femminile, espressione di una conquista culturale dell’occidente.

Troppe sentinelle

Perché questa sostituzione, allora? Perché la propaganda promuove l’utilizzo di un termine che può prendere di mira soltanto le situazioni familiari patologiche o estremamente retrograde? Tanto più che già da tantissimo tempo, da noi, la famiglia tradizionale è in crisi, ed anche la figura del padre è ormai ridotta ad un incerto fantasma.

Come mai il minimo accenno di dubbio, la più timida espressione di dissenso sull’opportunità dell’uso di questo termine, viene respinto senza appello e con ignominia, finendo per essere arginato nel recinto delle espressioni di una destra grottesca e buffonesca, necessario complemento della propaganda ufficiale?

É il chiaro segnale che si tratta di qualcosa di più di una trovata lessicale. É una scelta precisa e ragionata, la cui imposizione va sorvegliata e difesa attraverso l’intimidazione intellettuale.

Dietro qualsiasi manifestazione di forza vi sono obiettivi importanti da tutelare.

Distruggere ogni limite

La spiegazione, a mio parere, è questa.

Qualunque forma di totalitarismo non tollera accanto a sé nessuna autorità antagonista o concorrente, nessuna istituzione o figura che possa incrinare il monopolio del dominio.

La forma assunta dal potere attuale è di tipo larvatamente totalitario. Ma si tratta di una forma diversa di totalitarismo, peraltro già messa in luce dagli studi di Foucault. Si tratta di una forma di potere che, oltre ad essere globale, è anche biopolitica. Diffusa su quasi tutto il pianeta, penetra in qualsiasi aspetto della società, in qualunque nostro gesto quotidiano, nelle fibre più sottili del nostro corpo.

É un capitalismo del controllo, che , attraverso l’uso di un apparato tecnico mai visto prima; attraverso la capacità di orientare l’informazione e l’opinione pubblica; attraverso il possesso di un capitale finanziario inaudito, fonde insieme la sorveglianza, il potere politico e il profitto economico.

Per realizzare l’obiettivo del controllo assoluto, questo sistema deve disfarsi dei vecchi luoghi di esercizio del potere: deve disfarsi delle idee, delle tradizioni, delle morali ad essi legate. Assieme alla chiesa, allo Stato e alle strutture educative, la famiglia è uno di questi luoghi di trasmissione di abitudini, di comportamenti, di sistemi morali.

Ecco allora che sull’istituzione della famiglia piomba il buio del patriarcato.

Così come su tutto ciò che può essere legato alla figura del padre, ovvero all’esercizio di un’autorità, viene oggi gettata l’ombra della violenza, della malvagità, della perversione.

Per mettere in atto questa operazione, tutto il vecchio lessico della sinistra, tutte le forme di contestazione rivolte alle manifestazioni del potere capitalistico, come si diceva allora, ovvero la chiesa, lo stato, la famiglia, viene così riabilitato. E con essi, anche il termine patriarcato.

Patriarcato è un termine estremo, e viene anch’esso dal passato. Oggi, tuttavia, sembra essere stato ringiovanito grazie al belletto sensazionalistico della cronaca nera, senza implicare nessuna idea di trasformazione dell’ordine esistente.

Perché adesso non si tratta più di contestare la struttura economica del capitalismo. Questa struttura economica non deve mai essere messa in discussione. Si tratta invece di favorire un esercizio più pervasivo e condizionante del suo potere, togliendo di mezzo gli ostacoli ad un suo pieno e completo dispiegamento.

Si tratta di creare una massa di individui isolati e privi di qualsiasi struttura morale solida. Una massa inerme e senza orizzonti, disponibile a qualsivoglia forma di controllo e di condizionamento.

La studentessa di Teheran

E così il corpo nudo, esibito, seduttivo della donna diventa l’ambiguo vessillo occidentale della emancipazione femminile.

Non è un caso che una studentessa di Teheran, ripresa in un video mentre per protesta si spoglia di tutti gli abiti, e non solo del velo, che il regime impone alle donne di quel paese che vogliono frequentare l’università, sia divenuta il simbolo della lotta contro l’oscurantismo della civiltà islamica: contro il patriarcato, appunto.

Quella ragazza, che nel video si aggira in modo indolente tra altre ragazze e altri ragazzi, i quali non sembrano nemmeno accorgersi di lei, o che forse la ignorano ostentatamente, è stata trasformata, nel nostro immaginario, in una donna gigantesca e trionfante, che in mutande e reggiseno schiaccia il potere patriarcale dei minuscoli Ayatollah ai suoi piedi.

Ancora una volta, il corpo della donna diviene lo strumento privilegiato per propagandare idee il cui esito è la giustificazione di una guerra della NATO contro l’Iran.

In questo modo, l’ideale dell’emancipazione femminile, uno dei grandi temi della sinistra, viene abbassato e prostituito per fini ben diversi.

Senza ritorno, senza direzione

Alle antiche strutture dello Stato, della chiesa e della famiglia non si può più ritornare: la strada che abbiamo intrapreso per liberarci dalle loro menzogne è troppo lunga e dura già da qualche secolo; inoltre, ha avuto anche delle ottime guide.

Ma anche gli ideali che guidavano quelle contestazioni suonano oggi falsi, opportunistici.

Il tempo che ci è toccato in sorte è probabilmente quello in cui saremo costretti a subire, nei nostri stessi corpi, l’esito, ovvio e scontato, a cui questa strada ci conduce, senza nemmeno poter intravvedere una soluzione o un’alternativa.

Di Stefano Vespo

12.12.2024

Commenti (35)

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    1. BrunoWald 11 dicembre 2024

      Pare incredibile che si debba continuare a leggere certe cose.

      "Reificazione della donna, ridotta a mero strumento di seduzione"...

      Come se la seduzione non fosse uno dei massimi poteri conosciuti. Uomini in preda alla passione hanno distrutto le proprie esistenze... E poi chi lo usa, quello strumento, se non le dirette interessate, come calcolo opportunistico e fredda strategia di affermazione personale ?

      «...patriarcato: già nel suono il termine è sinistro, oscuro: evoca il cigolio dei cardini di una vecchia porta, che si apre pesantemente in una casa buia, austera, covo di violenti rapporti di forza.»

      Sì, nell’immaginario sinistro-progressista, a cui dobbiamo in ampia misura lo sfacelo presente e futuro.

      «...il fenomeno della svalutazione della donna su cui è ancora modellata la nostra società.»

      Ma dove vive il sig. Vespo? Sono oltre cinquant’anni che procede la denigrazione sistematica di tutto ciò che è maschile, contestualmente alla vittimizzazione e santificazione della donna, oltre i confini del ridicolo. E infatti:

      «la gelosia patologica, l’ego ipertrofico, il narcisismo maligno di un uomo che non riesce a frenare le minacce, le pressioni psicologiche, la violenza fisica contro una povera donna...»

      Che volete farci, siamo così, noi uomini: amore, tenerezza, istinto protettivo, sentimenti poetici e dedizione ci sono ignoti, se non siamo proprio assassini e stupratori è già grasso che cola! Invece le donne tutte “povere”, indifese, alla mercé del cavernicolo che le ha trascinate nella sua grotta per i capelli...

      Del resto è noto che le relazioni tossiche sono sempre opera dei maschi: della manipolazione femminile, quando non delle violenze psicologiche subite da fin troppi ometti, sarebbe sconveniente parlare.

    2. BrunoWald 11 dicembre 2024

      «Appena fuori da questo cono d’ombra, c’è il sistema della rappresentanza politica, dove si trovano ben poche donne...»

      Ce ne sono ben poche anche nelle miniere, nei cantieri e sui tralicci, se è per quello.

      «...ci sono poi i luoghi di lavoro, dove le molestie passano spesso inosservate o addirittura giustificate...»

      Ma se molti sono terrorizzati persino all’idea di ritrovarsi da soli nell’ascensore con una collega, che se quella decide di accusarli di qualsiasi cosa sono rovinati!

      «...l’impiego del corpo denudato e lucido di desiderio della donna è una strategia di vendita irrinunciabile»

      Sì, le hanno spogliate a forza e costrette a posare a sganassoni, mica vero che le aspiranti modelle fanno la fila per farsi “reificare”, pagate profumatamente, anziché lavorare come cassiera o in una mensa aziendale...

      «Si tratta di creare una massa di individui isolati e privi di qualsiasi struttura morale solida. Una massa inerme e senza orizzonti, disponibile a qualsivoglia forma di controllo e di condizionamento.»

      Esatto, si è trattato sempre e solo di questo: “l’ideale dell’emancipazione femminile”, così come è stato concepito, era fin dall’inizio parte integrante del "pacco", e un sacco di gente continua a non capirlo, fuori tempo massimo.

    3. uomospeciale 12 dicembre 2024

      Mi risparmio la fatica di scrivere quello che hai già scritto tu,
      tanto sul'argomento, so già che la pensiamo più o meno uguale.
      Me la cavo con un semplice pollice in su 👍😄
      Perchè francamente dopo oltre 30 anni a ripetere le stesse cose su tutti i forum:
      ( io cominciai a dirle ancora nel '90 su uomini 3000..)
      non ho la voglia nè la pazienza, di contestare certe idee che hanno inquinato la mente di troppi uomini sin dall'adolescenza e che putroppo, sono diventate ormai sentire comune....Pazienza.
      Ci penseranno altre culture più dure, forti, mascoline e vitali della nostra a fare piazza pulita.

    4. absitiniuriaverbis 12 dicembre 2024

      Scrivi: Ci penseranno altre culture più dure, forti, mascoline e vitali della nostra a fare piazza pulita.

      Sembra che il significato sia solo contrapposizione, lotta, guerra se vuoi.
      Sembra che escludi coesistenza, comprensione, comunione.
      Personalmente ritengo che 'l'un contro l'altro armati' non sia una mossa vincente.

    5. uomospeciale 12 dicembre 2024

      Dubito molto che ci sarà una guerra, la cosa più probabile è che la cultura più forte, bellicosa, mascolina e prolifica, assorbirà e sostituirà dall'nterno quella più debole femminea e ossessionata dai diritti di chiunque.
      Abbiamo fatto il nostro tempo e andremo ad aggiungerci al lungo elenco delle tante culture scomparse dalla storia.
      Non è una tragedia, e ci sono ben pochi uomini disposti a lottare o a rischiare qualcosa per difendere una cultura e una società che li sfrutta, li discrimina, li considera sacrificabili e li mette sempre al quarto posto in ordine di importanza:

      ( Prima vengono le donne, i bambini, i cani e i gatti )

      No, No... Hai proprio capito male, nessun conflitto e nessuna lotta...Per difendere che cosa poi ? Le nostre catene?.. i nostri obblighi e doveri?....Via siamo seri...😄
      Si prenderanno tutti quanti quello che gli pare, mentre noi ce ne andremo a pescare, a fare grigliate bevendo con gli amici, e giocando con la PlayStation fino a notte fonda.

    6. BrunoWald 12 dicembre 2024

      "Sembra che escludi coesistenza, comprensione, comunione.
      Personalmente ritengo che ‘l’un contro l’altro armati’ non sia una mossa vincente."

      Scusa se mi intrometto, ma è proprio questo il punto: una società per svilupparsi in modo sano ha bisogno di diverse cose, tra cui anche un certo livello di disciplina, di mete condivise, nonché di comunione e comprensione, senza le quali è impossibile coesistere e finisce per sgretolarsi.

      La nostra civiltà è arrivata al capolinea appunto perché manca tutto questo, ed è voluto che sia così. L'elite ha imposto disvalori distruttivi e ideologie deliranti, ha messo gli uni contro gli altri i sessi e le generazioni, e con l'immigrazione di massa ci darà il colpo di grazia.

      Le condizioni di vita sono cambiate a tal punto, rispetto al passato, che erano inevitabili profonde trasformazioni anche nelle relazioni familiari, le quali potevano benissimo svilupparsi nel senso positivo da te indicato. Invece si sono voluti evocare i demoni della discordia e del conflitto, e i risultati parlano da sé.

    7. absitiniuriaverbis 13 dicembre 2024

      I tuoi commenti sono benvenuti.

    1. Primadellesabbie 11 dicembre 2024

      È il tipo di analisi di cui si sentiva la mancanza (!) in un quadro in cui l'altra metà del cielo usa consapevolmente le sue grazie in funzione di un potere al maschile, dato che ha smarrito la capacità di immaginare altro, vista la determinazione furiosa con cui si è immersa nella dimensione razionale appena si è presentata l'occasione.

      (Le donne ai vertici in politica, non sono poche, e alla loro specifica opera dobbiamo una parte significativa del caos che ci ospita).

      Proprio un capolavoro, un femminista che vuole distinguersi cercando il pelo nell'uovo del patriarcato e non dimentica di scagliarsi, tanto per non sbagliare, contro una generica sinistra.

    1. maghi 11 dicembre 2024

      la storia insegna che le società matriarcali sono durate poco, mentre le patriarcali riempiono i libri di storia. Mi dispiace vedere che le donne occidentali sono diventate femministe, scegliendo la via dello scontro col compagno maschio: hanno scelto la via della disintegrazione e le nostre società occidentali saranno sostituite da altri popoli, che riescono a conservare i valori della patria, della famiglia e delle loro tradizioni e credenze. Noi occidentali siamo stati succubi di manipolazioni subliminali, cui possono sfuggire solo coloro che possono opporvisi dal punto di vista psicologico, forse qualche percento, che non basta per salvare nemmeno loro. Come dice mia figlia, che pur volendoli, non ha avuto figli, se così vuole l'universo, così accadrà. E' quindi condannata all'estinzione ed io con lei, ovviamente. Per fortuna ho due nipoti dall'altra figlia, ma so tutto è perduto lo stesso, perchè i genitori di questi due piccoli hanno il cervello lavorato ben bene in modo subliminale. Opporsi a queste manipolazioni è quasi impossibile. Resistere è futile, sarete assimilati. In questo caso eliminati. Borg (Star Trek).

    2. BrunoWald 11 dicembre 2024

      Le occidentali non hanno scelto nulla, proprio come gli uomini: la via dello scontro è il frutto delle manipolazioni subliminali cui accenni più sotto nel tuo commento.

      Siamo tutti più o meno "posseduti" da forme-pensiero molto potenti, create ad arte da gente che sa quello che fa: i più fortunati tra noi possiedono qualche tipo di appiglio interiore (autocoscienza) che li aiuta a non soccombere completamente.

      Tutti gli altri sono come le foglie nel vento.

    1. sarah 11 dicembre 2024

      Se l'autore leggerà questo mio commento, mi voglio complimentare con lui. Un'analisi acuta e lucida che getta un po' di luce vera su questa questione e, di riflesso, su altri "cavalli di battaglia" di questo tempo di dissoluzione culturale. Molto meglio di mille altre considerazioni scontate che pure sono state fatte sull'argomento.

    1. emilyever 11 dicembre 2024

      Mi congratulo con l'autore dell'articolo, specie per un concetto su cui non avevo riflettuto abbastanza, l'abolizione del patriarcato come distruzione di ogni limite per lasciare le persone sole. Ed è proprio questa la sensazione che ho avuto dello "strano" caso Cecchettin (strano per le reazioni da subito quasi esclusivamente ideologiche dei familiari della vittima): la solitudine del carnefice ma soprattutto della vittima. Un padre che dice di aver scoperto che la figlia fosse perseguitata, solo post mortem, leggendo le chat di lei con le sue amiche. Ma possibile che nessuno mai, giornalisti, femministe che lo esaltano nelle loro pagine fb, gli abbia mai fatto una semplice domanda che a me sorge spontanea: ma lui dov'era? ha in casa una ragazza che descrive solare ecc, orfana da poco di madre, possibile che non le abbia mai chiesto niente della sua relazione con il ragazzo? possibile che la sorella, che sapeva, non ne abbia parlato con lui, o con il fratello? perchè l'hanno lasciata sola? Se ci fosse il patriarcato Giulia sarebbe stata protetta. Ma lui non l'ha fatto, anzi, si è sbrigato a scrivere un libro, a creare ex novo una fondazione che ha firmato un patto di collaborazione con il ministero della pubblica istruzione. Spero che se andrà nelle scuole, almeno dagli sudenti venga la semplice domanda:- Ma Giulia non le ha mai raccontato di Turetta? E lei non l'ha mai vista preoccupata, non le ha chiesto nulla? Perchè, se anche avesse saputo qualcosa, avrebbe affrontato, vero, il ragazzo o fatto una telefonata ai suoi genitori? Ma non si sente in colpa?

    2. absitiniuriaverbis 11 dicembre 2024

      Capisco quanto scrivi.
      Figli si nasce mentre genitori si diventa.
      E quattro occhi ed orecchie possono non bastare. Poveracci coloro che non sanno porre e porsi domande.

      Il telefono era stato inventato per avvicinare persone lontane mentre oggi allontana quelle vicine.
      Lo chiamano progresso.

    3. Giudice Holden 11 dicembre 2024

      E' vero, ma qui non c'era solo un padre, c'era anche una sorella. Insomma, anche a me pare davvero strano che in questa famiglia nessuno, ed in particolare lei, abbia colto dei segnali di pericolo. Esistevano tutte le avvisaglie di una relazione tossica e pericolosa con questo pazzoide. E forse, tutte queste esternazioni dei due, nascondono un peso sulla coscienza, un tentativo di scaricare sugli altri quello che loro sono stati incapaci di vedere.

    4. maghi 11 dicembre 2024

      mi ricordo un giovane albanese che con moglie, carrozzina e bambini piccoli veniva a controllare cosa faceva e con chi era il figlio grande e un giovane che urlava al nonno di levarsi dai coioni, perchè non voleva averlo tra i piedi quando era cogli amici. Il maresciallo che era nei pressi scappò come un coniglio, perchè non voleva essere coinvolto. In fondo il padre è un uomo solo contro tutti, specie se ha accanto una femminista come sono la maggior parte delle donne italiane. Infatti l'albanese era accompagnato dalla moglie albanese, mentre il vecchio nonno era solo e aveva contro il nipote e gli amici di lui lo spalleggiavano. Abbandonato addirittura dal maresciallo, che poteva intervenire. A forza di smascolinizzare il padre e l'uomo in generale ci scaviamo la fossa da soli, ma non ce ne accorgiamo. In fondo la manipolazione subliminale non è roba da tutti.

    5. emilyever 11 dicembre 2024

      Aggiungi pure una "strana"nonna, che il giorno dell'autopsia della nipote Giulia presenta un proprio libro su una ragazza che fugge di casa dal padre patriarca, ed intervistata sul rapporto con la nipote dice che si vedevano poco, che lei abita a circa 20 km di distanza. Ho ben in mente, a fronte del tono accorato della giornalista che la intervistava, quello salottiero, disteso, dell'anziana signora, tutta tesa ad intrattenere gli ospiti come una cerimonia mondana.

    6. BrunoWald 11 dicembre 2024

      Le femministe sono una minoranza, caratterizzata da un certo tipo di disturbo della personalità. La maggior parte delle donne non lo sono affatto: semmai sono opportuniste e, se hanno al fianco degli imbelli, si regolano di conseguenza.

    7. absitiniuriaverbis 12 dicembre 2024

      Possibile.
      Se così fosse sarebbe il non nuovo tentativo di ribaltare sulla società le proprie responsabilità.
      Ma la figlia in casa non si apriva, non comunicava, viveva in casa solo per vitto e alloggio? Non ne ho idea.
      Mi sento inadeguato ad entrare in questi meandri. Anche perché ho letto poco e nulla di questa situazione.
      Però faccio della comunicazione e condivisione un pilastro. E bisogna essere almeno in due a volerlo fare.

    8. absitiniuriaverbis 12 dicembre 2024

      'Uomo e Donna' verso 'Maschio e Femmina'.
      Una coppia di parole ritengo rifletta un fatto anatomico mentre l'altra, direi, un fatto caratteriale.
      E mentre il maschio ha nel tempo allontanato le proprie responsabilità la femmina, invece di sviluppare le proprie, ha cercato di impossessarsi di quelle che il maschio ha allontanato se non rifiutato.
      Tutte le distinzioni in essere, femminismo-femminicidio-...,fanno parte del divide et impera. Nulla di nuovo.
      Compresa l'evidenza che non ci si può distaccare dalle conseguenze che le scelte e le decisioni comportano sia in campo anatomico che caratteriale.

    9. maghi 12 dicembre 2024

      quando ero bambino c'era il delitto d'onore, che comportava per il marito una pena carceraria di massimo 7 anni se uccideva la moglie traditrice. Ora tanti vengono condannati a pene assai maggiori anche senza omicidio. L'uomo si è dovuto adattare alle leggi del nuovo mondo woke, altro che distinzioni lessicali. Eppure anche tu non sei un ragazzino decerebrato di oggi, mi pare. Certo che prendere il fumo alle pipe, come dicevano gli uomini di un tempo, non è mai stato da tutti.

    10. absitiniuriaverbis 12 dicembre 2024

      Si è dovuto adattare, scrivi.
      Il 'dovuto' immagino valga per te che pure non mi sembri un ragazzino decerebrato di oggi.
      E non si tratta di lessico ma semplicemente di cercare di capirsi e capirci. Termini che sembrano simili possono significare cose diverse.

      Gli uomini di un tempo scrivi, perché non i maschi di un tempo. Chissà, forse ti sei dovuto adeguare anche in questo caso.
      Non sono un fumatore, il fumo lo lascio a chi lo procura e chi lo vende.
      Vedo che te ne intendi.

      In italiano c'è maschio, riferito semplicemente al sesso; e uomo, che indica - come in latino - l'uomo compiuto, realizzato. La parola virilità indica quindi il compimento del progetto affidato, al momento del concepimento, ai maschi: diventare eroi, virtuosi».

      Se hai tempo prova qui :https://magazine.centrodivenire.net/2017/03/02/differenza-tra-maschio-e-uomo/

    11. maghi 12 dicembre 2024

      prendere il fumo alle pipe è un'espressione che non ha nulla a vedere col fumo. Certe volte mi sembri un'AI.

    12. absitiniuriaverbis 13 dicembre 2024

      Certe volte è opportuno porsi almeno allo stesso livello dell'interlocutore.

    13. maghi 13 dicembre 2024

      sembri proprio un'AI. O qualcos'altro?

    1. Giudice Holden 11 dicembre 2024

      Ma le femministe sfilano ancora facendo il segno della topa con le mani? Perchè, visti i tempi, oggi il gesto potrebbe risultare offensivo e patriarcale, rischiando di sottolineare la differenza anatomica che più violentemente distingue maschio da femmina. A proposito, quando nei talk show le donne continuano a riferirsi agli uomini come "maschi", sarebbe finalmente il caso di definire loro come "femmine". Immagino che troverebbero il termine degradante.

    2. ric 11 dicembre 2024

      a degradarsi ci pensano da sole...
      prova a zippare la tv dopo la mezzanotte...

    1. Liberto 11 dicembre 2024

      Il patriarcato è un finto potere che si riversa contro subdolamente.

    1. sbregaverse 11 dicembre 2024

      Il tempo che ci è toccato in sorte è vita, per cui non ci resta che vivere
      ~ ovviamente^banalmente^scontatamente~

    2. Giudice Holden 11 dicembre 2024

      Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!”, esclamò Frodo. “Non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato” (da J.R.R. Tolkien)

    3. sbregaverse 11 dicembre 2024

      Sì anche caro frate , ma, mia doxa, nemmanco possiamo decidere e disporre, in quanto non abbiamo il libero arbitrio.

    4. lazarovici 11 dicembre 2024

      a proposito di servo arbitrio (vedi Lutero) Dopo essere tornato da Parigi (i tagliagole stavano facendo esplodere bombe qua e là e non mi sembrava igienico rischiare un'infezione alla carotide) ed essere passato dalle International relations alle Media relations, mi chiedevo quando avrei scritto qualcosa di più interessante dei comunicati stampa o dei discorsi sciapi dei nostri pezzi grossi. Avevo un'amica, Bianca Maria, che frequentavo in condominio con una pulzella di nome Chiara. Quest'ultima amava le mie poesie e le carezze della summentovata Bianca Maria. Un giorno Bianca Maria mi invita a visitare una sua anziana conoscente. Mi dice che se ho un centone da spendere, la vecchina sarà in grado di dirmi tutto sul mio futuro. Stregato dalle grazie della mia dolce bisessuale amica, ma soprattutto incuriosito vado a trovare Carla la vegliarda. E' una ottantenne un po' curva ma dall'aria sveglia. La casa è modesta, ma lei orgogliosamente mi dice che lei è la reincarnazione di Lorenzo de' Medici. In effetti di profilo gli somiglia, solo che lui era ricco e potente mentre lei mi sembra piuttosto male in arnese. Aveva sposato un uomo che le aveva lasciato la casa e una modesta pensione di reversibilità. Ci sediamo intorno ad un tavolino. Lei mi stringe la mano, poi chiude gli occhi, si concentra... è come se fosse investita da una specie di tremito e mi dice quello che mi accadrà. Afferma che mi vede su un aereo e che sto andando in America. Io ribatto che, certo, la banca mi manderà alla nostra filiale di Los Angeles, o a quella di New York o a Buenos Aires. Sì, ma a fare cosa? A scrivere racconti un po' spinti per il direttore? A insidiare le segretarie? Carla la profetessa mi assicura che si tratta di un viaggio di piacere e che sull'aereo ho accanto la mia futura moglie. A me la parola moglie aveva fatto venire sempre l'orticaria, ma feci finta di niente, in realtà mettersi una palla al piede come Silvio Pellico può dare un sottile piacere, chissà.
      Le mollo il centone pensando: in fondo faccio un'opera buona, e poi come single funzionario di banca me lo posso permettere. Com'è andata? Con mio grande stupore ho sposato una magnifica pulzella e mi sono fatto viaggi in America per conoscere mia suocera e altro parentado con accanto la mia carceriera. Bella come Venere Callipigia, dolce come una Capricorno con Marte in Ariete. La novella Sibilla Cumana parla di altri fatti che mi sarebbero capitati, azzecca il sesso dei figli, arriva addirittura a dire che l'anima di un trapassato, in divisa e con la mantellina, mi sta sempre accanto. Si tratta di mio nonno, ufficiale di carriera, morto di spagnola nei giorni dell'armistizio. Grazie allo zio Giacomo, Capo di S. M. della I.a Armata, lui non era mai stato in trincea, operava nel Comando Supremo e aveva il brevetto di pilota, pare addirittura che avesse volato con D'Annunzio. Cosa posso dire di questa esperienza? Quello che mi conforta è che noi non decidiamo niente e che tutto è gia scritto. Come mai ci siano persone che riescano a sbirciare il grande libro del Destino, non lo so. Mi conforta, dicevo, che dopo la morte mi troverò in luoghi ameni e felici, circondato da amici e soprattutto dalle donne che ho amato o che ho incantato con le mie dozzinali poesie. Niente colpe da espiare, niente responsabilità, tanto la vita, la morte e i miracoli di ogni vivente sono già stati decisi e scritti dagli dei. E' come fare il presidente del consiglio in Italia. Per noi italioti decidono gli dei con il grembiule, soprattutto i liberi muratori d'oltreoceano. Ma quale formaggio usare quando prepari il pesto lo decidi tu. Forse.

    5. absitiniuriaverbis 11 dicembre 2024

      Amleto: Allora, come uno straniero, dagli il benvenuto. Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia.

    6. maghi 11 dicembre 2024

      ora non penso che tu sia malvagio, ma ho notato che gente malvagia pensa che nell'aldilà si vada tutti in Paradiso oppure pensano che non ci sia nulla, in pratica dichiarandosi atei. Poi però tanti di loro quando gli parli di demoni ascoltano curiosi. Sono modi per mettere in pace la coscienza secondo me e vivere tranquilli correndo dietro ai loro interessi e passioni. Per questo io credo nel libero arbitrio. Gli animali non lo hanno, perchè vivono secondo schemi ben precisi: istinto di sopravvivenza e conservazione e basta. Penso che anche coloro che rifiutano il libero arbitrio vogliano in fondo vivere come gli animali. Non se ne accorgono e, se se ne accorgono, fanno finta di non accorgersene, perchè problemi in più non fanno certo piacere a nessuno. Comunque l'importante è vivere il più possibile sereni. Il libero arbitrio per scegliere la serenità, però ce l'abbiamo tutti. Nessuno sceglie di vivere nella disperazione.

    7. lazarovici 11 dicembre 2024

      Lutero con il suo servo arbitrio ha scritto qualcosa di più intrigante degli svisceramenti del libero arbitrio di Erasmo. naturalmente non c'è nessun Dio che può alla fine salvare come un deus ex machina l'umano condannato al suo destino. Però non sono affatto ateo, credo che esista un dio o più dei che assistono atarassici alle tragedie e alle commedie (nonché alle farse) che ci accompagnano dalla culla alla morte. Mio zio, religioso nella Curia Romana, una volta mi disse che ogni vivente è il frutto di un pensiero di Dio. Ogni vivente, come insegnava David Maria Turoldo, ha in sé il bene e il male, abbracciati, avvinghiati. Poi cosa prevale è un mero accidente...

    8. maghi 11 dicembre 2024

      da come scrivi, mi pare di capire, perchè lo scrivi.

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