LO STATO MAGGIORE RUSSO E IL CREMLINO DISCUTONO DI MANTENERE IL SANGIACCATO DI LATAKIA PER DIFENDERE LE BASI IN SIRIA - CONCORDANO DI RITIRARSI DOPO AVER RICEVUTO GARANZIE DAI TURCHI PER UN PASSAGGIO SICURO

LO STATO MAGGIORE RUSSO E IL CREMLINO DISCUTONO DI MANTENERE IL SANGIACCATO DI LATAKIA PER DIFENDERE LE BASI IN SIRIA - CONCORDANO DI RITIRARSI DOPO AVER RICEVUTO GARANZIE DAI TURCHI PER UN PASSAGGIO SICURO

John Elmer
johnhelmer.net

Quando l'ex presidente e vice capo del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev (immagine di copertina, a sinistra), i blogger militari russi e il giornalista preferito del GRU tacciono, come in questo momento, sull'attività militare russa in Siria, il segnale che inviano è inequivocabilmente forte.

È il rumore dei rimproveri per il Presidente Vladimir Putin (al centro), per i comandanti delle forze russe in Siria, per il generale Valery Gerasimov (a destra), capo dello Stato Maggiore, del GRU e del Ministero della Difesa - per non aver individuato, avvertito o agito sui preparativi turchi, israeliani e americani per armare le forze di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e indirizzarle verso Damasco per detronizzare Bashar al-Assad, e per aver permesso all'aviazione israeliana (IAF) di impedire a Hezbollah di rinforzare le sue unità in Siria dal Libano e al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche di inviare per via aerea i rinforzi dall'Iran.

"", dice una fonte moscovita ben informata, "quello che vediamo in Siria è la somma dei peggiori fraintendimenti ed errori di valutazione commessi dai russi in Ucraina. Questo è il Cremlino al cento per cento. Ma in Ucraina si è imparato dagli errori e vi si è messo rimedio. Non credo che la sconfitta in Siria porterà Putin a fare ulteriori concessioni a Washington sull'Ucraina. Al contrario, credo che indurirà le posizioni sull'Ucraina e permetterà allo Stato Maggiore di condurre una guerra strategica con gli Stati Uniti".

C'è una linea di pensiero nello Stato Maggiore, accennata nei resoconti dei blogger militari russi, che ha proposto di preservare le basi di Tartus e Khmeimim, e di stabilire una difesa in profondità tra la strada D35, in direzione nord-sud, e il mare. Questo territorio si trova a ovest dell'autostrada M5 che collega Aleppo, Hama, Homs e Damasco, tutte conquistate da HTS. Questo territorio si identifica approssimativamente con quello conosciuto nell'Impero Ottomano fino al 1914 come Sangiaccato di Latakia.

Secondo una fonte militare affidabile, "i russi dovrebbero tenere le autostrade M53, D35 e D34 da nord a sud. Questo darebbe al [comandante delle forze speciali siriane, generale Suhayl] Hassan la capacità di potersi difendere lungo questo nuovo confine. Ciò significa riconquistare Masyaf, un importante nodo stradale a ovest di Hama, e anche Rabu".

L'ultima volta è stato visto, Hassan era diretto a Latakia; non c'è alcun segno che lui e le sue forze siano in grado di combattere.

Assad, la sua famiglia e altri membri familiari sono arrivati a Mosca, ha riferito l'agenzia di stampa statale Tass. La Tass ha aggiunto che sono in corso negoziati per l'evacuazione delle basi. "I funzionari russi sono in contatto con i rappresentanti dell'opposizione armata siriana, i cui leader hanno garantito la sicurezza delle basi militari e delle missioni diplomatiche russe sul territorio siriano".

Un'altra fonte russa ammette che le difficoltà tattiche e operative sono insormontabili. Riconosce che al Cremlino non ci sono segni di una qualche volontà politica di combattere. Ci sono altri segnali, aggiunge la fonte, che indicano che è stato dato l'ordine di negoziare con i turchi un accordo per un passaggio sicuro, per il ritiro completo dal Paese di tutti i russi.

Le notizie locali indicano che, attualmente, le forze HTS e turche si sono spostate a ovest dell'autostrada M5 per occupare Jebla, una città a sei chilometri da Khmeimim. Se è vero, ciò indica che non esiste più l'opzione del contrattacco sul terreno, e il Cremlino se ne rende conto.

L'unico alto funzionario russo a rompere il silenzio era stato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Aveva parlato a Doha sabato 7 novembre, prima della caduta di Damasco e della fuga di Assad. L'operazione di HTS era stata compresa in anticipo, aveva ammesso Lavrov. Era stata "pianificata attentamente e a lungo ed è un tentativo di cambiare la situazione sul terreno, di cambiare l'equilibrio di potere. Ci opporremo in tutti i modi possibili, sosterremo le legittime autorità siriane e, allo stesso tempo, promuoveremo attivamente la necessità di riprendere il dialogo con l'opposizione, come richiesto dalla Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

Lavrov aveva anche riconosciuto la portata strategica della sconfitta subita dalla Russia. "Niente va liscio nella diplomazia mondiale, ma gli eventi a cui stiamo assistendo oggi sono chiaramente orientati a minare tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni".

MAPPE DELL'OPZIONE SANGIACCATO DI LATAKIA

[caption id="attachment_221601" align="aligncenter" width="848"] Secondo la fonte militare, "dovranno tenere le autostrade nord-sud M53, D35, D34. Ciò richiederebbe la riconquista di Masyaf, un importante nodo stradale a ovest di Hama e l'estensione a est fino a Rabu, eliminando i ribelli a ovest di quella località".[/caption]

Domenica sera, ora di Mosca, la portavoce di Lavrov, Maria Zakharova, aveva annunciato che "le basi militari russe in Siria sono in stato di massima allerta. Al momento non c'è alcuna seria minaccia per la loro sicurezza". Aveva aggiunto che il Ministero degli Esteri sperava ancora "nel rispetto delle opinioni di tutte le forze etniche e religiose della società siriana e... negli sforzi per stabilire un processo politico inclusivo basato sulla Risoluzione 2254, adottata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

[caption id="attachment_221602" align="aligncenter" width="616"] Fonte[/caption]

Ventiquattro ore prima, a Doha, il volto di Lavrov aveva tradito meno fiducia. Gli era stato chiesto quale fosse la posta in gioco strategica della sconfitta della Russia in Siria: "Quanto è grave per la Russia la perdita di così tanto territorio in un periodo di tempo così breve? Questo perché la Russia, e prima di lei l'Unione Sovietica, è stata una grande sostenitrice della Siria. Quanto è grande il colpo e interverrete anche militarmente, non solo diplomaticamente?".

Lavrov aveva risposto: "Il nostro Paese è stato un grande sostenitore, non solo della Siria, ma anche dell'Iraq, della Libia, del Libano. E non è colpa nostra se tutte le risoluzioni che sono state adottate sulle questioni mediorientali (alcune non sono state adottate, ad esempio l'Iraq è stato bombardato senza alcuna discussione in seno al Consiglio di Sicurezza) hanno fatto in modo che la più grande tendenza del mondo moderno sia la lotta tra coloro che vogliono mantenere l'egemonia e, dall'altra parte, coloro che vorrebbero vivere in un mondo libero... Quindi la lotta di questi due mondi, uno che si sta estinguendo e un altro che sta emergendo, non sta andando senza scontri. E i conflitti sono avventure, avventure aggressive lanciate dagli Stati Uniti e dai loro alleati in Iraq, Libia, Palestina, e il comportamento degli Stati Uniti su ciò che sta accadendo in Palestina e con l’invasione della Siria è assolutamente inaccettabile. Tutto questo è la ripetizione della vecchia, vecchissima abitudine di creare scompiglio, confusione e poi pescare nelle acque torbide. E il Medio Oriente e l'Europa non sono già abbastanza".

Sabato sera Lavrov avevda capito che le opzioni militari per la Russia stavano diminuendo rapidamente; non sapeva cosa avesse deciso Putin."Militarmente, la Russia sostiene l'esercito siriano con la forza aerea, che è basata a Khmeimim. E noi aiutiamo l'esercito siriano a contrastare gli attacchi dei terroristi. Quali sono le previsioni? Non posso tirare a indovinare. Non è nostro compito tirare a indovinare...".

Gli era stato chiesto del futuro delle basi. "Da una parte c’è la vostra grande base navale che avete da 49 anni, la vostra base navale sovrana, e anche la vostra grande base aerea a Latakia. La Russia è preoccupata? A quanto pare, alcuni analisti dicono che ci sono immagini satellitari di navi russe che hanno già lasciato la base navale di Tartus". Lavrov aveva risposto: "Beh, c'è un'esercitazione navale nel Mediterraneo. Forse le vostre immagini satellitari l'hanno scambiata per qualcosa di diverso. Ma, ancora una volta, se volete che dica: sì, abbiamo perso in Siria, siamo disperati, se questo è ciò di cui avete bisogno, continuiamo. Ma il punto è che indovinare cosa succederà non è il mio lavoro. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per non permettere ai terroristi di prevalere, anche se dicono di non essere più terroristi".

"Questa è una sconfitta strategica", ha ammesso il principale blogger militare Mikhail Zvinchuk. "Non è importante se lì tutto si è sgretolato o se da qualche parte c'è stato un tradimento - il fatto in sé è importante... Se era previsto un aiuto, allora è scaduto il tempo - l'esercito siriano e lo Stato si sono disintegrati troppo rapidamente. La Russia deve risolvere questi problemi. 1. Conservazione delle sue basi militari a Latakia. 2. Evacuazione di cittadini e militari da Damasco. 3. Minimizzazione generale delle conseguenze e dei costi". - 7 dicembre – 22:19

Zvinchuk ha accennato alla colpa di Putin per aver concesso agli israeliani una libertà d'azione incontrastata nei cieli della Siria e del Libano. "Nel caso dell'Iran, tutto è molto difficile: anche se si tralascia il momento politico, si pone la questione della logistica, cioè di come garantire il trasporto di truppe e materiali. Il corridoio terrestre attraverso l'Iraq è chiuso - Deir ez-Zor è stata presa dai curdi e la pista nel deserto [è occupata] dagli uomini della base statunitense di al-Tanf. Trasferire tutto ciò che è necessario per via aerea a Damasco non è consentito dall'aviazione israeliana, che, semplicemente, minaccia di abbattere gli aerei".

Una fonte di Mosca aggiunge che: "i ribelli non possono essere combattuti sul terreno. Se si si concentrano e attaccano sarebbe un massacro. Quindi, l'unica opzione realistica rimasta è quella di colpire i loro centri di comando e controllo. Ma, se fosse stato possibile farlo, sarebbe già stato fatto. A questo punto dovremmo concludere che i russi non hanno più carte da giocare. Ma i turchi e gli americani giocheranno le loro carte? Gerasimov e i generali non hanno alcuna opzione. La colpa è anche la loro. In questa vicenda non ci sono leader russi esenti da colpe: civili, dell'intelligence e dell'esercito".

Nel blog militare di Mosca, Testimoni di Bayraktar (Свидетели Байрактара), Alexander Kharchenko sabato sera ha scritto che, poiché i siriani non vedono alcun futuro nel combattere per il regime di Assad, non c'è alcuna giustificazione per i russi a combattere in difesa di una posizione insostenibile.

"È un errore credere che lo Stato si regga solo sulle forze di sicurezza. La popolazione accetta le regole del gioco perché ha la risposta alla domanda: 'Perché è necessario tutto questo?'. Lo Stato è tollerato in nome della democrazia, dell'arricchimento personale, della sicurezza e di centinaia di altre ragioni... Negli ultimi anni, i siriani hanno combattuto e sono morti per riprendersi la vecchia Siria. Volevano distruggere gli Jihadisti, ricostruire l'economia e vivere come prima. Bashar al-Assad era il simbolo di questi processi. Purtroppo, dopo tutte queste traversie, il popolo siriano si è ritrovato a vivere peggio. Senza gas, energia elettrica e benzina. Tutto questo è stato moltiplicato dalla corruzione dilagante. A Idlib [sotto il controllo turco], c'erano gas e luce, e non c'erano problemi di commercio".

"Quando è iniziata l'offensiva dei militanti, i soldati semplicemente non capivano perché dovessero morire al fronte. Avevano sia l'equipaggiamento che le munizioni, ma perché avrebbero dovuto sparare ai terroristi? Sì, avrebbero fermato i militanti, sì, avrebbero perso un paio di migliaia dei loro ma perché tutto questo se poi la situazione sarebbe peggiorata ancora dopo la vittoria?"

"E questo articolo non è affatto scritto sulla Siria. Questi meccanismi funzionano con la stessa efficacia in qualsiasi parte del mondo. Queste lezioni devono essere apprese. Non per niente si dice che uno sciocco impara dai suoi errori e uno intelligente impara da quelli degli altri".

Domenica sera Zvinchuk (a destra) ha concluso su Rybar: "Alle 19 si possono, ahimè, trarre conclusioni deludenti: la presenza militare della Russia nella regione mediorientale è appesa a un filo. Vedendo la mancanza di attività delle forze russe in Siria, le formazioni curde hanno iniziato a bloccare alcune basi delle Forze Armate della Federazione Russa nel Trans-Eufrate. Jebla è sotto il controllo di gruppi armati. La base di Khmeimim è isolata. Le navi da guerra russe sono state fatte uscire dal porto di Tartus per ridurre la minaccia di bande armate che avrebbero potuto decidere di sparare contro di esse. Anche le postazioni dell'impianto petrolifero nel deserto di Homs sono circondate".

Rompendo il silenzio dei media pubblici di Mosca, Zvinchuk ha riferito che ormai non c'è più nulla da dire "sui piani dei vertici militari russi: ciò che è stato deciso da qualcuno delle alte cariche è assolutamente irrilevante, semplicemente perché non c'è stata alcuna iniziativa. Aspettare istruzioni da Mosca domenica, non capire che era necessario agire al di fuori del quadro del sistema – come tentare un altro attacco a Pristina o accorrere in difesa dell'Ossezia del Sud - non ha funzionato. Un tempo erano proprio questi gli eventi che passavano alla storia e glorificavano la Russia, proprio perché le persone sul campo agivano di propria iniziativa, prendendo molti più rischi di quanto i loro ordini consentissero. Questa volta tutto è stato fatto correttamente secondo le regole. In altre parole, in modo inerte e indifferente".

John Elmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/the-russian-general-staff-kremlin-discuss-holding-the-latakia-sanjak-to-defend-bases-agree-to-withdraw-under-turkish-safe-passage/
08.12.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (63)

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    1. adestil 15 dicembre 2024

      erano circa 10mila in motoretta e droni ikea
      l-esercito siriano per quanto non fosse tirato a lucido ha combattuto e sconfitto un gruppo di oltre 150mila tra terroristi e cosiddetti ribelli strapieni di armi di ultima generazione(anticarro Tow ,missili spallegiabili antiaerei ,blindati,artigliera,armi chimiche..!) ed addestrati.

      Ovvio che c era un accordo un riposizinoamento tra le tribu(come accaduto in Libia dove gli occupatori nato che rimosero Gheddafi alla fine sono stati sostituiti da Russia Turchia Egitto col generale Haftar) a cui la famiglia Assad dopo 4 anni del congelamento post vittoria,dal 2020,non ha saputo dare risposta alla tremenda poverta' post bellica con pesante regime di sanzioni occidentali e non potendo accedere alle riserve di petrolio occupate dagli USA,addirittura l-occidente ha bloccato gli aiuti post sisma che colpi la zona di confine turco russo creando distruzione e fame..

      Per questo l-esercito siriano non ha combattuto,non e' stato sconfitto(come hanno fatto credere i media!) c'e' stato solo un altro accordo ed ovvio che la Russia doveva trovare una nuova alleanza..

      Israele era pronto ad approfittarne ma ha creduto anche lui alla propaganda..ora si sta rendendo conto che non si tratta degli stessi terroristi che avevano pagato Israele Arabia Saudita USA Quatar etc..
      O meglio potrebbero essere pure gli stessi ma con compiti ora diversi..
      Vedremo col tempo i riposizionamenti e li capiremo quali probabili accordi c-erano

    1. BrunoWald 10 dicembre 2024

      Di recente, uno di voi ha scritto che la nostra ignoranza è abissale, ed ha assolutamente ragione: non sappiamo nulla delle forze reali che agiscono dietro le quinte, producendo gli eventi di cui siamo spettatori. Il ché sarebbe un ottimo motivo per non litigare tra noi, che tanto tiriamo tutti a indovinare...

      Ma siamo sinceri, ragazzi: se il regime giordano fosse stato abbattuto da milizie sciite coordinate dall'Iran, con appoggio russo e cinese, staremmo tutti a festeggiare, esaltando la geniale tattica di Putin, la proiezione strategica del compagno Xi, la potenza persiana in ascesa, e a prenotare l'imminente funerale dell'impero anglosionista.

      Invece è successo il contrario: un alleato strategico della Russia fin dall'era sovietica, elemento chiave del cosiddetto Asse della Resistenza, è stato tolto di mezzo con ridicola facilità da una banda di terroristi gestiti da Sion/USA/UK, e ci arrampichiamo sugli specchi con tortuose giustificazioni, sottili distinguo e spericolate ipotesi, le quali trasformerebbero uno sganassone epocale in calcolo sofisticato e, quasi quasi, una mezza vittoria....

      Cerchiamo di essere seri, che agitarsi in curva non serve a nulla.

    2. Gino 11 dicembre 2024

      Probabilmente l'amara realtà:
      https://youtu.be/IIOD0bIvWIQ

      nel video successivo (al momento l'ultimo pubblicato sul suo canale) la descrizione viene aggiornata ulteriormente. Il link a quest'ultimo video lo trovi sotto il commento con cui Hospiton aveva precedentemente risposto allo stesso tuo commento a cui ora anch'io sto rispondendo.
      (due link sullo stesso commento lo farebbero andare in 'moderazione', ho utilizzato link al canale youtube, anziché quello su rumble, poiché rumble non è corredato di servizi di sottotitolazione)

    3. Gino 11 dicembre 2024

      Syriana Analysis
      Ultimo aggiornamento da Damasco
      (l'autore è un siriano di Aleppo di etnia armena e religione cristiano ortodossa, profugo in Germania ritornato in Siria nel 2017 - non ho ancora capito dove attualmente resiede, se in Siria oppure in Germania)
      https://youtu.be/24BOArETQP0

      Nel video precedente, il cui link è incluso nel mio commento con cui anch'io ho poi risposto a BrunoWald, vi è una sintesi molto più estesa e approfondita, seppure meno aggiornata.

      Per il momento il mio giudizio su russi e Assad e iraniani rimane in sospeso.

      Dagli sviluppi che vi saranno da qui a un mese forse potremo meglio comprendere il ruolo che russi e iraniani hanno avuto. E nel futuro soprattutto in relazione alla sorte del Libano ed in particolare dei libanesi di Hezbollah.

      Personalmente il dilemma che soprattutto vorei poter risolvere è se il "non interventismo" di Putin in relazione alle schifezze israeliane sia tattico oppure strategico.

    1. Shax 10 dicembre 2024

      Qualche analista fa notare come la Siria fosse diventata un peso eccessivo per la Russia e che assad fosse poco propenso ad osservare le volontà di Putin e dell'Iran.
      In questo senso, non riformando l'esercito e non scendendo a patti con erdogan, ha decretato la sua fine.
      D'altronde turchia e Russia hanno enormi interessi comuni come il turkish stream e anche l'avvicinamento ai brics è stato pensato proprio in vista di interessi economici e soprattutto di forniture energetiche.
      Di tutto questo la Siria di un assad poco propenso a seguire le linee guida russe è stata una pedina sacrificabile, anche perché è probabile che la strategia anglo contemplata fosse quellla di distogliere un po' di forze dall'ucraina per allungare le tempistiche del collasso delle forze militari ucraine. Putin non ha fatto concessioni su questo tema, ha probabilmente sacrificato un suo alleato poco allineato e per ora mantenuto comunque le basi russe mediterranee.
      Tutto questo è sicuramente una vittoria angloturcosionista con la Russia che ha cercato di minimizzare le perdite e vedere cosa accadrà considerando che molto probabilmente la Siria si avvia ad uno scenario afgano o libico, ossia ingovernabilita' con bande contrapposte senza entità capaci di mantenere ordine e sicurezza...

    2. oriundo2006 10 dicembre 2024

      Tempo addietro i russi avevano caldeggiato l' idea di una Siria non più stato unitario ma federazione di entità statali divise secondo linee di faglia confessionali e geografiche. Un modo elegante per rispondere in modo geopolitico 'moderno' alla storia della Siria antica alle prese con istanze moderniste centrifughe presenti un pò dappertutto nel paese: istanze che peraltro ben difficilmente troveranno soddisfazione nell' islam regressivo dei 'ribelli'. Insomma, le donne a Theheran sotto l' integralismo sciita vorrebbero disfarsi del velo mentre nella laica Siria sunnita vorrebbero rimetterselo. Follia della nostra epoca.
      La proposta russa comunque venne rigettata. Retrospettivamente è stato l'errore capitale di Assad.
      Attenzione comunque a parlare con leggerezza di stati confederali secondo divisioni confessionali, stati non più unitari con autonomie 'differenziate' e simili. Le parole possono rivoltarsi contro chi le ha pronunciate. Indubbio comunque che allo stato attuale della situazione i grandi perdenti siano la Russia, ridicola, l' Iran velleitario, guidato da un venduto che ha sacrificato Hezbollah, e la Cina, gigante eunuco, che vede naufragare la sua 'via della seta' verso il mediterraneo orientale.
      Come ho già detto, è possibile che tutto avvenga in base ad un Piano preciso, 'liberare' la Siria da Assad per consegnarla a pezzi e bocconi ai suoi vicini ma, e questo è il punto essenziale, 'scavandole' dentro una enclave per i palestinesi.
      Temo per le minoranze, le uniche che sono veramente in pericolo oggi in quel Paese ed un pò in tutto il Medio Oriente e le uniche che custodiscono una visione differente dell' Islam come del cristianesimo.

    3. BrunoWald 10 dicembre 2024

      "Indubbio comunque che allo stato attuale della situazione i grandi perdenti siano la Russia, ridicola, l’ Iran velleitario, guidato da un venduto che ha sacrificato Hezbollah, e la Cina, gigante eunuco, che vede naufragare la sua ‘via della seta’ verso il mediterraneo orientale."

      Indubbio, eppure qui ci sono fior di commentatori di indubbia intelligenza, che con ammirevoli capacità retoriche si impegnano a sostenere il contrario.

    1. mago 10 dicembre 2024

      Stanno già implementando le antenne telefoniche con tecnologia turca e queste casette non si fanno in una settimana.

    1. mago 10 dicembre 2024

      Da una parte i Russi lascerebbero le basi strategiche in Siria che sembrerebbero non siano più sicure strano,salvo poi farne costruirne una in Romania a due passi dalla Crimea dalla NATO ….ma a che gioco stiamo giocando ?

    1. lazarovici 10 dicembre 2024

      Il sito "controinformazione.info" riporta quanto scrive il giornalista russo Leonis Tsukanov " la parte russa ha trasferito a Israele due strutture nella provincia siriana di Daraa, nonché un osservatorio di osservazione sul monte Tel Al-Hara, per garantire il monitoraggio continuo della situazione nelle zone di confine.". La vicinanza tra Israele e la Russia è arcinota

    2. Gino 10 dicembre 2024

      Sarebbe da capire chi questo Leonis Tsukanov sia...

      su due piedi, per pregiudizio mio, sarei propenso a considerarla fake di parte anti putiniana russa.

      Al momento gli indizi parrebbero corroborare la tesi opposta: Erdogan che dice che attualmente nell'intero universo mondo vi sono solamente due statisti. Indovina un po' chi i due sarebbero?
      https://x.com/simpatico771/status/1865862154823565474

      p.s.
      Leonis Tsukanov lavora per questo think tank...
      "The Russian International Affairs Council (RIAC) is a non-profit academic and diplomatic think tank that was established by the resolution of its founders pursuant to presidential decree No. 59‑rp dated 2 February 2010 "On the Establishment of the Non-profit Partnership “Russian International Affairs Council”"

      quindi mi sarei sbagliato: non "anti putiniano russo" bensì probabilmente anti putiniano a stelle e strisce

      peraltro Israele ieri o ieri l'altro era entrato ed aveva occupato anche la parte rimanente delle alture del Golan, Daraa e monte Tel Al-Hara inclusi...

    1. Gino 10 dicembre 2024

      Pare che la Russia si stia disimpegnando. Probabilmente una scelta saggia. In un commento ieri avevo ventilato e caldeggiato l'eventualità che protraesse il suo controllo sulla parte costiera della Siria. Sarebbe stato sia un impegno enormemente dispendioso (forse spropositato) che un atto contraddittorio, di tipo neocoloniale, rispetto alla visione che anima la strategia dei BRICS. Ciò che per me era e continua ad essere più preoccupante è la sorte di Hezbollah, tagliati fuori dai rifornimenti iraniani, sia via mare che via terra. Per contro si ha però comunque un caos facilmente prevedibile, che probabilmente almeno in tal senso li favorirà. Al riguardo del prevedibile caos in cui la Siria cadrà, l'articolo di oggi di Bernhard su Moon of Alabama: Syria - Winners And Losers Or Both
      https://www.moonofalabama.org/2024/12/syria-winner-and-losers-or-both.html
      Un buon articolo.

    2. Hospiton 10 dicembre 2024

      Articolo interessante, ti ringrazio. In effetti mi chiedo quanto sia un successo per Israele aver facilitato la presa del potere a colonne di ambigui estremisti che getteranno la Siria in un prevedibile caos, il tutto con la Turchia che in quell'area esercita un certo peso...penso però che in tali scenari sguazzino Poteri che vivono di guerre e destabilizzazioni, per loro rappresentano ossigeno, nella disturbata mente dei guerrafondai di professione una Siria sconvolta dall'azione di jihadisti, al-Nusra, Fronte islamico ecc potrebbe esser un'occasione perfetta per mantenere una sorta di strategia della tensione in salsa vicino-orientale.
      Il derelitto Biden, prima di eclissarsi, non ha mancato di ammonire recitando l'ultima (si spera) battuta del suo copione, "non permetteremo un ritorno dell'ISIS", tradotto in linguaggio atlantista potrebbe significare: abbiam seminato appena in tempo nuovo caos e prima o poi interverremo per fingere di risolvere la situazione, con il solito scopo di auto-perpetuarci organizzando conflitti, crisi, eccidi, golpe. Sono giochetti con cui vanno avanti da decenni e pare possiedano ancora le risorse per inventarsene di ulteriori, vedremo quale sarà l'esito di quest'ultimo.
      In quanto ai russi credo anch'io che uno sforzo bellico in quell'area ora come ora sia insostenibile, come dicevo a BrunoWald mi avrebbe sorpreso se avessero difeso il traballante Assad a tutti i costi aprendo un secondo fronte (peraltro distante 1500/2000 km dai propri confini, con tutte le difficoltà logistiche del caso). Resta da veder se manterranno la base di Tartus, la perdita dell'unico sicuro punto d'appoggio nel Mediterraneo sarebbe uno smacco non indifferente.

    3. Gino 10 dicembre 2024

      Prevedevo entro un mese e invece pare che il conflitto turco/israeliano (che il turco l'abbia messo sopra non è casuale) si stia già fin d'ora sviluppando egregiamente, quasi che fosse l'allestimento di uno spettacolo in cui due treni starebbero viaggiando sullo stesso binario con direzione opposta.
      Questo spassoso articolo di oggi di Simplicius (https://italiaeilmondo.com/2024/12/10/la-caduta-della-siria-analisi-approfondita-di-simplicius/) a poche ore dalla pubblicazione è in parte già obsoleto...

    4. Hospiton 10 dicembre 2024

      Per quanto riguarda la questione turco-israeliana c'è inoltre il decisamente non trascurabile particolare che uno dei due treni lanciati in corsa, in questo caso la Turchia, è membro NATO. Se a Erdogan e soci vien in mente di allargarsi, per esempio di farsi una passeggiata sulle alture del Golan, che farà Israele? Aprirà il fuoco contro truppe di un Paese NATO, con il Gran Turco 2.0 che potrebbe chiedere l'applicazione del famoso art. 5 (e, in caso di risposta negativa da parte dei filo-sionisti annidati nell'Alleanza Atlantica, mostrare anche ai più sciocchi la totale mancanza di credibilità di questa macro-associazione a delinquere)? Sarebbe una questione molto spinosa...

    1. trapuscel24 10 dicembre 2024

      Talvolta mi spuntava un pensiero ovvero se anche la Russia è vittima di una gerontocrazia politica che si ostina, come da copione, a mantenersi al potere con la prestesa di saper adattarsi a qualunque nuova situazione ( vi ricorda qualcuno?). Vedendo quello che succede e ascoltando le dichiarazioni di Lavrov, ebbene credo che i russi hanno interesse a cambiare rapidamente la loro leadership governativa incluso il presidente. Finora non è stato fatto perché comprensibilmente era neccessaria una continuità politica per far fronte al problema Ucraina ma con il tempo si nota con evidenza che Putin, Lavrov e Cie. dovranno lasciare il posto a una nuova generazione di politici. Occhio, non scrivo in favore di Nato-Occidente-Zion, mi dissocio fermamente da quei disgraziati considerandoli degli irresponsabili seguaci di Tanatos. Però sti'russi devono assumere quello che predicano altrimenti perderanno tutta la loro credibilità. Hanno l'arsenale per necessario per fare piangere sangue agli anglo-americani, non lo usano ad aspettano convinti che il loro immenso entroterra strategico li salverà: succeda quello che succeda. A mio avviso è questo il loro grande problema. Paradossalmente un problema di percezione sul proprio entroterra strategico ce l'hanno anche i sionisti ebrei ma al contrario, quelli non si rendono conto che di entroterra strategico non ne hanno proprio. Peggio di noi europei e quando i muslims se ne renderanno conto ci faranno il fiocco a tutti e quanti. Saluti.

    1. BrunoWald 9 dicembre 2024

      "La Russia non può mantenere due fronti aperti, e data l’importanza vitale di quello ucraino non poteva che sacrificare quello siriano."

      Magari sferrare qualche sganassone ai khazari ogni volta che aggredivano il Libano o la Siria avrebbe aiutato ad evitare una simile debacle... Ma quelli del Cremlino non si sarebbero mai azzardati a tanto, per cui gli sganassoni se li sono beccati loro.

    2. Hospiton 10 dicembre 2024

      Già, ma non scordiamo che senza l'intervento russo la Siria sarebbe caduta 10 anni fa... considerato l'impegno in Ucraina, le rilevanti perdite subite, la situazione interna, bè in questo momento dubito seriamente potessero fare di più (al netto di super armi e super missili di cui ogni tanto si discute, ma che poi sul campo sembrano disponibili con il contagocce). E la rapidità con cui i siriani si son sfaldati fa ritenere che per sostenerli ulteriormente in un prolungato conflitto sarebbe occorso uno sforzo bellico eccezionale, che oggi i russi -a mio parere- non sono in grado di affrontare.
      Non dimentichiamo che in quello scenario turchi, israeliani e decine di migliaia di miliziani giocano praticamente in casa, i russi no, per loro ogni colpo assestato comporta un dispendio doppio di energie, il tutto come detto nell'attuale contesto complessivo che non li vede certo freschi come rose.
      Non possiedono neppure una flotta di livello eccezionale, mancano proprio i requisiti minimi per una campagna impegnativa...

      per me si commette un errore utilizzando come metro di valutazione delle forze in campo le considerazioni provenienti da varie fonti controinformative, da quel che ho potuto constatare raramente obiettive e realistiche in questi anni (e non solo in ambito bellico): all'interno di uno scenario globale si sopravvalutano sovente le possibilità militari (e economiche) dei russi, solidi in fase difensiva ma non in grado di intervenire contemporaneamente e in modo massiccio in più settori distanti tra loro migliaia di km, si sottovalutano quelle NATO-israeliane (che peraltro non si fan scrupoli a usare metodi terroristici, alla faccia della reputazione di cui si stan infischiando in maniera sempre più plateale), con la possibilità per questi ultimi di sfruttare le mosse di subdole pedine in determinate aree, esempio assecondando le mire egemoniche turche tra Mar Nero e Vicino Oriente. Si tratta dei soliti equilibrismi cui sono adusi gli avventurieri tagliagole che han concepito la presa di Damasco

      Insomma al netto di infiltrazioni, portata delle influenze ashkenazi sul Cremlino e altri fattori di cui non conosco profondità ed estensione, una stima delle forze militari (e finanziarie) disponibili mi è sufficiente per "leggere" il quadro vicino orientale... piuttosto mi sarei stupito se i russi fossero stati in grado di demolire ogni iniziativa avversaria anche in Libano e Siria nello stesso momento in cui mobilitano ingenti risorse in Ucraina e altre zone di confine sensibili, territori in cui la longa manus di CIA, MI6, Mossad e accoliti vari agisce in costante azione destabilizzatrice. Sbilanciarsi in un quadrante (es Siria) può significare scoprirne un altro ancor più delicato (es Georgia?), truppe e logistica utilizzabili sono infinite solo nella fantasia di tifosi e propagandisti, appioppi uno sganassone non risolutivo e l'avversario ti assesta una coltellata in un punto vitale.

    3. mago 10 dicembre 2024

      Siamo ai titoli di coda potevano entrare anche gli iraniani tanto i prossimi sono loro,ma sul sito di Blondet ho letto che Damasco ha rifiutato il loro aiuto,mentre i Cinesi stanno solo a guardare e aspettano di prendersi le isolette.

    4. Hospiton 10 dicembre 2024

      Intendi che le ostilità stanno per chiudersi nei vari fronti di guerra? Non saprei che dirti, vedremo che succederà in Ucraina non appena si insedierà la nuova amministrazione USA, in Siria temo che il ballo sia solo all'inizio ma i media ci aggiorneranno solo se e quando vorranno Washington e Tel Aviv, stessa procedura usata per il Donbass...certo è che a volte ho l'impressione che in ambito controinformativo si faccia tutto da soli, senza tener conto dei dati oggettivi: prima Putin e i russi vengono spacciati per giustizieri infallibili e onnipotenti, quindi, allorché gli eventi dimostrano prevedibilmente il contrario (ovvero che anche i russi possono subire delle sconfitte pesanti, soprattutto se impegnati in "trasferta"), tutti contrariati poiché ci si aspettava uno scenario diverso ma che in realtà non è mai stato plausibile, se non nelle elucubrazioni di alcuni opinionisti alla Escobar. Il Cremlino, a mio modo di vedere, non può far più di così, non hanno le potenzialità per impegnarsi su vari fronti... in quanto ai cinesi costituiscono il rebus maggiore: hanno le capacità per impelagarsi militarmente nel caotico Vicino Oriente o, in generale, in un conflitto globale che richieda armate e flotte dislocate a migliaia di km dai propri confini? Ne dubito...hanno la mentalità per esporsi in quella che sarebbe comunque un'operazione militare di stampo imperialista/colonialista, con tutto quel che ne consegue in termini di rapporti con il resto del mondo? Che ci guadagnerebbero, in termini di strategia, alleanze, credibilità? Da liberatore a occupante/tiranno il passo non è breve, è inevitabile, nessuna potenza può investire miliardi in operazioni militari per "disinfestare" una zona e poi andarsene verso il tramonto in maniera disinteressata e crepuscolare, roba da Clint Eastwood o Alan Ladd. Nella realtà all'impegno militare segue la necessaria permanenza sul posto che si trasforma in lampante o al massimo malcelata occupazione coloniale, noi costituiamo un preciso esempio in merito.
      Credo che l'unica forma espansionistica che i cinesi continueranno a adottare sarà quella commerciale-finanziaria, esercitare un predominio militare a migliaia di km dai propri confini è sin troppo dispendioso e non mi pare rientri nel loro modus operandi storico, né tra i loro obiettivi.

    5. mago 10 dicembre 2024

      Esatto gli unici che perseguono questa dottrina sono gli americani con la stampella degli inglesi e canadesi ma a differenza di altri Stati fanno i giochi di prestigio con i dollari,se pensi che gli inglesi militarmente sono un fantasma ora ma rischiarono di prenderle dagli Argentini.i nuovi servi incattiviti sono i Polacchi a cui la Ue ha permesso di cambiare passo.i Cinesi penso siano i soli opportunisti e vorrebbero trarre guadagno da ogni situazione ma alla fine passeranno alla cassa pure loro.

    1. nicolcass 9 dicembre 2024

      Putin ha fallito..punto, ha distrutto la reputazione della Russia per i prossimi 20 anni in Africa ed Asia..

    2. ws 9 dicembre 2024

      Quando sei in guerra ( in una WW come presto sarà chiaro a tutti ) con la"reputazione" ci fai la birra.

    3. nicolcass 9 dicembre 2024

      la reputazione amigo del sacro wampum è la capacità di attirare alleati che ti permette di salvare qualche migliaio dei tuoi ragazzi...quisquiglie vero?

    4. ws 9 dicembre 2024

      DA SEMPRE "la russia ha solo due amici : l' esercito russo e la marina russa" (cit.)
      E come SEMPRE nessuno correrà "alla salvezza" della russia se la russia non dimostrera SUL CAMPO di essersi PRIMA salvata da sola.

    5. oriundo2006 10 dicembre 2024

      Direi che ha salvato il regime occidentale morente, dandogli una vittoria inopinata. Poi i wahabiti dei tanti 'stan' asiatici provvederanno a finirla. Il resto alla prossima puntata.

    6. ws 10 dicembre 2024

      Questo è ancora da vedersi.
      E ammesso anche che putin fosse un " super-gorby" ( o un super-nicola) la russia è ormai in guerra , e non gli si può vendere due volte "il sogno occidentale".
      Che putin lo voglia o no stavolta la russia si batterà e sarà una tragedia per tutti a cominciare da lui e dagli €urofessi che la guerra stavolta se la troveranno in casa invece che in TV

    1. nicolass 9 dicembre 2024

      Altra cosa che mi ha impressionato, oltre la velocità con la quale i ribelli hanno conquistato la Siria senza colpo ferire è il repentino volta faccia dei siriani contro il regime diventato opprimente ed oppressivo.. salvo poi capire di essere finiti dalla padella nella brace, ma si sa chi vince ha sempre ragione a prescindere

    2. ws 9 dicembre 2024

      Cavoli loro. Davanti ad una minaccia esistenziale se non combatti muori di sicuro ( anche se furbescamente fai "8settembre")

    3. mago 10 dicembre 2024

      Noi italiani abbiamo sempre scritto la storia,poi dipende dalla prospettiva🙋‍♂️🙋‍♂️

    1. ws 9 dicembre 2024

      Articolo senza senso.
      Se ANCHE i siriani "della costa" non hanno intenzione di battersI , non sarà certo la russia ad andare a farlo per loro , tanto più che tutte le linee di collegamento russia-siria passano sotto le forche caudine di NATO e Turkia in particolare.
      Quindi semplicemente la russia , salvo accordi con i "ribelli", abbandonerà le sue basi anche perché la sua presenza in siria ha cessato di essere strategica.

    1. nicolass 9 dicembre 2024

      E' inspiegabile per me che ad Israele sia stato consentito di bombardare la Siria impunemente in tutti questi anni quando sarebbe bastato da parte della Russia fornire ad Assad sistemi di contraerea per potersi difendere. Questo a lungo andare hai fiaccato il morale dell'esercito siriano preparando il terreno a quello che sarebbe successo.. altro grave errore degli alleati di Assad ovvero Russia, Iran, Cina è stato quello di non fare niente per migliorare le condizioni di un paese sotto embargo e in miseria dopo un decennio di guerra. E' stato fatto credere ad Assad che la Siria sia stata riammessa in seno alla Lega araba quando alle sue spalle si tramava invece per farlo fuori. Ora pensare che gli Usa non si vendicheranno per la sconfitta in Ucraina facendo sloggiare le basi militari russe in Siria è quanto meno ingenuo, ma evidentemente Putin ha bisogno di una svegliata.

    2. ailavioni 9 dicembre 2024

      Perchè Putin non ha fornito i sistemi di contraerea alla Siria ?
      Chi è, o meglio cosa è Putin ?

    3. alessandroparenti 10 dicembre 2024

      Un asino.

    4. ailavioni 10 dicembre 2024

      Speriamo non peggio.

    1. BrunoWald 9 dicembre 2024

      «“Questa è una sconfitta strategica“, ha ammesso il principale blogger militare Mikhail Zvinchuk.»

      E meno male che lo ammette lui, perché invece sulla curva Putin si comincia già a parlare di "mosse tattiche" e/o a dare la colpa all'arbitro cornuto.

      Invece no, signori, si tratta di una sconfitta strategica. Di uno sganassone di quelli che ti lasciano rintronato per un pezzo, e la cui responsabilità ricade interamente e senza sconti sul Cremlino:

      «Zvinchuk ha accennato alla colpa di Putin per aver concesso agli israeliani una libertà d’azione incontrastata nei cieli della Siria e del Libano.»

      Ecco, vedete, qualcuno lucido esiste ancora, malgrado tutto. Qualcuno che non si arrampica sugli specchi ma dice le cose come stanno. E, in questo caso, si tocca il cuore del problema.

      L'entità sionista comprende un solo linguaggio: quello che lei stessa pratica con tutti gli altri. Se la Siria era un alleato strategico della Russia, con tanto di basi militari, gli aerei khazari andavano semplicemente abbattuti non appena osavano farsi vedere nello spazio aereo siriano.

      Eeh ma poi gli americani, il rischio di escalescion...

      Benissimo, ma allora arrendetevi. Calate le brache, che è meglio, così almeno risparmiate a voi stessi e al mondo inutili sofferenze: tanto i khazari e i loro scherani anglo si prenderanno comunque tutto quanto il vostro paese, le sue risorse, il suo futuro, perché loro sì che sparano per uccidere, non fanno "colpi di avvertimento".

    2. ws 9 dicembre 2024

      Calate le brache, che è meglio, così almeno risparmiate a voi stessi e al mondo inutili sofferenze

      In effetti ora non ci sono più alibi a l' attendismo russo, Davanti ad una minaccia esistenziale o ti batti DAVVERO o muori ( anche se ti arrendi)

    3. BrunoWald 9 dicembre 2024

      C'è una spiegazione alternativa (o meglio complementare) alla semplice incompetenza e mancanza di risolutezza: non che i contendenti "siano d'accordo" (concetto semplicistico che non condivido per niente), ma bensì che entrambi prendano ordini dallo stesso padrone.

      Quello che dice loro cosa fare o non fare, ma non il perché.

    4. ws 9 dicembre 2024

      La questione è un po' più complessa: la russia è stata aggredita da "qualcuno" ben più forte di lei e la "ritirata con danni" dalla siria è molto più dannosa per l' Iran ( che sostanzialmente aveva convinto la russia ad entrarci )
      Ma ora se putin accrocchierà l' ennesimo pateracchio su l' ucraina ( per poi dire di essere stato "fregato" come a minsk 1,2, istambul e astana.. ) la differenza tra passare alla storia come "scemo" o "venduto" sarà inessenziale come lo è oggi per gorby , essendo la sostanza storica che avrà distrutto la russia come Gorby ha fatto con l' URSS.

    5. oriundo2006 9 dicembre 2024

      C'è anche la mia visione di un accordo complessivo, parzialmente anche con la Turchia e forse anche mediato dalla nuova amministrazione USA: questo è dato da alcune circostanze sia militari, la Siria era prostrata economicamente e militarmente inefficace, sia dall'inesistenza di un piano per il 'dopo', dato che Assad non poteva certo resistere a lungo in quelle condizioni nè la Russia da sola poteva far fronte a tutto e tutti.
      Dunque, si sacrifica un pedone troppo esposto in attesa dello scacco matto.
      Quale dunque il fine di questa débacle? Far entrare nel Paese i turchi come gli unici che possono davvero tener testa ai sionisti scatenati a Gaza e Cisgiordania. Il passo indietro sarebbe dunque provvisorio, in attesa di un ipotetico confronto militare globale che ridimensioni il potere dei giudei.
      Questo ridimensionamento delle ambizioni geopolitiche di israele, o meglio del gran rabbinato, è il motivo che mi pare stia sullo sfondo: ma è solo una percezione ipotetica, la mia...
      Non vorrei sembrare Cassandra ma le cose stanno volgendo molto male per tutti noi, perchè avere un centro di jihadisti nel Mediterraneo, bene armati, sanguinari ed ipermotivati, capaci di esfiltrarsi a dovere in Libia e poi sulle nostre coste, dovrebbe far ripensare bene ai rischi che corriamo in tema di 'accoglienza'.
      Del resto, tutti quelli che sbarcano da noi già da qualche tempo paiono davvero essere militari e non civili. Impensabile che Washington non lo sapesse...ed impensabile che a livello 'alto' nessuno se ne sia accorto.
      Istituirei un nuovo motivo di revoca del mandato elettorale ed istituzionale: la cecità manifesta.

    6. BrunoWald 9 dicembre 2024

      Sarà anche un "accordo", ma ha tutta l'aria di una batosta.

      Che i turchi possano, e soprattutto vogliano, tener testa ai sionisti, lo spero vivamente, ma ci crederò solo quando lo vedrò succedere. Non parliamo poi di "ridimensionare il potere dei giudei", che finora ci ha provato uno solo, e sappiamo cosa si dice in giro di lui.

      Sulle risorse in arrivo invece sono completamente d'accordo con te, ed è proprio ad alto livello che la cosa è stata decisa, per ovvi motivi: è la riedizione di ciò che accadde già all'impero romano, avvelenato dall'interno e poi travolto dai barbari, quando lo spirito di resistenza si era ormai spento.

      Ma la nostra fine sarà di gran lunga più ingloriosa. E tuttavia, se fosse accompagnata dalla contestuale impiccagione a testa in giù di sinistri, progressisti ed antifa assortiti, per mano dei tagliagole islamisti, ne sarebbe valsa la pena: lo definirei un sublime contrappasso.

    7. alessandroparenti 10 dicembre 2024

      Putin, abile giocatore di scacchi. Ma se gli danno una sberla mentre gioca tace per paura di prenderne un'altra. Anche se ha un cazzotto micidiale. Bel coglione!

    8. alessandroparenti 10 dicembre 2024

      Magari!

    9. BrunoWald 10 dicembre 2024

      Più che coglione, penso che abbia margini di manovra assai limitati: interpreta un copione scritto da altri, proprio come i suoi presunti avversari, probabilmente perché entrambi prendono ordini dallo stesso padrone.

    10. pippo123 10 dicembre 2024

      La Siria era prostrata per colpa di una Russia imbelle

    11. mago 10 dicembre 2024

      Esula dalla mia comprensione o limite di percezione ma sì allora siamo in un mondo sovraumano .

    12. mago 10 dicembre 2024

      Venderà qualche libro una comparsata da Vespa per lui il futuro è sempre roseo.

    13. Nonso 10 dicembre 2024

      La Siria era prostrata dal capitalismo bellicista che così ha voluto per lei.
      La Russia si fa i fatti propri da sempre e per sempre.
      Parlare di despoti bastardi come di amichetti di merende è un insulto all'intelligenza.
      Ce la fate a capire che la guerra è sempre e solo tra popolo e potere?
      Non ci sono bandiere che tengano, non ci sono accordi che valgano, quando c'è da fare la guerra come quando c'è da fare l'amore. Ma io posso battere la testa al muro mille volte, che il capitalismo continuerà a mietere le sue vittime, la Russia continuerà a pensare a sé ed alla sua sicurezza, e guarderemo con rapimento i despoti sul ring, mentre scanseremo le loro stesse bombe sempre e solo sulla nostra testa.

      Chi non agisce contro tutto questo è un complice.

    14. Nonso 10 dicembre 2024

      I popolani che cercano di afferrare fette di potere sono molti, sono pochi invece i consapevoli di avere il diritto alla propria sovranità e che sono capaci di riconoscere chi lede questo diritto.

    15. Giudice Holden 10 dicembre 2024

      " E tuttavia, se fosse accompagnata dalla contestuale impiccagione a testa in giù di sinistri, progressisti ed antifa assortiti, per mano dei tagliagole islamisti, ne sarebbe valsa la pena: lo definirei un sublime contrappasso."

      In Italia? Seeee... magari! Prevedo immediato esaurimento delle edizioni del Corano, con conversione e sottomissione massiva! Il primo sarà il gesuita di bianco vestito. Contrattando, riusciremo ad avere la dispensa al divieto di vino e maiale, e le donne molleranno yoga e pilates per la danza del ventre. Da noi la situazione è sempre tragica ma mai seria.

    16. oriundo2006 10 dicembre 2024

      Dunque, estendendo il tuo ragionamento, in realtà l' islamismo di costoro ( a prescindere da chi siano veramente e da chi siano guidati ) sarebbe l' inizio di una rivoluzione globale a matrice islamica sulle nazioni-goy, pardon occidentali e prima sulle satrapie del Golfo, esempio del lusso ostentato contro masse diseredate. E' un inizio, solo un inizio, ma esiste anche questa componente 'populista' nell' Islam che deve il suo favore nelle masse proprio a questo. In occidente il cristianesimo cattolico e protestante l' ha persa dopo la sua lotta al 'comunismo', crollando insieme a questo.

    17. Nonso 10 dicembre 2024

      Il cattolicesimo e il protestantesimo hanno perso tale fiducia e tale consenso perché entrambi sono ogm del cristianesimo, e durare per sempre non è nella loro natura.

    1. PietroGE 9 dicembre 2024

      La stupefacente velocità con la quale (quasi) un intero Paese è stato conquistato nel giro di 10 giorni da un esercito straccione armato di poco e niente (l'armamento lo hanno preso dai depositi di armi e munizioni russe abbandonate) su auto civili che erano, ad essere buoni, catorci da rottamare lascia perplessi e alimenta anche doverosi sospetti. Il fatto che l'esercito siriano non abbia sparato un colpo e interi reparti si siano uniti ai ribelli non appena questi apparivano all'orizzonte è molto strano. Qualcuno deve aver dato l'ordine di non sparare e di ritirarsi senza opporre resistenza altrimenti le cose non si spiegano. Non possono essere stati i russi perché si sono visti i loro aerei bombardare i convogli dei ribelli. L'attacco deve essere stato pianificato da tempo e accelerato dopo l'intervento di Israele contro Hezbollah e approfittando dell'impegno russo in Ucraina. Lo scenario più probabile nell'immediato mi sembra una riedizione di quello libico con gruppi armati in controllo di parti del territorio e l'annessione (che è già cominciata) di altre parti da parte della Turchia e di Israele. L'accusa a Putin di aver permesso gli attacchi dell'aviazione israeliana in Siria, è più che giustificata. Ora si capisce a cosa servivano. Quanto al mantenimento delle basi russe, francamente io non mi fiderei di questa gente, oggi ti da garanzie, domani ti taglia la gola.

    2. RixGa 9 dicembre 2024

      Ho un amico siriano che vive ormai da anni in Italia.
      È dovuto scappare dal suo paese d'origine tempo fa causa arruolamento forzato.
      Non è più islamico, suo figlio non ha educazione religiosa.
      Pertanto se non cambia o non cambierà qualcosa in futuro, non potrà mai più tornare nei luoghi "ove il suo corpo fanciulletto giacque".

      Premesso questo, mi ha inviato un piccolo resoconto in Messenger grazie alle info ottenute dai suoi parenti e amici ancora in Siria:

      "Mi ha confermato che l'esercito ha ricevuto l'ordine di non sparare un colpo e di arrendersi.
      Assad era a sua detta ormai isolato e aveva perso tutti i suoi principali sostenitori.
      Quando ciò è diventato palese è fuggito.
      Ha potuto vedere alcune immagini delle prigioni di Assad e me le ha descritte esattamente come un inferno, brutale, crudele e disumano.
      Il fatto che Assad non ci sia più, al di là delle considerazioni geopolitiche, lo rincuora.
      Per un attimo è stato per lui un sollievo.
      Quasi una liberazione.
      È perfettamente cosciente che non esiste certezza, non c'è nessuna sicurezza che il nuovo governo sia migliore di Assad.
      Il futuro lo preoccupa, ma almeno il passato se ne è andato."

      Questa è una delle tante visioni della vicenda, meno politica, meno ufficiale, più soggettiva e individuale, criticabile o no ma penso che in parte possa spiegare il perché della reazione così "atipica" (dal punto di vista occidentale) del popolo siriano.

      Dal suo racconto mi rendo conto che gli occhi di chi vive o ha vissuto lì non saranno mai come i miei.
      Le prospettive sono diverse.
      Io, distaccato, mi interesso delle ragioni politiche, lui, coinvolto, delle questioni umane.
      Il confronto mi spiazza e perdo la voglia, riflettendo, di guardare, di indagare le cause e di giudicare gli attori.
      Sarà quel che sarà, amor fati, conoscendo l'umanità di questo mio caro amico non ho potuto far altro che augurargli il meglio.

    3. BrunoWald 10 dicembre 2024

      La storia personale condiziona sempre pesantemente il modo in cui percepiamo il mondo, e non c'è nulla di male, è naturale che sia così. Ma se vogliamo sperare di capire quello che succede intorno a noi, a volte bisogna sforzarsi di adottare uno sguardo il più impersonale possibile.

      Con tutto il rispetto per il tuo amico, non penso che le prigioni in Turchia, Giordania o Arabia Saudita (alleati NATO) siano più piacevoli di quelle siriane, L'unica cosa sicura, in tutta questa vicenda, è che si tratta di una vittoria dei sionisti: il ché è tragico non solo per il popolo siriano, me per l'umanità intera.

    4. me-stesso 10 dicembre 2024

      BrunoW, ho letto tutti i tuoi commenti e mi trovano d'accordo, sono piuttosto realistici e ineccepibili.
      Aggiungerei però solo che, a parte le varie colpe già qui attribuite, se Hamas (o l'asse della Resistenza?) non avesse avuto quell' assurda iniziativa di stuzzicare Israele senza avere le reali capacità di poterlo minimamente intaccare a quest' ora tutta la distruzione che è avvenuta a Gaza, in Libano e ora in Siria non sarebbe potuta avvenire. Praticamente un suicidio, si sono gettati direttamente nella ragnatela.

    5. BrunoWald 10 dicembre 2024

      Certo, questo è quello che viene fatto apparire. Ma quell'iniziativa assurda potrebbe essere stata ispirata da coloro che hanno pianificato ciò che ne è seguito.

      Ormai è evidente che le immagini delle povere vittime di Hamas servivano a giustificare la furia omicida dei sionisti, venduta come una "reazione", ma in realtà pianificata a freddo. All'inizio ne dubitavo, ma ora non più.

    6. Nonso 10 dicembre 2024

      Vuoi dire che sono stati suicidati? Banali sionisti...

    7. RixGa 10 dicembre 2024

      Gentile Bruno leggo sempre i suoi commenti, li apprezzo moltissimo, non ho la sua fine capacità critica e quello che posso fare è cercare di informarmi con le persone più care e vicine dato che la stampa mainstream non è per nulla affidabile e a volte anche la controinformazione scrive approssimativamente per pura tifoseria.

      Credo che il loro progetto sia ottenere il grande israele - dal mare a Damasco - comprendendo territori del Libano della Siria e dell'Egitto; per come stanno andando le cose ho la sensazione che purtroppo lo otterranno.
      Solo l'Egitto sembra al momento fuori dai giochi.
      Progetto chiaramente folle e sanguinario ma chi al momento ha la forza e la possibilità di opporsi?
      C'è in corso il processo a Netanyahu, basterà a rallentarli?

    8. me-stesso 11 dicembre 2024

      No, questo invece non lo credo affatto. Ovvio che Israele sapeva tutto e che ha sfruttato al migliore dei modi questa occasione unica, ma l'iniziativa è tutta di Hamas. Chi tiene gli ostaggi è Hamas. Chi è penetrato in Israele per quanto gonfiati certi fatti è Hamas. Chi ha sparato dal Nord di Israele è Hezbollah. Chi ha sparato da Sud sono gli Houthi. Gli unici forse ad essere giustificati sono quelli che hanno sparato da Est (Iran) per quanto successo alla ambasciata in Siria. Israele ha solo raccolto i frutti della mentalità suicida di certi gruppi. Non mi raccontate la storia che Hamas è al soldo di Israele che a suo tempo lo aveva creato...etc

    9. me-stesso 11 dicembre 2024

      No, voglio dire che si sono suicidati da soli non avendo compreso la differenza di potere e di malizia che intercorre tra loro e Israele. Lo scontro diretto era il peggiore dei modi in cui poter gestire le proprie rivendicazioni con Israele come controparte (nelle condizioni di Hamas). Poi alla fine tanto hanno suicidato la popolazione inerme, donne, bambini e anziani. Ai voglia a parlare di martirio (quello degli altri)...

    10. BrunoWald 11 dicembre 2024

      Non ho detto che Hamas sia al soldo di Israele. Ho detto che certe strategie potrebbero essere state ispirate da chi ha pianificato tutto questo orrore, che non avviene sicuramente per caso, o come una mera reazione ad un attacco "suicida".

      Credo che a quei livelli non si lasci nulla al caso.

      E al di sopra, sia di Hamas che di Israele, ci sono probabilmente diversi livelli decisionali.

    11. Nonso 11 dicembre 2024

      Un sorriso intercorre tra le tue parentesi.

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