L’Italia è a rischio fascismo! Lo dicono gli storici del «Miniver»

L’Italia è a rischio fascismo! Lo dicono gli storici del «Miniver»
Di Tomaso Pascucci per ComeDonChisciotte.org Nella primavera del 2020, il panorama editoriale italiano ha registrato l’uscita di una nuova serie pubblicata da Laterza, apoditticamente denominata:
Fact Checking - la Storia alla prova dei fatti
Non risulta che l’iniziativa, che fino ad ora ha collezionato sette libri, abbia suscitato il benché minimo dibattito, né all’interno del mondo accademico, né altrove. Eppure, l’operazione è tutt’altro che neutra e sintomatica dell’imperante esigenza formulata negli ultimi tempi dalle “democrazie” occidentali di dotarsi di un « Ministero della Verità », il cui compito, lo si intuisce, è naturalmente anche quello di controllare la narrazione della Storia. È opportuno precisare fin da subito che lo scrivente, benché storico di professione, non è specialista delle tematiche della serie Fact Checking, per cui le prossime valutazioni non riguarderanno la fondatezza delle tesi veicolate nei libri in questione quanto i presupposti della serie stessa, a cominciare dalla sua problematica denominazione. Se l’espressione Fact Checking può passare inosservata in ambito giornalistico e televisivo, per lo meno per quanti non sono adusi a porsi troppe domande sulle cose che leggono, sentono o vedono, in campo storico rasenta il ridicolo. Per uno studioso con alle spalle una formazione universitaria da storico, l’analisi critica delle fonti e la definizione di una metodologia costituiscono un approccio talmente imprescindibile del mestiere che a nessuno verrebbe mai in mente di giustificarsene o di vantarsene. Sarebbe come se un pescatore si mettesse in testa di prendere pesci senza attaccare un’esca all’amo della propria canna da pesca. A quest’osservazione, il curatore della serie, Carlo Greppi, replicherebbe molto probabilmente sostenendo che Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti si rivolge ad un vasto pubblico, non per forza edotto delle modalità con le quali si declina il mestiere di storico, e che, quindi, necessita della patacca Fact Checking per orientarsi tra le migliaia di pubblicazioni disponibili. Come dichiarato da Carlo Greppi durante un’intervista nella quale introduce la serie Fact Checking, « spesso tra i libri più letti di Storia, quasi tutti sono scritti da giornalisti, senza una reale documentazione, che parlano un po’ per sentito dire, che sono fondamentalmente personaggi televisivi, come Bruno Vespa, Paolo Mieli, son tanti e questo non credo renda molto onore al mestiere di storico e alla coscienza storica del paese […] » (1). Ammesso e non concesso che il bollino Fact Checking sia legittimo e possa aiutare i potenziali lettori ad evitare di affidarsi alle analisi di autori quali Bruno Vespa e Paolo Mieli, responsabili, secondo Carlo Greppi, di non rendere « molto onore al mestiere di storico e alla coscienza storica del paese », esso sottende une evidente pericolo. Come non pensare che il bollino sia in grado di distogliere i potenziali lettori anche da tutti quegli studi condotti da storici veri ed onesti, ma che non sfoggiano in copertina il marchio apparentemente dirimente Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti ? Ecco il rischio insito in questa denominazione, la quale fa temere la nascita di una storiografia di Stato, eterodiretta da un « Ministero della Verità » suscettibile di relegare la storiografia non labelizzata ad una nicchia o di spazzarla via tout court. Sorge a questo punto spontaneo domandarsi se quest’iniziativa risponda ad un’esigenza meramente cognitiva e di stimolo allo studio del passato o se siano in gioco (anche) altri intenti. Per rispondere a questo interrogativo occorre innanzitutto elencare il frutto delle fatiche storiografiche confluite nella serie : 1) Carlo Greppi, L’antifascismo non serve più a niente (2020) 2) Eric Gobetti, E allora le foibe? (2021) 3) Chiara Colombini, Anche i partigiani però… (2021) 4) Francesco Filippi, Prima gli italiani! (sì, ma quali?) (2021) 5) Pino Ippolito Armino, Il fantastico regno delle Due Sicilie. Breve catalogo delle imposture neoborboniche (2021) 6) Gianluca Falanga, Non si parla mai dei crimini del comunismo (2022) 7) Mimmo Franzinelli, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945 (2022) Come si evince dai titoli, volutamente provocatori, tutte le opere affrontano esclusivamente temi di Storia contemporanea italiana, e non certo i più leggeri. È infatti su queste tematiche che il dibattito politico italiano si è maggiormente polarizzato negli ultimi cinquant’anni ! Già questo singolo dato dovrebbe suggerire che questa proposta editoriale probabilmente ambisce a travalicare l’interesse culturale, anche perché le dimostrazioni portate avanti nei sette libri ricalcano le tesi generalmente difese da un singolo schieramento politico, segnatamente quello della Sinistra. Ma a sciogliere maggiormente il dubbio sul carattere tendenzioso e militante del progetto concorrono sia la pagina internet della Laterza ad esso dedicata (2) che l’intervista a Carlo Greppi già evocata. La pagina internet non “mena il can per l’aia” e di slancio riporta, sotto il titolo della serie, la seguente frase : « Oggi la Storia è tornata ad essere un campo di battaglia ». Appare evidente che la serie si trasporta sul campo di battaglia e si fa arma. Difatti, il guanto di sfida è lanciato nel proseguo delle descrizione, attraverso un proclama sparato a bruciapelo : Vere e proprie fake news storiche impazzano sui social network e la politica spesso utilizza il nostro passato per fomentare politiche di odio. […] È tempo di opporre a queste falsificazioni strumentali le verità che la Storia, con la sua ricerca e i suoi strumenti, ha individuato. Ed è importante che a farlo siano anche storici delle nuove generazioni, che più sentono la responsabilità della conoscenza del nostro passato, per la costruzione del mondo che verrà. Al netto di eventuali giudizi sul contenuto dei libri, ossia sulla pertinenza delle tesi sostenute, non è possibile fare a meno di evidenziare le numerose criticità sollevate dal testo appena citato, soprattutto dal punto di vista epistemologico. Non potendo la Storia dotarsi di strumenti per fare ricerca e restituire verità – tale è il significato veicolato in prima lettura dal passo citato ! – , è ipotizzabile che quelle parole si riferiscano in realtà a Carlo Greppi e agli altri autori della serie e che, nel contempo, suggeriscano un paradosso: la Storia si rivelerebbe nelle proprie verità attraverso le penne di Carlo Greppi e collaboratori. Per caso, Carlo Greppi e collaboratori incarnerebbero la Storia ? Contrariamente a quanto si possa pensare, la Storia non è un aggregato di fatti e date, e sono ben pochi gli avvenimenti sui quali vi è condivisione da parte degli storici rispetto alla loro natura e al loro svolgimento. Il concetto stesso di “verità” storica, qui dato per scontato, divide in realtà gli storici da più di un secolo, tra assertori « di una pluralità di verità » (3) e assertori di un possibile (anche se prudente) svisceramento della verità storica (4), senza dimenticare coloro i quali ritengono che lo storico possa sola approssimarsi alla verità, come il celebre storico del fascismo Renzo De Felice : « Secondo me oggi la storiografia italiana, contemporaneista, è malata di sicurezza. Ne ha troppa. È troppo sicura di sé, è troppo assertiva. […] Secondo me non sappiamo nulla di sicuro, di fermo. Cerchiamo di conquistare giorno per giorno la verità, cerchiamo di approssimarci ogni giorno un tantino di più alla verità »(5). Per gli ideatori della serie Fact Checking, invece, la prudenza sembra essere un accorgimento superfluo, e alla ragionevole ricerca della verità si sostituisce un dogmatismo storico fatto di certezze da disseminare il più possibile nel tessuto sociale al fine di costruire, secondo Carlo Greppi, « una coscienza pubblica » (6). Per quale motivo ? Perché il male incombe sotto forma di « fake news storiche » che alimentano lo spettro di un ritorno, se non addirittura la proliferazione di un fascismo che non ha mai realmente disertato l’Italia, tale è in fondo il filo conduttore dell’intera serie (7). Carlo Greppi « crede fortemente nel ruolo pubblico degli storici », anzi ritiene che sia « necessario stare sul campo di battaglia, per usare una metafora bellica, parlare di Storia a più persone possibili, non evitare gli scontri quando ci sono, perché è in qualche modo così che si costruisce una coscienza pubblica, è così che ci si confronta sul nostro passato »(8). Una tale concezione del compito devoluto allo storico, una sorta di guerriero al quale incombe la responsabilità di far prevalere il bene sul male e che si arroga il diritto di scrivere « una guida, come un libretto delle istruzioni »(9), è lungi dall’essere sposata da tutti gli storici. Per esempio, il famoso storico medievista Marc Bloch, che forse più di tutti avrebbe potuto concepire il proprio mestiere alla stregua di una militanza politica, lui che era stato fucilato durante la Seconda guerra mondiale in quanto membro della Resistenza francese, scriveva tra il 1941 e il 1942: « La lezione dello sviluppo intellettuale dell’umanità eppure è chiara : le scienze si sono sempre mostrate tanto più feconde e, in seguito, tanto più utili, in fondo, alla pratica, quanto più deliberatamente abbandonavano maggiormente il vecchio antropocentrismo del bene e del male »(10). Per parte sua, Bronislaw Geremek, un altro storico che si è dovuto confrontare con l’oscurantismo, ossia il regime comunista polacco, rifuggiva anch’egli dall’idea di assegnare alla Storia il ruolo di formatrice del « buon cittadino » :

Le ho già detto che la storia non insegna niente. Io mi rifiuto di mettere la storia al servizio della didattica. […] Dopo tutto si può dire che gli errori della storia si ripetano più spesso delle azioni giuste, il che è la prova che la storia non insegna niente. Ma intendo illustrare il mio pensiero. Per molto tempo ho cercato di dividere le mie competenze : c’erano lo storico Geremek, l’uomo impegnato Geremek, il politico Geremek. Tenevo a questa distinzione per salvaguardare la mia indipendenza di storico e per valorizzarla (11)

Evidentemente, Carlo Greppi e compagni non si rendono conto che il loro ostentato desiderio di dare lezioni di civiltà e di cercare lo scontro potrebbe compromettere la loro capacità di mantenere una giusta distanza rispetto alle questioni che, nella loro veste di storici, esaminano all’interno della serie Fact Checking. A mantenere l’ordine e scongiurare derive antidemocratiche dovrebbero pensare i politici, le Forze dell’ordine e la magistratura, non gli storici ! E se, dopo tutto, il progetto Fact Checking. La Storia alla prova dei fatti non fosse altro che un’impostura storiografica il cui reale obiettivo è quello di legittimare una storiografia di Stato, favorire la cancel culture (12), oltre che suscitare un nemico oramai irrilevante (i.e. il fascismo storico) per distogliere l’attenzione dagli attuali veri nemici della Democrazia ? Stupisce che l’elemento scatenante del progetto siano le false notizie circolanti su internet, ritenute capaci di fascistizzare nuovamente l’Italia. Sarebbe opportuno comprendere, una volta per tutte, che nelle società ricche di libertà di parola e di giustizia sociale le notizie genuine finiscono per scalzare naturalmente le notizie false, secondo un principio di autorevolezza, non di autorità. Qualunque soggetto istituzionale o privato si prefigga il compito di combattere le false notizie, non coltiva la libertà di espressione ed ha lui stesso qualcosa da nascondere o falsificare ! Oltretutto, c’era veramente bisogno di un’ennesima rassegna storiografica, per giunta condotta da autori non tutti provvisti di una formazione da storici (13) ? Nonostante sul sito della Laterza si associ alla serie Fact Checking il termine « ricerca », « alla prova dei fatti » i sette libri non sono la risultante di ricerche archivistiche – si registra una sola referenza archivistica in tutto il progetto (14) –, bensì riportano fatti ed interpretazioni ricavati dalla rete e, soprattutto, dalla storiografia. Tanta arroganza può solo nuocere ad un sereno tentativo di approssimarsi alle verità, qualunque esse siano, e delineare una forma di censura. Ma l’elemento che maggiormente stupisce è che Carlo Greppi si adoperi tanto a denunciare un fascismo latente e a fornire le « istruzioni » per riconoscerlo/contrastarlo, senza accorgersi (ufficialmente) che l’oscurantismo ha già preso piede, promosso da soggetti diversi da quelli che lui additava. Nell’intervista già citata, alla domanda su quali siano gli aspetti più rimossi del fascismo storico, Carlo Greppi risponde : « […] in generale tutto il suo carattere criminale, aggressivo, il fatto che sia stato un regime fondamentalmente sempre in guerra o che si stava sempre preparando alla guerra è sicuramente un aspetto rimosso […]». Come leggono Carlo Greppi e collaboratori e la casa editrice Laterza il fatto che da anni il governo italiano (ma questo vale anche per tanti altri governi) restringa (o minacci di restringere) le libertà fondamentali degli Italiani con la scusa della guerra al terrorismo, al SARS-CoV-2, all’imperialista Vladimir Putin, all’uomo inquinatore e, probabilmente, al vaiolo ? Non ravvisano una similitudine con la rimozione evocata da Carlo Greppi ed un ritorno a « la via italiana al totalitarismo » (15) ? Per limitarsi ad uno dei tanti avvenimenti inquietanti accaduti di recente, segnalato dal Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB), come leggono lorsignori il fatto che i presidenti degli Ordini delle professioni socio-sanitarie abbiano inviato una lettera « al Ministro della Salute, in data 2 maggio 2022, per denunciare gli episodi in cui le Assemblee degli Ordini medesimi […] sono diventate ‘teatro di scontro’ » (16) e per richiedere man forte al Governo al fine che quest’ultimo preveda « ‘idonei interventi per contrastare le tensioni in essere’ » (17), in pratica reprima i medici dissenzienti ? Il totalitarismo in Italia è già operativo e molto probabilmente, la serie Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti, ne è una delle manifestazioni passate sottotraccia. D’altronde, Enrica Perucchietti ha giustamente rilevato che un regime totalitario necessita di controllare il modo in cui la Storia viene scritta « per mantenere la stabilità e l’infallibilità »(18) di se stesso. Di Tomaso Pascucci, storico - Université de Franche-Comté NOTE (1) = https://www.spreaker.com/user/adilmauro/carlogreppi. (2) = https://www.laterza.it/2021/03/15/fact-checking-la-storia-alla-prova-dei-fatti/. (3) = Jerzy Topolski, Narrare la storia. Nuovi principi di metodologia storica, con la collaborazione di Raffaello Righini, Milano, Bruno Mondadori, 1997, p. 196. (4) = Su quest’aspetto si è da poco espresso : Enzo Traverso, La tirannide dell’Io. Scrivere il passato in prima persona, Roma-Bari, Laterza, 2022, p. 133-135. (5) = Renzo De Felice, Intervista sul fascismo, a cura di Michael A. Ledeen, Roma-Bari, Laterza, 2001 [1975], p. 22. (6) = https://www.spreaker.com/user/adilmauro/carlogreppi. (7) = A riprova del pericolo prospettato, basti citare il seguente passo : « Con qualunque ‘ismo’ si voglia chiamare questo magma piuttosto compatto – e presente a diverse gradazioni in vari paesi d’Europa – l’unica cosa che possiamo sostenere con agghiacciante certezza è che non c’è niente sideralmente distante dalla cultura antifascista sulla quale si era costruita, in un percorso irto di ostacoli e conflitti, l’Italia repubblicana e democratica oggi tanto screditata ». Carlo Greppi, L’antifascismo non serve più a niente…, op. cit., pp. xiv-xv. Vedi anche l’analisi di Mimmo Franzinelli, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945…, op. cit., pp. 99-123, sullo spettro rappresentato dall’estrema destra sia italiana che europea (8) = https://www.spreaker.com/user/adilmauro/carlogreppi. (9) = Carlo Greppi, L’antifascismo non serve più a niente…, op. cit., p. xvi. (10) = Marc Bloch, Apologie pour l’Histoire, Paris, Armand Colin, 1974, p. 120. La traduzione in italiano è nostra. (11) = Georges Duby e Bronislaw Geremek, La storia e altre passioni, a cura di Philippe Sainteny, Roma-Bari, Laterza, 1993 [1992], p. 146, ma anche p. 35. (12) = In un’intervista rilasciata da Carlo Greppi a Francesco Filippi, il cui video è ospitato sul sito della Laterza (vedi : https://www.laterza.it/2021/12/13/casalaterza-carlo-greppi-dialoga-con-francesco-filippi/), la cancel culture è giudicata positivamente. (13) = È il caso di Chiara Colombini, Gianluca Falanga e Pino Ippolito Armino i quali hanno condotto studi di filosofia e archivistica, per la prima, e di filologia germanica, per il secondo. Quanto a Pino Ippolito Armino, è un ingegnere e giornalista. (14) = Vedi: Chiara Colombini, Anche i partigiani però…, op. cit., p. 143 (n. 14). (15) = Emilio Gentile, La via italiana al totalitarismo. Il partito e lo Stato nel regime fascista, Roma, Carocci, 2001 [1995]. (16) = CIEB, Parere sul ruolo paternalistico degli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie al Ministro della Salute, 17 maggio 2022. Vedi : https://www.ecsel.org/wp-content/uploads/2022/05/Parere-n.-10-del-CIEB.pdf. (17) = Ivi (18) = Enrica Perucchietti, Fake news. Come il potere controlla i media e censura l’informazione indipendente per ottenere il consenso, Cesena, Arianna editrice, 2020, p. 23.

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (22)

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    1. Armando Stavole 24 maggio 2022

      Plaudo al concetto espresso dall'articolista ed aggiungerei, visto che si parla tanto di globalismo, che non si è mai affrontato a fondo la storia comparata.

    1. Hospiton 24 maggio 2022

      7 libri che spiccano innanzitutto per la mediocrità dei titoli, Laterza che si riduce all'utilizzo di formulette da "discussione" twitteriana, un ennesimo segnale di decadenza, ignoranza, banalità che investe ogni settore nell'era social. Deludente Franzinelli, in passato ha scritto alcuni discreti saggi e ora si fa intruppare in una miserabile antologia del pensiero unico, bah. Curiosa l'assenza di Emilio Gentile, vista la tematica: si parla di ritorno del Fascismo (immagino puntando il dito contro tutti meno che il Vero Potere Conservatore della nostra epoca, il connubio banche-multinazionali) ma non si interpella il massimo studioso mondiale del Ventennio, che eppure ha pubblicato diversi lavori con l'editore barese. Forse il buon Gentile - che già si è espresso in merito, e non nella direzione indicata da Greppi & C. - ha preferito non farsi coinvolgere in un'operazione di tale pochezza e superficialità, quantomeno me lo auguro. Naturalmente Greppi, Gobetti e soci, tutti convinti "antifascisti", saranno anche altrettanto convinti sostenitori dell'opportunità di armare fino ai denti i neonazisti dell'Azov, la coerenza non è necessaria in tempi di P.U.. Gli ultimi 2 anni sono stati una gigantesca rottura di palle, propaganda che ha raggiunto livelli insopportabili, però ho avuto molte conferme in negativo su un'infinità di personaggi che appestano il mondo della cultura, della ricerca, del web ecc, si son rivelati degli ipocriti mestieranti da fast food culturale.
      Fino a quando non riusciremo a effettuare una sorta di pulizia semantica - non attuabile senza il controllo di mass media e istruzione - questi impostori, scribacchini dei totalitarismi 2.0, continueranno a calpestarci in nome della libertà, della democrazia ecc ecc, concetti di cui si sono appropriati e che usano contro di noi con rara efficacia. Sarà dura scardinare un così subdolo sistema, soprattutto perché nelle scuole stan formando generazioni di giovani all'uso della "neolingua", del "Bipensiero", a bollare come sovversivo, fascista, terrapiattista, negazionista tutto ciò che non presenti marchi DOC (UE, OMS, ONU ecc) e come genuinamente democratico e libertario ogni viscido banchiere, burocrate, politicante o ogni congrega criminale stile NATO cui il circuito di tg nazionali, social, agenzie di stampa attribuisca con generosità la suddetta etichetta magica, passe-partout per menti fragili e condizionabili. In questi giorni si stanno scatenando con pubblicità continue in cui annunciano di voler ripulire l'Informazione da fake varie, l'unica affidabile e autorizzata sarà quella certificata UE, of course. Orwell ci avvisò per tempo, temo però che un buon 70-80% d'italiani non abbia mai letto 1984, troppo impegnati a partorire idiozie su Facebook.

    1. Divoll 24 maggio 2022

      La tendenza dei moderni sgoverni occidentali a creare una qualche forma di minisero della verita' (e in Usa ne avevano creato uno, il Disinformation Board, miseramente fallito prima ancora di decollare) e' un fatto. Ma e' anche vero che una sostanziale forma di "fascismo" strisciante esiste, proprio perche' si vuole controllare pensiero e opinioni, arrivando al punto da ostracizzare, marginalizzare e disprezzare pubblicamente chi si discosti dalla narrativa ufficiale. E la cosa e' diventata particolarmente evidente in occasione della guerra in Ucraina, con l'aperto sostegno a un regime tutt'altro che democratico come quello di Kiev, che ha eliminato l'opposizione politica e mediatica, che ha fatto di un collaboratore nazista come Stepan Bandera un "eroe", erigendogli addirittura un monumento, e che ha inglobato nel proprio esercito enormi battaglioni apertamente neonazisti (non Solo l'Azov, ma anche Aidar, C-14, Pravi Sektor). Dimmi chi sostieni e ti diro' chi sei...

    2. Hospiton 24 maggio 2022

      Il guaio è che usare il termine "fascismo" con riferimento agli attuali governi occidentali si rivela un boomerang. Hanno il controllo di tv, agenzie di stampa, quotidiani, social, istituzioni, università, accademie, decidono loro cosa sia fascista e cosa non lo sia. L'utilizzo continuo del termine fuori dal suo preciso contesto storico ha causato danni forse irreparabili, a mio parere. Se parliamo di Fascismo in Europa e negli USA nel 2022 il cittadino medio non penserà mai a Biden, Wall Street, Pentagono, BlackRock, Draghi, Macron, Goldman Sachs, NATO, circoli conservatori, Think tank atlantisti ecc, penserà (come suggerito in modo martellante da una studiatissima propaganda) a Salvini, Meloni, Le Pen, Orban, CasaPound, Putin, Trump, Lavrov. Come se ne esce? Ora come ora credo sia impossibile a meno di sconvolgimenti geopolitici impronosticabili, hanno il pieno controllo dell'Europa occidentale e di alcuni Stati chiave oltre Atlantico, l'opposizione è di facciata o quasi, l'opinione pubblica narcotizzata, gli intellettuali fuori dal coro una manciata. Nel nostro piccolo penso dovremmo usare con molta accortezza riferimenti a episodi storici che il cosiddetto mainstream utilizza con tremenda efficacia a scopo propagandistico, viceversa finiamo con il fare il loro gioco.

    3. Bertozzi 24 maggio 2022

      Ehi Bentornato caro Hospiton, Abbiamo sentito la tua mancanza!

    4. Hospiton 24 maggio 2022

      Ciao Bertozzi! Ti ringrazio, anche a me sono mancati gli interventi tuoi e di vari amici di CDC, menti affilate come rasoi (cit Patrick Swayze in "Point Break"!), apparentemente sempre più rare in tempi di russofobia, antifascisti filonazisti, oranghi gender fluid col vaiolo ecc ecc...computer fuori uso da aprile e in effetti ho fatto poco per risolvere il problema, per di più non uso il cell per navigare su internet quindi per 60 giorni sono praticamente tornato agli anni '90 (e voi vi siete risparmiati due mesi di commenti fluviali del sottoscritto!). Inoltre ogni tanto ho bisogno di stacchi pressoché totali da tv, web, pc e cellulare e diciamo che non mi sono impegnato granché per metter a posto il vecchio portatile, ora l'ho ripristinato ma non so se reggerà a lungo, ha parecchie primavere sul groppone!

    1. omega 24 maggio 2022

      Il regime continua a fare il suo lavoro. Anche l'uso inappropriato del termine fascista aiuta, perché esso viene usato come marchio d'infamia contro tutto ciò che è dissenso.

    2. Rnamessaggero 24 maggio 2022

      Come non notare che la sinistra italiana adesso ha un duce, Draghi, e dà del fascista ai vecchi fascisti scaricati, lo sa bene, adesso al posto dei fascisti tra le grazie degli altlantisti ci sono loro, i sinistri, come prima c' erano i fascisti, il collante è sempre lo stesso, la destra cattolica, quindi tranquilli, la sinistra tanto odiata non esiste più.

    1. Bertozzi 23 maggio 2022

      Storia storia, la storia oggi più che il nuovo (?) campo di battaglia mi sembra sia diventata una bella serie TV o di Netflix; episodi brevi, belli intensi, grandi novità e colpi di scena, un po' di grottesco e il gioco è fatto, studiati bene questi episodi per non farti alzare dal divano, un anno o due di pandemia, poi un annetto di guerra civile termonucleare globale bilaterale naturale, poi nel terzo episodio che non te l'aspetti torna un'altra malattia, poi che ne so gli alieni, poi un altra guerretta o un'altra pensata di qualche sceneggiatore strafatto di crack e via così, passano i lustri e nei libri di storia questi anni, questi mesi saranno solo trafiletti, brevi frasi per raccontare scenari inventati che grazie allo spettatore 'campione di divano' diventano tragicamente reali.
      E questi vengono a parlare di storia, magistra vitae, e certo, oggi tutti a battersi il petto, fino a ieri la storia immaginiamo era perfetta e precisamente raccontata, sì sì, oggi esce la collana di questi 7 libri e ci rivoltano il pensiero, nasce il ministero della verità e la contezza delle cose sarà da esso deciso... Già, invece fino a ieri la storia ha protocollato solo verità, certo, come no, e gli storici, soprattutto, proprio loro. Dio che rabbia che mi fanno da sempre ma oggi più che mai i presunti intellettuali, gli storici, i pensatori, al primo avverbio di queste ridde di nozioni mi sale la carogna, alla seconda frase ad effetto mi si alzano i peli e alla terza citazione scontata comincio a sudare. Vabbè, sarà il periodo storico.

    1. MarioG 23 maggio 2022

      Fantastica collana!
      Ho deciso che acquisterò tutti e 7 i titoli, giusto per essere corazzati contro tutti questi revisionismi! La verità è stata scritta una volta per tutte nel '45 e Greppi ne è un custode degno.

    2. omega 24 maggio 2022

      Dai vincitori, ovviamente.

    1. Eugiorso 23 maggio 2022

      Gli italiani non sono esattamente "brava gente", ma si sono rivelati una massa di polli da fare arrosto, manipolati, indotti a comportamenti idioti, privati di ogni neurone, in nome della fottuta demokrazia, dell'occidente criminale e, non ultimo, del "sogno europeo", che ci sta divorando vivi, dal punto di vista economico.

      Inoltre, l'articolo non mi convince: dicano chiarmaente questi storici del fact checking se stanno dalla parte del Presidente Putin, oppure dei criminali guerrafondai statunitoidi-nato.

      Cari saluti

    2. omega 24 maggio 2022

      Ovviamente essi considerano lo Zio un fascista.

    1. Primadellesabbie 23 maggio 2022

      "...A mantenere l’ordine e scongiurare derive antidemocratiche dovrebbero pensare i politici, le Forze dell’ordine e la magistratura..."

      Ha usato il condizionale ma, tenuto conto del contesto nel quale viviamo, è ugualmente esilarante.

    1. mago 23 maggio 2022

      Vedo che se x anni fa si credeva ciecamente al curato o al maresciallo dei CC oggi nonostante sia passato qualche anno raramente abbiamo sviluppato una coscienza critica che ci permetta di distinguere che differenza passa fra un Burioni di turno o altro,quando parlano di fascismo che ritorna allora questi stanno intortando i soliti noti.
      Hanno capito che manipolare il cervello rende di piusotto tutti i punti di vista,sia teorici che pratici che non schiavizzare fisicamente le persone,quella e roba da certe parti.Chiamatelo pure se volete Fascismo o Comunismo ma è solo una convergenza di interessi che si è evoluta negli anni.

    2. sbregaverse 23 maggio 2022

      Si vive ? in un mondo TOTALMENTE e COMPLETAMENTE manipolato, in ogni suo aspetto.
      Sei un ingenuo se pensi che hanno manipolato i cervelli, costoro hanno manipolato le coscienze , le anime e i corpi.

    3. omega 24 maggio 2022

      Si vuole contrastare la vittoria (presunta) di Gollum alle prossime elezioni?

    4. Divoll 24 maggio 2022

      Quando il governo pretende di gestire il pensiero, le opinioni, diventa regime, questo mi sembra un fatto.
      E oggi vuole gestire anche i nostri corpi, le nostre anime. E' un super-regime.

    5. mago 24 maggio 2022

      No non è un Super Regime,siamo noi che siamo gli ectoplasmi
      di quello che si definisce a torto Homo Sapiens.

    1. Rnamessaggero 23 maggio 2022

      Chiunque una volta smentito continui a parlare, è di fatto uno storico, il cui scopo è celare il ritorno della storia.

    1. buddyboy 23 maggio 2022

      C'era una volta un re seduto sul sofà
      , diceva alla sua serva raccontami la Storia, la serva cominciò , c'era una volta un re seduto sul sofà, diceva alla sua serva riscrivimi la Storia ..

    1. Arian Van Heisen 23 maggio 2022

      Sarebbe opportuno comprendere, una volta per tutte, che nelle società ricche di libertà di parola e di giustizia sociale le notizie genuine finiscono per scalzare naturalmente le notizie false, secondo un principio di autorevolezza, non di autorità. Qualunque soggetto istituzionale o privato si prefigga il compito di combattere le false notizie, non coltiva la libertà di espressione ed ha lui stesso qualcosa da nascondere o falsificare !

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