L'Iran nel mirino dell'Imperialismo

L'Iran nel mirino dell'Imperialismo
Cecilia Sala
Non ce ne siamo accorti prima, ma il 16 dicembre a Malpensa viene arrestato un cittadino iraniano - svizzero di 38 anni: Mohammad Abedini-Najafabadi. Arrestato per conto degli Stati Uniti, in Italia. Tre giorni dopo, il 19 dicembre viene arrestata a Teheran la giornalista italiana Cecilia Sala, una che va in televisione a dire che il capo di Hamas Sinwar, poi ucciso da Israele, è un "magalomane psicopatico, incapace di provare compassione per gli altri e paura per sè", mentre Zelenskiy è "un presidente coraggioso, l'uomo che ha scelto di non scappare, che ha dismesso la giacca e la cravatta per il pile verde oliva". Al di là dei fatti in questione legati alla giornalista mainstream di cui non sappiamo ancora i contorni, ufficialmente il complottista è l'iraniano arrestato a Malpensa, accusato di cospirazione, associazione a delinquere e violazione delle leggi sul commercio. Il suo ruolo sarebbe legato al sistema dei droni che avrebbe colpito, sempre secondo Washington, la base USA in Giordania, uccidendo tre marines nel gennaio scorso. Najafabadi ora ha davanti la Corte d'appello, poi il Ministero della Giustizia avrà 10 giorni di tempo per rendere effettiva l'estradizione. Come finirà? La nostra (pur limitata) sovranità si è fermata a Sigonella, era il 1985. [caption id="attachment_222304" align="aligncenter" width="768"] Cecilia Sala e Mohammad Abedini-Najafabadi[/caption] Fatto sta, che a noi comuni mortali ci vengono date in pasto notizie già vecchie, i due casi - forse intrecciati - sono in realtà in ballo da giorni, rivelati solo adesso. Complotti, cospirazioni, ritorsioni internazionali? Quello che è sicuro è che l'Iran è nel mirino. Dalla rivoluzione islamica del 1979, dalla guerra fomentata contro l'Iraq, dagli attentati mirati, alle rivoluzioni colorate odierne. Netanyahu l'ha detto a chiare lettere di fronte al Congresso Usa, era il 24 luglio scorso: l'obiettivo finale è Teheran, e l'ha riconosciuto pochi giorni fa anche l'Imam Khamenei, Guida Suprema del Paese, dopo che Damasco era caduta di botto sotto l'Isis di nuovo conio. Riceviamo e pubblichiamo questa interessante analisi in merito:

L'IRAN NEL MIRINO DELL'IMPERIALISMO

Che l’Iran sia nel mirino dell’imperialismo non è certo una novità, tuttavia nella presente “stretta dei tempi” procedere alla disarticolazione della Repubblica islamica è per esso un obiettivo urgente dopo lo sventramento dell’Iraq e quello in atto della Siria. Per il grande reset imperialista dell’Asia occidentale, come sono assolutamente fondamentali la difesa dell’entità sionista/”Israele” nell’area ed il mantenimento sotto la propria sfera di controllo del Regno saudita, così è fondamentale la disarticolazione/smantellamento dello Stato iraniano.

Qui una soltanto delle numerose ed esplicite dichiarazioni d’intenti (di guerra) da parte degli strateghi american-sionisti:

Israel needs a Doolittle Raid

“…Israele non solo deve sostenere il morale israeliano per andare oltre l'ombra del 7 ottobre (come gli Stati Uniti hanno dovuto andare oltre l'ombra del 7 dicembre 1941), ma deve anche intraprendere azioni, forse anche contro l'Iran stesso, ma certamente contro i teatri che in questo momento languono (Yemen, Iraq, Siria), che segnalino strategicamente che non si tratta più solo di Hamas, né tantomeno dei palestinesi, ma di costringere lo stesso regime iraniano a rannicchiarsi nella paura di quale cosa imprevedibile Israele potrebbe fare dopo, e attraverso ciò riprendere l'iniziativa strategica e impostare l'agenda regionale per gravare sul regime di Teheran stesso. Israele deve prendere il controllo dell'agenda in ogni aspetto e forzare la mano dell'Iran a fare passi falsi. Israele ha bisogno di un raid Doolittle. O due... o tre.” - dal sito JEWISH NEWS SYNDACATE - 26 novembre 2023 https://www.jns.org/israel-needs-a-doolittle-raid/

Costringere lo stesso regime iraniano a rannicchiarsi nella paura”! scrivono tranquillamente questi criminal-strateghi.

La tremenda pressione dell’imperialismo si esercita in un momento particolarmente critico per lo Stato (capitalistico) iraniano. Non è questa la sede per analizzare le profonde criticità e tensioni economico-sociali che lo attraversano, ci limitiamo a riportare la seguente dichiarazione del nuovo presidente “riformista” Pezeshkian rilasciata nella drammatica vigilia del 1 ottobre, data storica della “frustata” missilistica inflitta all’entità sionista e scattata per decisione della Guida Suprema Khamenei e dell’IRGC/Corpo delle guardie della rivoluzione (contro il parere dei “riformisti”), ci sembra dia abbastanza l’idea della situazione:

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel suo discorso ha toccato aspetti importanti che spiegano perché Teheran non ha fretta di impegnarsi in una guerra aperta con Israele nonostante la situazione tesa nella regione. Le sue parole danno un'idea chiara che in caso di un conflitto importante, l'Iran potrebbe essere sull'orlo del collasso, il che rende lo stato estremamente vulnerabile alle minacce interne ed esterne.

Pezeshkian ha sottolineato che se scoppiassero gravi conflitti interni o una guerra, l'Iran potrebbe cessare di esistere come stato unito. In questo caso, singole regioni del paese, come Azerbaigian, Kurdistan, Khuzestan e Baluchistan, potrebbero dichiarare la propria indipendenza e creare i propri governi. Un simile scenario, secondo il leader iraniano, porterebbe al caos completo e alla disintegrazione del paese.

Il presidente ha anche osservato che in caso di crisi interna, l'Iran non può contare sull'aiuto di altri paesi. Ogni regione agirà nel proprio interesse, cercando di prendere il potere o aumentare la propria influenza, il che porterà a una divisione nel paese e a un aumento dei conflitti. Secondo Pezeshkian, questo è ciò che rende una guerra con Israele, così come qualsiasi altro conflitto importante, estremamente indesiderabile per l'Iran.

"Non vogliamo il caos nel nostro Paese" , ha sottolineato il presidente, affermando la volontà dell'Iran di mantenere l'unità e l'armonia al suo interno. Подробнее на: https://avia-pro.net/news/prezident-irana-zayavil-chto-strana-ne-budet-vstupat-v-voynu-s-izrailem-iz-za-livana-ili

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Il 12 dicembre Netanyahu, ebbro della perfetta riuscita (al momento!) delle operazioni in Siria e del colpo politico-militare assestato alle forze dell’Asse della resistenza, sparge sale sulle ferite rivolgendosi al popolo iraniano (non è la prima volta che lo fa) affinché si liberi “del regime oppressore degli ayatollah” seguendo l’esempio dei “ribelli” e dei… “rivoluzionari” (sic!) siriani. Si potrebbe pensare che questo genere di “appelli al popolo” sono controproducenti (nell’ottica “del cambiamento” auspicato dall’imperialismo) dato il pulpito da cui provengono cioè dato il boia matricolato che li lancia “al popolo”. Ma questo tipo di esche, questi “approcci tattici” particolarmente contorti-diabolici sono propri della mentalità sionista. (E non solo, vedi ad esempio “le tattiche” adottate da un George Soros - che sionista non si dichiara e non è - e dalla sua velenosissima Open Society: do you remember Otpor?) Comunque sia, il boia Netanyahu mette il dito nella piaga cioè nella materia su cui la società iraniana (le classi sociali che compongono il capitalismo iraniano) dibatte e si divide.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto ai cittadini dell'Iran con un messaggio aperto, in cui ha espresso la speranza per la liberazione del paese dal regime dittatoriale. Nel suo discorso, ha criticato duramente le azioni delle autorità iraniane, accusandole di finanziare gruppi terroristici a spese di fondi che potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo dell'Iran stesso.

"I vostri tiranni hanno speso oltre 30 miliardi di dollari per sostenere Assad in Siria. Oggi, quel regime è caduto dopo 11 giorni di combattimenti. Miliardi sono andati a sostenere Hamas e Hezbollah, ma le loro risorse e i loro leader sono stati distrutti". "Stiamo parlando di soldi", ha detto Netanyahu, aggiungendo che i soldi potrebbero essere investiti nella costruzione di strade, scuole e ospedali.

Netanyahu ha anche sottolineato che le attuali sconfitte dell'Iran in Medio Oriente sono il risultato non solo delle sue politiche aggressive, ma anche del suo desiderio di imporre una tirannia fondamentalista nella regione. Il leader israeliano ha definito le azioni del suo paese una difesa della civiltà dalla barbarie, sottolineando che Israele vuole la pace, ma continuerà a difendere i suoi confini.

Netanyahu ha dedicato particolare attenzione al popolo iraniano, affermando che rappresenta la principale minaccia per il regime.

"Le autorità iraniane hanno paura di voi. E un giorno, sono sicuro, questo cambierà. L'Iran sarà libero". "Siamo molto vicini gli uni agli altri", ha detto, esprimendo la speranza per un futuro in cui Iran e Israele possano coesistere in pace.

Il discorso di Netanyahu giunge in un momento in cui gli alleati dell'Iran nella regione hanno subito grandi sconfitte. La caduta di Bashar al-Assad in Siria, la distruzione delle infrastrutture di Hamas e l'eliminazione di importanti strutture di Hezbollah hanno rappresentato colpi significativi all'influenza dell'Iran. Il primo ministro israeliano ha collegato questi eventi ai successi militari del suo Paese, sottolineando che sono supportati dalla comunità internazionale, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Подробнее на: https://avia-pro.net/news/netanyahu-k-grazhdanam-irana-odnazhdy-vasha-strana-stanet-svobodnoy

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Quanti soldi, quante risorse, potrebbero essere spesi e impiegate “a favore del popolo iraniano” e del “pacifico sviluppo” del paese! e invece… E invece il “regime tirannico degli ayatollah” le dilapida per le sue ambizioni espansioniste, per i suoi Assi della resistenza che non portano da nessuna parte se non la minaccia di guerra, di distruzione e di miseria per il popolo… dice il messaggio lanciato al popolo iraniano dal boia Netanyahu. E’, fondamentalmente, la stessa critica/contestazione che le opposizioni politico-sociali iraniane (non necessariamente quinte colonne in affitto dell’imperialismo) rivolgono ai “fondamentalisti” che hanno in mano l’apparato statale, l’IRGC e, seppur indirettamente, la stessa Guida Suprema Khamenei. E’, fondamentalmente, la stessa contestazione al regime fatta dalle “opposizioni di classe” interne iraniane le quali negano la tremenda pressione che l’imperialismo esercita sul paese: si tratta di una “distrazione delle masse” per stornare i proletari iraniani dalla lotta “contro i padroni” dicono costoro, da buoni “ortodossi” marxisti. Falsi ortodossi!

(Si noti che nel caso della Russia le opposizioni politiche al patriota borghese Putin – e non parliamo delle quinte colonne “alla Navalny” – basano fondamentalmente la loro contestazione “al tiranno” russo sullo stesso motivo: non è vera, non è reale la minaccia occidentale che incombe sul paese… La guerra in Ucraina è una guerra di aggressione voluta da Putin per “distrarre le masse”, per estendere il suo regime autoritario…)

Da parte nostra smentiamo categoricamente questo genere di contestazione “al regime tirannico” (degli ayatollah, di Putin):

la minaccia imperialista sul paese (Iran, Russia..) è assolutamente reale ed incombente. Le masse popolari, il proletariato (di Russia, di Iran…) non possono estraniarsi dalla lotta contro l’imperialismo. Non possono disertare questo terreno di lotta.

Ciò che noi contestiamo alle attuali direzioni statal-patriottiche-borghesi della lotta contro l’imperialismo democratico o la democrazia imperialista che dir si voglia è il modo con cui esse conducono tale lotta (vedi sopra: Chi tradisce chi?). In breve: per domare e battere la belva imperialista è necessaria la “linea Lenin” e non la “linea Putin” e nemmeno quella “Khamenei” (verso il quale noi comunque ci togliamo il cappello).

Nostre chiacchere “teoriche” a parte, ecco qui sotto, spiegata dal politologo russo Sergei Markov, l’alternativa concreta e molto urgente che si para davanti al governo della Repubblica Islamica:

L'Iran si è trovato in una situazione che richiede di prendere una decisione critica, afferma il politologo Sergei Markov. Il paese ha subito una serie di sconfitte in Siria, che hanno indebolito significativamente la sua influenza nella regione. La perdita di comunicazione con il Libano attraverso il territorio siriano, gli attacchi israeliani alle strutture iraniane e la morte di generali chiave del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche hanno inferto un duro colpo alle posizioni geopolitiche di Teheran. Secondo l'esperto, questi eventi indicano che l'Iran sta perdendo la guerra ibrida in corso con Israele.

Donald Trump potrebbe svolgere un ruolo speciale nell'aumentare la pressione su Teheran, che, dopo essere tornata alla Casa Bianca, come suggerisce Markov, potrebbe lanciare un ultimatum insieme a Israele. Nel contesto della crescente pressione esterna, l'Iran dovrà scegliere tra un confronto radicale, un cambiamento nel corso politico o uno sviluppo accelerato di armi nucleari.

Lo scienziato politico sottolinea che lo scenario di guerra lunga richiederà la mobilitazione di risorse significative e la prontezza per un confronto prolungato con Israele e l'Occidente. Questa opzione consentirà a Teheran di mantenere l'indipendenza, ma esacerberà i problemi economici e sociali all'interno del paese. La possibilità di cambiare il corso politico, implicando il trasferimento del potere alle forze filo-occidentali, significherà in realtà una concessione a un ultimatum e un rifiuto di una politica regionale attiva. Un tale passo danneggerà seriamente la reputazione dell'Iran in Medio Oriente. La terza opzione, associata alla creazione accelerata di armi nucleari, comporta alti rischi di attacchi militari e isolamento nell'arena internazionale, ma può diventare una leva di influenza nei futuri negoziati.

Secondo Markov, i tentativi dell'Iran di destreggiarsi tra queste opzioni non daranno più risultati. La situazione attuale richiede che Teheran sia decisa e faccia una chiara scelta di strategia che determinerà non solo il futuro ruolo dell'Iran nella regione, ma anche la sua capacità di resistere alle pressioni esterne. Подробнее на: https://avia-pro.net/news/iranu-grozit-masshtabnaya-voyna-v-blizhayshem-vremeni

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Claudio, Nucleo Comunista Internazionalista

28.12.2024

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Le opinioni epresse nel presente articolo non necessariamente rappresentano quelle della redazione.

Commenti (30)

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    1. Gino 30 dicembre 2024

      @ Redazione CDC

      Sempre più disgustato per la piega che questo vostro sito sta palesemente prendendo, colgo l'occasione per segnalare il rinnovato inconveniente per cui (magari a causa di un buco imprevisto?) concesso tuttora mi è di commentare laddove precedentemente io abbia già commentato.

      Un disgusto che senz'altro avrei preferito manifestare laddove sarebbe stato più consono, ovvero sotto l'articolo del giornalista di Al Jazeera da voi rilanciato dopo averlo tradotto.

      Possibile che voi non sappiate cosa Al Jazeera è e quale politica essa rappresenta? Che non abbiate contezza del ruolo che essa assolve in funzione di Organo di Propaganda, a favore del Qatar in particolare e dei Fratelli Mussulmani in generale, ma specialmente e soprattutto affinché il cieco fanatismo delle fazioni mussulmane sunnite più estremiste (quel fanatismo che vive alimentando ed alimentandosi di disperazione e povertà) possa venire constantemente dalla loro propaganda nutrito, affinché proprio i più miserabili ed i più disperati continuino a vedere nella parte scita il loro principale nemico?

    1. uomospeciale 29 dicembre 2024

      Se venissi arrestato io o un altro uomo in Iran o da qualche altra parte non mi si filerebbe nessuno.
      Anche delle centinaia di giornalisti freddati a Gaza, se ne sbattono tutti:
      ( chi si ricorda del casino che ci fu per Ilaria Alpi 30 anni fa? Ancora desso periodicamente ne parlano..)
      Promemoria per tutti:

      Se volete un minimo di tutele e considerazione dal vostro governo quando siete all'estero, cercate di essere donne meglio ancora se di sinistra.
      Altrimenti state a casa vostra, che almeno i rischi di finire in galera sono minimi.

    2. BrunoWald 29 dicembre 2024

      Il caso di Ilaria Salis docet: una zecca rea di reati violenti all'estero, viene addirittura eletta al Parlamento europeo da un gregge di faziosi pecoroni che, a ruoli inversi, avrebbero berciato di squadrismo e violenza fascista.

      Comunque, anche i piagnistei sessisti dipendono molto dall'identità degli assassini. Quando una ragazza americana che faceva volontariato in Palestina fu schiacciata dal bulldozer di uno psicopatico sionista, nessuno si azzardò nemmeno a fiatare... Non vorremo mica criticare la Razza Eletta!

    1. alduccio 29 dicembre 2024

      i soldi potrebbero essere investiti nella costruzione di strade, scuole e ospedali tanto utili per le esercitazioni della nostra aviazione.

    2. ric 29 dicembre 2024

      anche perche' a Gaza i bersagli stanno finendo.

    1. ndr60 29 dicembre 2024

      Suvvia, un po' di pietà per la piccola Cecilia: è una free-lance, l'unica possibilità di essere assunta alla Rai è di continuare a raccontare balle spaziali per conto di Nato e Israele, altrimenti chi se la fila?

    2. nicolcass 29 dicembre 2024

      cecilia resti in galera e si penta, per punizione obbligo di vedersi tutte le puntate di parenzo

    3. ric 29 dicembre 2024

      ma sai.. la scema itagliota va a salvare il mondo. cominciando dal Iran dove picchiano le ragazze senza velo...

      ----------------------------------------------....

    4. ric 29 dicembre 2024

      che crepi.....

    1. nicolass 29 dicembre 2024

      Netanyahu parla con lingua biforcuta.. la risposta migliore dell'Iran sarebbe quella di dotarsi di un arsenale nucleare di tutto rispetto... solo in questo modo sarebbe in grado di farsi rispettare da coloro che vogliono farle le scarpe

    2. Gino 29 dicembre 2024

      Che le abbiano già è quasi sicuro.

      Noi normalmente ne sappiamo meno di niente, ma specialmente nei casi in cui si dia retta al primo coglione che passa.

      ("meno di niente" è un modo di dire fuorviante, su questa terra la confusione regna nei fatti sovrana... In realtà, "zero" e "niente" non sono affatto sinonimi, ma proprio per niente. "meno di niente" è un modo di dire che in un mondo migliore verrebbe normalmente corretto in "ne sappiamo meno di zero", a significare che normalmente il valore di ciò che sappiamo è negativo...)

    3. Primadellesabbie 29 dicembre 2024

      "...ne sappiamo meno di zero...",

      c'è ragione di credere che siano oramai disponibili delle armi che utilizzano il nucleare in modi meno devastanti e più efficaci della "bomba atomica" (Emilio Del Giudice da 49'30" alla fine 54'18"):

    4. alessandroparenti 29 dicembre 2024

      SE le avessero verrebbero lasciati in pace. Come la Corea.

    5. Primadellesabbie 30 dicembre 2024

      ...e come la Russia?

    6. alessandroparenti 31 dicembre 2024

      Gli Iraniani farebbero più soggezione. Putin fa ridere. Basta dirgli: Ferma! Stavamo scherzando, facciamo la pace! E questo si ferma subito. Questa è l'impressione che da.

    7. Primadellesabbie 31 dicembre 2024

      Coloro che provano impressioni del genere che riporti farebbero bene a dedicarsi a qualche materia più adatta alla loro sensibilità.

      Quello che farebbe ridere ha distrutto pazientemente un Paese di pazzi esaltati, messo in crisi un Continente, e probabilmente tolto lo stella di sceriffo del mondo dal petto dell'inquilino della Casa Bianca...a forza di buffetti.

    8. alessandroparenti 1 gennaio 2025

      Quello che ha le sue città colpite dai missili e le navi affondate è Putin, no Inglesi, Ebrei e Usa. E' un buon incassatore, ma in tre anni le ha solo prese. (da questi) Poi se fa fuori un milione di Ucraini perchè ha paura di colpire i mandanti...beh! Contento lui...

    1. mago 29 dicembre 2024

      Non sono riuscito a finire l’ articolo mi è venuto il magone…

    2. Gino 29 dicembre 2024

      è un magone del tutto irragionevole, così come l'articolo.
      A meno che esso non fosse proprio il suo unico scopo mirato.

      Circa la possibilità che esso possa essere il suo vero unico scopo: può darsi di si, può darsi di no.

      il fatto è, comunque, così come disse un grande saggio, che la stupidità fa sempre molti più danni della malvagità.
      (costui lo scrisse alla vigilia della propria esecuzione per impiccagione, nella Germania nazista)

    3. mago 29 dicembre 2024

      Penso che in Iran non arrivino integri alla nostra Pasqua..al di là dell articolo di cui do la tua stessa lettura la mia sensazione è questa .

    4. BrunoWald 29 dicembre 2024

      Ma certo, segnalare che le cose vanno maluccio per i Salvatori del Mondo è del tutto irragionevole. Lo fanno le quinte colonne internettare per seminare il disfattismo tra gli utenti alternativi.

      È chiaro che I'Iran stapperà lo champagne con particolare entusiasmo (specie Pezeshkian), fra spettacolari botti di Capodanno - sperando che non glieli offra gentilmente il nemico - per non parlare della Russia, che si è pure liberata della zavorra siriana mentre combatte brillantemente da tre anni una guerra d'attrito, goffamente chiamata "operazione militare speciale" per infinocchiare il suo popolo.

      Quanto al "grande saggio", giustiziato immagino per tradimento, parlava senza dubbio per se stesso affermando che la stupidità è più nociva della malvagità: caso tipico, attentare contro il capo dello stato nel bel mezzo di una guerra totale, o intavolare trattative segrete con un nemico il cui obiettivo dichiarato consiste nell'annientare per sempre il tuo paese.

      La saggezza in azione.

    5. Gino 30 dicembre 2024

      segnalare che le cose vanno maluccio per i Salvatori del Mondo

      Dovessi tentare una diagnosi propenderei per l'ipotesi di una grave nevrosi.

      Qualsiasi possa essere la diagnosi, comunque mi pare non ci sia di meglio da fare che lasciarti cuocere nel brodo che ti sei scelto, per tutto il tempo di cui pare tu abbia un disperato bisogno.

      Peraltro si dice sia meglio mai contrastare la sicumera del nevrotico, essendo senz'altro preferibile che possano essere i fatti a fargli infine smaltire la sbornia.

      Ad ogni modo, non "Salvatori del Mondo" bensì, molto più banalmente, essendo rimasti in condizioni di decente salute mentale.

    6. BrunoWald 30 dicembre 2024

      Chi di noi due soffra di qualche forma di nevrosi traspare dal fatto che rispondi con attacchi personali in una banale discussione su eventi dei quali né tu né io sappiamo un tubo, a parte quel che ci è consentito di sapere o immaginare.

      Dunque si tira a indovinare, e fin qui siamo sullo stesso piano.

      Dove invece si nota la differenza, è che io mi limito a esporre delle opinioni, giuste o sbagliate, senza offenderti né giudicarti, mentre tu mi dai invece del nevrotico ecc., senza preoccuparti di addurre alcun argomento sensato.

      E poiché hai voluto scendere su questo piano, aggiungo che un comportamento del genere si qualifica da sé come cialtroneria.

    1. sbregaverse 29 dicembre 2024

      Avviso ai romiti natanti : i miei commenti non necessariamente rispecchiano la mia doxa.

    2. sbregaverse 29 dicembre 2024

      La mia impressione è che non solo l'Iran sia nel mirino uccidentale ma che il grilletto venga {ecceteracchhhrrr etcceterisschh ecth} costantemente premuto.

    3. mago 29 dicembre 2024

      Ogni tanto si pure cilecca..o ti inceppa.

    1. nicolcass 29 dicembre 2024

      L'Iran non ha santi in paradiso, dopo la vicenda Siria ha capito che non può contare sulla protezione russa..la vedo dura.

    2. mago 29 dicembre 2024

      Se è come sostiene Blondet e tante scritture passando poi da Nostradamus anche per loro i sionisti è suonata la campanella dell ultimo giro…purtroppo di riflesso anche per noi.

    3. oriundo2006 29 dicembre 2024

      Pezeshkian è un traditore che può contare su di una quinta colonna enorme, fatta di bazari come di jewish esfiltrati all'estero con parenti laggiù, non esclusi quelli quelli che vedono con simpatia il ritorno dei discendenti dello Scià: costoro non vogliono un 'governo' ma solo una greppia, o truogolo, per ficcarsi dentro a scapito del resto.
      Pezeshkian è l' uomo che ha dato le coordinate per eliminare gli uomini di Hamas e che ha co-ordito le eliminazioni eccellenti di questi ultimi tempi: ha probabilmente chiesto in cambio un alleggerimento delle sanzioni e sopratutto tanti bei soldini per lui stesso e la sua cricca. E' uno Zelensky sciita.

    4. BrunoWald 29 dicembre 2024

      È evidente che in Iran, così come in Russia, in Europa e negli USA, nella Chiesa ecc., ci sono almeno due mafie in competizione fra loro, che cercano di piazzare i loro figuranti in posizioni chiave mentre si combattono senza esclusione di colpi dietro le quinte.

      Ma sono sempre più convinto che il vertice separato della piramide, quello famoso stampato sui dollari, sia sovraordinato a tali mafie, ebrei compresi, e le diriga per i suoi fini sfruttando l'attrito prodotto. Se esistesse una gestione unificata evidente degli affari umani, per questo livello apicale sarebbe impossibile celare al volgo la propria esistenza.

      Mi rendo conto che sono considerazioni ovvie, se non banali, almeno per te e qualche altro, non è che stia apportando idee originali: ma essendo io duro di comprendonio, devo ripetermi costantemente le stesse cose per non dimenticarle... 😄

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