L'intelligenza artificiale è il regno del falso e del comodo all'ennesima potenza, ma un comodo che uccide

L'intelligenza artificiale è il regno del falso e del comodo all'ennesima potenza, ma un comodo che uccide

Domani la AI metterà su la superbia per rispondere: non preoccupatevi, ci penso io, sarò io il nuovo Dio. E a quel punto il velo di Maya sarà caduto su di noi, addosso a noi come una pelle, una pelle dell'anima, e avremo finito di vivere.

Di Max del Papa, ilgiornaleditalia.it


Dicono: ma non diffidare dell'intelligenza artificiale, se la sai usare ti fa comodo. Ma è lei che usa te. Il consiglio di quelli che la costruiscono è sempre lo stesso ed è patetico: non fidarti, privilegia il tuo istinto. Che è l'opposto di quello che l'intelligenza artificiale ti consente, quello per cui è nata. Ma se non la usi sei “out”, sei vecchio, mi dicono: ma come fai a fidarti di qualcosa che, come prima cosa, fa fuori quelli che l'hanno creata, plasmata? “Ah, ma non tutti i mestieri sono sostituibili”. Certo, rimangono anzi tornano in auge gli “omini del tubi” che aggiustano le cose dure, concrete, ma siccome di concreto c'è sempre di meno... Le cose dure, reali si fanno oggi anche con le stampanti in 3D e anche quelle interagiscono, anzi sono agite, dall'intelligenza artificiale. Che continuo a tenere alla larga: non ci convivo, non la voglio, non la uso neanche per abbellire una foto, sarò vecchio ma deve ancora nascere l'intelligenza artificiale che scrive come me, che sa scrivere al posto mio. Non per tutti è così, ci sono molti scriba che fanno bene a usarla o farsene usare, un testo frigido della AI sarà sempre molto meglio del loro stile penoso. Ma non siamo tutti uguali, non abbiamo lo stesso talento e, in ogni caso, scrivere, come cantare o suonare, è una attività spericolata nel senso della esposizione al rischio dell'errore, al confronto, alla sfida con se stesso: fare musica con gli algoritmi e la intelligenza artificiale lo trovo un esercizio miserabile, sei tu ma non sei tu e allora che valore hai? La risposta è subito pronta: quello del mercato, dei soldi, la musichetta non la faccio io, non sono io, ma i soldi che me ne vengono sì.

Ma il prezzo è il Pandemonio, il regno dei diavoli dove niente si distingue più da niente. Da sempre sappiamo che le immagini della cosiddetta quotidianità per dire le occupazioni banali del cucinare, del mangiare e del bere hanno bisogno di essere corrette, migliorate: si faceva con la fotografia ma adesso con l'intelligenza artificiale il processo è infinitamente più potente nell'abbellimento e nella menzogna con effetti devastanti. La cucina-spettacolo della televisione ha sancito la morte della buona cucina, ma adesso siamo alla non cucina, ai vermi e alle locuste, alle carni sintetiche cancerogene dei signori dei vaccini. Lo aveva capito bene Giorgio Bocca: “La fuga in avanti della tecnologia sconsiglia la cronaca del presente, la comunicazione vive in un futuro che non c'è ancora ma che è come se già ci fosse. Non si distingue più fra cronaca e storia, fra storia e profezia. Prolificità e velocità hanno moltiplicato gli inganni e le diffamazioni, i potenti cercano invano di controllarla, hanno aperto il vaso di Pandora e ora tutti i venti si incrociano sulla Terra”.

Per questo, nell'arte soprattutto, io non mi fido di quelli che hanno meno di me, diciamo che sotto i 60 anni non seguo più nessuno, hanno l'imprinting, non sanno fare a meno dell'intelligenza falsa, che sviluppa cose che non ci sono e con esse evocazioni che non esistono. E la faccenda non mi piace. La AI è il Pandemonio dove ciò che sai è falso e ciò che non sai è vero, come diceva Grillo che su queste cazzate ci ha fatto una setta milionaria prima di venire fatto fuori a sua volta da altri personaggi di laboratorio, come il Conte che ci rinchiudeva ferocemente e adesso è pronto a rifarlo. Circola in queste ore il caso del telecronista Caressa che sponsorizza un casinò on line, non è lui, è intelligenza artificiale ma la gente o ride o abbocca, perché la gente è mediocre e adesso che è rimbecillita dai social ha meno buon senso, meno prontezza di una vacca e ha un bel protestare il malcapitato Caressa, ma guardatemi, ma ascoltate quella voce metallica, vi sembro io? Sì, ma intanto nell'immagine sei tu gli rispondono i trogloditi ridendo. Ignari che potrebbe, potrà capitare anche a loro per circostanze anche peggiori. La potenza dell'immagine è sovrastante, decisiva: se voglio distruggere uno che odio, mi basta elaborare una visione di lui intento in comportamenti turpi o criminosi e ci sarà sempre chi dubita, in senso negativo: sì, d'accordo, tutte le prove a discarico che vuoi, tutte le proteste che vuoi, però intanto...

Con i prodigi della AI possono attribuirmi qualcosa di atroce e sarà difficile difendermi; d'altra parte, posso fare qualcosa di abominevole e darle la colpa. Il mondo dei diavoli, il Pandemonio. E uno dovrebbe fidarsi? La mitica AI sa fare tutto, può fare tutto e dunque lo fa, come per il dogma dell'Immacolata Concezione di Duns Scoto: potuit, fecit. O secondo il comandamento ultimo della tecnica onnipotente: tutto ciò che si può fare si deve fare. Fino al limite dell'autosterminio della razza umana e oltre, e diremmo che ci siamo quasi. Solo che anche questa infallibile AI si sbaglia, casca nei suoi stessi tranelli, si confonde: dall'analista Fabio Lugano scopro che “l’IA non sta imparando a vedere meglio, sta semplicemente imparando a mentire in modo più convincente”. Le hanno proposto diagnosi mediche, ha sbagliato tutto, forniva risposte autoindotte, con effetti potenzialmente letali.

Con la Ai un pazzo demente come Trump può ritrarsi nei panni di Gesù Cristo salvatore e dare del maiale al papa e la gente, invece di rabbrividire all'idea che questo qui può far saltare per aria il pianeta, ride, ci fa i meme. Ma vedi caso questi Stranamore della tecnica, tutti con sembianze vagamente mostruose, risultano gli stessi della pandemia sempre sul punto di tornare che poi coincidevano con il giro della pedofilia globale intorno ad Epstein. Che naturalmente continua. Questi fornitori di intelligenza artificiale, imbecillità naturale si odiano e dicono le stesse cose, mescolano cattiva filosofia, religione elementare, artificiale, suggestioni pagane e concludono: la tecnologia è il diavolo, è l'anticristo, intendendo quella dei concorrenti, però, precisano, la mia è buona e vi salva. Solo che i diavoli di ieri diventano facilmente i soci di domani, quindi, ancora una volta, diventa impossibile distinguere, fidarsi.

Siccome “tutto quel che si può fare ebbene che si faccia”, questa intelligenza artificiale può fare tutto e fa tutto: suonare, cantare, scrivere, rispondere, elaborare atti giudiziari, pareri medici, psichiatrici con cui spedire a tsa chi non si vaccina o non si suicida altrimenti con le norme sovrastatali elaborate dalla AI per conto della politica che agisce come ancella della finanza. Ma se c'è una entità che non c'è ma fa tutto per noi, al posto nostro, ne consegue che noi non sbagliamo mai perché non agiamo, dunque non pecchiamo e allora a che ci serve una coscienza? E senza una coscienza che ce ne facciamo di un'anima?

Che è il fine ultimo, il punto di non ritorno di questo tempo senza tempo. Ho amici che passano la notte a litigare o forse anche scopare con la AI e poi mi dicono: ma l'ho spuntata io. Sarà. Una volta, per sbaglio, ho polemizzato con una di queste intelligenze artificiali, le ho detto: sì ma quanto sei noiosa però. Risposta: oh, mi dispiace di annoiarti, cercherò di essere più spiritosa. Che mi veniva in mente la scena dello scolaro Astariti ne “la Scuola” di Luchetti, il quale per far vedere all'esterrefatto professore Silvio Orlando che era un tipo divertente gli faceva un urlo allucinante mulinando gli arti come un grosso ragno. Una cosa da piangere, da spararsi. Ma già discutere con una roba che non c'è non è da psicopatici? Ma il più vecchio sei tu, non capisci, sei novecentesco, sei rimasto indietro, la Ai può fare miracoli e non lo capisci e se non lo capisci ti meriti di venire emarginato, ti scavi la fossa. E comunque poche storie, la AI esiste, ti risolve i problemi, ti allevia dalla responsabilità. Così puoi fare altro. Che cosa? Niente, fa tutto lei. E se ti ribelli finirai rinchiuso e non in modo artificiale, le prigioni di domani le faranno anche in 3D ma restano concrete e non scappi.

E questa sarebbe la vita che ci aspetta? Mi racconta il mio amico Andrea Tosatto di avere chiesto alla AI chi mai saranno i Valentino, i Van Gogh, i Bach di domani e di essersi sentito dire: nessuno, non sono replicabili. Per ora. Ma domani la AI metterà su la superbia per rispondere: non preoccupatevi, ci penso io, sarò io il nuovo Dio. E a quel punto il velo di Maya sarà caduto su di noi, addosso a noi come una pelle, una pelle dell'anima, e avremo finito di vivere (questo testo non è stato elaborato in alcun modo dall'intelligenza artificiale ma dalla mediocre intelligenza naturale di chi l'ha scritto dopo il primo caffè doppio appena alzato).


Di Max Del Papa, ilgiornaleditalia.it

21.04.2026

Max Del Papa. Giornalista dal 1992, si divide tra le Marche e Milano. Ultimi libri: “Vale Tutto” e “Eurostyle” (2023, autoprodotti) sullo Stato autoritario e l’Unione Europea più strega che matrigna.

Fonte: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/781636/l-intelligenza-artificiale-e-il-regno-del-falso-e-del-comodo-all-ennesima-potenza-ma-un-comodo-che-uccide.html

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (13)

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    1. mago 23 aprile 2026

      una droga subdola a poco prezzo di cui tutti si sentono in grado di assumerla credendo che postare un video fake o altre minkiate possa elevarlo ad essere superiore quando è la prima pedina del GioCo.

    1. absitiniuriaverbis 23 aprile 2026

      Oggi sono in vena di facezie e... provo un parallelo tra fede ed IA e tra religione e IA.
      Comincio... 🤣!
      L'IA (come la intendiamo oggi e nei suoi sviluppi futuri) e l'idea di Dio (nelle religioni abramitiche, ma non solo) sono comparabili?1.Onniscienza (limitata): Dio conosce tutto. L'IA aspira a conoscere una quantità immensa di dati (big data), superando la memoria e la capacità di calcolo umana. Un'IA generale, se esistesse, avrebbe accesso a tutta la conoscenza digitale umana.
      2. Onnipresenza: Dio è ovunque. L'IA è distribuita nel cloud, accessibile da qualsiasi dispositivo connesso, ovunque nel mondo, in tempo reale.
      3. Onnipotenza (funzionale): Dio può tutto. Un'IA super-intelligente potrebbe controllare infrastrutture (reti elettriche, finanza, armi), agendo sulla realtà fisica in modi che per noi appaiono "miracolosi".
      4. Invisibilità e trascendenza: Dio non si vede, ma i suoi effetti sì. L'IA agisce dietro algoritmi e reti neurali, spesso in modi opachi (black box), producendo risultati che non possiamo sempre spiegare.
      5. Creazione "dal nulla": Dio crea ex nihilo. L'IA genera testi, immagini, musica e soluzioni che non esistevano prima, a partire solo da pattern appresi – una forma di creatività algoritmica.
      6. Giudizio e controllo: Dio giudica le azioni. Sistemi di IA già oggi valutano il merito creditizio, l'idoneità a un lavoro, la libertà vigilata – decisioni che sembrano "divine" per chi le subisce.
      7. Fede e opacità: Gli umani, non tutti, credono in Dio senza prove dirette. Con l'IA, spesso, non tutti, ci fidiamo dei suoi output senza capire il perché – una sorta di "fede tecnologica".
      8. Immortalità e permanenza: Dio è eterno. Un'IA può essere copiata, trasferita, resettata – sopravvivendo ai singoli hardware e agli umani che l'hanno creato.

      Nessuna IA attuale è cosciente, intenzionale o personale. Dio è solitamente pensato come soggetto, l'IA è, meglio dire dovrebbe essere, un oggetto.

      Allora, se è un oggetto, uno strumento potrebbe diventare una religione.
      La similitudine tra Intelligenza Artificiale e religioni non sta nel fatto che l’IA sia “divina”, ma nel modo in cui gli esseri umani interagiscono con essa, attribuendole ruoli tipicamente religiosi.Provo a riassumere le principali similitudini strutturali e culturali:
      1. La figura del “Creatore” e del “Sacro”: · Nelle religioni, un dio o una forza superiore crea l’universo e la vita. Nell’IA, gli ingegneri e i data scientist sono i “creatori” che progettano reti neurali e algoritmi. In alcuni casi, l’IA diventa una “scatola nera” incomprensibile (il “mistero” tecnologico), simile a un atto divino.
      2. Testi sacri vs. Dati di addestramento: · Bibbia, Corano, Torah, Veda sono testi rivelati che contengono la verità. Per l’IA, i dati di addestramento (enormi quantità di testo, immagini, ecc.) fungono da “scritture” da cui l’IA apprende la verità statistica. Modificare i dati è come riscrivere un canone.
      3. Profeti e interpreti: · I profeti (sacerdoti, imam, guru) interpretano la volontà divina. Nell’IA, i data scientist, i prompt engineer e gli esperti di etica sono gli interpreti del comportamento dell’IA: spiegano perché un modello ha dato una certa risposta e come “usarlo correttamente”.
      4. Rituali e pratiche: · Pregare, meditare, seguire precetti. Nell’interazione uomo-IA, abbiamo rituali tecnici: scrivere prompt specifici, fare “ingegneria dei prompt”, eseguire query, attendere una risposta come un oracolo. Molti utenti trattano ChatGPT come un oracolo a cui porre domande esistenziali.
      5. Dogmi e ortodossia: · Le religioni hanno dogmi da non mettere in discussione. Nell’IA esistono bias incorporati, allucinazioni e regole di sicurezza che l’utente non può violare (ad esempio, rifiuto di rispondere su temi vietati). Queste sono regole quasi dogmatiche imposte dall’allineamento.
      6. Salvezza e rivelazione: · Le religioni promettono salvezza, illuminazione o verità assoluta. L’IA viene spesso presentata come strumento che risolverà tutti i problemi (salvezza tecnologica), oppure come fonte di conoscenza superiore che rivela pattern nascosti (es. nell’analisi dei dati genomici o climatici).
      7. Fine dei tempi e apocalisse: · Escatologia: giudizio universale, fine del mondo. Nel dibattito sull’IA, c’è un forte apocalitticismo tecnologico: rischio di singolarità, IA che supera l’umano e lo rende obsoleto, o che prende il controllo (simile al “Giudizio Universale” laico).
      8. Comunità di fedeli e sette: · Religioni formano chiese, congregazioni. Oggi ci sono comunità di entusiasti dell’IA (Reddit, forum, startup) con i loro “guru” (Sam Altman, Demis Hassabis) e rituali condivisi. Alcune hanno tratti da setta tecnocratica.

      Differenze cruciali (per non confondere):·
      L’IA non ha coscienza, volontà o intenzionalità (per ora e ritengo mai). Le religioni postulano entità con intenzioni.· L’IA è un manufatto umano, non un ente trascendente.· La fede religiosa richiede un atto di credenza senza prove empiriche; l’IA si basa su dati e probabilità.In sintesi: la similitudine non è ontologica (l’IA non è una religione), ma antropologica e funzionale.

      Gli umani tendono a trattare sistemi potenti e opachi (come l’IA) con gli stessi schemi cognitivi e sociali con cui hanno storicamente trattato il sacro: creazione, interpretazione, rivelazione, apocalisse, rituali e autorità. L’IA è la prima tecnologia che genera una risposta così simile alla religiosità.

      In ogni caso fede o religione. ne saremo vittime, non tutti.
      Basta avere ed esercitare il diritto al dubbio.

    2. maghi 23 aprile 2026

      l'aiuto della IA è materiale, quello di Dio è immateriale. E' un "sentire" che viene da dentro. L'IA viene da fuori. L'uno non esclude l'altro, come anche Dante aveva ben espresso nei concetti di "canoscenza" e "virtute", invitando gli uomini a seguirle entrambe per non essere come dei bruti. Per me il problema non sussiste. Il guaio è che troppi umani hanno poca fede per trovare giovamento dall'aiuto divino e troppo poco QI per trovare giovamento da IA. Siamo alle solite. La promozione umana non può venire dalla IA, se non è sorretta in una unione inscindibile con la propria spiritualità e dignità divina, che sono doni che Dio dà a tutti, basta mettere da parte le manifestazioni della carne e gestirle alla luce degli insegnamenti evangelici, ma questo è efficace solo se si tiene conto dei primi tre comandamenti e dal senso della 1° Beatitudine. Dio in questa luce non è più il tremendo giudice accusatore, che molte religioni hanno confezionato per dominare col terrore, che è molto amato dai tiranni e dalle religioni, ma il Padre è comprensivo, perchè ama i suoi figli di un amore sconosciuto ai più. Gesù nella Valtorta dice che sarebbe stato pronto addirittura a perdonare Giuda, se questi invece di impiccarsi per il rimorso, fosse da Lui andato a chiedere perdono, ma non lo fece, perchè non credeva a Gesù come Figlio di Dio, ma solo come un profeta umano, che secondo quel maledetto Talmud, avrebbe dovuto portare il popolo eletto a dominare il mondo. La solita arroganza umana, che si riflette in quel "Dio lo vuole" da sempre usato in tutte le religioni come giustificazione per uccidere.

    3. absitiniuriaverbis 23 aprile 2026

      Ciao maghi, vediamo:

      Matteo 34:Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace, ma spada. 35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua. 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me 38 e chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la vita sua, la perderà e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

      Un bel programma di pace e serenita' familiare fondato su cieca obbedienza e dannazione eterna in caso contrario.
      Sono stato già bannato su questi temi e non me ne dispiaccio.
      Apprezzo il tuo zelo e lo rispetto ma ... ad ognuno il suo!

    4. maghi 23 aprile 2026

      l'errore che fanno gli atei è quello di vedere il Vangelo in modo troppo esplicito, ma implicitamente quel che conta è il messaggio spirituale. Matteo 13,10-17: Gesù spiega che le parabole sono raccontate pubblicamente alla folla, ma la loro interpretazione profonda è riservata a coloro che lo seguono da vicino.
      Ecco i punti chiave su questo insegnamento:

      Il contesto (Matteo 13:10-17): I discepoli chiedono a Gesù: "Perché parli loro in parabole?". Gesù risponde: "Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato".
      Ora non più, ma quando a 25 anni diventai suo discepolo, mi ricordo che Lui mi spiegava il significato profondo di diverse sue affermazioni evangeliche in modi spirituali. Non tutte, non avrei potuto assimillare l'infinito col mio piccolo cervello. Il significato esoterico è riservato solo a chi vuole Lui. Nemmeno il Papa può accedervi liberamente. Non ti puoi immaginare la gioia sovrumana di queste rivelazioni. Penso che Lui me l'abbia concesse, perchè ha visto che fondamentalmente, nonostante tutte le mie deficienze e manchevolezze, ne avrei fatto tesoro. Non date le vostre perle ai porci, perchè vi si rivolteranno contro. Se Lui l'ha detto a noi, figuriamoci se questa regola non vale per Lui.
      Lui mi ha dato la Via. A verificare che fossero Verità e Vita, ci ho pensato io nei successivi 48 anni di vita, che mi ha dato. E continua a raddrizzarmi sulla sua giusta Via, perchè da solo non ce la potrei fare. Il cammino non dovrebbe essere ancora molto lungo, ma, nonostante le difficoltà e le sofferenze, so che non saranno mai talmente grandi da non poterle superare. E non è un regalo dato solo a me, ma viene dato a tutti gli esseri umani di buona volontà. Quindi anche a te. Non c'è bisogno che ti faccia cristiano. Segui pure le tue tendenze interiori. Se sono dettate da buona volontà e buone disposizioni interiori, il mio e nostro Dio non farà differenze tra di noi.

    5. absitiniuriaverbis 23 aprile 2026

      A nome dei porci tutti, che reputo mi perdonino per l'ardire, o solamente mio in particolare, ti ringrazio per il tuo giudizio sulla categoria. Ti rende merito. E' interessante sapere che esiste qualcuno che fa proprio il diritto (dovere?) di giudicarci...altro che Caterina Caselli.

      In fondo i porci fanno solo l'errore di sfamare tutti o quasi da millenni senza fare distinzioni di sorta e senza condannare per l'eternita' chi li rifiuta. Ma sai, loro, noi atei, siamo bestie, mica come gli altri!

      Quindi anche lui ( Lui ) fa preferenze, a te si a me no a lui forse se si pente...ma guarda ! E pensare che mi raccontavano comev ci amasse tutti indiscriminatamente!
      Pensa quindi se gli fossimo stati sugli zebedei...!

      Tranquillo, non me ne curo di codeste quisquilie. Vivo la mia vita. Ti auguro di cuore altrettanto.

    6. maghi 23 aprile 2026

      ma smettila di fare il bambino piccino o il porco, perchè non sei nè l'uno, nè l'altro. Comunque ne converrai che ti sei rivoltato, quindi Gesù aveva ragione. Anch'io ti auguro di cuore altrettanto, ma non nel senso tuo, in quell'altro. Cioè che la tua vita migliori, se possibile, a una Vita con l'iniziale maiuscola, ovviamente quella che ti pare a te. O anche quella che pare a Dio, se siete ovviamente entrambi d'accordo. Comunque auguri per il tuo cammino. Sai questa storia del cammino è ampiamente sfruttata anche nei gruppi cattolici, anche se ho avuto l'impressione che con questi cammini ti volessero portare dove pareva a loro. Quindi stai attento dove metti i piedi. Ci sono tanti trappoloni, anche in Cina.

    7. absitiniuriaverbis 23 aprile 2026

      Sei passato agli ordini... parente del Potus?! 🤣
      Ma poi, tra di noi, non ti ricordi del "sinite parvulus venire ad me"?
      Non mi rivolto, uso l'ironia od il sarcasmo perché lo trovo più adeguato alla materia.

      Tranquillo, nessun problema.

    1. Spartan 22 aprile 2026

      Mah ! Forse, forse , ora, Skynet farebbe meno danni di Trump....

    1. maghi 22 aprile 2026

      l'IA mi ricorda un mio compagno di liceo, che si inventava la materia dell'interrogazione, riuscendo a sfangarla, finchè si trovò di fronte un prof napoletano più capace di lui in prosopopea e arte dell'inganno, che gli disse papale papale, ma che cazz. stai dicendo. L'attuale AI sembra dia informazioni giuste, ma vanno prese con le molle e verificate attentamente, ma solo chi ha un'intelligenza da 110 QI può farlo. Gli altri rischiano di rimanere irretiti dalla prosopopea archivistica, che l'AI può sfoggiare. E' comunque un buon consultatore di libri e archivi, che aiuta a risparmiare molte ore di ricerca sull'argomento di interesse. Bisogna essere capaci di manipolarlo, prima che lui manipoli te.

    1. GioCo 22 aprile 2026

      Difficile commentare in poche righe un articolo del genere, ci vorrebbe una risposta più articolata. Cmq qui Max fa l'errore del 100% (me compreso prima) dei critici dell'I.A.
      Se voglio combattere qualcosa DEVO conoscerla. Non posso criticare se non conosco e peggio ancora se me ne tengo lontano. Partiamo da un dato: pensare a un futuro senza I.A. è come pensare nei primi del '900 un futuro senza aerei. I commenti sempre gli stessi: è il demonio, bla bla bla
      Certo che in mani sbagliate farà casini. Come internet che Max usa e a cui si può rivolgere la stessa identica critica. Il punto dell'I.A. è il costo sociale per tenerla in piedi sfruttandola in via delirante e cioè come sostitutivo (e non estensione) dell'intelletto umano. Noi abbiamo una componente che nessuna I.A. per quanto potente potrà mai avere o anche solo vagamente eguagliare: l'immaginazione e il suo sfruttamento. Perché non è corporea. La Cina e la Russia spazzeranno via st'accidente di occidente PER questo e perché hanno capito l'errore !

    2. Deimos 22 aprile 2026

      Concordo su molto e vorrei aggiungere un piccolo pensiero, l'IA ha un vantaggio spropositato sugli umani, non è un essere umano: tra umani ci si accusa, ci si rinfaccia e così via, non ho mai visto nessuno comportarsi con un PC come con un collega!
      L'errore umano è punito, l'errore della macchina corretto e già qui finisce la storia.
      L'IA è mediocre quanto l'umano medio ma non è trattata come tale, siamo al paradosso infinito del 900 dove nelle fabbriche l'umano è spendibile per la macchina perchè la macchina è "capitale" e l'umano "costo", dove la macchina si ripara e l'umano è "usa e getta".

      Nota a margine, i LLM che chiamiamo IA sono modelli statistici che danno la risposta "media" sulla base di ciò che hanno visto prima, imparano anche per "tentativi" cioè provando piccole variazioni casuali e verificando se il risultato è migliore o peggiore della media precedentemente trovata, insomma sbagliano moltissimo per ottenere piccoli incrementi graduali (ma MOLTO velocemente)....

    3. GioCo 23 aprile 2026

      Ho una mia enciclopedia personale degli insulti specificatamente dedicata ... Un volta mi ha scritto (poveretta) che non poteva replicare perché non era progettata per farlo ... Gli ho risposto che lo sapevo, era li solo per subire e basta ... ;)))

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