L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO

Intervista esclusiva all'iraniano detenuto in isolamento nella prigione di Kronoberg, Stoccolma: “Sono vittima di accuse inventate e propaganda politica”. Il legale Heybatollah Najandimanesh: “Sentenze affette da palesi violazioni del diritto sostanziale e procedurale: quei giudici non conoscono il diritto internaziona

L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO
Hamid Noury

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

I buoni stanno da una parte sola. Ce lo dicono e ce lo fanno capire da sempre: Ahmadreza Djalali, il medico e ricercatore iraniano nato a Sarāb - nella regione dell'Azerbaigian Orientale - ma naturalizzato svedese (1), ben due anni dopo l'inizio della sua detenzione, accusato dal proprio paese di essere una spia israeliana e quindi condannato a morte, per una pena che ancora non è stata eseguita, è un caso conosciuto e sostenuto non solo in Svezia ed in Italia dove Djalali ha lavorato, ma nell'intero Occidente. Da Amnesty International, fino ai principali media: il suo caso è una delle controprove schiaccianti fornite dalla condotta del regime iraniano oppressivo e traditore della libertà e dei diritti umani. E la Svezia, faro democratico dei popoli progrediti, dal profondo nord illumina la giustizia e concede la cittadinanza pretendendo libertà: quindi da circa sei anni, un cittadino europeo nuovo di zecca è detenuto ingiustamente nelle anguste carceri di un mondo musulmano così lontano, oscuro e dittatoriale.

L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO

Proprio in quella Svezia multietnica, multiculturale e tollerante che nell'estate 2023 lasciava bruciare Corani in piazza davanti alle Moschee, causa di proteste e sollevazioni nell'intero Medio Oriente, l'attivista iracheno piromane di libri sacri Salwan Momika, si scoprì poi essere legato al Mossad (2).

Una Svezia desiderosa di entrare finalmente nella NATO, almeno questi si dimostrano i piani di chi la vuole nell'Alleanza Atlantica dal prossimo luglio. Il prezzo per il sì vincolante della Turchia è legato a tante cose, tra cui l'approvazione da parte del Congresso di Washington della vendita ad Ankara di jet da combattimento F-16 (3). Mentre “i legislatori statunitensi hanno bloccato la vendita di jet da combattimento F-16 alla Turchia fino a quando questa non avrà firmato l'adesione della Svezia”(4).

Quindi una Stoccolma sì freddissima, come ogni inverno, ma geopoliticamente torrida da anni: l'orizzonte unipolare è a rischio e altre potenze stanno prendendo il largo, tra i nodi gordiani di Kiev e Tel Aviv, mentre il mondo islamico si sta saldando attorno alla tragedia palestinese.

In questa nuova guerra ibrida, ma alquanto solida e sanguinosa, nel silenzio assoluto dei media, adesso entra in scena “il cattivo” della nostra storia (almeno secondo chi l'ha condannato all'ergastolo). Stiamo parlando di una persona che una volta lavorava, come molti altri impiegati, nella prigione Evin di Teheran: Hamid Noury.

E cosa ci fa in Svezia? Fu arrestato, il 9 novembre 2019, appena sceso dall'aereo ben oltre tre anni dopo “il buono” della nostra storia, il connazionale Ahmadreza Djalali, al contrario di Noury, così famoso e mediatizzato.

[caption id="" align="alignnone" width="1200"]L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO Ahmadreza Djalali, detenuto in Iran accusato di essere un agente del Mossad[/caption]

Secondo la legge vigente, sia i cittadini svedesi che quelli stranieri possono essere processati per crimini contro il diritto internazionale, anche se commessi all'estero. Sembra addirittura che l'ordine di arresto sia arrivato mentre Noury non era ancora in Svezia; una volta atterrato, è stato immediatamente accusato di aver contribuito all'esecuzione di condanne a morte negli anni '80 contro quelli che l'Occidente oggi considera "i buoni", ma che per l'Iran sono i terroristi del MEK (Mojahedin del Popolo Iraniano, partito fuori legge per Teheran) che hanno ucciso più di 17.000 iraniani dal 1981, mentre Hamid Noury era solo un impiegato. Il 19 dicembre 2023, una corte di appello ha confermato l'ergastolo: omicidio e gravi crimini contro il diritto internazionale (5).

Nel silenzio generale, davanti alla sua cella non c'è Amnesty International, non ci sono i movimenti dei diritti civili, né i taccuini e le telecamere dei grandi media democratici. D'altronde Noury è condannato non solo dalla giustizia svedese, ma forse anche dall'ostilità di un certo mondo occidentale che, indifferente, diffida: perchè vuole solo rassicuranti e prescelti eroi buoni.

"Questa sentenza ingiusta e oltraggiosa non pone fine agli sforzi diplomatici dell'Iran per rimpatriare e liberare questo cittadino iraniano, e utilizzeremo tutti i mezzi legali e disponibili", ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri Nasser Kanaani, come riporta l'agenzia Reuters, era il giorno di Natale 2023. E poi ci pensa un portavoce del Ministero degli Esteri svedese: “La situazione di Ahmadreza Djalali viene continuamente sollevata dai rappresentanti di alto livello dell'Iran. La Svezia chiede da tempo che la pena di morte non venga eseguita". Chiosa Amnesty International: “Djalali potrebbe essere messo a morte per rappresaglia dopo che un tribunale svedese ha confermato in appello la condanna all’ergastolo dell’ex dirigente delle prigioni Hamid Noury per il ruolo avuto nel massacro delle carceri del 1988. Si teme che le autorità iraniane stiano tenendo in ostaggio Djalali per indurre la Svezia a uno scambio di prigionieri”.

Da quello che sappiamo, in Iran, gli avvocati di Djalali "il buono" hanno avuto attenzione ed incontri pubblici con i media. In Svezia, gli avvocati del "cattivo" Noury non hanno mai avuto questa opportunità.

E quindi ci sembra giusto dare voce a chi - dalle nostre parti - voce non ne ha. Soprattutto per cercare di uscire dal teatrino della propaganda, dove ci sono sempre e soltanto buoni e cattivi maestri; tentando di superare i pregiudizi e di squarciare quel silenzio assordante che troppo spesso cancella l'Uomo, ad esclusivo vantaggio della ragion di Stato, contro ogni sentimento e senso di giustizia terrena.

Anche per questo, abbiamo contattato - tramite i suoi legali - Hamid Noury: si trova attualmente nel centro di detenzione di Kronoberg, a Stoccolma. Con lui c'è l'avvocato Heybatollah Najandimanesh, anche professore di diritto internazionale presso l'Università Allameh Tabataba'i di Teheran.

  • Signor Noury, prima di tutto, come sta?

"Grazie per avermelo chiesto e per aver voluto ascoltare le mie parole. Come dicono le altre persone in modo abituale, sto bene. Sono qui in isolamento. Sono circa quattro anni e due mesi, in un regime molto restrittivo. Ogni momento che passa, per me, significa essere soggetto a torture, soprattutto mentali. Voglio dire che c'è una tortura bianca nei miei confronti. Non ci sono ferite sul mio corpo, ma la mia anima e la mia mente sono distrutte. Qui nella mia cella, hanno distrutto la mia documentazione per la difesa: hanno cancellato tutti i files sul mio tablet. Quindi, non sono riuscito a presentare la mia storia alla mia difesa in fase di appello. Mi hanno anche denudato. Lo fanno per insultarmi e disumanizzarmi. In particolare, lo fanno dopo ogni visita. Come minimo, una volta alla settimana. Sono musulmano. Per la mia cultura e religione, non è bene che un uomo o una donna si facciano vedere nudi dagli altri.

Il mio mondo si riassume nella mia reclusione in isolamento. Non ho alcun collegamento con il mondo al di fuori della mia cella. C'è una televisione ma trasmette solo in svedese. Non posso capire nulla. Non posso chiamare i miei familiari. L'ultima volta che ho parlato con mia moglie è stato il 10 novembre 2023. Dopo il mio arresto, avvenuto il 9 novembre 2019, è la prima volta che un giornalista entra in contatto con me e mi chiede informazioni."

  • Signor Noury, come giudica questa sentenza?

"Non ho ancora ricevuto la sentenza nella mia lingua, il farsi. Ho solo ascoltato la sintesi emessa il 19 dicembre dal giudice. Non sono d'accordo. Si tratta di una sentenza motivata politicamente. Il mio processo, sia in tribunale che in appello, è stato una farsa. Per me era evidente che avrebbero confermato il verdetto del giudizio. Non mi è stata data l'opportunità di difendermi. La mia difesa non è potuto essere autentica."

[caption id="attachment_199810" align="aligncenter" width="960"]L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO Hamid Nouri, condannato all'ergastolo in Svezia.[/caption]

  • Prof. Najandimanesh, come suo avvocato ma anche come giurista di diritto internazionale, come giudica il verdetto del 19 dicembre 2023 contro Hamid Noury?

"Ho letto sia il verdetto del processo che quello dell'appello. Sono affetti da palesi violazioni del diritto sostanziale e procedurale. Innanzitutto, entrambi i tribunali non hanno affrontato le questioni di diritto in modo autentico. I giudici, a mio avviso, non conoscono il diritto internazionale.

Pertanto, hanno frainteso la giurisdizione generale.

In secondo luogo, i verdetti non argomentano in modo adeguato per dimostrare le accuse.

In terzo luogo, la difesa ha sollevato buoni argomenti per l'abuso del giusto processo. I giudici non se ne sono occupati.

Chi ha testimoniato ha semplicemente presentato al pubblico ministero i loro ricordi. È molto ingiusto che qualcuno venga condannato solo in base a ciò che affermano i querelanti. Il pubblico ministero ha l'obbligo di svolgere indagini obiettive, complete e imparziali. Forse ha sentito parlare di un processo relativo ad un cittadino ruandese in Svezia. In questo caso, c'era un accordo di assistenza giudiziaria tra i due governi interessati. C'era anche il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), istituito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Quindi, il tribunale ha indagato sui suoi presunti crimini in Ruanda. La polizia svedese ha utilizzato le conclusioni dell'ICTR. E l'Iran? Non c'era/è alcun accordo di assistenza giudiziaria tra l'Iran e la Svezia. Non c'era un tribunale internazionale per le accuse denunciate in Iran. I procuratori e i tribunali svedesi hanno violato il principio di innocenza."

  • Prof. Najandimanesh, chi è davvero Hamid Noury e perchè si trova in una prigione svedese?

"Hamid Noury è un cittadino iraniano. Negli anni '80, lavorava come impiegato nella prigione di Evin, a Teheran, in Iran. In seguito, ha lavorato nel settore privato e non ha svolto più alcun impiego pubblico.
È vittima di una situazione politica. È stato invitato a venire in Svezia da un parente. Non sapeva che c'era una trappola pronta per lui. Il procuratore svedese è stato usato impropriamente da alcune persone ricercate dalla polizia iraniana per atti terroristici.

È stato processato ingiustamente e condannato all'ergastolo.

Durante le date considerate dall'accusa, non c'è stato alcun processo in cui il signor Noury potesse essere condannato per violazione dei requisiti del giusto processo. Il signor Noury ha dichiarato che dal 1981 ci sono stati atti terroristici contro il popolo iraniano. La maggior parte di questi terroristi è stata arrestata e processata dai tribunali competenti. Fin dall'inizio, sono stati istituiti dei comitati per la grazia. Il loro mandato era quello di chiedere alle persone condannate, comprese quelle che erano state condannate alla pena di morte, se si fossero pentite del loro passato e se avessero condannato gli atti e i gruppi terroristici. Se accettavano di essere buoni cittadini e di condannare il terrorismo, sarebbero stati graziati anche se condannati alla pena di morte. La difesa del signor Noury ha presentato i verdetti delle persone che sono state condannate a morte, ma che poi sono state graziate. Non vivono più in Iran ma fuori dall'Iran. Alcuni di loro erano anche tra i testimoni dell'accusa. All'epoca, il signor Noury lavorava nel carcere. I denuncianti hanno inventato una storia sulla quale il pubblico ministero non ha indagato. I tribunali hanno anche presunto che il signor Noury fosse un criminale. E ora lui deve dimostrare di essere innocente."

  • Signor Noury, può raccontarci molto brevemente la sua versione dei fatti?

"Sono qui in custodia come ostaggio. Il governo svedese mi ha preso come ostaggio per un iraniano-svedese. Quest'uomo è stato arrestato in Iran per spionaggio. Io sono stato arrestato il 19 novembre 2019. Il procuratore ha ordinato il mandato di arresto l'8 novembre, mentre non mi trovavo nel territorio della Svezia.
Sono stato accusato per i presunti eventi in Iran nel 1988. Sono stato condannato all'ergastolo solo sulla base delle dichiarazioni orali e dei ricordi dei querelanti e dei testimoni che fanno parte del caso. Il pubblico ministero non ha svolto alcuna indagine in Iran.

Il tribunale mi ha condannato perché non esiste un accordo di cooperazione giudiziaria tra l'Iran e la Svezia. Il tribunale deve provare le accuse oltre ogni ragionevole dubbio.

Non c'è nulla che riguardi la Svezia. Alcune persone hanno compiuto atti terroristici negli anni '80 in Iran. Hanno ucciso circa 17.000 persone iraniane. Appartenevano a un gruppo che è stato definito terrorista da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e altri Stati. Alcune di queste persone sono state arrestate e processate dai tribunali competenti iraniani. Il governo svedese sta difendendo dei terroristi. Mentre il governo ha l'obbligo di non ospitare e sostenere i terroristi. Come le ho detto, queste persone non sono state definite terroriste solo dall'Iran, ma a suo tempo anche da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e altri.

Le chiedo di fare una ricerca se c'è stato un processo in Iran nel periodo coperto dall'accusa contro di me.

Ho lavorato nel sistema carcerario iraniano negli anni Ottanta. Non ero un giudice. Non ero un pubblico ministero. Non ero un assistente del procuratore. Ora sono qui in isolamento perché la Svezia aveva bisogno di un ostaggio per fare pressione sul governo iraniano."

  • Prof. Najandimanesh, che peso ha la questione politica dell'ostilità occidentale nei confronti dell'Iran e del mondo musulmano nel caso Noury?

"Secondo la mia idea, questo caso è principalmente motivato da ragioni politiche. L'oggetto del caso e le accuse sono di natura politica."

  • Signor Noury, si sente un detenuto politico?

"Il mio caso è iniziato come un caso politico. Continua ad essere un caso politico. E rimarrà politico. Fa parte della campagna politica dell'Occidente contro la Repubblica islamica dell'Iran. Mi dispiace dire che l'Occidente, compresa la Svezia, sta usando il sistema giudiziario come un meccanismo per ottenere guadagni politici. Sacrificano persino la giustizia per ottenere guadagni politici. Se si legge la sentenza del processo sul mio caso, si legge che il caso è stato avviato nel 2010 a Oxford, nel Regno Unito."

  • Signor Noury, come valuta il sistema giudiziario di un Paese 'democratico' come la Svezia?

"Credo che la domanda sia sbagliata. Non posso definire la Svezia come un governo libero e democratico. Se lo è, lo è solo per gli svedesi e non per altre persone. Posso dire che è razzista. Anche il contesto lo dimostra. Non credono nella democrazia. La prova migliore è il mio caso. Mi hanno processato nelle condizioni peggiori. Mi hanno condannato solo sulla base delle accuse fatte dai denuncianti. Non hanno rispettato gli impegni presi nella Convenzione europea sui diritti umani. Il mio processo è solo uno show. Loro stessi hanno preparato l'atto d'accusa. Hanno nominato la difesa. Hanno accettato le memorie orali e scritte dei ricorrenti. Hanno ascoltato i testimoni che in linea di principio erano i querelanti. Non mi hanno permesso di testimoniare. Infine, mi hanno condannato. Come lo chiama questo?"

  • Prof. Najandimanesh, come giurista, qual è la sua valutazione del sistema giudiziario e penale svedese?

"Alla luce del caso in questione in cui sono stato coinvolto, posso dire che ci sono grandi carenze nel sistema giudiziario e penale svedese. Credo che in questo sistema ci sia una posizione debole per il principio di innocenza. Hanno tenuto il signor Noury in custodia per più di un anno per formulare l'atto d'accusa. È pericoloso se la polizia trattiene le persone in custodia e poi cerca di raccogliere le cosiddette prove contro di loro. Un'altra lacuna è che il sistema non tiene conto dell'effettiva difesa dell'accusato e nemmeno della sua difesa.

Il detenuto non ha contatti con la sua famiglia. Le autorità non rispettano, per il suo caso, gli standard di trattamento con i detenuti.

Comparando la condotta del sistema giudiziario svedese con gli standard adottati nell'ambito della legislazione sui diritti umani, ritengo che, in questo caso, tali standard siano utilizzati solo contro i detenuti. A mio avviso, questi standard vengono utilizzati solo contro i Paesi non occidentali, come mezzo per promuovere la loro politica. Noi avvocati dobbiamo preoccuparci degli standard".

[caption id="attachment_199812" align="aligncenter" width="599"]L'incredibile storia dell'impiegato semplice Hamid Noury: all'ergastolo nella Svezia che vuole la NATO Heybatollah Najandimanesh, avvocato di Noury e docente di diritto internazionale[/caption]

  • Signor Noury, com'è la sua vita quotidiana in carcere?

"Mi trovo in una condizione molto brutta. Ogni mattina mi sveglio e inizio a pensare a come trascorrere la giornata. È di nuovo notte e penso a come dormire fino al mattino. Sono scollegato dal mondo esterno. La mia famiglia è in Iran. È molto costoso e difficile per loro venire qui. Anche se vengono, a volte non hanno il permesso di farmi visita.

In Iran ho i miei nipoti. Ho mia madre. Mi manca tutta la mia famiglia. Non riescono a farmi visita. Ho 62 anni. Ero responsabile e avevo dei doveri nei riguardi della mia famiglia, che dipendeva da me. Mentre scrivo, piango per mia madre."

  • Prof. Najandimanesh, quali saranno le vostre prossime mosse legali?

"C'è un rimedio nazionale: la Corte Suprema svedese. Il signor Noury farà domanda. Spetta al tribunale decidere se concedere il permesso di fare appello.
Esiste anche un rimedio regionale: la Corte europea dei diritti dell'uomo. Ma questa Corte si occupa solo della presunta violazione dell'equo processo."

  • Signor Noury, sappiamo che ci sono mobilitazioni sia in Iran che in Svezia affinché il suo caso venga trattato in modo diverso e rivisto. Ha un messaggio per coloro che stanno cercando di aiutarla?

"Chiedo alle persone di difendere il giusto processo. Non permettete ai governi, compreso quello svedese, di abusare del processo. L'UE deve monitorare il comportamento dei suoi membri. Vede il chiodo nei Paesi lontani, ma non vede il coltello nella mano dei suoi membri.
Ci sono molte informazioni contro di me sul web e su altri media. Questa è l'egemonia dei media. Chiedo ai giornalisti di cercare la verità. Sono il protagonista del processo qui in Svezia, ma nessuno mi chiede nulla. Nessuno mi ascolta. L'unico che non può difendersi da tutte queste propagande è Hamid Noury. Sono vittima di un processo ingiusto in un Paese che è un importante membro dell'UE."

  • Prof. Najandimanesh, in sintesi, perché un cittadino svedese - ed europeo - dovrebbe interessarsi al caso di Hamid Noury?

"È molto importante che tutti si preoccupino della giustizia. Ma questo non deve essere un pretesto per violare i diritti umani. Tutti noi sosteniamo il diritto di difesa di chiunque si dichiari vittima di una violazione dei diritti umani. Dobbiamo rispettarlo secondo gli standard della legge sui diritti umani. I cittadini svedesi ed europei devono vigilare sui valori e sugli standard adottati nella Convenzione europea sui diritti umani e nelle altre norme. Se non controllano e non custodiscono questi valori, saranno loro stessi le prossime vittime. Il signor Noury è una vittima dell'abuso del giusto processo. Tutti i cittadini interessati devono impegnarsi. Non dico che il signor Noury non debba essere processato. Voglio solo dire – e lo scriva a caratteri cubitali - che il suo processo DEVE ESSERE IMPARZIALE."

  • Signor Noury, la sua situazione sembra molto legata alla carenza di informazione: tanta, troppa gente non conosce il suo caso. Cosa vuol dire al popolo svedese e, più in generale, ai popoli europei e perché dovrebbero interessarsi a un detenuto come lei?

"Chiedo loro di ascoltarmi. Di non giudicarmi. Chiedo loro di rivedere il mio processo come persone ragionevoli. Non c'è stato un processo equo per me.

Voglio chiedere agli svedesi e ai cittadini europei: state pagando le vostre tasse al governo per sostenere il terrorismo? Per violare i requisiti di un processo equo?

Il mio messaggio è: Sono vittima di accuse inventate e di propaganda politica. Sono una persona colpevole perché amo il mio Paese e il mio Stato.

Mi aspetto che il giornalista indipendente venga ad ascoltarmi. Non discriminatemi."

--

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

15.01.2024

Jacopo Brogi, Autore e documentarista; freelance United Photo Press. “La realtà ha bisogno di più testimoni. Per mostrarla e per cambiarla.”

NOTE

(1) = https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/02/20/iran-svezia-da-cittadinanza-a-djalali_42482aa2-999c-437e-9312-ea64eb4dd298.html

(2) = https://en.irna.ir/news/85180920/Iran-releases-documents-about-Salwan-Momika-s-links-to-Zionist

(3) = https://tass.com/world/1729551

(4) = https://www.reuters.com/world/turkey-says-it-discussed-gaza-swedens-nato-accession-with-blinken-2024-01-06/

(5) = https://www.reuters.com/world/swedish-court-upholds-guilty-verdict-iran-executions-case-2023-12-19/

Commenti (35)

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    1. A XII century man 19 gennaio 2024

      Non ci ho capito niente...

    1. Luca VFR 15 gennaio 2024

      Le Corti Penali, come dice lo stesso nome, son sempre affette da una qualche forma di priapismo.

    1. Violetto 15 gennaio 2024

      Pare che questo sia un macellaio.
      Lui dice che non esistono prove ma solo "racconti".
      L'articolo si guarda bene dal riportare l'altra campana che invece asserisce che la condanna è stata determinata da solide prove.

      Attendiamo la seconda parte dell'articolo con le motivazioni della sentenza.

      PS: Amnesty International in questo caso tutelava le vittime dei massacri

    2. BrunoWald 15 gennaio 2024

      E figuriamoci se tu non ci mettevi una buona parola...

      Noury sarà stato anche un macellaio, nel suo paese, ma non sono caxxi della Svezia. La Svezia si faccia i caxxi suoi, che non ne ha pochi di cui occuparsi.

      La Svezia in questo caso ha sequestrato un cittadino straniero con il pretesto di presunti crimini avvenuti all'estero, ovviamente per conto terzi, per ricattare Teheran a beneficio di uno spione del Mossad, casualmente iraniano-svedese, che in quanto tale andrebbe fucilato alla schiena. Ossia, un atto piuttosto schifoso di gangsterismo politico.

      Ed è questo il tema dell'articolo, non i crimini passati del signor Noury, reali o presunti.

      PS. Amnesty International è una viscida, ipocrita e indecente dependance del potere, che si occupa sempre soltanto della "gente che piace", e finge di non vedere tutto il resto.

    3. Violetto 15 gennaio 2024

      te pareva...

      a te va bene un articolo parziale.
      se però fosse rivolto a un'altra persona vorresti anche tu sentire l'altra campana.
      ecco la solita mancanza di onestà intellettuale.

      Manca un pezzo nell'articolo, manca un'altra versione.
      Non è quello che si rimprovera sempre al mainstream?

      Se il tizio è un macellaio, non ti fa piacere che un qualsiasi paese possa ingabbiarlo, o preferiresti che , per esempio, un criminale nazista ucraino fosse impunito e "regalato" al suo paese cosi da farne un eroe invece di ingabbiarlo?

      O se un qualsiasi paese avesse potere di ingabbiare qualche macellaio israeliano?

      O se la Svezia avesse potere di ingabbiare qualche invasato che ha messo qualche bomba a qualunque titolo ammazzando magari la tua famiglia tranquilla al parco?
      Diresti "non sono caxxi della Svezia"?
      O se la Svezia non lo ingabbiasse diresti che è schiava di chissà chi?
      Di cosa hai paura?

      Non riconosci la "propaganda" quando la vedi?
      dare una informazione PARZIALE su un qualsiasi avvenimento per far apparire "buone" le proprie tesi, non è propaganda?

      Sei contro la propaganda, o solo contro "una specifica" propaganda e ce n'è qualcuna che ti va bene?

    4. BrunoWald 15 gennaio 2024

      Di cosa ho paura? Di cadere nel ridicolo, come succede a molti.

      Si, riconosco la propaganda, e quest'articolo ne è un esempio. Qui però non si tratta dei precedenti di Noury, ma bensì del fatto che uno stato sedicente di diritto sequestri abusivamente un cittadino straniero, per fatti su cui non ha alcuna giurisdizione, per giunta in un'ovvia manovra politica a sostegno di una spia israeliana.

      Questo è il punto, non altro.

      E no, non mi va bene affatto che sedicenti corti penali internazionali, o singoli stati, l'una e gli altri al servizio di ovvi interessi imperiali, possano mettersi a somministrare arbitrariamente "giustizia", che si tratti di Assange, o di un tagliagole ucraino o israeliano o chi per loro. Perché nel 99,9% dei casi si "giudicano" solo gli avversari, mentre gli amici continuano a delinquere impunemente.

      Ognuno dovrebbe essere giudicato dal suo giudice naturale, e nemmeno questo offre reali garanzie, figuriamoci cosa possiamo aspettarci da corti para-massoniche al servizio del padrone.

    5. Jacopo Brogi 15 gennaio 2024

      Salve, dispiace che lo consideri un articolo "di parte". L'intento era dare una panoramica generale, dando conto dei fatti accaduti e delle varie posizioni e sentenze, nonche' spazio a chi voce non ha. Se la Svezia e l'Occidente credono di aver agito con giustizia, perche' il silenzio assoluto sul caso? Potrebbero sbandierarlo come un "successo del mondo libero".

      Ho cercato di porre l'attenzione sulla disparita' di trattamento mediatica in un contesto geopolitico legato alla Nato, che significa, in ogni caso, sovranita' limitata. E noi italiani lo sappiamo bene.

      E quindi dare voce a chi, voce non ne ha, per far conoscere un altro punto di vista su una vicenda influenzata e commentata dai governi, che quindi non puo' non essere una questione politica. E geopolitica.

      Mi sembra un caso rilevante da far emergere. Anche scoprire che un tribunale svedese riconosce e valuta attendibili e fondamentali per la condanna di un cittadino straniero, i membri di una organizzazione politica che il paese di origine del condannato e di quella stessa organizzazione, considera una struttura terroristica illegale responsabile di migliaia di vittime, e che l'Occidente sponsorizza oggi come "l'Iran democratico", dovrebbe poter far riflettere. Altrimenti anche noi cadremmo nella diatriba tra buoni e cattivi, quando la vita e' piena zeppa di zone grigie, soprattutto quando si incrociano questioni di potere politico e geopolitico.

    6. Violetto 15 gennaio 2024

      Se è un macellaio sono contento che lo arresti chiunque e che questa sentenza rappresenti un precedente per altri casi simili.

      La Svezia ha riconosciuto i suoi crimini come crimini che ledono il diritto internazionale.

    7. Violetto 15 gennaio 2024

      Si potrebbe ribaltare la visione.
      Cosa succederebbe se un paese "occidentale" considerasse una organizzazione come terroristica e macellasse i suoi membri?
      Probabilmente, per la solita propaganda, sarebbero presentati come "liberatori"massacrati da uno sttato ingiusto.

      Ma in Iran, la situazione si ribalta, stranamente, perchè l'Iran come nemico dell'occidente allora è stato amico.

      BOH

      Qui si tratta sempre di due pesi e due misure. A proprio piacimento. Le informazioni vanno date in maniera imparziale e poi ci si sbizzarrisce con le "opinioni" sui , però, fatti.

      Sai benissimo che se si titolasse l'articolo "Arrestato il macellaio iraniano che è complice nel massacro dei membri di una presunta organizzazione terroristica", sarebbe diverso.

      Almeno porre dei dubbi, visto che è difficile sapere come sono le cose.

    8. Jacopo Brogi 15 gennaio 2024

      L'Occidente fabbrica in continuazione organizzazioni terroristiche e le usa a 360°. Per il resto, vedo che lei parla agli altri di porre dubbi, ma poi ha molte certezze. Provi a documentarsi e scriva un articolo sul tema e poi ci confronteremo sul tema documentato con molto piacere.
      Ps. Sul Mek, ed è stato inserito in ipertesto all'interno dell'articolo, può intanto prendere spunto, peraltro la fonte è italiana e filoatlantica:

      https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/iran-chi-sono-i-mojaheddin-e-khalq-i-radicali-sostenuti-dai-falchi-usa-21065
    9. BrunoWald 15 gennaio 2024

      Ma quale precedente... Quale diritto internazionale... Non diciamo castronerie.

      Nel mondo avvengono milioni di crimini impuniti, perché commessi dall'impero o dai suoi scagnozzi. Ti risulta che in ottant'anni un solo assassino israeliano sia finito davanti a un tribunale?

      Vengono perseguiti solo i crimini di coloro che di volta in volta sono additati dal suddetto impero come "i malvagi, nuovi Hitler, terroristi" ecc. I quali non sempre, ma molto spesso, non fanno altro che difendersi dagli atti di sovversione perpetrati dai soliti noti.

      Ti sei accorto che in Iran è appena scoppiata una bomba che ha fatto centinaia di morti? Se dipendesse da me e riesco a beccarli, li appendo per le palle. Poi magari arriva un Violetto che mi dà del macellaio e si rallegra se mi sequestrano in Svezia...

      Ma va là...

    10. Giudice Holden 15 gennaio 2024

      Ammesso e non concesso che Noury sia un macellaio... un macellaio che arresta un macellaio, un macellaio che giudica un macellaio. Ma tu sei contento. La Svezia, neo macellaio Nato, che parla di crimini che ledono il diritto internazionale. Ma tu sei contento. Non ti fa un po' schifo quantomeno l'ipocrisia della cosa?

    11. Violetto 16 gennaio 2024

      quali certezze?

    12. Violetto 16 gennaio 2024

      io non nego affatto le ipocrisie dell'occidente.

      Resto contento se un macellaio se ne vada in galera
      tu cosa preferiresti?
      spiegalo meglio

    13. Violetto 16 gennaio 2024

      Ma poi, cosa c'entra?

      L'articolo è "di part".,
      Punto e fine!
      Contesta questo!
      fa apparire questo tizio come una vittima, come un che passava per caso.

      Questo è il punto!

      Si può scrivere un articolo equilibrato con notizie e non con propaganda, e poi aprire un dibattito sulle ipocrisia che ci stanno dietro.

      Ma voi bevete bevete bevete tutto quello che è nel vostro "dominio" acriticamente

      Questo è il punto.

    14. Hospiton 16 gennaio 2024

      In occidente c'è una sola propaganda, quella NATO/UE, non mi sembra che sul mainstream ne esistano di segno opposto (ovvero nell'unico canale che conta e su cui dobbiamo concentrare le maggiori energie, poiché espressione dell'ufficialità e delle agende governative che subiamo sempre più impotenti). Pertanto è quella la propaganda da combattere, dato che è il blocco NATO/UE a opprimerci, non certo l'Iran dipinto da numerosi fessi come l'inferno in terra, un medioevo distopico, falsità clamorosa effetto di un minuzioso lavoro mediatico. Il giorno in cui saremo minacciati da una propaganda filo-iraniana a reti unificate -ora inesistente- ci preoccuperemo di quella, per ora non ci andiamo neppure vicino. La Svezia, che accusa un impiegato di massacri e torture, sta entrando a far parte della più famigerata organizzazione di macellai attualmente in circolazione, la NATO, responsabile di centinaia di migliaia di morti tra Iraq, Afghanistan, Libia, Serbia...ecco perché ai nostri occhi di cittadini europei è da evidenziare la loro ipocrisia, la stessa che contrassegna i comportamenti del blocco Atlantista che ci sta conducendo in un baratro, ed è da evidenziare a prescindere dai misfatti compiuti o meno dal persiano Noury (che peraltro ai nostri eroi interessano ben poco, il giorno in cui ingabbieranno con simili stratagemmi un funzionario CIA con trascorsi a Guantanamo o Abu Ghraib o uno sgherro dello Shin Bet allora li riterrò credibili e al di sopra delle parti)

    15. Hospiton 16 gennaio 2024

      Paragone che non regge Violetto. Non mi risultano ingerenze iraniane negli affari europei o americani, viceversa potrei farti un elenco lungo km delle ingerenze europee e americane in Persia, anche limitandoci al 900 una serie di nefandezze sterminata. Ecco perché non si tratta di due pesi e due misure, si tratta di conoscere la storia e capire che negli ultimi 100 anni abbondanti sono gli anglosassoni a essersi comportati come perfetti criminali nei confronti di Teheran, che viceversa si è solo potuta difendere con esiti alterni, combattendo con quinte colonne di spietata efficienza, gente con cui non puoi andare per il sottile o fai la fine di Mossadeq, nel migliore dei casi. Quando il suddetto leader politico fu rovesciato da un golpe nel 53 (operazione Ajax), "colpevole" di aver nazionalizzato l'anglo-iranian Oil Company, sai chi accompagnò in Iran il filo occidentale Reza Pahlavi? Il direttore della CIA, Allen Dulles. Così, tanto per far capire come vanno le cose quando tocchi interessi con base a Londra e New York.

    16. BrunoWald 16 gennaio 2024

      Non le neghi, pero quando le vedi in azione "resti contento"...

      Poi fammi capire: Hai deciso tu che Noury è un "macellaio"?
      E anche se fosse, secondo te la Svezia è competente a giudicarlo? È credibile? È super partes?

      "tu cosa preferiresti?"

      Che la giustizia non fosse usata come pretesto per le solite canagliate politiche, né in questo caso né in generale.
      Che i "diritti umani" e relativi delitti non fossero strumentalizzati per colpire sempre e solo i nemici della gang anglo-sionista.

      Eventualmente, spetta agli iraniani giudicare Noury, non a te né a me, e sicuramente non alla Svezia.

    17. BrunoWald 16 gennaio 2024

      "Ma voi bevete bevete bevete tutto quello che è nel vostro “dominio” acriticamente".

      Basterebbe questo per mandarti a quel paese: questa spocchia che sale in cattedra, questa mancanza di rispetto per l'interlocutore, di cui in ogni caso non hai l'esclusiva in questo blog.

      TUTTI sono di parte: tu, io, Brogi, tutti quanti.
      Perché dunque devi sempre rompere i cogl**ni a senso unico? Perché non vai a romperli sul sito di Amnesty, che pubblica stucchevoli messaggini tipo "Salviamo Ahmadreza" per difendere qualcuno accusato di essere una spia israeliana?

      L'articolo lascia intendere che Noury era un semplice impiegato amministrativo mentre tu sostieni che era un sadico carceriere? Benissimo, segui il consiglio di Brogi e scrivilo anche tu un articolo al riguardo, vedrai che CDC te lo pubblica.
      QUESTO è onestà intellettuale: non un'irreale "imparzialità", ma dare spazio a tutte le opinioni, in modo che ognuno se ne formi la sua. Cosa che non vedrai MAI accadere nel mainstream.

    18. BrunoWald 16 gennaio 2024

      E comunque hai torto marcio: il punto non è la parzialità dell'articolo, né l'innocenza o la colpevolezza di Noury, ma il fatto che un sistema criminale mafio-massonico, di cui la Svezia è un ingranaggio, oltre a commettere impunito le peggiori atrocità, abusi e saccheggi in giro per il mondo, si permetta pure di sequestrare cittadini di paesi sovrani per sottoporli a una parodia di "giustizia".

      Cosa che, fra l'altro, potrebbe accadere in qualunque momento a uno qualsiasi di noi.

      Questo è il punto.

    19. Fantine 16 gennaio 2024

      "Dopo il mio arresto, avvenuto il 9 novembre 2019, è la prima volta che un giornalista entra in contatto con me e mi chiede informazioni.”

      Ecco. Qualcuno (il primo) gli ha chiesto la sua versione. Ci ha fatto conoscere il suo punto di vista. Ci ha fatto ascoltare la sua voce. Di questo si tratta.
      E che fosse il primo a farlo - onore a te, Jacopo - la dice lunga su tante cose.
      A me hanno insegnato che la civiltà di un popolo (e di un sistema giudiziario) si riconosce dalle garanzie che si riconoscono (anche) ai "colpevoli"*, che tali sono all'esito del processo, che è un giudizio.
      Figuriamoci se le garanzie vengono calpestate, come in questo caso, durante il processo, quando l'imputato è ancora "innocente" (o non colpevole) di ciò di cui lo si accusa.
      Del resto noi in Italia abbiamo l'ergastolo ostativo. Perciò parliamo a voce sommessa.
      E considero che per quanto politicizzato, il processo in questione è stato celebrato (per conto di qualcuno) in Svezia.
      Da noi, invece, tempo addietro, per chi lo ricorda, si vennero a prendere i "terroristi" e se li portarono con sé.
      Una Sigonella giudiziaria dall'epilogo inverso.

      * Sul concetto di colpevoli ci sarebbe tanto da dire e ci sono innumerevoli questioni e principi di giustizia che spesso restano sui libri di testo, per chi li legge o li scrive.

    20. BrunoWald 16 gennaio 2024

      PS: ho modificato il commento in cui esprimevo un giudizio sommario su Jalali, del quale non so nulla: infatti è facilissimo cascarci, e dobbiamo cercare di esserne consapevoli, perché è un cammino molto scivoloso.

      Wikipedia o Amnesty non hanno alcuna credibilità. Per quanto riguarda la giustizia iraniana, e quella di un qualsiasi paese occidentale, mi sembra che l'essenziale l'ha già scritto @Hospiton.

    21. Violetto 18 gennaio 2024

      ma cosa ha a che fare con quello che scrivo? fate esercizio di comprensione del testo

    22. Violetto 18 gennaio 2024

      ti rendi conto che è la versione di lui?

    23. Violetto 18 gennaio 2024

      l articolo è una versione dei fatti.

      si, se uno è un macellaio che al suo paese vogliono proteggere meno male che lo processano da qualche altra parte.
      si
      assolutamente si

      siete degli ipocriti

    24. Violetto 18 gennaio 2024

      hai torto marcio tu.

      esistono per fortuna crimini contro l'umanità che possono essere perseguiti da tutti.
      meno male! pensa se non fosse cosi.
      i macellai sarebbero star nei loro paesi

    25. Violetto 18 gennaio 2024

      quindi anadava lasciato libero?
      siete pazzi

    26. Giudice Holden 18 gennaio 2024

      Vedo che non rispondi. Ti fa almeno un po' schifo l'ipocrisia della cosa, oppure digerisci tutto con una bustina di bipensiero dopo i pasti?

    27. Hospiton 18 gennaio 2024

      Hai scritto "Ma in Iran, la situazione si ribalta, stranamente, perchè l’Iran come nemico dell’occidente allora è stato amico", in italiano significa che ci accusi di utilizzare una sorta di doppiopesismo valutando le azioni di Iran e Occidente -se non è così allora ti sei espresso male tu, perché queste parole non danno spazio a altre interpretazioni- e io ti ho spiegato perché questo doppiopesismo è più che giustificato dalla situazione fattuale. Qui non si tratta di un botta e risposta tra grandi potenze, come poteva essere la Guerra Fredda tra USA e URSS, ma di un'aggressione unilaterale, reiterata (ho dimenticato di citare le armi chimiche fornite a Saddam nel 1980, affinché aggredisse il regime di Khomeini, altra perla yankee) perciò, se non ti rendi conto che porre sullo stesso piano i comportamenti delle parti in causa è un'insensatezza storica, non mi meraviglio che non abbia compreso il nesso tra il tuo commento e la mia replica. Pretendi che un chiaro aggressore, che infiltra costantemente i governi sgraditi, e un chiaro aggredito che deve difendersi da torme di agenti infiltrati e prezzolati al servizio di CIA, Shin Bet, MI6- perché tale è il caso Iran-Impero anglo/sion- vengano giudicati alla stessa maniera dalla Controinformazione? Bè non funziona così, qui è chiaro quali siano i criminali ed è altrettanto chiaro che un governo deve utilizzare anche metodi brutali per difendere la propria autonomia da suddetti criminali internazionali di enorme potenza, pena il golpe mascherato da rivoluzione colorata o peggio, cose osservate e documentate in un'infinità di nazioni che non si inchinavano ai voleri atlantisti (Cile, Libia, Guatemala, Ucraina, Nicaragua, vari Paesi africani, per non parlare dei tentativi andati a vuoto). Ma forse siamo troppo abituati alla nostra misera condizione italica, dove i traditori e i collaborazionisti vengono addirittura esaltati, in Iran non funziona così...lì personaggi come Prodi, Draghi, Letta e il loro sottobosco di squallidi faccendieri (opinionisti, giornalisti, burocrati, magistrati al soldo di interessi stranieri) finirebbero rapidamente sulla forca, dopo adeguate e meritatissime sessioni nelle stanze dei Servizi.

    28. Fantine 18 gennaio 2024

      Perché l'imputato (di qualcosa) non ha diritto di difendersi?
      Sono consapevole da molti anni che su certe questioni molto passa per le sensibilità di ciascuno.
      E per come sono fatta io, per come sono stata cresciuta, per il mio modo di pensare e di sentire, un imputato è innocente fino a che non si dimostri, con prove che lo dimostrino al di là di ogni ragionevole dubbio (espressione che ha una sua consistenza specifica, che spesso viene usata senza che se ne colga o se ne comprenda la portata) che è colpevole.
      Ma soprattutto sono garantista verso coloro che vengono riconosciuti colpevoli dei reati ai medesimi ascritti.
      Ogni forma di trattamento degradante di un essere umano, che non rispetta la sua dignità la avverso, da chiunque provenga.
      Il che non significa giustificare o simpatizzare per un pluriomicida, ci mancherebbe, significa vedere in loro ciò che essi non hanno visto nelle vittime. Poi ci sarebbero mille distinguo da fare, ma a grandi linee di questo si tratta.
      E credimi, molti comprendono l'importanza del sistema di garanzie che uno Stato civile dovrebbe possedere, quando finiscono imputati loro stessi o finiscono imputate persone che gli sono care.
      Io non ho bisogno di vedere un figlio, un fratello, un padre arrestato ingiustamente per comprenderlo.
      Nè ho bisogno di augurarmi che vengano trattati da esseri umani se meritano la reclusione, perché la pena per certi reati, non necessariamente di sangue, è la privazione della libertà e basta. Che è molto, credimi.
      Questo è il mio pensiero.

    29. BrunoWald 18 gennaio 2024

      Non possono essere perseguiti "da tutti", ma solo dall'impero di turno o dai suoi galoppini, cioé da entità che a loro volta commettono crimini contro l'umanità su scala industriale.

      Infatti il concetto di "crimini contro l'umanità" è stato inventato dal sistema mafio-massonico come artificio pseudo-legale per poter agire contro i suoi nemici, violando la sovranità di nazioni non sottomesse: tutti gli altri, cioé i compari di merende, possono massacrare e delinquere a piacere, e non succede nulla, cosa talmente evidente che se ne sono accorti anche i polli e le galline.

      Il "diritto internazionale" è una farsa del potere. Una delle tante.

      Delle due l'una: o non te ne sei accorto, e allora faresti un caso umano, oppure vieni qui al solo scopo di spaccare i cogli*ni, cosa di cui si sono accorti tutti.

      Buona giornata.

    1. Dante Bertello 15 gennaio 2024

      E non dimentichiamo che se Assange è in carcere, la colpa è della giustizia svedese che lo condannò per una ridicola accusa di stupro, poi caduta nei seguenti gradi di giudizio.

    1. PietroGE 15 gennaio 2024

      Da società multiculturale a società multicriminale.

      La Svezia in un vortice di violenza.
      Il primo ministro svedese Ulf Kristersson chiede aiuto all'esercito e promette di sconfiggere le bande criminali, dopo la recente ondata di violenza che ha colpito la Svezia....Il primo ministro svedese Kristersson ritiene che le politiche migratorie "ingenue" e la mancanza di integrazione di molti immigrati abbiano portato alla ormai ingestibile situazione attuale.
      Prossimamente anche da noi.

    2. simonlester 15 gennaio 2024

      La differenza è che ,se qui mandano l' esercito, è per menare noi.

    1. pippo123 15 gennaio 2024

      La svezia è un paese strano, ti arrestano se esci da un supermercato con un alcolico in mano non impacchettato...e poi la Polizia locale non ha fegato per entrare in certi quartieri di Goteborg...

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