L’Impero Americano è al collasso, lo dice la RAND

Lo "scollamento" tra la pianificazione operativa e industriale del Pentagono, identificato da RAND, persisterà. Così come l'impotenza militare degli Stati Uniti.

L’Impero Americano è al collasso, lo dice la RAND

Kit Klarenberg
english.almayadeen.net

Il 29 luglio, il "think tank" RAND Corporation, finanziato dal Pentagono, ha pubblicato un'importante valutazione dello stato dell'esercito statunitense e della Strategia di Difesa Nazionale (NDS) del 2022 prodotta da una Commissione creata dal Congresso di "esperti non governativi in materia di sicurezza nazionale". Le sue conclusioni sono crude, un'analisi implacabile di ogni aspetto della macchina militare globale dell'Impero, ipertrofica e decadente. In breve, gli Stati Uniti non sono assolutamente "preparati" per una seria "competizione" con i loro principali avversari, e sono vulnerabili o addirittura nettamente superati in ogni ambito bellico.

La NDS 2022 era stata pubblicata nell'ottobre dello stesso anno, con grande clamore. Il suo contenuto era una roboante tabella di marcia, audace e completa, sul modo in cui lo Stato di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, e tutte le sue divisioni, si sarebbero evoluti e adattati ai "drammatici cambiamenti della geopolitica, della tecnologia, dell'economia e del nostro ambiente". Promettendo di salvaguardare l'egemonia di Washington per "decenni a venire", l'introduzione della Strategia dichiarava altezzosamente che il Pentagono, nei confronti dei militari e dell'opinione pubblica statunitensi, era obbligato a:

"fornire un quadro chiaro delle sfide che dovremoi affrontare negli anni cruciali che ci attendono - e dobbiamo loro una strategia chiara e rigorosa per portare avanti i nostri obiettivi di difesa e sicurezza... Dall'aiutare a proteggere il popolo americano, alla promozione della sicurezza globale, al cogliere nuove opportunità strategiche, e al realizzare e difendere i nostri valori democratici".

Oggi, la valutazione della Commissione RAND sulla NDS non potrebbe essere più severa. La comprensione da parte del Pentagono delle minacce economiche, militari e politiche agli "interessi degli Stati Uniti" poste dalla Cina e dalla Russia, e l'emergente partnership di definizione mondiale di entrambe - nella misura in cui sono state riconosciute - sono risultate pericolosamente carenti, se non addirittura inesistenti. E le proposte della NDS per superare questi problemi e mantenere il dominio mondiale dell'Impero sono giudicate nel migliore dei casi tristemente inadeguate, nel peggiore del tutto deliranti.

Molteplici avversari

La NDS ha azzeccato una cosa: la Cina e la Russia rappresentano una grande minaccia per l'Impero e "cercano attivamente di minare l'influenza degli Stati Uniti" nel mondo. Pechino, in particolare, è stata definita una "sfida stimolante" dal punto di vista economico e militare, data la straordinaria velocità e portata della sua innovazione e crescita scientifica e tecnologica. Tuttavia, la NDS ipotizzava che Washington mantenesse dei "vantaggi" importanti rispetto al suo rivale e che l'ampliamento di questi gap fosse immediato e facilmente realizzabile. Come minimo, il rapporto RAND non è d'accordo:

"Riteniamo che l'entità delle minacce che gli Stati Uniti devono affrontare sia sottostimata e significativamente peggiore... Per molti versi, la Cina sta superando gli Stati Uniti... nella produzione legata alla difesa e nella crescita delle dimensioni dell’esercito e, sempre più, nella capacità delle sue forze, ed è quasi certo che continuerà a farlo... [Pechino] ha in gran parte annullato il vantaggio militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale attraverso due decenni di investimenti militari mirati. Senza un cambiamento significativo da parte degli Stati Uniti, l'equilibrio di potere continuerà a spostarsi a favore della Cina".

Questa situazione disastrosa è notevolmente amplificata dalla partnership "senza limiti" della Cina con la Russia, firmata nel febbraio 2022 ed esplicitamente "volta a sfidare la leadership degli Stati Uniti a livello internazionale". La crescente alleanza della Cina con il Sud globale, in particolare con l'Iran e la Corea del Nord, aggrava ulteriormente la situazione. L'alleanza e la collaborazione tra questi Paesi significa che stanno tutti diventando “più audaci”, compromettendo a loro volta la "pianificazione delle forze e la struttura delle forze... progettate per scoraggiare l'aggressione da parte di altri, quando gli Stati Uniti sono coinvolti in un conflitto altrove".

Questa sempre più vasta unione di Paesi disaffezionati - definita in modo ottuso da RAND "un asse di crescenti partnership maligne" - significa che "gli sforzi per isolare e costringere questi Stati attraverso mezzi internazionali - come sanzioni, embarghi e censure - saranno molto più difficili". E, cosa ancora più grave, "aumenta la probabilità che un conflitto con uno di essi si espanda a più fronti, provocando richieste simultanee alle risorse degli Stati Uniti e degli alleati":

"Come minimo, gli Stati Uniti dovrebbero presumere che, in caso di un conflitto diretto che coinvolga la Russia, la Cina, l'Iran o la Corea del Nord, quel Paese beneficerà dell'aiuto economico e militare degli altri... Questo nuovo allineamento di nazioni che si oppongono agli interessi degli Stati Uniti crea un rischio reale, se non la probabilità, che un qualsiasi conflitto possa trasformarsi in una guerra multiterritoriale o globale... Poiché gli avversari degli Stati Uniti stanno cooperando più strettamente di prima, gli Stati Uniti e i loro alleati devono essere preparati ad affrontare un asse di avversari multipli".

La partnership tra Pechino e Mosca non ha fatto che approfondirsi dal febbraio 2022. Secondo le parole dell'Istituto per la politica di sicurezza e di sviluppo di Stoccolma, "l'ordine mondiale è diventato molto più sfavorevole e ostile nella concezione russa e cinese, e ha giustificato legami più stretti e un sostegno reciproco incrollabile". Le rivoluzionarie ramificazioni geopolitiche della loro alleanza erano ben chiare quando, nello stesso anno, era stata pubblicata la NDS. Eppure, quel documento non faceva alcun riferimento a questa relazione "senza limiti".

L’ovvia prospettiva che, se gli Stati Uniti avessero dichiarato guerra ad uno dei due Paesi questo avrebbe inevitabilmente comportato una guerra con l'altro - una minaccia ora ancora più letale a causa dell'espansione dell'alleanza - non era stata presa in considerazione. L'Impero è estremamente fortunato che nessun conflitto di questo tipo si sia verificato nei due anni successivi alla pubblicazione della NDS. Come il rapporto della Commissione spiega nei minimi dettagli, Washington sarebbe quasi del tutto indifesa in un simile scenario e probabilmente verrebbe sconfitta quasi all'istante.

In diversi passaggi si denuncia la mancanza di "prontezza" delle forze armate statunitensi per un conflitto di grandi dimensioni. Le recenti "crisi", tra cui il genocidio perpetrato dall'entità sionista a Gaza, "hanno portato a dispiegamenti di forze non pianificati in Europa e in Medio Oriente, creando un'elevata domanda di elementi di forza 'sovraestesi' con requisiti multipli in tutti i teatri, come la difesa aerea e il rifornimento aereo". Inoltre, "la costante richiesta di operazioni di presenza, esercitazioni e attività di cooperazione per la sicurezza ha esacerbato i problemi di prontezza, soprattutto se associata ai requisiti di addestramento necessari a prepararsi alla competizione e al conflitto tra grandi potenze". Nel frattempo:

"Anche la Marina statunitense soffre di problemi di prontezza derivanti dall'elevato ritmo operativo, dall'invecchiamento delle navi, dai ritardi dei cantieri navali e dall'affaticamento degli equipaggi. I continui incidenti in mare e nell'aviazione militare mettono a rischio la sicurezza delle truppe e sono sintomatici di un declino della prontezza, che riflette sia la mancanza di esperienza sia la maggiore complessità delle futura missioni di guerra. La costante richiesta di campagne basate su forze militari sempre più ridotte - e su un numero ancora più ridotto di forze reattive, modernizzate e credibili in combattimento - ha messo a dura prova la prontezza delle forze".

Costi abbordabili

Non è solo l'eccessiva dispersione sulla Grande Scacchiera a far sì che la macchina militare dell'Impero "manchi sia delle capacità che delle competenze necessarie per essere sicuri di poter dissuadere e prevalere in combattimento". Le munizioni, o la loro mancanza, sono una vulnerabilità fatale. I livelli "straordinari" di "consumo e domanda" di armi statunitensi "da parte di alleati e partner in Europa", combinati con il rapace appetito dell'entità sionista per le bombe ad alto potenziale, hanno lasciato le scorte di Washington "già inadeguate per un conflitto di alto livello".

Rinnovare queste scorte, per non parlare dell'equipaggiamento dell'Impero per una guerra futura, non sarà facile. La Commissione RAND ha rilevato che la "base industriale della difesa" di Washington è del tutto "incapace di soddisfare le esigenze di equipaggiamento, tecnologia e munizioni" degli Stati Uniti, per non parlare dei suoi alleati. "Un conflitto prolungato, specialmente in più teatri, richiederebbe una capacità di produzione, manutenzione e rifornimento di armi e munizioni assai maggiore di quella attuale", osserva il rapporto. Ricostruire questa capacità "richiede maggiore urgenza e risorse" e "dovrebbe rimanere una priorità assoluta" per il Pentagono.

Per decenni, le forze armate statunitensi "hanno impiegato tecnologie all'avanguardia per ottenere un vantaggio decisivo". Questa "presunzione di superiorità tecnologica incontrastata" da parte dell'Impero era dovuta al fatto che Washington aveva "ottime capacità industriali, con lunghi cicli di acquisizione e poca tolleranza al fallimento o al rischio". Quei giorni, però, sono finiti da un pezzo, con Cina e Russia che "incorporano la tecnologia a una velocità sempre maggiore" e "persino con attori relativamente poco sofisticati" come Ansar Allah dello Yemen "in grado di ottenere e utilizzare la tecnologia moderna (ad esempio i droni) per ottenere effetti strategici".

L'Impero non riesce a tenere il passo e, in qualsiasi guerra futura, dovrà "continuare a sviluppare, adottare e iterare nuove tecnologie a velocità e scala maggiori e a costi accessibili", ripristinando contemporaneamente "le scorte delle munizioni esistenti" per un periodo "prolungato", "per tenere il passo con le esigenze dei combattenti". Gli attuali sistemi di ricerca e sviluppo e di approvvigionamento del Pentagono sono stati giudicati dalla Commissione del tutto inadeguati. La "base industriale della difesa" americana si sta oggi sgretolando ed è afflitta da una miriade di problemi:

"Queste carenze includono il deterioramento delle condizioni dei depositi della difesa, i problemi di prestazione dei contratti di manutenzione e la sottoproduzione di pezzi di ricambio, oltre a molte altre cose. Il risultato è un esercito statunitense che oggi è minimamente pronto dal punto di vista operativo, ma che difficilmente sarà pronto per il domani.... [Gli Stati Uniti non sono in grado di produrre armi, munizioni e altre attrezzature e software necessari per prepararsi e impegnarsi in un conflitto di grandi dimensioni. Il consolidamento e gli scarsi investimenti hanno portato a un numero troppo esiguo di aziende, a lacune nella forza lavoro, a infrastrutture di produzione insufficienti e a catene di approvvigionamento fragili".

Per affrontare questi problemi, la Commissione chiede di spendere enormi quantità di denaro a livello nazionale per "la produzione" di munizioni, "la ricapitalizzazione delle armerie" e "la produzione avanzata e l'ulteriore stoccaggio di munizioni". Nel frattempo, il Pentagono "deve collaborare con altri Paesi per espandere la capacità di produzione di munizioni", garantendo al contempo "la possibilità di acquistare tutte le munizioni su scala sufficiente per ottenere gli effetti operativi desiderati".

Naturalmente, l'Impero spende già somme esorbitanti per mantenere in funzione la sua attuale macchina militare, superata in tutti i suoi aspetti e che non sopravvivrebbe operativamente al primo contatto con una guerra vera e propria. Per fare ciò è necessario stampare volumi di dollari sbalorditivi, producendo a sua volta un'inflazione così alta che i fornitori di armi ora rifiutani i contratti con il Pentagono e strappano quelli esistenti, perché fanno solo perdere soldi. La risposta di Washington? Il bilancio della difesa statunitense stanzia ora oltre 1 miliardo di dollari in denaro di nuova emissione per compensare le perdite dovute all'inflazione.

Siamo entrati in una strana era dell'Impero all'ultimo stadio, paragonabile alla Glasnost dell'Unione Sovietica, in cui alcuni dei cervelli imperiali statunitensi possono vedere con chiarezza accecante che l'intero progetto egemonico globale di Washington sta rotolando rapidamente e irreversibilmente verso i suoi ultimi atti, e lo annunciano pubblicamente - ma la loro intuizione non si traduce in un'azione governativa evasiva a livello nazionale. Il rapporto della Commissione RAND non ha ricevuto alcuna copertura da parte del mainstream, a riprova del fatto che non c'è uno sforzo concomitante per creare consenso per le sue prescrizioni radicali e di vasta portata.

Se vivessimo in un'epoca unipolare, si scatenerebbe immediatamente una campagna di pubbliche relazioni su più fronti per convincere gli americani della giustezza della missione dell'Impero e della necessità di investire miliardi, se non trilioni, nella "difesa" degli Stati Uniti. Il silenzio dei media sui risultati della Commissione riflette, per definizione, l'omertà della classe politica statunitense. Lo "scollamento" tra la pianificazione operativa e industriale del Pentagono, identificato da RAND, persisterà. Così come l'impotenza militare degli Stati Uniti.

Kit Klarenberg

Fonte: english.almayadeen.net
Link: https://english.almayadeen.net/articles/opinion/collapsing-empire--us-outgunned--outnumbered--outproduced
25.10.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (23)

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Mostra commenti 23 caricati
    1. doutdes 31 ottobre 2024

      La valutazione del tink tank RAND sul supposto stato precario della macchina bellica americana e delle incombenti minacce di russi e cinesi è un’abile mistificazione della realtà, il cui unico scopo è quello di sollecitare il decisore politico a incrementare il già elevatissimo flusso di finanziamenti di cui godono gli apparati militari USA.
      E’ falso che la macchina bellica americana è in crisi, come è falso che la Russia e la Cina covino propositi guerrieri in odio all’occidente.
      Nessuno ci minaccia e tantomeno sono minacciate le fatiscenti democrazie occidentali, il cui declino procede inesorabile da tempo.

    1. ailavioni 28 ottobre 2024

      I miei agenti segreti mi hanno comunicato che gli USA stanno valutando di richiedere l' adesione ai BRICS

    1. Primadellesabbie 28 ottobre 2024

      Che sopraggiungesse una crisi di inventiva conseguente alla scomparsa, per ragioni anagrafiche, degli 'scienziati' tedeschi razziati alla fine della WWII non era difficile da prevedere, tenuto anche conto del caos dispersivo che caratterizza la produttività del sistema liberistico.

      Le guerre che gli US scatenano senza soluzione di continuità dipendono dagli umori del clan prevalente in quel dato periodo.

    1. carla 28 ottobre 2024

      Articoli di poco tempo fa, che riassumevano la situazione armamenti USA e cercavano di spiegare il perchè della loro insufficienza rispetto a quelli russi, davano la sensazione che grazie al tanto osannato globalismo, gli Usa dovrebbero delocalizzare l'industria bellica soprattutto pesante in Russia, così da far costare carri armati, bombardieri, caccia ecc. esattamente la metà di quel che pagano oggi.
      I numeri dicevano questo, altre sottigliezze mi sono probabilmente sfuggite essendo poco avvezza a merce del genere.
      Inoltre tutto era molto subordinato a grande disponibilità di energie di ogni genere e su questo ormai lo capirebbe anche un bambino delle elementari.
      Cosa dovremmo pensare quindi della potenza coloniale che ci sfrutta da 80 anni?

    1. R66 28 ottobre 2024

      Non è la stessa per cui, tra 2 mesi, in Italia, dovremmo essere in 40 milioni?

    1. alduccio 28 ottobre 2024

      Voglio proprio vedere fin quando l’America (e l’Occidente) demanderà la produzione di armamenti al privato ed alla mafia con costi n maggiori rispetto al campo avverso, per non parlare della qualità (vedi caccia).
      E poi, non imposteremo mica l’industria della difesa (armamenti) come la principale e più importante d’Europa? spero.

    2. maghi 28 ottobre 2024

      non ti preoccupare, l'industria EU degli armamenti non s'ha da fà. Tutta fuffa di quel farabuot di Draghi.
      Ricordiamoci i discorsi che faceva agli italiani e a quell'italiana, amica di mia figlia, che andò a vaccinarsi per solidarietà. Sì, solidarietà colla minchi... direbbe qualcuno un pochino intelligente.

    3. ric 28 ottobre 2024

      siamo sulla buona strada in quella direzione...

    1. maghi 28 ottobre 2024

      ti credo che gli Stati Uniti sono al collasso. Lo sarei anch'io se dovessi difendere due stati falliti come l'ucraina e Israele. Per non parlare delle decine di migliaia di mercenari che hanno dovuto mandare a combattere e pagarli profumatamente. Sono sicuro che alle decine di migliaia che i russi hanno mandato all'inferno hanno pure dovuto pagare somme ingenti alle famiglie e un vitalizio. Poi si lamentano che i nord coreani mandano dei battaglioni. E nemmeno osano dire che sono cinesi, perchè si ricordano che nella guerra di Corea il territorio in mano agli americani alla fine fu di poche decine di km dalla costa, perchè sotto il tiro dei cannoni navali da 400 mm delle corazzate, i cui proiettili scavavano fosse di decine di metri nel terreno. Ora coi missili anti nave e pure ipersonici non sarebbero un problema, ma nel D Day e nello sbarco in Sicilia fecero la differenza.

    1. Dario Lampa 28 ottobre 2024

      Mah.. Sarà... Speriamo che il corso degli eventi giunga al buon fine cioè al collasso dell'impero insieme ai governi vassalli e complici dei suoi crimini e senza "effetti collaterali".

    2. ric 28 ottobre 2024

      certo che vedere gli yankees al lastrico , vederli a migrare nel Bangladesh a raccogliere cotone ,e le loro donne a battere i marciapiedi di Calcutta con un "protettore" congolese sarebbe un sogno ...

    3. Dario Lampa 28 ottobre 2024

      ...Senza effetti collaterali del tipo " Muoia Sansone con tutti i Filistei"!. Con i paranoici al potere ciò è facile che accada.

    4. ric 28 ottobre 2024

      ma se sansone crepa con i FARISEI si dimostrerebbe che DIO esiste -

      FARISEI : = ebrei
      La fazione dei farisei ("separatisti") emerse in gran parte dal gruppo di scribi e saggi ebrei. Il loro nome proviene dall'ebraico e aramaico parush o parushi, che significa "colui che è separato". Si può riferire alla loro separazione dai gentili, fonte di impurità rituale, o da ebrei irreligiosi.

      FILISTEI := palestinesi

    1. sbregaverse 28 ottobre 2024

      La RAND fa il suo mestiere:
      RANDELLA.

    1. Martin 28 ottobre 2024

      Oh bene, finalmente un plauso a CDC per avere scelto l'ultimo rapporto della RAND Corporation, rapporti che da sempre rappresentano testi vitali per comprendere gli USA e la loro politica internazionale.

      La RAND è un think tank che rappresenta il settore privato e le intelligenze del settore privato Usa (economisti, ingegneri, fisici, analisti vari, etc), ossia tutta gente che ha raggiunto un incontestabile successo professionale e che nella maggior parte dei casi, per come grazie al cielo funzionano gli Usa, non ha proprio alcun debito di riconoscenza con il settore politico o istituzionale. E' gente che dice quello che pensa.

      Non esiste nulla del genere in Italia, di certo Confindustria non è nemmeno lontanamente comparabile, e nemmeno a livello internazionale, perche i documenti della RAND hanno una profondità ed uno spessore analitico ben oltre quelli del Bilderberg o dell' Aspen Institute, divenuti da tempo centri di propaganda neoglobalista. Non ci sono le Gruber o le Baerbock nel RAND....nè ci sono passerelle mediatiche.

      L'ultimo rapporto della RAND evidenzia che: a) l'apparato militare USA è over esteso ed ha bisogno di un ampio rinnovamento; b) gli USA non hanno più la base industriale adeguata a sostenere un ipotetico, maggiore conflitto militare.
      Due falle enormi di cui non c'è traccia nei media neoglobal, a conferma che alla RAND dicono proprio quello che pensano. Ed ovviamente al rapporto della RAND non è seguito alcun dibattito da parte dei media neoglobal - preferiscono ignorarlo.

      Non bisogna disturbare lo spettacolo delle favole che racconta la donna che ride sempre, la Harris, vera e propria marionetta del neoglobalismo guerrafondaio. Per fortuna mancano solo 10 giorni al trionfo di Donald Trump.

    1. PietroGE 28 ottobre 2024

      Pur con delle valutazioni giuste e verificabili, l'autore dovrebbe ricordare che le analisi di una organizzazione finanziata dal Pentagono sono sempre da prendere con le molle perché è ovvio che i militari hanno tutto l'interesse a presentare il sistema di difesa come inefficiente e obsoleto allo scopo di ottenere ulteriori finanziamenti, e con un budget già astronomico ottenere altri soldi sarebbe difficile se non venisse giustificato con analisi catastrofiche. Detto questo c'è da notare che la proiezione di potenza navale basata su portaerei gigantesche, diventate 'sitting duck' per i sistemi missilistici moderni, ha perso molta della sua validità. E questo vale per tutti, non solo per gli USA. L'alleanza militare tra Russia Cina Corea del Nord e Iran, poi, è inesistente o al massimo esistente solo sulla carta, cioè nei comunicati finali degli incontri, lo si vede in questi giorni con l'attacco 'telefonato' di Israele all'Iran. Giusta invece è l'analisi che mette la Cina al primo posto nella lista dei nemici USA e non solo da un punto vista militare. La Cina può far molto male agli USA e all'occidente perché quest'ultimo ha permesso alla Cina di diventare il centro di manifattura e, sempre più, di tecnologia del mondo. La Russia secondo me ha un ruolo minore in questa alleanza anti USA, sia perché non ha una economia efficiente sia perché anche il suo settore militare lascia a desiderare. Avrebbe dovuto vincere la guerra in Ucraina in 10 giorni come tutti gli analisti avevano previsto e invece è ancora lì a perdere decine di migliaia di uomini e mezzi per conquistare qualche cumulo di macerie. Il punto più caldo per uno scontro militare tra USA e Cina resta il Pacifico e lì si vedrà chi comanda nel mondo.

    2. pieros 28 ottobre 2024

      Due rilievi. Gli ulteriori finanziamenti,quando i costi, per qualsiasi cosa,sono 10 volte quelli di altri,non basteranno. Le portaerei,in un teatro come il pacifico,sono imprescindibili, tant'è che i cinesi stanno producendo portaerei più piccole solo per i droni.potenza di fuoco e minor costi.
      Se poi il nuovo schieramento nel pacifico,polverizzando le risorse per non offrire un unico bersaglio, verrà attuato comporterà un aumento di costi improponibile x mantenere e rifornire una miriade di basi.
      Son curioso di vedere la soluzione.
      A margine,ricordo che,nonostante quel che apparirebbe dall'ultimo brics a kazan, india,Indonesia, si aggiungono a Filippine e Giappone x contenere espansione cinese.

    3. Martin 28 ottobre 2024

      E' un grave errore ritenere in partenza la RAND come la voce del Pentagono, tout court. La RAND è un think tank che rappresenta il settore privato USA, finanziata da molteplici fonti, incluso del Governo USA. Ma non è il Governo USA nè il Pentagono.

    4. PietroGE 28 ottobre 2024

      Hai dato una occhiata al primo link dove viene specificato da chi è finanziata la RAND ? I primi 5 finanziatori sono : Office of the U.S. Secretary of Defense and other national security agencies $68.9M
      $68.9M$68.9M
      U.S. Department of Homeland Security $67.6M
      $67.6M$67.6M
      U.S. Department of Health and Human Services and related agencies $64.6M
      $64.6M$64.6M
      U.S. Air Force $50M
      $50M$50M
      U.S. Army

    5. Martin 28 ottobre 2024

      Vero, ma ciò non significa che la RAND sia lo stesso che il Department of Home Security o il Department of Health

    6. Cleon XIII 29 ottobre 2024

      • Sarà, ma dopo l'11 settembre del 2001 negli USA ci fu vero e proprio golpe che esautorò il congresso e diede il via a un gigantesco flusso di finanziamenti pubblici direttamente dalla FED alle casse del Pentagono per finanziare la "guerra infinita".Questa analisi della Rand sembra preludere al bis di quel saccheggio. Questi chiedono soldi in quantità oserei dire epocali e neanche tanto fra le righe. Mettere mano alla situazione prospettata dall'analisi della Rand richiederebbe una quantità di denaro che non riesco nemmeno a immaginare. Altro che collasso, è un atto eversivo da parte delle lobby del complesso militare-industriale.
    7. Cleon XIII 29 ottobre 2024

      Ma è alle casse del Governo che mirano.

    8. Martin 29 ottobre 2024

      E' una analisi complicata. Il 911 di Al Qaeda ha spinto gli USA all'interventismo in Medio Oriente, con fiumi di champagne di Israele. Le invasioni di Afghanistan e in Iraq avevano un grosso sostegno, non so se realmente maggioritario, ma cmq un grosso sostegno. Il partito dei guerrafondai negli USA è ormai più politico e mediatico (Cnn in testa) che militare, ed è sempre molto forte. Ma dopo sono arrivate la Siria, il fallimento esponenziale della Libia, il colpo di stato in Ucraina. E l'immigrazione di massa.
      Ed infine qualcuno come Trump che finalmente si oppone sia alle guerre che all'immigrazione, grazie al cielo.

      Il rapporto della RAND mette in luce la debolezza dell'apparato militare USA, ormai overesteso in troppe basi e missioni all'estero e bisognoso di un radicale ammodernamento. Purtroppo lo stesso accade mutatis mutandis anche per gli apparati militari europei, in scala più ridotta ma ancor più da riconvertire.

      In sostanza, i Dem (e la Commissione UE) che continuano a insistere sul confronto con la Russia stanno nascondendo che sostenere tale confronto richiederà centinaia di miliardi di nuovi finanziamentI agli apparati militari. Se ti pare poco: stanno come sempre mentendo spudoratamente.

      Armati fino al collo ma invasi dagli immigrati: sembra una barzelletta - e così giustamente suona agli elettori di Trump.

      E' ovvio che il neoisolazionismo di Trump farà anche risparmiare centinaia di miliardi agli USA, perchè implica la riduzione della presenza militare USA all'estero, a cominciare dal Medio Oriente. E non penso che in Israele faranno i salti di gioia, neanche un po'.

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