L'IMMENSO E CRESCENTE IMPATTO DELLA CINA SUL MERCATO DELL'ORO

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DI LAWRENCE WILLIAMS
Mineweb

Sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che la forza economica della Cina possa portarla a dominare i movimenti del prezzo dell'oro nel prossimo futuro.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che la Cina oggi abbia i muscoli finanziari sufficienti a controllare efficacemente il prezzo mondiale dell'oro. Il semplice sospetto, in un articolo, che essa stia immettendo oro nelle sue riserve ufficiali per bilanciare il declino del dollaro è sufficiente, come minimo, a stabilizzare il prezzo dell'oro – e ci sono pochi dubbi che stia davvero facendo così, ma, per il momento, in un modo che non è pensato per destabilizzare il dollaro, o, d'altra parte, per non contribuire a un grosso salto nella valutazione dell'oro, non ancora almeno.


Ma ci sono anche pochi dubbi che, se volesse destabilizzare il dollaro, la Cina potrebbe
annunciare grossi acquisti di oro per rimpiazzare una buona parte dei suoi trilioni di dollari. E' un'arma economica che forse è più potente di un'arma nucleare, se la Cina volesse buttare l'America, e l'occidente, economicamente in ginocchio tramite una guerra valutaria. Ma ancora una volta questa non viene vista come un'opzione – o almeno sino a quando il suo mercato nazionale non sarà abbastanza grande da assorbire tutti i prodotti che la Cina può oggi ancora vendere all'occidente.Perciò la Cina è ancora estremamente dipendente dalle esportazioni, dunque la rivalutazione del renminbi [la moneta nazionale, anche detta “yuan”. N.d.t.] non viene vista come un aiuto e il declino del dollaro è preoccupante. Per questo il paese deve muoversi con cautela per mantenere un qualche tipo di equilibrio economico.

Ma, fatto notevole, la Cina sta già esercitando un predominio economico. Ha affermato che le sue organizzazioni finanziarie, principalmente di proprietà statale, avranno il diritto di dichiararsi insolventi per quel che riguarda alcuni dei commerci più dubbi di beni, e relativi derivati finanziari, in cui siano entrate. Questo fatto ha sollevato solo una muta risposta da quelle istituzioni finanziarie che potrebbero risultarne colpite, perchè è il muscolo finanziario cinese che sta iniziando a dare ordini nei circoli finanziari mondiali, non più i potenti USA. Ma ciò potrebbe portare a maggiore sofferenza nei circoli finanziari occidentali e nel già stressato sistema bancario.

Le sue imprese statali sono in una folle fase di massiccio acquisto dei beni occidentali, sia come investimento che, come nel caso del settore minerario, per assicurarsi future risorse strategiche. In uno sforzo, forse consapevole, di placare in molti paesi i sospetti sulle motivazioni cinesi, molti di questi acquisti avvengono tramite partecipazioni minori in aziende occidentali, legate a contratti di fornitura a lungo termine.

Ma torniamo all'oro. Abbiamo riferito qui che un alto funzionario cinese ha praticamente ammesso che la Cina stava comprando oro, ma in un modo che era designato per mantenere quanto meno un ragionevole grado di stabilità nei mercati e non scuotere la nave dell'oro. Se ciò è vero, e ci sono pochi motivi per pensare che non lo sia, allora significherà di fatto che un serio rischio di perdita nell'acquisto dell'oro è basso o inesistente. Ma la Cina può anche controllarne la crescita, dal momento che potrebbe non voler far precipitatare un grosso collasso del dollaro, che sarebbe il probabile esito di una grossa crescita del prezzo dell'oro.



Abbiamo anche riferito, in un articolo che si è molto diffuso su internet ed è stato ripreso da molti altri commentatori (China pushes silver and gold investment to the masses), che le organizzazioni statali cinesi, stanno facendo pubblicità, come si trattasse di sapone in polvere, presso la popolazione (che è già nella mentalità di acquisto dell'oro) all'idea di comprare oro e argento. Come risultato, quest'anno o il prossimo, la Cina probabilmente supererà l'India come maggiore acquirente di metalli preziosi. La Cina dà anche appoggio
all'industria aurifera mineraria nazionale: la Cina è attualmente il più grande produttore mondiale di oro, ed è un paese in cui la produzione continua a salire. Gli acquisti nazionali di oro in Cina sono cresciuti del 14% annuale nella prima metà di quest'anno, sino a 446.6 tonnellate, e gli analisti industriali si aspettano una crescita a due cifre anche nella seconda metà, pure con l'oro sopra i 1000$ [l'oncia n.d.t.].

Anche ciò fornisce un appoggio massiccio al mantenimento dei prezzi dell'oro almeno ai livelli attuali. Sembra che gli acquisti siano riniziati a ogni calo dell'oro, e il sospetto è che ciò fosse dovuto ai cinesi, anche se gli acquirenti sono ben nascosti ed è difficile, se non impossibile, individuare la fonte degli acquisti.


Al momento l'oro sembra mantenersi vicino al livello dei 1000$ nonostante l'enorme percezione psicologica di guadagno che compare a questi livelli. Il sospetto è che la Cina potrebbe voler vedere l'oro a 1000$, o giù di lì, come una nuova soglia, ma è improbabile che vi sia un qualche riconoscimento ufficiale di ciò, e dovremo aspettare a vedere se il presunto sostegno cinese al mercato è reale o è un altro sogno dei fanatici dell'oro.


Titolo originale: "China's immense, and growing, impact on the global gold market"


Fonte: http://mineweb.co.za/

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11.09.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO

Commenti (25)

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    1. alez 22 settembre 2009

      ovviamente nessun governante (che in quanto tale è per definizione più intelligente o quantomeno piu' spregiudicato del "parco buoi") vuole un gold standard,
      poiché comporta vincoli di bilancio che impongno



      1) di tagliare la spesa pubblica

      2) aumentare le tasse




      e cioè, a fronte di una stabilità e prosperità negli anni del suo paese,
      uno sputtanamento immediato e una sicura non rielezione,
      nonché un immediato incazzamento della casta finanziaria mondiale con conseguenze poco simpatiche



      molto meglio farsi rieleggere, tanto il cittadino non si accorgr che con l'inflazione stanno inculando lui, figli, nipoti e pronipoti

    1. ericvonmaan 22 settembre 2009

      Ricordiamo che la Cina sta convertendo piano piano le sue riserve in dollari in "beni reali", l'oro è solo uno di questi: sta acquistando metalli di ogni tipo, materie prime, petrolio, gas, terre agricole in Africa, partecipazioni in aziende multinazionali ecc ecc. in maniera da poter disporre di un salvadanaio di beni immediatamente utilizzabili e scambiabili e non solo carta straccia.
      E' quello che facciamo anche noi poveri peones quando acquistiamo un appartamento da affittare, o un pezzo di terra, convertendo i numerini scritti sul nostro conto corrente in un bene che possa mantenere un valore instrinseco nel tempo in barba ai giochetti delle banche e di chi controlla la sovranità monetaria.
      Gli adoratori dell'oro (sembra quasi una setta religiosa...) non si strappino i capelli dalla testa, nessun governante con un minimo di intelligenza sta pensando a un ritorno al gold standard... che poi non è nemmeno mai esistito nel vero senso della parola.

    1. LucaV 22 settembre 2009

      Io ne compro più di una!

    1. alez 22 settembre 2009

      sembra il momento giusto per sferrare l'unico attacco di cui al potere fotta qualcosa:
      il dollaro



      già Obama ha dovuto rinunciare allo scudo missilistico, non perché pacifista (chiedere ai civili afghani, please) ma perché in bolletta



      meno soldi -> meno casini, anche per i finanziariamente dipendentissimi israeliani



      basta manifestazioni, petizioni, manganellate: bisogna colpire dove sono deboli, nello stesso tempo tutelandoci (il nostro tempo è prezioso, le nostre teste anche)



      i dollari vengoni creati dal nulla pigiando "invio" sul pici della FED.
      finché i cinesi non si incazzano troppo, funziona, e di fatto la FED deruba miliardi di cittadini cinesi e americani e di tutto il mondo, attraverso l'inflazione



      coi preziosi, oro e argento, il giochetto non riesce.



      l'oro può essere un problema, ma nessuno sa con esattezza quante riserve clandestine ancora abbiano gli americani: dopo la 2 guerra mondiale hanno rubato ai giapponesi decine di migliaia di tonnellate di oro, oro che a loro volta i jap avevano razziato per 50 anni in tutta l'Asia (fonte: Sterling & Peggy Seagrave - Gold Warriors, america secret recocvery of Yamashita's gold)



      sicuramente sono invece strettissimi sull'argento, che faticano sempre più a tenere "basso" mediante il controllo del COMEX, con giagantesce posizioni future (impegno di consegna futura) scoperte.



      il pacifista "operativo", stufo cioè nella migliore delle ipotesi di perdere tempo, nella peggiore di prendere manganellate o farsi spiaccicare dai buldozer sionisti, sappia che si può far saltare il COMEX (mercato future NewYork) con relativamente poco:
      100 milioni di once, e salta tutto: COMEX, dollaro, banche, finanziamenti ai guerrafondai.



      Una monete da un' oncia di argento (dollaro eagle, maple leaf Canada, philarmoniker Austria, liberdad Messico) costa meno di 20 euri, sempre che ne troviate.
      La 500 lire argento costa sui 3 euri e mezzo, sempre che ne troviate.



      "Bastano" 100 milioni di pacifisti che comprano una moneta...



      vogliamo iniziare e vincere qualche partita?

    1. LucaV 22 settembre 2009

      In gold we trust.

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