Di Saura Plesio, Nessie
Libri abbandonati in stazione e analfabetismo di ritorno
Commenti (12)
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per fortuna al liceo mi costrinsero a cominciare a leggere dei libri per imparare a scrivere. Devo dire che fecero quello che dovevano fare. Mi piacquero molto, ma finito il liceo ho smesso. Avevo grossi problemi esistenziali da risolvere. Trasmettere questi saperi oggi non è più possibile, perchè il massiccio obnubilamento mentale operato fin da neonati impedisce qualsiasi evoluzione intellettuale. Hanno trasformato la mente dei giovani odierni in segatura e ovviamente non se ne accorgono. Non è che anche ai miei tempi tutti se ne accorgessero, infatti molti miei coetanei sono rimasti all'adolescenza come maturità intellettuale. E se non te ne accorgi, non puoi migliorare. Oramai non è che il nulla avanza, perchè il nulla è già qui.
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Noto comunque che intorno al libro persiste una sorta di venerazione secondo me ingiustificata, che assimila la sapienza allo stesso libro, e il leggere all’apertura mentale e all'attingimento della sapienza. La curiosità intellettuale è una qualità che certamente si coltiva anche e soprattutto leggendo, ma ciò non significa affatto che la lettura, in quanto tale, apra la mente. Il mondo è pieno di acculturati ottusi, spocchiosi e profondamente idioti.
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forse si può affermare che chi ha la mente aperta coltiva la sua curiosità leggendo i libri, la saggistica, di qualità aggiungerei, è un patrimonio enorme
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L'epoca del consumo e relativa cultura ci ha deformati anche nel rapporto con i libri: il libro è diventato una caramella da cui suggi il testo e devi poi liberarti della cartaccia. Ma naturalmente l'Ego smisurato impone di trattarli ancora come materia nobile, da questo discende il tentativo di liberarsene mascherato come dono e seguente indignazione verso chi rifiuta cortesemente la nostra generosa offerta. Per quanto mi riguarda quello che leggi racconta la tua personalità e in una casa abitata da più persone dice molto della personalità collettiva di quell'abitazione. Oggetti irrinunciabili quindi. Inoltre alle supposte ragioni di spazio farei notare che su una mensola, un ripiano che cosa ci devi mettere di cosi importante? Rinuncia a qualsiasi inutile soprammobile o suppellettile ma non ai libri che hai letto e che ti hanno formato, questo ne penso io. Arredano la tua anima, oltre naturalmente alla tua casa.
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ma non ai libri che hai letto e che ti hanno formato, questo ne penso io. Arredano la tua anima, oltre naturalmente alla tua casa.
Applauso anche a te...
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"I libri sono da sempre efficaci anticorpi contro barbarie e totalitarismo". Questa frase mi fa venire in mente una bellissima foto che circolava in rete qualche anno fa: era una foto che ritraeva Hitler a Parigi, sullo sfondo si vedeva la torre e sotto c’era la frase (geniale): il razzismo si sconfigge viaggiando.
Ecco, l’idea che i libri in quanto tali siano un antidoto contro la barbarie è chiaramente una sciocchezza. Eventualmente potremmo dire che alcuni libri aiutano, ma non certamente tutti. Anzi. in massima parte si tratta di merce di scadentissima qualità, che più che illuminare le coscienze, le abbuiano, le conformano, le avvelenano.
Ne consegue che non è affatto scontato che i lettori voraci siano sapienti. Sanno cosa? Quello che hanno letto. Ma che hanno letto? Ecco il punto. La tipica spocchia del sinistrato è un po’ questa: io leggo, tu no. Io dunque so. E infatti, grazie anche al loro sapere, hanno quasi tutti tre dosi di Pfizer in corpo e la macchina elettrica.
Per quanto riguarda poi il feticismo dell’oggetto libro, che dire. Io sono stato un fanatico collezionista per decenni. Adesso leggo esclusivamente con il Kindle (che è altra cosa dal leggere sul cellulare o sullo schermo del pc) e mi trovo benissimo. Il libro rimane tuttavia preferibile nel caso sia un testo di studio, che dunque richiede continui passaggi avanti e indietro. Ma per quanto riguarda i testi meno impegnativi, secondo me, non c'è partita. -
per me il kindle va bene per i libri scadenti finiti in immagini su una serie Netflix. I libri, quelli veri, vanno toccati, quasi annusati. Mi ricordo Fahrenheit 451. Credo che i nuovi vigili del fuoco avrebbero salvato Kindle, non consente di imparare a memoria, è solo toccata e fuga. Roba per schiavi ipervaccinati, nutriti con cibi spazzatura. Non è cosa nota, ma l'ordine ai VVFF era: bruciate anche i segnalibri...
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I libri, quelli veri, vanno toccati, quasi annusati.
Applauso...
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Cara Nessie, ti leggo sempre con grande piacere e ancor più questa volta, sia per il tema che per le tue giustissime considerazioni.
Ho traslocato di recente e il mio problema più grande è stato trovare il posto a una quindicina di metri lineari di libri che mi accompagnano, alcuni anche dalla nascita (solo la sezione Mare ne occupa almeno 6 e nessun club nautico ha posto per loro dopo che avrò salpato per l'ultimo viaggio).
Molto amabilmente mio figlio, già vari anni fa, mi ha detto che entrerà con la ruspa..., ma, d'altronde, cosa posso aspettarmi da un figlio della televisione? Io ho combattuto contro sua madre (professoressa) e le sue nonne perché imparasse non solo a leggere ma ad amare la lettura: niente da fare, e si vede quando scrive..., orrore...
Cari amici mi invitano ad usare il Kindle o cose simili..., per carità, praticissimo ma, come giustamente fai notare, e io confermo, ho più difficoltà a ritenere quello che leggo a schermo (anche se l'età, indubbiamente, contribuisce) e poi, ancor più, quanto è bello sottolineare quello che ci piace, quello che ci ha colpito e, magari, tanti anni dopo ritrovarlo.
Io sono un cliente affezionato di bancarelle e librerie di libri usati; per certi versi ne faccio uso come di biblioteca circolante ma, spesso, qualcosa mi resta sui ripiani della libreria, per cui, alla fine, nonostante tutti quelli già dati via, quei 15 metri sono sempre là...
Però, non essere troppo negativa su questi luoghi di scambio libri, pensali come fiori i cui semi il vento disperde..., magari da qualche parte daranno vita a un altro fiore..., spes ultima dea... -
Anche a me con il Kindle succede la stessa cosa, mi sembra di non aver letto.
Può essere comodo per letture meno impegnative, dalle quali estrarre appunti.
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Leggere chiama fatica, bisogna aprire il libro, poi mettere un segnalibro o la terribile orecchia alla pagina. Poi non si sa dove metterlo. Poi il cellulare è più comodo. Poi l'ignoranza è sacra. Ieri ascoltavo un giovanotto che illustrava su Byoblu la ferocia del potere. Parlava della regina Vittoria, ricordando il suo lungo regno nel...XVIII secolo. Poi ha accennato allo zar...di Prussia. A quel punto ho spento e ho aperto un libro, il Maestro e Margherita. Dove sei, Bulgakov?
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natascia 23 ottobre 2025
Mi occupo di libri da una vita. Leggere e continuare a farlo e’ a mio avviso l’esito di una serie di esperienze fortuite. Tuttavia unico modo per approfondire i temi che più ci aggradano. Se io dovessi fuggire improvvisamente porterei solo una ventina di libri. La lettura è un fatto personale, e i libri fatti per noi ci sono stati indicati da persone che ci conoscevano o ci amavano, poi tutto è venuto da se’. Conosco lettori, ma soprattutto lettrici seriali: accumulatori inutili. Quindi odio i libri soli e abbandonati per la strada. Mentre amo le biblioteche: luoghi frequentati da persone calme e riflessive.