Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
L'Italia non è mai stata libera. Abbiamo solo cambiato padrone. Dal regime fascista dei podestà cittadini alla dittatura del dollaro sovranazionale. Il significato sociale e politico del 25 aprile, non può essere discusso attraverso gli articoli di giornali come: La Repubblica, La Stampa, Il Foglio, Il Corriere della Sera... e dalla maggior parte dei totem da vetrina dell'informazione italiana.
Anche quest’anno la Festa si porta sulle spalle gli atroci strascichi delle commemorazioni precedenti.
La concezione della Liberazione è incompatibile con i sostenitori del riarmo europeo, oppure di quella che fu la celebre piazza dell’Europa a Roma (15 marzo 2025), dove maestrini bacchettoni e giornalisti con l’assegno padronale in tasca, favorivano la distopia degli Stati Uniti d'Europa.
La Resistenza era un movimento di alternativa radicale al sistema che aveva generato il ventennio fascista. Celebrare il 25 Aprile ignorando la lotta di classe, significa tradire l’aspirazione di molti partigiani, i quali, non hanno tentato di liberare l'Italia per consegnarla ai vari Vecchioni, Gramellini e Scurati, né tantomeno a figure come "NATOnyahu" e Zelensky. La grettezza di queste persone non può creare un'area di discussione antifascista, perché i primi a manifestare un comportamento mussoliniano, sono proprio i complici dei nazisti in Ucraina, definiti come degli emblemi resistenti.
Quale credibilità hanno tali individui, pronti a equiparare incondizionatamente il nazismo al comunismo?
Mentre ci si scandalizza per gli "insulti" alla Meloni, dimentichiamo di chiederci: con quale autorità Mattarella fa riferimento alle azioni della Resistenza, se paragona il Terzo Reich ai veri liberatori dell’Europa?
Per noi discorsi del genere non hanno la minima importanza. Siamo rimasti mentalmente fermi al film di Benigni, in cui i carri armati statunitensi entravano nel campo di concentramento di Auschwitz. Questa è l'espressione totale di una cultura arretrata, immobile dinanzi a un signore vestito di bianco affacciato al balcone, e pendente dalle labbra di una donna come Liliana Segre, la quale non osa minimamente condannare il genocidio israeliano, anzi, lo sminuisce con retoriche da salotto, supportando gli hitlerismi della Knesset.
Il formalismo è fine a se stesso. Finché la memoria resterà nelle grinfie di una élite intellettuale che propaganda narrazioni distorte, la Resistenza resterà un’opera incompiuta.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
25.04.2026
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oriundo2006 25 aprile 2026
Mi fa orrore festeggiare la 'liberazione', nonostante sia 'democratico', anche se non so che valore possa avere oggi questo termine nella realtà politica dominata dalla coercizione cibernetica totale.
I vinti festeggiano i vincitori: un PAESE VINTO in guerra e sottoposto ad un 'vae victis' che dura da ottant'anni celebra felice la propria disfatta. Un unicum nel contesto storico globale, insieme al Giappone ed alla Germania.
Questo fa capire molte cose.
Inoltre, si dimenticano a livello ufficiale le stragi orrende fatte dai partigiani e dalle armate dei 'liberatori' anglosassoni. Sappiamo tutto su quelle dei tedeschi, nulla sulle altre, o pochissimo.
Nulla sui campi di concentramento alleati dove furono deliberamente assassinati milioni di soldati dell' Asse.
Nulla sulle atrocità dei sovietici nei Paesi dell' Est, le cui ferite sanguinano ancora oggi.
Nulla sulle vere cause del disastro orribile a cui il nostro Paese venne costretto dalla follia lucida degli uni e degli altri, ampiamente dovuta ad una diplomazia 'coperta' dai medesimi circoli elitisti che vediamo all'opera oggi, circoli che deliberatamente volevano la guerra.
E non sono solo i vinti ad esserne responsabili, anche se oggi è anatema ricordare le tante offerte di pace di Hitler e la riluttanza di Mussolini ad entrare in guerra.
Questa ricorrenza è da commemorare con rispetto delle vittime, di tutte le vittime, specie di quelle dimenticate ma non solo.
Rispetto per i sacrifici tremendi dei nostri nonni, poverissimi italiani gettati nella mischia che si batterono con furore e con eroismo contro nemici strapotenti che erano esterni ma anche interni, quelli che poi si assisero con laute prebende al tavolo del nuovo regime.
Questo oggi pare fascistissima reliquia deresponsabilizzante ma è solo un doveroso senso di umanità a richiederlo.
Poveri italiani e povere italiane di quell'epoca infausta: abbiamone rispetto.
Infine, mi fa senso vedere un presidente della repubblica officiare dei riti a carattere massonico in onore di una religione 'laica' che celebra il feticcio a cui la nostra collettività è ridotta.
Un feticcio chiamato 'stato italiano', asservito ad una banda di cialtroni e di traditori dell' interesse nazionale.
Piuttosto, sarebbe meglio dire loggia dei 'confratelli' che hanno venduto il nostro Paese al nulla impersonato da questo occidente criminale.
Chi celebra in 25 Aprile è correo del presente.
PietroGE 25 aprile 2026
Il 25 Aprile, appuntamento immancabile come il Festival di Sanremo, il popolo italiano, tranne pochi, festeggia cantando (Bella Ciao)...la sconfitta.
omega 26 aprile 2026
Ieri La Mummia ha parlato di vittoria sui collaborazionisti.
La faccia tosta non gli manca.