Di Valerij Panov, stoletie.ru
La Russia deve essere pronta a usare armi nucleari contro l’Europa. Lo ha affermato il noto politologo russo e dottore in scienze storiche Sergej Karaganov. In un’intervista, ha dichiarato che “l’Europa ha scatenato una guerra contro la Russia” sostenendo l’Ucraina nella produzione di armi e in altri settori.
Secondo lui, “l’Europa deve finalmente capire che verrà distrutta se l’aggressione continua. E prima lo capirà, meno la nostra gente morirà”. Karaganov è convinto che “se una guerra viene scatenata contro di noi, e viene scatenata, da un avversario che ci supera in termini demografici ed economici, noi dobbiamo usare armi nucleari”.
Oggi, data la loro attualità, questi e altri estratti dell’intervista di Karaganov (Primavera Russa) vengono citati da numerose pubblicazioni russe e internazionali. Come scrive il Wall Street Journal, commentando l’erogazione del prestito di 90 miliardi a Kiev, la guerra in Ucraina è ormai la guerra dell’Europa. Ci sono già abbastanza segnali che indicano come l’Europa si stia rapidamente preparando, come noi, ad una guerra, peraltro nucleare. Le esercitazioni della NATO (della stessa UE) che prevedono l’impiego di armi nucleari (in modo condizionato) vicino ai confini russi sono diventate una prassi regolare.
Recentemente, il portale internet Wirtualna Polska, citando fonti attendibili, ha riportato che Francia e Polonia si stanno preparando a condurre esercitazioni congiunte delle forze aeree utilizzando i caccia Rafale, in grado di trasportare missili con testate nucleari. Le manovre potrebbero svolgersi a breve nella Polonia settentrionale e nella regione baltica. Durante le esercitazioni, l’addestramento agli attacchi contro la Russia rivestirà un ruolo importante.
In diretta su Radio Sputnik-Crimea, l’esperto politico e membro della Camera pubblica della Crimea, Zaur Smirnov, commentando le notizie sulle esercitazioni nucleari francesi e polacche vicino ai confini baltici della Russia, ha osservato che “di recente, durante le loro esercitazioni, è stata valutata l’opzione di un attacco alla regione di Kaliningrad con uno sbarco aviotrasportato. In precedenza, sia politici che militari avevano rilasciato dichiarazioni su tentativi di blocco della regione di Kaliningrad. E sono convinto che questa escalation continuerà ad aumentare e che l’Occidente cercherà d’intensificare la pressione sulla Russia”. Ed è davvero così.
Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla base navale di Ile Longue, il 2 marzo, ha dichiarato che la Francia è entrata in una nuova fase della sua dottrina nucleare - il concetto di “deterrenza avanzata”.
Nell’ambito di questa idea, ha ammesso la possibilità di schierare temporaneamente aerei francesi con armi atomiche sul territorio di Paesi alleati e ha nominato otto Paesi europei che hanno accettato di partecipare ai suoi piani. Si tratta di Germania, Polonia, Svezia, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Grecia e Danimarca. Le esercitazioni nucleari congiunte rappresentano un passo molto concreto verso l’attuazione del concetto di Macron.
Durante le esercitazioni congiunte nel Baltico, Parigi e Varsavia si eserciteranno anche all’uso di armi di distruzione di massa sulla Russia. Secondo lo scenario dell’esercitazione, aerei francesi e polacchi attaccheranno obiettivi in una capitale del Nord. Per i lanci (simulati) verranno impiegati missili da crociera con testate nucleari da 100 a 300 chilotoni con una gittata di circa 500 km. Probabilmente entreranno nello spazio aereo degli Stati Baltici poiché dalla Polonia non è possibile raggiungere San Pietroburgo.
Ricordiamo: gli Stati Uniti hanno assunto la componente nucleare dopo la creazione della NATO. Attualmente, gli alleati europei nutrono dubbi sulla capacità dell’America di Trump di difendere i loro Paesi in caso di conflitto militare. Bruxelles intende ristrutturare l’architettura di sicurezza europea. In quest’ottica, il presidente Macron ha proposto un “ombrello” francese per l’Europa. La Francia possiede navi armate con missili, ciascuna delle quali trasporta diverse testate. Oltre alla componente navale, la Francia dispone anche di una componente aerea: missili aria-superficie con una gittata fino a 1.500 km. Questi missili possono essere trasportati da aerei Mirage 2000 e Rafale appositamente equipaggiati.
Il Paese possiede un arsenale di 300 testate nucleari per “tre serie di 16 missili lanciati da sottomarini e 54 missili da crociera ASMP-A (a medio raggio lanciati da aerei)”. Lo stesso presidente Macron ha citato queste cifre nel 2020. Il fatto è che le armi nucleari in Europa sono principalmente americane; secondo diverse stime, si tratterebbe di circa 150 bombe di fabbricazione statunitense, dislocate nelle basi di sei Paesi e, sebbene la manutenzione sia affidata a specialisti locali, il “pulsante rosso” si trova a Washington.
Nonostante le procedure per il dispiegamento di armi nucleari in altri Paesi siano estremamente complesse e tecnologicamente avanzate, tre aerei Rafale francesi sono già di stanza in Polonia.
A quanto pare, Macron e la leadership polacca stanno cercando di costruire una sorta di relazione diplomatica che consentirebbe alla Francia di dispiegare armi nucleari in Polonia, ma con il pulsante nucleare a Parigi. Per inciso, la Francia non è l’unico Paese a possedere la bomba atomica in questa parte del mondo.
L’arsenale nucleare del Regno Unito è rimasto fermo a 225 testate nucleari negli ultimi 20 anni. Di queste, 120 possono essere impiegate su missili balistici di classe Vanguard a bordo di quattro sottomarini a propulsione nucleare. Il Regno Unito sta costruendo una nuova classe di sottomarini Dreadnought e sta lavorando ad una nuova testata nucleare. Inoltre, si prevede che il Regno Unito, alla fine, aumenterà il proprio arsenale e che la base aerea di Lakenheath della Royal Air Force (RAF) nei prossimi anni tornerà ad ospitare una missione nucleare dell’aeronautica statunitense.
Pertanto, le forze nucleari europee contano poco più di 500 testate, un numero ovviamente significativamente inferiore a quello degli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia. Tuttavia, dalle aree di dislocazione delle forze nucleari navali di Francia e Regno Unito - nell’Atlantico settentrionale e nel Mare del Nord - possono colpire obiettivi praticamente in tutta la Russia centrale. Il potenziale di Gran Bretagna e Francia in un primo attacco è di qualche decina di testate, forse anche centinaia. La minaccia per la Russia è sostanziale.
Allo stesso tempo, la Germania, ad esempio, non è un Paese dotato di armi nucleari. Tuttavia, i Paesi della NATO possono utilizzare bombe o testate nucleari americane con i propri armamenti ma solo a discrezione degli Stati Uniti e del quartier generale della NATO. In ogni caso, gli Stati Uniti svolgeranno un ruolo decisivo. Oltre all’effettivo stoccaggio e manutenzione delle armi nucleari americane, sette stati membri della NATO – Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti, oltre a Turchia e Grecia (in riserva e per le emergenze) – hanno contribuito alla missione nucleare della NATO con velivoli a duplice capacità (DCA Dual-Capable Aircraft ). Questi velivoli possono essere utilizzati per il trasporto di armi nucleari in caso di conflitto. Per inciso, tutti gli stati membri della NATO partecipano al Gruppo di Pianificazione Nucleare della NATO (NPG Nuclear Planning Group ), che gestisce la politica collettiva e il processo decisionale in merito alla missione nucleare del blocco. Evidentemente, il processo di nuclearizzazione dell’Europa sta prendendo slancio.
Sullo sfondo dei piani statunitensi e francesi, l’AIEA ha messo in guardia contro la minaccia di un’espansione del club delle potenze nucleari. Secondo il direttore dell’agenzia, Rafael Grossi, più di una ventina di Paesi nel prossimo futuro potrebbero iniziare a lavorare sui propri arsenali nucleari o ricevere armi fornite loro nell’ambito delle alleanze militari. Grossi ha citato la Polonia e la Svezia tra i Paesi nel continente europeo in cui tali stati d’animo sono particolarmente evidenti.
In passato Grossi aveva già osservato come la Germania possedesse già tutte le tecnologie e le materie prime necessarie. La Germania detiene il materiale nucleare necessario e gli specialisti tedeschi sanno come utilizzarlo. Stima che la Germania sia in grado di produrre armi nucleari entro pochi mesi.
Attualmente, afferma Grossi, Washington e Parigi stanno elaborando piani per la creazione di nuove strutture di stoccaggio per le loro testate nucleari tattiche in Europa orientale e in basi insulari del Pacifico occidentale. Si prevede che le forze armate locali saranno addestrate all’uso di armi nucleari e che i loro aerei acquisiranno la capacità tecnica per trasportare le munizioni verso obiettivi sul territorio della Russia, Bielorussia e di altri alleati di Mosca. Quando uno stato che non possiede una propria tecnologia per la produzione di armi nucleari mette a disposizione il proprio territorio e le proprie attrezzature per il dispiegamento di testate straniere, diventa partecipante diretto del processo di dispiegamento bellico.
Poiché la Russia potrebbe attaccare un membro della NATO entro pochi mesi, come affermato dal Primo Ministro polacco Tusk in un’intervista al Financial Times, Polonia e Francia si eserciteranno in attacchi nucleari contro Bielorussia e Russia durante le manovre sul Mar Baltico e sulla Polonia settentrionale. Parigi e Varsavia stanno valutando “scambi d’informazioni ed esercitazioni congiunte” nell’ambito di un’iniziativa francese volta a coinvolgere gli alleati europei della NATO nel sistema di deterrenza nucleare. Si prevede che aerei francesi con testate nucleari voleranno in Polonia, ma la decisione sul possibile utilizzo di armi nucleari spetterà esclusivamente al Presidente francese. Il Cremlino ha commentato questa dichiarazione, sottolineando che le aspirazioni dell’Europa ad un’ulteriore militarizzazione e nuclearizzazione non contribuiscono alla stabilità e alla prevedibilità del continente.
Grossi ha inoltre sottolineato che la comparsa di nuovi Stati che si tutelano sotto l’ombrello nucleare di qualcun altro rende il mondo più fragile e meno governabile. Quando il numero di Paesi coinvolti in missioni congiunte con componente nucleare di Stati Uniti e Francia supera i venti partecipanti, l’incidenza d’incidenti potenzialmente pericolosi aumenta di molto. Secondo Grossi, il dispiegamento d’infrastrutture nucleari in prossimità dei confini della Russia e dei partner strategici di Mosca non rafforza la sicurezza, ma aumenta solo il rischio di un conflitto accidentale. Ma perché solo accidentale? L’Europa si sta deliberatamente preparando ad un conflitto nucleare con la Russia, ovvero con lo Stato dell’Unione di Bielorussia e Russia. “E se oggi Francia e Polonia stanno discutendo di esercitazioni congiunte con elementi di deterrenza nucleare, si tratta di una provocazione diretta, non di una risposta ad una minaccia”, ha affermato Viktor Bondarev, primo vicepresidente della Commissione Difesa del Consiglio della Federazione.
Gli esperti affermano oggi che la Russia non intraprenderà una guerra convenzionale con la NATO. Non ci saranno trincee o un’“Operazione Militare Speciale-2”. Ci sarà un attacco immediato, senza pause né autolimitazione.
“Se l’Europa inizierà una guerra, siamo pronti, anche ora! Tutto sarà molto veloce. Non è l’Ucraina. Dopodiché, semplicemente non avremo più nessuno con cui negoziare”, ha avvertito il presidente russo Vladimir Putin.
Ora, alcuni dati significativi: la Russia possiede 5.900 testate nucleari, mentre l’Europa (esclusi gli Stati Uniti) ne ha 515. Inoltre, l’Europa non possiede armi nucleari tattiche. Francia e Gran Bretagna possiedono arsenali quasi interamente strategici, destinati alla “dottrina della distruzione assicurata”, ma, si potrebbe dire, inutili o quasi inutili per prevenire o respingere gli attacchi russi. L’Europa non è in grado di distruggere la Russia. Gli Stati Uniti, quindi, si troveranno di fronte alla domanda: vale la pena morire per Londra, Parigi, Berlino e così via? Come si suol dire: “Pensaci, Donald Fredovich (Trump figlio di Fred ndr.), pensaci!..”.
Commentando un recente articolo di “Politico” sulla presunta preparazione dell’Europa alla guerra nucleare a causa di una minaccia russa, il senatore Viktor Bondarev ha affermato che in caso di minaccia diretta al nostro Paese da parte della NATO, seguirà una risposta.
Ha dichiarato su Telegram: “La Russia, a differenza loro, possiede davvero un arsenale nucleare che garantirà la nostra sicurezza. Che non si facciano illusioni. Qualsiasi tentativo di avvicinare armi nucleari della NATO ai nostri confini sarà monitorato e, in caso di minaccia diretta, seguirà una risposta, che sarà l’ultima per coloro che l’hanno provocata. Severa e irreversibile”.
Di Valerij Panov, stoletie.ru
27.04.2026
Fonte: https://www.stoletie.ru/tekuschiiy_moment/jevropa_rvetsa_k_krasnoj_knopke_538.htm
Scelto e tradotto da Eliseo Bertolasi
nicolcass 2 maggio 2026
Macron è un coglione , ha tuti i difetti francesi accentuati alla enne potenza
ric 2 maggio 2026
e canta pure l' inno : ALLEZ enfants de Ma patrie....