L’Europa e l’Italia verso la reintroduzione della leva militare

L’Europa e l’Italia verso la reintroduzione della leva militare

Federico Dal Cortivo per l’Adige di Verona ne ha parlato con il generale Maurizio Boni, che è stato il vicecomandante dell’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) di Innsworth (Regno Unito), capo di stato maggiore del NATO Rapid Reaction Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (Varese), nonché capo reparto pianificazione e politica militare dell’Allied Joint Force Command Lisbon (JFCLB) a Oeiras (Portogallo).
Ha comandato la brigata Pozzuolo del Friuli, l’Italian Joint Force Headquarters in Roma, il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito a Civitavecchia e il Regg. Artiglieria a cavallo a Milano ed è stato capo ufficio addestramento dello Stato Maggiore dell’Esercito e vicecapo reparto operazioni del Comando Operativo di Vertice Interforze a Roma.

Generale, dopo anni di esaltazione della professionalizzazione delle Forze Armate, sta ora riempiendo le pagine dei giornali la questione del ritorno al servizio di leva militare obbligatorio. Il presidente francese Emmanuel Macron ha comunicato che dal 2026 verrà reintrodotto un particolare servizio di leva, (tolta nel 1997) con l’obiettivo di raggiungere un numero di circa 50 mila soldati nel 2035. Lei che ne pensa?

«I progetti francese e tedesco, che costituiscono il riferimento per il nostro Disegno di Legge, si riferiscono a un sistema di leva militare volontaria che genera, già nel termine, molta confusione. Il termine “leva” sottintende la coscrizione obbligatoria, idea concettualmente opposta alla volontarietà di far parte delle Forze armate. Gli scenari operativi odierni, con particolare riferimento a quello della guerra russo ucraina, ma anche quelli passati, ci hanno dimostrato che anche ai minori livelli, quelli appunto dove il soldato è protagonista, sono necessarie capacità che possono essere garantite solo da un esercito professionale.

Non credo, quindi, che le scelte fatte a suo tempo siano messe in discussione, ma si tratta di capire in quale misura e con quale compito i ranghi delle forze armate possano essere integrate con personale non professionista a ferma prefissata di fatto già presente nell’attuale sistema nazionale».

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Sarà che la Francia sta sparendo dall’Africa Occidentale e vuole ricollocarsi geopoliticamente (recentissimo il permesso che dà il via libera alle Compagnie Militari Private sul modello anglosassone), sarà che negli ultimi decenni l’Occidente ha combattuto guerre a bassa intensità dall’Iraq all’Afghanistan per le quali bastavano in prevalenza reparti scelti, sarà che come nell’esercito professionale per tradizione secolare, quello britannico, si riscontra oggi un esodo non più ripianabile con gli attuali arruolamenti, esodi aumentati guarda caso dopo lo scoppio del conflitto ad alta intensità in Ucraina. Quale è la situazione oggi nelle varie Forze Armate europee della Nato?

«Al riguardo, bisogna operare dei distinguo. Nei Paesi scandinavi e baltici, che applicano il concetto di “difesa totale” dove tutte le istituzioni dello stato, e non solo quelle militari, affrontano un possibile conflitto, la situazione non è affatto critica. Ma parliamo di forze armate dalla consistenza esigua, nel contesto del sistema militare generale dell’Alleanza Atlantica, ancorché molto efficienti.

Gli effettivi di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia si attestano in una scala che comprende, per ciascun Paese, dai 20.000 ai 24.000 effettivi. La Lituania ha 23.000 effettivi, la Lettonia 17.250 e l’Estonia 7.000 (dati riferiti ad aprile 2024). La situazione è differente negli altri membri europei della NATO dove, mediamente, la propensione concreta dei giovani ad arruolarsi o a combattere è bassa.

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La leva obbligatoria cozza contro il fattore umano

Persino nei Paesi che hanno annunciato di voler costituire gli eserciti più forti dell’Europa, come la Polonia e la Germania. Nel primo caso, un sondaggio condotto dal “Centro di Ricerca sull’Opinione Pubblica” di Varsavia nello scorso mese di maggio, indica che oltre il 70% dei polacchi non vuole partecipare a nessuna forma di addestramento militare (gli effettivi polacchi sono circa 203.000).

In Germania (circa 187.000 effettivi), analogo sondaggio rivela una maggioranza teorica favorevole a reintrodurre la coscrizione (specialmente se il volontariato non bastasse) ma, al tempo stesso, che solo il 16% degli intervistati direbbe “sì, sicuramente” a prendere le armi per difendere la Germania in caso di attacco; un ulteriore 22% risponderebbe “probabilmente”. I giovani under-29 figurano tra le fasce meno disponibili all’impegno armato.

Questo indica che, pur esistendo un supporto teorico politico-sociale alla reintroduzione della leva, la propensione concreta dei giovani ad arruolarsi o a combattere è molto bassa. Tuttavia, il governo tedesco ha dichiarato di voler raggiungere, entro il 2030, i 260.000 effettivi, numero che, con i riservisti, raggiungerebbe la cifra di 460.000. La vedo molto dura».

In Italia, dove la leva obbligatoria è stata abolita nel 2005, il ministro della Difesa Crosetto annuncia che proporrà un” disegno di legge” in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento, secondo lei è fattibile un ritorno anche parziale al servizio militare obbligatorio e in che modo? Oppure è sola propaganda bellicista antirussa?

«Il servizio militare obbligatorio, che difficilmente potrebbe essere “parziale”, richiederebbe ingenti risorse di tempo e denaro per ricostituire il sistema di reclutamento e di addestramento che avevamo durante la Guerra fredda, incluso l’aspetto infrastrutturale delle caserme da ristrutturare o da costruire ex novo. E credo altresì che non sarebbe socialmente sostenibile. Da un recente sondaggio realizzato per YouTrend / Sky TG24 emerge che tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la maggioranza (55%) è contraria alla reintroduzione della leva obbligatoria, e solo il 36% favorevole.

Ma non è questa, a mio avviso, la questione fondamentale. Rifacendomi alla prima domanda, bisogna discutere l’esigenza operativa (vale a dire incrementare gli effettivi per fare cosa?) e poi definire i nuovi organici.

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Se la prospettiva è quella di un conflitto perenne con Mosca le risorse non basteranno mai. Si ha l’impressione che con l’attuale proposta si voglia far passare il concetto del popolo in armi perché la Russia ci può attaccare, ipotesi questa che personalmente reputo infondata.

D’altronde, se fosse vero che l’attacco russo è davvero imminente, allora dovremmo subito chiamare alle armi tutti gli uomini e le donne abili, avviando la mobilitazione generale. Nell’impossibilità di poterlo fare, si cercano soluzioni che non affrontano invece un altro aspetto fondamentale che è quello dell’invecchiamento del personale dello strumento militare, come già più volte ribadito dai Capi di Stato Maggiore dell’Esercito che si sono avvicendati, in occasione delle audizioni nelle Commissioni difesa di Camera e Senato. Parlo di Esercito perché è la forza armata dove il fattore manpower è più rilevante.

Si è sempre rimandato il problema nel corso degli anni, anche quando la Russia ha annesso la Crimea e tutti gli eserciti della NATO cominciavano il lungo processo di adattamento ai requisiti operativi dei conflitti ad alta intensità. Svecchiare l’esercito significa assicurare la fuoriuscita regolare del personale più anziano, facendolo accedere agli altri comparti della pubblica amministrazione, o facilitandone la reintegrazione nella società civile, progetto pensato a suo tempo ma mai sostenuto dalla politica. Contemporaneamente, bisognerebbe provvedere al reclutamento e all’addestramento di nuovo personale da inviare ai reggimenti, tenendo sempre presente il fatto che occorrono, mediamente, almeno diciotto mesi per specializzare un soldato nel proprio incarico».

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Infine generale si sente parlare solo di Pil, prestiti, acquisizioni di armamenti sofisticati, del fantomatico “esercito europeo”, ma nessuno in Europa, dai burocrati non eletti di Bruxelles ai vari ministri della Difesa, menziona mai il fattore più importante, il “soldato”, potremmo dire questo sconosciuto per moltissimi giovani europei, vista la “cultura dominante” individualista lontana dai concetti di Patria e sacrificio? Tutto l’opposto della Russia potremmo dire, che i “volenterosi” vorrebbero attaccare… e dove il consenso all’”Operazione Speciale” è alto in tutti gli strati della popolazione. Lei che ne pensa?

«Lei ha giustamente evidenziato un altro aspetto chiave del tema della difesa europea, vale a dire l’eccessiva focalizzazione sugli aspetti del procurement militare e del ruolo dei comparti industriali della difesa dei Paesi membri della NATO e della UE, a discapito delle valutazioni riguardanti l’elemento umano, cui abbiamo solo accennato nel corso di questa intervista. In tale contesto, la società russa e quelle europee sono profondamente differenti in merito alla percezione degli affari militari ad eccezione, come abbiamo visto, di alcuni casi.

La questione di quali, quanti e se, cittadini europei debbano sapere impiegare i sistemi d’arma che ci si accinge ad acquisire in grande fretta, e in quali scenari, è ancora aperta e meriterebbe un dibattito pubblico molto più partecipato».

Di Federico Dal Cortivo, l’Adige di Verona

04.12.2025

Fonte: https://www.giornaleadige.it/2025/12/04/reintroduzione-leva-militare/

Commenti (19)

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    1. mago 5 dicembre 2025

      Ma quale esercito di leva si sono venduti o fatto andare in malora le caserme e poi mancano le infrastrutture e la formazione non fai con i corsi online tanto in voga oggi,la vedo una storia tipicamente italiana.

    1. BrunoWald 5 dicembre 2025

      Al contrario di molti suoi colleghi, il gen. Boni almeno è stato in parte sincero.

      Definendo "infondata" l'ipotesi di un attacco russo, smaschera tutto questo parlar di guerra per quello che è: una psyop.

      Eserciti "esigui ma efficienti" non servirebbero a molto, in un conflitto a grande scala. E ricostruire le infrastrutture necessarie per un esercito di popolo non sarebbe socialmente insostenibile: bisognerebbe però smantellare l'intero sistema economico liberista costruito negli ultimi decenni per tornare ad un'economia mista, cosa che lorsignori non hanno alcuna intenzione di fare.

      Infine, il fattore umano è decisivo: hanno avvelenato la gioventù e distrutto i presupposti per cui qualcuno vorrebbe difendere il suo paese - che infatti non è più nostro - e adesso s'attaccano al caxx0.

    2. Martin 5 dicembre 2025

      Va altresì tenuto in conto che contrariamente a quanto scrive la storia nella versione dei vincitori, negli anni 30 per un intero decennio strateghi ed esperti, militari e non, discutevano apertamente di come una eventuale WW2 sarebbe stata infinitamente più devastante della WW1, a causa dello sviluppo dell'aviazione militare, sia nelle operazioni belliche che nel bombardamento dei civili. Come puntualmente poi accaduto.

      Mutatis mutandis una guerra UE-Russia, con o senza gli USA (attenzione, potrebbe accadere anche senza) sarebbe diversa e molto più devastante della WW2. Basterebbero qualche decina di Oreshniks per disarticolare (e massacrare milioni di persone) a Bruxelles, Londra, Parigi etc, ben prima del classico scontro tra eserciti.

      E' credibile che i guerrafondai UE non se ne rendano conto e siano invece disposti a scommettere su un danno suppostamente limitato? Viene da pensare che il riarmo e la riorganizzazione militare servano ad una svolta autoritaria in ambito UE, specie qualora in Francia o GB si arrivi ad uno scontro interno politico.

    1. Martin 5 dicembre 2025

      E' uscito il documento strategico di politica estera della Presidenza Trump e predica apertamente la fine dell'espansione della Nato.

      La Commissione UE e diversi Governi europei non concordano perche' continuano a puntare sull'estensione dell' UE nelle ex repubbiche sovietiche (Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbajan, etc), ossia sull'espansione imperialista in aperto conflitto con la Russia.

      I nostri guerrafondai da 4 soldi di Bruxelles non afferrano che l'UE non ha i mezzi militari per confrontare militarmente la Russia (leggasi: Oreshniks, per non parlare delle truppe di terra) e che gli USA non sono obbligati a difendere l'Europa. Potrebbero semplicemente profittare dalla
      distruzione reciproca.

      Non afferrano nemmeno che il grado di distruzione reciproca finale di WW1 e WW2 è stato infinitamente maggiore delle ottimistiche aspettative iniziali, e quindi è fortemente probabile che lo stesso accadrebbe in un ipotetico conflitto UE-Russia.

      La cricca che comanda nella Commissione UE e nella NATO va rovesciata. Gente come VDL, Kallas, Rutte, Cavo Dragone et similia deve andarsene. C'e' da cambiare profondamente linea politica, persone e linguaggio.
      Il fallimento globale della Commissione UE negli ultimi 20 anni è indiscutibile, abbiamo perso il 30% della crescita, del Pil, degli stipendi e del potere d'acquisto rispetto agli USA, e come se non bastasse andiamo dritti verso una guerra alla Russia.

    2. TM 31-210 5 dicembre 2025

      I “nostri” guerrafondai da 4 soldi di Bruxelles sono telecomandati da Washington e da Londra. A Bruxelles non si muove foglia che Washington/Londra non voglia.

      Gli attuali “disaccordi” fra vertici politici-economici-militari di Bruxelles, Washington e Londra in merito alla conduzione della guerra in Ucraina (pace sì, pace no, pace come?) sono una farsa: sono tutti d’accordo per proseguire l’attacco alla Russia. Ma hanno un problema: la carne da cannone degli utili idioti ukrobanderisti, che avrebbero dovuto fare il lavoro sporco al posto loro, sta finendo. Ne serve di nuova.

      Ecco quindi il nuovo piano: USA/UK inscenano un finto ritiro* da Europa e NATO pur continuando a gestirle e ad armarle fino ai denti, spingono poi tutta l’Europa continentale contro la Russia, e per mantenersi fuori dalla guerra effettuano gaslighting affermando: «Russi! Sono gli europei che oggi gestiscono la NATO ad essere andati fuori di testa e ad avervi attaccato di loro iniziativa! Noi non c’entriamo niente in questo casino! Non nuclearizzateci!».

      Ma a Mosca non sono idioti, così anche questo loro piano andrà in malora.

      [ * : https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2025/12/05/usa-leuropa-prenda-il-controllo-della-nato-entro-2027_08131549-3c91-424f-a188-688d2ec9384e.html ]

    3. mago 5 dicembre 2025

      Eh sì sì sono svegliati alla fine ..

    4. Martin 5 dicembre 2025

      La sua analisi è profondamente errata, come se la Commissione UE non esistesse. La frattura tra gli USA di Trump e i Dem USA/Commissione UE è evidente e profonda.

    1. maghi 5 dicembre 2025

      ma cosa ci vogliono far credere? Dalle mie parti il 50% dei giovani che vedo sono figli di stranieri, che mai e poi mai prenderebbero le armi per noi. Magari contro di noi, piuttosto. Se poi si scava a fondo, mi pare che la voglia di difendere la patria sia bassa o a zero nella maggior parte dei giovani italiani. Questo lo sanno benissimo i nostri generali e cosa sperano? Di bleffare? Ormai è risaputo in tutto il mondo che l'Europa è finita e si fanno delle belle risate alle nostre spalle, come quel paki, che nel suo kebab ha messo un cartello con scritto:"Non ti arrabbiare, tanto il mondo, quando sarai morto, andrà avanti lo stesso, anche senza di te". Ormai ci considerano in estinzione rapida e aspettano che i vecchi muoiano per divenire i padroni. Altro che far guerra alla Russia. Dopo 2 giorni non mi meraviglierei che bande armate di stranieri disarmino i nostri valorosi militari e occupino i centri di potere. Ricordiamoci dell'8 settembre 1943, quando l'esercito italiano aveva ancora 2 mln di effettivi, mentre ora sono pronti agli scontri cruenti all'ultimo sangue in poche migliaia. Per fortuna la Meloni non è così cogliona come i sinistri guerrafondai del nord Europa e si è appoggiata alle 120 basi USA per avere un pò di copertura militare, anche se come dicevo prima, non saremo coinvolti in nessuna guerra, perchè i mln di stranieri che abbiamo accolto a braccia aperte non aspettano altro.

    2. BrunoWald 5 dicembre 2025

      Insomma, per te l'alternativa è tra essere cogl10ni come i sinistri guerrafondai o servi senza dignità come la Meloni... Siamo messi bene.
      In ogni caso le basi USA non ci offrono nessuna copertura militare: sono in Italia per salvaguardare i loro luridi interessi, nel momento del reale bisogno se ne andranno, lasciandovi soli a vedervela con un fato crudel.

    3. nicolcass 5 dicembre 2025

      non ho nessuna fiducia nella meloni ne in mattarella

    4. maghi 5 dicembre 2025

      allora se rimaniamo soli, si vedrà chi venderà cara la pelle, andando assalto colla baionetta tra i denti come faceva un assaltatore della WWII o la mitragliatrice Breda a tracolla, che conoscevo bene, perchè era mio padre.
      Comunque, grazie alla Meloni, non saremo coinvolti in nessuna guerra. Se ci fosse un governo di sinistra, le probabilità invece sarebbero altissime.
      La Meloni sta dalla parte di Trump, che non vuol essere coinvolto in avventure senza speranza come vorrebbero i sinistrorsi guerrafondai del nord Europa. Non è questione di essere servi, è questione di fare una politica onesta per risparmiare alla propria nazione i danni peggiori.
      Se vuoi sapere come la penso io, questa guerra ci porterà dritti nell'agenda 2030, perchè il loro piano, cominciato col covid, si dipanerà completamente entro quella data o pochi anni dopo.

    5. mago 5 dicembre 2025

      Più che la Meloni i suoi consiglieri alla Cavo Dragone..poi ci mettiamo pure Il Gen.Figliuolo e avanti Savoia.

    1. TM 31-210 5 dicembre 2025

      Questi sondaggi hanno sempre modalità di raccolta ed elaborazione dati pagliaccesche e fraudolente. E poi presentano domande sempre così noiose, non trovate?
      Per verificare la disponibilità degli italiani a imbracciare le armi anche con una Levée en masse, io proporrei, modestamente, le seguenti due domande:

      A) Da 1 a 10 quanto sei d’accordo con la seguente affermazione? «Sono pronto a imbracciare le armi e a rischiare la vita in una nuova spedizione hitleriana/napoleonica, per saccheggiare la Russia in modo che i grandi oligarchi capitalisti di Washington e Londra e i loro kapò massonico-mafiosi locali possano arricchirsi ancora di più. Se necessario mi immolerò eroicamente per la vittoria e la preservazione di Wall Street a della City of London, per la NATO, per l’UE, per la BCE, per l’Euro, per il MES, per il regime banderista di Kiev, per le privatizzazioni degli anni ’90, per i salari fermi da 20 anni, per il Job Act, per la cancellazione dello statuto dei lavoratori, della scala mobile e dell’equo canone, per le pensioni d’oro dei senatori a vita, per le ideologie gender/green, per le belle facce della Von der Leyen, di Rutte, di Borrell, di Mattarella, di Draghi, di Prodi, di Monti, di Renzi, di Fassino, della Meloni, della Schlein, di Crosetto, di Cavo Dragone, eccetera.»

      B) Da 1 a 10 quanto sei d’accordo con la seguente affermazione? «Sono pronto a imbracciare le armi e a rischiare la vita in un nuovo Biennio Rosso, per cacciare dall’Italia la cricca massonico-mafiosa al guinzaglio di Washington e Londra che ci opprime. Se necessario mi immolerò eroicamente per la vittoria della classe lavoratrice, per creare una Repubblica popolare libera e sovrana, per cacciare tutte le truppe straniere dalla nostra patria italiana, per sterminare i fascisti* oggi travestiti da “liberali” e “sinistra-progressista”, per fare in modo che terre, sottosuolo, acque, foreste, officine e fabbriche, miniere e cave, strade e ferrovie, la Banca d’Italia e l’oro che contiene siano patrimonio di tutto il popolo lavoratore, affinché producano prosperità per tutto il popolo lavoratore – e non più per pochi porci sfruttatori.»

      Ecco, cari sondaggisti, provate un po’ a fare ‘ste due domande al popolo italiano.

      Fateci sapere cosa vi risponderà.

      [* PS: Per evitare che qualcuno attacchi con la solita storiella che “i fascisti del ventennio sono stati i soli veri patrioti italiani”, invito a leggersi tutti i libri di Rimondini, Cereghino e Fasanella, eccetera: pure il pelatone era un uomo di Londra, che portò l’Italia al disastro per volere di Londra. Finì poi appeso al distributore perché fallì la missione assegnata di soggiogare l’URSS e perché si mise a fare di testa sua (stessa sorte che toccherà a Zelensky). Fino a oggi l’Italia non è mai stata libera. Ma il futuro non è scritto.]

    2. BrunoWald 5 dicembre 2025

      A) Se non fosse che i grandi oligarchi capitalisti di Washington e Londra e i loro kapò massonico-mafiosi locali inviarono interi convogli di armi ed equipaggiamenti a Stalin, lo aiutarono a distruggere la Germania e alla fine gli consegnarono mezza Europa. Ma non ti preoccupare se i fatti contraddicono la teoria: l'importante è crederci!

      B) "sterminare i fascisti* oggi travestiti da “liberali” e “sinistra-progressista”": no, guarda, pidioti e progres al massimo possono essere dei travestiti tout court, se mai incontrerai un fascista vero noterai subito la differenza.

      PS: "Per evitare che qualcuno attacchi con la solita storiella che “i fascisti del ventennio sono stati i soli veri patrioti italiani”..."
      Sempre più patrioti di quelli che andavano a Mosca a chiedere la cittadinanza sovietica.
      Non parliamo dei fascisti della RSI, che sparavano sugli angloamericani, dai quali invece i comunisti ricevevano ordini e logistica.

      Altro che "ho trovato l'invasor"...

    3. TM 31-210 5 dicembre 2025

      Senti, a proposito di ‘sta storia rileggiti i commenti che ci siamo già scambiati un anno fa, che mi rompo le balle pure io a scrivere sempre le stesse cose:

      https://comedonchisciotte.org/lucraina-e-blackrock-too-much-important-to-fail/

      Cordialità

    4. BrunoWald 5 dicembre 2025

      Hai ragione, m'ero dimenticato di quello scambio, in cui ci eravamo già detti (quasi) tutto, ognuno restando esattamente della sua opinione, per cui non avrebbe senso insistere.

      Cordialità anche da parte mia.

    1. uomospeciale 5 dicembre 2025

      Sono proprio curioso di vedere la faccia da pirla di chi rischierebbe la pelle per difendere gli interessi geopolici e il bilancio delle fabbriche di armi quando da decenni la nostra guardia costiera è un servizio navetta per le mafie dei clandestini che ci invadono, e ci viene impedito persino di difenderci in casa nostra:
      Non solo da ladri, rapinatori, scippatori e occupanti abusivi, ma pure da orsi e lupi.
      Intanto per non sbagliare, hanno già cominciato a truccare i sondaggi dei favorevoli alla leva, come se mentire spudoratamente potesse cambiare la realtà.

    2. Martin 5 dicembre 2025

      Ma infatti è incredibile, da decenni sparare sugli scafisti sarebbe un crimine contro l'umanità. La Mogherini che a New York ONU urlava piangendo e singhiozzando che "nessuno sarà respinto",qualcuno l'ha dimenticata? Sotto gli occhi luccicanti del kapo Scholz..
      Adesso invece si cerca direttamente la guerra con la Russia

    3. mago 5 dicembre 2025

      La Mogherini..

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