Lettera d’amore al Cinema

Cinema, che passione!

Lettera d’amore al Cinema

di Alessandra Turra per ComeDonChisciotte.org

Il cinema ha avuto da sempre un ruolo fondamentale nel corso della mia vita.

Mi ha fatto sognare, piangere, ridere, arrabbiare, inorridire, arrossire.

Pensandoci bene, c’è sempre una motivazione personale nella scelta di una pellicola, in base allo stato d’animo del momento. Alle volte sembra che un film sia stato confezionato ad hoc dal regista e si rivolga direttamente alla nostra parte animica, al bambino che c’è in noi.

“Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé”. Pablo Neruda.

Il cinema ha fissato indelebilmente sulla pellicola, come pennellate sulla tela vergine, il corso della storia, delle tradizioni, dei sentimenti di interi popoli. Esso è il corrispettivo visivo di ciò che è scritto su carta ed è un mezzo incredibilmente efficace per arrivare all’anima di qualsiasi spettatore.

L’arte cinematografica arriva all’uomo di cultura, al borghese, al ricco, al povero, alla donna in carriera, alla casalinga ed ognuno di loro la interpreta a suo piacimento, come evasione, come accrescimento del proprio ego (“io avrei saputo fare di meglio”), come sfogo della propria rabbia.

Nel mio intimo, cos’ha esattamente rappresentato il cinema?

Dal momento che provo rispetto nei confronti di voi lettori, come mia abitudine caratteriale, sarò schietta e darò sfogo ai miei sentimenti, nella speranza che qualcuno si immerga in un mondo che per me ha assunto un ruolo catartico.

Figlia unica, intrappolata in una realtà cittadina dispersiva e tentatrice, passai anni della mia adolescenza avviluppata in un bozzolo creato ad arte da una madre separata e iperprotettiva.

Immersa nella solitudine fino all’età di diciott’anni, mi creai un universo parallelo, fatto di sogni e di speranze. Fu così che mi avvicinai al magico mondo cinematografico.

La prima volta che misi piede in un cinema fu in un paesino di montagna, ove trascorrevo abitualmente le mie vacanze estive, lontano dallo smog e dalla calura infernale della città.

Ricordo nitidamente il distributore di bibite in entrata, quando ancora si vendevano le bottigliette in vetro della più famosa bevanda a stelle e strisce. Ricordo anche che acquistavo le caramelle Charms, da assaporare durante la proiezione e no, non esisteva in quel piccolo cinema la macchinetta per i pop corn e vi garantisco che si potrebbe aprire un intero capitolo dedicato al legame tra sala proiezioni e il caldo e profumato mais scoppiettante!

Il film era “Mi faccio la barca”, del lontano 1980, di Sergio Corbucci, con i mitici Johnny Dorelli, Christian De Sica e Laura Antonelli.

Altro film, genere horror, che ricordo a tratti e che andai a vedere questa volta nella mia città, fu “L’isola del Dr. Moreau” del 1977, con Burt Lancaster e Michael York.

In proposito, vi devo assolutamente raccontare un aneddoto che mia madre cita divertita ancor oggi.

Nel bel mezzo di una scena raccapricciante, il silenzio fu squarciato da un mio recondito e primitivo desiderio, ahimè espresso a voce alta, “Mamma, ho fame, voglio un panino con la mortadella!”.

Tutti in sala scoppiarono a ridere ed io, già da piccola, dimostrai un’innata predisposizione al genere horror, che per nulla mi impressionava.

Ancor oggi, adoro crogiolarmi sotto la coperta, in inverno, gustando un film horror, meglio ancora se durante una giornata buia e piovosa, il sole mi oscurerebbe il pathos del momento.

La sala cinematografica, intesa come luogo fisico, racchiude all’interno odori, fetori di umana gente, brandelli di solitudine, prime cotte, amori clandestini.

Ad ogni film ecco che riaffiora un ricordo, un periodo della nostra vita, più o meno piacevole.

Con l’avvento delle varie piattaforme a pagamento di film e serie tv, purtroppo perdiamo il senso di comunità e l’autentica visione di una pellicola. Scompaiono il contatto umano e il grande schermo che permette l’interezza dell’immagine. Ne è un palese esempio la scena di “Via col vento”, durante la quale 850 comparse devastarono la stazione di Atlanta e furono impiegati inoltre ben 1000 manichini (mossi dagli attori per farli comparire realistici).

Immaginiamo una scena del genere all’interno di un 50 pollici di casa nostra. Il paragone non regge in alcun modo.

Il cinema, come il teatro, svolge un ruolo catartico, di liberazione delle proprie energie e stati d’animo.

Aristotele interpretava la catarsi come una liberazione dalle passioni che conducono al male.

Nel teatro greco (V secolo a.C.) si creava una simbiosi tra attori e spettatori, tale da far vivere un’esperienza unica, offrendo l’occasione di liberarsi dagli impulsi peggiori che provocavano il male.

Il cinema è talmente potente e coinvolgente da farci, alle volte, provare ammirazione verso personaggi alquanto discutibili, diventando così noi stessi loro complici.

Il regista trova alibi per edulcorare alcuni personaggi di per sé diseducativi, tant’è che talvolta mi sono ritrovata ad immedesimarmi nella parte della strega cattiva.

Varie pellicole mi hanno insegnato la storia, come non avrebbe mai saputo fare un testo scolastico.

Molte scene e frasi si sono impresse nella memoria e rimarranno lì a ricordarmi chi sono.

Vogliamo parlare dei platonici innamoramenti nati tra spettatore e personaggi di alcuni film?

Chi non avrebbe voluto avere un professore come Robin Williams ne “L’attimo fuggente”?

Chi non avrebbe voluto fuggire ai Caraibi con il capitano Jack Sparrow o ripristinare la giustizia come Batman?

Il cinema ci permette di essere, per quelle due ore scarse, chi vogliamo e ci sono consentiti poteri straordinari, senza limiti. Per questo la scelta di un film è fondamentale e accompagna i sentimenti che proviamo in quell’istante.

Il cinema ci fa sentire qualcun altro, ci fa precipitare in un burrone, o volare in cielo come aquile e riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita.

Ho letto da poco un articolo nel quale si annunciava la chiusura di produzioni italiane e cancellazioni di serie tv, con conseguenti nuovi licenziamenti.

Grazie al cinema italiano ha preso vita il genere comico e il neorealismo, portando alla fama internazionale nomi come Totò, De Sica, De Filippo, Vittorio Gassman, Mastroianni, Vitti e tanti altri ancora.

Le produzioni contemporanee, per certi versi, hanno perso lo smalto, la profondità e l’intensità dei vecchi film, anche se non tutto è da scartare a priori. Credo sia il momento di trasporre sulla pellicola nuove idee, nuovi spunti di confronto, nuove iniziative atte a stimolare un cinema indipendente, mettendo al centro l’uomo in un contesto sociale e storico ben definito.

Gli ultimi anni hanno cambiato il mondo e i singoli individui e sarebbe il caso di non nascondere la testa sotto la sabbia e affrontare a muso duro emozioni, esperienze e sentimenti contrastanti che ci hanno letteralmente travolto in tutta la loro drammaticità.

Se solo ripenso che, fino a poco tempo fa, non potevo entrare in un cinema a causa di assurde leggi liberticide, mi infervoro. E’ giunto il momento che questo infame periodo storico diventi il protagonista indiscusso di una veritiera e attenta produzione cinematografica, affinchè non si ripeta più un simile orrore, grazie anche alla consapevolezza del popolo italiano.

Sogno un cinema politicamente meno corretto e più sincero, ma so che rimarrà solo un sogno recondito.

Il cinema è arte, cultura, evasione, e magia.

Riacquistiamo l’intelligenza, la cultura e l’assennatezza, perché in una società dove esse non esistono, subentrano coercizione e ingiustizia.

Articolo di Alessandra Turra per comedonchisciotte.org

Commenti (159)

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Mostra commenti 159 caricati
    1. DrCaligari 1 ottobre 2023

      Il cinema lo si può amare solo finché resta una fede. Prendete Qualcuno volò sul nido del cuculo, film bellissimo certo ma creato ad arte per farci credere che vivevamo in un mondo e in un'epoca migliori del passato e del blocco comunista. il Neorealismo che simula la naturalezza della vita ripresa da un uomo nella sua semplicità, invece dietro c'era l'intero apparato di fuoco dell'intellighenzia di sinistra. Paradossalmente il cinema di oggi che deprechiamo tanto perché certo di qualità nettamente inferiore, ecco che invece è un possibile esempio di arte semplice e diretta. Non parlo delle grandi produzioni americane ovvio, ma del cinema italiano ad esempio. Da quando ha perso la sua centralità è diventato un'espressione più genuinamente artistica in questo senso, ma il novanta per cento della qualità è andato a farsi benedire.

    1. TorreNera 1 ottobre 2023

      Il cinema è arte, cultura, evasione, e magia.
      In una frase si è descritto il tutto!
      

    1. gix 1 ottobre 2023

      Non c'è certezza che un film sia di per sé espressione più artistica della vita stessa. A prescindere dalla banalità dell'esistenza di molti, o dalla insipienza di certi film, in fondo è difficile distinguere la vita stessa da un film, ed oggi questo appare sempre più evidente. Un film altro non è che una rappresentazione parziale della realtà, o della Matrix, tanto per rimanere in tema, persino quando si tratta di volgare propaganda o quando racconta la realtà come si vorrebbe che fosse. Forse è per questo che il cinema è, almeno parzialmente, in crisi. L'arte esplora sempre nuovi orizzonti, e quella del cinema forse oggi è una brutta, o quantomeno insoddisfacente, copia della realtà.

    2. WarezSan 1 ottobre 2023

      Il cinema italiano puzza di muffa da un pezzo ormai.
      Ci rimane solo Boris.

    3. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      L’arte esplora sempre nuovi orizzonti, e quella del cinema forse oggi è una brutta, o quantomeno insoddisfacente, copia della realtà.

      Esatto. Ma è il risultato di una società ormai automatizzata in cui vige il "copia e incolla".

    1. emilyever 1 ottobre 2023

      Grazie al cinema italiano ha preso vita il genere comico ...

      Vogliamo scherzare? E Charlie Chaplin, Buster Keaton, Stan Laurel e Oliver Hardy, insomma, tutto in cinema comico americano muto degli anni 20 e 30 dove lo mettiamo?
      Anch'io adoro il cinema, ed è innegabile che l'optimum sia gustarlo in sala, ma condivido l'idea di Enrico Ghezzi che un grande film rimane tale anche se si vede su un smatwatch. E poi, il cinema non è solo emozione, sogno, innamoramento, come non lo è solo ogni forma artistica.

    2. Jimbo 1 ottobre 2023

      Concordo su Keaton ecc ma... veramente ti godi un film sullo smartphone e nel grande schermo quasi allo stesso modo ?
      Te lo chiedo perché é l'opposto del mio pensiero ma é probabile che spieghi l'arcano.

    3. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Prova a spiegartelo io con questo esempio.
      Se suoni un pezzo di Bach con un violino da 4 soldi o con uno Stradivari. Sicuramente lo Stradivari avrà maggiori capacità e sarà apprezzato meglio. Ma il pezzo di Bach rimane il pezzo di Bach.
      Così non c'è bisogno del grande schermo per apprezzare un capolavoro. Fermo restando che è sicuramente il mezzo migliore.

    4. emilyever 1 ottobre 2023

      Io no, anche perchè non uso lo smartphone per vedere film, era un'iperbole, una provocazione di un grande studioso e appassionato di cinema come Enrico Ghezzi che mi serviva a dire che la scena dell'incendio di Atlanta di Via col vento, a differenza di quello che scrive Sonia, si può godere e lasciarsi coinvolgere anche sul piccolo schermo.

    5. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Anche la Venere di Botticelli si può godere su un libro, è la stessa cosa? Per me no...I film sono radicati al grande schermo che vuol dire "cinema", luogo, cioè uno spazio-tempo sospeso e separato dallo spazio-tempo quotidiani.

    6. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      La musica, come l'arte, è espressione. Un pezzo di Bach rovinato da una performance difettosa resta un pezzo di Bach solo sulla carta dello spartito, nella teoria. Ma l'arte, come la musica, è legata alla concretezza e sensorialità dei suoi canali espressivi. Il mezzo è il messaggio, da un supporto all'altro tutto si modifica anche se a noi non sembra perchè siamo assuefatti alla riproduzione infinita delle immagini. Ma "l'originale" esiste

    7. Nonso 1 ottobre 2023

      Oh oh. Quindi ora la musica è musica e l'arte è arte. Avete una bella confusione circa cosa sia l'arte oggi, ma non è colpa vostra, è colpa dell'ambiguità del secolo scorso.

      La musica è una cosa pratica, come la pittura o la scultura, la scrittura o la danza. L'arte è invece una parola difficile, usiamola con parsimonia

    8. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Difatti nella mia allegoria non ho usato due musicisti diversi con preparazioni tecniche diverse. Ma due strumenti. Uno strumento da due soldi suonato da un talentuoso ti assicuro che rende fede al pezzo originario (suono quindi so 😀) anche se non potrà raggiungere l'espressività di un violino di liuteria.
      Quindi il capolavoro rimane capolavoro qualunque mezzo si renda necessaria per la sua espressione. Non sempre si può avere fra le mani uno Stradivari.

    9. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      "Difatti nella mia allegoria non ho usato due musicisti diversi con preparazioni tecniche diverse". Neanche io

    10. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Un pezzo di Bach rovinato da una performance difettosa

      E come lo interpreti questo?
      Uno strumento musicale da 4 soldi non può dare di per sé una performance difettosa. Limitata forse, avrà meno armonici, meno voce, qualche difetto d'intonazione ma poca cosa, ma non difettosa.
      P.S. vi sono su youtube dei video del tipo: Come suona uno strumento da 200 dollari e uno da 100000 dollari. Suonati però tutti da musicisti professionisti. Certo vi sono delle differenze ma il pezzo rimane incantevole lo stesso.

    11. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Nessuna confusione, grazie. La "parola" è l'arte più difficile...Usiamola con parsimonia...

    12. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      "qualche difetto d’intonazione", difettosa appunto. Non sono sfumature...Per Bach avere 9 violini in orchestra non è come averne 10...

    13. emilyever 1 ottobre 2023

      Il discorso di Ghezzi si muoveva in un altro ambito: lungi da me attribuirgli il fatto che sia uguale vedere un film in una sale cinematografica o su uno smartphone. Il suo era un discorso di valore, nel senso che ad una mente e ad uno sguardo "educato al cinema", Corbucci rimane Corbucci sia in sala che su un altro mezzo, e Scorsese rimane Scorsese, cioè un bel film si impone e si riconosce dovunque. Tutto qui. In quanto alla Venere di Botticelli, l'ideale sarebbe poterne parlare davanti al dipinto, ma possiamo anche desiderarlo e saperlo apprezzare perchè magari ne abbiamo visto prima una riproduzione in un libro e l'abbiamo studiato lì.

    14. emilyever 1 ottobre 2023

      Paradossalmente allora, un pezzo di Bach lo apprezzi solo in una sala da concerto, la riproduzione in disco o su altro mezzo è altro, è tecnica

    15. Nonso 1 ottobre 2023

      Vedo che però apprezzi il mio modo di usarla, tanto da copiarmi le battute.

      Considera sempre che il mio modo di parlare è il risultato di un filtraggio di minuzia. Puoi immaginare!

      Comunque non hai mica risposto. Quindi l'arte che cos'è? Pittura e scultura? Oppure cinema e teatro? Oppure cosa?

      E la differenza fra scrittura e letteratura, qual'è? E fra parola e verbo?

    16. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Sono veramente sfumature prova a cercarti i video youtube che ti ho detto e se sei una persona non avvezza al mondo della musica neanche ti accorgi delle differenze.
      P.S. I difetti di intonazione te ne accorgi se hai un orecchio musicale allenato altrimenti proprio no. Neanche lontanamente.Stiamo parlando di variazioni di frequenza nell'ordine di un'unità. Più o meno.

    17. Nonso 1 ottobre 2023

      Ma infatti. La musica composta da Bach è eternizzata (IN PARTE) nelle PARTIture, eppure rimane effimera, interpretabile, comprensibile e non comprensibile, chiara ed inafferrabile nel complesso. Perché si fonda sulla sua sensibile immaginazione sonora e che con lui è morta, irrimediabilmente irripetibile.

      Mentre un pezzo inedito di un bravo musicista è un altro paio di mani.che.

    18. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Penso sia la stessa cosa. La differenza è che non abbiamo la possibilità di ascoltare Bach in persona e come lui l'avrebbe suonato.
      Uno spartito da delle indicazioni anche dettagliate a volte ma non basta assolutamente. Ecco perché vi sono svariati interpreti su Bach.
      Ma anche sui musicisti inediti. A volte alcune cover (come si chiamano quei pezzi reinterpretati da altri) sono anche migliori degli originali.

    19. Nonso 1 ottobre 2023

      Il luogo è fondamentale. Ma mentre la Venere è una in tutto il mondo e, laddove sta, lì solo puoi ammirarla, altri valori espressivi più recenti, e tra questi la cinematografia, sono riproducibili tecnicamente anche altrove. Posso persino ottenere le stesse dimensioni dello schermo e proiettare i miei film e ciò non toglie che non avrò comunque il luogo cinema, ma allo stesso tempo potrò fruire il film. L'opera cinematografica è la pellicola, il file, la luce, il set, lo schermo o la maschera?

    20. Nonso 1 ottobre 2023

      Le cover non sono opere, sono esecuzioni, sempre.

    21. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Ma sono esecuzioni di opere.
      Così come un musicista interpreta Bach in un modo e un altro in un altro.
      A volte lo stesso musicista come fece Glenn Gould sulle variazioni Goldberg. La seconda interpretazione molto più lenta è sublime. La prima, più veloce, è riuscita meno bene.

      Insomma l'opera inedita o meno non può fare a meno dell'interprete, che può anche essere l'autore stesso ma non è detto (non tutti gli autori sono bravi interpreti), sono un'unità indissolubile.

    22. Nonso 1 ottobre 2023

      Sì, quando sono ben riuscite, o addirittura sublimi, possiamo parlare di interpretazione di un'opera. Altrimenti è esecuzione, anche come assassinio.

      Certo che non tutti i compositori sono bravi interpreti, ma bisogna stare attenti. Un conto è interpretare, un altro è eseguire, un altro ancora è celare dietro la parola "interpretazione" la frustrazione di un ego col dono tecnico, nella totale assenza di creatività (che non è un dono, è una possibilità umana per tutti), che pagando i diritti trova conforto e prende pure gli applausi. Cioè cambia se esegui un brano per amore o per riempire un ego infelice

    23. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      L'opera d'arte unica e fatta a mano ha subito uno smottamento "nell'era della sua riproducibilità tecnica", ora assistiamo a un mutamento simile anche per il cinema che, se è vero che nasce come arte già riproducibile non è vero che lo è ovunque, su qualsiasi supporto senza modifiche della sua essenza.. Per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora, il film è nato per stare dentro il grande schermo (e di fronte a una platea silenziosa, concentrata e isolata, quasi un rito) così come il quadro è nato per stare dentro la cornice in un museo. Come scriveva Barthes il viso della Garbo è figlio del grande schermo. Il piccolo schermo ne produrrà altri. Il linguaggio del film cambierà, non è questione di fruizione ma di ideazione

    24. Nonso 1 ottobre 2023

      Il film è la pellicola, allora.

      Il dipinto è il supporto, anche quando non prevede cornici.

      La parola è il verso.

      Il verbo fu il principio.

      E l'arte, cos'è?

    25. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Ars gratia artis.
      Il ruggito del lenone ops leone della Metro.
      (Godo di questa dotta disputa)

    26. emilyever 2 ottobre 2023

      Infatti ci sono da molti anni i film per la tv, le serie televisive, e prima ancora i telefilm. Mi giudicherete una reazionaria ma penso che il pericolo per il cinema (e anche per la tv) venga da ben altro: dal politicamente corretto, per esempio, dal fatto che debbano essere rappresentati più generi possibili, più minoranze possibili. Probabilmente ora le sceneggiature le scriverà l'intelligenza artificiale.

    27. lilithdea 2 ottobre 2023

      Vedere un film su smartphone è quasi un abominio, più tollerabile vederlo sul pc evitando però certi siti che chiedono di abbonarsi, magari per film che con un po' di meno pigrizia si possono vedere al cinema visto che escono subito dopo. La verità come ha ben detto l'articolista che la percezione di un film cambia se lo vedi al Cinema piuttosto che a casa, senza citare la scena di Via col Vento(hai ragione su questo punto Sonia,ma pensa anche alle scene con il grandangolo di Quarto Potere), parlando di un Oppenheimer sul pc perde tantissimo nella resa dell'immagine in molte scene è indubbio che il grande schermo lo faccia apprezzare di più nelle scene più mozzafiato.Comprendo che per gli anziani sia più comodo farlo senza strapazzarsi per cercare un posto auto, poi avere a che fare spesso con un pubblico in sala incivile. Purtroppo nel progetto del great reset era previsto anche questo, diminuire gli spazi di socialità, far chiudere le piccole sale che spesso proiettavano film scomodi, anche italiani perché non siamo del tutto fermi a Monicelli del '92(non esageriamo suvvia), favorendo le multisale. Il cinema è ancora una fabbrica di sogni, magari se non fosse del tutto o quasi monopolizzato dal cinema americano, che sforna qualche ottimo film alternandolo a fregnacce inutili. Con più film europei di qualità non seminascosti, forse anche un certo tipo di pubblico lo si potrebbe recuperare.

    28. lilithdea 2 ottobre 2023

      Concordo con Sonia, anche Fellini la pensava allo stesso modo parlando dei suoi film: l'ho potuto riscontrare vedendo 8 e mezzo prima in tv e poi sul grande schermo, la potenza delle immagini e del messaggio del film erano triplicati. Mi fido di Fellini che conosceva la tecnica cinematografica come pochi, e della mia percezione di maggior coinvolgimento e maggiore sospensione dell'inconscio piuttosto che di Ghezzi che resta un critico sui generis.

    29. lilithdea 2 ottobre 2023

      Temo che l'intelligenza(?) artificiale abbia già fatto molti danni, già riguardo a quel film Everything Everywhere all at once che è brutto e confusionario sia al cinema che in tv. . Eppure a molti è piaciuto, perchè si ha voglia di mostrare mondi irreali, multiversi improbabili piuttosto che mostrare le uniche minoranze che nell'era pandemica siano state ghettizzate non meno di neri, cinesi, indiani nativi americani, ebrei, armeni, curdi. E se parliamo di gusti sessuali o di identità di genere davvero sguazziamo nel politically correct
      Direi anche di più sulle nuove minoranze ma non tutelate, visto che c'è chi vorrebbe ancora bruciare vivi chi non si sia fatto il "sacro siero"(vero Scanzi e Lucarelli?) e non penso nessuno chiederà mai scusa o farà mai un film che possa risarcire almeno moralmente chi abbia subito un martirio come questo. Qualcuno non ha retto psicologicamente, altri hanno perso il lavoro, amici, persone care. Tutti elementi da sceneggiatura per un film, che non si farà mai.
      Oggi la vera "diversità" sarebbe vedere un uomo ed una donna che si baciano come facevano Cary Grant e la Bergman in Notorious senza dover essere per forza inclusivi: invece se il cattivo amico dei nazisti che sposa lei non fosse almeno bisex ed il maggiordomo di qualche minoranza griderebbero all'esaltazione degli etero wasp sullo schermo.

    30. Hospiton 2 ottobre 2023

      A un certo punto però credo che il discorso finisca nel soggettivo, se parliamo di Bach o altri musicisti del XVIII secolo (o comunque del passato) vi sono puristi che ritengono che le loro opere vadano suonate esclusivamente con strumenti già utilizzati all'epoca
      https://lorenzoghielmi.com/johann-sebastian-bach-e-il-pianoforte/
      alcuni propugnano addirittura l'uso di strumenti prodotti con tecniche e materiali disponibili nell'epoca in cui fu scritta l'opera in oggetto, per rispettare il più possibile gusto, sonorità e interpretazione proprie del tempo. A quel punto però solo chi possiede un clavicembalo costruito secondo tecniche seicentesche potrebbe suonare correttamente preludi e fughe di Bach, gli esecutori che si "accontentino" di uno strumento moderno non starebbero rispettando la cosiddetta filologia musicale. Continua

    31. Hospiton 2 ottobre 2023

      Segue - qui l'interessante pagina della Treccani inerente appunto la questione filologica
      https://www.treccani.it/enciclopedia/filologia-musicale-e-prassi-esecutive_%28Enciclopedia-Italiana%29/

      tornando al cinema mi viene in mente il dibattito sulla fruizione in lingua originale delle pellicole straniere. Alcuni ritengono inaccettabile il doppiaggio, che in effetti in non pochi casi apporta modifiche significative ai dialoghi per esigenze di sincronizzazione o di comprensione al pubblico, eliminando riferimenti culturali che risulterebbero incomprensibili al di fuori del contesto americano, inglese e così via. Ma in questo modo si "falsifica" l'opera in questione? In parte si, inevitabile. Alla querelle sul doppiaggio io aggiungo anche quella sul "ridoppiaggio" dei capolavori, sempre più diffuso in nuove edizioni; ho adorato "C'era una volta in America" con i vari De Niro, Woods, Forsythe doppiati da Amendola, Fantoni, De Ambrosis, e quando ho visionato la versione ridoppiata (per beghe legate ai diritti, credo) ho abbandonato dopo pochi minuti. Sentire in una pellicola del 1984, e su attori di quella generazione, voci che associo a film e interpreti di 20-30 anni dopo (i pur strepitosi Luca Ward, De Sando, Anselmo) risultava straniante, "filologicamente" scorretto. Alcuni potrebbero reputarlo un dettaglio di poco conto, io credo non lo sia, e dubito che Leone avrebbe apprezzato simile operazione, dato che il regista scelse personalmente i doppiatori originali.

    32. Fantine 2 ottobre 2023

      Non entro nel discorso che hanno preso i commenti, per tante ragioni, mi permetto solo di dirti che, senza esagerare, ma almeno al minimo sindacale di onestà, suonare Bach sul piano o suonarlo sul clavicembalo non è la stessa cosa.
      Io suono il pianoforte e mio fratello il clavicembalo e no, non è la stessa cosa.
      E questo al di là del fatto che lui sia (anche) un musicista e io no (più o meno, ma non è il caso di soffermarsi su tale affermazione).
      Ciò non toglie che la musica di Bach possieda in sé un soffio di eterno.
      Mi taccio e aspetto il seguito del tuo commento, caro Hospiton.

    33. Hospiton 2 ottobre 2023

      Certo Fantine, non è la stessa cosa, non ci avviciniamo neppure. Quello in effetti è un esempio-limite, ho voluto inserire l'articolo di Ghielmi (grande conoscitore e interprete di Bach) per l'approccio generale al tema della filologia musicale. Ma a volte parliamo di sfumature avvertibili solo da musicisti con orecchio allenato, se un'opera musicale è accettabile solo se eseguita esattamente come previsto dal compositore allora una quantità infinita di pur grandiose registrazioni novecentesche risulterebbero filologicamente scorrette. Perciò dicevo che a un certo punto il dibattito entra in un vicolo cieco, quello della soggettività, e portandolo agli estremi diventa accessibile solo con una preparazione da specialisti. Apprezzo Bach anche se suonato con un organo Hammond, ma dubito che molti puristi della musica barocca siano d'accordo con me!

    34. Fantine 2 ottobre 2023

      Concordo con quanto scrivi, Hospiton.
      E posso confermare che anche la scelta di ciò che si suona passa per un sentire personale.
      Come ciò che si ascolta ;)

    35. Hospiton 2 ottobre 2023

      Non potrei essere più d'accordo Fantine, confermo da appassionato e chitarrista (non professionista ma suono da quasi 30 anni, a furia di ascoltare, studiare e cimentarsi qualcosa la si impara). Una curiosità e poi chiudo la parentesi musicale (dopo l'ennesima discussione-fiume con Martin ho promesso al buon Cpt Hook di evitare OT!): un clavicembalo costruito con tecniche moderne possiede un suono simile a strumenti prodotti ai tempi di Bach, Buxtheude, Bohm ecc? Insomma le differenze le può notare solo uno specialista o sono piuttosto evidenti? Te lo chiedo perché non ho mai avuto modo di suonarne o provarne uno, e dato che tuo fratello è un musicista professionista -se ho ben capito- ne approfitto...

    36. Fantine 2 ottobre 2023

      Ci sono costruttori che riproducono copie di cembali originali e secondo le tecniche antiche.
      Naturalmente sono artigiani eccelsi e non si tratta di una costruzione meccanicizzata. Passa anche un anno perché lo strumento sia pronto. Mi riservo di chiedere meglio a lui e ti riferirò.
      Posso dirti che la stessa cura che mio fratello ha per i suoi clavicembali è, passami il termine, maniacale.
      Dall'umidità (perché il legno è un materiale "vivo"), ai salterelli, alle penne, ai rallentatori.
      Vorrei condividere altro con te.
      Se vuoi, possiamo scriverci in privato.
      Questa è la mia email, Hospiton: [email protected]

      PS: sono indietro con le letture, Hospiton.
      Ma appena riesco, vado a leggermi i tuoi scambi con @Martin.
      Tu resti sempre un signore, ma purtroppo altri, e @Martin ne sa qualcosa, non riescono a non toccare livelli poco edificanti, quando si discorre di certi argomenti. Anche se con lui incontrano pane per i loro denti.
      E comunque al di là degli stili e delle convinzioni personali, è sempre interessante leggervi!

    37. Hospiton 2 ottobre 2023

      Prendo nota Fantine, io devo cambiare la mail quindi appena completata l'operazione capiterà senz'altro qualche scambio "epistolare"! Intanto ti ringrazio per le prime delucidazioni, spero pubblichino presto qualche articolo in merito, bell'argomento. In quanto agli ultimi dibattiti con Martin non ti sei persa granché, l'abbiamo finita con le solite diatribe sul marxismo-non marxismo -con tanto di querelle sugli OT- che alla fine non ci portano a nulla...e sulla signorilità insomma, anch'io spesso eccedo, a volte la stanchezza o l'umore del giorno incidono e si usano parole poco calibrate. Non ho ancora l'autocontrollo zen, che ci vuoi fare. Ancora grazie e se tuo fratello suona a livello professionistico e pubblica video su youtube o qualcosa di analogo se vuoi segnalamelo pure, mi piace vedere all'opera degli appassionati musicisti (e capisco la maniacalità nella cura dello strumento) e apprezzo tutto ciò che riguarda l'epoca barocca, naturalmente musica compresa.

    1. lazarovici 1 ottobre 2023

      Non so perché, mi è venuto in mente il mito della caverna del filosofo dalle spalle larghe. Anche il filosofo cinese Zhuangzi sognava. Sognava di essere una farfalla, libera e felice, che volava qua e là tra i fiori, gli alberi e le colline. Poi si svegliò e si rese conto di essere sempre il massiccio Zhuangzi. Ma non sapeva se era Zhuangzi che sognava di essere una farfalla o una farfalla che sognava di essere Zhuangzi. Ha ragione Baudelaire. Le donne vivono spiritualmente nelle fantasie che suscitano e fecondano.

    1. Eugiorso 1 ottobre 2023

      Buono l'articolo, ma vorrei ricordare che il cinema è anche - vedi hollywood - propaganda e diffusione di stili di vita confacenti a un potere di natura imperiale, così com'è business, perché produzione e "botteghini" vogliono incassare bei soldoni (altrimenti chiudono!), ed è anche legato a determinate relatà sociali, politiche e storiche, nonché alla censura incombente e all'autocensura degli autori (entità di produzione, soggetisti, registi) ... ma forse dovrei scrivere che il cinema è stato tutte queste cose, perché oggi è in profonda crisi, surclassato da internet, dai noleggi di pellicole in rete o fisicamente presso i nuovi distributori, eccetera eccetera, un po' come sono in crisi i giornali di carta.

      Per quanto riguarda il cinema italiano, ho l'impressione che sia morto da anni, perché per trovare una pellicola decente devo andare indietro nel tempodi decenni, ad esempio al 1992 con Parenti serpenti del compianto Mario Monicelli ...

      Comunque sia, complimenti all'autrice.

      Cari saluti

    1. WarezSan 1 ottobre 2023

      Sei riuscito ad infilare anche qui i deliri ecologisti.
      Devo dire che la tua ossessione ha sfondato il confine patologico da un pezzo.

    2. ric 1 ottobre 2023

      secondo me Vincenzo intendeva dire che il cinema e' coercizione. Attraverso il cinema si forgiano le menti e le credenze , si spostano emozioni e convincimenti , si influenzano pensieri e comportamenti . Non a caso negli USA i film sui mostri , alieni , inondazioni , terremoti apocalittici invasioni di cavallette ecc...Ma alla fine grazie ai soliti eroi ( yankees) il nemico viene sempre sconfitto . questo al fine inconscio di generare fiducia dei goveni USA , Non a caso da Nixon in avanti tutti i presidenti yankee hanno un filo diretto con Hollywood , done serie particolari di film vengono confezionati...

      Sai benissimo quanti film sulla Germania ( 2 guerra ) sono stai mandati in onda ? ti basti attendere il 27 gennaio.......

      salut.!

    3. WarezSan 1 ottobre 2023

      Mah... quando parla di "natura distrutta dal sistema neo-barbaro dei profitti"...

      Per il resto ormai si parla di coercizione solo per le menti giovani, che ovviamente sono plasmabili e decisamente prive di senso critico che non sia indotto.

      Per tutti gli altri ormai si parla di rifiuto vero e proprio, fortunatamente.
      E speriamo che fallisca tutta l'industria a questo punto.

    1. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Il cinema è la grotta magica con la sala buia e il grande schermo. Il resto sono solo film, belli magari, ma senza più l'aura del rito collettivo. Diventano consumo individuale e privato. Fa parte dell'erosione crescente degli spazi pubblici, ci vogliono chiusi in casa, comodi sul divano, fintamente liberi con il telecomando in mano... A Milano hanno appena venduto l'Odeon, con le sue sale liberty dietro il Duomo, diventerà un centro commerciale...Fine di ogni magia

    2. WarezSan 1 ottobre 2023

      Il cinema di oggi merita l'estinzione.
      È un dato di fatto, la "notte degli oscar" ormai è diventata senza più remore un evento autoreferenziale che non conta più nulla nel mondo reale al pari dei premi Nobel.
      Un evento per puttane di altissimo bordo che promuovono agende "altre" con rare eccezioni.
      Una di queste anomalie in tempi recenti è rappresentata da Mel Gibson che ha chiaramente detto che il fine del cinema non è mai stato quello di intrattenere ma di indottrinare. Secondo lui è sempre stato uno strumento, oggi ancora più palese con la feccia woke.

      E come dimenticare Jim Carrey?

    3. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Gli anni '50, la domenica mattina in chiesa e il pomeriggio al cinema e, all'uscita, il difficile confronto con un mondo scarno, senza le emozioni esaltanti consumate collettivamente in un buio irrealmente sferzato dai riflessi dello schermo, il ritorno muti, o sovreccitati, per strade semideserte in case spoglie tra persone modeste e inchiodate alla difficile realtà di ogni giorno.

      Hollywood, un mondo di pazzi incoscienti con una precisa missione.

    4. WarezSan 1 ottobre 2023

      Ricordo tutto del tempo in cui il cinema era ancora un sogno ad occhi aperti, gli odori e la sensazione magica di esser calati dentro la tana del coniglio bianco.
      E in tempi più recenti l'uscire dopo la proiezione di Matrix guardandomi intorno a cercare conferme che quella fosse davvero realtà.

      È impossibile non avere ricordi in merito al cinema di un tempo.

      Ora è tutto svilito.

      Rimangono pochi guerrieri come Eastwood, chissà per quanto ancora...
      Ho rivisto giusto ieri quinto potere del 1976.
      Impressionante come l'arte sia degenerata fino all soglia della meritata estinzione.

    5. Jimbo 1 ottobre 2023

      La discussione infatti é doppia.
      Sono problemi molto differenti anche se a volte si trovano "appiccicati".
      Posso guardarmi un banale film italiano o i guardiani della galassia nello schermo di casa.
      Ma non c'é paragone tra il vedere il secondo sul grande schermo o rintanato nelle mie 4 mura.
      Neanche se invito amici.
      Solo il secondo peró.

    6. Brule 1 ottobre 2023

      Io non posso postare più nulla su yt da quando, durante il lockdown, postavo il link del monologo di Howard Beale nei commenti sui video sulle restrizioni.
      Il cinema può essere potente.

    7. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Picinin, vogio tornar picinin.

    8. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Il cinema, buio~luce candido schermo che si anima.
      La grande illusione l'apparente magia di un apprendista stregone ;
      metafora dell'ancora più grande:
      illusoria magia di vivere.

    9. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Concordo. Ma li vedo più appiccicati e temo che la sparizione del cinema-luogo – cioè il tramonto del grande schermo – comporterà una seria modificazione del linguaggio del cinema. Non sappiamo se in peggio o in meglio, sicuramente in qualcosa di diverso. Dal grande al piccolo schermo ci perdono i visionari, non perdono molto i registi che privilegiano la trama.
      Però il cinema è sempre cambiato, dal muto al suono, dal bianco-nero al colore. Almodovar non lo si può pensare in bianco-nero, né Bergman a colori…Vedremo...

    10. Jimbo 1 ottobre 2023

      L'arte é probabile che resisterá al luogo per eccellenza sparito dai radar.
      I 30 cinema porno a Milano chiusero ma il mercato cinematografico non credo sia in crisi nera.
      La gente ha bisogno di vedere storie ma sembra poco interessata a guardarle al cinema.
      Perché ? .. nonostante schermo e audio siano di un livello molto superiore alle TV (che comunque si sono avvicinate negli anni)

    11. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Non tutto è svilito, vedi "Tre manifesti a Ebbing"


    12. WarezSan 1 ottobre 2023

      Pensa che adesso vengono lasciati passare sul tubo video con dimostrazione pratica per la depilazione anale senza restrizioni d'età.

      Depilazione da parte di gay ovviamente.

    13. WarezSan 1 ottobre 2023

      Ho dimenticato Joker di Todd Phillips.

      Forse c'è ancora speranza.

    14. Sonia Milone 1 ottobre 2023

      Non temere, lo sei

    15. Hospiton 1 ottobre 2023

      L'uso propagandistico del cinema era evidente pure in passato ma oggi in effetti abbiamo toccato il fondo, sempre più difficile trovare pellicole che non contengano perle legate alle varie tematiche che compongono il pacchetto "pensiero unico". Esistono eccezioni ma la maggior parte del cinema mainstream è andata, esattamente come gran parte della musica leggera destinata all'ampia divulgazione. Questo ci offre un'idea della vastità dell'operazione in corso e della sottigliezza delle argomentazioni utilizzate per annichilire il dissenso, oltreché della diffusa mancanza di dignità di gran parte degli "artisti" (incapaci di muovere critiche circostanziate per paura di esser emarginati e demonizzati, ma se hai questo timore non sei un vero artista, solo una pallida imitazione più attenta a patrimonio e follower che ai contenuti). Prima citavi Quinto potere, grande esempio di film d'alta scuola e di denuncia, e di quel periodo possiamo ricordare Rollerball, I 3 giorni del condor, Brubaker, Silkwood, la New Hollywood seppe produrre pietre miliari...ma il contesto era più favorevole, oggi il potere si è evoluto, utilizza una facciata dal volto umano (i "diritti" delle minoranze, la "salute", la "salvaguardia del pianeta") ben più subdola di quella che ai tempi di John Wayne o Gary Cooper propinava banalmente retorica sulla libertà. Hanno affinato le loro armi dialettiche, e in pochi finora han trovato i modi -e il coraggio- di opporsi. Continua

    16. Hospiton 1 ottobre 2023

      Segue - la cosa più drammatica è notare una tendenza simile anche nel cinema e nella musica underground, che in teoria dovrebbe essere meno vincolata, meno schiava di determinate logiche. È un morbo arduo da arginare, d'altronde hanno dispiegato un'artiglieria mediatica, istituzionale, culturale davvero micidiale.

    17. Hospiton 1 ottobre 2023

      A proposito di Hollywood e pazzi incoscienti, consiglio il recente "Babylon" di Chazelle, racconta gli albori della "fabbrica dei sogni" e il passaggio dal muto al sonoro. Un omaggio alla storia della settima arte, ma non fa alcuno sconto al folle mondo dell'industria cinematografica, né alla falsità dell'immaginario che ha partorito (credo che il titolo rimandi a un libro di Kenneth Anger, "Hollywood Babilonia", cronaca di decine di scandali che coinvolsero star e produttori negli anni 20-30, tali da portare all'adozione del famoso Codice Hays)
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_Hays

    18. Primadellesabbie 2 ottobre 2023

      Link molto utile.

    1. Jimbo 1 ottobre 2023

      Alessandra, l'arte cinematografica arriva all'uomo povero e a quello ricco. Vero.
      Il cinema-luogo non piú.
      Costa troppissimo per il povero.
      Anche qui c'entra la politica... dannazione, malediz.

    2. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Il povero impara a fare il "pirata". 😁
      Che è pure meglio visto che esce dai circuiti canonici ormai decadenti.

    3. Jimbo 1 ottobre 2023

      Riguardo al cinema-arte, per i poveri e "i poveri si fa per dire" la strada della pirateria é scontata.
      Il cinema-luogo invece é insostituibile.
      Purtroppo.

    4. WarezSan 1 ottobre 2023

      Non sono i "poveri" a scaricare da torrent.

      I poveri, quelli veri, hanno altri pensieri.

    5. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Bene ecco un altro tuttologo che sa anche sulla povertà!

    6. WarezSan 1 ottobre 2023

      Quello che so è che la pirateria in ambito informatico non è determinata dall'indigenza.
      Al contrario, la pirateria viene sempre più usata per spingere prodotti legittimi sul mercato.

      Quello che so, è che vi sono state swh che hanno distribuito su steam versioni di Software contenente codice piratato.
      E parlo del "loro" sw.

      Quindi si, quando si parla di pirateria informatica conosco l'argomento.

    7. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Spingere prodotti legittimi sul mercato?
      Ma davvero? Quindi tutti i siti che forniscono film pirata spingono film legittimi sul mercato.
      Così poi chi se l'è visto pirata poi corre a comprare la versione legittima.
      Mi pare un'ottima strategia. Degno di uno stratega di alto livello.
      Come chi si è visto una partita di calcio pirata poi corre allo stadio a fare l'abbonamento.

      E che c'entra il software con i film lo sai solo tu.

    8. WarezSan 1 ottobre 2023

      No, non lo so solo io, lo sanno anche le grandi major.

      Il parallelismo con il "pezzotto" non regge, in quel caso si tratta di un contenuto in streaming in tempo reale, e infatti la repressione è stata durissima ed efficace.

      Secondo te l'azione da chi è partita?
      Dalle fdo?
      È partita dalle società che con il pezzotto andavano in perdita.

      Nel caso della pirateria p2p invece il discorso cambia. Le ricerche di mercato indicano che quello che una volta era considerata una piaga in realtà aiuta i produttori e non li danneggia.

      Più gente vede e ne fruisce più se ne parla, più se me parla più il valore del prodotto cresce.

      Nel sw vale la stessa logica, un videogioco che arriva a costare miliardi di dollari punta al live service così come le pellicole puntano non solo agli incassi di sala sempre più esigui ma ai futuri introiti dati dallo streaming ed ai correlati.

      Ormai chi scarica via torrent ha non di rado abbonamenti a più piattaforme di streaming come Netflix, Prime, HBO, Disney Channel e altri.
      Scarica per comodità di avere tutto su NAS, condivide le opinioni sui titoli sui forum, su rottentomatoes o imdb, rating che poi vengono pubblicati sulle stesse piattaforme di streaming.

      Ai tempi vi era un gap di diversi mesi fra l'uscita in sala e l'uscita non solo in streaming ma anche su supporto ottico.

      Segue

    9. WarezSan 1 ottobre 2023

      Continua

      La paura era che il contenuto, se proposto in contemporanea in digitale avrebbe comportato una diffusione immediata sui nodi torrent e piattaforme di sharing con conseguente perdita do introiti .

      Oggi questa paura è svanita.
      I film escono in contemporanea sia in sala sia sulle piattaforme.
      Hanno capito come funziona il meccanismo di diffusione.
      Sono passati da un pensiero analogico ad uno digitale.

      Secondo te filmati su torrent con codifica h265 che pesano nonostante tutto anche 15 gb per 2h di filmato da dove vengono?

      Dalla sala cinematografica?

      Sai che le piattaforme di streaming ti permettono di scaricare il video proposto con funzione integrata?

      Che che lo stesso viene fatto dalle sw che sempre più spesso non integrano DRM nei loro codici kernell?

      Quindi si, so di cosa parlo.

      Se volessero, torrent e altri chiuderebbero domani stesso.

    10. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Non hanno poi così tanto smesso di combattere hanno semplicemente capito che è inutile. Non è controllabile internet. Checché tu ne dica.
      Ma tu parli particolarmente dei film in prima visione. Ma quelli spesso neanche si trovano in giro prima di un tot tempo. Quelli di Netflix (che li produce) si ma perché spesso non vanno neanche al cinema.
      Quelli non sono interessanti.
      Io parlo dei film in generale anche vecchissimi e anche di cose che nemmeno si trovano volendoli comprare.
      Anche quelli sono spinti dalle Major?

    11. WarezSan 1 ottobre 2023

      Guarda che Torrent è controllato nei suoi nodi.

      E' controllabile eccome la pirateria, è questione di volontà e opportunismo.

      Per un certo periodo in Germania bastava accendere torrent e scaricare (e quindi condividere) prodotti soggetti a diritto d'autore per vedersi arrivare a casa una lettera di diffida, citazione e relativa somma a molti zeri per chiudere la questione.

      Per quanto riguarda i film "in prima visione", il concetto è ormai obsoleto.

      Non esiste più la "prima visione" semplicemente perché al contrario di quanto dici i contenuti vengono distribuiti in contemporanea su diverse piattaforme in diversi continenti, forse non sei aggiornato.

      Per quanto riguarda i film datati, fatti un giro sui siti che indicizzano i seed e i peer e guarda i numeri, e poi dimmi se questi sono anche solo percepibili dalle major in quanto ad impatto economico.

      Qualsiasi film, anche datato, è comprabile in streaming.
      Anche qui, non sei aggiornato.

    12. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Che sia controllato ho seri dubbi. Non riescono a controllare i traffici loschi che avvengono su internet pensa se controllano una cosa di così poco conto.
      Ogni tanto capita che riescono a mettere le mani su qualche "nodo" come li chiami te, ma se ne ricostruiscono altri in poco tempo.
      E comunque sei tu che sei rimasto indietro. Ormai i torrent si usano sempre di meno vi sono altri canali di divulgazione. E questo vale anche per i software.

      La prima visione esiste ancora. Quelli che vanno in contemporanea sono i film prodotti dalle compagnie come Netflix che hanno servizio di streaming.
      Altrimenti escono le cosiddette CAM che sono una schifezza di qualità.

      Anche se molti non tutti i film sono disponibili in streaming. Ve ne sono alcuni che non si trovano. E a volte si trovano invece nei canali pirati. A volte purtroppo nemmeno in quelli.
      Ma dipende quello che cerchi. Cinema da botteghino lo trovi facilmente.

    13. WarezSan 1 ottobre 2023

      Ogni tanto capita che riescono a mettere le mani su qualche “nodo” come li chiami te,

      Senza offesa, non sai di cosa stai parlando.
      I nodi si chiamano così e basta.
      E non mettono le mani su nulla ma non mi sembra il caso di spiegarti come funziona l'architettura p2p perché lo spazio non me lo consente, e nemmeno il tempo.

    14. Hospiton 1 ottobre 2023

      Quindi siti come Torrent ormai sono tollerati poiché non causano danno economico alle majors? Ma il discorso vale anche per piattaforme come "Altadefinizione" o "Cb01", o queste ogni tanto vengono bloccate tuttora? Ho iniziato a usarle solo di recente, di rado i film più nuovi sono disponibili in buona qualità ma dopo pochi mesi dall'uscita in sala caricano dei files accettabili...non so se questo lasso di tempo sia ritenuto sufficiente per consentire a tali piattaforme di proseguire l'attività in pace, o se periodicamente vengano oscurate.

    15. WarezSan 1 ottobre 2023

      Se parliamo di siti che aggregano dati torrent sono equiparabili ai motori di ricerca tradizionali.
      Non hanno responsabilità alcuna nell'indicizzare i file la cui responsabilità ricade su chi li condivide (e quindi chi li scarica visto che la cosa avviene in modo bidirezionale e simultaneo).
      Hanno provato a combatterli ma la partita si è rivelata persa sin dall'inizio ed i numeri non sono tali da cagionare un danno superiore al vantaggio che ne traggono in termini di diffusione del prodotto.
      La strada in tal senso è stata aperta da GOG con i giochi pubblicati senza DRM.

      Al momento le major oscillano fra i 30 ed i 45 giorni dalla data di rilascio nelle sale per quanto riguarda le piattaforme streaming, altre case di produzione pubblicano in contemporanea con l'uscita nelle sale.
      Considera poi che molte produzioni sono esclusive delle piattaforme streaming che poi provvedono a distribuirli su altri media.

      I film che vedi ad alto bitrate provengono tutti dalla sorgente, quindi o piattaforme streaming o direttamente croppate dal prodotto digitale proiettato in sala.

      Altro paio di maniche sono le versioni in bassa qualità che spesso sono cam-rip o peggio.

      Qui trovi le sigle a cui far riferimenti che precedono i file.

      https://www.ildottoredeicomputer.it/il-significato-delle-sigle-di-torrent-cam-ts-fs-ws-md/

      P.s. Per le piattaforme streaming pirata il discorso è simile, in linea generale chi di dovere preferisce avere un contenitore da poter monitorare.

    16. Hospiton 1 ottobre 2023

      Ti ringrazio, molto interessante (compreso l'elenco delle sigle, che conoscevo solo parzialmente). Ma per quanto riguarda piattaforme pirata (come penso sia Altadefinizione) cosa intendi con "chi di dovere preferisce avere un contenitore da poter monitorare"? Le usano per valutazioni di qualche genere, tipo di utenza, ricerche di mercato, o parli di aspetti ancora più tecnici?

    17. WarezSan 3 ottobre 2023

      l'idea che mi sono fatto considerando la marea di risacca della repressione nei confronti della pirateria, è che è meglio avere dei dati aggregati piuttosto che informazioni distribuite su molte piattaforme.

      La pirateria, per come la conosciamo oggi è reprimibile in quanto la maggioranza passa da canali centralizzati.
      La vicenda di megaupload è stata emblematica, ma ha dimostrato anche che quando si crea un vuoto qualche altro strumento viene usato a riempimento.

      Se eliminassero le opere pirata da torrent (e basterebbe davvero poco, basterebbe agire non sui siti che indicizzano ma direttamente sui protocolli e sui nodi) queste spunterebbero su altre piattaforme.

      Meglio per loro monitorare il fenomeno e governarlo come fanno ora.

      Altadefinizione e altri sono ovviamente un portale pirata, e il fatto che sia ancora attivo come altri è indicativo.

      Qui trovi le informazioni sul dominio:

      Domain Name: altadefinizione.ma
      Updated Date: 2023-01-31T14:07:32.439Z
      Creation Date: 2023-01-31T10:38:45.411Z
      Registry Expiry Date: 2024-01-31T10:38:45.490Z
      Admin Name: Hamza Aboulfeth
      Admin Phone: +212.524298700

    18. Hospiton 4 ottobre 2023

      Credo che la tua teoria sia più che plausibile. Tra l'altro mi chiedo se l'amministratore di Altadefinizione sia lo stesso Hamza Aboulfeth citato nel sito del WEF https://www.weforum.org/people/hamza-aboulfeth

    1. Jimbo 1 ottobre 2023

      Alessandra, penso che l'arte cinematografica sia l'arte nettamente piú completa.
      E al cinema (inteso come luogo) certi film, solo certi film, una minoranza, raggiungono l'apice.
      Detto questo il cinema-luogo é morto, gli hanno dichiarato guerra ed é morto.
      Amen.

    2. Nonso 1 ottobre 2023

      L'arte nettamente più che cosa?

      Io sapevo che l'arte era una.

    3. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Più che completa direi musa coinvolgente (aspettando il metaverso) insieme alla musica.
      Ma dove sta scritto che essere coinvolti :
      sia cosa buona e giusta ¿?

    4. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Sbagli a dire che è morto. Forse in occidente che vive una decadenza culturale notevole specialmente in Italia, ma comunque vi sono realtà indipendenti che si fanno valere.
      Nel resto del mondo è più che vivo. Salvo l'Africa che ancora è molto "timida" tutto il resto del mondo è vivo.

    5. WarezSan 1 ottobre 2023

      L'africa è un buco nero principalmente composto da paesi in cui nessuno vorrebbe vivere.
      Altro che timida.
      È una fogna.

    6. Nonso 1 ottobre 2023

      WarezSan, non credo tu sia benveenuto in Africa

    7. Nonso 1 ottobre 2023

      L'arte più com...oda da fruire.

      Seduti, a sgranocchiare, l'opera parla, si muove, cambia ambientazione, c'è la musica, c'è una storia, una trama, e addirittura - nei film più belli - c'è anche il sollazzo di una fotografia sapiente, così se qualcuno dovesse essere preso da un guizzo di intraprendenza può vaneggiare sui dettagli curati.

    8. WarezSan 1 ottobre 2023

      Nessun bianco lo è, a meno che non porti soldi.

    9. Jimbo 1 ottobre 2023

      Per completa intendevo questi: fotografia, musica, effetti speciali (se servono), tutto al servizio di una storia.
      Dove si puó trovare altrimenti?

    10. Jimbo 1 ottobre 2023

      Non intendevo il cinema-arte, che comunque non se la passa benissimo, bensí il cinema-luogo.
      Se non é chiaro provvedo alla modifica.

    11. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Come te d'altronde.

    12. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Il cinema è sempre arte. Anche le commedie se fatte bene hanno un senso profondo.
      La differenza è se fatto bene o no. Se ha una storia dietro di un certo spessore o no.
      Comunque ho capito quello che vuoi dire. Ma i tempi cambiano. Una volta il cinema si poteva usufruire solo nei luoghi ora è dappertutto.

    13. WarezSan 1 ottobre 2023

      Bravo, continua ad insultare.
      Facciamo sparire anche questo commento.
      Non temere.

    14. WarezSan 1 ottobre 2023

      No, il cinema non è sempre arte.
      Ormai è propaganda.

    15. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Certo solo tu te lo puoi permettere di insultare un intero continente e passarla franca.
      Complimenti vivissimi si vede che hai una cultura elevata.
      E smettila co sta storia di far sparire i commenti che non incanti nessuno. Sembri un bambino che ripete sempre le stesse cose. Ma la pappa l'hai presa oggi?

    16. Jimbo 1 ottobre 2023

      Certo che le commedie se fatte bene sono godibilissime e possono divenire persino capolavori.
      Forse non mi spiego, ci riprovo: il cinema é sempre arte anche quando fa schifo, ed é addirittura a mio avviso l'arte piú completa.
      Il cinema-luogo é solo un luogo.
      Un luogo secondo me eccezionale dove poter usufruire del cinema-arte.
      Il cinema-luogo é morto.
      Il cinema-arte é vivo, ma non si sente molto bene.

    17. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Si vede quanto conosci bene il cinema.

      Di nuovo complimenti vivissimi.

    18. WarezSan 1 ottobre 2023

      Aspetto a segnalare, faccio una mail unica come al solito.
      Prego, prosegui pure, e magari vatti a vedere quanti te ne sono stati cancellati in precedenza.

    19. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Come ho detto sono cambiati i tempi.
      Si è solo spostato.
      Ma esistono ancora rassegne di cinema di vario tipo dove andare a trovare il cinema luogo.

    20. WarezSan 1 ottobre 2023

      Grazie.

    21. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Aspetto con ansia.
      Certo che si ha a che fare proprio con i bambini dell'asilo a volte!

    22. WarezSan 1 ottobre 2023

      Rassegne?
      Quali?

    23. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Dove vivi? Su Marte?
      Forse sì.
      Ci sono una miriade di rassegne e festival sul cinema.

    24. WarezSan 1 ottobre 2023

      Quali sono le rassegne a cui ti riferisci?
      Perché un evento per addetti ai lavori non determina il "cinema luogo".

    25. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Fai una semplice ricerca su Google sulle rassegne cinematografiche e ne trovi a bizzeffe solo in Italia e poi ci sono gli altri paesi.

    26. Jimbo 1 ottobre 2023

      Waren prova a fermarti un attimo. Si tratta solo di capirsi.
      Su quello che sostieni sulla insopportabile propaganda hollywoodiana hai ragione da vendere, ha rovinato il cinema-arte all'80% (?) in quanto gli statunitensi sono dominanti in questo settore.
      Ma 1) esistono e resistono altri posti dove si fa cinema e dove Hollywood non é entrata, 2) l'arte del cinema-arte esiste a prescindere anche nel peggior prodotto hollywoodiano dove i laotiani arsi vivi sono i cattivi e la CIA che li incenerisce é buona come la madonna.
      É arte perché la trama é assurda ma le riprese, la foto, i dialoghi ecc. sono magari di un livello sufficiente. O anche scadente, ma sussistono.

    27. WarezSan 1 ottobre 2023

      Sei tu che asserisci che vi sono rassegne cinematografiche dove è possibile trovare il "cinema luogo" non io.

      Sta a te presentare le fonti.

    28. WarezSan 1 ottobre 2023

      Ormai anche Bollywood è stato contaminato e viene usato come strumento di propaganda.

      Si salvano solo le poche produzioni russe e le perle coreane.
      Ma di base vengono distribuite in un numero di copie ridicolo.

    29. Jimbo 1 ottobre 2023

      Non necessariamente deve coinvolgere secondo me, posso vedere tonnellate di film e non essere coinvolto ma intravedo col lanternino in ognuno di loro anche solo scampoli di arte.

    30. Jimbo 1 ottobre 2023

      Si, la contaminazione in atto é in stato di avanzamento.
      E il cinema alternativo ha spazi risicati, ma li ha.
      Inoltre non proprio tutto tutto é propaganda.
      Ogni tanto anche gli Usa fanno belle cose, ad esempio qualche serie TV.

    31. WarezSan 1 ottobre 2023

      Netflix ormai è impestato di propaganda woke, HBO è direzionato in egual modo, e le altre piattaforme a seguire.

      Prime di recente ha proposto Reacher che rimane una grandissima opera.

      Ve ne sono molte altre di serie, anche su Netflix che non sono altro che lungometraggi estesi di altissimo livello, ma tutti da qualche anno DEVONO contenere scene woke per accedere ad un rating favorevole che apra ad investimenti.

      Il rating comprende molti punti che determinano un valore che a sua volta consente l'accesso ai finanziamenti.

      A seguire il link di riferimento:

      https://www.hrc.org/resources/corporate-equality-index-criteria

      2023 Corporate Equality Index Criteria
      Produced by the HRC Foundation

    32. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Questa è proprio da ridere. Fonti di cosa?
      Come se mi chiedessi le fonti dell'esistenza dei ristoranti!
      Fai una ricerca ed escono fuori i ristoranti e le rassegne di cinema.
      Ciao ciao qui hai raggiunto il massimo del ridicolo.

    33. WarezSan 1 ottobre 2023

      Le fonti, quelle relative alle rassegne che a tuo avviso determinano il "cinema luogo".
      Se non le produci le tue rimangono solo opinioni personali e non fatti.

    34. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      C'è sempre stata la contaminazione e la propaganda, basta ricordarsi i film western fino a pochi decenni fa. Tutti rigorosamente a senso unico.
      Anzi ti dirò c'è molta più pluralità adesso che prima anche in Hollywood.
      D'altronde bisogna considerare che "propaganda" è semplicemente quello che non ci piace. Quello che ci piace caso strano anche se falso non è mai propaganda.

    35. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Non me ne può fregare di niente di quello che pensi.
      Chi se le vuol trovare sa dove trovarle.

    36. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Pigro.
      Graziani, Daniele non.

    37. Jimbo 1 ottobre 2023

      Puó darsi che in effetti ci fosse la stessa o piú propaganda (nel western é chiaro, sul resto non so) prima ma vivevamo un pó da pesci lessi.
      Adesso molti sono piú scaltri ed é piú facile vedere un piano.
      Ció non toglie che molte serie americane degli ultimi anni sono tanta roba: da the Office a Fargo fino a Breaking Bad.
      Nel cinema americano (film) vedo meno perle. Ma sono gusti personali.

    38. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Memento frate Luz:
      《Lasciate che i pargoli vengano{arsvhhhhh arschhhh ahhhahhhh ullalla}
      a ME}》

    39. WarezSan 1 ottobre 2023

      Se non ti importa del pensiero altrui allora scrivi per pura autoreferenza.

      Ora è spiegato uno dei motivi che ti portano a non citare fonti a supporto di tesi.

    40. WarezSan 1 ottobre 2023

      Il tuo è relativismo.

      La.propaganda è tale a prescindere che piaccia oppure no.

      La definizione è chiara in merito.

      Il fatto che tu non consideri propaganda quello che ti è affine spiega molto del tuo schema mentale.

    41. Nonso 1 ottobre 2023

      Ma dove altro li vuoi trovare? È che non sono affatto necessari per ottenere un capolavoro "completo".

      Più cose ci sono più l'arte è completa. Non ci sto.

    42. Nonso 1 ottobre 2023

      Interessante, pigro. Forse pigro è bello guarda

    43. Nonso 1 ottobre 2023

      Col lanternino??? Forse ti sfugge che il cinema altro non è che un lanternone, è questo che ti ipnotizza a tutti i costi. E così vide i natali la TV

    44. Nonso 1 ottobre 2023

      Hai già avuto l'onore di fare una simile esperienza, per caso?

    45. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Se fossi stato un comunista sovietico ai tempi dei film di propaganda sovietica probabilmente non avrei considerato quei film propaganda. Avrei pensato che venisse detta la verità. E così vale per altre epoche o situazioni.
      Il mio è relativismo, perché l'assolutismo è solo dei dittatori e dei palloni gonfiati che credono che quello che pensano sia sempre giusto.
      Chi si nasconde dietro alle certezze assolute è solo una nullità.

    46. WarezSan 1 ottobre 2023

      Non conta cosa tu consideri propaganda oppure no, conta la "definizione" di propaganda.

      Esiste la propaganda ad ogni livello, sia essa russa cinese o statunitense e i film hanno in larga parte assunto questa funzione.

      Esistono dei punti fermi nella semantica, e tali rimangono.
      Il relativismo semantico è inaccettabile.

    47. Jimbo 1 ottobre 2023

      Non é oggettivo, é un mio parere.
      Un quadro, un brano musicale, un libro possono essere capolavori e possono definirsi completi nel loro ambito.
      Semplicemente un film a mio avviso ha caratteristiche che lo rendono piú completo ancora.
      Non so farti un altro esempio.... non so (seguivi lo sci negli 80-90?). Non sono migliori, solo piú completi.
      Alberto Tomba sciava da dio in slalom. Raggiungeva il capolavoro.
      Poi c'erano altri campioni che non eccellevano come lui negli slalom ma erano polivalenti, cioé erano piú completi.
      Boh non mi vengono altri esempi.
      Ce ne saranno sicuramente di migliori.

    48. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Sarà inaccettabile per te ma la propaganda quella è. Se mi piace, cioè se sono orientato verso quelle idee non la considero propaganda. Se non mi piace la considero.
      La religione è propaganda ma per un cattolico (che gli piace) non lo è.
      In sostanza tutto può essere propaganda.

    49. WarezSan 1 ottobre 2023

      No, non è tutto propaganda.

      ---
      Cit. Treccani

      Azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. È un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto. La p. utilizza tecniche comunicative che richiedono competenze professionali, nonché l’accesso a mezzi di comunicazione di vario tipo, in particolare ai mass media, e implicano un certo grado di occultamento, manipolazione, selettività rispetto alla verità. I messaggi possono arrivare a implicare diversi gradi di coercizione o di minaccia, possono far leva sulla paura o appellarsi ad aspirazioni positive.

      ---

      Che tu sia orientato o meno verso alcune idee se queste vengono integrate in un messaggio propagandistico questo rimane tale.

      La propaganda è ben definita.

    50. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      C'è di tutto e di più anche oggi. Certo se uno si limita ai film da blockbuster o a quelli che vengono trasmessi in TV, gli sembra che la cinematografia sia tutta lì. E visto che non gli piace il messaggio trasmesso dice che è propaganda.
      Ma la realtà è molto più vasta. Trovi film validi, non per forza capolavori (questi capitano raramente) ovunque anche negli stessi canali "propagandistici" per così dire come qualcuno afferma. La vituperata Hollywood ormai per alcuni diventata solo un covo di pedofili satanisti (sic!).
      Anche io preferisco altra cinematografia rispetto a quella americana ma ognuna ha i suoi pregi e difetti. In fondo anche il cinema e l'arte in generale rispecchiano il sentire del paese d'origine.

    51. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Conosco bene la definizione di propaganda. Ma non mi interessa il freddo significato.
      Etimologicamente vuol dire semplicemente propagare, promuovere, diffondere qualcosa. Che è qualcosa che facciamo tutti. Assume il valore che abbiamo con la religione cattolica contro il protestantesimo. Che aveva il significato di propagare la "vera fede". Chiaramente secondo i cattolici. E ripeto per un cattolico quella è la verità. Per questo che una cosa diventa propaganda (in senso negativo) se non piace. Ma se piace non lo è più. È diffusione della verità.

    52. WarezSan 1 ottobre 2023

      No, non la conosci.
      Non ti aggrappare a definizioni desuete quanto ti è comodo tralasciando quelle attuali quando non lo è.

      Propaganda oggi non significa propagare.

      E lascia stare divagazioni religiose prese dai primi risultati che trovi online senza un minimo di analisi logica.

    53. WarezSan 1 ottobre 2023

      Ma il fine ultimo dei film è raccontare storie, non spargere propaganda o "messaggi".

      Secondo te un messaggio propagandistico che piace non è propaganda, se invece non piace lo è.

      Come dire che se il sesso etero piace è sesso, se non piace non lo è.

      Una logica fallace.

    54. Jimbo 1 ottobre 2023

      Sembra semplice ma é un discorso che si amplia sempre di piú.
      Ci sono molti vantaggi rispetto a 50 o 25 anni fa.
      Le serie fruibili sono molte di piú e molto meglio rispetto ai telefilm.
      Il cinema non é limitato a USA, Italia, Francia ma tanti paesi sono competitivi.
      E sicuramente ce ne saranno svariati altri.
      Restano peró i due problemi principali: i cinema sono vuoti quando non chiudono e i blockbuster sui quali si fondava il sistema ha fatto crac.
      Ne aggiungo un terzo collegandomi a un tuo post: rarissimi I capolavori o i quasi capolavori (mi riferisco ai film, non alle serie).

    55. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      La tua è fallace di logica.
      Ma una storia cos'è? È un'interpretazione della realtà che è soggetta alle idee e gusti dell'autore. Che ha il piacere e il talento di diffondere cioè di propagandare. È inevitabile e anche giusto altrimenti sarebbe noioso.
      Se è onesto cercherà di raccontare una verità per come la conosce e la vede. Se è disonesto mentirà.

    56. WarezSan 1 ottobre 2023

      "la mia" cosa?
      E fallace di logica cosa?

      Non si capisce.

      Cosa c'entra la propaganda con il racconto di una storia?

      Ma sei serio?

    57. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Per i capolavori. È normale. Vi sono innumerevoli dipinti bellissimi ma capolavori sono pochi.
      Quello che in sostanza volevo dire è che anche se lamentano molti della propaganda odierna, vi è molta ma molta più libertà di scelta e di produzione di quanta ce n'era prima. E la qualità esiste ancora. Come dici tu bisogna uscire dalla rete mentale che il cinema è solo quello di Hollywood e simili. C'è un mondo immenso oltre.

    58. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Come dire che se il sesso etero piace è sesso, se non piace non lo è.

      Secondo te questo è un esempio logico e che si può accomunare a quello che dicevo io?

      P.S. Una storia è propaganda. Te l'ho detto il significato etimologico della parola.

    59. WarezSan 1 ottobre 2023

      Dovresti conoscere i tuoi limiti.

    60. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Ora anche professore?
      È pieno di tuttologi in questo forum.

    61. Nonso 1 ottobre 2023

      Tomba lo paragoni ad altri sciatori, giustamente.

      Dire che Monicelli sia più o meno completo di Petri è un parere legittimo, se ne può discutere. Posso pure comprendere che si paragoni un film ad un libro, un libro ad un disco, un disco ad un affresco.

      Ma tu stai paragonando diverse declinazioni di arte fra loro.

      Il nuoto è uno spport completo, la pesca no. L'arte non è uno sport.

      Ho capito che intendi, stai parlando della molteplicità di medium che occorrono al cinema e la capacità di metterli insieme del regista, stai parlando del lavoro di squadra, stai parlando del creare "realtà con la realtà" (cito). Ma questo non la fa più o meno completa, la fa semplicemente pronta all'uso, accomodante, immediata, per tuti, efficace e pure piaciona. Infatti ne hanno fatto un'arma potente

    62. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Qui si fa propaganda al proprio ego narciso.
      Io per primo........ o forse per secondo.
      (Nemmanco in questo romitorio riesco ad essere primo in qualcosa)

    63. CptHook 2 ottobre 2023

      Perlomeno molto spesso, ormai, ma anche in passato, vedi Leni Riefenstal ma non soloo.

    1. gianB 1 ottobre 2023

      "Il cinema è arte, cultura, evasione, e magia." Cara Alessandra, non è tutto oro quello che luccica e poi ci sono anche i lati negativi della cosa. L'entusiasmo che c'è nei bambini nello scoprire la realtà ed il fantastico è una cosa fantastica, ma rimanere* bambini è assai pericoloso in questo mondo. Il nostro grande Friedrich ci fa presente che bambini bisogna ritornare ma dopo essere passati per le fasi del cammello e del leone.
      *Ovviamente lo si rimane in proporzione a quanto quel bambino interiore si manifesta

    1. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Ho conosciuto un'adolescente che parlava con un marcato accento australiano pur non essendo figlia di australiani e mai stata in quel Continente.

      Mi spiegò che da bambina, sola in casa e trascurata dai genitori si era ridotta a guardare quotidianamente alla tv un serial australiano dal quale aveva imparato a parlare (e chissà quante altre cose!).

      Qui abbiamo un esempio nostrano di una persona. 'tirata su' dal cinema.

    2. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Si può SCEGLIERE di vivere in un mondo di celluloide ¿?
      Di libri ¿?
      Di fumetti ¿?
      Della moda ¿?
      ..................................
      Rimmel pagine chiare pagine scure 4 assi di un colore solo...
      Di emozioni ¿?
      Sì SE pensi sia una TUA scelta.

    3. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Si può SCEGLIERE?:

      "........
      D’altro canto, le scienze biologiche pongono sfide importanti a tutti e tre gli assunti. Secondo questi approcci interpretativi:

      1. gli organismi sono algoritmi e gli umani non sono individui – essi sono “divisibili”. Ovvero gli umani sono un assemblaggio di molti
      algoritmi differenti privi di un’unica voce interiore o di un singolo sé;

      2. gli algoritmi che costituiscono un umano non sono liberi. Sono plasmati dai geni e dalle pressioni ambientali, e prendono decisioni in
      maniera deterministica o a caso – ma non liberamente;
      ........"

      (Homo Deus, Harari)

    4. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Sì Se.
      ALTRI~MENTI ¿?

    5. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Altrimenti, facil-MENTE.

    6. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Anche tu.

    7. sbregaverse 1 ottobre 2023

      È come sguazzare e l'un l'altro springare la lustrale sacra acqua del VERO.
      ( cose da noiosa domenica mattina.... per te ...)

    8. sbregaverse 1 ottobre 2023

      Sì anche la notte, ma non solo.
      NON si è ancora compreso che il lavandino è DIO che fa il lavandino.
      Certo è un po' forte ma la cosa è in questi termini .

    9. Nonso 1 ottobre 2023

      Aaaaah. Allora anche Harari è Dio che fa Harari?

      Hai appena perso il Prize, mi congratulo

    10. sbregaverse 1 ottobre 2023

      SICURO CHE SÌ, e FINALMENTE !
      Un novizio che da per lui frate si fa.
      Il PRIZE è poca cosa a riguardo ed è già in pectore.
      Si apparecchi, invece, il vitello grasso.

    11. Primadellesabbie 1 ottobre 2023

      Carpe Diem lo hai aggiunto dopo.

    12. Nonso 1 ottobre 2023

      Sicuro che sì, in pec

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