L’era delle distopie

L’era delle distopie

Di Andrea Zhok, ideeazione.com

1) Rotte di collisione

L’epoca contemporanea presenta una riedizione potenziata di quel sistema di contraddizioni che ha caratterizzato il sistema capitalistico sin dagli inizi. Il problema strutturale connesso al modo di produzione capitalistico è dato dal suo carattere “monotonico crescente di tipo esponenziale”, ovvero dalla sua tendenza intrinseca ad alimentare processi di “feedback positivo”, di “interesse composto”, di crescita illimitata. Detto altrimenti: il meccanismo del capitale, vivendo in funzione del proprio incremento, tende a spingere tutti i fattori di produzione sempre costantemente in una medesima direzione, creando perciò uno squilibrio sistematico. Il sistema spinge perciò la crescita indefinita della produzione, la crescita indefinita dell’accumulazione di capitale al vertice, la crescita indefinita dello sfruttamento delle persone, la crescita indefinita dello sfruttamento della natura.

Questo è ciò che il vecchio linguaggio marxiano chiamava “contraddizioni del capitalismo”. Ciascuna di queste tendenze entra in sistematico conflitto con gli ordinamenti in equilibrio a livello sociale, umano, ambientale: cresce la forbice tra vertice e base della piramide sociale, cresce sia il consumo che lo scarto delle risorse, cresce la liquefazione degli organismi collettivi (famiglie, comunità, stati, ecc) e delle identità personali. Mentre il mondo e la vita possono essere concepiti sul modello organico dei sistemi a “retroazione negativa”, che ripristinano e correggono le rotture dell’equilibrio, il capitalismo opera come una proliferazione illimitata ed incontrollata, letteralmente come un cancro ontologico.

Storicamente, visto che il primo a comprendere la natura del problema fu Marx, si associa questa consapevolezza alla ricerca di soluzioni “anticapitalistiche”, socialiste, comuniste o simili. L’idea dunque è spesso che il “popolo” debba essere il primo soggetto di pertinenza di queste analisi. Questa visione trascura un dato di realtà: a prendere massimamente sul serio le analisi marxiane e postmarxiane sono da tempo i detentori del potere all’interno del sistema, fortemente preoccupati di ciò che può minarne la posizione: ad occuparsi principalmente dei problemi del capitalismo sono oggi i capitalisti, i “padroni del vapore”.

2) I “padroni del vapore”

Quando si parla genericamente di “capitalisti”, “oligarchie”, “èlite”, ecc. è inevitabile suscitare il sospetto di un’eccessiva vaghezza dei referenti. Chi si intende? Si vorrebbe poter additare con nome e cognome il soggetto del potere come si poteva fare nel mondo premoderno indicando il re, il papa, l’imperatore, questo feudatario, quel cortigiano, ecc. Oggi però fare dei nomi è una falsificazione della realtà. Per quanto le persone contino, il sistema ha un’elevata capacità di sostituzione dei suoi membri ad ogni livello, vertice incluso. Sapere chi è l’amministratore delegato di BlackRock o Vanguard non ci porta più vicini ad una comprensione di chi esercita il potere, perché non è come individui specifici che svolgono le proprie funzioni.

Un altro errore in cui non bisogna cadere è quello – alimentato dall’ideologia del potere stesso – di supporre che l’esistenza di una pluralità di “padroni del vapore” e non di un singolo “imperatore” garantisca in qualche modo una diversificazione di interessi e progetti, e con ciò una qualche “democraticità” al sistema (es.: “l’esistenza di capitalisti diversi implica padroni di testate giornalistiche diversi e dunque pluralità dell’informazione”). Questa è una grave ingenuità. Il giorno in cui l’amministratore delegato di BlackRock dovesse riscoprirsi l’animo zapatista e la brama di sostenere la liberazione del Chiapas, cesserebbe di essere amministratore delegato e verrebbe sostituito (con buonuscita, beninteso). Le linee di fondo non possono cambiare ed esse hanno un unico obiettivo indefettibile: la perpetuazione del potere di chi lo detiene. Non bisogna neanche fissarsi su una specifica ortodossia “capitalista”. Le oligarchie finanziarie non sono “capitaliste” per amore ideale del capitalismo: non è una religione alternativa. Semplicemente quella è la forma in cui si trovano a detenere il potere. Se lasciando cadere questo o quell’altro aspetto ideologico si favorisce la conservazione e il consolidamento del potere, nulla osta a farlo.

Ma alla fine chi sono questi “padroni del vapore”? La concentrazione contemporanea di potere è qualcosa di inedito nella storia: qualche centinaio di persone tengono le redini dei maggiori gruppi finanziari mondiali (angloamericani) e di ciò che Eisenhower chiamò il “complesso militare-industriale” americano. Questi gruppi hanno tutte le leve di potere fondamentali, sono in grado di orientare le decisioni politiche negli stati che li ospitano (USA in primis) e a cascata in tutti gli stati ad essi subordinati, o con essi indebitati. Non esistono esattamente contropoteri simili al di fuori del mondo occidentale, nella misura in cui riesca a sottrarsi all’influenza del primo, giacché altrove il potere, anche quello più inflessibile, è comunque dominato da istanze di matrice politica (nazionalismo in primis).

Queste élite apicali occidentali sono compattate dalla motivazione del mantenimento di un potere a base economica ed hanno capacità di coordinamento immensamente superiori a qualunque altro gruppo d’interesse: essi hanno luoghi e modi di incontro istituzionali e non, hanno risorse tali da consentire una pluralità di accordi e comunicazioni per vie molteplici, ufficiose o clandestine.

Chi si aspetta di trovare l’elenco dei regnanti e degli eredi al trono per poter progettare l’assalto al “Palazzo d’Inverno”, e in mancanza di questa lista preferisce derubricare il problema a congetture o teorie del complotto, è purtroppo complice inconsapevole del potere.

Sono rari i soggetti delle élite apicali che cercano la prominenza pubblica, e quelli che lo fanno sono quei pochi, vittime dei propri stessi ideologismi, che si sono convinti di svolgere operazioni “paternalisticamente redentive” (i soliti nomi che girano di Schwab, Soros, Gates, ecc.). I più intelligenti tra loro sanno bene che il loro potere non passa attraverso il consenso pubblico, e dunque che palesarsi non li rafforza, ma li espone e indebolisce.

Ci troviamo dunque di fronte al seguente quadro: un gruppo ristretto di soggetti, avendo ottenuto un posizionamento eminente all’interno del capitalismo contemporaneo, detiene il potere con livelli di concentrazione mai esistiti prima, e si muove e coordina (al netto delle particolarità personali) avendo come fine il mantenimento e consolidamento di tale potere. Al tempo stesso, questo gruppo apicale ristretto ha perfetta consapevolezza delle tendenze critiche implicite nel sistema di cui è al vertice. Dobbiamo smettere di immaginare il capitalista come un viveur che si trastulla tra sex toys, yacht e vini prestigiosi. A muoversi su questo orizzonte edonistico sono tipicamente soggetti di medio cabotaggio, nuovi ricchi. Il capitale consolidato (“old money”) forgia tipi umani diversi, che o hanno una formazione adeguata a comprendere i problemi del sistema, o sono adusi a pagare think tank che svolgono questo lavoro per essi.

3) Le prospettive delle élite apicali

Ciò che dobbiamo mettere perciò in primo piano è l’assunto che le linee di contraddizione interna al sistema del capitale sono perfettamente note ai “padroni del vapore”. Sono solo i loro garzoni di bottega liberisti che continuano a creare cortine di fumo a colpi di “mercato perfetto”, “equilibri generali a lungo termine” e altre besuaggini. Questa manovalanza intellettuale, finanziata prodigalmente, occupa spesso posti accademici prestigiosi, ed ha la funzione di fornire una spessa nebbia ideologica, vecchia di cent’anni, su cui far disperdere le energie della critica. Si tratta di una difesa di fanti di prima linea che si agitano per tenere la mira degli avversari lontana dal vero fronte. I più sono troppo stupidi per sapere di avere una mera funzione di bersaglio fittizio.

Che l’accelerata sostituzione dei lavoratori con macchinari crei uno strutturale scompenso nel sistema produttivo, con un’eccedenza di prodotto potenziale rispetto al consumo, e un eccesso di domanda impotente (consumatori senza potere d’acquisto) rispetto ad un’offerta debordante, è del tutto evidente e pacifico.

Che ciò configuri l’esistenza di una vasta popolazione superflua, esagerata per essere utile come “esercito di riserva del capitale”, una moltitudine di bocche da sfamare e di scontenti in ebollizione è altrettanto evidente.

Che un sistema a crescita infinita finisca per minare l’intero sistema, ambientale e sociale, in cui viviamo è altrettanto chiaro.

Le linee di frattura primarie che cadono sotto l’attenzione delle élite sono dunque: 1) frattura sociale (rischio di rivolte); 2) frattura ecologica (rischio di destabilizzazione degli equilibri ambientali); 3) frattura finanziaria (collasso terminale delle aspettative di crescita e con ciò dei presupposti del sistema).

L’errore degli eredi della prima linea di analisi critica, quella marxista, è di pensare che il riconoscimento di queste tendenze comporti di per sé l’adesione ad una prospettiva di “superamento del capitalismo”, con la ricerca di forme sociali che rifuggano dalla disumanizzazione, dall’alienazione, che ripristinino un sistema in equilibrio (“da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni”).

Questa è un’altra grave ingenuità. Le élite apicali del sistema contemporaneo conoscono le contraddizioni del sistema, ma questo non significa affatto che intendano abbandonarlo. Non c’è niente di strano in ciò, nessun blocco di potere nella storia ha mai lasciato il potere spontaneamente. Il punto qui è comprendere bene quali sono le prospettive che si aprono nell’ottica di questo potere, in quanto ciò ci può mostrare lo spettro dei rischi sotterranei nell’epoca contemporanea (quei rischi che spesso finiscono espressi confusamente, e perciò screditati, nella forma di “teorie del complotto”.)

3.1) Prendere tempo con soluzioni di mercato

La prima prospettiva è la meno radicale e la più debole, ma è anche quella che può venire dichiarata apertis verbis senza remore. Si tratta di far passare l’idea che per ogni problema esiste in potenza una risposta che soluzioni tecnologiche sul mercato saranno in grado di fornire. Questa idea viene proposta ai quaquaraquà dei media come se fosse un’opzione realistica, mentre di fatto serve solo a dilazionare alcuni processi, consentendo intanto ulteriori accumuli di capitale. Così viene fatto balenare di volta in volta sui media a gettone la prospettiva salvifica delle auto elettriche, o dell’energia nucleare, o dell’euro 7, ecc. per rispondere ad un singolo e attentamente selezionato problema ambientale (riscaldamento globale?). Con questa attenzione selettiva si dà l’impressione che si tratti di risolvere sempre un solo problema preminente, rendendo plausibile la ricerca di soluzioni tecniche; ciò permette di prendere un po’ di tempo in un settore, di distrarre l’attenzione pubblica fornendo una speranza, e di indirizzare le politiche pubbliche in modo profittevole.

Naturalmente queste operazioni settoriali, condividendo la spinta strutturale alla perenne innovazione e al perenne incremento produttivo, continuano ad alimentare il processo di destabilizzazione sistemica. Nel migliore dei casi soluzioni tecnologiche ad hoc possono tappare provvisoriamente una falla, mentre contemporaneamente ne vengono aperte altre dieci in forma di esternalità sistemiche.

3.2) Guerra come igiene del mondo

La seconda prospettiva è una linea di soluzione classica, di maggiore radicalità, che consente di circoscrivere provvisoriamente i danni lungo diverse linee di frattura. Quando si riesce a fomentare una guerra, essa rappresenta, almeno con riferimento ai paesi coinvolti, una soluzione efficace, in quanto simultaneamente: irreggimenta le popolazioni, bloccando la protesta sociale; crea un’area di consumo frenetico (e dunque di rendita del capitale) senza bisogno di conferire potere d’acquisto alla popolazione; rallenta gli altri processi sociali, riducendo la “impronta ecologica” umana, e nel migliore dei casi riduce anche la popolazione. Questa soluzione funziona idealmente tanto meglio quanto più paesi sono coinvolti. Se un conflitto ha carattere militarmente molto circoscritto, non ci sarà un’incidenza sulla numerosità della popolazione, ma sarà comunque efficace sotto gli altri aspetti (irreggimentazione e disciplinamento sociale + drenaggio economico in un “potlatch” postmoderno, dove vaste risorse vengono bruciate per muovere la macchina dei consumi).

Una guerra mondiale durevole e a basso voltaggio sarebbe in effetti una soluzione perfetta: essa consentirebbe idealmente: 1) di abbattere ogni resistenza o rivolta sociale nel nome della santa opposizione al nemico esterno, 2) di concentrare le energie in una produzione infinita rivolta ad un consumo infinito, che ignora ogni saturazione di mercato; 3) di ridurre progressivamente la popolazione.

Tuttavia questa prospettiva è altamente instabile e non facile da manipolare neppure per le élite apicali, per quanto potenti. Provocare un certo numero di conflitti in aree già in sofferenza e politicamente deboli è relativamente facile, ma una condizione di guerra mondiale durevole e a basso voltaggio non è direttamente orchestrabile, e rischia continuamente o di spegnersi, o di creare un’escalation nucleare, in cui finirebbero per essere coinvolti in qualche misura anche le élite apicali.

3.3) Società del controllo

La terza prospettiva è da tempo manifesta e si concentra tutta su una trasformazione del modello ideologico liberale in un modello autoritario, senza cambiarne di una virgola l’apparenza. La società contemporanea occidentale (ma non solo occidentale) è più normata, legificata e sorvegliata di qualunque altra società della storia. Non solo esistono rispetto al passato più leggi, e più dettagliate, su aree di comportamento che nel mondo premoderno non erano oggetto di attenzione legislativa, ma la capacità tecnologica accresciuta consente livelli di implementazione e controllo di questa norme assolutamente inediti.

Posto che ogni potere ha un incentivo intrinseco ad aumentare le proprie capacità di controllo, nel mondo liberale ciò avviene in modo paradossale, sulla scorta della pretesa di operare per una “promozione della libertà”. Per poter trasformare un’ideologia della libertà in ideologia del controllo il neoliberalismo fa sistematicamente leva sull’idea di “vittimizzazione” o “vulnerabilità” di un gruppo. Una volta scelto un certo gruppo come potenzialmente offeso, violato nei propri diritti naturali o umani, si può procedere con atti coattivi nel nome delle “vittime”, magari per prevenirne la potenziale vittimizzazione. Questo meccanismo può essere fatto funzionare tanto all’interno di un paese che all’esterno. Si può intervenire coattivamente sulla libertà di espressione con la scusa di “tutelare la sensibilità” di questo o quel gruppo, si può intervenire con medicalizzazioni coatte (o certificati verdi) per “tutelare i fragili”, esattamente come si può intervenire come “polizia internazionale” per “difendere i diritti umani” in questa o quell’area del mondo. La stessa logica consente di disseminare di telecamere di sorveglianza qualunque luogo pubblicamente accessibile o di violare ogni comunicazione privata nel nome di una “tutela della sicurezza”, ecc.

È importante essere allertati del fatto che oggi le tecnologie di controllo disponibili sono straordinariamente sofisticate e che una volta rotto l’argine della giustificazione legale le capacità di sorvegliare (e sanzionare) sono pressoché illimitate.

L’interesse delle élite apicali per un sistema totale di sorveglianza, controllo e sanzione è autoevidente. Esso viene e verrà sempre presentato come operazione di “difesa del vulnerabile”, mentre di fatto è un modo per bloccare alla radice la possibilità che chi non ha il potere diventi una minaccia per chi lo ha.

3.4) Depopolamento

Mentre sorveglianza e controllo possono disinnescare il pericolo rappresentato dal malcontento delle masse (malcontento che finché è a basso livello può essere contenuto con semplici sistemi di distrazione e intrattenimento), il problema rappresentato dall’eccedenza di popolazione economicamente “inutile e dannosa” richiama un’altra tentazione, che non deve essere sottovalutata semplicemente perché suona “scandalosa”. Paesi privi di un impianto ideologico liberale, come la Cina, possono permettersi di trattare questioni di controllo demografico in modo esplicito, come è accaduto con la “politica del figlio unico”. Nell’Occidente liberale questa possibilità di trattazione aperta è preclusa in quanto richiederebbe di mettere in primo piano problemi imbarazzanti (a partire dai “consumi vistosi”) per le élite. Ma questo non significa che la tentazione di intervenire dall’alto non sia ben presente.

Su questo tema è impossibile andare al di là di congetture e illazioni, ma sottovalutare la tentazione di un utilizzo clandestino di soluzioni tecnologiche per limitare la fertilità o per incrementare la mortalità (preferibilmente per i soggetti non più in età lavorativa) sarebbe sbagliato.

3.5) Neofeudalesimo o nazismo 2.0?

Tutte le “soluzioni” precedenti rimangono all’interno della cornice capitalista, con i suoi meccanismi e le sue contraddizioni interne. Questo significa che, in buona sostanza, si tratta sempre di spinte miranti a guadagnare tempo rallentando certi processi, o rimettendo indietro le lancette dell’orologio storico. Una soluzione radicale di uscita dal modello capitalista da parte del potere capitalista è immaginabile solo con la promessa di cristallizzare i rapporti di potere correnti (un’uscita in direzione di una democrazia socialista non risulta perciò particolarmente gettonata).

In una cornice di capitalismo finanziario come quella contemporanea le concrezioni di potere possono essere labili, perché una certa capitalizzazione dipende innanzitutto da aspettative di consumo. Chi detiene grandi liquidità possiede un potere d’acquisto potenziale che dipende integralmente dalle prospettive di disponibilità dei beni e dalla fiducia pubblica nei titoli di credito. Questo potere è lo stesso esercitato da una banconota, un oggetto virtuale che può divenire carta straccia nel momento in cui non la si ritenesse più capace di mediare la fornitura di beni. Per questo motivo, per la necessità di curarsi delle apparenze, delle aspettative, il capitalismo finanziario deve dedicare particolare attenzione al governo degli apparati mediatici. Ma in ogni caso, ci sono limiti al governo delle aspettative, giacché i meccanismi stessi di competizione economica generano costantemente sommovimenti destabilizzanti.

Nel mondo capitalista il potere “liquido” è assai più potente (grazie alla sua massima mobilità e trasformabilità) di ogni potere “solido” (la proprietà di beni reali). Tuttavia i beni reali conferiscono una stabilità di lungo periodo che il capitale liquido non consente. Perciò la prospettiva di un’eventuale uscita “post-apocalittica” dal modello capitalista con le sue contraddizioni è pensabile, per le élite apicali, solo nei termini di un passaggio ad una sorta di “neofeudalesimo”, in cui il potere liquido si ritramuta in proprietà materiali (terre, immobili, armamenti, tecnologie, ecc.).

Emerge qui tuttavia un problema che modifica completamente il quadro. Il feudalesimo storico funzionava sulla base di un sistema di legittimazione (inclusa la legittimazione alla proprietà) dipendente dalla tradizione e dalla religione. Il mondo odierno ha spazzato via entrambi questi fattori come conferitori di legittimità. Dunque la questione che qui si apre è: come potrebbe funzionare un sistema di potere e di legittimazione della proprietà in un “neofeudalesimo” privo di tradizione e di religione?

Il potere nella storia dell’uomo è stato sempre, anche nelle culture più autoritarie, determinato dal riconoscimento medio della legittimità del potere. Finché i più riconoscevano o almeno non contestavano la legittimità di un potere, esso rimaneva fungente. Questo potere funzionava trasmettendosi con continuità, per passaggi intermedi, dal vertice alla base (dal re ai vassalli, dai feudatari ai cavalieri ai contadini ai servi.) Questa forma di potere ha dunque comunque sempre un aggancio umano, nella sfera del riconoscimento. Ma se viene meno la matrice stessa della legittimazione, come può esercitarsi il potere in modo capillare, dal vertice alla base? In un sistema capitalistico la ricchezza è potere senza necessità di riconoscimento perché si riconosce il potere come potere d’acquisto, garantito dal sistema economico. Se salta il sistema, salta quella forma di riconoscimento di potere impersonale. Come potrebbe funzionare un nuovo potere senza riconoscimento di legittimità?

Tecnicamente la risposta è semplice: dovrebbe soppiantare il potere del “mezzo” rappresentato dal denaro con un altro mezzo esterno adeguato allo scopo. In concreto la prospettiva più plausibile è che ciò avvenga con la manipolazione di mezzi atti ad incutere paura, una paura che i pochi devono essere in grado di instillare direttamente nei molti.

Una prospettiva del genere era inaccessibile in passato, ma il progresso tecnologico nutre da tempo costantemente questa possibilità, cioè la possibilità, attraverso il potenziamento degli effetti, che un centro circoscritto si imponga alla moltitudine. Una spada poteva imporsi magari a cinque persone disarmate, una pistola a dieci, una bomba a mille; e con l’aumentare tecnico del potere è diminuita anche la difficoltà a usarlo: è più facile oggi far scoppiare una bomba che un tempo maneggiare una spada. Ma non dobbiamo immaginare la potenza tecnologica semplicemente come esercizio della forza bruta. Pensiamo piuttosto ad una situazione attuale come l’esistenza di sementi geneticamente modificate che non permettono di ripiantare i loro semi per il raccolto successivo, vincolando all’acquisto delle sementi stesse da un fornitore centrale. Le linee di fondo di questo meccanismo di potere è semplice: si tratta di rendere strutturalmente dipendente un gruppo, per la propria stessa esistenza, dall’accesso ad una tecnologia non autonomamente riproducibile, ma somministrata centralmente. Di meccanismi del genere se ne possono inventare numerosi, basta rendere le persone dipendenti da un bene tecnologicamente scarso e non riproducibile autonomamente (una terapia?). Un meccanismo del genere può consentire di principio un esercizio del potere in forma diretta, “neofeudale”, senza bisogno di meccanismi di intermediazione e legittimazione.

Un’osservazione conclusiva: parlare qui di “neofeudalesimo” è un’espressione fuorviante. Siamo di fronte ad un sistema in cui, sì, avremmo a che fare con una società gerarchica chiusa, come il feudalesimo, fondata su poteri e proprietà reali, e non liquidi, ma tutti gli altri aspetti sono profondamente diversi e non in senso migliorativo. Sarebbe un mondo in cui una casta superiore esercita il proprio potere attraverso la paura, dopo aver sostituito, come fonte ultima di autorità, ciò che nel feudalesimo era Dio, con la Tecnologia. Sarebbe una società del comando diretto, non intermediato da alcuna adesione ideologica, una società che venera l’efficienza tecnica e concepisce la subumanità al di fuori della casta superiore come materia prima di cui disporre a piacimento.

Questo quadro in effetti non ricorda il feudalesimo, ma un’esperienza a noi molto più vicina, cioè il nazismo. Il nazismo, infatti, al di là delle proprie tinteggiature esoteriche e paganeggianti, era essenzialmente venerazione della forza diretta, attribuita ad una casta superiore, ed esercitata con rigorosa efficienza produttivistica, concependo l’uomo stesso come mezzo manipolabile (eugenetica) o risorsa asservibile (KZ).

Potremmo così scoprire un bel dì che quella dozzina di anni in cui il nazismo ha fatto la sua breve e ingloriosa comparsa nella storia sono stati solo la prima sperimentazione di istanze e tendenze destinate ad acquisire tutt’altra solidità un secolo più tardi.

Di Andrea Zhok, ideeazione.com

Andrea Zhok, accademico e filosofo italiano. Insegna all'Università degli Studi di Milano.

14 novembre 2022

link fonte: https://www.ideeazione.com/lera-delle-distopie/

Commenti (62)

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    1. Hospiton 19 novembre 2022

      Condivido molto di ciò che Zhok scrive in questo pezzo ma il richiamo al nazismo è come sempre deludente poiché buttato lì, subdolamente, senza aver il fegato di andare fino in fondo al ragionamento proposto e analizzare l'inevitabile corollario. La quasi totalità delle posizioni apicali dei media, dell'industria, delle banche, della cultura del mondo occidentale è in mano a personaggi di origine ebraica e anglosassone, un fatto incontestabile, che chiunque può verificare...possibile che questi signori stiano dando vita a qualcosa che Zhok equipara al nazismo, da egli considerato un abominio? Perché il paragone nazismo-società attuale porta a un'inevitabile conclusione: i massimi rappresentanti del popolo eletto, attuali dominatori della soc. Occidentale, sono feccia, sociopatici equiparabili a Himmler, come Zhok sta implicitamente ammettendo, ripeto: lo sta ammettendo Zhok, non il sottoscritto. Però non lo si dice chiaramente, non si ha mai il coraggio di affrontare la questione fino in fondo, sul nazismo si spara a alzo zero, sui loro ideali successori (come detto, ammissione implicita di Zhok) si tirano fuori interminabili giri di parole, "i nomi non contano, il potere è sfuggente" che sottintendono un pilatesco "siamo tutti colpevoli", sia mai che mi gioco la cattedra universitaria per aver fatto intendere che decine di magnati ebrei e anglosassoni stan costruendo una società simile a quella nazista, e che LORO sono gli architetti, le menti principali della barbarie antiumana che osserviamo. Ce la facciamo a infrangere questo tabù oppure continuiamo a fingere che il potere attuale sia anch'esso "inclusivo", "democratico", aperto a tutti, che un pirla della camorra conti quanto Lord Rothschild nell'orchestrazione globale? Perché ai vertici non mi pare sia così, la selezione è severissima, e se non abbiamo la forza di ammetterlo poiché autocastrati dal pensiero unico meglio evitare sparate preconfezionate contro uomini e partiti morti e sepolti, usando metodi mainstream per tentare ridicolmente di combattere il mainstream odierno, di marca ebraica e anglosassone. Non è così? E allora parliamone, visto che cita il nazismo Zhok ne parli, si smentisca una volta per tutte questa "teoria complottista" senza i soliti pipponi, le solite risatine sui "protocolli" (Il cimitero di Praga di Eco, se si procede oltre una superficiale lettura e lo si affronta con uno studio sistematico, porta in altre inquietanti direzioni) e le solite ramanzine sul nazismo, a mio parere sempre più controproducenti (non vedi, caro Zhok, come l'etichetta ora sia stata prontamente appioppata dalla stampa di regime e dagli utili idioti a Putin e ai russi? Ma continuiamo pure a fare il loro gioco, prego)
    2. BrunoWald 19 novembre 2022

      Non è mica scemo, il Zhok: sa bene cosa si può dire e cosa non si può, per atteggiarsi ad "opposizione di Sua Maestà" senza rischiare i privilegi acquisiti, da bravo intellettuale di sinistra.
      Perché rischiare di mettersi nei guai facendo nomi, e soprattutto origini etniche, quando ci si può limitare a sputare sui morti, che è sempre di moda?
      Peraltro, ritengo probabile che chi ama sputare sui morti, se fossero vivi, gli lustrerebbe invece gli stivali.

    3. Hospiton 19 novembre 2022

      La "pandemia" ha confermato uno dei sospetti che avevo da tempo: la stragrande maggioranza degli antifascisti odierni sono dei fanatici totalitaristi camuffati da democratici, non hanno neppure il fegato di mostrare chiaramente la propria vera indole. I cosiddetti dem piddini sono stati i principali sostenitori di draghi, del lockdown, del green pass, delle discriminazioni a danno dei non vaccinati, fosse stato per questi fenomeni della tolleranza ci avrebbero internato e fucilato...se simili paladini democratici fossero vissuti negli anni '30 del XX secolo avrebbero mostrato con orgoglio la tessera del PNF e condannato ogni forma di antifascismo, matematico, si tratta di campioni di conformismo e di adeguamento al potere di turno, con poche -lodevolissime- eccezioni. Zhok è tra queste ultime? Me lo auguro, ma l'opinione circa l'impossibilità di definire gli attuali poteri (a mio parere fesseria bella e buona, dato che certi livelli sono ben individuabili ma mediaticamente intoccabili), unita alla solita sparata anti-nazista, non mi lascia buone sensazioni.

    1. DrCaligari 19 novembre 2022

      Parole come Nazismo e Marxismo le lascerei muffire nei libri. Per il resto il mostro tecnocratico è fuggito dalla gabbia e datemi retta nessuno potrà mai essere certo di tenerlo sotto il suo controllo. Nemmeno gli attuali "padroni del vapore": termine sbagliato e fuorviante perché se ci pensi puoi essere proprietario del traghetto ma il VAPORE non lo puoi possedere. Sapere di essere in una democrazia cognitiva e aggrapparsi ai vantaggi che questo può dare è per ora l'unica scelta sensata. Si naviga a vista, per restare in tema. Saluti

    2. ric 19 novembre 2022

      io invece li riesumerei con tanto attenzioni e studi nelle scuole. Due sistemi sociali che solo apparentemente sembrano agli antipodi ma sono gli unici sistemi che sono partiti da un progetto di vita sociale.
      Metterei nella muffa tutti i sistemi democratici che dietro una facciata imbiancata celano le piu' aberranti dittature dettate dai "mercati" per
      qualcuno , ma nella realta' sono leggi dettate dai Mercanti , che dei popoli e delle genti se ne fregano completamente.
      Certamente che per essere liberi di fare quello che vogliono , devono concedere liberta' anche ai popoli. DROGA, LGBT , IMMIGRAZIONE.

      Il sentirsi liberi di essere preda di qualsiasi commerciante/multinazionale l'oltreoceano o sud-africana , che puo' citare in giudizio una nazione perche' non accetta Uber , o pone paletti ad Amazon...o che chiede i danni economici perche' sono aumentati i miseri stipendi e loro si sentono truffati.....Studiati bene cosa sia il WTO, e delle democrazie occidentali m, come con la bilancia , fanne anche una Tara !
      .
      ....

    3. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      La vera storia del Das Dritte Reich con il Nazional Socialismo e del Comunismo Bolscevico sarà riscritta quando la maggior parte dei Boomers con incrostazione ideologica criptocomunista
      passerà a miglior vita, circa un lustro ancora.

    4. ric 19 novembre 2022

      vedi..secondo me il comunismo trae l' essenza da Carlo Marx come fonte di studio dell' economia .Ma ha avuto fina gia' da primi passi infiltrazioni che ne deviavano il percorso forse addirittura progettato , ma non credo proprio da Marx.
      Resta il fatto che per me , sia il comunismo che il nazional-socialismo sarebbero con piccole eventuali modifiche se necessarie le piu' perfette fra le convivenze sociali. Una Nazione ( diversamente da uno stato ) deve stabilire con il concorso dei cittadini quali siano le necessita' PRIMARIE del popolo .
      Lavorare assieme per raggiungere il facile risultato in breve tempo . Lasciare a chiunque lo desideri la facolta' di cercare il superfluo a spese sue, senza mai sfruttare altri. Vedi quando mi dicono che "tizio, caio o sempronio hanno raggiunto la vetta..sono arrivati in cima alla scala dei valori , con il sudore della fronte e con il duro lavoro si sono FATTI da SOLI.....rispondo sempre che" fatti da soli "unico esempio sono i risultati raggiunti da Robinson Crusoe , o dal soldato giapponese che da solo nella giungla dopo 20 anni che la guerra era finita da solo al massimo di faceva le pipp...
      Da solo nessuno fa nulla . tutti hanno bisogno degli altri ed in questo sta la vera sfida

    5. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      Il Comunismo è una teoria economico sociale perfetta sulla carta , ma impraticabile nella realtà umana , il Nazional Socialismo era una via di mezzo tra Marxismo e Liberismo una terza via che poneva limiti agli eccessi delle due teorie Marxismo e liberismo.

    6. ric 19 novembre 2022

      non credo che sia impraticabile.
      Il comunismo al massimo se proprio vogliamo essere precisi e' contro un aspetto della natura .
      il liberismo e la democrazia ( farsa quest ultima ) sono in vero aspetto della violenza della natura .
      nella foresta amazzonica vive il vero liberismo dove solo il piu' determinato vive a spese altrui.

    7. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      Il Comunismo reale fino ad ora è fallito dove hanno cercato di applicarlo URSS Cina di Mao , Cuba, Venezuela, proprio perchè è contro la natura umana , se poi ci evolviamo in altro essere ? non saprei risponderti.

    8. ric 19 novembre 2022

      non dimenticate che il comunismo a parte quanto gia' scritto precedentemente da me sulle devianze fin dall' inizio un URSS.. le difficolta' in Cina con un miliardo di persone da gestire , non dobbiamo dimenticare che 70 anni di embargo ,da parte del mondo occidentale a questi paesi ne hanno impedito una crescita ( che non su deve misurare in PIL ) piu' affine ai loro progetti.

      io personalmente ho nessuna remora o preferenza verso il comunismo o un sistema nazional-socialista.. cerco solo di vedere le caratteristiche e le differenze...La mia vera paura sono le democrazie al servizio delle multinazionali , dei poteri forti , di quelli che giocano a Monopoli chi gli stati , che fanno il bello ed il brutto tempo a seconda di cosa conviene... fanno la parte del piu' forte. esattamente come suggerisce la natura.
      Saluti e grazie delle tue piacevolissime considerazioni .

    1. natascia 19 novembre 2022

      Chi o cosa impedisce a questo potere di contribuire ad una crescita reale economica e culturale tale da permettere una presa di coscienza e una diversa responsabilizzazione? Lo impedisce la credenza che l’uomo sia portatore di egoismo e miopia come i suoi stessi padroni qui descritti. Miseri figuri paragonabili al barbone che uccide per un cartone o che usa il suo tempo per frugare nei cassonetti. Pur nel necessario controllo potrebbero essere concepite idee di comunità diversa, più umane. Partendo dai tabù che le società si sono autoimposte ( universali?) nel loro sviluppo, si potrebbero togliere una serie di diaframmi dannosi, autoreferenziali che non sono ancora stati eliminati proprio per la loro vera forza che consiste nella mimesi, mimesi dei parassiti qui descritti.
    1. XL 18 novembre 2022

      Di solito Andrea Zhok mi piace molto, per via della sua lucidità, della chiarezza e della concisione.
      Ma la lettura del capitalismo con le vecchie e scadenti categorie marxiane mi sembra indegna di lui.
      Inoltre la frase finale rivela che della storia lui conosce soprattutto quella "ad usum delphini" scritta dai vincitori.
      cito
      Potremmo così scoprire un bel dì che quella dozzina di anni in cui il nazismo ha fatto la sua breve e ingloriosa comparsa nella storia sono stati solo la prima sperimentazione di istanze e tendenze destinate ad acquisire tutt’altra solidità un secolo più tardi.

      La sperimentazione delle istanze più deteriori del nazismo (eugenetica, razzismo, ipnosi di massa) non sono originali del nazismo, ma furono apprese dalle teorie californiane degli anni '10 (provenienti soprattutto da intellettuali appartenenti a un certo piccolo popolo) e importate in Germania con i finanziamenti di Rockefeller, Harriman e Carnegie.
      Il "successo" che ottennero nel regime nazista si spiega per via delle particolari condizioni socioeconomiche in cui versavano i Tedeschi, e i risultati straordinari della politica economica del NSDAP che li indusse sciaguratamente a bersi tutto il corredo ideologico di contorno (che pur non aveva nessuna relazione con la sana ristrutturazione/rinascita economica).

    2. sarah 18 novembre 2022

      Lei ha ragione. La sua è una delle osservazioni più interessanti tra i commenti dell'articolo. Anch'io ho apprezzato sinceramente tutti gli interventi di A. Zhok e non voglio togliere nulla alla validità anche di quest'ultimo. C'è però una certa difficoltà ad inquadrare una problematica enorme, come quella che egli vuole affrontare, in un solo pezzo. Con il rischio di partire da premesse un po' inesatte e trattate grossolanamente. La sua osservazione sull'origine di quelle che lei chiama correttamente " istanze più deteriori del nazismo" è fine e calzante. Perché dunque questa vaghezza e questo "calo" di lucidità che non riguardano solo questo autore ma molti di coloro che hanno attivamente commentato questi quasi tre anni di disgrazie? Beh, a mio avviso, tutto ciò dipende dalla relativa "rilassatezza" di questo periodo in cui sono cessate ( almeno in parte ) le violente vessazioni dirette che abbiamo sperimentato fino a poco tempo fa. Si ritorna, in qualche modo, a commentare i massimi sistemi come già si era abituati a fare. Tuttavia, ciò che conta veramente è quello che è accaduto, un vero e proprio cambio di cifra. Abbiamo sperimentato di persona cosa significa, ad esempio, l'applicazione di strumenti normativi dichiaratamente discriminatori e l'onda di follia e odio che si è diffusa nella società. Questo terribile momento storico ci ha resi lucidi e dovremmo continuare ad esserlo.

    3. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      Le letture postume fatte sulle ricerche eugenetiche sul miglioramento di certe malformazioni della razza umana fatte durante Das Dritte Reich sono state artamente manipolate nei fini dalla propaganda Usa-Giudea
      i finanziamenti di Rockfeller e compagnia giudea è una leggenda degli scrittori di Best Sellers che fanno congetture facendo parlare i morti.

    4. BrunoWald 19 novembre 2022

      Con la differenza che le "istanze più deteriori" furono introdotte all'indomani di una guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica, in una nazione immiserita e prossima alla guerra civile, soggetta al ricatto e l'estorsione di altre potenze che avrebbero potuto aggredirla militarmente in qualsiasi momento.
      Infatti Hitler dichiarò apertamente e ripetutamente (al contrario dei bugiardi compulsivi oggi al potere) che il suo obiettivo era quello di forgiare ad ogni costo una nazione forte e unita, che potesse essere all'altezza delle gravi circostanze. Era dunque la prospettiva di un bene comune, in condizioni di emergenza, ad ispirare misure più o meno discutibili.

      All'opposto, l'ondata di follia e odio che è stata diffusa artificialmente nella nostra società costituisce un'aggressione a sangue freddo contro popolazioni ignare, pacifiche ed opulente, per mettere in atto con il dolo e la menzogna un piano criminale orchestrato dai soliti noti a danno di miliardi di persone.

      La differenza tra le due situazioni mi sembra dunque astronomica. Il contesto è il fattore decisivo per giudicare qualsiasi fenomeno storico.

    5. sarah 19 novembre 2022

      Sono più che d'accordo, @BrunoWald, anche questa sua osservazione è corretta e doverosa se si vuole continuare ad analizzare la situazione con lucidità. Altrimenti questi continui paralleli con il nazismo, fatti in modo generico e senza la dovuta considerazione del contesto, restano magari condivisibili a titolo esemplificativo ma ci allontanano da una visione oggettiva della realtà e prestano pure il fianco agli attacchi sfegatati di chi non vede l'ora di "vincere facile" accusandoci di fare paragoni deliranti. Lei sottolinea peraltro il punto giusto, cioè l'attacco a sangue freddo contro un'intera società mediante un apparato comunicativo che ha seguito logiche artificiali. Ecco perché io scrivevo di aver notato una certa sfumatura dei contorni di certe analisi, quasi volessero dimenticare che ciò è avvenuto. E invece è ciò che ha fatto, fin qui, la differenza.

    1. Eugiorso 18 novembre 2022

      La contraddizione riconosciuta dl marxismo è quella borghersia/ proletariato, due classi sociali che sono scomparse nell'ordine sociale, nelle mutate condizioni socioeconomiche, culturali e politiche di oggi, in cui abbiamo la ristretta classe globalista e poi la nuova classe pauper e pare che per ora il conflitto di classe sia a senso unico, cioè i globalisti schiacciano la calsse pauper, sempre più povera dal punto di vista materiale e anche da quello culturale, mentre il conflitto orizzontale-geopolitico domina, come dimostra la contrapposizione anche in armi fra le Potenze libere guidate dalla Russia e l'impero del male statunitoide-occidentaloide (strumento della global class).

      Poi c'era la "coscienza infelice borghese", che faceva sì che borghesi medio-alti come Marx ed Egels, per fare un esempio eclatante, si schierassero contro la loro classe sociale di appartenenza, prendendo le parti del proletariato.

      Oggi, la classe globale non ha una coscienza, è semplicemente un "agente" del capitalismo del terzo millennio e quindi i Marx, gli Engels, i Lenin non ci possono essere ... Gli Elon Musk, invece, appartenenti a pieno titolo alla classe globale, sono piuttosto ambigui e non si sa a qualche gioco giochino.

      Cari saluti

    1. Arian Van Heisen 18 novembre 2022

      ...Potremmo così scoprire un bel dì che quella dozzina di anni in cui il nazismo ha fatto la sua breve e ingloriosa comparsa nella storia sono stati solo la prima sperimentazione di istanze e tendenze destinate ad acquisire tutt’altra solidità un secolo più tardi.....

      Insomma questi panflè degli accademici criptocomunisti finiscono sempre
      con la solita congettura: il male èil Nazismo che verrà , è la loro frustrazione , il loro sistema Comunismo o Socialismo Reale è stato messo alla prova, fallendo miseramente con l' esperienza Russa, Cinese Cubana ed allora non gli resta altro che mettere le mani avanti demonizzando un sistema, il Nazional Socialismo che al contrario è stato un 'autentico successo in campo economico per i popoli del Reich dove il capitalismo era sotto controllo del partito dei lavoratori, non a mai potuto espletarsi al di fuori del Reich perchè dava fastidio ai controllori del Denaro strano che questo luminale A. Zhock non se ne sia accorto magari è un
      Giudeo pure lui.
      L' ossessiva demonizazzione e ricorso impropriamente al termine Nazismo dopo che è stato sepolto da 80 anni dimostra solo che......

    2. Rnamessaggero 18 novembre 2022

      Ti sono sfuggiti i tatuaggi con svastica ucraini e ti metterai a piangere ma ti devo per forza di cose dire che il termine nazista non l' hai capito.

    3. Arian Van Heisen 18 novembre 2022

      La svastica usata dagli ucraini non è quella Nazional Socialista
      i quali erano usati in tempo di guerra come mercenari macellai per fare i lavori sporchi e non sporcarsi le mani alla Wermacht, cosa che fanno ancor oggi tra di loro fratelli slavi.
      Siete voi che non capite il Nazional Socialismo e vi fa comodo ?
      tirandolo in ballo con congetture mistificazioni a sproposito .
      il Nazional Socialismo è un movimento di pensiero Tedesco strettamente dei popoli Germani Ariani , non puo essere confuso con scopiazzature mal riuscite postume è finito nel 1945.
      I Nazional Socialisti erano antisemiti, gli ucraini che usano simbolismi scopiazzati seguono un Giudeo e combattono al soldo degli USA-Giudei proprio il contario di quello che fecero i Nazional Socialisti durante il Das Dritte Reich.
      sveglia Boomer !

    4. ric 18 novembre 2022

      e zio Adolfo disse agli imprenditori :

      tutto quello che guadagnate e reinvestite in Germania verra' tassato al 6% , come gli stipendi della gente comune, Quello che portate fuori Germania verra' tassato al 46%. e ricordatevi che se fate affari e' solo perche' NOI ve lo permettiamo ...

    5. ric 18 novembre 2022

      nazismo significa socialismo nazionale , per nulla legato alle finanze mondialiste dei soliti Nasi...
      gli ucraini hanno nulla a che vedere con il progetto di una Nazione.

    6. ric 18 novembre 2022

      sante parole.

    7. Eugiorso 18 novembre 2022

      E' una cosa che voleva fare anche Trump nel breve periodo della sua presidenza (senza iniziare nuove guerre!), ma non credo che sia stata realizzata ....

      Cari saluti

    8. Cleon XIII 19 novembre 2022

      Io toglierei il "Cinese" dalla lista. Il "Socialismo con caratteristiche cinesi", cioè il Socialismo Nazionale, funziona alla grande.

    9. Cleon XIII 19 novembre 2022

      Sono teppisti invasati, farebbero meglio a tatuarsi il logo della Coca Cola.

    10. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      Il socialismo Cinese di oggi non è uguale al Nazional Socialismo del Das Dritte Reich i Cinesi lo hanno scopiazzato in molti aspetti per svilupparsi ma è esogeno, mentre quello Tedesco era endogeno oltre ad essere culturalmente di matrice diversa.
      Nel mio commento mi riferivo al Comunismo di Mao

    11. Rnamessaggero 19 novembre 2022

      Ti perdi in chiacchere, ovvio che al nazista non interessa chi ammazzare, oggi gli vanno bene i russi, ieri oltre agli ebrei anche uomini donne e bambini generici. Vedi, la puoi leccare quanto vuoi, resta il fatto che chi ne fa uso e chi li usa è mentalmente deviato. Il nazional socialismo non è diverso dal comunismo. Poi appena cresci e compi i 20 anni te la spiego con parole più pregne.

    12. Rnamessaggero 19 novembre 2022

      Socialismo nazionale è comunismo. Torna a giocare al gioco delle differenze, per android esistono app fantastiche.

    13. ric 19 novembre 2022

      non dimentichiamo che un miliardo di persone da gestire , dopo secoli di sottomissione agli inglesi ( e qui sta il male che nessuno li ha massacrati uno per uno come avrebbero dovuto fare anche gli indiani , sono ben difficili da tenere a bada.

    14. ric 19 novembre 2022

      e ben venga !! sarebbe ora !

    15. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      Nelle guerre vige la regola Mors Tua Vita Mea
      la Guerra è stata dichiarata dalla GB e Francia e poi USA per fatti in cui che non c'entravano, quindi sei tu che ti perdi in chiacchere , i fatti non sono chiacchere gli Ucraini sono macellai che si ammazzano tra di loro i Nazional Socialisti non si ammazzavano tra di loro ed il popolo è rimasto unito nei loro ideali fino alla fine ...!

      gli Ucraini sono Nazisti, gli Usa sono Nazisti, i Russi sono Nazisti a seconda del pollaio dei più frustrato, eheheh .

      a Dresda Berlino Hiroshima nagasaki non c'erano bambini donne e anziani come nelle Foibe o Holmodour ? siete faziosi intellettualmente disonesti.

    16. Rnamessaggero 19 novembre 2022

      Sei stato smentito talmente tante volte che intavolare confronti con te è come guardare la vernice che si asciuga sui muri. Un trash trapper senza la vergogna.

    17. Arian Van Heisen 19 novembre 2022

      i tuoi argomenti sono ben leggibili da tutti come chi è smentito e chi no ..!
      eheheh..!
      la verità da fastidio è comprensibile non ti preoccupare .
      Sei libero di avere opinioni diverse dalle nostre
      analizziamo fatti non opinioni e non abbiamo la pretesa di convincere nessuno, cerchiamo la Veritas sempre pronti a ricrederci.
      Arian

    18. Rnamessaggero 19 novembre 2022

      Neghi pure di essere stato smentito una moltitudine di volte proprio sul tuo tema preferito germany Hitler ?! Non ho parole.

    19. ric 19 novembre 2022

      questo non lo so.. Ma non ne sono molto sicuro...

    1. sbregaverse 18 novembre 2022

      Tutte cose che il Buon Dio affastella per velocizzare il
      RISVEGLIO (nostro)

    2. Rnamessaggero 18 novembre 2022

      Non ho dubbi al riguardo, l'unico problema è che anche con le cannonate s'addormono alla prima ninna nanna di termini.

    3. Primadellesabbie 18 novembre 2022

      Questa è la posizione di Fausto Carotenuto.

    4. Fantine 18 novembre 2022

      Qualcuno aveva qualche copia di un certo libro da regalare ad un'amica di penna.
      Una prima edizione...

    5. sbregaverse 18 novembre 2022

      L'ho cercati ma, probabilmente, non tenendo la contabilità, in partita doppia, dare avere, nel tempo, li ho regalati tutti, ad amiche e a qualche sporadico amico.
      Allora e non solo allora cercavo di far proseliti fra i conoscenti.
      I libri, in parola, che tu conosci e ami, forse sono finiti in discarica, dal momento che amici e amiche non mi hanno contattato avendoli trovati interessati o forse lette le prime 20 pagine hanno ritenuto che fossi quel matto di cui sempre avevano sospettato.

    6. sbregaverse 18 novembre 2022

      Mi fa piacere che ci sia qualcuno che tenga la mia stessa posizione*
      *Finchè ho un ego così( GROSSO) non ce n'è per NESSUNO.

    7. Fantine 18 novembre 2022

      Caro Sbrega, ti ringrazio di averlo cercato.
      Del tuo dono, non puoi sapere.
      Un dono che è tante cose e molto più dell'oggetto che lo racchiude.
      Sì, il libro di per sé è qualcosa che amo. Per una ragione del cuore.
      Sono certa che l'hai già compresa, caro Sbrega.

    1. sbregaverse 18 novembre 2022

      Casa mia casa mia per piccina che tu sia
      tu mi sembri distopia.

    1. Primadellesabbie 18 novembre 2022

      Bravo Zhok, mi sembra che tu non abbia trascurato nulla.

      Sottolineo questa considerazione che, tenuta nella debita considerazione, eviterebbe ricami nel vuoto e ostinazione su posizioni sterili:

      "...Semplicemente quella è la forma in cui si trovano a detenere il potere..."

    1. Bertozzi 18 novembre 2022

      Che bell'inutile pippone da parte di un accademico universitario che demonizza " la manovalanza intellettuale, finanziata prodigalmente, (che) occupa spesso posti accademici prestigiosi, ed ha la funzione di fornire una spessa nebbia ideologica, vecchia di cent’anni, su cui far disperdere le energie della critica" manovalanza di cui lui fa parte essendo un super professorone dell'università che qualche mese fa diceva che chi non va a votare "se si rompe un braccio non dovrebbe poter andare al pronto soccorso " e che il buon Alceste ha dialetticamente fatto nero. Grazie, ci mancava proprio, qui e adesso, ne sentivamo proprio il bisogno, lui e le sue parola da 10 dollari l'una, l'ennesimo vecchio pedante dalle parole e analisi inutili che alla fine -ammesso e non concesso che si riesca ad arrivare alla fine - non ti lascia niente se non la voglia di disimparare a leggere.

    2. IlContadino 18 novembre 2022

      Secondo me questo pezzo l'hanno messo con una finalità ben precisa, ora vedrai che arriva un pezzo che spacca, che ne so, magari proprio un Alceste, così sarà ancora più apprezzato, dopo l'inutile pippone.
      Aspetta, aspetta, lo sento arrivare...

    3. Maryland 18 novembre 2022

      diceva che chi non va a votare “se si rompe un braccio non dovrebbe poter andare al pronto soccorso ”

      :( :( Alla faccia dei diritti!

    1. PietroGE 18 novembre 2022

      "L’errore degli eredi della prima linea di analisi critica" è di rimanere nell'economicismo marxista, nei 'rapporti di produzione' e nelle contraddizioni intrinseche al capitalismo e di non guardare alle identità dei popoli, alla fragilità dell'ambiente che deve sostenere una massa crescente di popolazione e alla possibilità più che reale che i bisogni di risorse sfocino in guerre sempre più devastanti.
      Con la finanziarizzazione del capitalismo i 'padroni del vapore' sono diventati i finanzieri che controllano i rubinetti del credito e che usano il debito come forma moderna di schiavizzazione dei popoli, come diceva un famoso libercolo dell'inizio del secolo scorso. Più dei 'padroni del vapore', poi, chi comanda oggi sono i 'padroni del discorso' cioè chi detiene le armi della manipolazione mediatica, sia quella tradizionale che quella digitalizzata.
      Si delinea lo spauracchio del 'nazismo 2.0' perché non si vuole comprendere che è la creazione del 'gregge sotto controllo mediatico' la condizione di sopravvivenza delle élite nel contesto attuale, e la globalizzazione, intesa in tutti i sensi, ne è la forma più manifesta.

    2. JA 18 novembre 2022

      3.3) Società del controllo
      E chi si proietta in avanti per prevenire il contagio:
      “I rapporti di stazioni di polizia cinesi negli Stati Uniti preoccupano l'FBI
      Stazioni simili sono state ordinate di chiudere in altri paesi, tra cui Irlanda e Canada.”
      https://www.bbc.com/news/world-us-canada-63671943

    1. Martin 18 novembre 2022

      Ecco l'ennesimo neo marxista maldestramente cammuffato che a suon di chiacchiere senza capo ne' coda forza la realta' fino al punto da assimilare gli sviluppi del capitalismo iperfinanziarizzato, antisovranista e neoglobalista a fascismo e/o nazismo.

      Il ridicolo salto della quaglia, per quanto sostenuto, non riesce, perche' fascismo e nazismo - independentemente da qualunque altro giudizio - erano notoriamente invece radicalmente contrari alla finanziarizzazione ed alla globalizzazione sovranazionale del capitalismo.

      Il socialismo - ossia l'abolizione della proprieta' privata e la socializzazione dei mezzi di produzione - non ha mai funzionato, ed e' infatti stato abbandonato NEI FATTI perfino dalla Cina, che ha una economia capitalistica controllata da un partito unico autoritario, proprio come in fascismo, nazismo e franchismo.

      Poi comprendo perfettamente le ragioni di chi ritiene l'attuale capitalismo iperfinanziarizzato e globalizzato comunque preferibile al modello di capitalismo autoritario-sovranista, ma si tratta di due sistemi diversi che non possono essere confusi, tanto per cercare di far rientrare il falimento del socialismo dalla finestra.

    2. Rnamessaggero 18 novembre 2022

      Anche se, senza socialismo possiamo parlare solo di anarchia e di chi se la può permettere.

    3. Fedeledellacroce 19 novembre 2022

      E allora parliamone di questa anarchia, noi che ce lo possiamo permettere.

    4. BrunoWald 19 novembre 2022

      Il problema dell'anarchia è che ha per presupposto degli individui autonomi: persone in grado di pensare, valutare e decidere per conto proprio, le quali scelgono di unirsi liberamente in vista di un bene comune.
      Persone così sono sempre esistite, e possono benissimo formare piccole comunità autogestite, senza sbirri di nessun genere.
      Il problema è dato dall'altro 90% circa di caproni, che non sono affatto in grado di pensare ed agire autonomamente, e perciò si sottomettono spontaneamente al Gatto, la Volpe e il Mangiafuoco. Del resto, se non ci fossero i sudditi, non sarebbero esistiti nemmeno i re.
      E poiché questi ultimi tendono a pensare in grande e non accontentarsi mai, la piccola comunità è costantemente a rischio di essere schiacciata dalle truppe di Mangiafuoco, a meno che si collochi da sola il più possibile fuori mano, per non essere individuata dai radar o risultare comunque irrilevante.

      Questa è secondo me, in estrema e difettosa sintesi, la questione dell'anarchia, così come si ripropone ormai da settemila anni o più, e che oggi vista l'aria che tira è particolarmente attuale.

    1. JA 18 novembre 2022

      doppione

    1. JA 18 novembre 2022

      3.3) Società del controllo
      Grafene, terapie genetiche all’mRNA, campi magnetici al 5G e poi, come stormi di oche od orde di lemming, saremo docilmente condotti al nostro ultimo destino:
      [brevetto per] Manipolazione magnetica a distanza dei sistemi nervosi
      Apparecchiatura e metodo per la manipolazione a distanza dei sistemi nervosi mediante il campo di dipolo magnetico di un magnete a barra rotante.”
      https://patentimages.storage.googleapis.com/2e/9d/ba/9aa00436ed252e/US6238333.pdf

      Altri brevetti sul tema di controllo nervoso tramite campi acustici o magnetici qui
      https://patents.google.com/?inventor=Hendricus+G.+Loos

    2. Cachafaz 18 novembre 2022

      Le ultime notizie: sembra che ci schermano il sole con delle lampade esagonali https://t.me/iguardianidelcielo/54907 , mentre in molti cieli italiani non si vedono piu' gli aerei e le scie, MA il cielo e' piu' grigio dove c'e' il sole rispetto al resto del cielo che e' piu' blu. E compaiono ugualmente i risultati delle scie chimiche, cioe' le velature orizzontali che poi si diffondono. Spiegazione: sono evidentemente ad irrorare piu' in alto, a distanze che non si vedono gli aerei ad occhio nudo!

    3. JA 18 novembre 2022

      Che voi che ti dica, se anche sti piezz’e merdel fanno il triplo gioco, con le buone non-se-ne-e-sce:
      IL PASSAPORTO VACCINALE NELLA DICHIARAZIONE DEL G20: PERCHÉ GIORGIA MELONI L’HA FIRMATA?
      La domanda è: perché il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha firmato questa dichiarazione che è in contrasto con il suo programma politico, ribadito in una recente conferenza stampa?”
      https://www.byoblu.com/2022/11/18/il-passaporto-vaccinale-nella-dichiarazione-del-g20-perche-giorgia-meloni-lha-firmata/

    4. Cachafaz 18 novembre 2022

      Confido che la Russia finisca il lavoro ben cominciato! (tritare la Nato) ; di conseguenza questi delinguenti si squaglierebbero come neve al sole.

    5. JA 18 novembre 2022

      Putin è troppo circondato dai giudei per contarla giusta: ha già trovato il modo di uscire dal guado. :(
      Mi sa che la Cina farà di meglio per il suo peso economico-industriale e capacità politiche. Non è che faccia i nostri interessi, anche se indirettamente lo fa, ma è meno o niente giudaicizzata per i miei gusti e trascendentalmente razzista. :)

    6. JA 18 novembre 2022

      Pensaci bene: la Cina è una ventata d’aria fresca non giudeo-cristiana che fin’ora, dalla Russia ai jUSA, ci ha ammorbato con la sua corrotta moralina medio orientale.
      Grandi cose possono nascere da questo cambiamento eolico: chiedi a don Chisciotte che ne pensava. :)

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