L'economista Grazzini: "Lo Stato si riappropri della sovranità monetaria, deve emettere moneta pubblica"

Secondo l'economista: "La privatizzazione del sistema monetario non fa bene all’economia e alla società. La moneta bancaria è la causa principale delle crisi del debito e delle crisi finanziarie."

L'economista Grazzini: "Lo Stato si riappropri della sovranità monetaria, deve emettere moneta pubblica"
Di Enrico Grazzini, economiaepolitica.it Esistono tre tipi fondamentali di moneta: la moneta bancaria, creata dalle banche commerciali; le monete metalliche e le banconote, moneta legale; e la moneta riserva delle banche commerciali utilizzata per i pagamenti interbancari [1]. La banca centrale crea moneta dal nulla (moneta fiat) moneta di riserva solo ed esclusivamente per le banche commerciali e queste ultime creano moneta dal nulla (moneta bancaria) solo e esclusivamente per l’economia reale e finanziaria, ovvero per le imprese, gli individui e gli enti pubblici -. I due circuiti – quello di banca centrale e quello delle banche commerciali – sono separati ma collegati [2]. Solo le banche commerciali hanno il privilegio di avere un conto corrente presso la banca centrale e di ottenere moneta legale di prima emissione: il pubblico – cittadini/e, imprese, enti pubblici – non ha accesso diretto alla moneta di banca centrale e alla moneta legale (moneta sicura perché coperta dallo Stato). Circa l’80-90% della moneta che circola nell’economia reale è moneta bancaria. Il resto sono (oltre che le monete spicciole per le piccole spese) banconote emesse dalla banca centrale: tuttavia per avere le banconote di moneta centrale occorre avere prima un conto bancario. Infatti la banca centrale non emette banconote direttamente per il pubblico. Quindi tutte le monete che circolano nell’economia reale e nell’economia finanziaria hanno in qualche modo origine solo ed esclusivamente nel sistema bancario. La banca commerciale crea moneta bancaria dal nulla quando concede un credito: la moneta creata dalla banca è moneta scritturale, ovvero la banca segna all’attivo il credito che il creditore dovrà restituire con l’interesse e segna al passivo il deposito bancario creato per il cliente [3]. Le due caratteristiche fondamentali della moneta bancaria in regime privatistico sono che 1) essa è emessa come moneta-credito e quindi entra sempre nell’economia come moneta-debito 2) e che è money-for profit. La moneta bancaria corrisponde sempre a un debito che deve essere ripagato con interesse e è emessa sempre per accumulare altra moneta, cioè per un profitto monetario [4]. Le banche commerciali hanno l’autorizzazione da parte dello Stato a convertire la loro moneta privata – i depositi bancari derivati da un contratto privato – in moneta legale, in banconote. Così la moneta bancaria diventa moneta legale, moneta di Stato. La differenza tra la moneta bancaria (deposito bancario) e le banconote è che sulle prime si paga un interesse mentre sulle banconote non si paga alcun interesse. Dagli anni 80 in poi, dopo la fine di Bretton Woods e poi con gli accordi di Maastricht, è stata decisa politicamente la liberalizzazione del sistema bancario: in Europa le banche pubbliche sono state per la quasi totalità privatizzate e le banche commerciali operano in regime competitivo per il massimo profitto e il massimo rendimento azionario per gli azionisti, come qualsiasi altra azienda privata. Questo ha comportato la completa privatizzazione dell’emissione monetaria per l’economia. Dagli anni 80 in poi, dopo la fine di Bretton Woods e poi con gli accordi di Maastricht, le banche centrali sono gradualmente diventate “indipendenti”: fissano in autonomia il tasso di interesse, non dipendono più dal governo e dal Ministero del Tesoro e non sono tenute a coordinarsi con le politiche fiscali condotte dal governo. Inoltre, di fatto o di diritto, è stata proibita la “monetizzazione” dei debiti pubblici, cioè l’acquisto dei titoli pubblici direttamente dalla banca centrale nazionale sul mercato primario con emissione di nuova moneta. Così è stata sostanzialmente eliminata l’emissione nell’economia reale di moneta pubblica – ovvero di moneta da non restituire con interesse al settore bancario – e il rendimento sul debito pubblico è deciso principalmente dai mercati. In pratica, con la fine degli accordi di Bretton Woods, gli Stati hanno ceduto alle banche commerciali la gestione del sistema monetario, almeno per quanto riguarda la moneta che circola nell’economia reale e finanziaria. Le banche private autorizzate a creare moneta operano come tutte le altre aziende private in regime di competizione: devono dunque fare il maggiore numero di profitti nel più breve tempo possibile altrimenti vengono mangiate o spariscono dal mercato. Non a caso i fenomeni di concentrazione e di gigantismo sono molto marcati nel settore bancario. La banca commerciale ricava una rendita da signoraggio per la creazione della moneta, e questa rendita grava sull’economia [5]. Infatti la moneta bancaria è essenzialmente moneta-bit, ha un costo tendenziale pari a zero, può dunque essere creata all’infinito e genera un reddito molto superiore al suo costo. Oltre che dal signoraggio, le banche ottengono dei ricavi dalle loro altre attività: gestione del sistema dei pagamenti, selezione del merito di credito dei richiedenti prestiti, commissioni, trading, ecc. In generale i crediti aumentano per la soddisfare la richiesta crescente di liquidità da parte delle aziende, delle famiglie, degli enti pubblici e del settore finanziario. Ma, dal momento che la moneta bancaria – ovvero la moneta-debito – viene a sua volta prestata, e quindi diventa debito su debito, e viene prestata anche e soprattutto al settore finanziario – che opera prevalentemente a leva, ovvero con debito –, anche a causa degli interessi composti, il debito nell’economia cresce normalmente in progressione geometrica. Il debito complessivo non solo aumenta in progressione geometrica ma cresce anche in misura tale che non può essere ripagato dal reddito derivato alla produzione reale. In generale l’economia reale tende infatti a crescere in misura più graduale rispetto ai debiti, come mostra il grafico seguente. Il gap tende a allargarsi nel tempo. La moneta bancaria genera dunque debiti che per loro natura non possono essere ripagati, e quindi la moneta bancaria genera crisi.

La moneta-debito tende a crescere più dell’economia perché il core-business delle banche è creare moneta e quindi in un regime competitivo si afferma la propensione a creare moneta in eccesso nel tentativo di fare più profitti possibile (soprattutto nei periodi di boom e di euforia). Ne deriva che in un regime di concorrenza per il massimo profitto la creazione della moneta tende spontaneamente a essere superiore alle necessità e alla crescita dell’economia reale, e a essere inflazionata. La possibilità delle banche commerciali di creare moneta porta alla tendenziale sovrapproduzione di moneta bancaria non accompagnata dalla produzione di valori reali.

Il sistema bancario nei periodi di boom tende a creare moneta in eccesso non solo per l’economia produttiva ma soprattutto per la finanza e il settore immobiliare: questi sono infatti i settori che dal punto di vista della singola azienda-banca sono i più profittevoli nel breve e medio periodo. Invece gli investimenti produttivi offrono margini incerti e solo nel lungo e medio periodo.

Le banche commerciali spinte dalla esasperata ricerca competitiva del profitto a breve termine sono portate tendenzialmente a allocare molto più credito nei settori non produttivi dell’economia, e così inevitabilmente gonfiano i mercati finanziari e immobiliari [6]. Nei mercati finanziari il rendimento potenziale è commisurato al rischio: i maggiori rendimenti si hanno quando i rischi di perdita sono maggiori. Nella competizione per il massimo profitto le banche tendono a cercare rendimenti sempre più elevati correndo sempre maggiori rischi, e così provocano crisi.

Il settore finanziario può creare titoli all’infinito, ovvero senza corrispettivo nell’economia reale, grazie ai titoli derivati. Quindi all’eccesso di moneta corrisponde un eccesso di titoli e all’eccesso di titoli corrisponde un eccesso di moneta-debito: nella finanza la moneta debito si trasforma facilmente in moneta-scommessa. I derivati sono essi stessi una forma di moneta-scommessa, ovvero di capitale fittizio, di moneta spuria.

Non è tanto e solo l’aumento del credito – e quindi del debito – a provocare le crisi. Il problema è che il credito viene allocato soprattutto e in maniera crescente nella finanza. Da qui il fenomeno della finanziarizzazione. I crediti bancari attualmente vengono per gran parte impiegati per scopi speculativi, ovvero per finanziare passaggi di proprietà di titoli e di immobili che esistono già, e che vengono trasferiti da un proprietario all’altro senza creazione di valore reale [7].

Development of total credit and the non financial business credit share.

Source: Jorda` et al. (2017) and authors’ calculations. Data are averaged across 17 advanced economies. Australia, Belgium, Canada, Denmark, Finland, France, Germany, Italy, Japan, Netherlands, Norway, Portugal, Spain, Sweden, Switzerland, UK and USA [8]

Dalla metà degli anni ’80 in poi – in coincidenza con la deregulation e la fine dei controlli amministrativi nel settore bancario – è decollato il mercato dei mutui immobiliari. In pratica gran parte dei finanziamenti bancari serve a trasferire la proprietà di beni già esistenti. Questo fenomeno è facilitato dal fatto che la singola banca considera le proprietà già esistenti come valido collaterale, ovvero come garanzia per il credito erogato. Si comprano case già costruite per rivenderle a maggiore prezzo; si comprano titoli per rivenderli a prezzo maggiorato. Per esempio le banche finanziano le scalate a società che, una volta acquisite, vengono fatte a pezzi per “estrarre valore”, ossia vengono rivendute con possibili plusvalenze per i finanzieri. Ma la speculazione non dà valore aggiunto all’economia reale. Il gioco speculativo si basa sul debito e ha l’effetto di aumentare i prezzi degli asset immobiliari e finanziari. Così crescono le bolle finanziarie e immobiliari.

L’aumento dei prezzi dei titoli e degli immobili attira nuovi investimenti e provoca ulteriori aumenti dei prezzi in una crescita a spirale. Le plusvalenze e gli interessi guadagnati dalla finanza tendono infatti a essere reinvestiti in gran parte nella finanza stessa (certamente non sono per la maggiore parte impiegati in nuovi investimenti produttivi o in nuovi consumi) e così il settore finanziario si gonfia in progressione geometrica [9].

Quando improvvisamente si scopre che alcune classi di titoli sono fortemente sopravvalutate a causa della speculazione allora le crisi precipitano: allora la moneta-debito e la moneta-scommessa investita in quei titoli non può più essere onorata. Per tentare di pagare i debiti le società finanziarie e le banche sono costrette a smobilizzare subito i loro titoli svendendoli e provocandone una brusca diminuzione di valore. Crolla la lunga catena dei debiti e crollano i titoli corrispondenti.

Per bilanciare le perdite, le banche sono costrette a chiedere l’immediato rientro dai debiti e a contrarre il credito: ne risulta che la moneta scompare improvvisamente nell’economia reale e in quella finanziaria, e che per mancanza di liquidità e di potere d’acquisto l’attività produttiva viene congelata.

Il difetto genetico della privatizzazione del sistema monetario – ovvero della moneta bancaria for profit – è che è strutturalmente pro-ciclica: viene ritirata dall’economia reale proprio quando ce ne sarebbe più bisogno, semplicemente perché nella crisi scompaiono le prospettive di profitto.

Le recessioni derivano dal fatto che in generale e per sua natura la moneta bancaria scompare nell’economia reale quando i debiti vengono saldati. Il paradosso della moneta-debito è che se tutti i debiti venissero saldati l’economia crollerebbe per totale mancanza di liquidità. Questo è un difetto genetico della moneta-debito: la moneta appare e scompare nell’economia in coincidenza con i cicli creditizi e finanziari invece di circolare sempre come mezzo di pagamento e garantire continuità alle attività produttive.

Nelle crisi deve intervenire la banca centrale a fornire liquidità al sistema bancario con l’immissione di grandi quantità di moneta di banca centrale. Ma, come abbiamo visto, la moneta di banca centrale non entra nell’economia reale. Quindi le banche centrali possono salvare le banche commerciali dalla crisi ma non l’economia reale. Nell’economia reale si verifica invece contemporaneamente una contrazione della liquidità: i debitori cercano di sdebitarsi e così fanno sparire la moneta dal circuito dell’economia produttiva.

Il congelamento del credito comporta il blocco della produzione e questo comporta la riduzione dei consumi e degli investimenti. A quel punto si innesca la spirale della crisi nell’economia reale e questa spirale può essere fermata solo con l’immissione di nuova moneta pubblica (spesa pubblica) per finanziare gli investimenti e i consumi.

Da questa analisi risulta con evidenza che la moneta bancaria – ovvero la moneta-credito emessa per profitto, che diventa subito moneta-debito e poi, con la finanza, anche moneta-scommessa – è geneticamente e strutturalmente il principale fattore delle crisi del debito e delle crisi finanziarie e recessive che scuotono ciclicamente e con violenza il sistema economico. Si dimostra che la privatizzazione del sistema monetario non fa bene all’economia e alla società.

Da qui la necessità che per superare le crisi lo Stato si riappropri della sovranità monetaria: lo Stato dovrebbe emettere moneta pubblica, per esempio grazie alla monetizzazione dei titoli di debito pubblico sul mercato primario da parte della banca centrale.

La monetizzazione del debito pubblico era comune nei Trenta Gloriosi (1945- 1975) ovvero nel periodo di maggiore sviluppo del capitalismo e nel periodo in cui le crisi bancarie erano sostanzialmente inesistenti o comunque limitate ai singoli istituti [10].

La moneta pubblica può essere spesa per investimenti pubblici e, grazie al moltiplicatore keynesiano, ha effetti benefici su tutta l’economia. La moneta pubblica non è moneta-debito, non deve essere restituita e non genera interessi, rimane sempre nel circuito dell’economia reale, non viene ritirata come debito e dunque non genera crisi di liquidità [11].

Il sistema monetario è considerato sul piano scientifico un bene cosiddetto “pubblico” – ovvero è un bene non esclusivo e “non rivale” (infatti se è usato contemporaneamente da molti non si consuma ma accresce il suo valore) – e quindi andrebbe trattato come tale [12]. In quanto bene pubblico, per funzionare in maniera efficiente e equilibrata, il sistema monetario non dovrebbe essere completamente privatizzato e essere gestito esclusivamente dai privati.

Per evitare la crescita insostenibile dei debiti e le conseguenti violenti crisi finanziarie occorrerebbe separare la creazione di moneta (bene pubblico) dal credito (attività privata o pubblica). Le banche private tendenzialmente non dovrebbero creare moneta perché creano moneta-debito, perché nella ricerca esasperata del profitto sono portate inevitabilmente a crearne in eccesso, e quindi a generare speculazione e crisi. Le banche alla ricerca del profitto sono portate a allocare moneta prioritariamente nei settori improduttivi, nella finanza fine a sé stessa e nell’immobiliare. Le riforme del sistema monetario e bancario dovrebbero dunque tendere a abolire o a diminuire drasticamente la creazione di moneta bancaria [13].

In linea di principio lo Stato attraverso la sua banca centrale dovrebbe creare moneta pubblica, ovvero moneta debt-free e no-profit [14]. Sempre in linea di principio, le banche, sia private che pubbliche, dovrebbero invece operare non come creatrici di moneta ma come intermediari tra risparmio e investimenti (narrow banking).

Le due funzioni andrebbero distinte. L’emissione monetaria e il sistema dei pagamenti (beni pubblici) andrebbero gestiti in ambito pubblico, mentre il credito e la finanza sono ambiti privati.

Questa è anche l’opinione di alcuni economisti, come Martin Wolf, capoeditorialista del Financial Times. “Il nostro sistema finanziario è così instabile perché lo Stato prima gli ha permesso di creare quasi tutta la moneta nell’economia e poi perché è stato costretto a garantirlo mentre svolgeva quella funzione. Si tratta di un buco enorme nel cuore delle nostre economie di mercato. Si potrebbe chiudere separando l’offerta di moneta, che è propriamente una funzione dello Stato, dall’offerta di finanziamenti, una funzione del settore privato. Questo non accadrà ora. Ma occorre ricordare questa possibilità. Quando arriverà la prossima crisi – e sicuramente arriverà – dobbiamo essere pronti.”.

Una alternativa a questa tesi è che le banche dovrebbe eventualmente essere autorizzate a creare moneta solo in vista del potenziamento delle attività produttive e non per attività speculative e immobiliari[15]. Se le banche non potessero più creare moneta dal nulla e a costo zero da impiegare nella finanza si eviterebbe il gonfiamento dei debiti e della finanza autoreferenziale, e le crisi finanziarie e economiche sarebbero fortemente limitate se non completamente eliminate.

Di Enrico Grazzini, economiaepolitica.it

02.09.2024

Enrico Grazzini. Analista dell'economia della comunicazione e delle innovazioni. In qualità di consulente e ricercatore, ha effettuato numerose indagini e studi per conto delle più qualificate aziende e istituzioni nazionali e internazionali.

NOTE

[1] Elaborazione delle tesi contenute nel saggio di Enrico Grazzini “Il fallimento della Moneta. Banche, Debito e Crisi. Perché bisogna emettere una Moneta Pubblica libera dal debito” Fazi Editore , 2023.

[2] Bank of England “Money in the modern economy:an introduction” By Michael McLeay, Amar Radia and Ryland Thomas of the Bank’s Monetary Analysis Directorate. “There are three main types of money: currency, bank deposits and central bank reserves. Each represents an IOU from one sector of the economy to another. Most money in the modern economy is in the form of bank deposits, which are created by commercial banks themselves. “

[3] Bank of England “Money creation in the modern economy” By Michael McLeay, Amar Radia and Ryland Thomas of the Bank’s Monetary Analysis Directorate “In the modern economy, most money takes the form of bank deposits. But how those bank deposits are created is often misunderstood: the principal way is through commercial banks making loans. Whenever a bank makes a loan, simultaneously creates a matching deposit in the borrower’s bank account, thereby creating new money”. Ovviamente la banca deve sottoporsi a dei vincoli per la creazione di moneta: per esempio deve avere un certo ammontare di capitale proprio commisurato alla rischiosità dell’attivo; deve procurarsi sufficiente moneta di banca centrale per i pagamenti interbancari, ecc.

[4] Enrico Grazzini “Il fallimento della Moneta. Banche, Debito e Crisi. Perché bisogna emettere una Moneta Pubblica libera dal debito” Fazi Editore , 2023.

[5] Tra gli altri vedi Biagio Bossone, Massimo Costa Moneta bancaria: debito o rendita da signoraggio? Economia e politica 15 Febbraio 2018 “Una conseguenza importante, di cui nessuno ha prima d’ora parlato, è che una quota rilevante dei depositi che le banche riportano in bilancio come “debiti verso la clientela” genera redditi in tutto e per tutto analoghi alle rendite da signoraggio generate dalle monete legali (monete, banconote e riserve) emesse dallo Stato. Come si mostra altrove,tale forma di signoraggio introduce nell’economia reale un elemento strutturale di sottrazione netta di risorse, con effetti deflattivi su profitti e/o salari e con conseguenze redistributive e di frizione fra capitale e lavoro, che andrebbero attentamente studiati”.

[6] Nellle economie più finanziarizzate, come in UK e Svizzra, solo il 10-20% dei crediti va alle attività produttive

[7] Bezemer, D., Ryan-Collins, J., van Lerven, F. and Zhang, L. (2018). Credit where it’s due: A historical, theoretical and empirical review of credit guidance policies in the 20th century. UCL Institute for Innovation and Public Purpose Working Paper Series (IIPP WP 2018-11).

[8] Idem

[9] Michael Hudson “The Destiny of Civilization: Finance Capitalism, Industrial Capitalism or Socialism” Islet 2022

[10] Un’altra maniera di creare moneta da parte dello Stato è la moneta digitale con l’apertura delle banche centrali al pubblico – cittadini/e, imprese, enti pubblici). Ma qui non ce ne occupiamo

[11] Martin Wolf Strip private banks of their power to create money Financial Times APRIL 24 2014 “La nuova moneta (creata dallo Stato, NdA) verrebbe immessa nell’economia in quattro modi possibili: per finanziare la spesa pubblica, al posto delle tasse o dei prestiti; per effettuare pagamenti diretti ai cittadini; per riscattare i debiti insoluti, pubblici o privati; oppure per concedere nuovi prestiti tramite banche o altri intermediari. Tutti questi meccanismi potrebbero (e dovrebbero) essere resi trasparenti quanto si potrebbe desiderare”.

[12] Ormai perfino il Fondo Monetario Internazionale e le altre istituzioni ufficiali sono costrette a ammettere che la moneta è un public good. Vedi per esempio: International Financial and Monetary Stability: A Global Public Good? – Remarks by Michel Camdessus, May 28, 1999 At the IMF/Research Conference. Key Issues in Reform of the International Monetary and Financial System Washington, D.C., May 28, 1999.

[13] Martin Wolf Strip private banks of their power to create money Financial Times APRIL 24 2014. La separazione tra creazione di moneta e credito è attualmente promossa dall’associazione europea Positive Money e è supportata in diverse versioni da numerosi accademici. I precedenti storici derivano ovviamente dal Chicago Plan del 1933. Il piano fu sostenuto da importanti economisti come Frank H. Knight, Paul H. Douglas e Henry C. Simons. In diverse forme la separazione tra emissione monetaria e credito è stata notoriamente supportata da economisti del calibro di Milton Friedman e di James Tobin.

[14] Secondo la teoria dei beni comuni di Elinor Ostrom essi possono essere gestiti nella maniera più sostenibile, più efficace e efficiente possibile solo dalle comunità interessate, e non dallo Stato né dal settore privato. Ne deriva che la banca centrale dovrebbe essere governata non da tecnocrati, né da banchieri né da politici ma dai rappresentanti delle comunità interessate alla moneta, ovvero in primis dalle associazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori. Vedi Enrico Grazzini “Il fallimento della Moneta. Banche, Debito e Crisi. Perché bisogna emettere una Moneta Pubblica libera dal debito” Fazi Editore , 2023.

[15] Sergio Rossi “Money and Payments in Theory and Practice” Routledge; 2007


--Fonte: https://www.economiaepolitica.it/banche-e-finanza/la-moneta-bancaria-e-la-causa-principale-delle-crisi-del-debito-e-delle-crisi-finanziarie/Titolo originale - La moneta bancaria è la causa principale delle crisi del debito e delle crisi finanziarie

Commenti (30)

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    1. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Tra le citazioni compare il professor Martin Wolf promotore della moneta piena in Svizzera…. Ovvero Positive Money. Più chiaro di così!!!
      https://www.initiative-monnaie-pleine.ch/english

    1. doutdes 5 settembre 2024

      In tutta franchezza non sono riuscito a comprendere, o meglio a decifrare, le sofisticate definizioni e distinzioni sulle proprietà della moneta che Grazzini espone con abbondanza di note bibliografiche.
      E quando le premesse sono fumose riesce assai difficile comprendere pure le conclusioni dell’autore.
      Tra l’altro, affermare che l’80-90% della moneta che circola nell’economia reale è moneta bancaria, e la restante percentuale sono banconote e spiccioli, relega i 200 miliardi di deficit statale (nel solo 2024) ad una sorta di fantasma che, viceversa, circola e si deposita nelle tasche dei cittadini assieme a tutti i deficit pregressi.
      Quindi una montagna di soldi non di natura bancaria completamente privi del marchio “moneta debito”. Ne sono possessori i tanti miliardari che detengono la maggior parte dei titoli del nostro debito pubblico.
      Ciò detto, riguardo alla natura della moneta, mi affiderei a definizioni assai più concrete, ancorchè non di immediata comprensione per il pubblico, in cui il DENARO è soltanto un “numero”, le BANCONOTE un “mezzo di pagamento” (al pari delle carte di credito, degli assegni ecc..) e il DEBITO PUBBLICO a sua volta un “numero” essendo lo Stato stesso il principale creatore del denaro.

      E dei numeri non bisogna avere paura, neppure quando sono enormi.

      Quanto infine alla teoria della riserva al 100% per le banche mi rifaccio in toto alle osservazioni di Megas.
      In ogni caso si tratterebbe di un rimedio ingenuo e impraticabile.

    2. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Mi complimento con per come hai centrato il punto. Mi chiedo ancora come Grazzini riesca a distinguere i numeri che compongono il suo estratto conto in banca -:)) il livello è talmente basso che fa addirittura confusione fra valuta e mezzo di pagamento. Ritiene i soldi provenienti da un prestito come valuta non a corso legale. Roba da non credere.

    1. Deheb 5 settembre 2024

      "L'economista Grazzini" non mi pare molto economista visto che è un "analista dell'economia della comunicazione e dell'innovazione".

    2. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Effettivamente da quello che scrive ha una bella confusione in testa, come minimo, in materia economico-monetaria.

    3. Deheb 5 settembre 2024

      Coincidenza vuole ho scritto un piccolo commento sul loro sito, certe cose stridono un pò...

    4. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Come ho già scritto l'articolo è un ammasso di inesattezze e punta il dito (come hai scritto giustamente tu nel commento che hai fatto sul sito economia e politica), sul soggetto sbagliato. Ma quello che è più grave, perora in tutto e per tutto le teorie di Positive Money, che ci riconducono direttamente ai cambi fissi. Per quanto mi concerne il dibattito (come ci invita a fare la Direzione), si riduce solo a capire se siamo in presenza di malafede oppure pura incompetenza.

    5. Deheb 5 settembre 2024

      Sinceramente non so cosa dicano quelli di PM. Ricordo di essermi scontrato con Conditi anni fa ma i motivi non li ricordo, aveva la fissa della caverna di Platone. Boh.

      Questo per dire che non ho grossa stima per le teorie economiche, anzi. Le considero figlie del tempo e degli interessi ad esse connessi. Smith, Ricardo, Malthus, Marx, Keynes, Friedman....

      Non esiste una teoria perfetta e soprattutto tutte hanno come fulcro l'economia, tutto ruota attorno a questa e tutto si deve adattare, persone comprese.

    1. ailavioni 5 settembre 2024

      Visto che la moneta praticamente se la inventano a colpi di computer, come è possibile che successivamente facciano pagare gli interessi (cioè il debito) su qualcosa creato dal nulla ?
      Sicuramente io mi intendo poco di economia, però ho la netta sensazione che questi ci prendano per il cule*to.

    2. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Infatti non esiste la minima necessita di pagare interessi su un debito inventato. Se lo fanno è solo per dare un reddito a chi ha risparmio esattamente come si fornisce un sussidio a chi perde il lavoro o ad un indigente. E' una misura di politica fiscale altamente regressiva poiché fornisce un reddito ha chi ha già risparmio in proporzione del risparmio che possiede.

    1. Shax 5 settembre 2024

      E si scoprì l'acqua calda...

    1. XL 5 settembre 2024

      In pratica, con la fine degli accordi di Bretton Woods, gli Stati hanno ceduto alle banche commerciali la gestione del sistema monetario

      Da molto prima!
      Da quando nella storia si usa la cosiddetta riserva frazionaria (che in molti posti è stata definitivamente abolita, per lasciare alle banche totale libertà di erogare credito).

    2. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Premesso che la riserva frazionaria oggi non esiste più e le banche concedono credito in base a precisi criteri patrimoniali dettati dalle Banche Centrali (quindi decisioni politiche), le cose non stanno così! Lungi da me difendere la lobbie bancaria anch'essa piena zeppa dei poteri profondi che agiscano indisturbati nelle nostre istituzioni, ma chi tira le fila della moneta sono sempre i governi e gli Istituti centrali. La cd "moneta credito" (quella emessa dalle banche commerciali quando concedono un prestito), come detto è direttamente determinata da criteri scelti politicamente da BC e Tesoro. Non solo il patrimonio delle banche su cui si basano tali criteri per concedere credito è frutto della spesa in deficit da parte dei governi. Oltre a questo le banche commerciali sono direttamente controllate dagli istituti centrali ed opportunamente rifinanziate con riserve create dal nulla quando sono carenti di liquidità. Quindi, il sistema bancario dipende interamente dal governo e dalla BC e non viceversa.

    3. XL 5 settembre 2024

      il patrimonio delle banche su cui si basano tali criteri per concedere credito è frutto della spesa in deficit da parte dei governi.

      Cioè secondo te il patrimonio delle banche sarebbe composto solo da titoli pubblici?
      Ma se sono piene zeppe di azioni di aziende private!

    4. Nonso 5 settembre 2024

      Grazie, bello leggerti.
      Il fenomeno inflattivo mi pare che non sia un problema tipico della moneta bancaria, confermi? O meglio, fanno in fretta, alzano i tassi e mettono alla fame la gente. Sbaglio?

    5. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Le azioni come i Btp con cosa le comprano con denaro oppure con le caramelle? cerchiamo di comprendere di cosa stiamo parlando per favore

    6. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Grazie a te!
      allora in primis io non faccio distinzione ("moneta bancaria"). La valuta nel paese è una ed è tutta a corso legale. Forse tu con un deposito bancario proveniente da un prestito non ci puoi pagare le tasse o comprarti una Ferrari?! certo che lo puoi fare... quindi nessuna differenza.
      Detto questo certo che anche la moneta credito può contribuire ad eventuali fenomeni inflattivi. Ma il settore bancario (a differenza di governo e BC), ti ricordo opera in modo ciclico rispetto al ciclo dell'economia.
      Alzare i tassi di per se contribuisce ad aggravare il fenomeno inflattivo e mettere alla fame i paesi come il nostro dove il fenomeno ha caratteristiche deflattive ed il risparmio è un mano a pochi.

    7. Nonso 5 settembre 2024

      Chiaro, quindi il problema non è il vestiario, ma le funzioni biologiche.

      Il risparmio è in mano a pochi in tutto il mondo. Credo che solo una distribuzione equa delle risorse possa risolvere il problema della povertà e anche quel problemino che chiamiamo guerra, SMO, genocidio, e compagnia bella.

      Dopo l'acqua calda, stamattina ho scoperto questo.

      Ma come mai non pubblichi più su CDC?

    8. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Pubblicazioni come questa sono totalmente incompatibili con il lavoro che ho fatto in questi anni, pubblicando verità assolute su come realmente funzionano i sistemi monetari moderni. Ultimamente mi è stato impedito di pubblicare un articolo che in fatto di verità sulla creazione monetaria, ritengo equivalga al Santo Graal. Un articolo che ha richiesto mesi di studio, andando a certificare attraverso i flussi contabili chi realmente crea la moneta e mostrando con prova scientifico-contabile, che il debito pubblico non è assolutamente un debito reale da ripagare. Cose che tutti dovreste sapere, visto che individua anche coloro che sono i principali responsabili in prima battuta di quelle che sono le immani sofferenze di noi italiani.
      La direzione ha scelto di prendere strade opposte (e questo articolo ne è la conferma provata) ed io non sono un uomo dei compromessi.
      La questione cambi fissi e cambi flessibili vale le nostre vite e sponsorizzare le idee di Positive Money (come in questo articolo) equivale a parteggiare per i cambi fissi, equiparando la moneta all'oro rendendola una merce scarsa.
      Se ti interessa leggere l'articolo puoi andare sul mio blog.
      Grazie per l'attenzione.

    9. Redazione CDC 5 settembre 2024

      CDC non pubblica verita' assolute, ma opinioni libere a confronto e articoli documentati e riscontrati.

      Chi ha la verita' in tasca, sa gia' tutto, non ha bisogno del confronto.

      L'articolo dell'economista Grazzini e' stato rilanciato dal sito "economia e politica" su cui scrivono economisti ed esperti del settore, inclusi accademici, con cui si puo' essere d'accordo o meno, e' un punto si vista. Non ci sono dietrologie o fatti strani. E' un articolo da discutere e dibattere, come lo sono tutti quelli che via via pubblichiamo.

    10. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Questo "politically correct", che volete far passare per giustificare l'ingiustificabile, evidentemente è mancato per il mio articolo, ovvero l'articolo di un autore che Vi ha concesso oltre 200 articoli.
      Quindi, il mio articolo non meritava di essere dibattuto secondo il Vostro pensiero!?
      Quindi è chiaro che la direzione di CDC ha preso una posizione (dando un giudizio di merito), dal momento che lo ha ritenuto non meritevole di dibattito.
      Quindi la Vostra è una chiara presa di posizione. Poiché negare la pubblicazione di un articolo che spiega puntualmente come avviene la creazione monetaria nel sistema dei cambi flessibili ed al contempo invece pubblicare, questo articolo che invece si rifà alle idee di Positive Money improntate al cambio fisso.... è una scelta di campo vera e propria.
      Una scelta di campo di cui CDC dovrà rendere conto ai propri lettori.
      Sull'argomento le verità sono in tasca di chi le ha studiate e volute capire al di fuori di interessi di parte. Come si crea la moneta non è una opinione da dibattere ma una realtà vissuta quotidianamente sotto in nostri occhi. Questo nonostante, in modo alquanto approssimativo intendete farla passare come tale. E farla passare come una opinione, attraverso la Vostra risposta, non rende onore a chi siete ed a quello che era e sarebbe dovuto essere ComeDonChishiotte.org

    11. danone 5 settembre 2024

      Redazione credo sia meglio che pubblichiate anche l'articolo di Megas, dopo le sue critiche, poi decideranno i commentatori dove orientarsi.
      Non sono mai stato un sostenitore della MMT e con Megas mi sono spesso scontrato, ma credo che in questa specifica questione di un possibile ritorno alla moneta coperta (asset-becked) abbia ragione, cioè è deleteria, o almeno spiegate perchè non pubblicate il suo articolo.
      Anch'io nel mio piccolo mi definisco un esperto di sistemi monetari, avendo approfondito il tema della moneta per anni, e quindi posso tranquillamente informarvi che tutti coloro, esperti ed economisti, che vogliono un ritorno alla moneta gold becked o asset-becked, vogliono, consapevolmente o meno, un ritorno all'800, e non un miglioramento della situazione monetaria mondiale, mantenendo, anzi rinforzando, il controllo dell'emissione da parte di un centro monopolistico e rendendo ancor più scarso il mezzo di scambio.
      Il peggio del peggio per chi ci capisce qualcosa di sistemi monetari.
      L'unica riforma utile della moneta fiat è quella di smettere di considerarla e definirla una merce, un valore economico, seppur convenzionale, e ridefinirla come una informazione contabile, che serve a registrare-ufficializzare-permettere un passaggio di mano di un bene reale dal valore reale o una prestazione di lavoro, anch'essa dal valore reale e non convenzionale, cioè creato dal nulla.
      Solo in questo modo è possibile concepire un sistema in cui ognuno possa emettere la moneta che gli serve, quando gli serve, dal suo proprio conto personale, perchè emetterebbe informazioni riguardanti la sua attività economica e non valori, superando così il sistema usuraio di prestiti ad interesse, che infiniti inflisse lutti agli umani

      Questo è l'unico modo oggettivo e logico e trasparente di creare la moneta fiat, ovvero come unità di conto usata come informazione contabile.

    12. Redazione CDC 5 settembre 2024

      Non pubblicare l'articolo in questione non e' stata una scelta di superficie e presa a cuor leggero. Ci siamo avvalsi anche di pareri esterni, almeno due economisti esperti in materia, e poi la scelta e' stata di non pubblicare. Sappiamo che poi l'articolo e' stato rilanciato da altre testate. La nostra decisione e' stata diversa. Si fa riferimento ad un testo del giugno scorso.

    13. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Siete ridicoli e falsi anche nel rispondere ai vostri lettori. L’articolo è sempre rimasto lo stesso, le edulcorazioni aggiunte sono state fatte solo per renderlo di Vostro gradimento, non certamente nei concetti essenziali, ma in quella che è una narrativa main stream alla quale CDC, pare da tempo essersi allineato. L’articolo era ed è perfetto tecnicamente, confermato per scritto anche dai Vostri consulenti per non di da Mosler in persona. Solo che disturbava la narrativa che qualcuno di voi si è auto creato negli anni.

    14. Deheb 5 settembre 2024

      Legittima decisione che però mi lascia perplesso.

      La cosa interessante sarebbe conoscere questi "pareri esterni di esperti in materia", fra parentesi su un articolo fantasma, così da poter valutare personalmente la bontà della decisione presa.

    15. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Non esistono pareri esterni scritti. L’unico parere scritto è di Mosler, che approva tecnicamente l’articolo. CDC ha interpellato due esponenti di MMT Italia, i quali alla fine non hanno potuto far altro che certificare la correttezza tecnica dell’articolo. Dimostrando inizialmente di non conoscere alla perfezione la materia. Alla fine, tanto per dire qualcosa, consideravano l’articolo non opportuno strategicamente per quella che è la loro narrativa volta a salvare i politici italiani e gettare ogni responsabilità di quello che accade nel nostro paese su UE e USA. Quindi, un giudizio politico, su un articolo strettamente tecnico. Un giudizio politico promosso dalla direzione di CDC, la quale si è sempre dichiarata apolitica. Dopo di che, oggi la direzione di CDC pubblica questo articolo…. che ha una direzione politica ben precisa, contraria a quelli che sono gli interessi del popolo italiano e funzionale alla narrativa di rendere la moneta scarsa, con cui e’ stato costruito il sistema euro. Le cose sono più che chiare e documentabili.
      Ripeto, chi vuole leggere l’articolo lo trova sul mio blog…. questo è quanto accaduto per rispetto dei miei lettori.

    1. XL 5 settembre 2024

      Queste cose vengono ripetute da almeno un secolo,e non si mettono mai in atto, perché?
      La mia diagnosi è semplice: manca la politica.
      Ciò che esiste oggi è una caricatura della politica, e il sistema di selezione degli uomini di governo è basato sulla corruzione e sui favori/ricatti degli usurocrati, che portano a selezionare infallibilmente le persone peggiori.
      Quando qualche persona valida accede ai posti di governo parte il meccanismo di isolamento della stessa per renderla impotente, se non funziona con le calunnie e la corruzione dei collaboratori si passa alle minacce ed eventualmente all'omicidio.
      Nei casi in cui nessuno di questi espedienti funziona si arriva a scatenare una guerra.

      Bisogna prendere atto che il popolo è in guerra con gli usurocrati e finché non si libera di loro resterà schiacciato dal malgoverno e dalla povertà.

    1. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Questo articolo certifica la definitiva conversione di CDC al movimento Positive Money, in Italia fortemente sponsorizzato dall'Ing Fabio Conditi. Un movimento, che come puntualmente esposto in un mio recente articolo, ricordo essere finanziato dalla Commissione europea e dalle società del filantropo George Soros. In quanto all'articolo ci vorrebbe un giorno per smontare tutte le inesattezze, per non dire le "scemenze", che questo economista è riuscito a mettere in fila in un solo articolo.
      Tanto per sorridere un po' (ma c'è poco da ridere vista la situazione!), mi verrebbe da chiedere a questo Signore di fornirmi lo strumento con cui egli riesce a distinguere una banconota o un numero elettronico a seconda che provenga da un rifinanziamento da parte della BC al sistema bancario, o da una misura di spesa dello Stato o infine da un prestito concesso da una banca centrale. Forse l'Agenzia delle Entrate fa questa distinzione quando ci rechiamo a pagare le tasse?!
      MI rendo sempre più conto, ogni giorno che passa, che per il nostro paese non c'è speranza.... soprattutto di fronte ad un articolo come questo!
      Buona fortuna lettori di CDC

    2. XL 5 settembre 2024

      Perché, tu sei contrario al ripristino della moneta come funzione pubblica dello stato?

      E cosa importa in che forma è il supporto del simbolo monetario?
      Nel momento in cui si dice che si vuole togliere alle banche a scopo di lucro il controllo della moneta si intendono due cose:
      1) La regolamentazione e l'emissione di moneta vengono sottratte alla banca centrale e passano nelle mani dello stato.
      2) Si impone alle banche la riserva 100%

      In queste condizioni distinguere da dove arriva il denaro non interessa niente.

    3. Megas Alexandros 5 settembre 2024

      Premesso che l'emissione monetaria è già un mano ai governi (spesa a deficit), io sono certamente favorevole che avvenga a tasso zero. Ma nell'articolo non si dice solo questo e per di più si punta il dito si chi non è la prima rota del carro. Viene rappresentata una situazione che non è così (te l'ho spiegato nel post precedente).
      Oltre a questo imporre riserva 100% alle banche è il principale obbiettivo di Positive Money, per rendere definitivamente cristallizzata la moneta presente. Quindi rendere oro i risparmi presenti... che sappiamo essere in mano a pochi.
      Ripeto, il problema principale non è il sistema bancario, il problema è che i governi non esercitano a pieno la propria sovranità monetaria che hanno ancora a disposizione. Ovvero si autolimitano nei deficit.
      La moneta nelle nostre tasche può arrivare solo in due modi:
      1) spesa a deficit dello Stato (moneta al netto);
      2) prestiti concessi dalle banche;
      Tutto il resto è propaganda, ti ripeto, per togliere definitivamente la moneta dalle mani dei popoli.
      Quindi se elimini la spesa a deficit (pareggio di bilancio) ed il credito bancario, hai dichiarato al mondo che non emetterai più moneta.

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