DI CHEMS EDDINE CHITOUR
Mondialisation.ca
“Vedo una folla innumerevole d’uomini simili ed eguali che girano su sé stessi senza riposo, per procurarsi piccoli e volgari piaceri dei quali riempiono le loro anime. Ognuno di loro preso a parte è come estraneo al destino di tutti gli altri; i suoi bambini ed amici formano per lui tutta la specie Umana…”.
Alexis de Tocqueville, “De la démocratie en Amérique”
Queste righe, scritte oltre 150 anni fa’ da Tocqueville, non fanno una piega; tanto da credere che non è il capitalismo ad essere degenerato nel corso del tempo, che esso sia stato originariamente contro il fattore umano. Vorrei interrogarmi sull’aspetto che mi sembra veramente importante: descriverlo come derivato, in ogni caso, dall’insaziabilità degli uomini che fanno di tutto per arricchirsi, quale che sia il prezzo materiale o morale da pagare. Fra gli indicatori dell’intollerabile ingiustizia alimentare, non si può non citare la stretta delle multinazionali sul mercato della fame.Come scrive giustamente il sociologo e giornalista Esther Vivas:
Nell’affrontare il problema delle carestie ricorrenti, prosegue:
Da una crisi all’altra…
Questo aumento è dovuto ad altri fattori?
Affrontanto l’altra dimensione della crisi, Esther Vivas scrive:
Eccoci così confermati nei nostri sospetti; le multinazionali, attraverso la loro politica senz’anima, si sono impadronite dell’agro-business, che non ha davvero un futuro roseo davanti a sé. Il segreto dei potenti della moneta lo è sempre di meno. Molti sanno che le crisi economiche mondiali non sono delle “tempeste perfette” sulle quali non possiamo nulla, ma piuttosto delle operazioni di grande respiro calcolate e eseguite per delle grandi banche che arrivano fino a minacciare gli stati di fallimento totale, pur di arrivare ai loro scopi.
Il giornalista Matt Taibbi descrive la Goldman Sachs, e inizia il suo articolo così:
Da ciò deriva che l’economia americana continua a governare il mondo, ma forse non per lungo tempo. Si sentono dei fremiti; sempre più paesi rimettono in causa tale supremazia che si fonda sul del vento. Certo, scrive Jochen Scholz, l’enonomia america è ancora la più importante del mondo, ma essa è fragile, avendo perduto la sua base industriale, in favore della creazione di valori di tipo finanziario. Ciò è stato reso possibile grazie al sistema mondiale che riposa sul dollaro, che ha permesso agli Stati Uniti d’avere un debito sempre più elevato verso il resto del mondo, permettendogli di delocalizzare la sua produzione all’estero, e d’incoraggiare il consumo fondato sul debito. Alla fine del 2008, il debito americano rappresentava il 70% del prodotto interno lordo. La rivendicazione di leadership formulata nel 1948 è stata rimessa in causa per la prima volta nel 1970 da Cnuded con l’iniziativa “New International Economic Order”. Il suo obiettivo era la dissoluzione del sistema di Bretton Woods (7). Ricordatevi: il presidente Boumediene portatavoce del Terzo Mondo alle Nazioni Unite ha perorato nel 1974 per un ordine più giusto.
Malgrado gli appelli di molte nazioni per un cambiamento del paradigma dell’architettura del sistema finanziario internazionale, anche da parte di paesi come la Francia, il sistema di Bretton Woods sembra avere ancora una rosea prospettiva davanti a sé. Ciò non impedisce alle nazioni appartenenti ai paesi emergenti di reclamare dagli Stati Uniti delle regole nuove.
Un’altra crisi che i paesi industrializzati e, in particolare gli scettici circa i mutamenti climatici, tentando di minimizzare col demonetizzare il GIC, che deve essersi sbagliato in alcune sue conclusioni e che è sfociato, come tutti sanno, al fallimento di Copenhagen, dove i paesi ricchi non hanno voluto cedere in nulla. In altri termini, i paesi industrializzati hanno esternalizzato una parte delle loro emissioni ai paesi emergenti, in particolare la Cina. Si deve rendere a Cesare il carbone che è di Cesare. La Cina è di gran lunga il principale importatore d’emissioni di CO2. Il 23% delle emissioni dei prodotti di consumo dei paesi sviluppati sono esportate vero i paesi in via di sviluppo. Alla crisi energetica, legata alla dipendenza dal consumo di combustibili fossili, farà seguito una crisi della biodiversità, con la scomparsa di specie animali e vegetali che potrebbe condurre alla “sesta grande estinzione” (9).
La crisi della “Civilizzazione”.
Quest’ultima crisi è allo stesso tempo antica e nuova, essa struttura l’immaginario dei paesi occidentali affonda le sue radici nell’arroganza dell’Occidente impregnata dal cristianesimo, al principio per necessità di causa, ma che successivamente si è scoperto un sacerdozio della religione del denaro. Per tutta la durata dell’avventura capitalistica vite sono state maciullate nel nome dell’interesse, guerre sono state fatte, un colonialismo dei più abietti è stato imposto a nazioni fragili, da parte delle patrie dei diritti dell’uomo europeo. Per Jean Ziegler, “ i popoli del terzo mondo hanno veramente ragione ad odiare l’occidente (…) Mettendo tutto a ferro e fuoco hanno colonizzato e sterminato le popolazioni che vivevano sulle terre dei loro antenati, in Africa, in Australia, in India... Tempo ne è passato da allora, ma i popoli si ricordano delle umiliazioni, degli orrori subiti in passato. Essi hanno deciso di chiedere conto all’Occidente”. Anche i diritti dell’Uomo - un’eredità del secolo dei Lumi – fanno parte del complotto. Mentre dovrebbero costituire “lo scheletro della comunità internazionale” e il “linguaggio comune dell’Umanità”, sono stati strumentalizzati dagli Occidentali a seconda dei loro interessi (10).
Un’analisi pertinente sul declino dell’Occidente, legato al fallimento del suo magistero morale è data dall’ambasciatore di Singapore Kishore Mahbudbani. In questo estratto magistrale, egli analizza il declino dell’Occidente: regresso demografico, recessione economica, perdita dei propri valori. Egli osserva i segni di uno sbilanciamento del centro del mondo occidentale verso oriente. Cita lo storico britannico Victor Kiernan e la sua opera “I Signori dell’Umanità” , Europa atteggiamento nei confronti del Mondo esterno nell’età dell’Imperialismo. Kiernan traccia il ritratto dell’arroganza del fanatismo attraversato da un raggio di luce eccezionale. La maggior parte del tempo, comunque, i colonialisti erano delle persone mediocri ma a causa della loro posizione e, soprattutto, del colore della pelle, erano in grado di comportarsi come signori delle creazione. In effetti l’atteggiamento colonialista rimane molto vivo agli inizi di questo 21mo secolo. (…) Il complesso di superiorità sussiste. «Tale tendenza europea di guardare dall’alto in basso, di disprezzare culture e società non europee, ha delle radici profonde nello psichismo europeo».
La dicotomia “The West and the Rest” (l’Ovest e il resto del mondo) oppure la prospettiva conflittuale formulata nel “The West against the Rest” (l’Ovest contro il resto del mondo) sembra essere sostenuta dal mito della guerra contro Al-Qaida. Non ci si deve meravigliare in tali condizioni, di vedere protrarsi delle situazioni dantesche, come l’arroganza dei ricchi nei confronti dei poveri. Santiago Alba Rico ne da’ un esempio recente, come quello di una crociera di lusso che getta l’ancora … ad Haiti, proprio nel momento del terremoto:
« (…) Qual è il diritto dei sopravvissuti a sopravvivere ai morti? Del diritto datoci dalla certezza inesorabile della nostra propria morte. (…) Con che diritto gli Stati Uniti ridono ai funerali in Haiti? (…) Ebbene, la mondializzazione capitalistica consiste – da un punto di vista antropologico – nel fatto che le classi medie dell’occidente, attraverso il turismo e la televisione, ci vadano a ridere a gola spiegata, a bere e a ballare…» (13)
Alba Rico conclude in maniera pertinente:
Alexis de Tocqueville aveva misurato, ai suoi tempi, l’estensione dell’invisibile tela imbastita dal capitalismo che macina le individualità. Ascoltiamolo:
Argon ai suoi tempi scriveva, di fronte all’anomia del mondo: « E’ così che gli uomini vivono?» La sua inquietudine rimarrà senza risposta
NOTE
1. Esther Vivas : http://esthervivas.wordpress.com/ Inprecor, n. 556-557, janvier 2010 : http://www.legrandsoir.info/Les-contradictions-du-systeme-alimentaire-mondial.html
2. Ibid.
3. Ibid
4. Ibid.
5. Ibid.
6 .Matt Taibbi : Vers une autre crise économique signée Goldman Sachs http://infodesderniershumains.blogspot.com/ mardi 9 mars 2010
7.Jochen Scholz. http://www.horizons-et-debats.ch 19 Mars 2010
8. Ibid.
9. Grégoire Macqueron, Futura-Sciences http://m.futura-sciences.com/12 mars 2010
10 .Jean Ziegler : La haine de l’Occident. Albin Michel. 2008
11 .Kishore Mahbubani : The Irresistible Shift of Global Power to the East. 2008
12 .S.Alba Rico http://www.legrandsoir.info/De-quel-droit-survivons-nous-aux-morts.html6
13. Ibid.
14. Ibid.
15. Alexis de Tocqueville : De la démocratie aux Amérique.
Titolo originale: "Les quatre crises durables du siècle
Est-ce ainsi que les Hommes vivent?
"
Fonte: http://www.mondialisation.ca
Link
22.03.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILIPPO
Elias 10 maggio 2010
"Elias, gente come te.."
Chi sarebbero quelli come me? Sarei tanto curioso di saperlo.
"meriterebbe di rinascere 4000 km più a sud"
Non deve essere poi così male, potrei incominciare anche io a pretendere soldi dagli occidentali sfruttando il senso di colpa. Che ne dici di darmi la tua casa e una parte del tuo stipendio tanto per cominciare?
"Poi vediamo dove te la ficchi la tua ironia da saputello."
In tasca. Esattamente dove metterò i soldi che ti verranno estorti come risarcimento. Perchè se io 4000 km a sud sono povero, la colpa è tua. Maledetto occidentale capitalista cristiano che non sei altro! ;)
"complimenti ancora all'articolista"
Con tanti ringraziamenti del Governo Mondiale.
Non capisco come questa frasetta terzomondista dovrebbe essere una risposta, o una spiegazione del perché dovrei farmi carico del mondo, pagando per tutti. Ah, giusto, sono occidentale...