Le origini oscure del Great Reset di Davos

Le origini oscure del Great Reset di Davos

F. William Engdahl
globalresearch.ca

È importante chiarire che la cosiddetta agenda mondiale del Great Reset di Klaus Schwab non è un’idea nuova né tantomeno originale. Lo stesso vale per quel suo progetto di Quarta Rivoluzione Industriale e per la teoria del Capitalismo degli stakeholder che lui pretende di aver inventato.

Klaus Schwab non è altro che uno scaltro agente dell’agenda tecnocratica globale le cui origini risalgono agli inizi degli anni '70, o anche a prima, e che prevede un partenariato tra potere aziendale e potere governativo, Nazioni Unite comprese. Il Great Reset di Davos non è altro che un progetto rimesso a nuovo per una dittatura distopica globale, sotto l’egida delle Nazioni Unite e in fase di sviluppo da decenni. I personaggi chiave erano stati David Rockfeller e il suo pupillo, Maurice Strong.

Nello scenario politico dei primi anni ’70, è probabile che non esistesse una figura più influente del defunto David Rockefeller, noto soprattutto per esser diventato presidente della Chase Manhattan Bank.

La creazione di un nuovo paradigma

Tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, alcuni circoli internazionali direttamente legati a David Rockefeller avevano dato vita ad una serie impressionante di organizzazioni d’élite e gruppi di esperti. Fra questi ricordiamo il Club di Roma; The 1001: A Nature Trust legata al WWF; La Conferenza di Stoccolma delle Nazioni Unite sull’Ambiente Umano; il rapporto del MIT intitolato I Limiti dello Sviluppo e la Commissione Trilaterale di David Rockefeller.

Il Club di Roma

Nel 1968, David Rockefeller aveva fonsato, insieme ad Aurelio Peccei e Alexander King, il Club di Roma, un think tank neomalthusiano. Aurelio Peccei era un alto dirigente dell'azienda automobilistica Fiat, di proprietà della potente famiglia italiana degli Agnelli [1]. Gianni Agnelli era un amico intimo di David Rockefeller ed anche membro del Comitato Consultivo Internazionale della Chase Manhattan Bank di Rockefeller. Agnelli e David Rockefeller erano amici intimi dal 1957. Nel 1973, Agnelli era stato tra i membri fondatori della Commissione Trilaterale di David Rockefeller. Alexander King era il capo del programma scientifico dell'OCSE e anche consulente della NATO. In questo modo era nato quello che sarebbe diventato il movimento neomalthusiano "people pollute" [la gente inquina].

Nel 1971, il Club di Roma aveva pubblicato un rapporto oltremodo fallace, I Limiti dello Sviluppo. Questa pubblicazione preannunciava la fine della civiltà così come l’avevamo conosciuta fino ad allora a causa del rapido aumento della popolazione e del consumo di risorse limitate, come il petrolio. Il rapporto concludeva che, qualora non si fossero messi dei freni al consumo delle risorse, "molto probabilmente avremmo assistito ad un calo piuttosto repentino e incontrollabile sia della popolazione che della capacità produttiva."

Il rapporto si basava su simulazioni al computer fasulle effettuate da un gruppo di informatici del MIT. La previsione era azzardata: "Se le attuali tendenze di crescita della popolazione mondiale, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione alimentare e dell'esaurimento delle risorse resteranno invariate, entro i prossimi cento anni questo pianeta raggiungerà il suo limite di crescita." Era il 1971. Nel 1973, Klaus Schwab, in occasione del suo terzo incontro annuale con i leader aziendali di Davos, aveva invitato a Davos Peccei affinchè presentasse I Limiti dello Sviluppo agli amministratori delegati delle aziende presenti [2].

Nel 1974, il Club di Roma aveva sfacciatamente dichiarato: "La Terra ha un cancro e il cancro è l'uomo." Poi aveva aggiunto: "Il mondo sta affrontando un insieme senza precedenti di problemi globali interconnessi, come il sovrappopolamento, la penuria di generi alimentari, l'esaurimento delle risorse non rinnovabili [il petrolio], il degrado ambientale e la cattiva governance" [3]. Sosteneva quanto segue:

È necessaria una ristrutturazione "orizzontale" del sistema mondiale... servono cambiamenti drastici nel sistema di valori e negli obiettivi dell’essere umano per risolvere le crisi energetiche, alimentari e di altra natura. In sostanza, se si vuole andare incontro alla transizione verso una crescita organica, bisogna sollecitare dei cambiamenti sociali e individuali [4].

Nel suo rapporto del 1974, Mankind at the Turning Point, il Club di Roma sosteneva inoltre:

L'aumento dell'interdipendenza tra nazioni e regioni dovrà tradursi in una diminuzione dell'indipendenza. Le nazioni non possono essere interdipendenti senza che ciascuna di esse rinunci ad una parte della propria indipendenza, o almeno ne riconosca i limiti. È giunto il momento di mettere a punto un piano generale per una crescita organica e sostenibile e per uno sviluppo globale basato sulla ripartizione mondiale di tutte le risorse non rinnovabili e su un nuovo sistema economico globale [5].

Questo era stato l’enunciato iniziale dell'Agenda 21 delle Nazioni Unite, dell'Agenda 2030 e del Great Reset di Davos del 2020.

David Rockefeller e Maurice Strong

Maurice Strong, amico di lunga data di David Rockefeller e petroliere miliardario, era stato, in assoluto, il più influente promotore dell’agenda “crescita zero” di Rockefeller.

Il canadese Maurice Strong era stato uno dei primi divulgatori della fallace teoria scientifica secondo cui le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo attraverso i mezzi di trasporto, le centrali a carbone e l’agricoltura causerebbero un rapido e drammatico aumento della temperatura terrestre che metterebbe in pericolo “il pianeta,” la cosiddetta teoria del riscaldamento globale.

In occasione della Conferenza di Stoccolma delle Nazioni Unite del 1972 e in veste di presidente, Strong aveva promosso un programma incentrato sulla riduzione della popolazione e sull’abbassamento del tenore di vita a livello mondiale per “salvare l’ambiente.”

Strong chiarito in questo modo la sua visione ecologista radicale:

“La sola speranza per il pianeta non è forse il collasso delle civiltà industrializzate? Non è forse nostra responsabilità far sì che ciò avvenga?" [6].

Ed è proprio quello che si sta verificando sotto la copertura di una pandemia globale.

Il fatto che avessero scelto Strong per dirigere un'importante iniziativa delle Nazioni Unite volta a mobilitare l'azione sull'ambiente apparve alquanto curiosa, visto che [Strong] aveva costruito la sua carriera e la sua considerevole fortuna sullo sfruttamento del petrolio. Lo stesso vale per un numero insolito di nuovi sostenitori della "purezza ecologica", come David Rockefeller, Robert O. Anderson dell'Aspen Institute o John Loudon della Shell.

Strong, canadese di origine, aveva conosciuto David Rockefeller quando aveva appena 18 anni, nel 1947 e, da allora, la sua carriera era stata legata alle conoscenze della famiglia Rockefeller [7]. Grazie alla sua nuova amicizia con David Rockefeller, all'età di 18 anni, Strong aveva ottenuto una posizione chiave alle Nazioni Unite come subalterno del tesoriere dell'ONU, Noah Monod. In questo modo, i fondi dell’ONU avevano iniziato ad essere opportunamente gestiti dalla Chase Bank dei Rockefeller; si era così messo in marcia quel tipico modello di "partenariato pubblico-privato" che Strong avrebbe utilizzato per trarre profitti dal governo pubblico [8].

Negli anni '60, Strong era diventato presidente dell'enorme gruppo energetico e petrolifero di Montreal noto come Power Corporation, allora di proprietà dell'influente Paul Desmarais. Secondo Elaine Dewar, ricercatrice investigativa canadese, la Power Corporation era stata utilizzata anche come riserva di fondi neri per finanziare le campagne di alcuni politici canadesi, come Pierre Trudeau, padre del prediletto di Davos, Justin Trudeau [9].

Il primo Summit della Terra e il Summit della Terra di Rio de Janeiro

Nel 1971, Strong era stato nominato Sottosegretario delle Nazioni Unite a New York e Segretario Generale dell'imminente Summit della Terra, la Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente umano (Earth Summit I) che si sarebbe tenuto a Stoccolma, in Svezia. Lo stesso anno, era stato anche nominato amministratore fiduciario della Fondazione Rockefeller, che aveva finaziato il progetto del Summit della Terra di Stoccolma [10]. A Stoccolma era nato il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), con a capo Strong.

Nel 1989, Strong era stato chiamato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a dirigere la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo del 1992 o UNCED (Rio Earth Summit II). In quell'occasione, si era occupato della supervisione della stesura degli obiettivi dell'ONU per l'"ambiente sostenibile," l'Agenda 21 per lo Sviluppo Sostenibile che costituisce la base del Great Reset di Klaus Schwab, nonché della creazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) dell'ONU. Strong, che era anche membro del consiglio di amministrazione del WEF di Davos, aveva fatto in modo che Schwab avesse un ruolo chiave al Summit della Terra di Rio.

Nel ruolo di Segretario Generale delle Nazioni Unite alla Conferenza di Rio, Strong aveva anche commissionato un rapporto dal Club di Roma, The First Global Revolution, scritto da Alexander King, in cui si ammetteva che l’affermazione relativa al riscaldamento globale da CO2 non era altro che uno stratagemma per imporre il cambiamento:

“Il nemico comune dell’umanità è l’uomo. Mentre eravamo alla ricerca di un nuovo nemico comune, avevamo pensato che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, le carestie e via dicendo calzassero a pennello. Tutte queste minacce sono frutto dell’intervento dell’uomo e possono essere superate solo cambiando approccio e comportamento. Pertanto, il vero nemico è l’umanità stessa” [11].

Anche Tim Wirth, delegato del Presidente Clinton a Rio aveva ammesso la stessa cosa, affermando che:

“Dobbiamo affrontare la questione del riscaldamento globale. Anche se la teoria del riscaldamento globale è infondata, faremo la cosa giusta in termini di politica economica e ambientale” [12].

A Rio, Strong aveva introdotto per la prima volta l'idea orchestrata di una "società sostenibile," la cui definizione si centra sull'obiettivo immotivato di eliminare la CO2 e altri cosiddetti gas serra. Nel settembre 2015, a Roma, con la benedizione del papa, L’Agenda 21 era diventata l’Agenda 2030. I suoi obiettivi “sostenibili” sono 17 e dichiara quanto segue:

“Il territorio, per via della sua unicità e del ruolo cruciale che svolge nell'insediamento umano, non può essere trattato come un bene ordinario, gestito da individui e soggetto alle pressioni e alle inefficienze del mercato. La proprietà privata della terra è anche uno strumento principale di accumulazione e concentrazione della ricchezza e quindi contribuisce ad incrementare l'ingiustizia sociale... La giustizia sociale, la riqualificazione urbana e lo sviluppo, la fornitura di alloggi dignitosi e di condizioni salutari per la popolazione possono essere raggiunti solo se il territorio viene sfruttato nell'interesse dell’intera società."

In sostanza, la proprietà privata della terra deve essere resa disponibile all’intera società, un concetto ben noto in epoca sovietica e un aspetto chiave del Great Reset di Davos.

A Rio, nel 1992, nel ruolo di presidente e segretario generale, Strong aveva dichiarato:

“È chiaro che gli stili di vita di oggi e i modelli di consumo del ceto medio, tra cui l'elevata assunzione di carne, il consumo di grandi quantità di cibi surgelati e pronti, l'uso di combustibili fossili, degli elettrodomestici, dell’aria condizionata in casa e sul posto di lavoro e la costruzione di complessi residenziali suburbani non sono sostenibili [13]. (grassetto dell’autore)

In quegli anni, Strong aveva assistito alla trasformazione delle Nazioni Unite in un mezzo per l'imposizione di un nuovo "paradigma" tecnocratico globale. Questo faceva leva su tragici avvertimenti di estinzione planetari e sul riscaldamento globale, fondendo le agenzie governative con il potere delle multinazionali e imponendo un controllo non richiesto su praticamente tutto, con il pretesto della "sostenibilità." Nel 1997, Strong aveva supervisionato la creazione del piano d'azione successivo al Summit della Terra, il Global Diversity Assessment, un progetto per la messa in opera di una Quarta Rivoluzione Industriale, un inventario di ogni risorsa del pianeta, di come sarebbe stata gestita e di come sarebbe stata realizzata questa rivoluzione [14].

In quel periodo Strong era co-presidente del Forum economico mondiale di Davos di Klaus Schwab. Nel 2015, alla morte di Strong, il fondatore di Davos, Klaus Schwab, aveva scritto:

“È stato una guida fin dalla creazione del Forum: un grande amico, un consigliere essenziale e, per molti anni, membro del nostro Consiglio di Fondazione” [15].

Prima di lasciare le Nazioni Unite a causa di uno scandalo di corruzione legato al programma Food-for-Oil per l’Iraq, Strong era diventato membro del Club di Roma, amministratore dell'Aspen Institute, amministratore della Fondazione Rockefeller e della Fondazione Rothschild. Strong era stato anche direttore del Temple of Understanding of the Lucifer Trust (alias Lucis Trust), con sede presso la Cattedrale di San Giovanni il Divino, a New York,

“… dove i rituali pagani prevedono che pecore e bovini vengano portati fin sull’altare per essere benedetti. Qui il vicepresidente Al Gore aveva tenuto un sermone mentre i fedeli marciavano verso l'altare con ciotole di concime e vermi…" [16].

Queste sono le oscure origini dell’agenda del Great Reset di Schwab, che ci vuole consumatori di vermi e privi di ogni bene per “salvare il pianeta.” L’agenda è tetra, distopica e ha come obiettivo quello di eliminare milioni di “comuni mortali.”

F. William Engdahl

Riferimenti:

[1] Biographies of 1001 Nature Trust members, Gianni Agnelli, accessed in http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/sociopol_1001club02.htm

[2] Klaus Schwab, The World Economic Forum: A Partner in Shaping History–The First 40 Years: 1971 – 2010, 2009, World Economic Forum, p. 15, https://www3.weforum.org/docs/WEF_First40Years_Book_2010.pdf

[3] Quoted from Club of Rome Report, Mankind at the Turning Point, 1974, cited in http://www.greenagenda.com/turningpoint.html

[4] Ibid.

[5] The Club of Rome, Mankind at the Turning Point, 1974, quoted in Brent Jessop, Mankind at the Turning Point – Part 2 – Creating A One World Consciousness, accessed in http://www.wiseupjournal.com/?p=154

[6] Maurice Strong, Opening Speech to UN Rio Earth Summit, Rio de Janeiro, 1992, accessed in http://www.infowars.com/maurice-strong-in-1972-isnt-it-our-responsibility-to-collapse-industrial-societies/

[7] Elaine Dewar, Cloak of Green: The Links between key environmental groups, government and big business, Toronto, James Lorimer & Co., 1995, pp. 259-265.

[8] Brian Akira, LUCIFER’S UNITED NATIONS, http://www.fourwinds10.com/siterun_data/religion_cults/news.php?q=1249755048

[9] Elaine Dewar, op cit. p. 269-271.

[10] Ibid., p. 277.

[11] What is Agenda 21/2030 Who’s behind it ? Introduction, https://sandiadams.net/what-is-agenda-21-introduction-history/

[12] Larry Bell, Agenda 21: The U.N.’s Earth Summit Has Its Head In The Clouds, Forbes, June 14, 2011, https://www.forbes.com/sites/larrybell/2011/06/14/the-u-n-s-earth-summit-has-its-head-in-the-clouds/?sh=5af856a687ca

[13] John Izzard, Maurice Strong , Climate Crook, 2 December, 2015, https://quadrant.org.au/opinion/doomed-planet/2015/12/discovering-maurice-strong/

[14] What is Agenda 21/2030 Who’s behind it ? Introduction, https://sandiadams.net/what-is-agenda-21-introduction-history/

[15] Maurice Strong An Appreciation by Klaus Schwab, 2015, https://www.weforum.org/agenda/2015/11/maurice-strong-an-appreciation

[16] Dr. Eric T. Karlstrom, The UN, Maurice Strong, Crestone/Baca, CO, and the “New World Religion”, September 2017, https://naturalclimatechange.org/new-world-religion/part-i/

Fonte: globalresearch.ca
Link: https://www.globalresearch.ca/dark-origins-davos-great-reset/5797113
31.10.2022
Tradotto da Nadia Dabbene per comedonchisciotte.org

F. William Engdahl svolge attività di ricerca e scrittura sulla scena politica mondiale da oltre trent’anni. I suoi vari libri sulla geopolitica – l’interazione tra politica internazionale, economia e geografia – sono stati tradotti in 14 lingue straniere, dal cinese al francese, dal tedesco al giapponese.

Commenti (49)

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    1. dana74 13 gennaio 2023

      ottimo articolo, mette bene in risalto le bugie ed i confitti di interessi di questi putridi individui che si credono onnipotenti

    1. gix 10 gennaio 2023

      Nei primi anni 70 ebbe un discreto successo un testo di tale Roberto Vacca, "il medioevo prossimo venturo", considerato, secondo wikipedia, un classico della "futurologia". L'autore, abbastanza noto e spesso presente anche in TV, basò il suo lavoro sulle ricerche del club di Roma, al quale, credo, appartenesse. Il libro (che dovrei avere ancora da qualche parte...) descrive uno scenario futuro caratterizzato da una regressione della specie umana ad un livello pre-tecnologico, in un contesto basato sulla povertà e la lotta per la sopravvivenza. Ricordo di averlo letto, con la consapevolezza da adolescente di allora, scambiandolo quasi per un testo di fantascienza, forse per l'assuefazione che avevo alla lettura degli Urania. In ogni caso mi è rimasto impresso, senza averne ben compreso il significato, questo inquietante e pressante rimando alla nocività dell'uomo, rapportata alla natura e all'esistenza del pianeta. Ma la domanda era ed è, soprattutto oggi: se la sopravvivenza del pianeta è più importante dell'uomo stesso, per quale motivo siamo qui, e chi decide se l'uomo può vivere e prosperare sul pianeta stesso, godendone della sua ospitalità, oppure deve essere sdradicato da esso, nel momento in cui inizia ad esagerare con lo sfruttamento delle risorse. Sia l'uomo che il pianeta sono due manifestazioni della creazione, chi decide quale delle due creazioni è (effettivamente) la più importante? E' probabile che la fissazione ecologica e limitativa dello sviluppo umano a livello mondiale, in termini di attività, progresso tecnologico e relativo inquinamento, altro non sia che un modo per frenare, prima di tutto, l'enorme sviluppo, economico e demografico, di quella parte del mondo che ha tutti i requisiti per superare e mettere in ombra il decadente modello occidentale. Dopodichè, pochi ricchi e privilegiati di tutto il mondo, anche di quella parte che l'occidente considera un nemico, si godranno le risorse residue.

    2. ric 10 gennaio 2023

      per i prediletti da DIO ?

    1. uparishutrachoal 9 gennaio 2023

      Non fare niente è la cosa migliore per cambiare il mondo..nel senso di lasciare che le cose maturino secondo i piani superiori, prescindendo dalla nostra inutile agitazione.
      Ma anche questa posizione susciterà contrasto e biasimo, però sarà meno inutilmente faticosa.

    1. nandoricciardi 9 gennaio 2023

      Si continua a istituire - anche se qui solo per inciso - un nesso ideologico tra il comunismo sovietico e il razzismo neo-malthusiano degli psicopatici di Davos, come dire che Bill Gates è il necessario prodotto del marxismo, una sorta di evoluzione della specie che mi pare campata in aria e strumentale. Come mischiare l'internazionalismo proletario con il cosmopoltismo colorato dei Veltroni, dei pullover di Benetton e del progressismo globalista contemporaneo. In soldoni, i Bill Gates del mondo arraffano capitali, immobili, terre, potere, e nella loro psicosi del possesso hanno tutti i motivi per schifare l'umanità sporca e inquinatrice e, quando conscia, pericolosamente anelante alla redistribuzione. Il socialismo, che ovviamente non deve piacere a tutti, nasce in nome della dignità dell'uomo. Se poi degenera, traligna o si lascia strumentalizzare è tutto un altro discorso.

    2. maghi 9 gennaio 2023

      purtroppo il socialismo può realizzarsi solo in Paradiso, perchè l'essere umano, finchè avrà la sua veste di carne addosso, non ha la possibilità di attuarlo. I vari istinti e vizi non glielo permettono. Anche le persone più virtuose sbagliano tante volte nella vita, figuriamoci le entità statali.

    3. ric 9 gennaio 2023

      non sono d' accordo. ma non basta solo volerlo .

      QUALSIASI MEZZO necessario per raggiungerlo e' giustificato . Se le scimmiette fossero consapevoli della loro

      forza numerica , il leone per vivere diventerebbe vegetariano a forza di botte.

    4. maghi 10 gennaio 2023

      non ti è bastato il fallimento della rivoluzione bolscevica? Codesto modo di ragionare, basato sulla forza del gruppo è lo stesso utilizzato da sempre da tutte le religioni per opprimere il diverso e vediamo lo sfacelo demografico e ambientale attuale che ha portato. Non sarebbe l'ora di fare le giuste considerazioni e smettere di elaborare la realtà a livello di gruppo o associazione a delinquere per passare al livello di stato. Il guaio è che anche lo stato è formato dagli stessi delinquenti, che sanno risolvere i problemi solo con la violenza, l'inganno e la frode, perchè l'essere umano è fatto così. Il commento di Sbregaverse sopra è molto chiaro.

    5. ric 10 gennaio 2023

      la rivoluzione bolscevica , con le sue varianti interne ha nulla a che vedere con il socialismo .
      Al pari di tutte le guerre e massacri perpetrati dal mondo accidentale liberista che ha poco a che vedere con la "democrazia" che senza di quella avrebbe qualche difficolta' a schiavizzare il mondo a suo uso e consumo . Fra le storture dei due sistemi , il piu' perfettibile resta il socialismo .
      Il liberismo liberal capitalista privato ha nulla a che vedere con un mondo degno di rispetto , si nutre della fame nel mondo per ingrassare una parte di se stesso , e quando non ci riesce distrugge tutto per poi ricostruire .
      Sappi che la natura e' violenza e sopraffazione , morte e sofferenza , dove prmeggia il piu' violento. L' uomo fa parte della natura allo stesso modo di cui fa parte il leone nella giungla. LA NATURA IN S STESSA E' IL MASSIMO DELLA VIOLENZA E SOFFERENZA. Il socialismo , contro natura resta il migliore per porre fine all' ingordigia della violenza.

    6. maghi 10 gennaio 2023

      se per questo anche l'amore predicato da tutte le religioni è contro natura. Sarà per questo che tutte le religioni hanno sempre portato anche violenza e sopraffazione. Qualunque entità venga messa sù dall'uomo alla fine diventa odio. Le ideologie semplicemente non funzionano quando devi affrontare la realtà.

    1. PietroGE 9 gennaio 2023

      L'errore del Club di Roma è stato di estrapolare linearmente il consumismo degli anni '60 senza tener conto dell'introduzione di tecnologie capaci di sostenere la crescita della popolazione mondiale, tecnologie che loro non conoscevano. Ricordo tutta la storia del 'Peak Oil' di qualche anno fa, cioè del petrolio che avrebbe dovuto essere già esaurito da tempo e che invece continua ad essere estratto. Il principio base, cioè che in un pianeta con risorse finite non si può avere una crescita demografica infinita, era ed è giusto. Da notare come allora la crescita demografica da combattere, con l'uso di pillola anticoncezionale e aborto, era quella dei popoli europei. Oggi nessuno ha il coraggio di parlare di crescita demografica eccessiva perché viene subito accusato di razzismo.

    2. maghi 9 gennaio 2023

      sarà per questo che hanno siringato più persone possibile e già ora tutte le settimane vedo annunci mortuari di 40-50enni deceduti di "morte improvvisa" per causa ignota. In un paesino di montagna di poche anime erano addirittura più di quella fascia d'età che di vecchi. E siamo solo all'inizio, perchè vogliono bucare anche dove ci sono state poche inoculazioni covid, come in Africa, magari per altre malattie incurabili, come malaria, ebola o altro. Così il quadro sarà completo: decrescita demografica assicurata. Non si può parlare di razzismo e allora beccatevi questa bell'iniezioncina.

    1. DrCaligari 9 gennaio 2023

      I siringati andrebbero usati come concime per il Serengeti.
      Risolviamo due problemi in uno.

    1. maghi 9 gennaio 2023

      s',s', va bene, il riscaldamento globale di origine antropica non esiste, è una frottola. Il club di Roma invece di scienziati onesti che volevano avvertire della direzione sbagliata che il mondo aveva preso col consumismo distruttivo erano dei mascalzoni al soldo dei Rockfeller e soci. Si sono presi la giusta dose di ingiurie, sbeffeggiamenti e minacce di morte, ma faceva parte del copione. E allora teniamoci estati sempre più torride e inverni miti, dove agli abetonari non bastano i 2 mln di euro stanziati dalla Regione Toscana come aiuti a perdere per la mancanza di neve sulle piste, perchè ne vogliono 10. Certo per vedere che il clima è profondamente cambiato, che siamo rinvolti in plastiche microplastiche e altre porcherie, ci vogliono i cannocchiali del monte Palomar. Sarà per questo che i complottisti non vi ci fanno andare. Sul monte Palomar, intendo.

    1. danone 9 gennaio 2023

      Il rapporto si basava su simulazioni al computer fasulle effettuate da un gruppo di informatici del MIT. La previsione era azzardata: “Se le attuali tendenze di crescita della popolazione mondiale, dell’industrializzazione, dell’inquinamento, della produzione alimentare e dell’esaurimento delle risorse resteranno invariate, entro i prossimi cento anni questo pianeta raggiungerà il suo limite di crescita.” Era il 1971.

      Simulazione fasulla è tutta questa operazione sui limiti dello sviluppo.
      La prova provata di questa gigantesca mistificazione è il fatto che mentre questi illustri signori lanciavano l'allarme sulla sovra-popolazione e sull'inquinamento, era il 1971, nello stesso anno il signor Nixon sganciava la stampa del dollaro dalle riserve aurifere detenute dalla Fed, inaugurando così la stagione più fasulla e deleteria della storia contemporanea, quella della moneta a debito fiat illimitata, che ha generato il neo-liberismo più classista e predatorio che sia mai esistito, esattamente il modello che ha permesso la sovra-produzione consumistica, l'eccessivo inquinamento, l'esaurimento delle risorse, nonchè l'impoverimento universale di massa, e il degrado culturale in cui siamo oggi.
      Modello più squilibrato e dannoso del neo-liberismo ai danni delle persone e dell'ambiente non ce n'è proprio, si sono impegnati per farlo così devastante.
      Quindi proprio nell'anno della pubblicazione del documento sui limiti dello sviluppo, questi signori hanno eliminato i limiti dello sviluppo dell'emissione monetaria, fa pensare un pochetto sta cosa.

    2. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Anche che Nixon sia stato un soggetto interessante per il suo modo di vivere il potere, al punto che quando ne fu privato si ammalò in breve e ne morì.

    3. danone 9 gennaio 2023

      Un ego se lo sgonfi ci rimane niente.

    4. ric 9 gennaio 2023

      allora basterebbe togliere il potere a mattarella !

    5. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Nixon era considerato un esempio di dipendenza dall'esercizio del potere.

      È stato soggetto per discussioni sull'argomento.

    6. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Non credo ne abbia, esegue ordini.

    7. ric 9 gennaio 2023

      peccato..speravo di risolvere un problema ...

    8. sbregaverse 9 gennaio 2023

      L'americano medio è come il bambino nella famiglia.
      NON si può sempre dire la verità VERA ai bambini, li disorienta e basta.Perciò gli dite UNA verità-elaborate una verità- a loro comprensibile. E mentre la verità vera li avrebbe confusi e addolorati, la verità APPROPRIATA li farà contenti.Perciò io quando non dico LA verità, non si tratta di una bugia. SI tratta di una rapida terapia di reazione contro il dolore.
      Nixon Feiffer 1974.

    1. LuxIgnis 9 gennaio 2023

      Il discorso è molto complesso, molto più di quanto questi articoli facciano pensare.
      In sostanza questo tipo di articoli e ne girano molti su questo tenore, dicono quanto sono brutti e cattivi quelli di Davos & co (e lo sono) ma sembra poi che dicano lasciateci mangiare carne in quantità industriali, lasciateci inquinare, lasciateci che deprediamo i territori, chissenefrega degli animali in via di estinzione, e se viviamo in 2000 in quattro metri quadrati.
      C'è un problema e non è piccolo. Siamo veramente sulla soglia della catastrofe e non c'è bisogno di esperti vari che lo dicano, basta guardare l'aria di una bella città ma anche della campagna come è altamente inquinata. Basta guardare la sovrappopolazione delle città, basta guardare le innumerevoli malattie che sono in aumento e sono riconducibili a un'influenza ambientale malsana. Per chi sta in campagna si può farsi raccontare come erano i boschi e i ruscelli anni fa e fare un paragone con adesso. Praticamente sono morti.
      Quindi questo è il problema. Ora a quelli di Davos sono sicuro che non glie ne frega niente di questo. Loro pensano solo a come continuare a fare soldi e mantenere le loro posizioni privilegiate. Loro continueranno a inquinare senza remore. Siamo noi che non lo dobbiamo fare.
      In realtà siamo tutti che non lo dobbiamo più fare e trovare delle soluzioni che possa conciliare questo "progresso" con gli effetti nefasti che porta.
      Ogni cosa nella vita e ripeto ogni cosa ha sempre due facce. Una positiva che da dei benefici e una negativa che da dei malefici. Il progresso, la tecnologia hanno sicuramente portato dei benefici per tutti ma hanno portato anche dei malefici enormi per tutti.
      Non c'è mai nessuno, ma proprio mai che parli di questo. Che parli e si faccia una domanda molto semplice: come si può fare a mitigare i malefici pur mantenendo i benefici? È possibile questo? Eventualmente, ci sono altre strade? Quali cose sono veramente di pubblica utilità e quali invece no?
      Finché non ci facciamo queste domande e troviamo delle risposte, la situazione sarà questa: quelli di Davos che imporrano le cose per il loro tornaconto e quelli che si oppongono per un presunto diritto a continuare a inquinare senza remore. Tutte e due strade fallimentari e opportunistiche.

    2. Cachafaz 9 gennaio 2023

      Lux, l'inquinamento ambientale in buona parte e' si colpa dell'uomo. Esattamente per colpa degli uomini che guidano gli aerei che ci bombardano di irrorazioni h24 per il nostro bene! A me lacrimano costantemente gli occhi. Tolti di mezzo gli irroratori assassini (preferibilmente in senso fisico), il problema inquinamento resterebbe, con alti e bassi ed eccessi, ma insomma si andrebbe avanti, perche' la terra e' forte. Diverso e' invece il problema delle risorse , in particolare si sa' che una parte dei metalli sono in esaurimento

    3. LuxIgnis 9 gennaio 2023

      Sono tante le cose che contribuiscono all'inquinamento. Non solo le polveri sottili. Pensa alla plastica che è stata trovata addirittura nell popò dei neonati. Poi le medicine, la chimica in generale con gli allevamenti e le coltivazioni intensive, il disboscamento scriteriato, eccetera eccetera. E tutto con un effetto a catena perché sono cose che rompono degli equilibri con conseguenze che nemmeno riusciamo a immaginare. Tutto questo insieme è un grosso problema.

    4. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      L'inquinamento è la conseguenza del modello di sviluppo e del regime sociale nel quale viviamo; coloro che lo hanno imposto, e ne traggono ricchezze e posizioni privilegiate e influenti, si trovano nella condizione di immaginare e realizzare le contromisure.

      Se non è un paradosso questo!

    5. ric 9 gennaio 2023

      vabbe' ....
      ma se tutto l'inquinamento produce PIL ....

      ti basti sentire il Papettaro felpato che da ministro degli interni fallito e senza midollo ha abdicato per stress.... ora ministro dei lavori pubblici si distingue per la forte determinazione a fermare il Verde che avanza sulle citta' , con barriere di cemento in ogni angolo...il suo sogno era quello di fare la TAV con un tunnel su tutto l'arco alpino da Ventimiglia fino ad Udine, 800 km...quanti posti di lavoro !!

    6. Brule 9 gennaio 2023

      Il fatto è che queste persone (io li chiamo resettari), che pensano che noi peones con la nostra esistenza ed i nostri consumi siamo come un virus, non sono titolate a risolvere nulla.
      Chi crea un problema non può pensare di risolverlo.
      I disastri continuano a farli le elite.
      Senza cellulare non posso manco più entrare nei sistemi dell'ufficio, io che manco vorrei il 3310 della Nokia, figuriamoci uno smartphone.
      Chi è che insiste per la digitalizzazione di tutto? Sempre loro.
      Inquina di più una macchina euro 6 cambiata dopo 4 anni rispetto ad una euro 5, perchè bisogna tenere conto complessivamente dello sviluppo.
      Chi impone il ricambio?
      Real Estate: hanno spinto milioni di persone fuori dalle città per poi tornare in macchina o con gli autobus.
      (Gli autobus urbani sono euro -7).
      Gentrificazione (e relativi spostamenti) da AirB&B + voli low cost.
      Gli esempi sono infiniti.
      Inizio a pensare che il vero problema sia la tolleranza dell'uomo comune (che camperebbe anche con meno, non avesse stress continui provenienti dall'alto) verso gli psicopatici, che non solo sono a piede libero, ma si trovano in posizione di influenzare le vite altrui.
      C'è un limite al "quod licet Iovi non licet bovi" (diamo un'occhiata al numero di figli che hanno in media questi soggetti e lo stile di vita dei loro rampolli), e questi lo stanno cercando.

    7. LuxIgnis 9 gennaio 2023

      Appunto. Ma ciò non toglie che il problema sia reale e serio.
      Il fatto che in fondo il problema è sempre quello, troppe risorse e poteri decisionali concentrati in poche mani. Quelle mani ne hanno fatto profitti e ora vogliono continuare a farli.

    8. LuxIgnis 9 gennaio 2023

      Il problema è nel fatto che finché tutto sarà controllato dall'economia così com'è ora, sarà sempre così. L'economia non ha un pensiero olistico e a lungo termine. Non glie ne frega niente degli effetti di una cosa magari fra 100 anni. Gli interessa solo che ci sia un profitto subito e grande.
      E questo vale per tutto sia per cose che effettivamente portano un beneficio sia per cose che portano più malefici che altro.

      La digitalizzazione porterà problemi giganteschi. Questi non si rendono conto di quanto sia fragile. Ma anche qui secondo me il problema non in sé ma è come viene fatta. Sempre per portare profitti e non per una semplificazione di determinate pratiche. Che in effetti sta già complicando.

    9. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Per me è questo il modo corretto di considerare le cose.

    10. Cachafaz 9 gennaio 2023

      Direi che l'inqu.inamento e' in parte inevitabile se vogliamo dei comfort. il nostro sistema immunitario sarebbe anche abbastanza elastico, e del resto c'era ai tempi di Londra invasa dai fumi, all'inizio della rivoluzione industriale; l'attuale accelerazione e' un'altra cosa, dovuta allo stadio terminale e confusionale del capitalismo che per sopravvivere a se stesso depreda e sacrifica tutto, come ad esempio il disboscamento con la scusa green, in realta' per fare soldi; come ben denunciato tra gli altri dalla Sonia Savioli.

    11. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Ci sono delle produzioni tutt'altro che indispensabili che inquinano in modo esagerato e gratuito, penso al mobilio della cucina 'americana' che ha universalmente sostituito la credenza, la sua fabbricazione è un tripudio di inquinamento, la sua capienza permette l'acquisto e lo stivaggio di mille cose inutili, inoltre garantisce l'uso continuo di detersivi perché non sopporta la vista di qualche briciola e la legittima razione di polvere che c'è comunque nell'aria.

    12. LuxIgnis 9 gennaio 2023

      Ai tempi di Londra per le classi disagiate l'aspettativa di vita era di 20 anni.
      L'inquinamento fa sempre male, soprattutto se di origine industriale con particelle chimiche che il corpo non è in grado di saper gestire correttamente, visto che in milioni d'anni di evoluzione è solo negli ultimi secoli che si sono presentate.
      Ora il discorso è che si può trovare e raggiungere un equilibrio se il tutto non fosse ormai dettato solo dall'economia. Questo tipo di economia che fa a capo al capitalismo di rapina.

    13. Quasar 9 gennaio 2023

      che il problema esiste e' evidente

      come e' evidente che va trovata una soluzione

      la risposta pero' non e' l'educazione dei bambini a mangiare insetti o l'umanita' chiusa nelle citta' come bestiame senza poterne uscire

      quindi anche la lidership ha evidenti limiti

      la soluzione e' l'avanzamento technologico grazie a technologie gia' esistenti

      e' vero potranno essere utilizzate anche impropriamente ma e' l'unica strada che possa assicurare la sopravvivenza a lungo termine

    14. LuxIgnis 10 gennaio 2023

      È la tecnologia che fa in modo che vi sia da mangiare per 8 miliardi di persone. Questo è un fatto innegabile. Ritornare a un periodo pretecnologico o con una tecnologia limitata (e a me piacerebbe anche) vuol dire per forza ridurre la popolazione a molto meno di quella attuale. Le società native pretecnologiche avevano un equilibrio con l'ambiente che gli permettevano comunque di non eccedere mai nel numero.
      Ma la tecnologia porta tutta una serie di conseguenze nefaste come l'inquinamento e tanto altro e riduce enormemente la qualità della vita.
      Oltre tutto negli ultimi anni la tecnologia viene rilasciata molto velocemente e non c'è il tempo materiale per adattarsi a essa e capirne le profonde conseguenze. Prendiamo il digitale ad esempio. In pochi anni è quasi tutto diventato digitale, ma non capiamo o facciamo finta di non capire le conseguenze di questo. Se per un caso si interrompe una delle linee della rete del digitale, salta l'intera società. Non si è voluto pensare a queste conseguenze, ma possono accadere. E di solito se una cosa può accadere lo farà prima o poi.
      Quindi ci vorrebbe un equilibrio e soprattutto ci vorrebbe che la tecnologia non sia nelle mani di pochi profittatori e governata dalle leggi dell'economia come ho già detto, ma sia governata da un pensiero comune che cerca di vedere tutte le sue potenzialità e anche i suoi limiti e lati oscuri.
      Per ora le ricette che vengono proposte sono sempre e solo di stampo economico, come quella di mangiare insetti. A chi conviene? Non certo alla massa, ma a pochi che hanno fiutato il grande affare che c'è dietro. E questo vale per tanto altro.
      Il discorso è complesso e probabilmente ci ritorneremo sopra ma quello che dici, riguardo al fatto che è la tecnologia che ci garantirà la sopravvivenza, è vero. Ma solo se questa non sarà più sotto controllo di pochi e a beneficio di pochi. E solo se questa avrà un equilibrio necessario in modo che il suo lato oscuro, che avrà sicuramente, sia mitigato e reso innocuo.
      In poche parole la tecnologia al servizio dell'uomo e non del profitto.

    15. Quasar 10 gennaio 2023

      il problema e' sempre quello: quando rendi pubblica una technologia alla fine ne perdi il controllo a beneficio della societa'

      prendiamo la clonazione: risolverebbe molti problemi di natura medica, esiste ed e' ormai collaudata ma e' riservata considerando il potenziale bellico e non della stessa

      poi si puo' valutare se il clone abbia o meno un anima, come anche essere un essere senziente (e/o come privarlo) ma i risvolti in campo medico sono innegabili

    1. IlContadino 9 gennaio 2023

      Ammetto di essere un tantino prevenuto verso gli americani, è un riflesso spontaneo, niente di razionale, leggo americano e in sottofondo mi sta già mezzo antipatico, credo sia per colpa dell'ambiente in cui sono cresciuto: film americani, musica americana, telequiz americani, e ora pure pensatori americani, la misura è colma, ma va bene, prendiamo spunto da questo scritto dell'ennesimo americano, che di certo è una brava persona.
      Forse c'è davvero qualcuno che pensa di poter governare l'umanità, e magari lo fa davvero, da tanto tempo.
      Allora, diciamo che un individuo campa in media ottanta anni: neonato, bambino, adolescente, giovane uomo, uomo maturo, anziano; partendo da qui mi chiedo: l'umanità odierna in che fase si trova? Per estensione, chi pensa di governare l'umanità, a livello di sviluppo personale, dove si colloca? Credo siano domande che ci dovremmo porre, in contesti come questo. Faccio un volo pindarico, forse la pandemia è stato un test, del tipo: vediamo a che stadio di sviluppo si trova questa umanità. A giudicare dall'esito del test verrebbe da metterla tra i bambini, un adolescente non si lascia infinocchiare tanto facilmente. Quindi questi qua si trovano a dover governare un bambino, bella bega. Ma noi come facciamo a comprendere dove si collocano questi che ci governano? Mica li possiamo giudicare dai soldi che hanno o dai virgolettati che incontriamo qui e là ogni tanto. Credo sia una cosa più intima, che ha a che fare con il sentire personale. Probabile ci sia uno Schwab in ognuno di noi, tanto più ci fa paura, o schifo, quello fuori, tanto meno abbiamo compreso quello dentro.

    2. danone 9 gennaio 2023

      Come devo fare io che il mio Schwab interiore fa quasi più schifo di quello fuori? :-))

    3. IlContadino 9 gennaio 2023

      Oggi è ripresa la scuola, a colazione parlavo di te con mio figlio, mi fa:"A volte Danone ha delle espressioni che vorresti averle tu". Si può fare un più bel complimento?! Beata gioventù;-)
      Il tuo Schwab non c'è più, è evaporato...tra i vapori del sangiovese, ma va bene uguale, è il risultato che conta.. ihihi

    4. danone 9 gennaio 2023

      Ah ah grande!
      Abbraccialo forte :-))

    5. Brule 9 gennaio 2023

      Un po' come quando si è bloccati in tangenziale "che fanno qui tutti sti s****i?"

    1. Martin 9 gennaio 2023

      Il Global Reset e' una presa in giro, Klaus Schwab e' uno sfigato qualunque e tutta la questione e' una gigantesca perdita di tempo.

    1. Cachafaz 9 gennaio 2023

      La schifosissima stampa italiana all'unaminita' mente, su cosa sta' accadendo in Brasile. Niente, questi si rimuovono solo con la forza fisica. In Brasile, come in Ucraina, come altrove.

    1. emilyever 9 gennaio 2023

      Sarebbe interessante andare a rileggere i giornali della fine anni 60 e inizi 70: si sarà parlato di tutto questo, e in che termini? o ci sarà stato posto solo sui giovani che credevano di cambiare il mondo nel maggio francese, ai movimenti antiautoritari nelle scuole, alle università occupate negli States contro la guerra in Vietnam, a Woodstock e a quant'altro mi viene in mente? E questi, nell'ombra, si fa per dire, organizzavano tutto questo...

    2. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      I giovani di allora credevano di cambiare il mondo o furono (fummo) i primi ad accorgersi che il mondo stava cambiando e, in gran parte, furono i primi ad esserne sorpresi nel bel mezzo della loro 'formazione'?

      Certo se il cambiamento fosse stato preceduto da una premonizione culturale adeguata, anziché da dittature e guerre devastanti, sarebbe stato difficile arginare quelle generazioni con droghe e terrorismi diffusi e manovrati (e, nell'ombra, preparare il terreno per dei nuovi, tecnologici, lager).

    3. PietroGE 9 gennaio 2023

      Quel 'cambiamento' non era né spontaneo né automatico, ma gestito e progettato a tavolino, così come la guerra e l'introduzione di droghe. Lo stesso dicasi per l'infatuazione per le ideologie e la volontà (indotta) di 'cambiare il mondo ' senza saper bene come o in che direzione. Il risultato è stato un disastro di dimensioni storiche le conseguenze del quale si possono vedere ancor oggi. Strano (fino ad un certo punto) che con tutte le analisi storiche, giuste o sbagliate, che si pubblicano in giro nessuno si sia mai occupato del massacro per droga delle giovani generazioni a partire dalla fine degli anni '60. La 'premonizione culturale ' c'era, solo che i media erano (e sono) proprietà di quelli che quel 'cambiamento' lo hanno introdotto e quindi si sono guardati bene dal pubblicarla.

    4. nandoricciardi 9 gennaio 2023

      I giovani, ed io con loro, agivano in buona fede e speravamo in una società "migliore". Si potevano permettere il sogno perché avevano la pancia piena e sapevano che alla fine di quel percorso una sistemazione sociale almeno dignitosa l'avrebbero trovata. Che poi il potere contemporaneamente, e più spesso preventivamente, agisse per conservarsi e rafforzarsi, strmentalizzando e traendo vantaggio dalla contestazione giovanile e intellettuale, era un segreto che solo i padroni del discorso conoscevano. Oltretutto non esisteva un'informazione veramente alternativa, né c'era ovviamente la tecnologia per veicolarla. E la Scuola e l'Università (ahimé, l'ho scoperto troppo tardi) erano, come sono, fucina di conformismo e disinformazione.

    5. Primadellesabbie 9 gennaio 2023

      Una retribuzione decente, per i giovani che dovevano lavorare, è arrivata nei tardi anni '60, prima dipendeva dall'umore del datore di lavoro, talvolta anche nulla.

      Quando sono comparsi i Beatles con la loro zazzera, avevamo tutti i capelli corti e la sfumatura (i barbieri solo quello conoscevano), e queste novità ci lasciarono perplessi, non ci garbavano molto, le ragazzine, invece, che indagano il mondo con un'altra sensibilità, ne erano entusiaste (chi è in grado di capire capisce, per gli altri una prece):

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