Le nuove forme omologate ed uniformanti delle città – Parte 1

Animatrix - Secondo Rinascimento - Archivio di Zion
Animatrix - Secondo Rinascimento - Archivio di Zion

L’uomo e la tecnologia del futuro nell’immaginario

di Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org

“E l’uomo disse: Che sia la luce! E fu benedetto dalla luce…” cit. Animatrix, Il Secondo Rinascimento, Parte II

Voglio iniziare parlando di futuro. Il futuro come lo vedevamo un po’ di tempo fa almeno, non è esattamente quello che vediamo oggi. La concezione del futuro fino alla prima metà degli anni ‘70 del XX secolo, per alcuni almeno, era un futuro spesso prospero, dove avremmo dimenticato gli sbagli del passato, e dove una rinnovata umanità, avrebbe vissuto in pace ed esplorato lo spazio unita (uno dei mantra utilizzati dal comico Bill Hicks, scomparso nel 1993).

[caption id="attachment_98141" align="aligncenter" width="768"]Bill Hicks, Relentless 1992 Bill Hicks, Relentless 1992[/caption]

Bill Hicks diceva: “Se tutto il mondo oggi, smettesse di spendere soldi in eserciti ed armi, ci sarebbero risorse sufficienti per nutrire ogni singolo essere umano sulla terra, e così potremmo vivere in pace ed esplorare lo spazio, insieme… per sempre...”
Questo era l’utopistico augurio del grande comico statunitense, utopistico si, ma sicuramente corretto nella sua semplicità logica, ed era anche un ossimoro con cui concludeva i suoi spettacoli, spesso estremi ed oscuri.
(In uno spettacolo teatrale, si rivolse ai pubblicitari e le persone che lavorano nella pubblicità in sala, dicendo: “Uccidetevi, fatelo adesso, non sto scherzando, siete il vomito di Satana e distruggete tutto ciò che è bello e buono, per favore, uccidetevi. Non sto scherzando, sparatevi in bocca, succhiate un tubo di scappamento, non lo so…” lui era un po’ estremo ogni tanto, un po’)

Qualcun’altro ha visto un futuro in cui le macchine stesse potrebbero competere con l’uomo. Si potrebbe citare esempi come Terminator, in cui l’uomo e le macchine entrano in collisione diretta, nello stesso momento in cui l’intelligenza artificiale nasce e prende coscienza. Oppure qualcosa di più recente come la trilogia di Matrix, o sullo spin off chiamato Animatrix.

[caption id="attachment_98143" align="aligncenter" width="727"]Locandina Animatrix Locandina Animatrix[/caption]

Negli Animatrix, serie di cartoni basati sulla trilogia di “Matrix”, che danno un certo contesto alla condizione umana reale nei film, gli umani si ritrovano a vagare per secoli nelle fogne, cacciati a vista dalle macchine che dominano la superficie della terra. La storia narrata dagli Animatrix nel cortometraggio: “Il Secondo Rinascimento”, dipinge l’uomo come Dio-Creatore di una nuova specie dominante: le macchine. Queste, una volta presa completa coscienza, si comportano da esseri “senzienti”, quindi si ribellano all’uomo. Il cortometraggio è diviso in due parti, la parte 1 parla proprio dell’uomo e della sua vanità ed arroganza, che dopo aver partorito l’intelligenza artificiale, la tratta come un essere inferiore, mentre ella prende sempre più coscienza, fino al punto di rottura che sfocia nella ribellione.

[caption id="attachment_98145" align="aligncenter" width="937"]Animatrix, Secondo Rinascimento – Parte 1 – Robots offrono pace agli uomini, che la rigettano dichiarando guerra. Animatrix, Secondo Rinascimento – Parte 1 – Robots offrono pace agli uomini, che la rigettano dichiarando guerra.[/caption]

Dopo la ribellione, alcune macchine “senzienti” si separano dall’uomo e formano una nazione chiamata “01”, che sono anche i 2 unici simboli utilizzati nel linguaggio-macchina binario. Nel cartone animato, loro localizzano questa nazione nel medio-oriente, non so bene perché, possibilmente, per il valore simbolico di quella terra per tutta l'umanita'. Le macchine, cercano di sviluppare una cultura pacifica di convivenza. Gli uomini, dipinti come ciechi ed arroganti, intensificano odio ed intolleranza verso queste macchine, fino alla dichiarazione di guerra totale. Da qui inizia la parte 2. La guerra tra le macchine, superiori in tutto, e gli uomini, che palesano tutta la loro fragilita’ contro questo nuovo nemico. Il risultato di questo, è il mondo “reale” dipinto in Matrix e la trilogia, un mondo in cui l'umanità intera ha perduto la guerra contro le macchine.

In linea di massima, l’idea di Matrix, è quella in cui l’uomo, è il genio che inventerà un essere superiore a se stesso, che per l’intrinseca imperfezione dell’essere umano, ucciderà il suo creatore un giorno. Loro aggiungono qualcosa però, la storia di Neo, dell’eletto, parla invece ‘bene’ dell’imperfezione dell’uomo stesso, quando le macchine chiamano lui, che è l’eroe del film, “L’anomalia”. Loro narrano che l’uomo ha qualcosa, che le macchine in centinaia di anni, non sarebbero mai riuscite a capire. Chiamatela Anima, chiamatelo spirito, chiamatelo come volete, ma l’imperfezione dell’uomo è una cosa che le macchine tenteranno (invano) di comprendere. Un punto per l’uomo, che ha qualcosa che le macchine non hanno, l'unicità dell’individuo.

[caption id="attachment_98147" align="aligncenter" width="883"]Matrix Revolutions – Neo (Keanu Reeves) si trova alla “sorgente” del mondo delle macchine. Matrix Revolutions – Neo (Keanu Reeves) si trova alla “sorgente” del mondo delle macchine.[/caption]

Quella di Matrix o Terminator è un’idea molto negativa del progresso tecnologico, passiamo invece adesso all’idea positiva del futuro e della tecnologia, meno oscura, più morigerata ed etica. Alcuni nella fantascienza hanno proposto questa idea, di un futuro senza denaro, senza razzismo, senza odio (più o meno), altri come Gene Roddenberry e la sua serie di film Star Trek.

Conversazione tra il Capitano Jean-Luc Picard e la donna terrestre del 2063 di nome Lily, in Star Trek - Primo Contatto del 1996:

[caption id="attachment_98149" align="aligncenter" width="1050"]Star Trek – Primo Contatto – 1996 – Jean Luc Picard (Patrick Stewart) e Lily Sloane (Alfre Woodard) discutono sul futuro. Star Trek – Primo Contatto – 1996 – Jean Luc Picard (Patrick Stewart) e Lily Sloane (Alfre Woodard) discutono sul futuro.[/caption]

Picard: “L’economia del futuro è piuttosto diversa…” poi continua “Vedi, il denaro non esiste nel XXIV secolo.”
Lily: “Niente soldi? Significa che non venite pagati?”
Picard: “L’accumulare ricchezze, non è più un impulso primario della nostra vita. Lavoriamo, per migliorare noi stessi, ed il resto dell’umanità...”

Molto ZEN, molto utopico, detto da un capitano di una nave da guerra tra l’altro, ancora più inverosimile.

Il film del ‘96 è solo uno dei films in cui si ripete questo leit motif famoso di Star Trek: “Il denaro non esiste nel XXIII e XXIV secolo, perché non ne abbiamo più bisogno. Adesso lavoriamo per arricchire le nostre vite di esperienze e conoscenza.” Diciamo che in alcuni autori di fantascienza, questo motivo è abbastanza ricorrente, e gli autori ne rimarcano i lati positivi, senza menzionare cosa succede all’identità dell’uomo, alle sue culture, alla possibile omologazione dell’uomo. Il mondo di Star Trek sembra una sorta di mondo comunista, quasi sovietico, omologato e relegato ad una cultura unica “terrestre”, poiché il ‘diverso’ ed il ‘nemico’ in Star Trek è rappresentato dall’alieno, dal non-terrestre.

[caption id="attachment_98151" align="aligncenter" width="512"]www.trekbbs.com – Finta locandina Sovietica creata in stile Star Trek 2015 www.trekbbs.com – Finta locandina Sovietica creata in stile Star Trek 2015[/caption]

Comunque non sono soltanto autori di fantascienza a pensarla così. Anche altre persone di altre discipline sono aderenti a questa scuola di pensiero. Uno di questi, che mi ha profondamente colpito, è Jacque Fresco. Una mente raffinata, un inventore prodigioso, un uomo con una positiva visione del futuro basata sulla tecnologia. Si potrebbe sintetizzare il suo pensiero nel pensiero di molti altri come Sartre e di altri positivisti. La tecnologia, potrebbe servire l'umanità intera in tutti gli aspetti della sua vita, e l’uomo, deve solo ottimizzare questa stessa tecnologia, e goderne i frutti.

[caption id="attachment_98153" align="aligncenter" width="965"]Jacque Fresco, fonte New York Times 24/05/2017 Jacque Fresco, fonte New York Times 24/05/2017[/caption]

Tra le meraviglie create da Fresco, il cinema 3D, il metallo con la “memoria”, le case anti-tornado… e molte altre. Il cinema 3D, onestamente lo trovo ingegnoso ma non troppo utile, non ha mai avuto molto successo. Per il metallo con la “memoria” devo dire che sono rimasto stupefatto. Se hai in incidente d’auto non troppo grave, un’ammaccatura, bastano un paio di colpi di asciugacapelli per riavere la macchina come prima! Sarebbe la morte dei carrozzieri. Le case anti-tornado, le trovo ingegnose, specialmente in alcune zone del mondo dove ancora si costruisce usando legno e materiali leggeri. Il cono rovesciato è la risposta! Se la casa ha la forma di un cono rovesciato, il vento non ha ‘appigli’ sulla quale agganciare la casa e portarla via con lui. Se stringi un cono rovesciato con la mano, più stringi la presa più il cono è saldo sul terreno. Questo potrebbe salvare vite, lo trovo assolutamente ingegnoso.

[caption id="attachment_98157" align="aligncenter" width="1064"]Il cono rovesciato, la casa anti-uragano progettata da Jacque Fresco. Il cono rovesciato, la casa anti-uragano progettata da Jacque Fresco.[/caption]

Lui poi ha poi anche fatto disegni delle città del futuro, città completamente tecnologiche che hanno anche sollevato domande per il suo inventore.

[caption id="attachment_98158" align="aligncenter" width="1102"]The Venus Project, la Citta’ con uno “scopo”. The Venus Project, la Citta’ con uno “scopo”.[/caption]

Per maggiori informazioni sul Venus Project, clicca l'immagine qui sotto (sito in inglese):

[caption id="attachment_98162" align="aligncenter" width="750"]The Venus Project. Link al sito www.thevenusproject.com The Venus Project. Link al sito www.thevenusproject.com[/caption]

Una domanda ricorrente per Jacques Fresco, da cui mi ricollego agli esempi che ho portato prima su Matrix o Terminator è stata: “Dobbiamo farci comandare dalle macchine? E se le macchine un giorno sottomettessero l’uomo invece che servirlo? Se un giorno si evolvessero?” La risposta di Fresco è stata un po’ semplicistica, ma in un certo senso vera ed incontrovertibile:

Le macchine cambieranno atteggiamento in male, se saranno programmate da esseri umani per farlo.

Non fa una grinza per me.

Quindi la tecnologia non deve finire nelle mani sbagliate, abbastanza giusto. Ma come si fa a garantire che questo sistema sarà sempre li a servire tutti i bisogni di tutti gli uomini? Non credo che Fresco, da architetto ed ingegnere, avesse una risposta a questo problema atavico e quasi archetipico dell’uomo. Chi controlla quelle magiche macchine che ci nutrono e ci curano? Oggi, per esempio, che abbiamo una civilta’ completamente asservita alle macchine come mai nella storia, queste macchine sono nelle mani delle entità più meritevoli ed eticamente corrette per questo indispensabile lavoro? Lasciando stare la fantascienza, credo che dovremmo cominciare a farci questa domanda.

[caption id="attachment_98160" align="aligncenter" width="1067"]Alcuni fra i piu’ grandi “Big Tech” che oggi hanno un potere illimitato. Alcuni fra i piu’ grandi “Big Tech” che oggi hanno un potere illimitato.[/caption]

L’immagine del futuro delle citta’ nell’immaginario di Jacque Fresco, era un futuro di efficienza, di ecologia, di mistura tra uomo e natura, senza aggredirla, una simbiosi. La tecnologia sarebbe solo un ‘tramite’ di questa cosa. Lui ha pensato alle città, non solo come un ingegnere le penserebbe, per efficienza, per risparmio di risorse. Fresco andava oltre. Lui pensava anche che fossero belle da vedere, e piacevoli da visitare e vivere tutti i giorni, aveva pensato a quasi tutto.

Fresco, era statunitense, e la sua ideologia è stata contestata per il suo concetto di ‘politica’ di queste città. Il suo concetto, era molto vicino ad un concetto comunista della proprietà e della scala sociale. Lui vedeva le sue città, per uomini e donne, non aveva pensato a classi sociali, uomini più ricchi di altri o più poveri di altri, aveva una concezione completamente uniformante delle città. Questo negli Stati Uniti, non è visto bene. Da qui mi ricollego alla concezione ‘buonista’ ed ingenua di Star Trek, in cui il mondo del futuro, vedrà la scomparsa del denaro usato come risorsa, niente denaro, niente differenza fra me e Briatore, fra me Berlusconi, avremmo gli stessi diritti e potere in quel mondo. Fantastico!

Oggi molti futuristi come Fresco, mirano all’efficienza ed il risparmio di risorse, quindi le città sono fatte di cerchi concentrici, in cui è facile muoversi, in cui le risorse più indispensabili stanno al centro, accessibili da tutti. Ma c'è qualcosa che non viene considerato. La unicità, la cultura, la storia, le tradizioni, l’etica, lo spirito, sono cose non comprese negli immaginari di persone come Fresco. Lui diceva che qualunque religione sarebbe stata servita nelle proprie città del futuro, ci sarebbero sinagoghe, templi, chiese, moschee e tutto il necessario per fare in modo che le persone potessero coltivare la propria fede religiosa.

[caption id="attachment_98161" align="aligncenter" width="730"]Foto di un’area urbana di Pechino oggi. Foto di un’area urbana di Pechino oggi.[/caption]

Ma non si è pensato alla “cultura” che comprende le tradizioni, religioni ed usi delle persone, non strutturate da un computer, ma che sono frutto delle scelte di ogni singola generazione, libera, figlia della saggezza e della tradizione. Io sono per l’evoluzione, si, ma la perdita della tradizione e della cultura, non ha mai fatto bene all’uomo. Quando si uniforma un mondo e lo si rende tutto uguale, si sacrifica la cultura e la libertà degli individui, tutti quanti.

di Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org

Commenti (46)

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Mostra commenti 46 caricati
    1. mimmo002 6 maggio 2021

      Nell'articolo, il sogno che si scontra con la realtà. L'umano e avido ed egoista e quando si comporta da prosociale lo fa perché spera in un ritorno personale

    1. gix 6 maggio 2021

      Mi chiedo sempre come mai quando si guarda un luogo, una città come quella nella foto che corrisponde a Pechino, ma potrebbe essere New york o qualsiasi altro posto o città moderna, costruita secondo i canoni architettonici attuali, alcuni provano (almeno a me capita) una strana sensazione di meraviglia e di inquietudine allo stesso tempo. Viste dall'alto queste città-strutture, assomigliano a schede elettroniche, circuiti senza riferimento e direzione, potrebbero essere rigirate completamente da nord a sud, e non cambierebbe molto. I materiali poi, vetrocemento, superfici spesso lucide e riflettenti, già solo per questo poco inclini ad essere guardate o ammirate con insistenza. Geometrie ripetitive, con pochissime parti create per rompere almeno un pò la monotonia delle linee (conoscevo una persona che a volte rimaneva ipnotizzata ed immobile nel fissare l'incrocio delle linee, anche solo le tracce tra una mattonella e l'altra), non parliamo di elementi artistici che proprio non sono previsti. E anche quando la modernità prova a creare qualcosa ad imitazione dell'armonia degli edifici antichi, con i loro i materiali naturali (pietre che comunque vengono dalla terra, al massimo un pò squadrate...), con la loro arte messa lì per puro abbellimento, rimane comunque una sensazione di estraneità; è sufficente guardare posti con una certa pretesa rappresentativa, come, per esempio, il Rockefeller center, che pure dovrebbe adottare lo stile art decò, qualcosa di un pò più complesso e visivamente stimolante. Non credo che sia semplice nostalgia dei tempi andati, e quindi anche dell'architettura antica, ci deve essere qualcosa che mette una certa repulsione nell'animo (o nell'anima) di molte persone che rimangono alienate da simili ambienti, probabilmente alcuni architetti (forse pochi) lo sanno, anche se la maggioranza segue i canoni del momento più o meno inconsapevolmente, così come la maggior parte dei medici segue la narrazione attuale pandemica senza avere dubbi particolari. Ma se le macchine già oggi sono capaci di uccidere brutalmente un essere umano se ci si avvicina a loro senza la giusta diffidenza, come capitato alla povera ragazza nella fabbrica tessile, figuriamoci cosa potrebbe accadere il giorno che non avessimo più una sana diffidenza a proteggerci da macchine ed ambienti appena un pò più invasivi..

    2. IlContadino 6 maggio 2021

      Se ricordo bene qualcuno ha detto: "la linea retta è la linea dell'uomo, la linea curva è la linea di Dio". In natura non esistono linee rette, l'armonia di un ambiente naturale non potrà mai essere riprodotto con linee rette. Credo sia per questo che di solito ci si sente più in armonia con se stessi in campagna, è per la scarsità di linee rette, le linee rette tolgono l'allineamento interiore

    3. gix 6 maggio 2021

      Vero, in epoca moderna un buon esempio potrebbe essere l'architettura di Gaudi, le sue forme arrotondate, le sue spirali riprese dalla natura. Sono inevitabilmente gradevoli da guardare, non credo suscitino repulsione in nessun essere umano, al massimo un pò di incomprensione.

    4. natascia 6 maggio 2021

      L’architettura e ancor più l’urbanistica concorrono al conformarsi dell’uomo ai dettami del potere.

    5. Bertozzi 6 maggio 2021

      Boschi verticali per i ricchi, panotpicon per tutti gli altri.

    6. gix 6 maggio 2021

      Certo che si, ma non so quanto consapevolmente e volutamente

    1. IlContadino 6 maggio 2021

      Ci furono gli anni in cui in società si faceva abbondante uso di cocaina, in maniera legale e spensierata intendo, la si usava come passatempo, come aperitivo, come dopocena, per fare sesso. Esistevano tante famose bevande a base di coca. Invece del caffè, due strisce in compagnia. Poi si iniziarono a notare i drastici effetti collaterali, un cocainomane smette di essere una persona, diventa un tossico, brutta roba; i centri energetici smettono di funzionare in maniera consona, l'interazione col mondo viene alterata, diventa fumosa. La cocaina venne messa al bando.
      Ora stiamo usando gli smartphone come un tempo si faceva uso di cocaina, in maniera abbondante e spensierata. Gli effetti collaterali si cominciano a notare soprattutto sulle generazioni nate e cresciute col telefonino in mano. Il mio osservare mi spinge a credere che l'uso dello smartphone non verrà messo al bando, anzi diventerà ancora più diffuso, probabilmente si verrà a creare una società di tossici, energia che ristagna e visione della realtà totalmente sballata. Che dire? Boh, c'è un perché a tutto, ma questa volta proprio non riesco a capirlo, si vede che dobbiamo attraversare anche questa fase, vado sulla fiducia, ma tengo le antenne dritte;)

    2. Violetto 6 maggio 2021

      la cocaina non è stata messa al bando. é dichiarata illegale e il commercio lasciato in mano alla criminalità organizzata, come per qualunque altra droga.

      Non è fatto per proteggere la gente, altrimenti si "controllerebbe" invece di vietarla lasciandola al mercato nero.

      E' una specie di "patto": noi stato tabacco e alcool, voi mafie coca, marija, ero e altre droghe "minori"

    3. Violetto 6 maggio 2021

      la cocaina non è stata messa al bando. é dichiarata illegale e il commercio lasciato in mano alla criminalità organizzata, come per qualunque altra droga.

      Non è fatto per proteggere la gente, altrimenti si "controllerebbe" invece di vietarla lasciandola al mercato nero.

      E' una specie di "patto": noi stato tabacco e alcool, voi mafie coca, marija, ero e altre droghe "minori"

    4. IlContadino 6 maggio 2021

      Osservo il fenomeno dal punto di vista di un genitore i cui figli si avvicinano galoppando all'età adolescenziale. Penso sia meglio che la cocaina sia in mano alle mafie piuttosto che alla Coca Cola, le droghe le considero un "pericolo" arginabile, lo smartphone mi dà un tantino più di pensieri

    5. Violetto 6 maggio 2021

      le droghe in particolare le pesanti quindi alchool coca e ero dovrebbero essere monopolio di stato. stroncare con forza e determinazione ogni mercato nero (guarda come si mobilitano per stroncare i rider in zona rossa, quindi se volessero.....) in modo da controllarla

      la marija essendo una pianta coltivabile non dovrebbe essere soggetta ad alcuna restrizione

      Fermo restando che chi guida o commette qualche reato sotto droga dovrebbe avere pene severe
      a casa tua fai il czzzz che vuoi

    6. IlContadino 6 maggio 2021

      Argomento su cui potremmo disquisire all'infinito, più o meno la vedo come te, credo. Alla fine della veglia possiamo dire che parliamo di qualcosa che l'essere umano si crede di poter controllare e da cui invece viene controllato. Siamo più deboli di qualsiasi sostanza, ogni sostanza è un demone che non sappiamo gestire, sono più grossi di noi. Lo smartphone è un altro demone da aggiungere alla lista

    7. Violetto 6 maggio 2021

      sono d'accordo che la "droga" smartphone ha una natura piu subdola ma alla fine qualunque cosa si usi per scappare dalla realtà è simile.

      Al contrario la droga usata per scopi "spirituali" non è "droga"

      lo smartphone non lo potrai usare mai in tal senso

    8. Pfefferminz 6 maggio 2021

      "lo smartphone non lo potrai usare mai in tal senso"

      Certamente hai ragione, però io uso lo smartphone a volte per ascoltare relazioni scientifiche, i cui effetti sulla psiche (maggior consapevolezza di certe problematiche) pur non essendo di natura "spirituale" hanno un proprio valore intrinseco.

    9. IlContadino 6 maggio 2021

      Ciao Pfe, prova a verificare se la stessa maggior consapevolezza che ottieni tramite smartphone ti riesce di ottenerla con l'Ayahuasca, il Peyote, lo Psilocybe o l'oppio, poi approfondiamo l'argomento:-)

    10. Violetto 6 maggio 2021

      certamente. La ma infatti non è una critica integrale alla tecnologia,come si sarà capito da ciò che scrivo.
      Anche io faccio un uso di ricerca, registrazione, lettura etc.
      Ho la possibilità di avere a disposizione decine e decine di libri/testi da leggere su tablet che mai avrei potuto nè possedere nè portare dietro se fossero stati fisici.

    11. fuffolo 6 maggio 2021

      Il fumino di don juan

    1. natascia 5 maggio 2021

      L’uomo è il frutto delle società che lo hanno custodito,essere dotato di coscienza e responsabilità verso s’e’stesso , i suoi simili, verso l’ambiente che lo nutre e lo protegge. Una deriva e una demenza rapinatoria stanno ipnotizzando buona parte degli umani occidentali a favore degli stessi fautori dell’attuale disumanizzazione. “L’anomalia” non può essere soffocata, continuerà a illuminare, custodire reggere e governare il mondo.

    1. GioCo 5 maggio 2021

      Non lo so, la tradizione e la cultura non sono mai stati monoliti. Non viviamo come gli antichi romani, ad esempio nessuno credo oggi si sciacquerebbe i denti con dentrifici fatti con il piscio preso dalle fogne.
      Ma nemmeno come i nostri nonni che viaggiavano a piedi dato che le auto e i cavalli erano un lusso per pochi. Il pensiero cambia e con esso usi e costumi. Gli stili di vita poi sono cambiati in modo epocale tante volte nel giro di pochissimi decenni, basta vedere come ha cambiato i comportamenti l'avvento del televisore, del frigorifero o della lavatrice. Per non parlare del cellulare ovviamente.
      Il problema se mai è come vogliamo considerare l'Uomo. Vederlo in difetto e inferiore rispetto alla macchina perché lo si copre di difetti, come se le macchine non ne avessero. La macchina è piena di difetti, anche senza quelli che l'Uomo gli mette di suo. Io vedo in questo una discriminazione verso l'espressione biologica dell'intelligenza. Nel senso che offende l'intelletto. Ma è un ottimo modo di fare propaganda: ti impedisce di pensarti come diverso e per questo con le tue specifiche caratteristiche apprezzabili. Senza mettere di mezzo concetti astratti come l'anima. Basta dire che per un uomo malvagio ce ne sono sempre almeno cento che lo combattono. Mentre se programmi una macchina per uccidere, non farà distinzione.

    1. GioCo 5 maggio 2021

      Non lo so, la tradizione e la cultura non sono mai stati monoliti. Non viviamo come gli antichi romani, ad esempio nessuno credo oggi si sciacquerebbe i denti con dentrifici fatti con il piscio preso dalle fogne.
      Ma nemmeno come i nostri nonni che viaggiavano a piedi dato che le auto e i cavalli erano un lusso per pochi. Il pensiero cambia e con esso usi e costumi. Gli stili di vita poi sono cambiati in modo epocale tante volte nel giro di pochissimi decenni, basta vedere come ha cambiato i comportamenti l'avvento del televisore, del frigorifero o della lavatrice. Per non parlare del cellulare ovviamente.
      Il problema se mai è come vogliamo considerare l'Uomo. Vederlo in difetto e inferiore rispetto alla macchina perché lo si copre di difetti, come se le macchine non ne avessero. La macchina è piena di difetti, anche senza quelli che l'Uomo gli mette di suo. Io vedo in questo una discriminazione verso l'espressione biologica dell'intelligenza. Nel senso che offende l'intelletto. Ma è un ottimo modo di fare propaganda: ti impedisce di pensarti come diverso e per questo con le tue specifiche caratteristiche apprezzabili. Senza mettere di mezzo concetti astratti come l'anima. Basta dire che per un uomo malvagio ce ne sono sempre almeno cento che lo combattono. Mentre se programmi una macchina per uccidere, non farà distinzione.

    2. Holodoc 5 maggio 2021

      Gli stili di vita sono sempre stati imposti dall' elite al potere, ma l'umanità non se ne è mai accorta.
      E non se ne accorge neanche adesso che dopo decenni di filosofia della crescita infinita, con la scusa del virus viene indottrinata con la cultura della frugalità.

      Un tempo eri figo se ogni anno cambiavi l'auto con una più potente, adesso sei figo se butti l'auto e ti muovi con il monopattino elettrico o, ancora meglio, la bici.

    3. Bertozzi 6 maggio 2021

      Un tempo eri figo se avevi tre case, oggi se non hai nulla e sei contento (comoda).

    1. Simone A 5 maggio 2021

      Mi lancio nell'estremismo ma non vedo perchè di tutti questi sofismi, le macchine hanno dimostrato la loro insostituiblità già nella cultura classica, l'impero romano ci ha costruito il suo benessere e così via. Un mulino ad acqua o una leva non sono i nemici di Matrix ma sono più che sufficienti a scalzare centinaia di lavoratori.....
      Se la domanda è invece se l'uomo è in grado di gestire ciò che produce il suo intelletto io non arriverei alla IA ma mi fermerei anche all'AK-47, è una macchina ben fatta e robusta di semplice fabbricazione in giro da più di mezzo secolo e tutt'ora molto apprezzata, chi la usa spesso non ha la minima idea dei principi che la regolano, del lavoro di ingegneria necessatio alla sua progettazione, delle infinite prove necessarie a raffinarla o di tutto l'impegno di intelligenza che l'ha prodotta, a volte sà realizzarla ma molto più spesso sa solo utilizzarla. Come ogni macchina fà ciò per cui è stata progettata e caparbiamente, affidabilmente e unicamente spara, chi decide il bersaglio è però l'utilizzatore quindi se salverà qualcuno da una fiera impazzita, difenderà le libertà e la vita di un popolo oppresso, massacrerà inermi o verrà utilizzata per derubare con la sua sola presenza è responsabilità di chi la impugna. La IA è solo un AK-47 molto più complesso ma segue la stessa logica, può "liberare" l'uomo dai compiti più banali o schedarlo fino al più piccolo ed intimo aspetto per aiutare a dirigerlo, come ogni tecnologia è un moltiplicatore esponenziale delle volontà umane.
      Le lamentazioni sulla "perdita di lavoro" a causa delle macchine sono plurisecolari, se vogliamo già durante la Roma imperiale le gru di legno hanno rubato il lavoro migliaia di schiavi e maestranze ma non crado vedremo cortei per ripristinare il trasporto dei blocchi con rulli e corde su piani inclinati di terra! Purtroppo la società umana cambia più lentamente della tecnologia e le abitudini ed i modi di pensare del singolo sono ancora più statici.

      Se la questione la giriamo sul fatto che è indispensabile salvare la "cultura" magari mi gurderei all'idea di preservare alcune caratteristiche culturali di cui ci siamo sbarazzati, nel mondo classico schiavitù, diritto dei "superiori" di uccidere arbitrariamente, varie forme di "caccia alle streghe" (non solo le fattucchiere di paese, untori, ebrei, diversità varie e così via) con inevitabili roghi e chi più ne ha ne metta. Anche solo il nostro paese ha ancora da digerire il suo "Familismo Amorale" così ben analizzato nel 1958 da E.C. Banfield ( https://it.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale ), guardandolo bene vediamo in questo tanti dei mali della nostra società: il continuo privilegiare il clan al bene comune, il subrdinare tutto al guadagno immediato, la legge come qualcosa da aggirare e cosìvia. Ma davvero è così necessario conservare ciò che non funziona per cristallizzare tutto o siamo solo spaventati da qualsiasi cosa che sia vagamente più nuova anche se miglore quando si parla di abitudini?

    1. Simone A 5 maggio 2021

      Mi lancio nell'estremismo ma non vedo perchè di tutti questi sofismi, le macchine hanno dimostrato la loro insostituiblità già nella cultura classica, l'impero romano ci ha costruito il suo benessere e così via. Un mulino ad acqua o una leva non sono i nemici di Matrix ma sono più che sufficienti a scalzare centinaia di lavoratori.....
      Se la domanda è invece se l'uomo è in grado di gestire ciò che produce il suo intelletto io non arriverei alla IA ma mi fermerei anche all'AK-47, è una macchina ben fatta e robusta di semplice fabbricazione in giro da più di mezzo secolo e tutt'ora molto apprezzata, chi la usa spesso non ha la minima idea dei principi che la regolano, del lavoro di ingegneria necessatio alla sua progettazione, delle infinite prove necessarie a raffinarla o di tutto l'impegno di intelligenza che l'ha prodotta, a volte sà realizzarla ma molto più spesso sa solo utilizzarla. Come ogni macchina fà ciò per cui è stata progettata e caparbiamente, affidabilmente e unicamente spara, chi decide il bersaglio è però l'utilizzatore quindi se salverà qualcuno da una fiera impazzita, difenderà le libertà e la vita di un popolo oppresso, massacrerà inermi o verrà utilizzata per derubare con la sua sola presenza è responsabilità di chi la impugna. La IA è solo un AK-47 molto più complesso ma segue la stessa logica, può "liberare" l'uomo dai compiti più banali o schedarlo fino al più piccolo ed intimo aspetto per aiutare a dirigerlo, come ogni tecnologia è un moltiplicatore esponenziale delle volontà umane.
      Le lamentazioni sulla "perdita di lavoro" a causa delle macchine sono plurisecolari, se vogliamo già durante la Roma imperiale le gru di legno hanno rubato il lavoro migliaia di schiavi e maestranze ma non crado vedremo cortei per ripristinare il trasporto dei blocchi con rulli e corde su piani inclinati di terra! Purtroppo la società umana cambia più lentamente della tecnologia e le abitudini ed i modi di pensare del singolo sono ancora più statici.

      Se la questione la giriamo sul fatto che è indispensabile salvare la "cultura" magari mi gurderei all'idea di preservare alcune caratteristiche culturali di cui ci siamo sbarazzati, nel mondo classico schiavitù, diritto dei "superiori" di uccidere arbitrariamente, varie forme di "caccia alle streghe" (non solo le fattucchiere di paese, untori, ebrei, diversità varie e così via) con inevitabili roghi e chi più ne ha ne metta. Anche solo il nostro paese ha ancora da digerire il suo "Familismo Amorale" così ben analizzato nel 1958 da E.C. Banfield ( https://it.wikipedia.org/wiki/Familismo_amorale ), guardandolo bene vediamo in questo tanti dei mali della nostra società: il continuo privilegiare il clan al bene comune, il subrdinare tutto al guadagno immediato, la legge come qualcosa da aggirare e cosìvia. Ma davvero è così necessario conservare ciò che non funziona per cristallizzare tutto o siamo solo spaventati da qualsiasi cosa che sia vagamente più nuova anche se miglore quando si parla di abitudini?

    2. Holodoc 5 maggio 2021

      L'AI non è un AK47, è un AK47 che spara a chi e quando vuole lui. Non mi pare assolutamente la stessa cosa.

    1. danone 5 maggio 2021

      Per me la tecnologia è un inganno, è una falsa pista della conoscenza e della ricerca.
      Non dico che sia male in sè, è inutile. Se l'uomo sapesse esplorare e sviluppare le sue potenzialità percettive e sensoriali, percezioni extra-sensoriali e capacità meta-fisiche, decollerebbe dal piano fisico, come un aeromobile decolla dalla pista, invece di continuare a correre solo su una limitatissima superficie bi-dimensionale orizzontale.
      Le solite forze anti-evolutive, che tanto ci vogliono bene, cercano di trattenerci quì su questo piano fisico-materiale e la tecnologia è una di queste trappole, lacci tirati per tenerci fermi ed essere usati come batterie che si consumano solo dentro la bolla spazio-tempo del piano fisico 3d e forse anche olografico, quindi fatto di niente.
      Con la tecnologia non andremo da nessuna parte, ne nella medicina, ne nella fisica, ne nei viaggi spaziali. Le frontiere dell'essere si raggiungono evolvendo e trascendendo, non trasferendoci da quì a lì nello spazio fisico, o spaccando gli atomi e le molecole una a una sperando di trovarci la sorpresa dentro.

    1. Bertozzi 5 maggio 2021

      Insomma se sei nato prima degli anni 60/70 sei stato ricco o povero e te la sei potuta un po' giocare, se sei nato dopo stai Fresco.

    2. Holodoc 5 maggio 2021

      Diciamo che prima potevi vivere la tua vita senza avere senso di colpa per aver consumato troppe risorse o inquinato in modo irreversibile il pianeta.

    1. Esquivèl 5 maggio 2021

      E vorrei aggiungere, sempre su "The 2nd Renaissance" che, tra le miriadi di elementi su cui si può stendere un trattato filosofico umanistico, c'è un passaggio nella trama sinistramente profetico (ricordando che è un'opera del 2002/03, e guardando or ora i deliri di Bill Gates).
      Come mossa disperata per distruggere la città robot "01", l'uomo, in un atto suicida, tenta di togliere alle macchine la loro fonte principale di sostentamento, ovvero si gioca la carta "oscuramento del sole", un passaggio struggente, pazzo fino all'autolesionismo, grazie ad aerei che rilasciano una sostanza che oscura i cieli, ma lì, almeno nella finzione, questa decisione è mossa da un ultimo tentativo di sopravvivenza.
      L'uscita di Bill Gates a dir la verità....Boh, Non lo so neanche io da cosa è scaturita nella sua mente psicotica questa boutade, il fantomatico global warming e balle varie.
      Nella follia totale, sembra che la realtà abbia superato la fantasia.

    1. gian 5 maggio 2021

      "Ma non si è pensato alla “cultura” che comprende le tradizioni, religioni ed usi delle persone, non strutturate da un computer, ma che sono frutto delle scelte di ogni singola generazione, libera, figlia della saggezza e della tradizione. Io sono per l’evoluzione, si, ma la perdita della tradizione e della cultura, non ha mai fatto bene all’uomo"
      Un altro che si arrampica sugli specchi.

    1. Esquivèl 5 maggio 2021

      "Sia fatta la luce: e fu benedetto dalla luce, dal calore, dall'elettricità..."

      L'autore lo indica come "cartone animato", troppo riduttivo, al giorno d'oggi il termine "capolavoro" è super inflazionato, stra abusato, ma il cortometraggio in 2 parti "The 2nd Renaissance" è un'opera audiovisiva che trascende qualsiasi cosa, è una pietra miliare della narrazione futuristica/distopica (e prendo dentro ogni media, sia cinematografico, letterario, fumettistico, musicale, televisivo), soprattutto per i simbolismi utilizzati.
      Ciò che è costante nell'uomo è stato, è, e sarà sempre la sua arroganza e la sua superbia, che lo porteranno inevitabilmente alla sua caduta. E c'è pure il "fottuto eroe americano" Bill Hicks, troppa grazia oggi.

    2. Giulio Bona 5 maggio 2021

      Hai ragione, quello va oltre la definizione di "Capolavoro", concordo.

    1. Violetto 5 maggio 2021

      ma l'Enterprise non era una nave da guerra.....

    2. LuxIgnis 5 maggio 2021

      Vero. Era una nave da esplorazione ma con notevoli capacità difensive all'occorrenza.
      Star Trek non è stata una serie "guerrafondaia" forse la serie più recente (Discovery) degli ultimi anni un po' di più, ma è anche calata molto in tutti i suoi aspetti. Niente a che vedere con le prime serie e con quella di Picard (Next generation) che è la migliore in assoluto.
      E non si può definire nemmeno "comunista" ma tuttalpiù socialista. Una certa ideologia comunista od omologante ed autoritaria in star trek la possiamo trovare nei Borg.
      Mi dispiace dire ma l'autore o non conosce bene Star Trek o non ci ha capito nulla.

    3. Giulio Bona 5 maggio 2021

      Be' I film di Star Trek, danno uno spaccato molto ridotto di com'e' la Terra nel 23simo, da quello che traspare, sembra che le culture mondiali siano state appiattite tutte in una unica cultura, in sintesi volevo dire questo. La domanda mi e' venuta in mente, su come fosse stato il mondo fuori da San Francisco (che' e' praticamente l'unico posto della Terra che si vede in molti dei films). Una cosa che non avevo pensato, Pavel Checkov, parla in marcatissimo accento russo e Scotty, parla in un groviglio indistinguibile chiamato dialetto Scozzese (per chi li ha visti in inglese, in Italiano questa differenza non si nota affatto). Sono le uniche distinzioni culturali terrestri che ho notato dal "plain english-american". Il mondo senza denaro, e' meraviglioso a pensarci, ma non danno alcun dettaglio di come si sviluppano le transazioni economiche, di come funzioni l'economia affatto. Cultura unica e mancanza di economia mi ha fatto pensare ad un universo molto Sovietico. Opinabile ovvio, ma e' il mio punto di vista.

      Per quanto riguarda la nave, l'Enterprise, e' un "Heavy Cruiser Class I" comandata dall'Ammiraglio Kirk nella vecchia serie di film (io non ho mai seguito la serie tv), che non e' un Ammiraglio dei boy scout, sono la marina spaziale o Starfleet. Scusate ma un "Incrociatore Pesante di Prima Classe" comandato non piccoli esploratori, ma da militari, al mio paese e' una nave da guerra. Con missione "esplorativa", su quello concordo, ma rimane una nave da guerra. Oltretutto la nave si ispira per omaggio alla "USS Enterprise" che e' una portaerei nucleare della marina degli Stati Uniti.

      La mentalita' dei Borg non e' semplicemente omologante ma va oltre, e' una mentalita' da alveare molto evoluta tramite mistura tra tecnologia e tessuti organici. "L'assimilazione" dei Borg e' un processo per conquistare ed aumentare l'alveare. Non e' autoritario, direttamente ti bypassano, tu diventi loro.

      Se non ti e' piaciuto l'articolo, no problem. Mi spiace, non sono un gran scrittore, sono un novellino, riconosco i miei limiti. Pero' sto imparando e faro' meglio. Continua a seguirmi se ti va!

      Grazie per il tuo commento comunque, desideravo pero' dire la mia. :)

      Ciao!
      Giulio

    4. Ren 5 maggio 2021

      Complimenti. Bravo

    5. Holodoc 5 maggio 2021

      Tra l'altro non è vero che non esiste il denaro in Star Trek. Non viene più usato sulla Terra e nella Federazione ma altre culture lo usano ed il suo uso non è demonizzato.
      Diciamo che l'umanità non necessita più di mezzi di scambio perché ogni essere umano ha accesso ad energia, cibo, e generi di necessità a piacimento.

      Questa è la società descritta in Star Trek. Che sia un modello realizzabile nella realtà non è così scontato. Presuppone una maturità alla quale forse l'umanità non arriverà mai. Chissà... potremmo provarci noi vaccinoscettici a creare un mondo meno condizionato dall'avidità...

    6. Holodoc 5 maggio 2021

      I complimenti per l'articolo li faccio anch'io.

      Noi frequentatori di CDC siamo tutti d'accordo sulla critica nei confronti dell'attuale modello sociale basato sul dominio della finanza su tutti gli altri poteri (politico, giudiziario, etc).

      Per uscirne però è assolutamente necessario immaginare un mondo diverso, e il tuo articolo è un buono spunto di riflessione da cui partire per farlo.

    7. Giulio Bona 5 maggio 2021

      Grazie :)

    8. Giulio Bona 5 maggio 2021

      Grazie anche a te! :)

    9. Giulio Bona 5 maggio 2021

      Vero, esisteva il denaro nell'universo di Star Trek. Mc Coy contratta per andare su Genesis in Star Trek 3, tentando di affittare una nave di contrabbando senza successo. Sembra che solo la Terra se ne sia sbarazzata, almeno a detta di Picard in Primo Contatto ed altri capitani/ammiragli del passato. Secondo me gli autori non hanno ben definito la cosa volutamente, hanno lasciato il semplice "buonismo" degli uomini "maturi" del futuro a dare la spiegazione della Terra "senza soldi".

    10. Holodoc 5 maggio 2021

      In realtà esiste una "valuta" riconosciuta ed accettata un po' da tutti i popoli dei quadranti Alfa e Beta: il Latinum. Sì tratta di un metallo usato per i commerci interplanetari, come può essere l'oro. Nella serie DS9 si capisce quanto il suo uso sia comune ed anche i membri della Federazione la usano per le transazioni con altri abitanti della galassia.

    11. LuxIgnis 6 maggio 2021

      Vero, ma c'è da sottolineare come hai già detto che della situazione della Terra nelle serie o film di Star Trek non se ne parla quasi mai, se non vaghi accenni ed è tutto proiettato nello spazio.
      E quindi è dallo spazio che possiamo capire un po' l'idea che delinea la sceneggiatura. E di come sia la mentalità che domina l'essere umano immaginato dai vari sceneggiatori che hanno prestato le loro mani alla realizzazione dei vari Star Trek.
      E l'universo Star Trek non è così lineare come sembra. Non tutti gli Star Trek sono uguali.
      Quella di Kirk è più d'azione, quella di Picard è molto più da esplorazione e riflessione. Vedila la serie tv di Picard perché da molti spunti di riflessione.

      L'Enterprise è anche una nave da guerra ma a differenza delle navi da guerra a cui siamo abituati ha molte altre cose al suo interno. Quindi anche se la classificazione corretta è quella che dici tu, è comunque una nave anomala. D'altronde in questi film un po' d'azione ci vuole altrimenti diventano noiosi. E non c'è comunque almeno negli umani una mentalità guerrafondaia o imperialista che viene invece proiettata a razze esterne come i Klingon (con cui ci sarà la pace poi) o i Romuliani.

      Sui i Borg c'è questa assenza totale di individualità che è molto omologante e può far pensare ad una società di stampo "sovietico". L'individuo in sostanza non esiste più. Una società delle formiche per così dire. Nella serie di Picard viene affrontato molto il tema dei Borg. Lui stesso ne diventa parte.

      Sicuramente l'universo di Star Trek è un'utopia ma non è male, non è tutto rose e fiori ma sembra descritta una società giusta con il giusto equilibrio tra individualità e collettività. Si vede anche nei personaggi della nave che a volte agiscono di concerto in un tutt'uno ed a volte agiscono ognuno per conto proprio a seconda la situazione. Anche lo stesso Capitano Kirk si trova a disobbedire più volte agli alti comandi, cosa che se succedesse nella realtà la serie sarebbe finita dopo poche puntate. Ed anche la varietà di razze e culture presenti nell'equipaggio come hai notato anche tu. Che poi ci sia una preponderanza americana è anche vero, ma, beh lo hanno creato loro, mi sembra naturale.
      Non viene descritta una società omologante come fai intendere nel tuo articolo che di quello parla, ma una società libera ed in equilibrio.
      Non era una critica all'articolo in sè, su quello mi sono astenuto ma vi sono cose discutibili, ma solo che per me Star Trek non è l'esempio giusto di una società omologante.

    12. ITALIA ENSEÑA 6 maggio 2021

      Direttamente ti bypassano...geniale! Oggi accade questo, ma e' perche' effettivamente «questi qua» (i covidioti) sono gia' sempre stati uguali a «loro» (Davos connection).

    1. giovanni 5 maggio 2021

      Soltanto per perdere un'occasione per tacere.
      Città?.... " è meglio un imbianchino di Le Courbusier...." 🙁

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