Di Laura Biarella, altalex.com
Il Tribunale intermedio del popolo di Hangzhou ha stabilito che la sostituzione di un lavoratore con sistemi di intelligenza artificiale non costituisce una causa legittima di licenziamento.
La pronuncia, resa pubblica il 30 aprile 2026 dall'agenzia di stampa Xinhua alla vigilia della Festa internazionale dei lavoratori, rappresenta un precedente significativo nell'era dell'automazione aziendale e segna un punto di equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti del lavoratore. Il caso, inserito nella raccolta di "casi tipici" del tribunale di Hangzhou per la protezione dei diritti di imprese e lavoratori nel settore AI, invia un messaggio chiaro: l'adozione dell'intelligenza artificiale comporta anche responsabilità sociali.
Il protagonista della controversia è Zhou, assunto nel novembre 2022 da una tech company operante nel settore dell'intelligenza artificiale. Zhou ricopriva il ruolo di supervisore del controllo qualità, con uno stipendio mensile di 25.000 yuan, verificando l'accuratezza degli output generati dai LLM, filtrando contenuti illegali o lesivi della privacy e garantendo l'affidabilità complessiva dei sistemi automatizzati.
Con il progressivo avanzamento delle tecnologie di AI, la company ha ritenuto che molte delle mansioni affidate a Zhou potessero essere svolte direttamente dai LLM. Al lavoratore è stata quindi proposta la riassegnazione a una posizione di livello inferiore, con una riduzione dello stipendio di circa il 40%. Zhou ha rifiutato l'offerta, giudicandola penalizzante.
Cosa prevede la legge cinese sui contratti di lavoro in caso di ristrutturazione aziendale?
La società ha optato per il licenziamento, giustificandolo con una ristrutturazione aziendale e una riduzione del personale collegata all'evoluzione tecnologica, offrendo un'indennità di poco superiore ai 300.000 yuan. Il lavoratore ha contestato la decisione rivolgendosi all'arbitrato, che ha dichiarato illegittimo il licenziamento, riconoscendogli un risarcimento aggiuntivo.
A seguito del ricorso dell'azienda, la controversia è approdata al Tribunale intermedio del popolo di Hangzhou, uno dei principali poli dell'AI in Cina, nella provincia dello Zhejiang. Il cuore del giudizio riguardava l'interpretazione del concetto di "cambiamento sostanziale delle circostanze oggettive", previsto dalla legge cinese sui contratti di lavoro quale possibile giustificazione per la risoluzione unilaterale del rapporto.
Il principio giuridico della sentenza Hangzhou
I giudici hanno rigettato la tesi dell'impresa, stabilendo che la sostituzione del lavoro umano con l'AI non rientra nella categoria di "cambiamento sostanziale delle circostanze oggettive". Per il tribunale, questo termine si riferisce in genere a eventi eccezionali e strutturali, quali fusioni, trasferimenti della sede o situazioni che rendano oggettivamente impossibile l'esecuzione del contratto di lavoro. Nel caso di Zhou, condizioni di questo tipo non erano state comprovate.
La sentenza Hangzhou AI chiarisce inoltre che la proposta di riassegnazione accompagnata da una notevole riduzione salariale non può essere considerata ragionevole. Offerte di questo tipo, secondo il tribunale, non assolvono l'obbligo del datore di lavoro di individuare soluzioni eque in caso di riorganizzazione tecnologica.
Quali responsabilità hanno le imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale?
Dal verdetto emerge un principio chiaro: l'AI può migliorare l'efficienza aziendale, ma i costi della trasformazione tecnologica non possono essere scaricati unilateralmente sui lavoratori. L'opzione di adottare sistemi avanzati resta una decisione imprenditoriale e, come tale, comporta anche responsabilità sociale dell'impresa.
La pronuncia rappresenta un punto di equilibrio tra innovazione e diritti, offrendo tutela ai lavoratori e un'indicazione precisa alle imprese chiamate ad affrontare la digital transition in modo responsabile. L'automazione non legittima automaticamente i licenziamenti: il progresso tecnologico deve svilupparsi entro un quadro giuridico che continua a riconoscere centralità al lavoro umano.
Come cambierà il futuro del lavoro con l'intelligenza artificiale?
La vicenda di Hangzhou non è isolata. Decisioni analoghe emerse in precedenti arbitrati hanno ribadito che l'automazione e tutela lavoratori devono procedere di pari passo.
In un Paese come la Cina che punta a una diffusione capillare dell'AI entro il 2030, il messaggio che arriva dai tribunali è che il progresso tecnologico deve svilupparsi garantendo la protezione dei diritti del lavoratore intelligenza artificiale.
Il verdetto offre un modello per bilanciare innovazione e tutele, indicando alle imprese che l'adozione responsabile dell'intelligenza artificiale richiede non solo efficienza operativa, ma anche rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori. La trasformazione digitale deve essere accompagnata da politiche di riqualificazione, dialogo sociale e soluzioni eque che non penalizzino chi ha contribuito al successo aziendale.
Di Laura Biarella, altalex.com
04.05.2026
Laura Biarella, Avvocato in Perugia.
fonte: https://www.altalex.com/documents/news/2026/05/04/licenziamento-sostituzione-intelligenza-artificiale-tribunale-cinese-tutela-diritti-lavoratore
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