L'AUTUNNO CALDO DELL'ITALIA SPAZZERA' VIA LE BALLE DELLA MELONI: SOLO ECONOMIA DI GUERRA

L'AUTUNNO CALDO DELL'ITALIA SPAZZERA' VIA LE BALLE DELLA MELONI: SOLO ECONOMIA DI GUERRA
In vista di un autunno che si prefigura caldissimo dal punto di vista economico, industriale e occupazionale, proponiamo due articoli che illustrano le dinamiche esistenti tra debito, riarmo e privatizzazioni che impoveriranno ancora di più l'Italia. E' il prezzo da pagare quando si china sempre la testa di fronte alle forze occupanti, sia finanziarie, che economiche e militari.
Stato sociale NO, guerra SI. Finanza SI, economia reale NO. Riarmo SI, economia territoriale NO. Benessere diffuso NO, profitti per pochi SI. Democrazia o oligarchia? Oligarchia o plutocrazia?

Finanza e Difesa: le due bolle che intrappolano l'Europa ed i conti pubblici dell'Italia
Di Alessandro Volpi | altreconomia.it

Il titolo di Oracle, in una sola seduta di Borsa, ha guadagnato il 40%, portando la capitalizzazione della società non lontana dai 1.000 miliardi di dollari. Era già salito del 45% nelle giornate precedenti. Da che cosa è dipesa una simile impennata? I numeri reali parlano di un fatturato di 57 miliardi di dollari, quattro in più rispetto al 2024 e di un utile netto di 12 miliardi, due in più dell'anno precedente. Numeri importanti, dunque, ma che forse non giustificano un'esplosione come quella registrata in pochissime sedute, su cui hanno pesato molto, invece, la sempre più stretta vicinanza a Trump e alle commesse del Pentagono, l'iniezione di liquidità dei fondi e l'accordo, poi annunciato, con OpenAI, che segna una sorta di cartello dell'Intelligenza artificiale che va da Larry Ellison a Peter Thiel, da BlackRock alla presidenza Trump e al suo progetto "Stargate".

Si tratta di una bolla finanziaria costruita sulla narrazione che gli Stati Uniti intendano puntare il proprio futuro sull'Intelligenza artificiale legata in primis alle strategie del Pentagono in antitesi all'affermazione cinese. La finanza guadagna sull'ipotesi di un conflitto tecnologico tra Usa e Cina: i beneficiari di tale scontro sono evidenti. Il principale azionista di Oracle è come detto Larry Ellison, con il 40%, che non a caso in due giorni è diventato l'uomo più ricco del mondo, seguito da BlackRock, Vanguard e State Street, proprietarie del 15% circa.

L'altra bolla è ancora più pericolosa perché si lega ai fortissimi venti di guerra europei. I droni russi diventano, in tempo reale, il ritorno del 1914, secondo un racconto mediatico e politico dai toni esasperati, e in poche ore tutti i titoli delle società che producono armi si impennano: Rheinmetall, Hensoldt, Bae Systems, Boeing, Leonardo, Lockheed Martin e Raytheon, una raffica di aumenti in grado di fare la gioia, di nuovo, dei grandi fondi e dei maggiori azionisti. Intelligenza artificiale e armi segnano così i confini del capitalismo finanziario dei grandi fondi e dei grandi azionisti, che hanno bisogno vitale di drammatizzare le tensioni geopolitiche.

In quest'ottica i droni militari sembrano destinati a essere uno dei più grandi affari dei prossimi mesi. Forse non a caso. Quali sono infatti le principali imprese che li producono? Procedendo a una cernita molto sommaria se ne possono rintracciare sei di maggior rilievo. Le prime due, General Atomics Aeronautical Systems e Northrop Grumman, sono statunitensi e soprattutto nella seconda hanno un peso decisivo BlackRock, Vanguard e State Street. Due invece sono cinesi: China Aerospace Science and Technology Corporation e Aviation Industry Corporation of China, e sono di proprietà statale. Due sono israeliane: Israel Aerospace Industries ed Elbit, la prima è di proprietà statale e la seconda ha capitale misto israeliano e statunitense, con la presenza dei grandi fondi. Poi c'è la turca Baykar, di proprietà della famiglia Bayraktar.

Come in altri settori, dunque, è evidente la preminenza dei fondi americani e dello Stato cinese, con la presenza, importante della produzione israeliana che ha scelto di investire in un settore che rende difficili le sanzioni e i divieti di un'Europa sempre più militarizzata. Naturalmente l'Italia compra gran parte dei suoi droni dai produttori statunitensi.

Una simile cuccagna finanziaria ha però bisogno di costanti narrazioni destinate purtroppo per la grandissima parte della popolazione italiana ad essere costose in termini sociali. Sul Corriere della Sera del 13 settembre è stato pubblicato un articolo a firma di Federico Fubini e di Antonio Polito che è un vero e proprio manifesto per il riarmo europeo. La tesi dei due autori è che non è vero che l'Europa spende troppo in armi e, anzi, dovrebbe investire di più. Naturalmente il termine di paragone è la Russia: anche se l'Europa spende 381 miliardi di euro ogni anno e la Russia circa 150 miliardi, in realtà questa differenza è solo apparente. In primo luogo, sostengono Fubini e Polito, perché le armi d'attacco costano meno di quelle per la difesa, ma soprattutto per altre due ragioni assai discutibili. La prima è contenuta in questa affermazione: "Dire che l'Europa spende di più della Russia in armi è come dire che gli Usa spendono di più in welfare della Svezia: in termini assoluti è ovviamente vero, ma l'affermazione è falsa". Davvero, si fa fatica a capire il senso del ragionamento: la spesa pubblica americana è insufficiente perché va commisurata al numero dei cittadini e delle cittadine americane che ne beneficiano, mentre la spesa militare non può essere certo divisa per il numero degli abitanti per misurarne l'efficacia o in relazione al Prodotto interno lordo (Pil) perché 381 miliardi sono ben oltre il doppio di 150 miliardi e dunque la disponibilità di risorse finanziarie verso il riarmo è decisamente più alta anche se si conteggia una parte di spesa militare che non va ad acquisto di armi in senso stretto. Disporre di 381 miliardi in un unico settore è una cifra enorme e la sua eventuale insufficienza non può essere calcolata in base alla numerosità della popolazione o sulla capacità di generare ricchezza.

La seconda "tesi" è altrettanto criticabile. In pratica, l'Unione europea dovrebbe spendere di più perché la Russia, con meno soldi, fabbrica più armi, e questo dipende dal fatto che dispone di grandi materie prime, di filiere produttive e di una tradizione militare. Ora, pare davvero incredibile pensare che a tutto questo si possa ovviare aumentando la spesa militare perché significherebbe, data la capacità russa di produrre a un prezzo quattro volte inferiore rispetto a quello europeo, portare la spesa militare a livelli tali da assorbire gran parte delle altre spese pubbliche degli Stati europei.

Intanto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato, con un certo imbarazzo, che l'imminente Legge di Bilancio sarà assai diversa da come era stata immaginata dal governo. In altre parole, non ci saranno molte delle promesse meloniane: nessun taglio fiscale e, fortunatamente, nessuna nuova "rottamazione".

In pratica una riduzione di circa una decina di miliardi che vanifica una parte rilevante della narrazione favolistica dell'esecutivo. È molto interessante però sottolineare la ragioni, indicate dallo stesso Giorgetti, di questa "revisione" al ribasso delle promesse del governo. La prima è costituita dall'alto prezzo dell'energia che dipende, in primis, dalle forniture americane che, in maniera paradossale, lo stesso Governo Meloni si è impegnato ad acquistare. Trump vuole arrivare al 50% delle importazioni di gas in Europa proveniente dagli Stati Uniti e l'Italia deve assolvere al proprio compito.

La seconda è il costo dell'impegno militare che l'Italia dovrà sostenere nei prossimi mesi. In altre parole, energia dagli Usa e spesa per il comparto Difesa riducono qualsiasi possibilità di spesa pubblica alternativa. A ciò magari bisogna aggiungere anche un costo degli interessi sul debito in salita, data la crescita dei rendimenti di praticamente tutti i debiti europei e internazionali.

La sudditanza agli Stati Uniti e la cecità europea impongono, di nuovo, sacrifici a cui, è probabile, il Governo Meloni supplirà con nuove privatizzazioni e con i dividendi delle società energetiche di cui è azionista, facendo cassa, di nuovo, con le magre risorse dei cittadini. Le bolle vanno sempre alimentate.

15/09/2025

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L'impatto delle spese militari su occupazione e produttività del lavoro
Di Guglielmo Forges Davanzati * | contropiano.org

Stando all'ultima rilevazione ISTAT, la produzione industriale italiana nel gennaio 2025 continua a ridursi. A fronte, infatti, di un miglioramento mensile del 3,2%, il dato tendenziale rimane negativo, con un calo dello 0,6% rispetto all'anno precedente. I settori più colpiti solo quelli del lusso, della produzione di automobili e del tessile-abbigliamento.

Inoltre, il settore automobilistico italiano è, in larga misura, composto da imprese che operano per la subfornitura all'industria tedesca e subisce, soprattutto per questa ragione, una rilevante contrazione di ordinativi e, dunque, di fatturato e profitti. Si calcola, a riguardo, che la recessione tedesca ha prodotto perdite per le imprese italiane nell'ordine dei quattro miliardi di euro nel 2024 per mancate esportazioni.

Nonostante la propaganda governativa, si registrano segnali conseguentemente negativi nel mercato del lavoro. Istat ha recentemente rilevato una riduzione del monte ore lavorate nei settori industriali, con un calo dello 0,7% nel quarto trimestre del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, accompagnato da una diminuzione dell'1,2% delle ore lavorate per dipendente nello stesso arco temporale. Si tratta di decrementi che si aggiungono al calo del 7,2% del valore del fatturato industriale registrato a dicembre 2024, con una riduzione ancora più marcata, fino al -7,7%, sul volume del fatturato.

Anche l'Inps, nel suo ultimo Rapporto del gennaio 2025 ha certificato un aumento significativo del 47,59% delle ore di cassa integrazione ordinaria nei settori industriali, passando da 208.173 milioni di ore nel 2023 a 307.247 milioni nel 2024. Il rallentamento della crescita è certificato anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio).

Anche il tasso di crescita della produttività del lavoro continua a manifestare andamenti negativi o, nella migliore delle ipotesi, stazionari. ISTAT certifica che il tasso di crescita della produttività, in Italia, si è ridotto del 2.5% nel 2023 ed è aumentato di un modesto 0.5% nel periodo 2014-2022.

In questo scenario, è ragionevole attendersi che l'aumento delle spese militari (al 5% del Pil in dieci anni) non potrà che peggiorare il quadro, incidendo negativamente su queste variabili, per due ragioni.

L'aumento della spesa pubblica per la Difesa tende a produrre la spontanea riconversione delle imprese verso la produzione di armi. Le ingenti commesse che ne derivano si rivolgono a un settore tipicamente ad alta intensità di capitale, nel quale sono necessarie elevate spese iniziali e nel quale è tendenzialmente basso l'effetto degli investimenti sull'occupazione. Lo scenario peggiora se si considera la volontà del Governo (esplicitata, in particolare, dal Ministro Urso) di incentivare la riconversione delle imprese verso il settore della Difesa, dal momento che questa misura produrrebbe ulteriori oneri a carico della finanza pubblica con esiti inefficaci.

Per stimare l'impatto dell'aumento della spesa pubblica sul Welfare occorre considerare che il nuovo Patto di stabilità e crescita impone all'Italia (Paese con debito pubblico superiore al 90% del Pil) un sentiero di rientro pari a una media dell'1% annuo. È stato calcolato che, in costanza di tasso di crescita del Pil e dei tassi di interesse sui titoli di Stato, l'ammontare di risorse pubbliche da destinare alla Difesa è pari a un incremento medio annuo di 6.4 miliardi di euro).

La teoria economica - fin dal pionieristico contributo del premio Nobel Gunnar Myrdal (Beyond the Welfare State) - insegna che l'accesso diffuso a sanità e istruzione è una fondamentale precondizione per un'elevata produttività del lavoro. Non è poi molto rilevante l'obiezione dei fautori del riarmo, per i quali la spesa pubblica per la difesa militare produce innovazione, se si considera il rilievo del Ministro Crosetto per il quale la gran parte di questa spesa è destinata a stipendi e pensioni.

Le politiche di riarmo accentuano il sottofinanziamento del Welfare italiano (solo il 12% della spesa pubblica italiana è destinata alla sanità, a fronte di una media europea del 15%, e solo il 7% è destinato all'istruzione, contro il 9,3% europeo) e, per questa via, rischiano di accentuare uno dei problemi fondamentali della nostra economia, ovvero il calo di lungo periodo del tasso di crescita della produttività del lavoro.

* professore ordinario di Storia del pensiero economico, Università del Salento


17/09/2025

Fonti: https://www.resistenze.org/sito/os/ec/osecpi16-028291.htm - https://www.resistenze.org/sito/os/ip/osippi17-028301.htm

Commenti (32)

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    1. BrunoWald 20 settembre 2025

      Questi articoli saranno anche validi, nello specifico, ma sembrano fatti con lo stampo: si critica il governo di turno per la sua sudditanza agli americani, con conseguenti politiche impopolari, privatizzazioni, bellicismo atlantista, complicità nei crimini sionisti e quant'altro.

      L'intro della redazione lo definisce: "il prezzo da pagare quando si china sempre la testa di fronte alle forze occupanti, sia finanziarie, che economiche e militari."

      Appunto.

      Ma perché si china sempre la testa? Non solo perché i rapporti di forza risultano schiaccianti, ma perché da ottant'anni siamo succubi di una narrazione mistificatoria e incapacitante che non è mai stata messa seriamente in discussione. È da Cassibile che chiniamo la testa. È da quando i "partigiani" ricevevano ordini, armi e denari dal Comando Alleato che chiniamo la testa. È da quando si parla di "liberazione" che chiniamo la testa.

      Si chiama "sudditanza psicologica".

      Abbiamo interiorizzato il Discorso dell'occupante, e finché non ce ne renderemo conto resteremo un popolo vinto. Non solo non siamo in grado di cacciarlo con le armi, ma non saremmo liberi nemmeno se se ne andasse spontaneamente.

    2. BrunoWald 20 settembre 2025

      PS: è solo un dettaglio, ma... provate a indovinare a che tribù appartiene il sig. Larry Ellison, principale azionista di Oracle?

      Bravi, risposta esatta!

      Hai voglia a esigere lo scontrino del barista...

    3. ric 20 settembre 2025

      non ne sbagli una !!

    1. mago 20 settembre 2025

      Gli usa stanno pompando la borsa con la ia Oracle e altri salgono in borsa su presunti guadagni futuri ma ora sono in perdita per gli investimenti che devono fare certo che ci faranno i ponti e le infrastrutture con la ia Trump sta importando con le buone industrie strappandole agli Stati in cui sono attualmente o storicamente dislocate vedi forse UBS Novartis e altre salvo poi a mio parere fusionarle con realtà USA come una nazionalizzazione camuffata e far pagare pure i dazi ai paesi originari.una bella pensata.

    1. Martin 20 settembre 2025

      Si analizza e si chiacchiera, ma le categorie marxiste spesso non aiutano a comprendere il quadro europeo e italiano.

      Siamo nel modello incentrato sull'export e sulla compressione dei costi di produzione, costo del lavoro in primis, con la conseguenza di salari e stipendi bassi e un mercato interno debole, perchè come ovvio si spende poco.

      Il Patto di Stabilità UE ha bloccato la spesa dei Paesi con debito oltre il 60%, ossia - ma guarda che caso - tutti latini (Francia, Belgio, Spagna, Italia, Grecia, Portogallo). Siccome si tratta di un presunto "criterio obiettivo", tutti zitti.

      Se si fosse invece preso il criterio di chi più ha dato e più ha ricevuto dall' UE dal 2004 - che mi sembra altrettanto obiettivo ed importante - i castigati sarebbero come ovvio stati i Paesi dell' Est, perchè dal 2004 ricevono ogni anno a fondo perduto sussidi equivalenti al 3-5% del loro Pil annuale, e che come ovvio hanno il debito basso (eh grazie).

      Il Patto è frutto dell'accordo tra Germania e e Paesi nordici ("spendiamo e sussidiamo l'Est ma senza aumenti"), Paesi dell' Est ("continuiamo a ricevere miliardi di sussidi") e Commissione UE ("più fondi e più poteri"), per bilanciare il sistema mettendo la museruola ai Paesi latini. Ed è ingiusto, anche perche Francia, Italia e Spagna sono dal 2004 tra i maggiori contributori dei fondi UE di sussidi ai Paesi dell Est.

      Se ora abbiamo deciso di continuare ad armare l'Ucraina, aumentare le spese militari perche' la Russia vorrebbe invaderci, e perfino tra poco di aumentare l'import di gas USA, con l'esponenziale incremento della bolletta energetica - ed al tempo stesso grazie al Patto non possiamo spendere neanche la miseria 30-40 miliardi in più (1,5-2% del Pil) - ovvio che la spesa totale di riffa o di raffa viene sottratta alla spesa sociale e sanitaria. Nel frattempo, ci si rende conto che i nostri medici e infermieri ospedalieri guadagnano meno della metà che nel resto dell' Europa occidentale?

      Tornando sul punto, ovvio che ci vorrebbe un fronte latino, ma non c'è - mentre ci sono eccome i fronti di Germania e nordico protestanti più quello dei Paesi dell' Est (provate a toccargli i sussidi - litigano sempre tra loro, ma si alzano subito come un sol uomo).

      Il fronte latino non c'e' innanzitutto per colpa della Francia, che ha defezionato da oltre mezzo secolo nell'alleanza con la Germania, e poi per l'incapacità di Italia e Spagna di allearsi (anche per ragioni storiche) e/o di esercitare un ruolo conforme (vedi come Monti ha affossato la Grecia).

      Guardiamo ora i Francesi: ovvio che spendono da oltre un decennio molto di più di quello che dovrebbero, e sono in guai grossi e strutturali. Ma appunto si potrebbe cogliere l'occasione per ridiscutere il Patto, anche perchè sicuramente non verrà rispettato dalla Francia.

      Purtroppo nell' attuale Governo nè la Meloni e nè Tajani hanno la più remota idea di ostacolare o antagonizzare la Commissione UE. Ricordano benissimo la campagna internazionale per le dimissioni di Silvio Berlusconi nel 2011.

    1. Spartan 20 settembre 2025

      L'Italia ha autorizzato l'acquisto di velivoli EA-37B e sta acquisendo due velivoli Joint Airborne Multisensor Multimission System (JAMMS) basati su G550. (600 milioni di dollari).
      Sapete che questi sono aerei , adibiti alla guerra elettronica d'attacco . Il predecessore Lockheed EC-130H Compass Call , ha preso parte con successo a numerose operazioni militari condotte dall'USAF, come la guerra del Kosovo, l'invasione di Panamá, la guerra del Golfo e la guerra in Afghanistan. Guerre d'attacco! Spese militari in preparazione di una guerra d'aggressione non di difesa !
      Analogo discorso per gli F35. Aereo poco multiruolo ma essenzialmente d'attacco offensivo. Anche nucleare

    2. mago 20 settembre 2025

      Se noti ai tg si parla solo degli F35 stranamente italiani che imperterriti bloccano i Mig Russi in ogni dove e quando,stanno lubrificando le teste delle persone .

    3. BrunoWald 20 settembre 2025

      Le portaerei sono ormai obsolete, ma nel secolo scorso erano l'arma offensiva per eccellenza. Quale fu l'unico paese del mondo a possedere una flotta di portaerei? Gli USA, naturalmente! Infatti, tutta la loro storia è una successione di guerre d'aggressione, comprese la prima e seconda guerra mondiale. Eppure loro "si difendono" sempre da questa o quell'altra minaccia, sono addirittura i salvatori e liberatori degli altri...

      Oltre che superpotenza, i sono maestri della supercazzola.

    1. Dario Lampa 20 settembre 2025

      Vero. Ma a spazzare via il governo Meloni e tutta la casta di parassiti che infestano le istituzioni non bastano le parole scritte di qualche articolo bensì deve essere il popolo (tar)tassato che scende in piazza come un sol uomo: i lavoratori, gli studenti, i pensionati e chi lavora con un salario da fame in precarietà e rischiando la vita (altro che aumento dell' occupazione come va "sciorinando" ai quattro venti questo scellerato governo)!
      E poi, come chiosa l' articolo che segue, ci sono ancora troppo evasori fiscali e questo governo continua con le rottamazioni e con l'aumento delle spese militari invece di recuperare tutto l'evaso:
      https://www.rainews.it/articoli/2025/09/evasori-fiscali-un-esercito-di-almeno-2-milioni-di-persone--1ee25ab9-ddef-4982-92f3-6e66a8ec0f6e.html

    2. simonlester 20 settembre 2025

      Vada a prendere i soldi evasi dai grandi gruppi finanziari e famiglie imprenditoriali che hanno beneficiato di soldi pubblici e poi spariti in paradisi finanziari
      Il bar che non ti fa lo scontrino lo fa per sopravvivere ad una pressione fiscale del 70%.
      Vada a prenderli da quelli che hanno fatto cadere un ponte per risparmiare sulla manutenzione e poi hanno preso 2 miliardi

    3. Dario Lampa 20 settembre 2025

      Per diminuire le tasse è ovvio che lo stato deve farle pagare a tutti: bar, artigiani, piccoli imprenditori, negozi, grandi gruppi finanziari ecc, ecc. E' normale che un piccolo imprenditore dchiari meno del proprio dipendente? Evadere le tasse è un crimine. E negli USA, per esempio, si va in galera per questo.

    4. ric 20 settembre 2025

      si..ma uno stato che permette alle amministrazioni di sprecare il denaro di chi lavora da mattino a sera e' uno stato da combattere con qualsiasi arma...esclusa nessuna !
      --------------------solo un piccolo esempio :

    5. simonlester 20 settembre 2025

      In linea teorica potrei anche darti ragione. Ma io vivo nel mondo reale, quando vedo che, per un'evasione di poche migliaia di euro, bloccano il conto e fermano l' auto di un piccolo imprenditore,mentre se un VIP sportivo o televisivo evade milioni, patteggiano e pagano la metà del dovuto. Poi non ti rendi conto del controsenso dicendo di sollevarci contro loro stato padrone, e dall' altra vuoi carcerare chi lo combatte indirettamente negandogli risorse ( che utilizza per armi invece che nello stato sociale). Come dice sopra Ric, lo stato e nemico e le forze dell'ordine sono più efficienti a manganellare studenti e buttarre fuori dai treni i non mascherati o a reprimere centinaia di migliaia di renitenti al vax che a fermare poche centinaia di borseggiatori e spacciatori nelle stazioni. È diventato un far west al contrario; sono tutelati i delinquenti e vessati gli onesti.

    6. maghi 20 settembre 2025

      forse non vi rendete conto di pisciare fuori dal vaso. Secondo la Corte dei Conti la stragrande fetta dell'evasione è fatta dalla criminalità organizzata e solo uno stato forte è in grado di stanarla. Non so se vi ricordate quelle tre o quattro autobomba messa da Cosa Nostra (Capaci, via dei Georgofili, ecc). Come è finita? Con processi farsa, che hanno fatto una parvenza di giustizia per salvare la faccia e la resa dello stato alle mafie. E voi ve la prendete coi bar e altre attività, che stanno chiudendo, perchè non ce la fanno ad andare avanti. Ma il vostro cervello è eterodiretto dalla CGIL o dal PD? Allora potete friggervelo e mangiarvelo, se non lo hanno già fatto altri. Volete che gli onesti siano tutelati? Siete degli illusi, perchè questo è possibile solo negli stati dittatoriali, ma ovviamente vi risciacquate la bocca con parole vuote come democrazia e popolo, proprio come fanno da sempre gli USA, quando vogliono aggredire qualcuno. Ma che siete amerriccani?

    7. mago 20 settembre 2025

      Scusa ma che mente perversa uno ha nel tartassare un povero barista che non fa lo scontrino quando vedi migliaia di prostitute che esercitano alla luce del sole sotto gli occhi di finanza polizia cc non pagare nulla..

    8. mago 20 settembre 2025

      Notizie di Mimmo ?

    9. mago 20 settembre 2025

      Ordini di scuderia.

    10. mago 20 settembre 2025

      si li spaccio la prostituzione alla luce del sole che portano solo malattie tossici e casi sociali..e le multinazionali in Irlanda e Olanda poi nella testa del popolino ti inculcano che è il piastrellista di turno.

    11. simonlester 20 settembre 2025

      Guarda che io difendo le piccole realtà che evadono per proteggersi. Forse hai sbagliato interlocutore. CGIL e PD per me sono nemici mortali.

    12. ric 20 settembre 2025

      Ma si ! Sta con Calogero , sono con andati da Turiddu , fratello di Addolorata.....a mangiare gli sciabacheddu .....

      --------------------

      https://sp-ao.shortpixel.ai/client/to_webp,q_glossy,ret_img/https://www.fornellidisicilia.it/wp-content/uploads/2017/06/sciabbacheddu-fritto-2.jpg

    13. mago 20 settembre 2025

      Le andassero di traverso mannaggia..

    14. mago 20 settembre 2025

      Spiegale che aumenta il gettito fiscale e pure il debito,quando l Italia è stata fatta con il nero il debito era basso giravano poche tasse..qualche economista saprebbe dirmi il perché.

    15. RixGa 20 settembre 2025

      Quanto potrà evadere un libero professionista (es. un dentista) nel corso della sua carriera?
      300.000 euro?
      Sì, sono tanti per le persone comuni.
      Una multinazionale che ha sede in Irlanda elude 300.000 euro in una settimana (circa) ed è perfettamente legale.
      Quale è il male minore? considerando che gran parte del "malloppo" del dentista evasore verrà speso in Italia, mentre i dividendi di una multinazionale finiscono ai soci (ovunque e magari anche ai soliti noti della mafia apolide).
      Alla fine continuare a credere che il libero professionista sia il nemico non fa che il gioco dei politici che ci vogliono divisi, litigiosi tra di noi, stupidi e disarmati.

    16. BrunoWald 20 settembre 2025

      "Scusa ma che mente perversa uno ha nel tartassare un povero barista"

      La mente di uno che si dice marxista-leninista. Loro il barista lo spedirebbero in Siberia.

    17. ric 20 settembre 2025

      vero; ma fra i liberi professionisti c'e' di tutto .

      anche un idraulico che per una prestazione da " 1000" euro senza fattura .... se li mette in tasca E TI DICE GRAZIE .Ma se chiedi la fattura diventano 1400 euro piu' IVA: praticamente il 90% dei comuni cittadino paga 200 euro di IVA che non prcepisce da nessuno , ma ripsetto a prima GLI DA 400 EURO IN PIU' PER PAGARGLI LE TASSE.

      spendi in fondo 1700 euro circa che nessuno ti riconosce ---

    18. mago 20 settembre 2025

      mo chi fa lo spritz dopo ?

    19. mago 20 settembre 2025

      effettivamente con lo scambio di informazioni fra stati avere un conto estero in nero e impossibile salvo che lo hai in qualche paradiso fiscale Panama Papers docet,ma qui non e la casalinga di Voghera,
      Fonte : W.street Italia.

      https://www.wallstreetitalia.com/trend/panama-papers/

    20. mago 20 settembre 2025

      leggo e rileggo e leggo che al fisco non scappa nulla poi mi domando gli spaccini le prostitute gli usurai ma dove hanno il conto ?
      Fonte : Msn
      https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/se-non-prelevi-mai-nulla-dal-conto-finisci-nel-mirino-del-fisco-perch%C3%A9-succede-e-come-difenderti/ar-AA1MvY9H

    21. ric 20 settembre 2025

      ecco che i paradisi fiscali tornano utili !

    22. mago 20 settembre 2025

      e quelli che ti tartassano poi i loro soldi li mettono li..saltassero fuori i nomi di quelli giusti vedi che botto..

    23. ws 20 settembre 2025

      Gianni Agnelli ( uno che se ne intendeva di evasioni fiscali 😁 ) ti risponderebbe che ad uno stato conviene sempre tartassare i piccoli evasor, che sono milioni e non si possono difendere, mentre le multinazionali sono poche e ben agguerrite.

    24. maghi 21 settembre 2025

      non parlavo per te, ma in generale.

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