L’attivazione dell’herpes zoster è associata alla vaccinazione COVID

L’attivazione dell’herpes zoster è associata alla vaccinazione COVID

Dr. Joseph Mercola
articles.mercola.com

Secondo un recente studio [1] pubblicato sul Journal of Cutaneous Immunology and Allergy, l'herpes zoster persistente post-vaccinazione, un'infezione causata dallo zoster virus della varicella, è stato associato alla presenza nella cute dei pazienti affetti della proteina spike prodotta dai vaccini COVID. Come spiegato dagli autori [2]:

"Da quando è stata avviata la campagna di vaccinazione contro la COVID-19, è stata documentata in tutto il mondo un'ampia varietà di effetti avversi cutanei dopo la vaccinazione. La riattivazione dello zoster virus della varicella (VZV) è stata riportata come la reazione cutanea più frequente negli uomini dopo la somministrazione di vaccini COVID-19 a mRNA, in particolare BNT162b2.

Un paziente, che presentava lesioni cutanee persistenti dopo la vaccinazione con BNT162b2 per ... oltre 3 mesi, è stato indagato per il virus VZV e per l'eventuale coinvolgimento della proteina spike derivata dal vaccino ... In modo sorprendente, la proteina spike codificata dal vaccino per la COVID-19 era stata stata espressa nei cheratinociti vescicolari e nelle cellule endoteliali del derma."

I vaccini COVID compromettono le funzioni immunitarie

I ricercatori ipotizzano che i vaccini COVID possano indurre una riattivazione persistente dell'herpes zoster "perturbando il sistema immunitario." Il modo in cui il sistema immunitario viene perturbato dai vaccini COVID è l'argomento dell'articolo [3] di Stephanie Seneff, ricercatrice del MIT "Innate Immune Suppression by SARS-CoV-2 mRNA Vaccinations: The Role of G-quadruplexes, Exosomes and MicroRNAs," scritto insieme ai dottori Peter McCullough, Greg Nigh e Anthony Kyriakopoulos.

Nel pezzo viene descritto come i vaccini COVID sopprimano il sistema immunitario innato inibendo la via dell'interferone di tipo 1, che rappresenta la prima risposta a tutte le infezioni virali.

Quando una cellula viene invasa da un virus, rilascia interferone alfa e beta di tipo 1. Entrambe le molecole agiscono come segnalatori che indicano che la cellula che è stata infettata. Questo, a sua volta, dà il via alla risposta immunitaria fin dalle prime fasi dell'infezione virale.

L'interferone di tipo 1 tiene anche sotto controllo i virus latenti, quindi, se la via dell'interferone viene soppressa, i virus latenti possono iniziare ad emergere. Il database statunitense Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) rivela che molti soggetti vaccinati [contro la Covid] riportano questo tipo di infezioni. Anche le autorità di regolamentazione dell'Unione Europea stanno avvertendo che i richiami dei vaccini COVID possono indebolire l'immunità generale [4].

Come viene soppresso dal vaccino l'interferone di tipo 1? Viene soppresso perché l'interferone di tipo 1 risponde all'RNA virale, e l'RNA virale non è presente nei vaccini COVID. L'RNA [di questi vaccini] è stato modificato per farlo assomigliare all'RNA umano, quindi la via dell'interferone non viene attivata. Peggio ancora, la via dell'interferone è attivamente soppressa dal microRNA contenuto nell'iniezione, il che limita la capacità di combattere tutti i virus. Inoltre, apre la porta alla riattivazione dei virus latenti.

Nel caso di studio sopra riportato, il paziente aveva ricevuto una dose del vaccino mRNA di Pfizer 13 giorni prima dell'insorgenza dell'herpes zoster e una seconda dose otto giorni dopo, il che aveva indotto i ricercatori a sospettare un'associazione tra l'insorgenza dei sintomi e le iniezioni.

La vaccinazione COVID e l'herpes zoster negli immunocompromessi

Analogamente, uno studio [5,6] pubblicato nell'aprile 2021 aveva descritto i casi di sei pazienti affetti da malattie reumatiche infiammatorie autoimmuni che avevano sviluppato l'herpes zoster poco dopo la somministrazione del vaccino Pfizer.

"Il profilo di sicurezza dei vaccini a base di mRNA nei pazienti con malattie reumatiche infiammatorie autoimmuni (AIIRD) non è noto," avevano osservato gli autori [7]. "L'obiettivo di questa relazione è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla riattivazione dell'herpes zoster (HZ) in seguito alla vaccinazione con mRNA BNT16b2 nei pazienti con AIIRD."

Lo studio aveva rilevato che l'infezione da herpes si era verificata nell'1,2% dei pazienti con AIIRD che erano stati vaccinati (sei su 491), rispetto a nessuno dei controlli. Cinque di loro avevano sviluppato l'herpes zoster per la prima volta nella loro vita poco tempo dopo la prima dose di Pfizer. Una donna si era ammalata dopo la seconda dose.

Come notato dagli autori, i pazienti immunocompromessi, compresi quelli con AIIRD, avevano avuto la priorità nella vaccinazione COVID, anche se i pazienti immunosoppressi erano poi stati esclusi dagli studi clinici. Il fatto che l'1,2% dei pazienti immunocompromessi, ma nessuno dei pazienti sani, avesse sviluppato l'herpes zoster, dimostra quanto sia importante non limitare gli studi clinici ai più sani tra noi.

Meccanismi patogeni

Per quanto riguarda i meccanismi, i ricercatori avevano proposto la seguente spiegazione [8]:

"I potenziali meccanismi che potrebbero spiegare il legame patogenetico tra la vaccinazione con mRNA-COVID19 e la riattivazione dell'HZ sono legati alla stimolazione dell'immunità innata attraverso i recettori toll-like (TLR) 3,7 da parte dei vaccini a base di mRNA. Si pensa che la segnalazione dei TLR sia implicata nella riattivazione degli herpesvirus, un processo essenziale per questi virus per mantenersi nell'ospite.

I difetti nell'espressione dei TLR nei pazienti affetti da malattie causate direttamente dall'infezione da herpesvirus evidenziano l'importanza di queste vie di segnalazione durante l'infezione e l'eventuale progressione della malattia.

Il vaccino stimola l'induzione di INF di tipo I [interferone di tipo 1] e di potenti citochine infiammatorie, che stimolano le risposte immunitarie T e B, ma possono influenzare negativamente l'espressione dell'antigene, contribuendo potenzialmente alla riattivazione dell'HZ."

I vaccini COVID aumentano il rischio di riattivazione dell'herpes zoster

Anche una revisione sistematica [9] pubblicata nel novembre 2021 aveva concluso che i vaccini COVID aumentano il rischio di riattivazione dell'herpes zoster se lo si è già avuto in precedenza o se si hanno fattori di rischio noti. All'epoca erano stati segnalati 54 casi, 27 uomini e 27 donne, che erano stati inclusi nella revisione. Come avevano osservato gli autori [10]:

"C'erano casi con fattori di rischio noti per l'herpes zoster, che includevano età superiore a 50 anni (n = 36), disturbi immunologici (n = 10), malattie croniche (n = 25), disturbi metabolici (n = 13), tumori maligni (n = 4) e disturbi psichiatrici (n = 2).

Il periodo medio (SD) tra lo sviluppo dell'herpes zoster e la vaccinazione COVID-19 è stato di 7,64 (6,92) giorni. La maggior parte dei casi proveniva da Paesi ad alto e/o medio reddito. L'86,27% dei casi di HZ è stato riportato a causa del vaccino a mRNA. Trentasei pazienti 36/45 (80%) hanno sviluppato l'herpes zoster dopo la dose di carico del vaccino COVID-19 tra coloro che hanno ricevuto il vaccino a mRNA.

Non è stato possibile stabilire un legame certo, ma potrebbe esserci un'associazione tra il vaccino COVID-19 e l'herpes zoster. Studi su larga scala potrebbero aiutare a comprendere il rapporto causa-effetto."

Segnalazioni di herpes zoster nel VAERS

Consultando il VAERS, al 16 dicembre 2022 erano presenti 15.225 segnalazioni di herpes zoster dopo vaccinazione COVID [11]. La maggior parte dei casi (per i quali è stata indicata l'età) si è verificata in individui giovani di età compresa tra i 25 e i 51 anni, pazienti più giovani del normale. Sono stati registrati anche 170 casi in bambini e ragazzi di età compresa tra i 12 e i 25 anni.

Il vaccino Pfizer ha un numero di segnalazioni di herpes zoster più che doppio rispetto a quello di Moderna e il numero di segnalazioni è più che doppio nelle donne rispetto agli uomini.

I dati VAERS possono dimostrare una causalità?

Una persona che ha preso una posizione forte contro l'affermazione che i dati VAERS non possono dirci nulla sulla causalità è Steve Kirsch, direttore esecutivo del COVID-19 Early Treatment Fund. Nel video "Vaccine Secrets: COVID Crisis " [12], sostiene che i dati VAERS possono effettivamente essere utilizzati per determinare una causalità.

È importante capire che l'idea che i dati VAERS non possano dimostrare una causalità è una delle giustificazioni usate dal CDC per affermare che nessuno dei decessi è attribuibile al vaccino COVID. Kirsch sostiene che questa premessa è, in realtà ,falsa e che il nesso di causalità può essere determinato utilizzando proprio i dati VAERS.

Per dimostrare il suo punto di vista, Kirsch fa la seguente analogia: Supponiamo di somministrare un vaccino a due dosi. Dopo la prima dose non succede nulla, ma dopo la seconda dose le persone muoiono entro 24 ore per una trombosi venosa profonda (TVP).

Se si esaminano i dati VAERS, si scopre che non c'è nessuna segnalazione associata alla prima dose e che c'è un'ondata di decessi dopo la seconda dose, tutti nello stesso arco di tempo e con la stessa causa di morte.

Secondo il CDC, non è possibile attribuire alcuna causalità a questo fenomeno. Per loro, è solo un caso che tutti siano morti dopo la seconda dose, e per la stessa patologia, e non dopo la prima dose o per un'altra patologia.

Kirsch sostiene che la causalità può essere effettivamente identificata da questo tipo di dati. È molto difficile trovare un'altra spiegazione per il fatto che persone - molte delle quali giovani, in perfetta salute e senza condizioni predisponenti - muoiano esattamente 24 ore dopo la seconda dose. È anche difficile trovare un'altra spiegazione per persone con patologie concomitanti.

Ad esempio, è ragionevole pensare che persone con patologie cardiache non diagnosticate muoiano di TVP esattamente 24 ore dopo aver ricevuto una seconda dose di vaccino? O che le persone con diabete non diagnosticato muoiano di TVP esattamente 24 ore dopo la seconda dose?

Perché non dopo la prima dose, o due mesi dopo la seconda dose, o qualsiasi altro numero casuale di ore o giorni, o per altre cause di morte casuali?

Perché le persone dovrebbero morire casualmente per la stessa patologia nello stesso momento, ripetutamente? Come minimo, come sistema di allarme precoce, VAERS è progettato per segnalare una potenziale causa. È cercando modelli ripetuti di effetti collaterali che si può iniziare ad identificare un vaccino potenzialmente problematico.

Una volta identificato un modello - e non si può negare che la morte entro 24 ore o una settimana non sia un modello noto per i vaccini COVID - dovrebbe essere avviata un'indagine. Ma nessuna indagine di questo tipo è stata avviata sui vaccini COVID. I modelli evidenti vengono semplicemente ignorati.

Ignorare i segnali di allarme non rende le iniezioni sicure

Come sistema di allerta precoce, il VAERS funziona come previsto, nonostante la grave sotto-segnalazione (il CDC ha persino pubblicato un documento in cui ammette che gli effetti avversi dei vaccini COVID nei bambini sono sotto-segnalati di un fattore 6,513). È il follow-up che manca.

Ma la mancanza di indagini e di follow-up non è una prova che le iniezioni non possano causare problemi, uno dei quali è la riattivazione di virus latenti come l'herpes zoster. Anche se non credo che queste iniezioni siano benefiche per tutti, se avete una storia di infezione latente, sappiate che questi vaccini possono provocare una riacutizzazione.

Inoltre, bisogna sapere che un sistema immunitario compromesso rende più inclini non solo alla COVID-19, ma anche a qualsiasi altra infezione virale e batterica, oltre a malattie croniche come il cancro.

Dr. Joseph Mercola

Riferimenti:

Fonte: articles.mercola.com
Link: https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2023/01/04/covid-vaccine-shingles.aspx?ui=31bdfd289c57f6b86e809f5dfc7f4ce22734ebe06df6727421f1f70f2cf27919&sd=20211027&cid_source=dnl&cid_medium=email&cid_content=art1ReadMore&cid=20220816_HL2&mid=DM1232480&rid=1577446254
04.01.2023
Link al file PDF originale: covid-vaccine-shingles-pdf
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Il Dr. Joseph Mercola è un medico osteopata americano convinto sostenitore delle medicine alternative, ha scritto due libri elencati nel New York Times Bestseller List. Nel suo “La grande bufala dell’aviaria,” del 2006, sosteneva con forza la tesi che tale malattia serviva in realtà soltanto al governo per accumulare denaro e potere. Vive in Florida con la moglie Elizabeth e dirige un’azienda di prodotti per la salute e integratori vitaminici.

Commenti (23)

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    1. maghi 5 gennaio 2023

      la Dottoressa Bolkan la chiama slatentizzazione di patologie tenute sotto controllo dal sistema immunitario. Ma il danno principe è la trascrittasi inversa dell'mRNA nel DNA. Se succedesse veramente, lo vedremo entro 4-8 anni. Speriamo di no, perchè anche i non vaccinati possono essere contagiati dalle spike presenti in mld e mld nei vaccinati. Forse sarà anche per questo che ora ci hanno dato il libera tutti, così da far infettare anche i renitenti dalla vicinanza dei si-vax. Sistemino mio immunitario pensaci tu, per favore.

    2. ducadiGrumello 5 gennaio 2023

      ma la trascrittasi inversa della spike non se ne fa nulla, bisognerebbe capire se i vaccinati trasmettono l'mRNA. Io non sono nè medico nè tantomeno biologo molecolare, però non tutti concordano sul fatto che questo passaggio possa avvenire es. Scoglio per citare quello forse più esposto (lui è anche molto più spinto, a suo parere i vaccinati nemmeno producono la spike perchè gli mRNA esogeni vengono distrutti da tutta una serie di meccanismi eso ed endo cellulari)

    3. Senna 5 gennaio 2023

      La Bolgan dice un sacco di cazzate del tipo, il vaccino era efficace con il virus di Wuhan, di "spike" ci si contagia etc.
      E questa sarebbe controinformazione?
      Il merda stream festeggia quando si leggono queste stronzate!
      Ma come fa la Bolgan e qualche altro deficiente pensare che questi bastardi ideatori di questa farsa, possano aver prodotto un vaccino per salvare qualcuno??
      Salvare da cosa? Da una fake pandemia, da fake virus? L'unico metodo per ammalare ed uccidere la gente è entrare nel sangue e lo fanno con somministrazione di diserbante tossico.

    4. maghi 6 gennaio 2023

      anche se molte persone si sono ammalate subito dopo l'iniezione, ce ne sono molte altre che ancora muoiono di sconosciute "morti improvvise". Questo vuol dire che la proteina spike, una volta inoculata, di certo di più per via intramuscolo, ma un pochino anche per via aerea, continua a lavorare contro il ns sistema immunitario. Che venga eliminata dai vaccini è ormai conclamato sia una bugia. Dobbiamo accettare che sia un ulteriore patogeno presente nel nostro microbiota, pronto a manifestarsi come l'herpes labiale o lo zoster, appena si genera un buco nella protezione del nostro sistema immunitario. Speriamo solo che non porti a devastanti modifiche del DNA, perchè aprirebbe la strada dell'inferno in terra per la maggior parte dell'umanità. Già prima del covid le persone che avevano meno cura del loro SI, si ammalavano e morivano prima delle altre e ora abbiamo anche la nuova spike tra i patogeni, quindi la situazione è peggiorata. Con che effetti, già lo vediamo. Quelli futuri, li vedremo, se siamo fortunati, li sopporteremo, se non lo siamo, ma il "mad max funzionale" di cui parlava Mercola ci toccherebbe in ogni caso.

    1. IlContadino 5 gennaio 2023

      Niente, disastro completo, ci si aspettava l'ecatombe, milioni di morti, tutti frizzati dal grafene in preda a tremolii prima di stramazzare al suolo con la bava alla bocca e gli occhi spenti, invece siamo qui a consultare studi su possibili effetti avversi, fare supposizioni e stiracchiare le percentuali come meglio si può.
      Tutto da rivedere, tutto da rifare. Niente cigno nero, ma nemmeno grigio, neanche qualche macchiolina o striatura di colore, solito cigno bianco che più bianco non si può. Che palle!

    2. sarah 5 gennaio 2023

      Chi preconizzava simili scenari ( tutti morti entro due anni ecc. ) non solo ha offerto una tesi poco verificabile ma ha di fatto contribuito a vanificare gli sforzi necessari per mettere in luce i veri rischi legati a questi vaccini. Viste le forze in gioco e l'atteggiamento sempre più aggressivo delle autorità, sarebbe già stato difficile non affossare del tutto la ragione e invece ci si sono messi pure questi. Le loro previsioni poco credibili hanno distratto l'attenzione dalla realtà ed hanno prestato il fianco ai detrattori, tanto desiderosi di gabellare ogni dissenso come terrapiattismo e quant'altro sappiamo. Purtroppo, e dico purtroppo, la pericolosità di questi "farmaci" si è dimostrata da sola ed era pure facilmente prevedibile: dopo le morti da astra..coso ( sopra e sotto i 50 anni), i casi di emorragia cerebrale fra i giovani e una miriade di problemi neurologici e cardiaci ( spesso transitori ma comunque preoccupanti e come tali inaccettabili ). Non serviva evocare un'ecatombe per applicare cautela e un minimo di buon senso. Qualcuno ha invece giocato le carte alte per poi sbagliare ( come prevedibile ), essere smentito e trascinare con sé anche tutte le evidenze evidenti che da sole sarebbero bastate a dare un giudizio del tutto negativo. Il fatto è reso ancor più grave dalle circostanze: non si tratta di un farmaco, magari pericoloso o poco sperimentato, che è stato messo sul mercato e offerto a un pubblico ignaro ma di un'imposizione perpetrata con bieca brutalità. La brutalità di essere privati dei mezzi di sussistenza ed essere esclusi dalla società. Ora è difficile, se non impossibile, per associazioni e avvocati vari far valere un minimo di ragione. Chi dobbiamo ringraziare? Anche costoro che al pari di altri hanno giocato con le paure più ancestrali e recondite delle persone annebbiando la ragione.

    3. mago 5 gennaio 2023

      oggettivamente per me milioni di persone vaccinatesi e a oggi ancora fieramente contenti della loro scelta nonostante i casi avversi rappresentano una ecatombe di cervelli che va oltre la mera morte,forse il loro scopo primario era di creare generazioni di lobotomizzati e clienti sempre in cura le morti si erano solo un danno collaterale. A parte altro discorso sul perché la pandemia è servita a certi ambienti.

    4. mago 5 gennaio 2023

      doveva venire la fine del mondo vedi Maya doveva crollare il mondo con il bug del 2000 in campo informatico doveva esserci il pianeta sconosciuto in collisione con la terra,sì certamente succederà qualcosa qualche giorno,trovo che ci sguazzano a pressare psicologicamente le masse oggigiorno.

    5. Giovanni01 5 gennaio 2023

      Personalmente penso che le previsioni più catastrofiste siano state messe in circolo proprio per screditare l'immagine di chi aveva dubbi. Facile immaginare chi ha avuto interesse a farlo..

    6. sarah 5 gennaio 2023

      Sono d'accordo. Cercavo in qualche modo di dire quello.

    7. Astronauta 5 gennaio 2023

      Il picco di morti da covid dovrebbe essere nel 2025.
      Nel frattempo non e' detto che non ci siano cose ben peggiori.
      Quello che sta succedendo in questi anni, dal ,,2020 in avanti va molto piu in la della pressione psicologica.

    8. mago 5 gennaio 2023

      eh si..per le persone che sono anni avanti nulla a questo punto e inimmaginabile ma resta il fatto che dobbiamo solo aspettare.
      Ps leggo che mancherebbero o potrebbero mancare certi medicinali ad uso specifico COVID..la situazione si fa intrigante ed interessante,diciamo che siamo a cottura media.

    9. Fantine 5 gennaio 2023

      Cara Sarah, complimenti per le tue considerazioni sempre puntuali.
      Condivido in pieno, compresa la constatazione evidente della regola del cui prodest.

      Non serviva evocare un’ecatombe per applicare cautela e un minimo di buon senso.

      Tanto più che il farmaco si dà ad un malato, che è disposto a correre qualche rischio in più, per curare o trattare la malattia che lo affligge.
      Questa roba, invece, l'hanno data ai "sani" (e non solo, certamente), nel senso che non si è trattato di curare un malato.

    10. maghi 5 gennaio 2023

      per gli effetti da trascrittasi inversa ci vogliono ancora dai 4 agli 8 anni almeno.

    11. ducadiGrumello 5 gennaio 2023

      anch'io penso da mesi che tutte le ipotesi più tetre siano messe in giro dalle stesse manine, appartenenti ai registi dell'intera operazione. Peraltro sappiamo che sulla gestione dei media sono piuttosto scafati. La paura è l'immunosoppressore più potente in assoluto

    12. Pfefferminz 5 gennaio 2023

      Non sono del tutto d'accordo, perché il Prof.Bahkdi è fra coloro che hanno fatto previsioni catastrofiche. Se esse non si sono verificate è perchè non tutti i "vaccini" sono uguali, per i motivi più disparati. Il 90% delle reazioni avverse gravi era riconducibile al 7%dei lotti.

    13. ducadiGrumello 5 gennaio 2023

      cara Pfeff, onestamente credo che pochi qui dentro mettano in dubbio la pericolosità dei cd. vaccini. Io ad esempio non me ne farei uno nemmeno con un bazooka puntato alla tempia. Però il sospetto che si facciano circolare alcune voci catastrofiste per piegare ulteriormente la volontà dei pochi resistenti ce l'ho. Non tanto sugli aspetti medici, certamente agghiaccianti e anzi silenziati, ma magari sul "contorno", penso alle dicerie sui campi di concentramento per novax. O, in campo secondo me solo apparentemente diverso, ai ripetuti blackout energetici evocati da anni

    14. emilyever 5 gennaio 2023

      A riprova di quel che dici, non so se hai letto questo articolo di Mercola ripreso da Blondet, non è che mi convinca del tutto, diciamo che non coincide con quello che finora avevamo letto sulla composizione: pur pericolosi questi sieri sembrerebbero meno peggio di quel che si pensava, niente nanoparticelle, niente grafene, nessun parassita ecc. Ma ti fregano lo stesso perchè fanno evaporare i globuli rossi. Non si precisa, però, se li hanno analizzati nel microscopio a spettro oscuro
      https://www.maurizioblondet.it/cosa-ce-nei-vax-spiegato-bene-finalmente/

    15. Senna 5 gennaio 2023

      Siamo alla solita storia che non mi sembra difficile da intuire, la maggior parte delle somministrazioni erano placebo, quindi il grande depopolamento non ci sarà.

    16. Senna 5 gennaio 2023

      Cancellato

    17. Senna 5 gennaio 2023

      Chi in questi 2 anni ha ricevuto la vera dose di diserbante tossico, ha subito come minimo effetti collaterali gravi o meno gravi oppure è morto, la grandissima maggioranza ha ricevuto una dose placebo.

    18. sarah 7 gennaio 2023

      Grazie, @Fantine.

    1. sbregaverse 5 gennaio 2023

      Tra i virologori sembra , per le fatture, (quelle delle fatucchiere non quelle con iva di cui s'è persa ogni traccia) di cui sono stati oggetto, si riscontri una recrudescenza di PETECCHIONA associata a SCAGAZZO e VERMOCANE.( Capannelle: mo' che ti venga, aschhhh ashhhh aaaaahhhhh )

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